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 riassunto (dal forum su "cinema")

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
amministratore Posted - 19/02/2004 : 15:42:04
[img]http://web.tiscali.it/donatellaleoni/immagini/illust%202.jpg[/img]


RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
(dal forum del cinema)


...dove m.c. scrive nel suo ultimo post:

"Per inciso, credevo che orfano e f.c. fossero la stessa persona, come al solito non avevo capito nulla:Ciao.m.c."

replica l'orfano:

"...ma no, cara m.c.!, avevi capito benissimo, e meglio dell'orfanus e dell'effeccìus che in effetti sono il medesimo, nel senso delle impronte digitali coincidenti a conferma dello stesso niente, ma schizofrenicamente, per salti immemori dall'uno all'altro... per cui capita che l'uno si dimentichi del doppio suo ahimè nel giro d'un istante - e lì, comprenderai, soprattutto per le persone vicine, possono essere dolori (l'orfanous infatti rivendica più di qualunque altra cosa, come privilegio inderogabile, l'orfanità assoluta e totale: direi fino alla non-nascita; mentre l'effecì serba una rapporto - incomprensibile e vomitevole per l'orfanus - con l'anagrafe: va anche detto però che, in un qualche modo, come sempre del resto, la doppiezza dell'essere è lenitrice di piaghe: da sempre si sa, infatti, che la schizofrenia cura se stessa sdoppiandosi)."

e Tamer trancia:

"...psicanalisi, metodo che apprezzo, che si propone a mio avviso né più né meno di espellere l'uomo da se stesso, e dal quale attenderei ben altre imprese che non queste da usciere. (Nadja, André Breton)"

webMATER
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
orfano sannita Posted - 21/04/2010 : 18:07:29
anche il contrario

[img]http://www.wazzau.ch/images/08-Sam-FrancisSF-64-137-L29430.jpg[/img]


"Il pensiero è rapido. evidentemente, perché è immateriale e ciò ci conduce a sua volta assai più vicini a spiegare l'ostilità di tanti grandi metafisici nei confronti del loro corpo. Dal punto di vista dell'io che pensa, il corpo non costituisce se non un ostacolo."
(H. Arendt, La vita della mente)

Ma il corpo desidera
nelson dyar Posted - 15/12/2009 : 20:01:27
Mi spiego


[img]http://media.mtv.it/giuliayoyo/1/57524/600x0.jpg[/img]


Come per i cosiddetti amori, in cui tutta la tensione in maiuscolo è rivolta verso un assoluto, ma i cui accenti e riverberi sono quasi sempre relativi ad un tempo e ad un modo, l’incontro con determinati autori ha del fatale o meno in relazione agli stessi tempi e agli stessi modi. Leggendo alcune pagine ho inteso perfettamente il commento di altri lettori prima di me: è salvifico e consolante il contatto con alcuni, così come ferale o letale può essere con altri.

“Quando ero giovane pensavo di continuo alla morte. Era un’ossessione, ci pensavo persino mentre mangiavo. Tutta la mia vita era dominata dall’idea della morte. Un pensiero che non mi ha mai abbandonato, ma che col tempo ha perso d’intensità. E’ sempre un’ossessione, ma non è più un pensiero. Le faccio un esempio: qualche mese fa ho incontrato una signora, e abbiamo parlato di un nostro comune conoscente, che non vedevo da molto tempo. Lei diceva che era meglio non rivederlo, perché era troppo infelice. Non faceva che pensare alla morte. Le ho replicato: “ A cos’altro vuole che pensi?” Alla fin fine non ci sono altri argomenti. Certo, è meglio non pensarci, ma non c’è niente di abnorme nel fatto di pensarci. Non esistono altri problemi. E’ stato proprio perché ero nel contempo liberato e paralizzato da questo pensiero della morte che non ho combinato niente nella mia vita. Non si può avere un mestiere quando si pensa alla morte. Si può soltanto vivere come sono vissuto io, ai margini di tutto, come un parassita. La sensazione che ho sempre avuto è stata quella dell’inutilità, dell’assenza di scopo. Si potrà dire che è una cosa morbosa, ma lo è solo nei suoi effetti, non da un punto di vista filosofico. Filosoficamente, è normalissimo considerare tutto inutile. Perché mai si dovrebbe fare qualche cosa, perché? Credo che qualsiasi azione sia fondamentalmente inutile. E che l’uomo abbia sciupato il suo destino, il quale sarebbe dovuto consistere nel non fare niente. Credo che l’unico momento giusto della storia sia stato quello dell’India antica, quando si conduceva una vita contemplativa, quando ci si contentava di guardare le cose senza mai occuparsene. Soltanto a quel tempo la vita contemplativa è stata veramente una realtà.” (E. M. Cioran)

Se una lettura come questa mi fosse capitata in tempo, sono certa che il corso della mia vita sarebbe stato diverso. Si ama chi riesce a cambiarci, e nessun altro.
nelson dyar Posted - 14/10/2009 : 07:09:59
Sogni & deliqui



[img]http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Caravaggio%20opere/45%20Caravaggio-S.%20Gerolamo%20scrivente%201.jpg[/img]



...Avendo letto di questi cadaveri di palude me ne ricordai quando eravamo a Brema, ma essendo un po' frastornato, li confusi con le mummie delle cantine di piombo della città.
Questo mio interesse diede sui nervi a Freud. Più volte mi chiese: "Perché ci tenete tanto a questi cadaveri?" Si arrabbiò esageratamente, e a tavola, mentre conversavamo sull'argomento, improvvisamente svenne. In seguito mi disse di essere convinto che tutto questo chiacchierare di cadaveri significava che io avevo desideri di morte nei suoi riguardi. Fui più che sbalordito dalla sua interpretazione.

(...) Ciò che interessò Freud più di tutto, in questo sogno, furono i due teschi. Ci ritornava su continuamente e mi incitava a scoprire un desiderio che fosse in relazione con essi. Che cosa pensavo dei teschi? E di chi erano? Naturalmente sapevo con esattezza a cosa mirava: a mostrare che nel sogno si celavano segreti desideri di morte. "Che cosa vuole in realtà?" pensavo tra me. "A chi dunque dovrei augurare la morte?"

(...) A questo punto Freud cadde dalla sua sedia privo di sensi. Tutti gli si affollarono intorno senza aiutarlo. Allora lo sollevai, lo trasportai nella stanza più vicina, e lo feci sdraiare su un sofà. Mentre lo portavo, ritornò alquanto in sé, e mi fissò con uno sguardo che non dimenticherò mai: nella sua impotenza mi aveva guardato come se fossi suo padre.

C.G. Jung
nelson dyar Posted - 30/09/2009 : 22:52:52
Voci


[img]http://static.blogo.it/clickblog/Paolo_Ventura_Racconti_d_Inverno.jpg[/img]


"Con molta enfasi, e decisamente restìo, dissi a questa voce che le mie fantasie non avevano nulla a che fare con l'arte. Allora la voce tacque, e io continuai a scrivere. Poi ci fu un altro assalto, e si ripetè la stessa asserzione: "Questa è arte" E nuovamente io protestai: "No, non è arte! Al contrario, è natura." Mi disponevo ad un ripetuto contrastante assalto, ma poiché non accadeva nulla, riflettei che la "donna in me" non possedeva un centro della parola, e così le proposi di servirsi della mia lingua. Accettò la mia proposta e subito espose il suo punto di vista con un lungo discorso.
Mi interessava straordinariamente il fatto che una donna, dal mio interno, dovesse interferire con i miei pensieri."

K.G. Jung
nelson dyar Posted - 28/09/2009 : 12:26:19
Chicche


[img]http://files.splinder.com/30de9df4aa722662f7181294a1fde91c.jpg[/img]


"Ora mi stava davanti agli occhi. Freud era egli stesso affetto da una nevrosi, facilmente diagnosticabile e con sintomi penosi, come avevo scoperto durante il nostro viaggio in America. Egli mi aveva insegnato allora che sono tutti un po' nevrotici, e che perciò bisogna essere tolleranti. Ma non ero propenso ad accettare pacificamente questa dichiarazione, volevo piuttosto sapere come si potesse sfuggire ad una nevrosi. Avevo il sospetto che né Freud, né i suoi discepoli potevano capire cosa significasse per la teoria e la pratica della psicoanalisi, che persino il maestro non sapesse liberarsi della propria nevrosi. Quando poi Freud annunciava la sua intenzione di identificare teoria e metodo e di trasformarli in un dogma, non potevo più oltre collaborare con lui: non rimaneva per me altra scelta che ritirarmi."

C.G. Jung
o_cugino Posted - 02/06/2009 : 01:30:10

ma si e' riaperta la caccia ad ottobre rosso, non c'e' niente di meglio da fare?

[img]http://www.bronteinsieme.it/images/Im27a.jpg[/img]


Caro ammiraglio N., ammiro molto la sua tenacia anglosassone, sempre convinta di poter risolvere i problemi del mondo a palle di cannone, o impiccando il povero Caracciolo di turno. Ma questo atteggiamento, che pure io a volte riconosco come ammirevole, e' stato poi quasi sempre smentito dai risultati stessi, dimostrando cosi di non rappresentare molto piu' che una pia(o forse meno pia) illusione. Riguardo la parola liberta', diversamente da come la intende lei ammiraglio, che in nome del suo impero ha sempre cinicamente calpestato e soffocato, essa e' una parola astratta, un puzzle perfetto di pezzi incongruenti, quindi impossibile da comporre. Nel mondo della mia fantasia invece tutto e' possibile, senza dover sparare pesanti palle di cannone, tanto laggiu' non fanno nemmeno male, ma piuttosto, come l'ingenuita', fanno al massimo sorridere, anzi, perche' negarlo, mi fanno ridere, dato che diversamente dalle sue navi io non posso affondare. Se lei si sente addosso una missione continui pure a sparare le sue inutili bordate, ma mi raccomando, stia attento a non esagerare, giocando con le palle un suo braccio e' gia' stato fottuto. Da parte mia penso proprio che continuero' a scrivere cio' che mi va di scrivere, nel mio mondo non ci sono imperatori che imperano, figuriamoci se obbedisco agli ammiragli che compaiono improvvisamente dal nulla, soprattutto quando non e' davvero il caso, per darmi ordini. Laggiu' io sono “il dio”, sono al di sopra di tutto, creo e distruggo tutto cio' che mi pare, ad esempio quando e se avro' voglia ci mettero' pure il dio Set, perche' potro' sempre toglierlo quando mi stanchero'. Come disse un certo sconosciuto: “il potere logora chi non ce l'ha”, e io non ci penso proprio a logorarmi. (vin-al)


nelson dyar Posted - 01/06/2009 : 08:30:55
Fatti un caffè, chiama zen, e non scrivere più. La libertà solo a chi è libero, agli altri fa un pessimo effetto.
o_cugino Posted - 01/06/2009 : 03:05:48
Ma certo che il sole muore lento, anzi e' sicuro, perche' lui ha sempre fatto cosi, e mentre io cammino perdendo i miei passi arrivo sull'orlo, cosi mi appoggio al parapetto che da verso l'abisso, guardo giu' e vomito nel nulla pensando che ho venduto zen, spedita come una valigia in provenza, scambiata con la mia liberta', ma che affare. Un'anima per un pezzo di pane, quanti inferni dovro' attraversare per pagare tutti i miei peccati, quanto dolore sopportare per pareggiare i miei conti? Ma che m'importa, ho forse chiesto io di nascere, o di scegliere la mia natura? se anche i demoni mi temono perche' sono peggio di loro, nato senza una meta, anche se non orgoglioso di questo, non e' mica colpa mia. Sono stanco di stare nel mondo di mezzo, anzi, non voglio piu' stare da nessuna parte, se esiste la pieta', o una legge, che mi sia data la possibilita' di sciogliermi, scomparendo in un universo che non esiste, e che ovviamente non sara' mai. So che la mia richiesta e' impossibile per il mostro creatore del tutto, dalle infinite possibilita', lui non ha certo tempo per questi piccoli dettagli(vinal).

o_cugino Posted - 15/05/2009 : 06:02:28

Il sole muore lento in questa afosa serata, le note del pianoforte di mozart scorrono velocemente, accavallandosi come le onde, anzi piu' veloci, piu' eleganti, piu' ordinate, perfette e imprevedibili, piu' colorate di qualunque mare, una magia di gioia e tristezza e' scesa in questo mondo, forse per danzare. Qui e' pieno di uomini convinti di correre come topi mentre strisciano lenti, impacciati, lasciandosi dietro una scia di bava lattiginosa, per fortuna il sole la dissolvera' domani. Questa guerra senza regole finira', e tutto andra' a dissolversi nel nulla da dove e' venuto. Io non ho alcuna fretta, guardo la luna attraverso le sbarre della mia finestra e penso: “forse le sue note sono scese da lassu'”, mi hanno dato l'ergastolo, posso aspettare. (vinal)

nelson dyar Posted - 10/05/2009 : 14:42:20
[img]http://files.splinder.com/0c23bc356933ce958538c23c27ff85ee.jpeg[/img]

Famiglie, io vi odio! E ancor di più derive o epigoni del primo nucleo sociale retaggio antropologico dell’età della pietra, congreghe, associazioni, corporazioni, arti e mestieri, partiti, cellule, quadri e sètte, organizzazioni piramidali ove da sempre mediocri stan sopra coi piedi ad altri ancor più mediocri, eterna catena di sant’antonio dove chiunque sia prima dell’ultimo gradino guadagna il suo tozzo di pane/piatto di minestra, emulando altri emulatori mangiatori di patate (uno dei più tragici quadri al mondo) in un gioco di specchi senza fine. Eppure mai nessuno che pena valesse è mai appartenuto ad altro che alla propria cosciente solitudine. Ecco perché “il dovere di un uomo solo è di essere ancora più solo” (grazie, Giovanni), ecco perché folle urlanti o bisbiglianti o plaudenti sono per lo stesso fatto d’essere, anche quando unite da cause giuste (vedi rivoluzioni, d’ottobre e d’altri mesi) portate per la loro stessa natura a degenerare, come l’energia degrada in calore, entro loops dai quali non si torna indietro che a prezzo di secoli di servaggio: a tiranni, profeti, santi e navigatori...questo perché non un sola comunità può farsi pensiero più che un solo pensiero possa essere interpretato da una comunità. E torna con prepotenza, l’unica arroganza che al mondo sia concessa, quella del sacrificio- il danzar solo di Zarathustra, che dice: la vita è una sorgente di gioia, ma dove beve la plebaglia, tutti i pozzi sono avvelenati. Per questo se pensar si voglia è necessario il silenzio del nulla, il vuoto delirante delle ore, e sempre sia del giusto l’horror plenii in vista di un’umanità sempre più sporca brutta e cattiva nel suo complesso quanto più esteticamente perfetta e robotica nel singolo...umanità che sei misura di tutte le cose umane perché incapace d’osservare il reale divino eterno senza piegare la testa sul tuo fallimento: fallimento organico di una materia che si comporta da insieme ma che sente da singolo, fino al giorno in cui la morte, suprema sacerdotessa di regina solitudine riunirà con un solo gesto lo spirito rimasto alla materia-madre.
nelson dyar Posted - 23/04/2009 : 21:05:22
http://www.youtube.com/watch?v=-y0kAPLPkKg&feature=related



[img]http://checco76.files.wordpress.com/2009/01/pasolini.jpg[/img]

"Non avrò pace, mai."
orfano sannita Posted - 22/04/2009 : 20:11:10
l'enigma

«Darei molto per sapere se veramente cerco la pace»
(E. Cioran, Quaderni)
orfano sannita Posted - 23/03/2009 : 17:04:33
io

[img]http://media.washingtonpost.com/wp-dyn/content/photo/2005/09/08/PH2005090802001.jpg[/img]


"Oggi l'individuo è divenuto la forma più alta e la più grande rovina della creazione artistica. La più piccola offesa o il più piccolo dolore dell'io vengono esaminati al microscopio come se fossero di un'importanza eterna. L'artista considera il suo isolamento, la sua soggettività, il suo individualismo come cose quasi sacre. E così finiamo con l'ammassarci in un grande ovile, dove ce ne stiamo a belare la nostra solitudine, senza ascoltarci l'un l'altro, e senza renderci conto di soffocarci a vicenda. Gli individualisti si guardano negli occhi tra loro, e intanto negano la loro reciproca esistenza. Ci muoviamo in circolo, limitati a tal punto dalla nostra ansietà che non riusciamo più a distinguere il vero dal falso, il capriccio del gangster dal più puro ideale."
(I. Bergman, Introduzione a Quattro film)
nelson dyar Posted - 14/01/2009 : 11:02:08
Chi non ha peccato scagli la prima pietra


http://it.youtube.com/watch?v=hGpMLIayQEo&feature=related
nelson dyar Posted - 07/01/2009 : 09:22:46
Psicoanalisi sadomaso


[img]http://www.santiebeati.it/immagini/Thumbs/25800/25800AD.JPG[/img]


Sono i nostri desideri rimossi e non riconosciuti che come frecce si conficcano nella nostra carne.
C.G Jung

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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03