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f.c.
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Inserito il - 20/04/2008 :  13:51:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Echi di Eliot

[img]http://homepage.mac.com/ndekke39/image/books/tseliot.jpg[/img]


(riguardo agli ultimi post nel forum filosofico)

Time present and time past
Are both perhaps present in time future,
And time future contained in time past.
If all time is eternally present
All time is unredeemable.
What might have been is an abstraction
Remaining a perpetual possibility
Only in a world of speculation.
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present.
Footfalls echo in the memory
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden. My words echo
Thus, in your mind.
But to what purpose
Disturbing the dust on a bowl of rose-leaves
I do not know.


*°*
Tempo presente e tempo passato
Forse sono presenti entrambi nel futuro,
E il futuro è tutto nel passato.
Se il tempo intero è presente per sempre
Tutto il tempo non ha redenzione.
Quanto avrebbe potuto essere è un’astrazione
Che resta una possibilità perenne
Appena in un mondo filosofico.
Ciò che avrebbe potuto e ciò ch’è stato
Tendono a una fine sola, che è sempre qui.
Passi echeggiano nel ricordo
Lungo la via che non abbiamo scelto
Verso la porta che non abbiamo aperto mai
Sul roseto. Le mie parole fanno questa eco
Nella tua mente.
Ma perché disturbare
La polvere sulla coppa delle foglie di rose
Io non lo so.

(T. S. Eliot, Four Quartets, I. Burnt Norton, vv. 1-18)
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Inserito il - 21/04/2008 :  14:34:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
gli ospiti

[img]http://ellisse.altervista.org/uploads/Image/eliot.jpg[/img]


Other echoes
Inhabit the garden. Shall we follow?
Quick, said the bird, find them, find them,
Round the corner. Through the first gate,
Into our first world, shall we follow
The deception of the thrush? Into our first world.
There they were, dignified, invisible,
Moving without pressure, over the dead leaves,
In the autumn heat, through the vibrant air,
And the bird called, in response to
The unheard music hidden in the shrubbery,
And the unseen eyebeam crossed, for the roses
Had the look of flowers that are looked at.
There they were as our guests, accepted and accepting.

*°*

Altri echi
Abitano il giardino. Li seguiremo?
Presto, disse l’uccello, cercate, cercate,
Dietro l’angolo. Oltre il primo cancello,
Nel nostro primo mondo, seguiremo
L’inganno del tordo? Nel nostro primo mondo.
Loro erano lì, compìti, invisibili.
Muovendosi senza peso, sulle foglie morte,
Nel caldo d’autunno, nell’aria vibrante,
E l’uccello chiamava: risposta a
La musica senza ascolto, celata nel boschetto,
E lo sguardo incrociato e non visto, perché le rose
Parevano fiori che son guardati.
Erano lì, ospiti nostri che accettavamo, che ci accettavano.

(T. S. Eliot, Four Quartets, I. Burnt Norton, vv. 19-32)
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Inserito il - 22/04/2008 :  19:37:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sostenere

[img]http://www.aphorism.it/foto/Cat-scheda.jpg[/img]


So we moved, and they, in a formal pattern,
Along the empty alley, into the box circle,
To look down into the drained pool.
Dry the pool, dry concrete, brown edged,
And the pool was filled with water out of sunlight,
And the lotos rose, quietly, quietly,
The surface glittered out of heart of light,
And they were behind us, reflected in the pool.
Then a cloud passed, and the pool was empty.
Go, said the bird, for the leaves were full of children,
Hidden excitedly, containing laughter.
Go, go, go, said the bird: human kind
Cannot bear very much reality.
Time past and time future
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present.

Ci si muoveva così, noi e loro: rituali
Lungo il viale vuoto, nel cerchio del bosso,
per guardare nello stagno disseccato.
Secco lo stagno, secco cemento, dall’orlo bruno,
E lo stagno si colmò d’acqua alla luce del sole,
E il loto risorse pian piano,
La superficie brillò nel cuore della luce,
E loro alle nostre spalle, riflessi nello stagno.
Poi una nuvola passò, e lo stagno tornò vuoto.
Via, disse l’uccello, perché le foglie erano piene di bambini,
Eccitati nei nascondigli, a trattenere il riso.
Via via, disse l’uccello: la specie umana
Non può sostenere troppa realtà.
Tempo presente e tempo passato,
Ciò che avrebbe potuto e ciò ch’è stato
Tendono a una fine sola, che è qui sempre.

(T. S. Eliot, Four Quartets, I. Burnt Norton, vv. 33-48, fine del primo tempo)
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