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 Extra-vaganze
 "SECRETO POETAR ESCRETO"
 Sarà mai sinistro il destro?
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 15/01/2007 :  15:46:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Res extensa

[img]http://static.blogo.it/deluxeblog/merda_01.jpg[/img]

"Che vuol dir questo?
Io sento il maggior puzzo che mai
mi paresse sentire..."
(Decameron, II giornata, Novella V)


...e non dimenticarsi mai della cacca! Che poi sia finita proprio nel forum più filosofico sarà un memento che non sarebbe dispiaciuto a Pascal, scandalizzato come si sa che l'uomo avesse orifizi. - Ora però, se abbiamo fatto addirittura un numero intero del c.s. sugli scrittori medici, è forse proprio per quello: per la sensazione che i professionisti del "tristo sacco" (Dante, Inferno, XXVIII, 28), grazie alla pratica medica sull'essenziale - che espressione adatta - andar di corpo, potessero dare nella scrittura qualcosa che agli affabulatori dell'uomo inteso come forma platonica e disincarnata manca catastroficamente.

Almeno su un punto saremo tutti d'accordo: che Renzo e Lucia non fanno mai la cacca (né praticano, neppure nei sogni più straniati, il sesto comandamento: ma questo probabilmente è ovvio, ché sogni sesso e cacca - vedi sia Freud che la Smorfia - sono fratelli indubitabili). Forse non è un caso che sogni don Rodrigo, il quale - anche su questo saremo d'accordo - è vittima di pulsioni sessuali interessanti. Mentre il nome migliore di Renzo, secondo me era quello della prima versione: Fermo.

[img]http://www.insiemegroane.it/data/immagini/100x100/4884-manz_lucia1%5B1%5D.jpg[/img] [img]http://www.fdabisso.com/eventualita/miniature/17-Merda-dartista-miniatura.gif[/img]


...ricordo (vedi lo sterco: come se l'avessi letta oggi) la lunga recensione che Calvino scrisse all'Insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera: tema non secondario, la critica che faceva al malo modo con cui Kundera trattava della cacca, da lui associata al comunismo. Calvino, come dargli torto?, espresse una laude a sorella Cacca, sempre benedetta per lui notoriamente (o fece lì il primo outing?) stitico. Il che, magari, dalla sua prosa che si suol definire "illuministica", magari anche si inferisce.

[img]http://i15.ebayimg.com/01/c/05/60/fc/de_7.JPG[/img] [img]http://sienaemaremma.blogosfere.it/images/calvino.jpg[/img]


...e quale sorte troverà in contrada Malpertugio a Napoli Andreuccio da Perugia? Nomen omen, e che, in questo caso già solo lo stimolo sia stato fonte all'inizio di apparente catastrofe ma alla fine di sostanziale felicità, se non ricordo male lo si insegna perfino a scuola: tutto comincia perché quel foresto domandò a una Malafemmina dove potesse espletare "il naturale uso di dovere diporre il superfluo peso del ventre"... - si sa come finisce: precipita da un secondo piano nella "bruttura, della quale il luogo era pieno", e così olezzoso per la Napoli notturna iniziò a girare...

Se Boccaccio usa figure retoriche (metonimie, del tipo qualità per la cosa, e dunque "bruttura"; e perifrasi: "superfluo peso", ecc.) Dante usò una perifrasi non per nascondere la parolaccia ma proprio per dirla!, e quindi, invece di intestino, o interiora, o semplicemente ventre: "’l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia" (XXVIII, vv. 29-30) - in questi tempi suscettibili, parlare di Maometto (quasi quasi non gli metto il grassetto) come di uno con le merde al vento, potrebbe scatenare isterie. Dante però è capace di oscenità superiori e ancor più memorabili, e si ammetterà che, se la cacca è pur sempre bios ammesso, il peto è davvero l'oltre dell'oltre del porno sociale: ciò non toglie che il culo a trombetta lo si sente una volta nella scolastica adolescenza e non lo si dimentica più (XXI, 139): momento su cui stranamente non si trova nessuna incisione del Doré. Sì dirà però: quella è una puzza del diavolo.

[img]http://www.sauramps.com/imagettes/9782265081031.jpg[/img] [img]http://www.umbrarte.com/public/contents2/images/20060501180551.txt.jpg[/img]


Per par condicio diventa doveroso ricordare quella visione molto à la Céline che leggi in Leonardo degli uomini come né più né meno che cacatori immedicabili. Ammetto che è uno dei miei pezzi preferiti della letteratura universale: "ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentori di sterco e riempitori di destri chiamar si debbono, perchè per loro alcuna virtù in opera si mette; perchè di loro altro che pieni e destri non resta."
(Dove destri, ovviamente, sono i cessi).

Una volta lo proposi ai miei studenti, e alcuni più suscettibili iniziarono a diffondere la voce che avevo dato dei - chiedo scusa per la citazione extracanone - "sacchi di merda" a essi medesimi. Forse era vero. Si sa come (mal) funzioni la subliminalità e l'inconscio: però mi difesi fieramente e con carte alla mano che io facevo lezione su Leonardo.
Non era ancora l'era del Codice da Vinci, però lo stesso, davanti al nome di Lionardo le gote degli inimici miei si sgonfiaron come quelle lanose di Caronte.

[img]http://educaterra.terra.com.br/voltaire/artigos/pimage/futurismo5.jpg[/img]


E qui, ricadendoci, come si vede Duchampo glossò il capolavoro non solo con i baffì alla Dalì, ma con l'epigrafe che in francese dà: Ellàsciòocù: "Elle a chaud au cul". - Ciò non toglie che magari a ragion veduta Trilli cara dei compagni nostri del forum a un certo punto, e proprio perché il forum ha a cuore, come i ladri boccacceschi di Napoli, esclami:

"Non potremmo noi trovar modo
che costui si lavasse un poco dove che sia,
che egli non putisse così fieramente?"


(sposto qui il post di qualche giorno fa)

f.c.
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Inserito il - 15/01/2007 :  16:07:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
vane petizioni sicule

[img]http://imagecache2.allposters.com/images/pic/PLA/ca1544_b~Zucca-Posters.jpg[/img]


"E in queste ricerche indagavano a che genere appartenesse la zucca. - "E che definizione ne hanno dato, a qual genere appartiene la pianta? illustralo, se ne sai qualcosa". All'inizio, tutti in silenzio, immobili, a testa china riflettevano a lungo. Poi all'improvviso, mentre ancora i giovanotti erano ricurvi sulle loro ricerche, uno disse che era un ortaggio rotondo, un altro un'erba, un terzo un albero. Li ascoltava un medico che veniva dalla terra di Sicilia, e mollò un peto per schernirli, come fossero fuori di testa. (...) Ma i ragazzi non ci fecero caso. E Platone, che assisteva molto sereno, per nulla turbato, li invitò a ritentare dal principio di definire a qual genere appartenesse la zucca." (EPICRATE in Ateneo, II, 59d-f)
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campi giovanni
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Inserito il - 15/01/2007 :  16:58:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tel quel

Se ne trattò ampiamente in Parlamento. Con 307 voti contro appena
104 fu deciso di far passare il Sedere dal catalogo degli Oggetti
Materiali alla pergamena serafica delle entità spirituali. Una com-
missione di teologi e architetti fu incaricata di studiare come si
sarebbe potuto fare e anche - il Parlamento avendo fatto finta di
non saperlo - perché.
(...)
- Occorre una radicale Metànoia! Altrimenti mai riusciremo a ren-
dere spirituale il Sedere, e neppure a tradurlo in cifre!
- Se rimane Materia, siamo perduti.
- Il bello non ha età.
- Riferito al Sedere ce l'ha.
- Solo un Dio può salvarci.

Ah Geremia!
Coi tuoi visceri arrotati sono fatte le corde dell'arpa del mon-
do. E ci sono
ci sono i volti tormentanti, qui nelle fradice città di Baal Ze-
bùb, che sono quest'arpa tua di patimento e il volto-arpa-di-vi-
sceri, potenza di esilità, pane di bocca, non racconta che
la pena velata, l'indecifrata
pena vocale del mondo. Ed è inutile
cercare d'incidere un senso in queste selvagge sillabe che subi-
tamente muoiono, in cprde tese che incessantemente in lontananza
si spezzano.
Ah Geremia, i tuoi tremendi visceri!
I tuoi visceri che ho ascoltato!
I tuoi visceri di Geremia!
I tuoi visceri di dolore!

(tratto da Guido Ceronetti, D.D. Deliri Disarmati)




Campi Giovanni
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campi giovanni
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Inserito il - 20/01/2007 :  03:58:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
nel momento del bisogno


Banali Bisogni Anali


"... ora devo terminare, è proprio così, perchè non mi sono ancora
vestito e adesso mangiamo subito per poter poi dopo cacare, è proprio
così... Auguro adesso una buona notte, caca nel letto che schianti,
dormi chiotta, ficca il culo in bocca, ora vado a spassarmela, poi
mi faccio una bella dormita. Domani ci parleremo con intelligenza
scemenza... Ah! Il mio culo mi brucia come fuoco! Che può mai ciò
significare? Forse ne uscirà fuori uno stronzo? Che può mai ciò
significare? Sì, sì, stronzo, io ti conosco, ti vedo e ti gusto."

(Wolfgang Amadeus Mozart alla cugina Maria Thekla 04/11/1777)


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Inserito il - 31/01/2007 :  15:48:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

LUDICI LUCIDI, TRASLUCIDI STRALUDICI


"Mademoiselle ma très chère cousine penserà forse che io sia morto?
Che sia crepato? Che abbia tirato le cuoia? Ma no! Non lo pensi, la
prego. Perché pensare e cacare sono due cose diverse!... Va sempre
al cesso regolarmente?... Sì, sì, son sicuro della faccenda, dovesse
oggi stesso mollare una merda... sarà una cacca. Cacca, cacca! O Cac-ca! O dolce parola! Cacca! Pappa! Bello! Cacca, cacca! Lecca! O che
delizia! Che gusto, pappa e lecca! Pappa cacca e lecca cacca... E in
fondo è proprio lo stesso se era Battipale, dove gli stronzi finisco-
no in mare, o Coldito di sotto, dove ti raddrizzano il buco del culo
se ce l'hai storto..."

(Mozart alla cugina il 28 febbraio 1778)


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Inserito il - 31/01/2007 :  15:55:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

LESA MAESTA' ILLESA

"Signora mamma!
Io sto qua con della gente
Che di cacca ha pieno il ventre...
Da otto giorni da Mannheim partiti siamo
E quanto a merda cacata assai ne abbiamo...
Quanto al concerto ecco la mia pensata
Lo butto giù a Parigi, alla prima cacata...
Non offendiamo Iddio col nostro gran cacare
Neppure se la merda ci piace mordicchiare...
Ma basta con i versi;
voglio ora annunciarle
Che lunedì venturo
Senza tante domamde
Di baciarle la mano
L'onore mi sarà dato
Ma prima le mie brache
Avrò certo smerdato"

( Mozart alla madre il 31 gennaio 1778)


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Inserito il - 31/01/2007 :  16:06:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

MUSICAL HORROR EVACUI MENTE


un consiglio a chi voglia ascoltare lubriche musiche ludiche è il
Leck mir den arsch fein recht schon sauber (K 233) , che tradotto
alla lettera, come suggerisce Vittorino Andreoli nel suo articolo
sul capriccioso genio apparso sulla rivista "Mente e cervello"
del mese di gennaio, suona come
Leccami ben bene il culo, lustralo a puntino






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Inserito il - 31/01/2007 :  16:11:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

PUTRIDI PUDORI LIVIDI LIVORI


" Mefistofele A momenti si metterà a sedere in un pantano: è il
suo modo di curarsi; quando le sanguisughe se la spassano attaccate
al suo ano, eccolo guarito dallo spirito e dagli spiriti... "

(Wolfgang Goethe, Faust)


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campi giovanni
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Inserito il - 31/01/2007 :  16:22:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

IN ALTERA EGLOGA LA ALTERA AFFOGA


" O fortuna mihi tantum perversa, ribalda,
quae tam promittis, post haec non illa videris,
qua causa tanti pro te mihi dantur afanni?
Tu puzolenta omni merdosior es cagatori,
quamvis nonnullis videaris zuccarus esse,
quos omnes istos capiat cagasanguis adessum.
Stentavi frustra tibi pro servire malignae,
tuque meam testam voltasti more civettae,
nec patior tantum schernum tantumque pudorem,
sed, nisi te laxp, me carboncellus amazzet. "

(Teofilo Folengo Egl. P II 1-10)


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Inserito il - 31/01/2007 :  16:36:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

VARIATIO SULL'EVACUATIO


" O fortuna mihi nimium rabiosa tapino,
o quae sola fave poltronibus atque ribaldis,
qua causa tanti per te mihi dantur afanni?
Cur mihi non streppas animam de corpore tandem?
Nonne foret melius semel hunc sborare fiatum,
omnibus in giornis quam mille morire fiatas?
Es, fortuna, quidem merda merdosior omni,
et tamen a multis tu zuccarus esse videris,
quo tales utinam cagasanguis amazzet adessum!
Namque ficaverunt speranzam firmiter omnem
in te, quae tandem das, oyme corada!, malannum.
Indarnum studui tibi pro servire gaioffae,
sed mihi voltasti cervellum more gazani
deque meo penitus privasti, ladra, placero. "

(Teofilo Folengo, Zanitonella T 933-946)


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campi giovanni
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Inserito il - 28/03/2007 :  16:10:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

calamaio intinto in letamaio



"Se tu volessi fare un buon minuto,
togli Aretini et orvietani e Bassi,
e sarti mulattieri bugiardi e messi,
e fa che ciaschedun sie ben battuto;

poi gli condisci con uno scrignuto,
e per sale vi trita entro votacessi,
e per agresto minchiatar fra essi
accioché sia di tutto ben compiuto.

Spècchiati nei Triomphi, al gran mescuglio
d'arme, d'amor, di Bruti e di Catoni
con femine e poeti in guazabuglio:

questi fanno patire i maccheroni
vegghiando il verno, e meriggiando il luglio
dormir pegli scriptoi i mocciconi.

Dè parliàn de' moscioni,
quanta gratia ha il ciel donato loro,
che trassinando merda si fan d'oro."

(Burchiello, CXXIII)


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campi giovanni
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Inserito il - 28/03/2007 :  16:34:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

onomatopee


"... è tutto così forte come farneticazione che più niente esiste a
paragone, che capiscono più niente, che il loro modo di fare dei
mmm! pfouach! vlac!
di cagarsi! tutto sotto!...
io pure potrei fare
pfouà! pflac!...
prendete Cristiano IV a proposito si cagava sotto uguale enorme! Cri-
stiano IV, re di Danimarca! tutta la sua vita!... in tutto e per tut-
to!... come Brottin!... ha tentato tutto, smarronato tutto!... comer
Brottin... Brottin lui nell'editoria, Cristiano IV nei regni... le
sue cattiverie l'hanno seppellito!... come Brottin!... io mi sono
portato lassù per rendermi conto... nel suo Regno... sono stato ad
assaggiare le sue prigioni... Brottin il maniaco arruffacarte!...
Brottin pieno di 'Goncourt' pieno la sua cantina!... pieno di romanzi
nulli, come se li cagasse!...
vlaf! vloof!...
se te lo trovi più tranquillo l'occhio ancora più pesce che abitual-
mente è che è intento a riflettere, cogitare, cagare, il suo dieci-
mila e tredicesimo autore, il Re della Casa Editrice così che si
chiama! Caronte lo tirerà fuori dalle meditazioni! e col remo, si-
gnora mia bella!...
vrrang!... brang!"

(Louis Ferdinand Céline, Da un castello all'altro)


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tanascia
c.s. acquatico


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Inserito il - 28/03/2007 :  16:45:50  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
A mezza costa là sulla collina
l’ondeggiare di fronde inargentate
confuse con i giochi della brina
come un balletto di folletti e fate.

Ogni ramo un riflesso ed ogni stilla
di rorida rugiada si colora,
dei raggi d’oro di madonna aurora
come gemma rarissima sfavilla.

Io, come attratto, su per l’erta via,
sulle spalle il mio spirito e la sacca,
m’inerpico in radiosa gagliardia

fino a pestar la busa d’una vacca.
morale: a volte monna poesia
ti fa finir coi piedi nella cacca.
(L'autore dovrebbe essere un certo Fred)
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 28/03/2007 :  17:23:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

sarà mai sinistro il destro?

forse forse una soluzione l'ho trovata


"La signora S., una donna intelligente sulla sessantina, ha subito un
ictus massivo che le ha compromesso le parti più profonde posteriori
dell'emisfero cerebrale destro, lasciando peraltro intatta la sua in-
telligenza, e il suo senso dell'umorismo.
A volte si lamenta con le infermiere perché, dice, non le hanno messo
sul vassoio il dolce e il caffé. Quando queste rispondono: 'Ma è lì,
signora, a sinistra', sembra non capire quello che dicono, e non
guarda a sinistra. Se le voltano piano la testa facendo sì che il
dolce entri nel suo campo visivo, nella metà destra non compromessa
del suo campo visivo, dice: 'Oh, eccolo. Prima non c'era'. Essa ha
completamente perduto l'idea di 'sinistra', per quanto riguarda sia
il mondo esterno sia il proprio corpo... Lo sa intellettualmente, è
in grado di capire, e ride; ma le è impossibile saperlo direttamente.
Dal momento che ne ha una conoscenza intellettuale, frutto di un ra-
gionamento, ha elaborato alcune strategie per affrontare la sua man-
canza di percezione. Non può guardare a sinistra direttamente, non
può voltarsi a sinistra, e allora si gira a destra, e continua a gi-
rare fino a descrivere un cerchio...
Particolarmente penosa era per lei l'ilarità suscitata allorché com-
pariva con una sola metà del viso truccata, col lato sinistro assur-
damente privo di rossetto e di fard. 'Io guardo nello specchio' dice
va 'e metto il trucco su quello che vedo'... Ci chiedemmo se non
fosse possibile procurarle uno 'specchio' che le permettesse di vede-
re a destra la parte sinistra del viso... tentammo con un sistema di
televisione, sistemando la telecamera e il monitor di fronte a lei;
il risultato fu sorprendente e bizzarro. Perché ora, usando lo scher-
mo come uno 'specchio', essa vedeva effettivamente la parte sinistra
del viso a destra, un'esperienza che confonde anche una persona nor-
male e che a lei risultò doppiamente disorientante e inquietante,
poiché ora vedeva la parte sinistra del proprio viso e del corpo, che
però, in seguito all'ictus, non sentiva né avvertiva come esistente.
'Portatelo via!'
gridò angosciata e confusa, e noi non insistemmo oltre... La questio-
ne è così complessa fisicamente, anzi metafisicamente, che solo la
sperimentazione può dare una risposta."

(Oliver Sacks, Attenti a destr!)


portate via ogni soluzione!


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tanascia
c.s. acquatico


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Inserito il - 28/03/2007 :  17:29:36  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
......e si che il sinistro sara' destro e viveversa...con lo specchio........!
Per andare al polo nord devo girare a destra o a sinistra?
.......forse dritto? .....h........h..........h.......
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campi giovanni
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Inserito il - 09/11/2007 :  15:07:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

the big trash

(la merda e le merdeità)

[img]http://img408.imageshack.us/img408/3228/trashlogobigve0.gif[/img]

"[...] In quel momento mi chiedo come [...] tutt[...o] altro non sia
che deiezione, feci, escremento; ma escremento da chi, da che, da co-
me? Ma no, mi dico, nient'altro che escremento, feci che tengon luogo
dell'universo, l'universo diarroico, senza che esista uno sfintere
donde discenda. No? Nessuno sfintere? Ma se lo sfintere fosse, dico,
uno di questi dèi di cui tanto si discorre? Oh no, non intendo dire
lo sfintere di un dio, e che l'universo fosse la sua deiezione, ma si
intende che oltre codesto sfintere non v'è nulla, non ano, non inte-
stino, per cui le feci che noi diciamo universo e che io vedo e con-
templo sono veramente nate dal nulla. Non è così? Una sordida alle-
gria mi pervade quando contemplo la palude in guisa di escremento,
quasi fossi finalmente giunto ad un tal punto di intimità con la pa-
lude da poterla insultare, dirla 'Merda!' come se in tal modo fossimo
dichiaratamente fratelli, sodali, amorosi. [...] se un dio sfintere
l'ha generata, non sarò io stesso generato allo stesso modo, non sarò
io finalmente restituito alla mia natura di escremento, ma escremento
dello sfintere divino, uscito dal nulla? [...] io ridevolmente mi
proclamo cronista, storico [...], cantore, aedo, vate, pronto a met-
tere per iscritte ottave la storia [...], amori e glorie delle feci.
Ma, mi chiedo, se questo è [...], come per l'appunto sembra e vuol
sembrare, avrà pur sempre questa materia un suo centro, un cuore, un
cerebro pensante e costitutivo [...]? [...] mi appare, come credo che
non possa non essere, luogo nobile e infimo, luogo centrale e perife-
rico, ben formato e deforme, informe, sformato, osceno, turpe, mefi-
tico e insieme turibolare? Fetore, vero? Ma non potrebbe essere que-
sto fetore l'aroma diletto di quello sfintere di cui s'è detto, non
sarà questo miasmo un atto devozionale addirittura prezioso, una pia
cantilena, una litania, una invocazione resa [spi]ritualmente prezio-
sa appunto da questa zaffata di putrido incenso? E faccio un breve
inchino col capo, ridendo, come fossi davanti alla giusta, la perfet-
ta devozione."
(G.Manganelli, La palude definitiva)


Campi Giovanni
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Generated in 0.14 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03