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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 20/02/2005 :  18:04:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Escalation
(le ricette del dottor Dossi)

[img]http://www.peterice.com/DoctorKildareSheet.jpg[/img]

Nelle malattie si comincia in principio a valerci dell'opera
del medico di casa - solitamente il cosidetto rosto.
Aumentando il male si va a domandarne uno migliore.
Quando poi non c'è più speranza vada todos
si chiama il medico di cartello,
il quale, com'è naturale,
non arriva che a tempo
di insaccocciarsi
il suo pesante
cartoccio.
(C. Dossi, Note azzurre, 4470)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 21/02/2005 :  16:26:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.koikadit.net/HMichaux/michaux007.jpg[/img]


E per quanto segue
quali ricette cercare?
E, soprattutto: ricette per ricomporre
o definitivamente
deflagrare?


"Forse non siamo fatti per un solo io. Sbagliamo nel limitarci ad esso. Pregiudizio dell'unità (...). In una doppia, tripla, quintupla vita, saremmo più a nostro agio, meno rosi e paralizzati da un inconscio ostile al conscio (ostilità degli altri "io" defraudati). la più grande fatica della giornata e della vita sarebbe dovuta allo sforzo, alla tensione necessari per conservare uno stesso io attraverso le continue tentazioni di cambiarlo. Vogliamo troppo essere qualcuno. Non esiste un io. Non esistono dieci io. Non esiste io. Io è soltanto una posizione di equilibrio. (una tra le mille altre continuamente possibili e sempre pronte). Una media di "io", un movimento di folla."
(H. MICHAUX, Postface a Un certain Plume)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 27/02/2005 :  12:20:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Panacee o Panpepati?
(le ricette del dottor Cioran)


[img]http://www.documentsdartistes.org/artistes/finizio/images/panacea.jpg[/img]


I liberali inglesi realisti, come Adam Smith, hanno fatto lo stesso identico errore. Anche loro credevano nel costante progredire della storia.

La mia tesi è che l'umanità scomparirà quando saranno scoperti i farmaci per tutte le malattie.

Huxley ha scritto da qualche parte che questa è un'idea assurda, perché l'esperienza dimostra che la natura funziona in modo tale che, non appena si trova la medicina per una malattia grave, al posto di questa ne compare subito un'altra.

Osservazione giustissima. Ma in teoria è possibile immaginare che si inventi un prodotto capace di guarire tutte le malattie. Sarebbe una realizzazione catastrofica, dato che l'uomo deve comunque morire. Anche se gli uomini riuscissero a vivere centocinquant'anni, dovrebbero pur sempre morire. Si può dire che, in seguito ai progressi della medicina, buona parte degli uomini non muore più di morte naturale...

(E. M. CIORAN, Un apolide metafisico. Conversazioni)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 28/02/2005 :  12:47:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alt!
(le psico-ricette del dottor Cioran)


[img]http://library.thinkquest.org/C007571/images/blackhole1.jpg[/img]


"...ogni conoscenza spinta sino in fondo è pericolosa e malsana,
dato che - parlo della vita stessa e non delle
conoscenze cosiddette filosofiche -
la vita è sopportabile
esclusivamente
perché non si
va fino in
fondo
."

(E. M. CIORAN, Un apolide metafisico. Conversazioni)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 02/03/2005 :  10:43:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Era l'"Altrove" scelto da Ceronetti sulla Stampa di oggi:

Sempre inutile, il dolore impoverisce l’uomo. In poco tempo, fa dello spirito più luminoso un essere braccato, ripiegato in se stesso, concentrato sul proprio male, egoisticamente indifferente a tutto e a tutti, costantemente ossessionato dal terrore dei ritorni dolorosi. Perché, nell’uomo che soffre, il dolore sorpassa nei suoi effetti il campo in cui viene percepito, si ripercuote a distanza sugli apparati della regolazione nervosa, dilata la pupilla, mette l’intero individuo in vasocostrizione, regime circolatorio povero, che turba rapidamente tutte le funzioni... Il dolore non è in noi né un riscatto né un avvertimento.

RENÉ LERICHE
La chirurgie de la douleur
Lezioni al Collège de France, 1936

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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 31/03/2005 :  12:28:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Pub Italia

[img]http://www.intimate.cz/bazar/bric/2000_06/images/ernst.jpg[/img]


"Essendo qui venuto e avendo esibito le sue ampolle, e buccinato le sue sesquipedali parole, accadde che un'ingente moltitudine d'uomini si prosternasse ai piedi di questo Gamaliele (...). Prometteva, a' grandi, mezzani e piccini, monti d'oro, ma partoriva topolini da ridere. (...) Andavano a lui ciechi, sordastri, paralitici, nefritici, podagrosi, tisici e altri d'altri mali afflitti, ma nulla ricavavano da lui, né in opere, né in consigli (...) Si insinuava nella confidenza dei principali uomini dell'ordine senatorio, e se li rendeva amici con pranzi, doni e bustarelle."
(Melchior Sebisch, lettera del 23 dic. 1661 a un amico a proposito di Francesco Giuseppe Borri; in: G. Cosmacini, Il medico ciarlatano. Vita inimitabile di un europeo del Seicento)

(Ma che italiano meraviglioso si scriveva quando non esisteva l'Italia!)
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 31/03/2005 :  14:42:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
<< E c'è di peggio...Il fatto è che vacilla la mia fede nella democrazia. Non dovrebbe essere il sistema migliore ? E invece mi sembra si sia tramutato nel sistema che realizza meglio la sottomissione, la servitù volontaria. E poi, però, mi dico che pretendo troppo, che devo essere tollerante, devo accettare quel che accade perché è quello che è stato voluto. >>
Interruppe il suo discorso pèer un attimo, guardando verso il mare:
<<Ma poi vedo quel che accade, quello che viene fatto, accettato, teorizzato, vedo l'irrsione nei confronti di una parte della nostra società e dico: ma davvero è questo ciò che si voleva oppure si pensava ad altro ? E infatti qui si voleva la vita migliore senza spese, la felicità gratis e invece è giunta la disillusione. Non solo non miglioreranno la loro vita, ma l' hanno resa e la renderanno peggiore...E ci sono ancora quelli convinti delll'ineluttabile necessità, dell'ontologica bontà di tutto questo. >>

Sconosciuto: << Un incontro sotto il sole greco >>
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 07/02/2007 :  11:51:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fior de genziana

Quanto me piace er tizio de Catania
Co quer giubbetto de Dorceggabbana.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 08/02/2007 :  08:02:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.giorgiocolombo.com/foto/B/boetti/0986c001.jpg[/img]

"Ermete gli aveva concesso di scegliere tutto ciò che voleva,
all'infuori dell'immortalità, ed egli aveva allora chiesto di
serbar memoria degli avvenimenti sia in vita che in morte."
(Diogene Laerzio, Pitagora)
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 02/03/2007 :  14:22:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Lette in un altrove le seguenti parole:

"Se vogliamo uscire dall’illusione di un divenire che sia uscita e ritorno al nulla, dobbiamo prendere in considerazione che tutto sia eterno, ma non in quanto permane perché si impone nel tempo, e dunque resta nel prima, nell’oggi e nel poi, perché così, un divenire illusorio uscito dalla porta rientrerebbe furtivamente dalla finestra.
Severino parla di eterno al di là del tempo..."

Se qualcuno se la sente di continuare, la cosa potrebbe diventare interessante.
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 02/03/2007 :  21:44:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sconfessione di Eliot



[img]http://www.ecrannoir.fr/films/97/images/rien/chabrol3.gif[/img]


“…A mano a mano
che diventiamo più vecchi il mondo
diventa più ingenuo, la trama più semplice
di morti e viventi. Non una vita che brucia
ogni momento, ma il momento intenso isolato
senza prima né poi, e non la vita di vecchie pietre
che si possono decifrare, ma la vita di un uomo soltanto.

I vecchi dovrebbero essere collezionisti”


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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 06/03/2007 :  14:05:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
severità di Severino: divenire, distruens

[img]http://metropolis.co.jp/xmg/523/In-the-Cut.jpg[/img]


Emanuele Severino è stato il philosophus ex-machina, nel forum per la filosofia, di pochi mesi fa, sul tempo che c'è/non c'è (http://www.compagnosegreto.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=190&whichpage=2) e soprattutto del numero del c.s. sull'Elogio degli uccelli di Leopardi (http://www.compagnosegreto.it/NUMERO8/index.htm). Questo anche se citato pochissimo.

Ho un amico che ci sta imbastendo un'ardua tesi di laurea, e ogni volta che ci si vede se ne parla: discussioni senza fine. Poi lui si infervora, tira fuori i libri di Severino che sta leggendo dalla sua bisaccia che si porta sempre dietro, e ne legge pagine intere: siccome è un bravo attore, ne fa dei pezzi di teatro appassionanti come monologhi di Shakespeare. Dopo la lettura, si prova febbrilmente a trapanare: non saprei dire se più i testi o noi stessi. (E questo dubbio potrebbe essere già un buon indizio che il tempo, e lo spazio, non esistono: se non nel senso della musica).

[img]http://a-s.clayton.edu/vbonner/courses/cms2100/images/piano2.jpg[/img]


Severino non crede nel divenire: sostiene, con forza filosofica che non può non turbare le anime disarmate di esorcismi, che la credenza nel divenire è "la" follia dell'Occidente. Allo stesso tempo, lascia del tutto aperto, secondo me, cosa in realtà ci sia al posto del divenire.

Funziona senza scampo la pars distruens della sua filosofia - e lui lo sa -; la pars costruens è un azzardo che lui da un po' di anni chiama "filosofia futura". L'incapacità di pensare cosa ci sia in realtà al posto del feticcio di stracci che chiamiamo "divenire" non è dovuto a un limite biografico, ma è "il" dato essenziale della cultura occidentale, quindi di ognuno.

Spesso sembra davvero di leggere un Parmenide nell'età degli spot a raffica e delle play-stations per infibulare ovociti. Di solito, gli altri filosofi lo schivano, come si fa con un monte troppo arduo da scalare. Fanno come se non ci fosse. Ovvio che una delle maniere più banali di rimuovere qualcuno che crea un greve ineludibile imbarazzo è riempirlo di complimenti, e poi girare al largo.

[img]http://img.timeinc.net/ew/img/review/991210/holy_l.jpg[/img]


Resta poi il fatto che la parola "divenire", e almeno questo lo condividono tutti da Platone in poi, più che un termine è un campo minato: Heidegger la usa sempre con le pinze, sottolinenandone l'irrimediabile improprietà. E rinviando la questione.

Il testo più agevole di E.S. forse è proprio il più recente: "La filosofia futura":
(Rizzoli, 2006: http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2972).

Bellissimi i capitoli su Dostoevskij e su Kant. Per me, deludente la parte finale: quella dove accenna il possibile campo di un pensiero umano futuro capace di alzarsi a pensare il Tempo senza "divenire". A un certo punto mi sembrava Foscolo, il che in nessun suo libro precedente mi parve (per cui avrò sbagliato io a leggere).
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tanascia
c.s. acquatico


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Inserito il - 07/03/2007 :  13:07:02  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
RIFLESSIONE
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore ai vestiti,chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi e' infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,chi non si lascia aiutare;chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o dela pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l'ardente pazienza portera' al raggiungimento di una splendida felicita'.
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 07/03/2007 :  13:18:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
splendida, invece, la poesia! di chi è? peccato solo il finale: l'ardente pazienza porta solo a pazientemente bruciare. la felicità? proprio nell'opposto, come dice pushkin, raccontandoci la gioventù della mamma di Tatiana:



...
Senonché la maritarono
Senza chiederle il parere.
E il marito, saggiamente,
A scacciarle l’amarezza,
La portò tosto in campagna,
Dove lei, Dio sa da chi
Circondata, i primi giorni
Strillò e pianse fino a quasi
Separarsi dal marito;
Poi si dedicò alla casa,
E col tempo si calmò.
L’abitudine, si sa,
Ci fa da felicità.

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n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 07/03/2007 :  14:16:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sto a marcire nell'acqua sporca di terra, la pioggia di questa notte mi ha praticamente sciolto e ridotto ad una poltiglia umida e informe, ma un tempo ero un pioppo e vivevo in un bosco della pianura. Allora me ne stavo ad ascoltare il fruscio delle mie foglie al vento, guardavo gli uccelli che si posavano sui miei rami e pensavo di essere felice. Poi sono arrivati alcuni uomini con delle seghe rumorose, mi hanno tagliato e sbattuto su un camion per portarmi in una grande fabbrica, dove una serie di macchine e di passaggi su vasche piene di composti chimici mi hanno fatto diventare un foglio bianco candido, poi mi hanno impacchettato con tanti altri miei simili e messo su uno scaffale per qualche mese. Finche' Alvin e' venuto a prendermi, mi ha tirato fuori con cura dal pacco, mi ha appoggiato sulla scrivania e si e' seduto di fronte a me con una penna in mano, aveva deciso di scrivere una lettera. Stava delle ore immobile a fissarmi senza scrivere nulla, poi si innervosiva e se ne usciva a fare quattro passi per calmarsi. Dopo piu' di trent'anni che stavo appoggiato a quel tavolo e lui che ancora non riusciva a buttar giu' una sola parola, un giorno mi sono deciso di parlargli. "Senti A. si puo' sapere a cosa stai pensando? se vuoi posso aiutarti" "devo scrivere una lettera a me stesso, quando avevo diciotto anni mi sono suicidato, non riesco a chiedermi il perdono" rispose lui, "non ti sembra di aver fatto passare un bel po' di tempo?" " lo so, ma finora mi e' mancato il coraggio di dirmi quello che penso", "perche' non provi prima a spiegarti con te stesso?" "ho provato tante volte, ma non sono mai stato ad ascoltarmi, e anche se mi fossi accorto dei miei problemi non avrei fatto nulla lo stesso, ero troppo intelligente per non accorgermi, quindi e' probabile che abbia fatto cosi apposta, mi faceva comodo" "scusa, ma in che senso ti faceva comodo cosi?" "nel senso che meno ci si capisce e piu' si puo' fare quel che si quello che si vuole, la mia incomprensione mi faceva piu' forte " "certo che non avevi un bel rapporto con te stesso" "eh gia', caro foglio, non ho superato la giovinezza, sono rimasto all'adolescenza, anche se ormai in teoria dovrei essere verso la mezza eta'" "e come ti senti?" "a volte sull'orlo della pazzia, dato che il mondo che mi sta attorno non e' mai stato mio e non lo riconosco, percio' ho deciso di rimanere qui finche' non mi scrivero' questa lettera, non riesco a perdonarmi per tutto quello che mi sono impedito di vivere". Ieri pomeriggio, all'eta' di settantadue anni A. stava ancora li davanti a guardarmi, nel frattempo era morto da cinquantaquattro anni, finche' si e' deciso "caro Alvin...", a quel punto io l'ho interrotto e gli ho chiesto "che cosa ti sei perso?". Lui e' rimasto a riflettere per un po' con la penna in mano, poi mi ha messo nella tasca della sua giacca ed e' uscito, quando e' arrivato lungo la strada che segue il fiume mi ha tirato fuori e mi ha accartocciato gettandomi per terra ed e' sparito in mezzo alla campagna. Ora me ne sto qui, nello stesso identico posto dove sono nato, in mezzo ad una pozzanghera di acqua sporca di terra.
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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03