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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
artienne Posted - 17/01/2008 : 23:19:41
Mi rendo conto che non è questo il luogo adatto per presentarmi, ma mi sembrava ineducato non rispondere al benvenuto.
Vi ho trovato per caso, ma forse il caso è solo il nome che lo sciocco dà al Fato (diceva Shakespeare, mi pare).
Grazie, buona continuazione e buona notte --- per ora.

Artienne
14   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
boboross Posted - 16/05/2010 : 22:39:52
di fronte a certi interventi ci si chiede se siano scritti i n stato di ebbrezza.
( non mi riferisco a quello che precede il mio in questo forum ).
nelson dyar Posted - 02/06/2009 : 16:36:46
...Che forza di carattere ci vuole per essere tolleranti! Se poi si guarda la tolleranza da un p.d.v. storico-filosofico, ancor più forza ci vuole a non gettare almeno certe effigi giù dalla rupe!

PS: A noi italiani manca una rivoluzione francese, e prima o poi, stanne certo, colmeremo questo increscioso gap.
boboross Posted - 02/06/2009 : 15:09:21
Alcun tempo fa, agli albori del "Compagno segreto", mi permisi di scrivere qualcosa in replica all'orfano sannita, ospite assai rapsodico del forum.
Immediatamente fui redarguito e richiamato a toni più consoni, giustamente.
Era il 2003.
Nel 2003, lo spirito del civil conversare era quello che era.
Oggi, of course, è peggiorato.
Si vive una piccola guerra civile quotidiana, nella quale ognuno è portatore di pretese e di diritti e mai di doveri.
Si esce da casa e si va a fare una denunzia, incrociando un poliziotto che vien considerato scansafatiche e rubastipendio.
Poi il poliziotto va alla Posta e diventa utente e dunque guata con malcelata avversione l'impiegato postale che non gli fa pagare la bolletta in due secondi.
L'impiegato postale esce e va all'INPS e non può sopportare che debba fare la coda per chiedere qualcosa della sua pensione, esattamente come decine di altri e così via.
Essendo assai alta la percentuale di anziani, tutto si limita a guerre verbali, ché per fare la guerra civile ci vuol sangue giovine.
Mi domando che succederebbe se questa densità di insofferenza verso i propri simili riguardasse un paese di gente giovane col sangue ribollente e la voglia di menare le mani.
Tutta questa premessa per dire che non vorrei che una goccia di quell'insofferenza si riversasse anche in questo forum...
f.c. Posted - 03/05/2009 : 12:17:57
Rerum volgarium fragmenta

[img]http://media.bladezone.com/contents/film/production/props/costumes/deckard/images/tBR-dekjak-vk2.jpg[/img]


Certo, quando si era forse neanche trecento milioni e ben sparpagliati (V a.C.) aristoteleggiare doveva essere un po’ più facile; oggi che si corre verso gli otto miliardi e tutto s’incrocia nella nostra capoccetta forzatamente multimediale, la babele si fa ingovernabile. Qualcuno ha capito davvero perché l’economia planetaria ha avuto l’attuale pare non piccolo infarto? E conosce cure non azzardose? Chi osa risposte stentoree e trancianti è un pazzo, noi che siamo in Italia, di multeplici e non più che sedati dolori ostello, lo sappiamo bene.

E siamo quindi pronti a essere subito contraddetti, anche sull’insostenibile pesantezza del frammento. Severino è un pensatore forte e sistematico. E ha una formidabile visione del pensiero che gli permette di riconoscere “sistema” anche lì dove si dà per frammenti. C’è sempre del senno nella frammentarietà di?… mettere il nome che si preferisce, o anche di chi si detesta.

Cioran, io trovo, scrive stupendamente. Da teologo senza Dio, pratica come Baudelaire la bestemmia. Lo scandalo dell’essere lo ha, mi pare, abitato fino in fondo. Scrivere “stupendamente” non è un mero riconoscimento di stile, non sto facendo il formalista. Condivido quindi che “non tutti i frammenti sono uguali”, ma provando un piacere, a leggere, oltre ai “fragmenta”, Squartamento, Sommario di decomposizione, La caduta nel tempo, ecc. che mi fa dire che bello!

P.S.: Pessimista è una parola che non mi piace. Cosa vuol dire infatti? Applicata al pensiero non significa niente. Un medico non è pessimista o ottimista a seconda della sua diagnosi. Un medico è un medico. Un pensatore lo stesso. Alla fine quello che almeno per me conta è quanta luce mi dà in più, quanto forza, quanto coraggio, nell'abitare la mia vita. E' insomma sempre un complice della mia felicità. Anche quando scrive a se stesso che "fango è il mondo"... perché il punto non è semplicemente che qualcuno lo abbia scritto, è che io lo sto leggendo provandone piacere. E questo è vita.
nelson dyar Posted - 03/05/2009 : 11:54:49
Citazione:
Messaggio inserito da campi giovanni


"Può essere una educazione di secoli di microscopio e di indagini visive nel sempre più piccolo, dell'atomo di uranio che non si dispiega che come sistema solare, della cellula vivente che non cessa di contenere universi. Un breve insieme di parole con su impresso un sigillo arcano, di parole viventi, che respirano, non è cosmo? sistema planetario? Non è tutto il finito, tutto l'abisso?"
(Guido Ceronetti, Poesia e solitudine in Come un talismano)



Lo è sì. Con la differenza che se parti da Parmenide, passi per Leonardo e arrivi ad Einstein i frammenti son talmente tanti da non stare più in un unico contenitore. Tutti, da sempre, pensiamo per frammenti, con la differenza che quelli di certuni danno invariabilmente sensazione di armonia e bellezza, mentre altri legano i denti e fanno stridere catene.
boboross Posted - 02/05/2009 : 20:26:57
Pensare per fragmenta:
è l'unico modo che ci è dato, oggi, probabilmente.
Abbiamo perso la possibilità di abbracciare la totalità del reale e ne possiamo eprimere solo brandelli, quel che si riesce a ritenere in mezzo al brusio del mondo, fra le parole e le immagini...Evitare tutto questo è molto difficile, invero.Tanto premesso(modo di dire da legulei), non tutti i frammenti sono uguali.
campi giovanni Posted - 02/05/2009 : 17:06:49

"Può essere una educazione di secoli di microscopio e di indagini visive nel sempre più piccolo, dell'atomo di uranio che non si dispiega che come sistema solare, della cellula vivente che non cessa di contenere universi. Un breve insieme di parole con su impresso un sigillo arcano, di parole viventi, che respirano, non è cosmo? sistema planetario? Non è tutto il finito, tutto l'abisso?"
(Guido Ceronetti, Poesia e solitudine in Come un talismano)
boboross Posted - 01/05/2009 : 21:27:56
Ma è della stessa terra...Non credo che funzionerebbe. Forse un rosso del Nord.
nelson dyar Posted - 01/05/2009 : 21:07:28
[img]http://www.contizecca.it/wk_file_tabelle/selezioni/copia%20di%20neroprova.jpg[/img]

...Prova a cambiare vino...
boboross Posted - 01/05/2009 : 08:53:49
Faute de temps non ebbi modo di riportare tutte le mie riflessioni.
Così proseguivo:
"D'altra parte, però ( e mai espressione mi parve più esatta), Cioran, in qualche modo forse voleva svegliare i suoi lettori e portarli a ragionare intorno ai suoi oscuri vaticinii, affinché dal << dibattito >> nascesse qualcosa.
Solo che, questo punto, occorre chiedersi chi abbia il diritto di giudicare se l'interprete fosse << right >> o << wrong >>.
E via di questo passo, in un germogliare di dubbi che prima porta alla stanchezza e poi a mandare tutto a quel paese.

<< VERSO UNA SAGGEZZA VEGETALE >>:
Laude della vita vegetale, spogliata dalle fatiche della raison?
Resistenza ad un mondo che dalla natura parrebbe sempre più lontano ?
Ma poi l'astronave che solca gli spazi non è il prodotto della scienza e della tecnica e quindi della ragione di un essere di carne e sangue e, dunque, quanto di più << naturale >> ci sia ?
Sono così lontani l'astronave e l'ippopotamo (mammifero alquanto sconveniente?)"
Questa era la II parte del mio ragionare astruso su Cioran e che probabilmente con il romeno francesizzato non aveva molto a che fare.
Le tue considerazioni, caro f.c., sono poi, come di consueto, assai stimolanti.
Forse, come dici tu, non è il pensare per frammenti che non mi piace, ma proprio quel che scrive Cioran.
Quanto al fatto che il suo pessimismo coerente abbia probabilmente salvato più di uno dal suicidio è cosa a cui credo agevolmente.
D'altronde, in un certo senso, solo gli ottimisti possono concepire ed eseguire il suicidio.
Forse pensano che il mondo, in loro assenza, andrebbe meglio.
Il pessimista coerente, invece, sa benissimo che non è così e quindi vive il suo esserci fino in fondo.
Ora chiudo, ché vo incartandomi. Saranno gli effetti residui di un rosso pugliese (Nero di Troia) mandato giù troppe volte con troppa leggerezza.
Buon I maggio
nelson dyar Posted - 30/04/2009 : 22:16:40
Concordo, fc. Gli organismi più potenti sono tali sempre grazie ad una miriade di costellazioni, che mai potrebbero e mai dovrebbero essere organizzate, pena la perdita del vero.
f.c. Posted - 30/04/2009 : 15:41:17
sistemisti e arrangiatori

[img]http://squarewhiteworld.com/wp-content/uploads/2008/11/emilcioran.jpg[/img] [img]http://lotusgem.com/images/hegel.jpg[/img]


Ma che bella stroncatura del Nostro! Su cui non mi permetto di obiettare, poiché se la minestra non piace, non piace… sull’argomentazione però qualcosa provo a dire. Intanto: è un filosofo quello che è stato capace di creare un “sistema”? Il problema, come sappiamo, è stato (è e per sempre sarà) serissimo per Nietzsche. Fino al Nietzsche di Heidegger nessuno fu in grado di azzardare un’interpretazione sistematica di Nietzsche; anche L’anello del ritorno di Severino è un fantastico tentativo di interpretazione sistematica di Nietzsche. Ma, i ma abbondano… i francesi hanno sempre preferito una lettura diversa per non dire opposta: Nietzsche è frammento, critica, destrutturazione, ecc. – Di solito, tranne punte estremistiche di rifiuto, nessuno però azzarda il sillogismo (la superstizione? hegeliana?) che siccome non è sistematico non è un filosofo.

Facilissimo infatti che si rivolti contro e che faccia strame di pensatori irrinunciabili: da Eraclito a Socrate, che come si sa neppure scriveva, in poi.

Se invece conta non la sistemaicità ma la consistenza del pensiero, allora magari diventa tutt’un altro paio di maniche. Vedi sempre Severino che – spero una volta per tutti – ha dimostrato la grandiosa forza teoretica dello zibaldoneggiante Leopardi.

Benjamin, che ammiro amo e m’entusiasma sempre di più, si giocò la carriera accademica per aver sostenuto da subito nella sua meravigliosa – e, almeno allora, incomprensibile – premessa gnoseologica al suo saggio sul dramma barocco tedesco, sosteneva che proprio “il sistema” ha una sua ineludibile disonestà: perché non c’è cosa che non venga in realtà pensata per frammenti, e che solo poi può nascere la tentazione di sistematizzare, e cioè in pratica di riempire buchi, con pezze, zonte, raccordi che orpellano il pensiero dandogli parvenza di compiutezza, chiusura, fino a una addirittura perfetta e disonestissima autoreferenzialità… All'opposto, può in verità contare moltissimo proprio il dramma delle fratture, dei buchi, delle contraddizioni…

Ho letto quasi tutto Cioran, e mi ha sempre fatto bene. Sarà una notazione banalmente biografica, e certo senza pretese nei confronti di nessuno, ma intanto lo dico. Cioran stesso, e non mi ricordo dove, perché a me sembra l’autore di un unico libro dipanato in più libri (sistematicità!?), di aver notato più volte che il suo pessimismo senza remissioni (coerenza?) avesse salvato dalla disperazione e addirittura dal suicidio più di qualcuno: un pessimismo vivificante, maschio, aspro, potente… quello che – sempre che pessimismo sia una parola che abbia un minimo di senso – rivendicava per sé proprio Leopardi.
boboross Posted - 29/04/2009 : 20:56:58
In questi giorni leggiucchio Cioran: Sillogismi dell'amarezza.
Su un bloc notes, in cui annoto, i miei astrusi pensieri, mi è capitato di scrivere qualcosa. Ho dei dubbi e li sottopongo a coloro che al forum partecipano:" Come si possa ricavare un compiuto sistema di pensiero da una valanga di frammenti che sobvente assomigliano ad una elegante < paraculata > rimane per me un mistero.
Prendiamo Cioran, quello del < verso una saggezza vegetale > (Sillogismi etc. cpa. " Lo scroccone dell'abisso " ).
Il verso pare più di tutto il tema di un convegno intellettual-masturbatorio da neue-linke verde.
Come rintracciare in una massa di aforismi un sistema ?
E chi si mette a simile opera e poi lo trova, trova il sistema di Cioran o ha portato alla luce il suo sistema e lo contrabbanda per quello di Cioran?
Questi, peraltro, se davvero avesse voluto elaborare un'opera filosofica , lo avrebbe fatto.
E dunque, o non lo voleva o non ne era capace.
O forse, daata l'autorevolezza raggiunta con le raccolte dei suoi " piccoli ordigni contro l'umanità", ha ceduto alla pigrizia.
Tanto c'erano gli altri che pensavano per lui.
campi giovanni Posted - 25/04/2009 : 17:14:40
"Il dovere di un uomo solo è di essere ancora più solo"
(E.M.Cioran, Lacrime e santi)

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Generated in 0.03 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03