Home | Profilo | Discussioni Attive | Utenti | Download | Cerca nel web | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Altre Muse
 CINEMA!
 un saluto e un consiglio
 Nuova Discussione  Rispondi
Pagina Precedente
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva
Pagina: di 2

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 31/01/2010 :  07:31:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
la fabbrica

[img]http://www.cobbles.com/simpp_archive/images/paramount-gate.jpg[/img]


Star system: lo dice il nome. La costruzione di una star era un processo annoso, molto costoso, quanto più possibile metodico, senza nessuna vera garanzia sul successo dell'operazione. E' lastrica di stelle spente la strada che porta alla creazione di una star luminosa. Si trattava di scegliere un attore di belle speranze e stupenda presenza, di provarlo all'inizio in parti secondarie, cercando di definire caratteri che potessero poi restare permanenti. Una star non recita parti, ma sempre solo se stessa. E non è facile creare un archetipo...

Quando l'operazione aveva successo, il divo si trovava perfettamente imbozzolato in un sistema per il quale lavoravano centinaia di professionisti: sceneggiatori che scrivevano sapendo bene quale ideal-tipo dovevano confermare, costumisti, parrucchieri, direttori della fotografia, registi, produttori, p.r., i magnifici attori caratteristi che gli si mettevano attorno... Capaci anche di fare disastri: vedi la sorte di Buster Keaton quando andò alla Metro Pictures Inc. (ora Metro-Goldwyn-Mayer).

Quando dive italiane come Claudia Cardinale o Virna Lisi andarono a Hollywood, trovarono che il sistema già lavorava sui loro manichini, e già era stato deciso come cambiare la linea delle sopracciglia, l'arco dei denti, la curva del seno. La Cardinale a un certo punto disse: se sono tutta da rifare, perché mi avete chiamata? E' che l'attore che sarebbe dovuto divenire divo si doveva offrire al sistema come creta allo scultore. E obbedire. Mica del tutto sbagliata l'ingiusta definizione di Hitchcock degli attori come pezzi di carne. Anche se è evidente che se c'è Cary Grant o James Stewart è un conto, e che altrimenti molta magica luccicanza vola via.

Sono cose raccontate benissimo nel Bruto e la bella di Vincente Minnelli, o in A che prezzo Hollywood? e E' nata una stella di George Cukor. Solo due grossi disobbedienti, negli anni d'oro: Bette Davis e James Cagney.

Modificato da - f.c. in data 31/01/2010 07:49:49
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/02/2010 :  13:23:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
faccette nere

[img]http://www.cinekolossal.com/2/s/scipione/tt.jpg[/img]


"Il cinema italiano intanto è arrivato ad Adis Abeba. Ettore G. Mattia, che assiste alle proiezioni riservate agli indigeni, scopre che questi, davanti allo schermo, sanno soltanto ridere. Ridono vedendo un "bacio appassionato", una smorfia, una sfilata di ballerine o una parata militare. Sghignazzano se la trama impone all'attore "un atteggiamento intensamente drammatico" e si smascellano addirittura, presi da singulti, all'apparire di un morto."
(C. Quarantotto, Il cinema la carne e il diavolo, Le Edizioni del Borghese, 1962)
Torna all'inizio della Pagina
Pagina: di 2 Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
Pagina Precedente
 Nuova Discussione  Rispondi
Vai a:
© Torna all'inizio della Pagina
Generated in 0.11 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03