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 Extra-vaganze
 "SECRETO POETAR ESCRETO"
 RIPORTO DEL POETAR ESCRETO
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amministratore
Amministratore


173 Messaggi

Inserito il - 17/01/2007 :  19:44:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ET ALORS, MERDRE:



"
Ecco, signore, un articolo eccellente, specialità della casa, gli
Schiaccia-merdre. Come ci sono diversi tipi di merdre, così vi sono
schiaccia-merdre per la pluralità dei gusti. Ecco per gli stronzi
freschi; ecco per lo sterco di cavallo; ecco per il meconio di bam-
bino in culla; ecco per la caccola di gendarme; ecco per le cacche-
relle di capra antiche; ecco per le feci di un uomo di mezza età"

(Alfred Jarry)

ET ALORS, MERDRE:

"S'era anche ipotizzato, poco sopra, che il tanfo che ha preso
il luogo della arcaica melodia delle sfere, promani dalla materia
astrale intaccata dagli acidi digestivi dell'Ade: ed avevamo la-
sciato a mezzo la spiega. Pensa infatti taluno che l'Ade possa
essere una sorta di animalone, grande a sproposito, in cui vada
via via entrando il mondo, riducendosi a bolo alimentare; che la
bestia, con mascelle infinite, pazientemente ustioni le larghe e
tenere labbia con le galassie che ingoia come biada; che mastica,
impasta e insaliva, e gusta ghiottamente, come piene di lettera-
ture e divinità; e lavi e intacchi con gli intimi succhi, efficaci
e solenni; e infine defechi in blocchi di mirabili feci che fecon-
dano la novale universale, donde sorgeranno altri astri e costel-
lazioni, affinché il mite bestione le inghiotta, assimili, defechi.
Acquattati nelle mucose labirintiche, noi vediamo scendere giù per
l'esofago i litigiosi universi: ma con tanta lentezza, che i mil-
lenni segnano le pulsazioni dell'elastico buco dei cibi; e gli
spasmi del nobilissimo piloro scandiscono i cicli della storia.
Animale grande e potente, caudato, membruto, masticante, evacuante,
nobile ed oscuro, misura misurante di ogni cosa, che cose e dèi
liquefa, disfa e omogeneizza in merda, senza ira o interiore scon-
cezza, così che quella sarà merda liturgica ed astratta: teomerda.
Oppure che l'universo sia formato a intestino, e che l'Ade sia
solo il punto terminale: il culo secondo taluni, la merda, secondo
altri; sebbene paia più ragionevole pensare sia il buco del culo,
come luogo astratto e insieme fatale. Difficile pare infatti cre-
dere che sia esso il culo, giacché in tal caso farebbe pur sempre
parte dell'universo, e verrebbe meno quella funzione oppositiva
che gli è propria; meglio allora ipotizzarlo come escremento,
estrinseco e insieme salto qualitativo, indegno, ignobile, scan-
daloso, dotato pertanto delle qualità idonee a dar vita ad un
"no" cosmico."

(Giorgio Manganelli, Hilarotragoedia)




"PADRE UBU
Allora, capitano, avete cenato bene?

CAPITANO BORDURE
Benissimo, signore, tranne la merdre.

PADRE UBU
Eh! non era cattiva la merdre.

MADRE UBU
Ognuno ha i propri gusti."

(Alfred Jarry, Ubu re)


Campi Giovanni


Ine skatà ke skatà


[img]http://art.supereva.it/artemoderna/burri.jpg[/img]


Il grido continuò durante l'immagine finale: le macchie di sangue rosso vivo sul terreno. Sangue su escrementi. Il momento supremo, alto al di sopra del deserto, in cui i due elementi, sangue ed escremento, a lungo tenuti separati, si fondono. Appare una stella nera, un punto di tenebra nella luminosità del cielo notturno. Punto di tenebra e porta spalancata sulla pace. Protenditi, penetra oltre il tessuto impalpabile della protezione del cielo, trova riposo.
P. Bowles The sheltering sky

Nelson Dyar



«Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, non oseresti parlarne con tanta disinvoltura: lui è un signor Tempo!» (il Cappellaio Matto in Alice nel Paese delle Meraviglie)
f.c.


E pensare che questo voleva essere un blog dove filosofare, anche magari maccheronicamente...
Perchè ci siamo ridotti a scrivere di queste cose? Suvvia amici, mettiamo vi prego, la parola fine a questo scempio e ritroviamoci su argomenti più consoni.

...è sempre un piacere.
TRILLI




Signora Noia

"Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilion fu combusto?
Ma tu perché ritorni a tanta noia"
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?"

(Dante, Inferno I 73-78)



"Poco propriamente si dice che la noia è mal comune. Comune
è l'essere disoccupato, o sfaccendato per dir meglio; non
annoiato. La noia non è se non di quelli in cui lo spirito
è qualche cosa. Più può lo spirito in alcuno, più la noia
è frequente, penosa e terribile."

(Leopardi, Pensieri LXVII)



"La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti uma-
ni. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano
quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne
ma nondimeno il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa
terrena, nè, per dir così, dalla terra intera; considerare
l'ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole mara-
vigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla
capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi
infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il
desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto uni-
verso; e sempre accusare le cose d'insufficienza e nullità, e
patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior
segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura u-
mana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento,
e pochissimo o nulla agli altri animali."

(Leopardi, Pensieri LXVIII)

Campi Giovanni



una cosa è la noia, un'altra la maremma troia.
FIORNANDO



Ahi! On!


Son d'accordo con don Fiornando...che significa, Trilli, "mettiamo fine a questo scempio"? Cos'è che ti turba, la scatocronosofia, o semplicemente l'uso di parole esplicite come "sangue" e "merda"?
C'è un voltar la testa che è assai più volgare di qualunque oggetto di qualunque sguardo.
Ma siccome posso aver equivocato, ti invito a riprendere, come Mme Chauchat, l'atteggiamento a te consono di "non essere una borghesuccia dalla bella indignazione".

Nelson Dyar



Caduca Troia

"E ormai Borea invita a partire, schioccano le vele agitate da
folate favorevoli. I marinai dicono che bisogna approfittare
del vento. "Addio, Troia, ci portano via!" "

(Ovidio, Metamorfosi)

Campi Giovanni




Signor Anio
"E tuttavia il destino non vuole che, se crollate son le mura,
crollino anche le speranze di Troia. Il figlio della dea di Ci-
tera parte portandosi sulle spalle le immagini sacre e, altra
cosa sacra, il padre, venerabile fardello... e col favore dei
venti e delle correnti entra, insieme ai suoi compagni, nel
porto dell'isola di Apollo.
Qui, Anio, bravo re con gli uomini, bravo sacerdote con Febo,
lo riceve nel santuario e nella sua reggia, e gli mostra la
città e i famosi luoghi di culto e i due tronchi ai quali un
giorno, al momento del parto, si era aggrappata Latona.
Gettato incenso sul fuoco, versato vino sull'incenso, e brucia-
ti secondo il rito visceri di giovenche immolate, rientrano nel
palazzo reale e distesi su spessi tappeti si cibano di doni di
Cerere e di schietto vino. E qui il buon Anchise dice: - O elet
to sacerrdote di Febo, mi sbaglio o la prima volta che visitai
questa città tu avevi, se ben ricordo, un figlio e quattro fi-
glie? - E Anio, scuotendo le tempie avvolte da bende di color
di neve, con aria triste risponde: - Non ti sbagli, o grandis-
simo eroe; oggi (tanto l'instabilità di tutte le cose sballotta
l'uomo) vedi uno che è praticamente senza figli. Di che aiuto
può infatti essermi il maschio, il quale vive lontano, invece
che con suo padre, in un'isola che ha preso il nome da lui, An-
dro, e lì se ne sta e lì regna? A lui il dio di Delo ha dato
facoltà divinatorie; alle femmine, Bacco fece un altro dono, più
grande di quel che si potesse auspicare, incredibile... Si sa
soltanto come si concluse il dramma: si ricoprirono di penne e
si tramutarono in uccelli cari alla tua consorte, candide
colombe. -
Dopo il banchetto pieno di questi e altri racconti, levate le
mense se ne vanno a dormire. Allo spuntar del giorno si alzano
e vanno a consultare l'oracolo di Febo, il quale ordina di ri-
cercare l'"antica madre", il paese d'origine della stirpe. Re
Anio viene ad assistere alla partenza e fa dei regali: ad An-
chise uno scettro, al nipote un mantello e una faretra, e ad
Enea un vaso che Tersete, un amico nato sulle rive dell'Ismeno,
gli aveva spedito dalle contrade dell'Aonia. Era stato Tersete
a mandarlo; a fabbricarlo, Alcone di Ile, che vi aveva cesella-
to torno torno una lunga storia... il bordo del vaso era fra-
stagliato di foglie di acanto dorate."

(Ovidio, Metamorfosi)

Campi Giovanni


Sillogismo tangenziale
Il tempo per me è anche letteratura.
La letteratura per me è mondo infinito e finito immondo.
Il tempo e la letteratura per me son riso e pianto.

Campi Giovanni


[img]http://img181.imageshack.us/img181/8041/colombedefeusc5.jpg[/img]

[img]http://static.blogo.it/deluxeblog/merda_01.jpg[/img]


"Che vuol dir questo?
Io sento il maggior puzzo che mai
mi paresse sentire..."
(Decameron, II giornata, Novella V)


...e non dimenticarsi mai della cacca! Che poi sia finita proprio nel forum più filosofico sarà un memento che non sarebbe dispiaciuto a Pascal, scandalizzato come si sa che l'uomo avesse orifizi. - Ora però, se abbiamo fatto addirittura un numero intero del c.s. sugli scrittori medici, è forse proprio per quello: per la sensazione che i professionisti del "tristo sacco" (Dante, Inferno, XXVIII, 28), grazie alla pratica medica sull'essenziale - che espressione adatta - andar di corpo, potessero dare nella scrittura qualcosa che agli affabulatori dell'uomo inteso come forma platonica e disincarnata manca catastroficamente.

Almeno su un punto saremo tutti d'accordo: che Renzo e Lucia non fanno mai la cacca (né praticano, neppure nei sogni più straniati, il sesto comandamento: ma questo probabilmente è ovvio, ché sogni sesso e cacca - vedi sia Freud che la Smorfia - sono fratelli indubitabili). Forse non è un caso che sogni don Rodrigo, il quale - anche su questo saremo d'accordo - è vittima di pulsioni sessuali interessanti. Mentre il nome migliore di Renzo, secondo me era quello della prima versione: Fermo.

[...ricordo (vedi lo sterco: come se l'avessi letta oggi) la lunga recensione che Calvino scrisse all'Insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera: tema non secondario, la critica che faceva al malo modo con cui Kundera trattava della cacca, da lui associata al comunismo. Calvino, come dargli torto?, espresse una laude a sorella Cacca, sempre benedetta per lui notoriamente (o fece lì il primo outing?) stitico. Il che, magari, dalla sua prosa che si suol definire "illuministica", magari anche si inferisce

...e quale sorte troverà in contrada Malpertugio a Napoli Andreuccio da Perugia? Nomen omen, e che, in questo caso già solo lo stimolo sia stato fonte all'inizio di apparente catastrofe ma alla fine di sostanziale felicità, se non ricordo male lo si insegna perfino a scuola: tutto comincia perché quel foresto domandò a una Malafemmina dove potesse espletare "il naturale uso di dovere diporre il superfluo peso del ventre"... - si sa come finisce: precipita da un secondo piano nella "bruttura, della quale il luogo era pieno", e così olezzoso per la Napoli notturna iniziò a girare...

Se Boccaccio usa figure retoriche (metonimie, del tipo qualità per la cosa, e dunque "bruttura"; e perifrasi: "superfluo peso", ecc.) Dante usò una perifrasi non per nascondere la parolaccia ma proprio per dirla!, e quindi, invece di intestino, o interiora, o semplicemente ventre: "’l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia" (XXVIII, vv. 29-30) - in questi tempi suscettibili, parlare di Maometto (quasi quasi non gli metto il grassetto) come di uno con le merde al vento, potrebbe scatenare isterie. Dante però è capace di oscenità superiori e ancor più memorabili, e si ammetterà che, se la cacca è pur sempre bios ammesso, il peto è davvero l'oltre dell'oltre del porno sociale: ciò non toglie che il culo a trombetta lo si sente una volta nella scolastica adolescenza e non lo si dimentica più (XXI, 139): momento su cui stranamente non si trova nessuna incisione del Doré. Sì dirà però: quella è una puzza del diavolo.



Per par condicio diventa doveroso ricordare quella visione molto à la Céline che leggi in Leonardo degli uomini come né più né meno che cacatori immedicabili. Ammetto che è uno dei miei pezzi preferiti della letteratura universale: "ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentori di sterco e riempitori di destri chiamar si debbono, perchè per loro alcuna virtù in opera si mette; perchè di loro altro che pieni e destri non resta."
(Dove destri, ovviamente, sono i cessi).

Una volta lo proposi ai miei studenti, e alcuni più suscettibili iniziarono a diffondere la voce che avevo dato dei - chiedo scusa per la citazione extracanone - "sacchi di merda" a essi medesimi. Forse era vero. Si sa come (mal) funzioni la subliminalità e l'inconscio: però mi difesi fieramente e con carte alla mano che io facevo lezione su Leonardo.
Non era ancora l'era del Codice da Vinci, però lo stesso, davanti al nome di Lionardo le gote degli inimici miei si sgonfiaron come quelle lanose di Caronte.



E qui, ricadendoci, come si vede Duchampo glossò il capolavoro non solo con i baffì alla Dalì, ma con l'epigrafe che in francese dà: Ellàsciòocù: "Elle a chaud au cul". - Ciò non toglie che magari a ragion veduta Trilli cara dei compagni nostri del forum a un certo punto, e proprio perché il forum ha a cuore, come i ladri boccacceschi di Napoli, esclami:
"Non potremmo noi trovar modo
che costui si lavasse un poco dove che sia,
che egli non putisse così fieramente?"


Qui nessuno vuole togliere la giusta importanza delle cose. Semplicemente:
1) Suppongo che sarebbe giusto creare un altro blog dove potersi cimentare in simile "poetare";
2) Esiste un limite anche ad usare certi "pezzi" per dare una parvenza di stile ai propri, rischiando grossolanamente di scadere nel cattivo gusto.
Poi se questo significa passare per borghesuccia con la "puzza" sotto il naso... pazienza.
Ho motivo di credere che si possa fare meglio.

...è sempre un piacere.
TRILLI


Il Sommo Poeta Nell'Imo Del Limo

"Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso
vidi gente attuffata in uno sterco
che da li uman privadi parea mosso.
E mentre ch'io là giù con l'occhio cerco,
vidi un col capo sì di merda lordo,
che non parea s'era laico o cherco.
Quei mi sgridò: "Perché se' tu sì gordo
di riguardar più me che li altri brutti?"
...
Ed elli allor, battendosi la zucca:
"Qua giù m'hanno sommerso le lusinghe
ond'io non ebbi mai la lingua stucca" "

(Dante, Inferno XVIII 112-126)


Campi Giovanni


Cara WebMater, se soltanto ne avesse Tempo e desiderio, potrebbe
far Suo il desiderio e il Tempo della Cara Trilli, e creare - Lei
che ha il potere della Creazione - codesto blog in cui copiare e
incollare tutto il secreto poetar escreto. Un saluto soluto.


Campi Giovanni






amministratore
Amministratore


173 Messaggi

Inserito il - 17/01/2007 :  20:01:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

... i messaggi riportati non hanno la bella veste di prima, ma era la maniera più semplice e veloce per spostarli tutti in un solo post riassuntivo...

[img]http://www.lugroma.org/contenuti/risorse/mercato_lavoro/working_tux[/img]


saluti e scuse agli autori
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logistilla
c.s. terrestre


38 Messaggi

Inserito il - 22/01/2009 :  21:35:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Manhattan merde


[img]http://www.eurekavideo.co.uk/images/films/featured/the-complete-buster-keaton-short-films-1917-1923.jpg[/img]


"Sulla destra della panchina s'apriva per l'appunto un buco, largo, direttamente sul marciapiede tipo il metrò da noi. Quel buco mi parve adatto, grosso com'era, con dentro una scala tutta di marmo rosa. Avevo già visto molta gente per strada sparirvi e poi tornarne fuori. Era in quel sotterraneo che andavano a fare i loro bisogni. Capii subito come girava. In marmo anche la sala dove capitava la cosa. Una specie di piscina, però svuotata di tutta l'acqua, una piscina infetta, colma soltanto di una luce filtrata, fioca, che veniva a smorire là sugli uomini sbottonati in mezzo ai loro odori e tutti paonazzi a sbrigare le loro sporche faccende davanti a tutti, con rumori barbari.
Tra uomini, così, alla buona, fra le risate di tutti quelli che erano intorno, accompagnati da incoraggiamenti che si scambiavano come al football. Prima si levavano la giacca, come per fare una prova di forza. Si mettevano in tenuta, insomma, eri il rito.
E poi tutti sbracati, ruttando e peggio, gesticolando come nel cortile dei matti, s'installavano nella caverna fecale. I nuovi arrivati dovevano rispondere a mille scherzi schifosi mentre scendevano i gradini dalla strada; ma sembravano tutti compiaciuti lo stesso.
Quanto più lassù sul marciapiede si comportavano bene gli uomini, formalmente, tristemente anche, tanto più qui la prospettiva di potersi svuotare le trippe in tumultuosa compagnia sembrava liberarli e rallegrarli intimamente.
Le porte dei gabinetti abbondantemente imbrattate pendevano, divelte dai loro cardini. Passavano dall'una all'altra cella per chiacchierare un po', quelli che attendevano un posto vuoto fumavano sigari pesanti battendo sulla spalla dell'occupante al lavoro, lui, ostinato la testa corrugata, rinchiusa tra le mani. Molti ci facevano dei forti gemiti come dei feriti o delle partorienti.
Minacciavano gli stitici di torture ingegnose.
Quando uno scroscio d'acqua annunciava un posto vacante, raddoppiavano i clamori attorno all'alveolo libero, e allora spesso se ne giocavano il possesso a testa o croce. I giornali appena letti, anche se spessi come piccoli cuscini, finiovano istantaneamente disciolti nella mota di quei lavoratori rettali. Si distinguevano male le facce per il fumo. Non osavo troppo avanzare verso di loro a causa degli odori.
Quel contrasto era proprio fatto per sconcertare uno straniero. Tutto quello sbracamento intimo, quella formidabile familiarità intestinale e in strada quella perfetta aria contegnosa! Ci restavo stravolto. Risalii alla luce per quegli stessi gradini per riposarmi sulla stessa panchina. Orgia repentina di digestioni e volgarità. Scoperta del comunismo allegro della cacca".

(L.F.Céline, Viaggio al termine della notte)
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 23/01/2009 :  16:24:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cinico Céline, disperato per disamore. Vedi, Nelson, è vero: una cosa è la vita e un'altra cosa l'opera, e a noi non dovrebbe interessare perché Céline abbia scritto questa pagina, ma goderne della lettura e basta; lettura che pare volerci portare per mano a una riflessione: lo sconcerto dello straniero per il contrasto tra lo sbracamento intimo della gente, la formidabile familiarità intestinale nella toilette sotterranea e l'aria perfettamente contegnosa in strada (viene in mente il capovolgimento pranzo-cesso in Bunuel).

Ma anche qui, in generale, come già per gli essudati dell'istinto amoroso presi di mira altrove da Valéry, perché pigliarsela con Madame Cacca e i suoi parafernalia? Il codice penale prevede il reato di vilipendio di cadavere: e cos'è la cacca se non il cada-ver (ciò che cade per eccellenza - e DEVE cadere, sennò sono guai seri anche per Monsieur Teste e i suoi spirituali arzigogoli) di quanto ci mantiene in vita? La buona lingua non parlava forse di beneficio del corpo, di luogo di comodo? Perché, per esempio, per recuperare un po' d'aria, luce e spazio nei bagni della casa in cui mi sono trasferito ultimamente, ho dovuto abbattere pareti e porte divisorie, i cosidetti antibagni, imposti da un assurdo regolamento edilizio? Perché le padrone di casa pretendono (così mi diceva il falegname) che la porta del bagno sia a tenuta ermetica, quando buona regola è lasciare sotto almeno due dita d'aria?

Che è, davvero, tutta questa presa di distanza, questo voler nascondere la nostra animalità, se non lo strascico d'un pregiudizio che ancora oggi, da Platone ai geometri comunali, informa di sé la visione mondo?

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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 23/01/2009 :  19:31:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
benedetta

[img]http://www.rai.it/Contents/societa/3200/Calvino_02.jpg[/img]


Viva la merda! Mi ricordi la recensione di Italo Calvino all'Insostenibile leggerezza dell'essere, indove leggesi tremenda invettiva contro la - secondo Kundera - vilissima cacca. Da saggio stitico, Calvino obiettò, riconoscendone la benedizione.
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 24/01/2009 :  10:53:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Peccato poi, perché l'idealismo - a dispetto d'ogni sua presunta parvenza di leggerezza e spiritualità - ci costa un occhio della testa in termini di danée: è una vera e propria bolla speculativa, in ogni campo. Tu pensa solo a quanto si risparmiava se Stockhausen avesse scritto il suo concerto per quartetto d'archi e 4 sciacquoni, anziché elicotteri.

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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 24/01/2009 :  11:49:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.theboxset.com/images/reviewcaptures/1224capture_apocalypsenowredux01.jpg[/img]


il concerto per elicotteri è una sbrodolata wagneriana (ideologicamente intendendo): bastava un software da poche centinaia di euri per avere il medesimo effetto sonoro, ma no: Stockhausen voleva gli elicotteri veri, voleva l'evento... io il suono dello sciacquone - adeguatamente effettato - lo misi in uno spettacolino teatrale per dare l'idea di Pinocchio e Geppetto risucchiati fuori dalla balena (ma non dalla bocca): funzionò benissimo.
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 24/01/2009 :  13:38:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.danilodemarco.it/website/wp-content/uploads/04-i-fiori-di-fango.thumbnail.jpg[/img]

"Ignis inferioris naturae: quelle spirali di fango bruno sapientemente arrotolate, ancora fumanti delle cotture che avevano subito nello stampo, quel vaso d'argilla pieno d'un fluido ammoniacale e nitrato erano la prova visibile e fetida del lavoro compiuto in laboratori ove noi non interveniamo. A Zenone sembrava che il disgusto dei raffinati e il riso sconcio della gente semplice erano dovuti non tanto al fatto che quegli oggetti ci offuscano i sensi quanto al nostro orrore davanti all'attività ineluttabile e segreta del corpo."

M. Yourcenar L'Opera al nero
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Generated in 0.27 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03