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GIUDITTAEOLOFERNE
nuovo c.s.


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Inserito il - 06/01/2006 :  12:11:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Innanzitutto salve a tutti e buon anno!!!Sono nuova di qui...
Mi è venuto spontaneo un consiglio per chi,ancora aggrappato alle feste e alla loro avvolgente atmosfera,volesse prolungare questa sensazione di calore al cuore.Un film su tutti:LA VITA E' MERAVIGIOSA di Frank Capra.Per piangere e correre ad abbracciare singhiozzanti e pieni d'amore i vostri cari.
Questo film è,scusate l'ovvietà,meraviglioso.
Voi invece che film mi consigliate????

f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 11/01/2006 :  12:10:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Conigli alle rape

[img]http://www.celtoslavica.de/chiaroscuro/films/ballfire/dvd.jpg[/img]


Benvenuta e buon anno! - La vita è meravigliosa è davvero un gran film. Se cerchi ancora calori buoni da Capra, Mr. Smith va a Washington e Accadde una notte sono i mei preferiti: ma probabilmente li conosci già. - Difficili invece da trovare due capolavori antisuicidio che io venero e adoro: Colpo di fulmine (Ball of fire) di Howard Hawks (sceneggiatura di Billy Wilder), coi sette nani che scrivono un'infinita enciclopedia rinserrati in un austero istituto e una biancaneve-ballerina di night che ne scompiglia la vita; e Tra le tue braccia (Cluny Brown) di Lubitsch, dove Jennifer Jones - che non sa stare al suo posto - vuol fare l'idraulica, e Charles Boyer amarla dando conigli alle rape.

[img]http://www.filmforum.org/archivedfilms/lubitsch/cluny.jpg[/img]
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Verbosa
c.s. alato


98 Messaggi

Inserito il - 06/02/2006 :  15:33:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
è cosa nota e universalmente conosciuta
che uno scapolo in possesso di solidi beni di fortuna
debba essere in cerca di una moglie

[img]http://daily.greencine.com/archives/pride-prejudice-05.jpg[/img]

...ma-come-si-fa-come-si-fa-come-si-fa a non tornare a vederlo almeno tre volte? dove trovare una freschezza più contagiosa? e vabbé che Mr Darcy dello sceneggiato BBC era davvero da ululato (Colin Firth, et pour cause Darcy Darcy, poi, anche in Bridget Jones), qui però, nell'edizione 2005, è tutto l'insieme che fila liscio in maniera mirabile: la pelle lucida delle sorelle Bennet, la noia infinita sprimacciata sui cuscini del salottino goffo e decapato, i maialini per la casa e il tombolo come gaudio et sola speme, "l'attitudine a farsi derubare dalla servitù"; persino due scene da cime tempestose in fantasmagorico anticipo sui tempi... e soprattutto il ballo, con la macchina da presa che segue i passi pesanti di questi rampolli di società provinciale che più sguaiata non si potrebbe davvero: sempre, inevitabilmente, con quattro dita di fango sugli orli delle mussoline, terribilmente pettegola e frivola epperò capace di arguzie sottili, una destrezza di spirito che vivaddio! a noi - senza spelling- risulterebbe difficile seguire se non avessimo ahinoi! certa dimestichezza con le ubbie delle ragazze da marito... (e sarà allora questione di identità nazionale anche l'assoluta nostra mancanza di sottigliezza? questo deserto di wit che non ci affanna, no - basta osservare le trippe compiaciute dei nostri più rappresentativi: tutte naturalmente cedute sull'ecceziunale veramente, o - secondo i censi- sulla barzelletta in stile Cav... epperò... ma allora sarà davvero valida la teoria della soluzione di continuità da Roma antica a noi? O come per la Grecia si vagolerà invano, in una sorta damnatio eterna, alla ricerca dell'anello mancante tra noi/presente e loro/memoria?)

[img]http://zueritipp.partnerwinner.ch/features/_images/_img/prideandprejudice/pap_4.jpg[/img]
(Dame Judi Dench versione Wright of Derby)

(una sola noticina, tanto per tornare al film: perché mai nel doppiaggio si eccede tanto con la storia del Signor di qui Signor di lì quand'ognun sa che l'uso inglese di Mr è assai diverso assai dal nostro Sig., generalmente usato in luogo di Dottor-Commendator-Grand Geometr più che altro per delegittimare, tipo dichiarazioni di voto alla Camera dei Deputati? secondo punto: vabbé che la campagna è quella del South-England - vabbé che le sorelle sono rustichelle anzichenò, ma fusse che fusse così necessario farle parlare con tante bbbb raddoppiate e scccc tendenzialmente romanesche, tra strascichi in padella nasali e coratel-adenoidali?)

http://java.europe.yahoo.com/uk/uip/prideandprejudice/site/flashSite.htm
(ecco il sito ufficiale di Orgoglio e Pregiudizio)


http://www.pemberley.com/janeinfo/janeinfo.html
(e per chi ami Jane Austen )
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 26/03/2006 :  15:00:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Muccineasti fuoriorario

[img]http://www.exibart.com/foto/41432.jpg[/img]


Giuliano Ferrara giubila: Nanni Moretti sostiene la stessa tesi del Foglio, cioè che Berlusconi ha comunque già vinto. «Ma questo è scontato da anni. Basta vedere di cosa parla la sinistra. La questione della tv non è secondaria. Nanni l'aveva già affrontata in quel geniale e sbilanciato film che è "Sogni d'oro" del 1981: per me il migliore, con un finale stupefacente: la mutazione horror di uno sdoppiamento da lupo mannaro. "Il Caimano", pur volendo essere una strenua resistenza alla volgarità berlusconiana, è invece a sua volta la dimostrazione che quella tv e quella forma hanno vinto. Un po' come già stradimostrato nel Muccinema ( il cinema di Muccino, ndr) ».

Ma piacerà questo film ai morettiani? «Non credo che li entusiasmerà, privati di battute memorabili e di altri woody-allenismi. Ma se lo faranno piacere. La parte più oscura e depressiva è la prima, appunto orribile e fascinosa. Non un solo personaggio si "salva" né consola. Le fisionomie sono tutte esasperate e mostruosizzate, ben oltre quella di Berlusconi. La sinistra stessa non esiste più, in nessuna delle generazioni: forse una pallida ombra girotondina nella giovane regista. C'è solo una estesa vita sinistra. Qualcosa di sinistra, o alla sinistra, può dirla solo Moretti-Berlusconi in un doppio identico narcisismo, quello di Moretti e l'altro di Berlusconi. Direi che l'urlo insieme improvvisato e pensato di Nanni in piazza Navona contro i vertici della sinistra si rivela una cupa, disperante invettiva quasi bossiana».

Lei è un cinefilo. E nel «Caimano» c'è tanto cinema. «Cinema ce n'è poco. Ma Moretti, parlandone molto, troppo, nel "Caimano", con molta sincerità e rischiando di sfatare l'impostura del suo stesso cinema d'autore, mostra i limiti di un cinema che non si apre all'incertezza rosselliniana».

Vogliamo farci capire dai non addetti ai lavori, Ghezzi? «È già curioso e indicativo il modo in cui, ribadisco, teneramente si appoggia al Pasolini della Ricotta e all'ultimo Fellini citato per ben tre volte con Roma, La voce della Luna, Prova d'orchestra. Ovvero: non un cinema che si limita a dire o a filmare quel che si vuole dire. Ma un cinema in sé politico proprio per l'autonomia rispetto alle forme abituali della comunicazione. Quella comunicazione alla quale Moretti tributa i debiti onori andando da Fabio Fazio mentre, alla stessa ora, Ciprì e Maresco su La7 tentano di resistere. Questo aderire al mercato della comunicazione, e i tempi stessi del lancio, fanno de "Il Caimano" un'ultima, drammatica, ennesima occasione perduta per la sinistra di raccogliere la chance Berlusconi».

Di nuovo: cioè? «Parlo della possibilità di confrontarsi con un esponente insieme selvaggio e preciso della deriva mondiale, diciamo alla Putin, del capitalismo spettrale e globale basato sul potere-denaro nero e sul luccichìo della comunicazione del desiderio».

(E. Ghezzi sul "Caimano" di N. Moretti, Il corriere della sera)
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 26/03/2006 :  20:27:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro f.c.,
avevo appena letto sull'edizione on-line del Corriere la requisitoria di Ghezzi( che, magari, nei prossimi anni, girerà un ottimo film sul capitalismo spettrale e globale (1), ma non mi ha convinto.
Appo quel giornale le simpatie nei confronti di Moretti sono,come dire?, di esigua consistenza e, come saprai, vi sono già già apparsi commenti negativi con largo anticipo sull'uscita del film.
Se Moretti avesse fatto un film intimista, qualche altra mente superiore avrebbe indicato e severamente condannato la sua deriva verso il privato per non parlare della realtà.
Non si sa quale morbo abbia Moretti per la crème dell'intellighenzia italica che commenta e pontifica da anni su quel giornale, se non, forse , quello di aver affrontato la questione che ha accompagnato e accompagnerà comunque vada i prossimi anni il nostro bel Paese e che ha un nome e un cognome, mentre le esimie menti che guidano i passi della borghesia illuminata italiana studiavano solo parole, gesti e silenzio degli avversari di chi aveva il potere e lo gestiva, coi vassalli suoi, con tanta perizia.
Le medesime esimie menti per anni contrabbandano come verità l'asserzione .....( mi mancano gli aggettivi ) che l'avversione al signor B. sia una cosa che riguarda la persona e non una politica.
B. non è un uomo soltanto: ha fatto una politica, costituita da leggi, decisioni, discorsi. Se ne può parlare a prescindere dalla sua persona ?
Al prudentes che hanno venduto la fola dell'avversione alla persona per più di un decennio vorrei domandare: ma è possibile parlare del fascismo senza dare un giudizio su Mussolini?
E' possibile parlare del nazismo senza parlare di Hitler? E' possibile condannare lo stalinismo senza mal giudicare Stalin? E' possibile parlare della Francia gollista senza parlare di De Gaulle, per andare su un soggetto storico meno sinistro?
L'incarnazione della politica in una persona ha sempre questo effetto, ma questo sembra sfuggire ai prudentes.
Scusa il tono un po' sopra le righe, ma convivere dodici anni con la menzogna quotidiana stanca e non penso di essere il solo ad avere questa sensazione.

(1) ah, avercelo un lessico ricco come quello di Ghezzi. Aiuta molto...
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 27/03/2006 :  17:28:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il cine di Cassavetes (I)

[img]http://murrow.wsu.edu/legacy-site-images/engrossed.jpg[/img]


Caro bobo, se parliamo di film (come spero) ti posso rispondere solo in modo accuratamente viscerale.

Per biglietto da visita, ecco i film che ho visto da poco: per la prima volta Good night and good luck di George Clooney e Match point di Woody Allen; per la decima o più Olympia e Il trionfo della volontà della Riefenstahl, Il visone sulla pelle di Delbert Mann e – soprattutto - La signora del venerdì di Howard Hawks e Umberto D di De Sica.

[img]http://www.boxoffice.com/jpg/oct05/tji/goodnight.jpg[/img]


Visto che è il più recente, e che è quello che mi ha meravigliato di più, ti dico cosa ho pensato del politicissimo film di Clooney sul caimano McCarthy: fantastico! – Questo è uno che ha mangiato pane e Cassavetes fino a farne la pappa linguistica sua, il suo stile se preferisci... e, se certo altre cose possono riconoscersi, io ho sentito soprattutto Cassavetes, quello di Shadows e di Faces: uno dei cinema più musicali, eleganti e liberi che siano stati fatti…

il bianco e nero saturo nei neri e allo stesso tempo sgranato e fumoso nei mezzi toni, la scelta di profondità di campo minime (il contrario di Quarto potere: e quindi con gli ambienti e le figure, subito dietro l’attore in primo piano, sfocate anche se magari vicinissime), l’uso che ogni tanto vuol farsi sentire della cinepresa a spalla, i tagli di montaggio non ‘naturalistici’ (quindi con i "salti")… un senso davvero elegantissimo e molto 'jazz' dell’inquadratura... che atmosfera! senti il fumo, il chiuso, lo studio televisivo, la notte, gli anni cinquanta, l'amido sulle camicie bianche, la brillantina nei capelli, le calze delle donne...

...allo stesso tempo nessuna ostentazione, nessun senso di virtuosismo compiaciuto, tutto anzi molto veloce, essenziale, "secco"...

[img]http://www.cinemablend.com/images/reviews/1133/_11272601542.jpg[/img]


...a differenza del poverissimo Cassavetes, Clooney gira con pellicola da 70 mm., quindi in wide screen – quello buono per i paesaggi dei western, o, diceva Fritz Lang, per riprendere cadaveri stesi nelle bare; e invece Clooney fa un film pieno di primi e primissimi piani, con figure spesso tagliate tra occhi e bocca, e centrate di solito in uno dei due punti focali… la storia allo stesso tempo è secca, senza enfasi: più Clint Eastwood (o John Huston) che Oliver Stone (o Orson Welles)… Non sono giudizi di valore, giusto segni di stile, ché, se si è bravi, va bene tutto e di più. E infatti penso che, con Nixon, proprio Stone – quanto meno un genio del montaggio - ha firmato uno dei più bei film politici del dopoguerra.

[img]http://easyreader.hermosawave.net/news2005/1006/Good-Night.jpg[/img]


Il cine di Andreotti e il cine come figa (II)


Immagino che, se si parla di un’arte, non ci sia che da rispettare e di innamorarsi del suo gioco. Se no, si giochi a qualcos’altro. Che, insomma, se si parla del Ghibellin Fuggiasco, sarà il caso di avere una qualche idea di endecasillabi e terzine più che delle (labili) convergenze parallele tra guelfi bianchi e neri.

Intenderei in questo modo, incondizionatamente partecipe e quindi esatto, la frase di Manganelli (che avevo messo tempo fa in un forum) secondo cui si deve parlare di cultura “come si parla di figa”: come dicono a Napoli una cosa preziosa da non lasciare “a i’ creature”.
In particolare a quelle creature che sono i giudizi di valore politicamente funzionali.

[img]http://www.frameonline.it/FotoRecensioni/Goodnightandgoodluck2.jpg[/img]


Per cui, poiché “questo è il cinema, bellezza”, non mi puoi ricattare, Baby (dico al cinemino italiano di sinistra, ché quello di destra non c'è nimmanco come cinemino), con i tuoi contenutini politically correct: se la tua sbobba non mi piace, non vuol dire che trovo stupendo che l’Italia sia comandata da un Baubau. Quelli sono affari miei di cui darò conto nelle debite sedi; tu, intanto, cerca di impararti il mestiere che in tutta evidenza ti latita. Impara, cazzo, se sei capace... ché non puoi supplire all'artigianato che non hai con l'ideologia dei pensierini belli e buoni. No artigianato, no arte; no arte, no party!...

Mi sembra, del resto, che onestamente, anche Moretti non chieda che questo (mentre lo "speriamo che non sposti voti" di Prodi mi sembra quanto meno noioso come il giovane Andreotti - che ossimoro! - che a ventott'anni condannava De Sica e Rossellini perché internazionalizzavano lo sfascio italiano mentre "i panni sporchi si lavano in famiglia").

[img]http://www.telegraph.co.uk/arts/graphics/slideshows/venice/vgood.jpg[/img]


Er cine dei simpaticoni der quartierino (III)


Io trovo i film di Benigni biologicamente insostenibili: come una tribuna politica Pecoraro Scanio vs. La Russa, come un Russo Jervolino vs. Mussolini s-moderato da Vespa. Eppure i filmini di Benigni dicono cose così condivisibili: che Auschwitz è stato davvero una brutta cosa. Allo stesso tempo trovo lampante che Benigni non abbia idea di cosa sia un montaggio: lampante come i tacchi interni e i lifting abbronzanti del Caimano. Benigni e il Caimano (che se non sbaglio fanno i film insieme) sono simpatici alle rispettive platee: ma se c'è un vizio molto italiota forse è proprio quello di scambiare "simpatico" con "bravo".

(Ho trovato brutti anche tutti i film che ho visto di Moretti, che dicono sia antipatico ma senza che questo mi commuova neanche un po'. L’apice dell’agonia da noia, da apnea di ogni piacere, nel capolavoro La messa è finita, che il Merenghetti, nel suo Dizionario valuta più di Psycho di Hitchcock. - Non hanno timing nella storia, nella recitazione, nel montaggio, non hanno timing da nessuna parte; non hanno inquadrature belle e neppure brutte, non hanno un momento in cui l’immagine sia viva. Ha una fotografia curata come quella di Gola profonda e di Gloria Guida va in collegio. Sono tivù su pellicola (il che, mi sembra, sia quanto ha detto Ghezzi al Corriere): detto questo, i film possono dire quello che vogliono, anche cose degne di Ciampi sul senso della vita, sull’Italia e sul degrado dell’universo, su Berlusconi che è un coccodrillo molto cattivo e l’Italia che è un paese saturo di paraculi: benissimo. Magari lo sapevo già. Magari lo sapevo già meglio.

[img]http://www.cinemah.com/reporter/venezia/2005/immagini/good-night-and-good-luck.jpg[/img]



(In verità, caro bobo, il corrierone ha dedicato due recensioni al Caimano - Kezich & Merenghetti - tutt'e due amplissimamente elogiative, le quali ne esaltano, dio mio quanto, proprio l'encomiabilissimo "contenuto": 'na robba de lotta e de governo).
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 29/03/2006 :  21:52:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se parliamo di cinema, non credo di trovarmi in gran disaccordo con te.
Per quel che mi riguarda, amo i film di Bunuel(dove diavolo sta la cedille sulla tastiera?), soprattutto quelli degli anni Sessanta. La Via Lattea è un capolavoro e un mini trattato di storia della dogmatica cristiana e delle eresie.
Tempo fa intercettai, un sabato mattina, Viridiana su Rai 3( era prima del regime della menzogna ).
Ricordo una fulminea inquadratura blasfema dell' Ultima cena, i cui protagonisti sono vagabondi, piccoli delinquenti, prostitute.
Tali film potevano venire solo da uno spagnolo, dal problematico rapporto che uno spagnolo dell'età di Bunuel aveva con la religione cattolica.
L'italiano, che ha un problematico( forse) rapporto solo con la Chiesa, può al massimo concepire lo sberleffo anticlericale. Non si sognerebbe mai di mettersi a discutere di salvezza, di anima, di natura del Cristo.
Poi mi piacciono i film di Sergio Leone. Quando passano in tv, come se sfogliassi un'antologia, aspetto le scene che mi piacciono e che fanno parte, pare, dell'arte moderna.
Poi Kubrick, of course, ma non Arancia Meccanica: Barry Lindon, Lolita, 2001 Odissea nello Spazio( per quel che ci riguarda nel 2001, per noi, è iniziata un'altra odissea e potrebbe durare altri cinque anni, tanto per uniformarsi alla durata omerica:brr...).
Se riflettiamo, sanno di datato e di improponibile i film di Ferreri, sono ormai mera parola i "capolavori" di Fellini e quelli di Visconti.
Tutto ciò non è forse giusto( La metafora della " Grande Bouffe" può essere ancora attuale, magari...).
Quanto a Moretti, infine, credo che alcuni film siano buoni, altri meno.
Ricordate le materie di insegnamento della scuola di "BIANCA" ? Beh, non è che siamo molto lontani. Premonitore come Pasolini, senza bisogno di colpi allo stomaco.
Era buono, a mio avviso, anche "Caro Diario".
Quanto al Corriere, il post che ho in animo di scrivere deve avere più congrua collocazione.
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orlandogibbons
c.s. acquatico


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Inserito il - 10/01/2010 :  15:14:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ti é piaciuto BIANCA ? Forse perché non sei romano e non ne hai le balle piene di questo romanesimo che si autocita, troppo spesso addosso: da Q.p.g.a. di claudio baglioni a verdone... In assenza di immagini riproducono sempre gli stessi clichés . Roba che possiamo tollerare al livello del Bagaglino perché ha un obiettivo ben dichiarato ma non certo dal Cinema.

Non so se ricordate i ragazzi irresistibili e le battute feroci del vecchietto che faceva coppia con WalterMatthau: se non fosse per qualche borseggiatore la mia vita sessuale sarebbe zero.. "la vecchiaia non é poi tanto male se si considera l`alternativa". comicità feroce, che équelchemanca a certi nostri registi.


Modificato da - orlandogibbons in data 10/01/2010 18:40:47
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Lady Catherine
nuovo c.s.


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Inserito il - 10/01/2010 :  22:58:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Ma chi e' 'sta cicciona?". "Mia madre". "Perbacco: bella donna!" ("Il sorpasso")

"Jakob, certo che voi francesi fate proprio un caffè di merda!" "Mi hanno dato della checca, mi hanno dato del negro ma del francese mai!"
("Il vizietto")


Ho sofferto moltissimo, avevo sempre mia moglie davanti agli occhi: altrimenti che sofferenza era?
("Totò, Peppino e i Fuorilegge")
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orlandogibbons
c.s. acquatico


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Inserito il - 26/01/2010 :  22:33:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sì ma sai qual'è il punto: la scrittura scenica. Se ci pensi il vizietto si basa su due anzi tre interpretazioni spassose; il sorpasso sul gigionismo di vittorio gas e il doppiaggio di trint. sempre e comunque prove d'attore su cui far reggere una storia o un unsieme di sketches... Ma la scrittura scenica la avverti indipendentemente dall'attore/mattatore; quasi ti dimentichi di lui..pensa ai dialoghi di fargo o mutando i toni all'incontro di Lizzie con lady Cath de B. in Orgoglio e pregiudizio di qualche anno fa.

Modificato da - orlandogibbons in data 26/01/2010 22:35:07
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Lady Catherine
nuovo c.s.


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Inserito il - 27/01/2010 :  22:13:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"...Non so se ricordate i ragazzi irresistibili e le battute feroci del vecchietto che faceva coppia con WalterMatthau: se non fosse per qualche borseggiatore la mia vita sessuale sarebbe zero.. "la vecchiaia non é poi tanto male se si considera l`alternativa". comicità feroce..." (scrive Orlando Gibbons)
Bene, se non fossero state dette da un grande come Matthau o Lemmon non le ricorderebbe nessuno, era Matthau, era Lemmon, "a fare il film" infatti noi ricordiamo più facilmente loro e di meno i registi cosidetti feroci?!... forse perchè erano loro "i feroci" che sapevano rendere un film anche mediocre in un grande film... e così possiamo dire che allo stesso modo vengono ricordati i film di Gassman, di Tognazzi, di Totò, di De Sica perchè erano loro i "feroci" non i registi.
Oggi come ieri non ci sono registi "feroci" bensì attori "feroci".
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 28/01/2010 :  04:38:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L’altro vecchietto era George Burns, che vinse l’oscar. La sceneggiatura era però di Neil Simon. Quanto a scritture perfettamente feroci per Jack Lemmon e Walter Matthau, Billy Wilder!
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Lady Catherine
nuovo c.s.


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Inserito il - 29/01/2010 :  10:48:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il pensiero era un altro e non mi volevo soffermare su chi era il vecchietto...

Sarò pratica:

http://www.youtube.com/watch?v=_xpM8HUJJ6c

"SABRINA" di Billy Wilder con Humphrey Bogart, William Holden e Audrey Hepburn


http://www.youtube.com/watch?v=IBWWivqqEIk&feature=related

Remake di "Sabrina" con Harrison Ford e Julia Ormond (diretto da Sidney Pollak ma un vero e proprio flop e non a causa sua).
Purtroppo non ho trovato di meglio come trailer.


Chi non è del mestiere o un appassionato della materia ricorda il film "Sabrina" non per il regista bensì per gli attori... qualcuno ricorda il remake?



Modificato da - Lady Catherine in data 29/01/2010 14:56:02
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 29/01/2010 :  18:49:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
divi divini

[img]http://www.filmcritic.com/misc/mepics.nsf/view/wilder/$File/wilder.jpg[/img]


Certo che non c'è confronto tra le due Sabrine! Ma, per quanto ami Bogart, la Hepburn e Holden, il film è soprattutto di Wilder (a cominciare dall'idea di far innamorare la bella Cenerentola del principe cinico anzianotto e bruttino invece del rampollo bellissimo). E, qualunque cosa ricordino gli amanti del bel cinema, non sarà un caso se delle centinaia di film con Bogey, della sessantina di film con la Hepburn e del centinaio di film con Holden, tutti ricordano quelli con ottime regie e bellissimi copioni. Per quanto divi, avevano sempre bisogno che qualcuno allestisse il paradiso per loro.
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orlandogibbons
c.s. acquatico


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Inserito il - 30/01/2010 :  08:09:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
- Spero che le esequie siano state di suo gradimento.

- oh Sì, hanno tutti pianto di gusto... quindi credo che si siano molto divertiti


Il cielo può attendere di Lubitsch


[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d6/Ernst_Lubitsch_01.jpg/250px-Ernst_Lubitsch_01.jpg[/img]
strana foto, senza sigaro e occhio sornione...sembra Schoenberg giovane...

Modificato da - orlandogibbons in data 30/01/2010 08:12:09
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 30/01/2010 :  08:58:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
heaven

[img]http://www.devildead.com/drame/heavencanwait194303.jpg[/img]


Di questo capolavoro fu censurato dalla produzione il finale, il che rese del tutto vago il titolo. La cosa avrebbe dovuto concludersi così: Don Ameche, congedato dal diavolo, grazie alle preghiere di Gene Tierney sale insperatamente la scala che dall'inferno lo porterà in paradiso. Ma proprio in quel momento scende una bionda stupenda e irrevocabilmente dannata. Don Ameche la guarda scendere, si ferma: Heaven can wait.

Sublime fino alle lacrime la dichiarazione d'amore che fa quasi all'inizio a Gene Tierney: come convincere una donna a non sposare il cugino ma te in cinque minuti.
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