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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
ioccio_rm Posted - 10/07/2008 : 17:49:24
.
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
amministratore Posted - 04/05/2010 : 17:18:31
No! siamo anche su facebook.
boboross Posted - 04/05/2010 : 09:49:16
Perché si dice questo ? Ci si deve spostare tutti su facebook ?
amministratore Posted - 03/05/2010 : 14:45:10
il c.s. su fb

[img]http://www.aircavmusic.co.uk/UserFiles/44/Image/facebook%20logo.gif[/img]

anche se si spera che il forum continui a vivere, molti aggiornamenti sulla nostra pagina di facebook:

http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100000990591292&ref=profile
amministratore Posted - 19/04/2010 : 19:32:05
da oggi il compagno segreto anche su facebook

[img]http://www.aircavmusic.co.uk/UserFiles/44/Image/facebook%20logo.gif[/img]

per chi avesse già l'account:

http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100000990591292&ref=profile
stregadinotte Posted - 24/07/2008 : 22:18:57
Io ho un'altra spiegazione del perchè del mondo, anche di quello piccolo personale di molti: va, lasciamolo andare. Abitudine. Ignavia, direbbe Dante.
« E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".
Ed elli a me: "Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".
E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »


fiornando Posted - 24/07/2008 : 11:08:30
i soldi. certo, fanno piacere. ma l'artista sa che non valgono nulla - anche se l'uomo ci sguazza - appetto al piacere orgasmico della creazione (che è l'unica spiegazione che riesco a darmi anche del perché del mondo).
impagabile proust: la strada di swann, 20° migliaio, arnoldo mondadori editore, lire 1000, è mio livre de chevet da decenni: a volte mi basta guardare la copertina mauve, o il ritratto pensif dell'autore sul retro, perché scenda Morfeo (e comunque mai oltre pagina 12).
stregadinotte Posted - 23/07/2008 : 23:33:08
Quel che contano i soldi, l'importanza che diamo al danaro, alla fine, dipende da noi. A scrivere qui, ed ovunque, siamo noi. Allora vincono la gioia, l'euforia, la speranza? Perchè no?

"...écrire un roman ou en vivre un, n'est pas du tout la même chose, quoi qu'on dise. Et pourtant notre vie n'est pas séparée de nos oeuvres" Proust
f.c. Posted - 23/07/2008 : 19:38:44
scrittura come merce o come trallallà

[img]http://www.raucci.net/wp-content/uploads/2007/10/merda-artista.jpg[/img][img]http://www.noveporte.it/dandy/dandies/img/proust.jpg[/img]


Di Dante non abbiamo neanche la firma. Chi la trovasse (forse in America, diceva il grande Billanovich, perché anche i vecchi manoscritti corrono dove sono i soldi), fosse pure in fondo al foglietto della spesa, sarebbe ricco. Il mercato attira i feticisti, e forse quello che molti artisti desiderano diventare è proprio questo: re Mida, dèi che qualunque cosa facciano ha un mercato, e cioè un (buon) prezzo.

Ma quando si scrive - qui, su questo pc, sul foglio di carta che non si sa bene a quale espressione chiami - tutto ciò è del tutto aleatorio e persino inesistente. Perché si scrive? C'è un'euforia, un'onda di energia, di "gioia", che cerca una sua espressione e che nell'esprimersi cerca la sua pace - se si vuole la sua morte. Leopardi, il "pessimista" Leopardi, sa che tutta la poesia è gioia, e chiama il suo libro Canti. - "Vorrei cominciare un lavoro molto lungo", scriveva nel 1908 Proust, e certo neppure poteva immaginare quanto. Ma che gioia nello scommettersi in una speranza del genere.
stregadinotte Posted - 22/07/2008 : 21:23:09
Oh, il diario! Da Alexis de Tocqueville a Keith Haring passando attraverso la Guida Michelin. La differenza, ancora: i soldi. Haring, quando lo scrisse, avrebbe potuto scrivere tutto: l'avrebbero pubblicato.

f.c. Posted - 22/07/2008 : 20:19:19
avida dollars
(che è il noto anagramma di Salvador Dalì)

[img]http://www.triennale.it/triennale/sito_html/keith/g.jpg[/img]


Che bello avere amici che leggono libri che tu non leggeresti mai, ma dei quali ti fa sempre piacere sapere qualcosa. Per esempio, il mio amico Raimondo ha appena finito il Diario di Keith Haring (Mondadori): me l'ha raccontato e mi ha letto qualche frase.
Il riassunto è grosso modo questo: quando era un artista giovane e incerto, Haring scriveva di pittura: Jackson Pollock, gli espressionisti americani, il pop, ecc., si poneva problemi di poetica e di espressione.
Diventato ricco e famoso, il Diario diventa un noiosissimo elenco di chi ha visto, di cosa ha bevuto, mangiato, di dove ha dormito. Basta. Poi è morto.
Naturalmente, questo non dimostra niente.
stregadinotte Posted - 22/07/2008 : 15:38:00

«Le opere che contengono teorie sono come oggetti su cui si sia lasciato il prezzo» Proust


posta - Bukowski

la posta aumenta
lettera su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono
e poesie, romanzi,novelle
racconti, ritratti.
qualcuno chiede solo un autografo
un disegno, una parola.
altri propongono una corrispondenza
permanente.

io leggo muto, butto tutto
faccio i miei affari

so bene che nessuno è
un "grande" scrittore,
può essere
stato,
ma scrivere è un´impresa
che ricomincia da capo
ogni volta
e tutti gli elogi,
i sigari, le bottiglie
di vino inviate
in tuo onore
non garantiscono
come sarà la riga succesiva,
e soltanto quella conta,
il passato è
inutile,
siede sulle ginocchia
degli dei
mentre i secoli
svaniscono
nel loro marcio
celere
sfarzo.
stregadinotte Posted - 22/07/2008 : 14:24:40
Uhm...
E se qualcuno cominciasse a scrivere per "il piacere di" e poi passasse inevitabilmente ai soldi? A King qualcosa di suo sicuramente è piaciuto all'inizio della carriera: dimenticavo la cosa sua più lunga che ho letto, "L'ombra dello scorpione", anche se mi appare oggi come un volume dalle dimensioni adatte a rialzare il proiettore di diapositive più che ad essere consumato- leggibile, almeno così la pensavo più di 15 anni fa! Probabilmente ha smesso di scrivere personalmente, assumendo un'equipe.
AL di là di King, un'altra domanda è: i soldi contaminano qualsiasi successo?
Oppure si esaurisce la vena creativa di chiunque: se hai avuto successo, hai fatto anche soldi e prima o poi hai prodotto cose di valore inferiore alla tua media.
PS io sono anarchica nella lettura, fiornando: all'epoca leggevo King e Proust insieme!


fiornando Posted - 21/07/2008 : 19:13:27
io nemmeno shining. e insomnia, avuto in regalo - mai brucerei o butterei un libro - dorme nel limbo degli intonsi. dev'essere il nome, stefano re, a respingere un vecchio anarcoide.

il discorso comunque esulava dall'accidente, per cui il quesito rimane aperto: è l'opera d'arte prodotta per il soldo o per il piacere (pungolo, necessità)di produrla?
stregadinotte Posted - 21/07/2008 : 18:49:51
Shining: quando mi capitò di leggere il libro avevo ovviamente già visto il film. Alcune scene che avevo immaginato nel libro erano davvero spaventevoli e non erano le stesse scelte dal regista. Il film non mi aveva fatto rimpiangere di non aver ancora letto il libro, il libro mi concesse intatti i ricordi del film. Non si fecero danno!
Tornando all'argomento di partenza: King non scrive male e capisco perchè venda bene, anche se ho letto poco e distrattamente e a volte in cose meno note, come "La lunga marcia" e "L'uomo in fuga", che ricordo come metafore di un modus vivendi statunitense tv-dipendente e perennemente in gara, secondo il quale l'ultimo programma che sarà scritto sarà quello in cui il concorrente che perde viene eliminato fisicamente.


f.c. Posted - 21/07/2008 : 15:35:34
the king


Letto solo Shining, e per amore di Kubrick. Non ne ho ricordi particolari. L'ho letto certo male. Ma senza la nostalgia di tornare a leggerlo bene. Naturalmente tutto questo non è un giudizio di "valore". Non leggo per giudicare. Tanto più che sono un lettore inattendibile: pochissimi americani, pochissimi romanzi, pochissimi romanzi contemporanei.

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Generated in 0.09 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03