"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 1, 3 dicembre 2002


 

 


 

 

 

"Ci siamo eh?"

Doppi vertiginosi

***

Orfeo

Giona

Ulisse

 

Una lettera

di Francesco Carbone 

 

Il compagno segreto” fu scritto di slancio in due settimane, sospendendo il lavoro sugli ultimi capitoli di “Sotto gli occhi dell’Occidente”, che ancora si intitolava semplicemente “Razumov”.

Luglio 1909: arrivò a Conrad la lettera di uno sconosciuto capitano Carlos M. Marris, che poi ebbe la fortuna di essere invitato a casa dello scrittore. Questo Marris aveva vissuto vent’anni in Malesia, lì aveva sposato una principessa ed ora tornava in Inghilterra per curarsi. Pieno d’ammirazione, gli raccontava che nei mari d’Oriente gli ufficiali inglesi lo leggevano sempre come il loro miglior cantore. Gli chiedeva così di non fermarsi, di scrivere ancora storie come quella di Almayer, di Lord Jim, di capitani come MacWhyrr o il cieco Whalley. 

In una lettera al suo agente Pinker, Conrad raccontò: 

“E’ stato come risvegliare i morti – morti per me, visto che la maggior parte di loro vivono laggiù e leggono anche i miei libri e si domandano chi diavolo fosse che andava in giro a prendere appunti. Il mio ospite mi ha detto che Joshua Lingard ha provato a indovinare: “Deve essere stato quel tizio che era primo ufficiale sul Vidar con Craig”. Sono proprio io. E il bello è che tutti quegli uomini di ventidue anni fa sono affezionati al Cronista delle loro vite e delle loro avventure. Ne avranno altre di quelle storie che gli piacciono.”

 

 

torna su