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 TORTINI E MADRIGALI: il forum del compagno segreto
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 Novellino 23,24,25,26,27

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
amministratore Posted - 18/12/2004 : 11:59:32
Anatomissima, Levissima

Maurizio Cattelan, Giorgio Manganelli, Wofgang Amadeus Mozart
e le poetiche del Vuoto (a rendere?)


[img]http://www.compagnosegreto.it/image001.jpg[/img]


Coincidenza per un compagno segreto da tempo sul punto di partorire il nuovo numero su quattro scrittori medici, la storia di Maurizio Cattelan inizia in un obitorio («Ho maneggiato i morti e ho misurato la loro distanza, la loro sordità impenetrabile. Molto di ciò che ho fatto dopo, dipende da quella distanza»)...


Famigerato per gli odiatissimi cinque bimbi impiccati a un albero di Milano, Cattelan ha esposto, per esempio, lenzuola arrotolate appese alla finestra dell'evasione dell’artista dal luogo dove avrebbe dovuto mettere opere; e anche la denuncia - ai carabinieri? - per il furto dell'Opera Invisibile, come tale indescrivibile...

[img]http://www.compagnosegreto.it/image004.jpg[/img]


Viene in mente per simmetria una scena del Fantasma della Libertà di Buñuel: una coppia di genitori va con la figlioletta in un commissariato di polizia a denunciare la scomparsa della figlioletta medesima, che però è lì con loro, e che sarà comoda per la descrizione dei connotati: “com’è fatta?” - “E’ fatta così.” - “Stiate tranquilli, vedrete che in pochi giorni la ritroveremo”...

E dunque?


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(nel mese di novembre il c.s. ha avuto oltre 18.000 contatti; gli abbonati al Novellino sono 400)


webMATER
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
nelson dyar Posted - 25/12/2009 : 09:38:14
[img]http://files.splinder.com/5cc05f330ca4312800744630e70c7ede.jpeg[/img]


Buon natale a voi! (qualunque cosa significhi).

Io non svilirei così l'aforisma: è semplicemente uno stile letterario, amato da gente come Montaigne, Cioran e Nietzsche, e non preclude la veridicità delle frasi che esprime. Sarebbe come a dire che una molecola d'acqua, essendo piccola, può anche essere caustica come acido solforico.
boboross Posted - 25/12/2009 : 00:01:45
Touché.
D'altra parte, è caratteristica dell'aforisma di esser conchiuso in sè stesso e di avere al tempo stesso capacità evocativa, sì che molti lo troveranno immediatamente vero senza saperselo talvolta spiegare e altri lo troveranno falso senza saper subito spiegarselo.
Pertanto, esso resta una frase fra le altre che vagano per l'etere fino a che non finiscono stampate sulle cartine che avvolgono certi cioccolatini. E sono le più fortunate.
Buon Natale a tutti.
orlandogibbons Posted - 24/12/2009 : 22:58:11
Citazione:
Messaggio inserito da boboross

E che altro dovrebbe avere?



il senso di molle dolcezza di chi lasci scorrere le cose, per esempio.

Ma non posso certo esser io a spiegare cosa intendi, caro Boboross, col tuo aforisma. Buon Natale a tutti
boboross Posted - 24/12/2009 : 09:51:46
E che altro dovrebbe avere?
orlandogibbons Posted - 24/12/2009 : 00:34:13
a me pare che della pigrizia l'odio abbia solo la tendenza a compiacersi e ad autogiustificarsi; non altro.
nelson dyar Posted - 23/12/2009 : 14:13:54
Probità improbabili


[img]http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2009/06/picasso.jpg[/img]


Ti rispondo con un brano di Cioran, che si può tranquillamente applicare a ciò che dici.

"A proposito di probità, le dirò una cosa. Quando uno comincia a scrivere un saggio di quaranta pagine su un qualsiasi argomento, parte da alcune affermazioni preliminari e ne rimane prigioniero. Una certa idea della probità lo obbliga ad andare sino in fondo rispettandole, lo obbliga a non contraddirsi; tuttavia, a mano a mano che prosegue, il testo gli prospetta altre tentazioni, che è costretto a respingere perché si allontanano dalla via prefissata. Siamo rinchiusi in un cerchio che abbiamo tracciato noi stessi. Ed è in questo modo che, volendo essere probi, si cade nella falsità, nella mancanza di veracità. Se questo succede in un saggio di quaranta pagine, che cosa non accadrà in un sistema! Qui sta il dramma di ogni riflessione strutturata: non permettere la contraddizione. E così si cade nel falso, si mente a se stessi per salvaguardare la coerenza. Se invece si compongono frammenti, è possibile dire nell stesso giorno una cosa e il suo contrario. Perché? Perché ogni frammento nasce da un'esperienza diversa, e perché queste esperienze sono vere: sono l'essenziale. Si dirà che ciò significa essere irresponsabili; ma in tal caso lo si sarà al modo stesso in cui è irresponsabile la vita."
boboross Posted - 23/12/2009 : 11:45:00
Eppure, se ci pensi, questo picciolo aforisma, del quale non garantisco l'originalità, ha una sua quota parte di verità tanto vasta quanto la parte degli uomini e delle donne che ad esso si conformano. Senza saperlo, il più delle volte.
nelson dyar Posted - 22/12/2009 : 21:06:17
"L'amore ( e soprattutto l'odio ) son cose da pigri."

[img]http://www.karla-rojo.com/images/comunes/extras/img061.jpg[/img]


Che strana definizione, Bobo. A me sembra che amano (quindi odiano) quelli che si spingono molto in là con la fantasia.
boboross Posted - 22/12/2009 : 15:23:35
Amore, odio. Sentimenti privati, sovente transeunti salvo qualche variante regionale particolarmente caparbia.
Difficilmente si applicano alla sfera uti civis.Chi ne fa uso è spesso un propagandista, certo non qui e ora,sia mai dire siffatta bestemmia.

L'amore ( e soprattutto l'odio ) son cose da pigri.

f.c. Posted - 22/12/2009 : 14:52:07
novellodio

[img]http://www.ucm.es/info/especulo/numero38/ben_are1.jpg[/img]

Forse sì. Qualcosa sull'odio, visto che se ne parla...
orlandogibbons Posted - 22/12/2009 : 07:48:21
con la stella cometa passerà anche il Novellino?
campi giovanni Posted - 09/08/2008 : 15:28:17

inter vista

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_libro.cfm?Q_EV_ID=223409
amministratore Posted - 22/07/2008 : 20:30:00
Ultimo Novellino spedito agli abbonati:

Alberto Arbasino
Il Genius Familiae della Grande Mamma tra Aldo Moro e Gadda


[img]http://www.festivaldelleletterature.com/media/1/20071023-arbasino.jpg[/img]


Qual è il libro meno italiano al mondo?
Azzardiamo: La questione della colpa di Karl Jaspers (“Die Schuldfrage”, tr. it. Raffaello Cortina, 1996). E’ il semestre invernale dell’anno accademico 1945-46. All’università di Heidelberg, il filosofo torna all’insegnamento, da cui era stato scacciato dai nazisti per aver sposato un’ebrea. Tiene un corso non da vittima del Reich ma da corresponsabile.
Spiega infatti che esiste una colpa “metafisica”, che macchia la coscienza per il fatto stesso di ritrovarsi ad assistere passivi ai crimini degli altri. Questo tanto più quando questi sono crimini perpetuati dal proprio Stato: “Il fatto che uno è ancora in vita costituisce per lui una colpa incancellabile".

Ma quando mai, diremmo noi?
Certo quanto a Rimozione i Tedeschi avevano i loro tetragoni campioni; ma resta la chiara sensazione di altro genius loci e altra forma mentis anche nei casi più eclatanti… Se il silente Heidegger (alla lunga con nessun successo) almeno diluì il nazismo nel destino planetario della Tecnica, Benedetto Croce - come si sa - certificò che i fascisti non erano neppure Italiani, ma Hyksos...

(continua)

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amministratore Posted - 03/11/2006 : 13:26:22

Il Novellino n. 29
Amleto fra i pirati



"Mi sto avvicinando ad Amleto!"
(A. Strindberg, Amleto e Faust, Ubulibri, Milano 1988)


Che quel nichilista di Amleto ami i ritardi, si sa, è un assioma falso ma tenace. Da Goethe ai Monty Python, quanti solo questo si aspettano dal principino cagadubbi? Noi no ; in compenso ritarderemo, né è possibile dire quanto. Questo perché si è letto e scritto già troppo. Se eravamo fuori sesto prima di cominciare, figurarsi adesso. Del resto, mai preteso altro dalla vecchia rivista.

Insomma, la sensazione della scarna ciurma del c.s. è di essere in alto mare: a vedere il lato buono, potremmo essere contenti, dopo un annetto di navigazione, di aver raggiunto almeno questo. Così siamo lì, e spariamo questo razzo, un po' più veloce della freccia di Zenone, per dirvi e dirci "arriviamo!".

*°*

Anche Amleto, in un certo punto - ovviamente nevralgico di un dramma nevralgico del tutto - è in mezzo al mare, prigioniero dei corsari. "Ladri pietosi" li chiama, e certo proprio quelli vorremmo essere noi. Della fantastica piratesca situazione Shakespeare non mostra niente: gli serve giusto per far risorgere il principe ("sudden return"!) "nudo" e "solo" appena in tempo per il teschio di Yorick e il funerale di Ofelia.


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amministratore Posted - 07/06/2005 : 21:37:31
Il Novellino n. 27

Valéry e l'imparare


Nella raccolta adelphiana La crisi del pensiero, leggi una paio di idee fulminanti sull'insegnare - argomento che certo interessa non pochi tra gli abbonati al Novellino: "Non ho mai esitato a dichiarare che il diploma è il nemico mortale della cultura. Quanto più i diplomi hanno acquisito importanza nella vita (e questa importanza non ha fatto altro che aumentare a causa delle circostanze economiche), tanto più il rendimento dell'insegnamento si è indebolito. Quanto più si esercitano e si moltiplicano i controlli, tanto più i risultati peggiorano."

E infatti: "Siccome lo scopo dell'insegnamento non è più la formazione del pensiero ma l'acquisizione del diploma, allora il minimo che si può esigere diventa il solo oggetto degli studi. Non si tratta più di imparare il latino, il greco o la geometria. Si tratta di prendere in prestito e non più di acquisire, di prendere in prestito ciò che è necessario per ottenere la maturità."


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