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 l'irragionevole prova del nove di campi g.
 l'irragionevole prova del nove
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173 Messaggi

Inserito il - 26/08/2007 :  12:50:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

Simpliciter: - Ragioniamo.
Complicatibus: - In ragione di quale ragionevolezza?
Simpliciter: - Ragionevolmente.
Complicatibus: - Mente la ragione una ragione che non c'è.
Simpliciter: - Lei dà i numeri.
Complicatibus: - Comunque sia, si parta da un prodotto.
Simpliciter: - Un prodotto finito o infinito?
Complicatibus: - Partendosi dal prodotto, è forse un semilavorato.
Simpliciter: - Come d'un ciclo di produzione che anzi ché produrre
distrugga?
Complicatibus: - Potremmo definirlo come un semi lavorato prodotto
finito nell'infinito prodotto lavorato dai semi della definizione
del possibile.
Simpliciter: - Possibile?
Complicatibus: - Si diano dunque questi numeri.
Simpliciter: - Il numero primo.
Complicatibus: - Il primo numero dei numeri primi?
Simpliciter: - Prima che sia troppo tardi.
Complicatibus: - Prima o poi, è sempre e comunque il primo cui fa
seguito il seguito.
Simpliciter: - Ne segue così il secondo.
Complicatibus: - Il secondo numero dei numeri primi?
Simpliciter: - Un secondo.
Complicatibus: - Un secondo quale che sia?

continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Allora un minuto, un minuto primo o un minuto secondo,
non penso faccia differenza.
Complicatibus: - La differenza la fa il non pensare a cosa pensare in
vece dell'indiffernza: all'ora non occorre più e più di un minuto, se
pur minuto, minuto primo o secondo che sia?
Simpliciter: - Sessanta, per esattezza: sessanta minuti secondi per
un minuto primo.
Complicatibus: - Minuti secondi minuti per minuto primo minuto?
Simpliciter: - Minuzioso. E sessanta minuti primi per l'ora.
Complicatibus: - L'ora esatta? Forse. Forse, una volta o l'altra, ne
parleremo, ché sa, vedersi arrivare prima i minuti secondi minuti e
poi i minuti primi minuti e in fine l'ora, la quale dovrebbe essere
adesso, appunto ora e non dopo il poi, non è certo cosa da poco. Ma
ora non è l'ora del computo dell'ora.
Simpliciter: - Come procedere?
Complicatibus: - Si proceda per gradi, non è questo il tempo del cal-
colo del tempo.
Simpliciter: - Per gradi equivale a dire per angoli?
Complicatibus: - Non è questo il luogo per il calcolo del luogo, né
degli angoli né dei triangoli; forse, alla fin fine, potrebbe darsi
un quadrato, ecco, un quadrato sì ma diviso in quattro, e in questi
quattro sottoquadrati potrebbero darsi quattro numeretti.
Simpliciter: - E dunque torniamo ai numeri.
Complicatibus: - Bene: bene o male il primo numero, che non è un
numero primo, è il quattro, che è il primo dei numeri non primi.
Simpliciter: - Il primo numero dei numeri non primi... il quattro.
Complicatibus: - Il primo numero è dunque il primo numero dei nume-
ri non primi; il secondo numero, in vece, è un numero primo, pur
non essendo né il primo numero dei numeri primi né il secondo
numero dei numeri primi, ma soltanto il terzo, il tre appunto.



continua



l'irragionevole prova del nove



continua


Simpliciter: - Il terzo dei numeri primi... il tre.
Complicatibus: - Il secondo numero è dunque il terzo numero dei
numeri primi.
Simpliciter: - Il numero tre essendo il secondo numero, non vedo
l'ora d'arrivare al terzo numero, chi sa, potrebbe essere il due.
Copmplicatibus: - Ma è soltanto con il quarto numero che si arriverà
alla possibilità che sia possibile, come dire, l'ipotesi del prodot-
to, finito o infinito.
Simpliciter: - Non ne vedo l'ora.
Complicatibus: - Non si vede l'ora del quarto, che è la fine e il
fine insieme, perché ancora non è l'ora del terzo, il quale verrà
dopo il secondo numero che è il terzo numero dei numeri primi.
Simpliciter: - Ma il secondo non era già detto? Or ora è stato detto
essere il tre.
Complicatibus: - Ora, prima di procedere per il poi, ha da da dirsi
qualcosa ancora sui primi due numeri per amor dell'amore della qual
cosa.
Simpliciter: - Mi meraviglia. Lei che parla amorevolmente.
Complicatibus: - Mente l'amore un amore che non c'è.
Simpliciter: - Lei dà i numeri nuovamente.
Complicatibus: - Mente la novità una novità che non c'è: il primo
numero non è nient'altro che la somma delle cifre del primo numero
del prodotto da farsi.
Simpliciter: - Un nuovo primo numero?
Complicatibus: - Non proprio, soltanto il primo numero da cui deriva
il secondo primo numero che era stato detto non esattamente primo
numero, ché mente l'essere esatto un'esattezza che non c'è.
Simpliciter: - Il primo primo numero... e allora anche il secondo
non è propriamente secondo.
Complicatibus: - Mente proprio la sua propria improprietà.
Simpliciter: - Ma c'è il prodotto da farsi: facciamolo.
Complicatibus: - Non prima di dire che il secondo numero non è nien-
t'altro che la somma delle cifre del secondo del prodotto da farsi
anch'esso così come il primo; né dopo averlo detto.
Simpliciter: - Non prima né dopo... così come il primo... senza
differenza... ma non erano stati detti differenti?
Complicatibus: - Con indifferenza: legati d'un prodotto indifferente
che è somma senza differenza.
Simpliciter: - Ma la somma non è sempre senza differenza?
Complicatibus: - Al contrario la somma è sempre differenza; e però,
se uno dei due numeri, o tutti e due, son composti ancora da due o
più numeri, han da essere scomposti di nuovo fino ad arrivare alla
cifra unica.
Simpliciter: - Un messaggio cifrato?
Complicatibus: - La cifra dell'unità che non è detto che abbia uno
come risultato.
Simpliciter: - L'unità che non è necessariamente unica?
Complicatibus: - Mente la necessità una necessità che non c'è.
Simpliciter: - Una necessità unicamente necessaria?
Complicatibus: - Mente l'unicità la molteplicità, il multiplo, il
prodotto.
Simpliciter: - E dunque?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse anche quello che era stato detto primo primo
numero non era tale, cioè vero primo, ma deriva anch'esso da un nume-
ro che certo non è il numero uno.
Simpliciter: - Mi sembra di andare alla deriva.
Complicatibus: - La deriva delle derivate e dei derivati, o vero sia
le derivate e i derivati della deriva, appartengono forse anch'esse
ad altre storie, a quella del tempo, o a quella del luogo, ma queste
son, come dire, 'storie vecchie d'una vecchia storia', 'storie lunghe
d'una lunga storia', qui in vece si tratta soltanto d'un conto e alla
fin fine d'un quadrato.
Simpliciter: - I numeri allora.
Complicatibus: - Allora, questo numero, se bene incerto, lo potremmo
dire vero primo primo numero.
Simpliciter: - Veramente?


continua



l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Mente il vero una verità che non c'è.
Simpliciter: - Il vero primo primo numero... e allora anche il secon-
do non era il vero secondo.
Complicatibus: - A seconda dei casi, o del caso soltanto.
Simpliciter: - Secondo il caso... a seconda dei casi... è tutto un
caso allora questo prodotto da farsi?
Complicatibus: - Quel che vale per il vero primo questo vale per il
secondo...
Simpliciter: - Vero?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Si potrebbe anche dire che vale diviso, pur tutta
via è una storia da non dire, che non dirò.
Simpliciter: - Perché?
Complicatibus: - Perchè non si sa che resta del resto: del resto,
niente si sa se resta, o meno.
Simpliciter: - Non si sa se c'è resto o non c'è, una volta che si è
divisi?
Complicatibus: - Una volta o l'altra farla finita con il prodotto
della divisione, o con la divisione del prodotto. Non condivide?
Simpliciter: - Facciamola finita prima possibile.
Complicatibus: - Una volta o l'altra finiranno le possibilità di
prima o di poi, e resteranno quelle d'adesso.
Simpliciter: - Adesso, parliamone adesso.
Complicatibus: - Per gradi retrogradi si è dunque arrivati al vero
primo primo numero, ad un numero che non è il numero uno, né può
esserlo ché a doppia cifra.
Simpliciter: - Un messaggio cifrato al quadrato?
Complicatibus: - Non ancora quadrato, né tondo, ma solo e soltanto
un numero doppio, a due cifre, che non ha per ciò cifra tonda, né
quadra.
Simpliciter: - Per ciò...?
Complicatibus: - Per ciò va sommata l'una all'altra cifra, non si
dica l'uno al due però, ché non è questo ancora il caso, ma il primo
numero o cifra del vero primo primo numero al secondo numero o cifra
di esso.
Simpliciter: - La somma del sommo, vero, primo, primo numero?


continua



l'irragionevole prova del nove


continua

Complicatibus: - E dunque, questa sommatoria sommaria di cifre dal
vero, primo, primo numero, del prodotto da farsi, come sia, porta via
via al primo primo numero e così via al primo numero, il quale, es-
sendo tale, occupa la prima parte del tutto, pur tutta via...
Simpliciter: - Che strana occupazione quest'occuparsi di numeri: via
tutto, La prego... via tutto!
Complicatibus: - Tutto è fatto di parti, anche il nulla.
Simpliciter: - Ma particolarmente il nulla.
Complicatibus: - Mente il particolare una particolarità che non c'è.
Simpliciter: - Che modi! Non son questi i modi!
Complicatibus: - I modi fan la moda del tempo sancita dal tempo.
Simpliciter: - Facciamo al meno in tempo a dire del più, o del meno
soltanto?
Complicatibus: - Non si fa mai in tempo a far nulla, come fare il
più, o il meno soltanto? E poi, c'è ancora da dire il prodotto e da
tacere il diviso.
Simpliciter: - Come fare? Come farne a meno?
Complicatibus: - Senza modi né moda, può fare in modo d'indicare, o
potrebbe fare in modo di condizionare, affinché si possa congiungere
l'infinito prodotto da farsi al finito.
Simpliciter: - In che modo se non c'è il tempo nemmeno di dire?
Complicatibus: - Non c'è il tempo di dire del tempo in luogo di dire
del luogo, né il luogo per dire del luogo in tempo di dire del tempo.
Simpliciter: - Non c'è unità di tempo e luogo nel prodotto da farsi?
Complicatibus: - Forse il prodotto è non tanto multiplo quanto singo-
lare. Non trova?
Simpliciter: - Singolare davvero!


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Cosa?
Simpliciter: - Non trovare il tempo.
Complicatibus: - Non trovare il tempo per cosa?
Simpliciter: - Prendiamoci tutto il tempo possibile.
Complicatibus: - Per perdere un pò di tempo?
Simpliciter: - Per ritrovare un pò di tempo.
Complicatibus: - Forse per perso o per ritrovato che sia il tempo,
dire 'per cosa' è già il prodotto da farsi.
Simpliciter: - In che senso? Non c'è senso che tenga in questa
logica.
Complicatibus: - Mente il senso un sentire che non c'è.
Simpliciter: - Lei non mi sente.
Complicatibus: - Non c'è mai qualcuno che senta qualcuno. Mente la
logica una logica che non c'è.
Simpliciter: - Proviamo in un altro senso: vediamo se sente.
Complicatibus: - Bene, si vede che ha capito l'antifona, la quale è
una sorta di controcanto al canto che non c'è, che propro non c'è,
se non minuto, se non improprio.
Simpliciter: - Proprio... improprio...
Complicatibus: - Non c'è proprietà, se non impropria.
Simpliciter: - Proprio non ce la faccio più... nemmeno a...
Complicatibus: - Proprio così: né più né meno è il prodotto da farsi.
Simpliciter: - Sono esausto.
Complicatibus: - Proprio ora?
Simpliciter: - Ora proprio.
Complicatibus: - Ma se ora è l'ora della proprietà!
Simpliciter: - Che proprietà?
Complicatibus: - L'ha detto Lei: 'sono esausto'.
Simpliciter: - L'ho detto.
Complicatibus: - Bene.
Simpliciter: - Ma che bene?
Complicatibus: - I beni della proprietà.
Simpliciter: - Sono esaurito.
Complicatibus: - L'ha ridetto.
Simpliciter: - Ho ridetto cosa?
Complicatibus: - Con l'esaurimento delle risorse del prodotto, non
si usa forse l'iesausta esaustività?
Simpliciter: - Mi sento venir meno.
Complicatibus: - Non si sottragga al prodotto.
Simpliciter: - In che termini?
Complicatibus: - Non si tratta di 'venir meno' al termine del pro-
dotto.
Simpliciter: - Veniamo al termine.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Cosa?
Simpliciter: - Non trovare il tempo.
Complicatibus: - Non trovare il tempo per cosa?
Simpliciter: - Prendiamoci tutto il tempo possibile.
Complicatibus: - Per perdere un pò di tempo?
Simpliciter: - Per ritrovare un pò di tempo.
Complicatibus: - Forse per perso o per ritrovato che sia il tempo,
dire 'per cosa' è già il prodotto da farsi.
Simpliciter: - In che senso? Non c'è senso che tenga in questa
logica.
Complicatibus: - Mente il senso un sentire che non c'è.
Simpliciter: - Lei non mi sente.
Complicatibus: - Non c'è mai qualcuno che senta qualcuno. Mente la
logica una logica che non c'è.
Simpliciter: - Proviamo in un altro senso: vediamo se sente.
Complicatibus: - Bene, si vede che ha capito l'antifona, la quale è
una sorta di controcanto al canto che non c'è, che propro non c'è,
se non minuto, se non improprio.
Simpliciter: - Proprio... improprio...
Complicatibus: - Non c'è proprietà, se non impropria.
Simpliciter: - Proprio non ce la faccio più... nemmeno a...
Complicatibus: - Proprio così: né più né meno è il prodotto da farsi.
Simpliciter: - Sono esausto.
Complicatibus: - Proprio ora?
Simpliciter: - Ora proprio.
Complicatibus: - Ma se ora è l'ora della proprietà!
Simpliciter: - Che proprietà?
Complicatibus: - L'ha detto Lei: 'sono esausto'.
Simpliciter: - L'ho detto.
Complicatibus: - Bene.
Simpliciter: - Ma che bene?
Complicatibus: - I beni della proprietà.
Simpliciter: - Sono esaurito.
Complicatibus: - L'ha ridetto.
Simpliciter: - Ho ridetto cosa?
Complicatibus: - Con l'esaurimento delle risorse del prodotto, non
si usa forse l'iesausta esaustività?
Simpliciter: - Mi sento venir meno.
Complicatibus: - Non si sottragga al prodotto.
Simpliciter: - In che termini?
Complicatibus: - Non si tratta di 'venir meno' al termine del pro-
dotto.
Simpliciter: - Veniamo al termine.


continua


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continua

Complicatibus: - Senza mezzi termini?
Simpliciter: - Senza mezzi termini.
Complicatibus: - Né ponendo tempo in mezzo?
Simpliciter: - Senza porre tempo.
Complicatibus: - Senza mezzi termini, né ponendo tempo in mezzo, come
termine di paragone si usi solo e soltanto il termine del paragone.
Simpliciter: - La fine del come?
Complicatibus: - La fine del come e del quando, del dire e del tace-
re: la fine del dove non c'è fine.
Simpliciter: - La finisca.
Complicatibus: - Così?
Simpliciter: - Così come?
Complicatibus: - Un'altra volta?
Simpliciter: - Un'altra volta cosa?
Complicatibus: - Un'altra volta.
Simpliciter: - Cosa?
Complicatibus: - Un'altra volta 'come', un'altra volta 'cosa'.
Simpliciter: - Dica qualcos'altro.
Complicatibus: - 'Qual cosa' non è dire 'come cosa' e non tacere? Di-
re di cosa come, e non tacere.
Simpliciter: - Sono muto.
Complicatibus: - L'ha detto ancora. Non può più essere solo e soltan-
to un caso, né meno che mai: ora... Lei... mente? ... Forse. O forse
che abbia sempre mentito?
Simpliciter: - Mentire io? e per cosa?
Complicatibus: - Ecco per cosa: cosa è il prodotto da farsi: il sono
esausto, esaurito, muto; e minuto: un piccolo sono. Lei mente l'io,
o un io. Mente l'io un io che non c'è.
Simpliciter: - Un piccolo essere: quel che sono.


continua


l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - Ecco dunque la proprietà impropia: non quello è Lei,
ma questo: il primo, vero, primo numero non è che questo minuto sono,
che Lei dice, e non tace; e non a caso; forse.
Simpliciter: - Il sommo, primo, vero, primo numero... non è... che
sono?... un munuto... sono?... che dice Lei?... non La seguo.
Complicatibus: - Si dìa seguito al seguito.
Simpliciter: - Ne consegue che anche il secondo, a seconda dei casi,
sia questo e non quello.
Complicatibus: - Potrebbe darsi il caso che sia quello e non questo:
mente l'alternanza un'alternativa che non c'è.
Simpliciter: - E pure erano stati detti differenti.
Complicatibus: - Interni al quadrato alterni: differenti, ma con in-
differenza; esterni al quadrato senza alternativa: uguali, ma con
differenza.
Simpliciter: - Interni dissimili ed esterni consimili?
Complicatibus: - Mente la similitudine un simillimo che non c'è. Non
vorrà ricominciare con il come?
Simpliciter: - Verosimilmente.


continua



l'irragionevole prova del nove


continua

Complicatibus: - Che mi vuol far dire? Lei mi sta prendendo in giro!
Ma non si può, proprio non si può. Chiederò a chi di dovere il dirit-
to di tagliare questa parte. E anche il rovescio.
Simpliciter: - Come tagliare una parte al tutto?
Complicatibus: - Dicendo che è una parte del nulla, una parte da nul-
la. Non siamo certo personaggi a tutto tondo. Nella storia del qua-
drato, figurarsi personaggi a tutto tondo? Figuriamoci!
Simpliciter: - Figuriamoli.
Complicatibus: - Non possono aver parte alcuna. La taglierò in quat-
tro parti, questa parte, per farne quattro e quattr'otto: in vero,
simil mente.
Simpliciter: - Sia più circoscritto.
Complicatibus: - si potrebbe provare con dei numeri da circo, ma an-
che queste son altre storie, qui si tratta solo e soltanto di numeri
senza circo, né cerchio.
Simpliciter: -Forse un circolo vizioso, che ancora non quadra, né fa
quadrato.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Sia meno inscritto: usciamone fuori.
Simpliciter: - Senz'alternativa?
Complicatibus: - Dal giro tondo. Per ricominciare...
Simpliciter: - Ma senza come né quando, né fine, fino a che?
Complicatibus: - Fino alla fine del fine che è, e non è, il finito
prodotto, da farsi infinito: fino a che sia ipotesi il prodotto per
cosa Lei anch'Ella ipotetica.
Simpliciter: - Sono sfinito: sono ipotetico?
Complicatibus: - Non sa più dire altro, né meno che mai: ora... Lei
... non fa altro che dire Lei... sempre lo stesso sono di sempre.
Ma ora non è sempre, né mai.
Simpliciter: - Che ora è, ora? La stessa ora? la stessa ora di prima
o di poi, la stessa di mai, la stessa di sempre?
Complicatibus: - E' solo un periodo.
Simpliciter: - Un periodo di tempo?
Complicatibus: - Un prodotto del periodo.
Simpliciter: - Un prodotto del tempo?
Complicatibus: - Forse. O non ancora. Forse un prodotto periodico,
forse un periodo ipotetico, alla fin fine, del quadrato somma dei
sottoquadrati, nell'ultima parte del tutto, che concluderà il tutto.
Simpliciter: - Lei rimanda tutto alla fine.
Complicatibus: - Tutto rimanda alla fine. La fine, in vece, rimanda
al nulla.
Simpliciter: - Rimandiamo?


continua


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Complicatibus: - Rimandiamo la fine. E rimaniamo. E riandiamo da
capo.
Simpliciter: - A capo di che? Non c'è capo che tenga.
Complicatibus: - Dunque, detto del secondo numero che...
Simpliciter: - Mi detta prima la sua proprietà?
Complicatibus: - La prima proprietà del secondo numero...
Simpliciter: - La prima proprietà? Quante ne ha?
Complicatibus: - Diverse.
Simpliciter: - Diverse perché differenti?
complicatibus: - Diverse perché differenti e insieme indifferenti.
Simpliciter: La differenza somma?
Complicatibus: - Al contrario mente la differenza una somma ancora da
farsi. Questo secondo numero, il vero secondo numero, che occupa la
seconda parte del tutto, va ancora scomposto...
Simpliciter: - Lei usa modi molto scomposti.
Complicatibus: - ... dunque va sommato il primo numero o cifra del
secondo numero con il secondo numero o cifra di esso. Van sommati per
sottrarre, a che la cifra doppia, il numero doppio, o il doppio sol-
tanto, vengano ridotti all'unità.
Simpliciter: - L'unità. Il numero uno.


continua


l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - No, non è il numero uno, ma solo e soltanto un nume-
ro che non è, né più né meno, né questo né quello. O forse questo. O
forse quello.
Simpliciter: - Questo forse... forse quello: pari sono?
Complicatibus: - L'ho detto: né più né meno.
Simpliciter. - Sono dispari, allora.
Complicatibus: - Nè più che più pari, né meno che meno dispari.
Simpliciter: - Sono zero, allora.
Complicatibus: - Cosa che tenda allo zero, ma non alla forma sua,
che è tonda, né al contenuto suo: sono senza potere dispari, e senza
potere pari, sono potenziale zero: sono... son minuti.
Simpliciter: - Ha contato i minuti?
Complicatibus: - Ha i minuti contati?
Simpliciter: - Si limiti.
Complicatibus: - Mente il limite un limite che non c'è.
Simpliciter: - Si limiti ai fatti, all'esposizione dei fatti.
Complicatibus: - Che fatti?
Simpliciter: - I fatti di questi minuti... i conti... i conti dei
fatti.
Complicatibus: - I conti son presto fatti.
Simpliciter: - Faccia presto.



continua


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Complicatibus: - Una volta scomposto il doppio, ed esposta l'unità,
si tratta di comporre il prodotto dei primi due numeri.
Simpliciter: - Quali primi due numeri?
Complicatibus: - I primi detti inesatti.
Simpliciter: - Mi detta prima la proprietà?
Complicatibus: - La proprietà impropria dell'esatta inesattezza?
Simpliciter: - Ebbene?
Complicatibus: - L'improprietà del bene o la proprietà del male?
Simpliciter: - La proprietà del bene. L'improprietà del male.
Complicatibus: - Bene o male, si son detti parti dell'errore.
Simpliciter: - Nati dal caso? nati per caso?
Complicatibus: - Nati dal bene della cosa per la cosa.
Simpliciter: - Come lavorare il prodotto della proprietà del bene
nell'errore?
Complicatibus: - Appunto con il prodotto da farsi.
Simpliciter: - Cioè?
Complicatibus: - Il primo numero, ricorda?, che non è un numero pri-
mo, che è il primo numero dei numeri non primi... Il secondo numero,
ricorda?, che è un numero primo, ma non il primo né il secondo...
Simpliciter: - Il quattro e il tre?
Complicatibus: - Il quattro nella prima parte, il tre nella seconda:
la parte del tutto, ricorda?
Simpliciter: - E nella terza parte?
Complicatibus: - Il loro prodotto, che è da farsi finito.
Simpliciter: - Il dodici?
Complicatibus: - Pur tuttavia, anche il dodici è un numero doppio,
è anzi il numero doppio per eccellenza, o forse per vocazione...
Simpliciter: - Vochiamolo, allora.


continua




l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Composto, è un prodotto del prodotto dei primi due
numeri, il quattro e il tre, che occupano le prime due parti del
tutto, quelle di sopra; scomposto, ha prodotto i primi numeri dei
numeri primi, l'uno e il due, i primi due numeri dei numeri tutti,
che, non a caso, non hanno parte nella parte del tutto, nel quadrato
in questione, se non taciuta.
Simpliciter: - Sono perplesso: non mi capacito.
Complicatibus: - Lei non può capacitarsi, essendone pieno oltre modo,
se non appunto oltre il modo e i modi.
Simpliciter: - Sono pieno di cosa?
Complicatibus: - Lei...
Simpliciter: - Lei è pieno di sé, non io: io sono pieno di Lei. Non
ne posso più.
Complicatibus: - Nega affermando di non poterne più di quel che af-
fermo negando non di meno. L'ha detto più e più volte, non ne può
fare a meno: 'sono pieno di Lei'. Mille millanta volte.
Simpliciter: - Lei millanta.
Complicatibus: - Che altro sommare, di fatti, se non questi fatti
sommari, se non la somma dell'uno e del due, se non la somma del-
l'uno e dell'altro numero, dell'una e dell'altra cifra?
Simpliciter: - La cifra del bene?
Complicatibus: - Dell'uno e dell'altro soltanto? senza cifre né nu-
meri?
Simpliciter: - Bene.
Complicatibus: - Bene o male, il dodici essendo composto dal pro-
dotto del prodotto dei primi due numeri, lo si potrebbe dire un
sottoprodotto, un prodotto di scarto, da scartare.
Simpliciter: - Scartiamolo. Come una carta da gioco senza valore,
senza numero alcuno.
Complicatibus: - E pure, la carta da gioco senza numero alcuno, non
è forse quella con massimo valore? Questo valore aggiunto, questo
plusvalore, è dato appunto dall'essere, è della carta che si parla,
pur non avendone nessuno, i numeri tutti.
Simpliciter: - Le dò carta bianca, pur di finirla.
Complicatibus: - Il folle folletto, il jolly, il fool, non può non
aver carta bianca, ma queste son altre storie d'altri numeri.
Simpliciter: - Un numero soltanto. Un numero per volta. Non più nu-
meri doppi, a doppia cifra.
Complicatibus: - Le due cifre di questo numero doppio han da essere
sommate per sottrarne la differenza e farle indifferenti al differire
l'una dall'altra.
Simpliciter: - Non differisca, allora. Non differisca questa somma
oltre.



continua



l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Dunque, se prima il primo e il secondo numero detti
per primi, quelli che erano stati detti inesatti perché non proprio
primi né veri, ora il terzo numero, prodotto dalla somma delle cifre
del prodotto appunto di questi numeri non esatti, di codesti primi
e secondi numeri, quel terzo numero, ora, che occupa la terza parte
del tutto, la prima di sotto, dopo la prima e la seconda di sopra,
questo numero, prima non detto, ma solo e soltanto alla fine, ora,
che è la fine della terza parte, codesto terzo numero è dunque il
numero tre.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: Sia conciso.
Complicatibus: - Il terzo numero è dunque il numero tre.
Simpliciter: - Chiaramente.
Complicatibus: - Mente il chiaro una chiarezza che non c'è.
Simpliciter: - Non può essere diversamente che tale qual era: tal-
mente uguale che...
Complicatibus: - Mente il tale un quale che non c'é.
Simpliciter: - Ma... ugualmente...
Complicatibus: - Mente l'uguale un'uguaglianza che non c'è.
Simpliciter: - Eppure... il tre di prima non è lo stesso del tre di
adesso?
Complicatibus: - Lo stesso non è lo stesso: lo stesso di prima non è
lo stesso di adesso.
Simpliciter: - E dopo?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: Sia conciso.
Complicatibus: - Il terzo numero è dunque il numero tre.
Simpliciter: - Chiaramente.
Complicatibus: - Mente il chiaro una chiarezza che non c'è.
Simpliciter: - Non può essere diversamente che tale qual era: tal-
mente uguale che...
Complicatibus: - Mente il tale un quale che non c'é.
Simpliciter: - Ma... ugualmente...
Complicatibus: - Mente l'uguale un'uguaglianza che non c'è.
Simpliciter: - Eppure... il tre di prima non è lo stesso del tre di
adesso?
Complicatibus: - Lo stesso non è lo stesso: lo stesso di prima non è
lo stesso di adesso.
Simpliciter: - E dopo?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Qua e là è già stato detto.
Simpliciter: - Già detto, già.
Complicatibus: - Ma non già fatto.
Simpliciter: - Già, non ancora.
Complicatibus: - Già, non ancora, né mai: mai fatto.
Simpliciter: - Mai fatto cosa?
Complicatibus: - Mai fatto cosa. Forse.
Simpliciter: - Forse?
Complicatibus: - Forse, qua e là, un pò di tutto, un pò di nulla.
Simpliciter: - Un pò di tutto... un pò di nulla... qua e là?
Complicatibus: - Forse di tutto un pò, forse.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Le parti del tutto?
Complicatibus: - Quelle di sopra, queste di sotto. O viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Coplicatibus: - Sotto di queste, sopra di quelle.
Simpliciter: - Viceversa.
Complicatibus: - O variando.
Simpliciter: - Variamente variando?
Complicatibus: - Mente il vario una varietà che non c'è.
Simpliciter: - Proviamo a variare?
Complicatibus: - In un'alternanza senz'alternativa?
Simpliciter: - Variamo.
Complicatibus: - Quelle di sopra, queste di sotto. O viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - Sopra di queste, sotto di quelle.
Simpliciter: - Viceversa. E poi?
Complicatibus: - Queste di sopra, quelle di sotto. O viceversa.
Simpliciter: - Ancora viceversa?
Complicatibus: - Ancora e sempre: sotto di quelle, sopra di queste.
Simpliciter: - Ancora viceversa, e sempre.
Complicatibus: - O forse mai.
Simpliciter: - Forse... mai?
Complicatibus: - O un'ultima volta ancora. Forse.
Simpliciter: - Forse l'ultima volta?
Complicatibus: - Queste di sotto, quelle di sopra. O viceversa.
Simpliciter: - L'ultima volta, e poi basta.
Complicatibus: - Sopra di quelle, sotto di queste.
Simpliciter: - Basta.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Ne ha abbastanza?
Simpliciter: - Ne ho abbastanza.
Complicatibus: - Di cosa?
Simpliciter: - Di tutto.
Complicatibus: - Delle parti del tutto?
Simpliciter: - Di tutto, di tutto.
Complicatibus: - Per cosa?
Simpliciter: - Per tutto.
Complicatibus: - Di cosa per cosa forse mai: il sossopra del nulla.
Simpliciter: - Ne ho abbastanza, del tutto e del nulla.
Complicatibus: - Ad averne di cose, non se ne hanno mai abbastanza.
Simpliciter: - Sono distrutto.
Complicatibus: - Ecco, a poco a poco, qua e là, si sente ancora di
nuovo questo sono, sempre lo stesso, sempre diverso: perplesso, pie-
no, distrutto.
Simpliciter: - Ora distrutto.
Complicatibus: - Nella quarta parte del tutto distrutto.
Simpliciter: - La quarta parte... l'ultima?
Complicatibus: - L'ultima parte del tutto.
Simpliciter: - Finiamola.
Complicatibus: - Finirla senza definirla?
Simpliciter: - Definiamola.


continua


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continua

Complicatibus: - Con cosa?
Simpliciter: - Definitivamente.
Complicatibus: - Mente il definitivo una definizione che non c'è.
Simpliciter: - Come dire senza dire?
Complicatibus: - Dire senza dire come, né quando.
Simpliciter: - Ma quando?
Complicatibus: - Ora.
Simpliciter: - Ora?
Complicatibus: - La figura, la figura del quadrato, i numeri, il pro-
dotto dei numeri...
Simpliciter: - L'ultima ora?
Complicatibus: - L'ultimo numero.


continua


l'irragionevole prova del nove


continua

COmplicatibus: - Dunque l'ultimo numero. Prima.
Simpliciter: - L'ultimo.
Complicatibus: - L'ultimo numero dunque è... potrebbe essere... anzi,
dovrebbe essere un numero primo. Né il primo né il secondo.
Simpliciter: - Mente il certo una certezza che non c'è: se in vece
non lo fosse? Se l'ultimo numero, in vece di essere un numero primo,
fosse, per esempio, il primo nemero dei numeri non primi, il quattro
dunque, ricorda?, l'ultimo numero sarebbe il primo numero.
Simpliciter: Originale: l'ultimo numero è il primo numero.
Complicatibus: - Certi lo dicono.
Simpliciter: - Certi di cosa?
Complicatibus: - Certi incerti sul da farsi; certuno aggiunge il
fatto che...
Simpliciter: - Aggiungere un fatto al da farsi? La somma dei fatti?
Complicatibus: - E perché non la summa, allora?
Simpliciter: - Relativamente a cosa? A formare un corpo? Un corpo
di cosa?
Complicatibus: - Mente il relativo una relatività che non c'è.
Simpliciter: - In assoluto, allora.
Complicatibus: - Il fatto che certuno aggiunga un fatto al da farsi,
che si dìa in somma da fare, non vuol dire che nessuno sottrae? Forse
ne dubita? Che nessuno sottragga più.
Simpliciter: - Se certuno aggiungesse e nessuno sottraesse obiettiva-
mente si giungerebbe a cosa...


continua



l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse che mente l'obiettività un obiettivo che non
c'è?
Simpliciter: - A tratti a tratti uno se ne fissa uno.
Complicatibus: - Altro in vece altro: due se ne fissano due, tre
tre... Enne enne.
Simpliciter: - Non mi distragga: originariamente non s'era detto che
il quarto numero avrebbe dovuto essere un numero primo? Cosa è questo
numero enne? un numero esponente? il numero infinito?
Complicatibus: - Enne volte tanto...
Simpliciter: - Enne volte tanto, quanto è?
Complicatibus: - Quanto espone.
Simpliciter: - Quanto espone?
Complicatibus: - Un esponente che non espone nulla. O che espone
tutto? Ecco, forse solo e soltanto una parte del tutto.
Simpliciter: - Esponiamolo.
Complicatibus: - Il numero esponente che esponga in fine l'ente?
Simpliciter: - Supponiamolo.
Complicatibus: - E pure ora non è l'ora delle supposizioni, non si
è di sopra, ora si è di sotto, quasi alla fine, per altro verso,
al più lo si può sottoporre a...
Simpliciter: - Al meno questo: verifichiamone un caso.
Complicatibus: - Facciamo a meno dell'altro verso, del meno intendo:
nel caso in cui, o a caso?
Simpliciter: - Come vuole... sono senza più parole.
Complicatibus: - Può essere... può essere.
Simpliciter: - Come può... essere... senza più parole? non può esse-
re... Non può essere.
Complicatibus: - Può darsi il caso del prodotto da farsi facendo a
meno delle parole del meno: il prodotto dei numeri, e la somma del
prodotto; e, se questa somma non bastasse, un'altra somma, fino in
fine scomponendo il composto a ché si giunga all'unica cifra.
Simpliciter: - All'uno?
Complicatibus: - Il numero uno è un numero primo, ma non è il primo
numero.
Simpliciter: - Il numero uno non è il primo numero?
Complicatibus: - Non nel nostro caso.
Simpliciter: - Sono confuso... era stato già detto... effettivamente.


continua


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continua

Complicatibus: - Già: mente l'effetto una causa che non c'è: dipenda
o non dipenda dal caso, l'infinito non essere cosa a cosa l'esser
finito sia congiunto.
Simpliciter: - Che frase ad effetto! Sono giunto congiunto a Lei per
cosa?
Complicatibus: - Per cosa... per cosa a Lei congiunto giunto sono...
per altro verso?
Simpliciter: - Quale verso? Sia più ordinato.
Complicatibus: - Di fatti non c'è verso che tenga: si è ora nell'or-
dine di sotto, dove non ci son fatti né ordini, ma solo e soltanto
ipotesi.
Simpliciter: - Allora ordiniamo: ordiniamo qual cosa?
Complicatibus: - Un fatto ordinario?
Simpliciter: - Un fatto primario.
Complicatibus: - E perché non anche uno secondario, magari un pro-
dotto terziario, alla portata di tutti?
Simpliciter: - Una portata unica? Di che portata?
Complicatibus: - Nel piatto unico, senza tante portate, non può darsi
questo caso: non c'è grado zero, né nullo, nel piatto.
Simpliciter: - ora che ci son tanti gradi, di grado in grado... po-
trebbe...
Complicatibus: - Per poter essere in grado di cosa?
Simpliciter: - Per darLe corpo.
Complicatibus: - Non c'è corpo che tenga, solo una forma, ma senza
spessore né profondità: ora mai quasi un quadrato.
Simpliciter: - Ora... mai... avrà pure una sua dimensione...
Complicatibus: - Cosa?... Lei è di dimensione minuta: l'ha detto e
ridetto, più e più volte: 'sono minuto'.
Simpliciter: - Si ridimensioni.
Complicatibus: - 'Sono muto', ha detto: forse taciuto è questo pic-
colo sono, il 'sono minuto', per altro verso?


continua


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continua

Simpliciter: - Un altro verso ancora?
Complicatibus: - Sempre lo stesso, sempre diverso.
Simpliciter: - Ma quale stesso verso? ma quale diverso? Lei dà i
numeri.
Complicatibus: - Dare un verso ai numeri? o dare il numero ai versi?
forse solo e soltanto questo: dare i numeri al 'sono minuto'...
Simpliciter: - Sono... riverso... mi dìa quest'ultimo numero.
Complicatibus: - Mal grado i gradi?
Simpliciter: - Che gradi? Lei non è in grado di nulla.
Complicatibus: - Appunto: non essere in grado di nulla, ora che si
hanno tanti gradi, per essere in grado di tutto.
Simpliciter: - In grado di tutto?
Complicatibus: - O d'una parte del tutto, l'ultima parte, per essere
in grado di tutto per non essere in grado di nulla.
Simpliciter: - Quanti gradi ci sono?
Complicatibus: - C'è un primo grado, che già interroga.
Simpliciter: - A domanda risponda!... ma Lei non risponde mai.
Complicatibus: - Mente la domanda un'offerta che non c'è.
Simpliciter: - Lei non s'offre.
Complicatibus: - Potrebbe darsi il caso d'un secondo grado, e poi di
un terzo...
Simpliciter: - Il terzo grado?
Complicatibus: - O di un grado infinito: un ennesimo grado, se non
ci fosse, in questo caso, una condizione...


continua


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continua

Simpliciter: - Un'ultima condizione.
Complicatibus: - L'ultimo stato.
Simpliciter: - Che è stato?
Complicatibus: - Cosa è stata.
Simpliciter: - Cosa è stata per cosa?
Complicatibus: - Cosa è stata per cosa è.
Simpliciter: - Per cosa è?
Complicatibus: - Cosa è stata per cosa è per cosa sarà.
Simpliciter: - Cosa sarà l'ultimo periodo?
Complicatibus: - Un ultimo periodo.
Simpliciter: - A breve o lungo termine?
Complicatibus: - A medio termine.
Simpliciter: - In medias res?
Complicatibus: - Dunque il primo?
Simpliciter: - Dunque?
Complicatibus: - Dunque, se anzi ché non il grado zero, ci fosse in
vece un ennesimo grado, il grado infinito, che dipenda a sua volta
da cosa dipende, tanto da esser parte di cosa non ha parte, tanto
da aver parte di cosa non ha parte, la condizione è che il pretesto
della premessa sarà di grado maggiore a questo grado infinito.
Simpliciter: - Maggiore dell'infinito?
Complicatibus: - Dicon che: si dice che: uno dice che: tutti dicon
che: nessuno dice che.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Intende dire le dicerie, le voci in giro?
Complicatibus: - In giro? Chi ha messo in giro questa voce delle voci
in giro? Non sarà stato forse Lei? Un'altra volta? Che mi vuol far
dire? Ora, qui, non c'è nulla che giri.
Simpliciter: - Una volta o l'altra la faccia finita con questi giri
di parole.
Complicatibus: - Lei vuol forse raggirarmi? Che mi vuol far dire?
Simpliciter: - Una volta o l'altra potrebbe dire 'cera una volta'.
Complicatibus: - 'C'era una volta'?
Simpliciter: - C'era una volta un re.
Complicatibus: - No! Non c'era nessun re.
Simpliciter: - C'era una volta una regina, allora.
Complicatibus: - Una regina? Una regina regnante, una regina reggen-
te? Potrebbe darsi il caso d'una reggente, ma dirLa regina è senz'al-
tro un'altra storia di altri tempi, di altri luoghi.
Simpliciter: - C'era una volta che cosa allora?
Complicatibus: - Forse non c'era nessuna volta: ora, qui, non c'è
nessuna volta.
Simpliciter: - Che cosa c'è, allora?


continua


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continua

Complicatibus: - C'è cosa che regge i fili del nulla dei numeri tutti
del sono minuto.
Simpliciter: - Dei numeri tutti? si e no quattro numeretti...
Complicatibus: - I numeri del si e del no. E del forse.
Simpliciter: - Del forse?
Complicatibus: - Il quarto numero è il numero del forse.
Simpliciter: - Il tutto così resterà in forse. La quarta parte del
tutto non arriverà fino in fondo?
Complicatibus: - In fondo in fondo, in questo caso, che è l'ultimo
sottocaso, si potrebbe dire...
Simpliciter: - E allora, in fondo in fondo, perché non dire 'c'era
una volta... una regina... che regge... i fili del nulla dei numeri
del tutto'?
Complicatibus: - La frase regina?
Simpliciter: - Dicono che sia... è della regina che si parla...
Complicatibus: - Dicono che sia cosa?
Simpliciter: - Dicono che sia cosa che si dice che... è ancora della
regina che si parla...
Complicatibus: - Dicono che sia cosa che si dice che cosa?
Simpliciter: - Dicono che sia cosa che si dice che cosa uno direbbe
che... è sempre della regina che si parla...
Complicatibus: - Dicon che sia cosa che si dice che cosa uno direbbe
che cosa?
Simpliciter: - Dicono che sia cosa che si dice che cosa uno direbbe
che cosa nessuno ha detto e niente è stato detto dire... è ancora e
sempre della regina che si parla...
Complicatibus: - Dicon che sia cosa che si dice? che cosa uno direb-
be? che cosa nessuno ha detto?... Forse niente è stato detto... di-
re.


continua



l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Non direi. 'Qua e là è stato già detto', ricorda?
Complicatibus: - Già, è stato detto.
Simpliciter: - Ma troppo in economia.
Complicatibus: Nell'economia della storia non c'è luogo per regine
reggenti, o re: non c'è niente che regga, né alcuno alcun che.
Simpliciter: - Cos'è questa storia dell'economia della storia? Non
sarà forse una storia economica? e il prodotto, un prodotto eco-
nomico?
Complicatibus: - E' sempre la stessa storia di sempre. Ora non è
tempo né luogo per fare tante storie. Al più un capriccio, o uno
scherzo: l'economia non sarà dunque altro che una sorta di rimando
alla sorte del numero, o al nome del fenomeno, ma non tanto una di-
stribuzione delle risorse del prodotto, quanto più tosto un ordine
disordinato di sottordin, o, ancor di più, un loro disordine ordi-
nato.
Simpliciter: - Fenomenale. Spenda qualche parola in più.
Complicatibus: - Sul fenomeno in sé o sul fenomeno della somma?
Simpliciter: - Ha ancora somme da spendere?
Complicatibus: - Le somme di sotto sono ancora da farsi.
Simpliciter: - Approfittiamone per farle.
Complicatibus: - Con profitto o senza profitto?


continua


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continua

Simpliciter: - Pare essere finalmente l'ora propizia alla somma, que-
sta del fenomeno, e al prodotto.
Complicatibus: - Che pare in fine essere da che pare sia stata per
essere a che pare sarà per essere: l'ora del sono minuto, l'infinito
essere congiunto alla possibilità appare, e scompare: in un percorso
traverso e trasverso.
Simpliciter: - Attraverso un periodo difficile... ne prenda atto...
Complicatibus: - L'atto da farsi? il farsi in atto? Non è, in vece,
di nuovo, un farsi inatto questo verso che non s'attraversa? non è
forse un atto sfatto questo verso che non va oltre?
Simpliciter: - Non vada oltre... quale 'questo verso'?
Complicatibus: - Questo verso. O quello. Sempre lo stesso, sempre di-
verso.
Simpliciter: - Un verso prodotto diverso?
Complicatibus: - Per altro verso...
Simpliciter: - Un altro verso? quanti versi ci sono?
Complicatibus: - Ci son versi e versi nell'essere infinito sono
minuto: quanti e quali.
Simpliciter. - Vada oltre...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Verso la somma, verso il prodotto?
Simpliciter: - Come un bene rifugio.
Complicatibus: - Un rifugio nel bene? Lei forse desidera chiudere i
conti del passato per avere un futuro cui aprirsi?
Simpliciter: - Facendo crescere il bene prodotto, e la somma sua.
Complicatibus: - Il prodotto interno?
Simpliciter: - Mi esterni il prodotto interno.
Complicatibus: - Il lordo o il netto?
Simpliciter: - Mi faccia un'ecografia.
Complicatibus: - Forse una eco della scrittura privata? o non più
tosto una privata scrittura dell'eco?
Simpliciter: - Non può dire così.
Complicatibus: - Non può dirsi?
Simpliciter: - No.
Complicatibus: - Non può dirsi no senza dirsi forse si... può darsi.
Simpliciter: - Può darsi di sì? Ma sì, mi dica di sì.
Complicatibus: - Sì, sì?...
Simpliciter: - Perché non liquida il tutto?
Complicatibus: - Rendere liquido per rompere le acque?
Simpliciter: - Rompiamole.
Complicatibus: - Per cosa?
Simpliciter: - Per la crescita del prodotto.
Complicatibus: - Per il prodotto? due volte in una volta lo stesso
prodotto? due volte in una lo stesso uguale e diverso? un parto
gemellare?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - I parti... le parti... che travaglio. Lei mi duole.
Complicatibus: - che parte Le duole?
Simpliciter: - Che parte?
Complicatibus: - Lei recita una parte: Le duole questa parte?
Simpliciter: - Sono dolente, ma non La seguo.
Complicatibus: - Quante scene!
Simpliciter: - Che scene?
Complicatibus: - Quanti atti!
Simpliciter: - Che atti?... Lei sta diventando teatrale. Sia più in-
quadrato.
Complicatibus: - Inquadrare non è forse riprendere, e viceversa?
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - Nella storia del quadrato riprendere non è forse in-
quadrare?
Simpliciter: - Riprendere... inquadrare... il quadrato... obiettiva-
mente.
Complicatibus: - Mente l'obiettivo un'obiettività che non c'è: che
ruolo hanno le parti?
Simpliciter: - Il ruolo delle parti?
Complicatibus: - Le parti del tutto... ricorda?...
Simpliciter: - Ora... ricordo...
Complicatibus: - Nella storia del quadrato non si hanno personaggi a
tutto tondo; nessuno ha se non una minima parte; nessuno possiede i
numeri per recitare una parte di rilievo, un ruolo da protagonista:
nessun re, nessuna regina...
Simpliciter: - Ora... forse... l'ultimo numero è...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - No! non è: l'ultimo numero ancora non è un numero...
Simpliciter: - Ora... forse... l'ultimo numero ha i numeri per...
Complicatibus: - No! non ha: l'ultimo non ha alcun numero... averne
di numeri per l'ultimo numero!...
Simpliciter: - Ma se non è, come averne? Se non si hanno, com'essere?
Complicatibus: - Se non si hanno, capacitarsi di non esserne capace.
Simpliciter: - Come capacitarsi? Mi faccia capace.
Complicatibus: - Partecipare senza esserne parte.
Simpliciter: - Come parteciparvi? Mi faccia partecipe.
Complicatibus: - Essere senza essere.
Simpliciter: - Come esserlo?
Complicatibus: - Forse non essere l'essere tutto ma una minuta parte?
Simpliciter: - Una parte di quart'ordine?
Complicatibus: - Un minuto essere, un minuto sono: forse un non es-
sere?
Simpliciter: - Un non essere?
Complicatibus: - Si, si... forse un non essere, ma un non essere im-
proprio: non proprio un non essere, ma un non essere che questo non
proprio.
Simpliciter: - E perché non quello? Sempre questo, mai quello...
Complicatibus: - Quello, mai; questo, sempre: ma ora?
Simpliciter: - Ora?


continua


Campi Giovanni

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Inserito il - 26/08/2007 :  13:02:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Ora... forse... né questo né quello.
Simpliciter: - Come mostrare senza dimostrare? Mi mostri i numeri, La
prego. Dìa i numeri.
Complicatibus: - I numeri dell'ultimo numero?
Simpliciter: - Uno dietro l'altro.
Complicatibus: - Forse si dovrebbe dire l'altro dietro l'uno, l'uno
essendo un numero, l'altro non essendolo.
Simpliciter: - L'altro non lo è?
Complicatibus: - Se non dietro le righe, o tra le righe.
Simpliciter: - Tra le righe? dietro le righe? Lei cosa misura?... si
misuri.
Complicatibus: - Dietro i quadrati, dentro i quadrati?
Simpliciter: - L'ultimo quadrato...
Complicatibus: - Si dovrebbe partire...
Simpliciter: - Si parte? per dove?
Complicatibus: - Il prodotto del dove? Il prodotto del dove è senza
dove partire...
Simpliciter: - Da che parte partire? Da qualche parte si deve pur
partire.
Complicatibus: - Dall'ultima parte del tutto, che si parte in più
parti? o da capo?
Simpliciter: - Da capo? dall'uno nuovamente?
Complicatibus: - A volte anche l'uno non è uno: l'uno a volte non è
un numero, se non indeterminato: un uno...
Simpliciter: - Un... uno... indetrminato? La termini con questi ter-
mini. Sia più determinato. Sia per...
Complicatibus: - Il prodotto, la somma: sempre gli stessi, sempre di-
versi. E sia la somma, e sia il prodotto... O sia il prodotto, o sia
la somma...
Simpliciter: - Ossia?


continua


l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - A volte anche l'altro non è l'altro: a volte anche
l'altro non è altro che uno.
Simpliciter: - L'altro è l'uno? Un altro?
Complicatibus: - Un uno che non sia l'uno, ma un uno indeterminato,
non è forse dire l'altro? L'altro è dunque un uno.
Simpliciter: - Ma l'altro non è così determinato?
Complicatibus: - Determinato dal suo essere indeterminato: dal suo
non essere che un uno..
Simpliciter: - A volte.
Complicatibus: - A volte, voltando pagina, si potrebbe dare il caso
di..
Simpliciter: - Voltando pagina?
Complicatibus: - O rivoltando.
Simpliciter: - Rivoltando?
Complicatibus: - Per il risvolto.
Simpliciter: - Per un risvolto?
Complicatibus: - O per la rivolta.
Simpliciter: - A cosa rivolto, a cosa rivolta?
Complicatibus: - Rivolta a cosa, rivolto a cosa. Ma non risolto.
Simpliciter: - Si risolva. Sia più risolto, e risoluto. Sia per...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - A volte capita quel che capita, questa volta capita
questa volta in cui non capita nulla, o forse solo e soltanto una
parte del tutto, l'ultima, l'ultima parte del tutto in cui il nulla
non può capitare.
Simpliciter: - Ma non si era detto che tutto rimanda alla fine, e la
fine al nulla?
Complicatibus: - Sì, sì, si era detto.
Simpliciter: - Ed ora, ora che l'ultima parte del tutto annuncia la
fine, perché sento che sta per annunciarla, non è vero?, si dice che
il nulla non può capitare?
Complicatibus: - Sì, sì, si è detto.
Simpliciter: - E dunque dove l'errore?
Complicatibus: - L'errore è senza fine: non c'è dove senza errore.
Simpliciter: - E dunque quando l'errore?
Complicatibus: - L'errore è senza fine: non c'è quando senza errore.
Simpliciter: - E dunque come l'errore?
Complicatibus: - L'errore è senza fine né fine: non c'è come senza
errore.
Simpliciter: - Senza fine né fine?
Complicatibus: - Non c'è forse fine senza fine? né fine senza fine?
Senza determinazione, né indeterminazione, non c'è fine, né fine.
Simpliciter: - E l'errore?
Complicatibus: - C'è errore e errore, e l'errore dell'errore: l'erro-
re è, e non è, errore. Forse, ancora non c'è fine, né mai stato fine,
né mai stata fine. Dunque, essendoci un'ultima parte del tutto, forse
l'ultima, il nulla non può esserci. Ora.
Simpliciter: - Forse... dunque... forse... ancora mai ora?
Complicatibus: - Già. Non è vero?


continua



l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Cosa?
Complicatibus: - Non è vero, né falso.
Simpliciter: - Non è falso?
Complicatibus: - Non è forse falso il vero se non c'è verità?
Simpliciter: - Non c'è verità...
Complicatibus: - Non è forse vero il falso se non c'è falsità?
Simpliciter: - Non c'è falsità...
Complicatibus: - Ed è vero, ed è falso?
Simpliciter: - Lei non si decide mai. Si decida una volta per tutte.
Complicatibus: - Una volta? una sola volta? una soltanto o tanto per
dirne una?
Simpliciter: - Per tutte le volte.
Complicatibus: - Una volta, e più volte, e più e più volte per tutte
le volte: per la volta del tutto? Per l'ultima volta?
Simpliciter: - L'ultima parte e l'ultimo numero per l'ultima volta.
Complicatibus: - Dunque...
Simpliciter: Ultimiamo?
Complicatibus: - Potrebbe continuare...
Simpliciter: - Continuiamo.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: Senza soluzione, senza soluzione di continuità: senza
soluzione di continuità non c'è soluzione.
Simpliciter: - Non c'è soluzione? Proprio non c'è soluzione?
Complicatibus: - Proprio non c'è soluzione di sorta, se non impro-
pria: non c'è proprio senza improprio.
Simpliciter: - Non c'è soluzione di sorta?
Complicatibus: Non proprio, non proprio di sorta: l'impropria sorte?
Simpliciter: - I numeri della sorte?
Complicatibus: - Estratti dalla sorte. A caso. E tratti a sé. O fuor
di sé. A tratti a tratti.
Simpliciter: - Un ritratto dei tratti? un quadro a tutto tondo?
Complicatibus: - No, no! Un quadro solo e soltanto quadrato, e non
ancora quadrato, più tosto a soqquadro, e protratto.
Simpliciter: - A che pro? per cosa?
Complicatibus: - Per cosa: per comporre, scomporre, ricomporre un
periodo senza periodo, un tempo senza tempo, un costrutto senza co-
strutto, un luogo senza luogo.
Simpliciter: - Ma... come?... Lei sta per dire qual cosa dei numeri
dell'ultimo numero?
Complicatibus: - Per dire cosa, o cosa dire per... ?
Simpliciter: - Ricomponiamo i numeri del prodotto, dunque.
Complicatibus: - Per il prodotto dei numeri, per la somma dei numeri
del prodotto dei numeri... dunque.
Simpliciter: - Dunque?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: Senza soluzione, senza soluzione di continuità: senza
soluzione di continuità non c'è soluzione.
Simpliciter: - Non c'è soluzione? Proprio non c'è soluzione?
Complicatibus: - Proprio non c'è soluzione di sorta, se non impro-
pria: non c'è proprio senza improprio.
Simpliciter: - Non c'è soluzione di sorta?
Complicatibus: Non proprio, non proprio di sorta: l'impropria sorte?
Simpliciter: - I numeri della sorte?
Complicatibus: - Estratti dalla sorte. A caso. E tratti a sé. O fuor
di sé. A tratti a tratti.
Simpliciter: - Un ritratto dei tratti? un quadro a tutto tondo?
Complicatibus: - No, no! Un quadro solo e soltanto quadrato, e non
ancora quadrato, più tosto a soqquadro, e protratto.
Simpliciter: - A che pro? per cosa?
Complicatibus: - Per cosa: per comporre, scomporre, ricomporre un
periodo senza periodo, un tempo senza tempo, un costrutto senza co-
strutto, un luogo senza luogo.
Simpliciter: - Ma... come?... Lei sta per dire qual cosa dei numeri
dell'ultimo numero?
Complicatibus: - Per dire cosa, o cosa dire per... ?
Simpliciter: - Ricomponiamo i numeri del prodotto, dunque.
Complicatibus: - Per il prodotto dei numeri, per la somma dei numeri
del prodotto dei numeri... dunque.
Simpliciter: - Dunque?


continua



l'irragionevole prova del nove


continua

Complicatibus: - Dunque il prodotto dei numeri: l'ultimo prodotto.
Simpliciter: - L'ultimo ritrovato?
Complicatibus: - L'ultimo ritrovato, ma perso nell'insieme.
Simpliciter: - Ritrovato perso?
Complicatibus: - Nell'insieme perso e insieme ritrovato.
Simpliciter: - Il recupero d'un oggetto smarrito?
Complicatibus: - D'un oggetto? Potrebbe darsi il caso d'un soggetto,
ecco, d'un soggetto smarrito... ma forse questa è un'altra storia...
una storia che potrebbe darsi il caso di scrivere, sa, il soggetto è
soggettivo di tante storie... chi sa, prima o poi, forse... ma non
ora.
Simpliciter: - Di cosa allora?
Complicatibus: - Di cosa.
Simpliciter: - Ma ritrovata per cosa? Per cosa persa?
Complicatibus: - Persa per cosa. Per cosa ritrovata. Di cosa persa
per caso. Di cosa per caso ritrovata.
Simpliciter: - Non è che per caso ha ritrovato l'ultimo numero?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Quest'ultimo numero è prodotto dalla somma delle
somme dei numeri del prodotto dei primi due numeri.
Simpliciter: - Quali primi due numeri? Se ne sono incontrati tanti.
Complicatibus: - Quanti e quanti primi due numeri. E quali e quali...
E quanti e quali... ma anche questa dei quanti e dei quali è un'altra
storia, una storia da finire, prima o poi, ma non ora, non ora che
non c'è ora, non ora che non c'è dove, non ora che non c'è come,
non c'è come finirla, ancora...
Simpliciter. - Ora è ora di finirla con le altre storie: finiamo
prima questa. Finiamola.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Il prodoto dei numeri, dunque, dei primi due numeri,
dunque, che non sono né l'uno né il due, ricorda?, i primi numeri:
quelli non detti, quelli taciuti, ricorda?
Simpliciter: - Ricordo i non detti? ricordo i taciuti? Come ricordare
se non detti, come ricordare se taciuti?
Complicatibus: - Lei non ricorda i non detti? Lei ricorda solo e sol-
tanto i detti inesatti? i primi due numeri detti inesatti?
Simpliciter: - Il quattro e il tre?
Complicatibus: - Il quattro e il tre... parti della somma delle due
cifre dei numeri dei prodotti delle due cifre dei primi due numeri,
di questi primi due numeri, detti non detti, detti taciuti.
Simpliciter: - I primi due numeri detti non detti, detti taciuti?
Complicatibus: - Per ricordare. Detti non detti, detti taciuti per
ricordare: prodotti dal ricordo.
Simpliciter: - Per ricordare cosa?
Complicatibus: - Per cosa ricordare, per cosa è il ricordo, per non
dimenticare il ricordo, per non dimenticare il non detto: i primi
due numeri, da cui tutto deriva, e il nulla deriva.


continua


l'irragionevole prova del nove

Simpliciter: - Perché? Perché?... sono di nuovo alla deriva.
Complicatibus: - Di nuovo, e ancora: perché i primi due numeri, per-
ché questi primi due numeri, sì, perché questi sì... sono finito e
infinito: sia nell'essere e sia nel non essere, o sia e nell'avere e
nel non avere... sono congiunto finito nell'infinito... sono minuto
finito congiunto nell'infinito...
Simpliciter: - Nell'infinito... dove?
Complicatibus: - Perché i primi due numeri, perché questi primi due
numeri, sì, perché questi sì... sono parti partecipi del tutto e del
nulla.
Simpliciter: - Quali parti? se ne sono incontrati tanti, e tante in-
contrate.
Complicatibus: - E tanti e tante, e quanti e quante: perché i primi
due numeri, perché questi primi due numeri, sì, perché questi sì...
sono capaci di tutto e di nulla.
Simpliciter: - Quale capacità? quale limite?
Complicatibus: - Se capaci di tutto incapaci di nulla? e se capaci
di nulla incapaci di tutto?
Simpliciter: - Sì, sì.
Complicatibus: - No in vece, in vece no: perché questi primi due nu-
meri, detti non detti, detti taciuti, per ricordare il ricordo, sono
proprio capaci di tutto e di nulla, e parti partecipi.
Simpliciter: - Proprio?
Complicatibus: - E sono proprio incaapaci di tutto e di nulla senza
parti partecipi.
Simpliciter: - Proprio?
Complicatibus: - Non c'è proprietà senza improprietà, né improprietà
senza proprietà.
Simpliciter: - Quali proprietà e quali improprietà? quanta impro-
prietà!


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Lei esclama? Intende forse chiamarsi? chiamare un se
stesso diverso da sé?
Simpliciter: - Un me stesso diverso da me?
Complicatibus: - Un io stesso diverso dall'io: un sono diverso dal
sono? Un essere diverso dall'essere?
Simpliciter: - Sono... diverso... sono?
Complicatibus: - Sono proprio improprio sono. Essere proprio impro-
prio essere. O avere proprio improrio avere.
Simpliciter: - Non ne abbia a male...
Complicatibus: - E' proprio l'improprietà del bene che fa sì che ci
sia propria la proprietà del male.
Simpliciter: - Il bene improprio?
Complicatibus: - E' proprio la proprietà del male che non fa sì che
ci sia proprio il bene. O che fa sì che non ci sia bene... proprio...
Ma forse...
Simpliciter: - Forse?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse... Lei... esclamando, si prefissa do chiamare
non proprio se stesso?
Simpliciter: - Mi prefisso?
Complicatibus: - Non proprio, prefissa se stesso, sì, ma diverso da
sé, forse capovolto, ma intento a chiamare... Lei... il nome proprio,
il Suo nome proprio.
Simpliciter: - Quale nome? quale nome proprio?
Complicatibus: - Non proprio il nome proprio, forse il comune, se
bene...
Simpliciter: - Se... bene? Prefissare... il bene? Lei... è fuori di
sé?
Complicatibus: - Ma... se Lei è in sé... viceversa: l'ipotesi è capo-
volta. Il se è capovolto, ecco, proprio, proprio e improprio. Posto
prima del proprio, questo se capovolto, ma che non accresce, e non
afferma, e sottrae...
Simpliciter: - Il bene che non cresce, e si nega, e si sottrae? E la
somma? e il prodotto?
Complicatibus: - La somma al contrario essendo sottrazione, la sot-
trazione al contrario è somma.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Uno alla volta, probabile; insieme, improbabile.
Simpliciter: - Uno alla volta: partiamo dall'uno alla volta. Essen-
doci l'uno, non può che partirsi dall'uno.
Complicatibus: - L'uno... che si parte alla volta di cosa? L'uno,
che è il primo numero dei numeri del più, della somma dunque, che
si parte, che parte se stesso dunque, che parte ha?
Simpliciter: - Che parte ha?
Complicatibus: - Forse non ha parte, forse è una parte, forse è
una parte senza parte né parti.
Simpliciter: - Che parte è, se non ha parte?
Complicatibus: - Ma, se si parte, che parti hanno, e sono, queste
parti dell'uno?
Simpliciter: - Le parti dell'uno?
Complicatibus: - Ma, se si parte, che parti sono, e hanno, questi
parti dell'uno?
Simpliciter: - I parti dell'uno?
Complicatibus: - E' uno, tanto per dirne uno? o è uno, poco per
dire l'uno?
Simpliciter: - Tanto... poco?
Complicatibus: - L'uno, determinato nella sua indeterminatezza, che
si parte, parte alla volta di cosa.
Simpliciter: - Lei è determinato... nella... di Lei... indetermi-
natezza.
Complicatibus: - L'uno, una volta partito alla volta di cosa, non è
più uno, ma più di uno.
Simpliciter: - L'uno è più di uno?
Complicatibus: - L'uno è più di uno, ma meno dell'uno.
Simpliciter: - Più di uno non è più dell'uno? più di uno è meno
dell'uno?
Complicatibus: - Più o meno, più e meno.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Se uno è più di uno, può dirsi che sia due?
Complicatibus: - L'uno più di uno non è due, non ancora; nè due meno
di due è uno, non ancora.
Simpliciter: - Non ancora?
Complicatibus: - Potrebbe darsi, potrebbe darsi alla colta del due;
ma per far sì che l'uno più di uno sia il due, può darsi, ecco, può
darsi il dodici. Il dodici, ricorda?
Simpliciter: - Lo si è incontrato... una sola volta.
Complicatibus: - Una volta sola. Forse, forse s'incontra solo una
volta.
Simpliciter: - Solo una volta? E poi mai più?
Complicatibus: - O una volta per sempre.
Simpliciter: - Per sempre?
Complicatibus: - Sempre per... una volta.
Simpliciter: - Uno più di uno... alla volta del due... per sempre...
per una volta soltanto?
Complicatibus: - Per quella volta.
Simpliciter: - Quale quella? Quella volta del c'era una volta...?
Complicatibus: - C'era una volta.
Simpliciter. - ... e poi per sempre?
Complicatibus: - Per questa volta.
Simpliciter: - Quale questa? Lei fa per dire...
Complicatibus: - Per dire.
Simpliciter: - Tanto per dire?
Complicatibus: - Per non dire tanto per dire.
Simpliciter: - Per non dire? Cosa vuol dimostrare? che altro?
Complicatibus: - Altro. Ecco, potrebbe darsi che l'uno più di uno
sia partito alla volta del due, o l'uno non più uno alla volta del-
l'altro.
Simpliciter: - Un altro? un altro ancora?
Complicatibus: - Ancora? Ancora, e non ancora: partito alla volta
dell'altro, di nuovo.
Simpliciter: - Un nuovo altro? Ancora... di nuovo... un nuovo altro?
Complicatibus: - Dunque, l'uno non più di uno partito alla volta
dell'altro, l'uno più di uno partito alla volta del due...
Simpliciter: - Il due, Lei non parla mai del due, Lei parla sempre
d'altro.
Complicatibus: - Potrebbe darsi che il due non sia altro che l'altro;
parlando d'altro, non parlerei d'altro che del due.
Simpliciter: - Parliamone.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - La volta del due. Dunque, il due: alle volte il due.
O il due alla volta di. O due alla volta.
Simpliciter: - Quante volte per un due.
Complicatibus: - Un due? Forse che sia un numero composto? intende
forse dire dodici dicendo un due? O forse che il due non sia altro
che uno?
Simpliciter: - Non dica altro. Il due non è altro che due. Non ag-
giunga altro.
Compliciatibus: - Non dirò più altro. Né altro più?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Non dica così. Mi dica, prima del più, del due, mi
dica, ora, solo e soltanto del due, senz'altro, e poi del più.
Complicatibus: - Prima del più, e poi del più, ora, in vece, solo e
soltanto del due, senz'altro; e dunque: il due è il secondo numero.
Simpliciter: - Quale secondo numero?
Complicatibus: - Il secondo numero dei numeri del più, il due, che,
non essendo mai primo, non di meno è un numero primo.
Simpliciter: - Il secondo numero primo.
Complicatibus: - Improprio, secondo taluni; proprio, secondo talal-
tri.
Simpliciter: - Secondo taluni... secondo talaltri?
Complicatibus: - Secondo talaltro, il numero uno è un numero primo,
è il primo numero dei numeri primi; e il due è dunque, dei numeri
primi, il secondo.
Simpliciter: - Secondo talaltro. E secondo taluno?
Complicatibus: - Secondo taluno, in vece, c'è chi dice che sia, il
due, il secondo numero, il primo numero primo.
Simpliciter: - Il due... il secondo numero... è il primo numero
primo... secondo taluno? E l'uno?
Complicatibus: - Secondo taluno, c'è chi dice che, l'uno non essendo
un numero primo, pur tutta via sia il primo numero, e dunque il primo
numero dei numeri non primi. Ma i numeri non primi sono secondi?
Simpliciter: - Un secondo... e il tre allora, che è un numero primo,
che fu detto non il primo né il secondo dei numeri primi, che ne sarà
del tre secondo taluno?
Complicatibus: - Il tre, che è la somma dei primi due numeri del più,
l'uno e il due, uno non primo, secondo taluno, e il secondo in vece
primo, secondo taluno, il tre, dunque, non è che il secondo dei nu-
meri primi, secondo taluno.
Simpliciter: - Ma allora, questa storia è tutta da riscrivere, se-
condo taluno.
Complicatibus: - Secondo talaltro, non tutta, ma in parte, in qualche
parte del tutto.
Simpliciter: - Ma questa è una rivelazione.
Complicatibus: - Potrebbe darsi che sia sì una rivelazione, o forse
no, forse è solo e soltanto una rilevazione, ma nell'uno e nell'altro
caso qualcuno e qualcun altro la direbbe irrilevante.
Simpliciter: - Me la riveli.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Me... la riveli?
Simpliciter: - Me la mostri.
Complicatibus: - Me... la mostri? In due parole?
Simpliciter: - In due parole?
Complicatibus: - La prima parola a capo, ricomposta, la seconda in fine
disposta?
Simpliciter: - In fine? ma se non finiamo proprio più.
Complicatibus: - Non finisce la somma proprio perché ancora da farsi,
proprio perché ancora impropria: la somma di sopra potrebbe anche
dirsi propria, ma la somma di sotto non può che dirsi ancora impro-
pria.
Simpliciter: - Non può dirsi somma di sotto?
Complicatibus: - Né darsi. Se non impropria. Ancora.
Simpliciter: - Non può darsi somma di sotto?
Complicatibus: - Né farsi. Se non impropria. Di nuovo.
Simpliciter: - Non può farsi somma di sotto?
Complicatibus: - Forse che possa dirsi e darsi e farsi somma di sot-
to, se non impropria?
Simpliciter: - Ancora? Di nuovo?
Complicatibus: - Forse ancora... forse di nuovo: forse sotto le righe
o sotto le righe di sotto, o tra un rigo e l'altro... può darsi...
Simpliciter: - Lei va oltre le righe.
Complicatibus: - Forse andare oltre, violare le leggi, è stare tra
le righe, per un certo verso.
Simpliciter: - Si regoli. Si dìa una regolata. Se si va oltre, come
restarne dentro?
Complicatibus: - Forse essendo dentro l'oltre? Ma mente il regolo
una regola che non c'è.
Simpliciter: - Lei è proprio sregolato. Segua quel certo verso.
Complicatibus: - Ad un verso certo ne segue un altro, di verso, o un
secondo, forse incerto.
Simpliciter: - Un secondo verso diverso dal primo?
Complicatibus: - O uguale, se converso.
Simpliciter: - Lei non conversa.
Complicatibus: - O sia uguale, ma contrario.
Simpliciter: - Uguale e contrario? Inverso?
Complicatibus: - Inverso, se speculare; controverso, se contrario.
Simpliciter: - Controverso?
Complicatibus: - Potrebbe anche darsi il caso che sia controverso
per speculare del contrario, e dei contrari.
Simpliciter: - Quante contrarietà, quanti versi.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Lei specula sulla quantità delle qualità della
controversia?
Simpliciter: - Vorrei si speculasse della somma, del prodotto, dei
numeri, ma non senza mai arrivare all'ultimo, quello definitivo. Dìa
un numero per ogni verso finché finiranno. Perché, prima o poi, do-
vranno pur finire, questi versi e questi numeri.
Complicatibus: - Prima o poi finiti, ma ora finiti e insieme infini-
ti: insieme, ora insieme, ora insieme sono minuti finiti e infiniti.
Simpliciter: - Essendo stato detto che il prodotto dei numeri, dei
primi due numeri, presi insieme, era improbabile, son per questo
detti finiti, e insieme infiniti, i numeri?
Complicatibus: - Probabile.
Simpliciter: - Come fa a esser probabile l'improbabile?
Complicatibus: - Viceversa, potrebbe essere improbabile che sia pro-
babile. E così via.
Simpliciter: - Suvvia, non dica così: sia meno probabilista e più
probatorio.
Complicatibus: - Nell'insieme dei numeri e dei versi, o dei numeri
dei versi e dei versi dei numeri, è probabile, o improbabile, che
il prodotto sia questo o quello, l'uno o l'altro, e che la somma
delle due cifre della somma delle quattro cifre del prodotto dei
primi due numeri dìa esito positivo o negativo. Lei è forse in
attesa di quest'esito.
Simpliciter: - Sono sempre in attesa.
Complicatibus: - Ma già l'insieme dei numeri può darsi che sia o
non sia, che sia principio o fine, che sia vita o morte, che sia
amore o disamore, che sia sì o no, dunque resterebbe solo da dirsi
l'insieme dei numeri del principio, o l'insieme dei numeri della
fine, o del fine, e così via: l'insieme dei numeri della vita o
della morte dei numeri l'insieme; l'insieme dei numeri dell'amore o
del disamore dei numeri l'insieme; l'insieme dei numeri del si o del
no dei numeri l'insieme. Viceversa.
Simpliciter: - Quante probabilità. Quante probabilità vi sono? E
viceversa?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Viceversa appena dette, e con pena: la morte, il di-
samore, il no. Ma ve ne sono ancora: certe particelle incerte.
Simpliciter: - Certe particelle incerte?
Complicatibus: - Sul da farsi incerte.
Simpliciter: - Lei non sa più che fare. Insomma, si dìa da fare.
Complicatibus: - In somma? ma se è ancora da farsi il prodotto.
Simpliciter: - Lei non produce mai nulla. Lei è un essere improdut-
tivo. Produca qualcosa. Venga al dunque.
Complicatibus: - Dunque, anzi ché essere i numeri dell'insieme dei
numeri, nell'insieme dei numeri, per l'insieme dei numeri, potrebbe
darsi il caso dei numeri del senza, o dell'assenza dei numeri del-
l'insieme.
Simpliciter: - Lei si corregge sempre.
Complicatibus: - Al contrario Lei non si corregge mai.
Simpliciter: - Lei è proprio incorreggibile.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Essendo insomma da farsi questa somma di sotto, po-
trebbe darsi il caso di un sottocaso, e, nel caso del sottocaso, d'un
sottoquadrato, l'ultimo, e, nel caos del sottocaso dell'ultimo sotto-
quadrato, d'un sottoinsieme.
Simpliciter: - Insieme... nel sottoinsieme?
Complicatibus: - I numeri, quei primi due numeri, ricorda?...
Simpliciter: - E come dimenticarli? E come non ricordarli?
Complicatibus: - Quelli non detti...
Simpliciter: - O detti non detti.
Complicatibus: - Quelli taciuti...
Simpliciter: - O detti taciuti.
Complicatibus: - Quei primi due numeri, dimentica?
Simpliciter: - E come ricordarli? E come non dimenticarli?
Complicatibus: - Detti senza numero, finiti e infiniti...
Simpliciter: - Finitamente infiniti, infinitamente finiti.
Complicatibus: - Prima presi uno alla volta, il primo alla volta del
secondo e il secondo alla volta del primo, se bene non fossero né
l'uno né il due, ma un uno e un due, e poi presi insieme...
Simpliciter: - Un uno e un due, presi insieme... e persi.
Complicatibus: - Ora, ancora insieme, di nuovo insieme, in un sotto-
insieme presi, a ché il prodotto dìa un esito, sono.
Simpliciter: - Sono preso, e perso. Non esiti ancora. Né oltre. Ora
mi dìa l'esito.
Complicatibus: - Ma l'esito potrebbe darsi proprio nell'improprietà
dell'oltre: senza dove, senza quando, senza come... ma insieme.
Simpliciter: - Ma proprio non ha nulla da definire definitivamente?
Complicatibus: - La totalità del nulla, la nullità del tutto: l'amo-
re, che non ha per definizione nessuna definizione, e tutte: il sì
del no, il no del sì: l'alternanza senz'alternativa
.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - L'amore? Lei cerca forse di dire... cosa cerca di di-
re?
Complicatibus: - Cosa dire del forse.
Simpliciter: - Cosa Lei dice? Forse?
Complicatibus: - Forse, dicendo forse, si cerca di dire qualcosa, di
non dire nulla, o di dire tutto, di parte in parte, a pezzo a pezzo:
potrebbe dirsi il caso per esempio...
Simpliciter: - Lei è proprio un caso. Esemplare.
Complicatibus: - Esemplare è copia? O è copia di copia? O è ciò da
cui si copia?
Simpliciter: - Quante copie.
Complicatibus: - Forse copiose o forse una sola, soltanto una copia:
E non a caso: non a caso potrebbe darsi il caso in cui un caso non
sia altro che il caso stesso, e un insieme, l'insieme stesso.
Simpliciter: - Lei... è il caso? Lei... è l'insieme?
Complicatibus: - L'ultimo insieme. L'ultimo caso. O senza insieme,
senza caso: senza il caso dell'insieme.
Simpliciter: - Ma, or ora, non è stato detto dell'ultimo caso essere
un sottocaso, e dell'insieme un sottoinsieme? Or ora, Lei dice non
essere più... Lei dice senza meno...
Complicatibus: - Forse senza meno, si dice solo il di più. Non s'era
forse detto di fare a meno del meno? Forse non si può fare a meno né
meno del meno. Forse non se ne può fare a meno.
Simpliciter: - A meno che?
Complicatibus: - A meno che non di meno essere non essere più, non
di più non essere essere di meno. O da meno. E poi l'or ora non ri-
manda forse al doppio, al duplice, al duplicato, alla copia esempla-
re? L'ora di prima non è l'ora di adesso. L'ultimo di prima non è
l'ultimo di adesso. O forse il caso stesso, che non è altro che un
caso, potrebbe darsi che sia un sottocaso; e l'insieme stesso un
sottoinsieme.
Simpliciter: - Un sottocaso di cosa, allora? un sottoinsieme di cosa,
allora? Lei non dà adito a nulla.


continua


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Inserito il - 26/08/2007 :  13:15:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Non dare adito a nulla, è dare adito a tutto? Tutte
le parti sono forse un'unica parte? I sottocasi un unico caso? i sot-
toinsiemi un unico insieme? i sottoquadrati un unico quadrato?
Simpliciter: - Lei non dà adito a nulla, né a tutto, se non a tutto
il nulla quale Lei è. Ma quale unica parte, se non c'è parte, se non
ci sono parti? Ma quale tutte le parti, se non è da nessuna parte,
se non c'è nessuna parte? In quale caso, se non c'è caso che tenga?
In quale insieme, se non c'è insieme che tenga? Quale quadrato, se
non c'è forma che tenga? quale quadrato, se non c'è quadro, se non
ci sono quadri? Non c'è niente che quadra.
Complicatibus: - Non esserci niente che quadra, è esserci tutto che
quadra? è dare forma al quadrato? Se non c'è insieme, è esserci una
assenza? è dare presenza all'assenza? Se non c'è caso, è esserci una
impossibilità, una improbabilità? è dare possibilità all'impossibile?
è dare probabilità all'improbabile? Se non c'è nessuna parte, se non
ci son parti, è esserci il tutto? è esserci il nulla?
Simpliciter: - Ma quale tutto? Ma quale nulla? Una parte, si scelga
una parte.
Complicatibus: - Una parte da scegliere: una scelta di parte? o una
scelta senza scelta? o una scelta senza scelta di parte?
Simpliciter: - Una parte... una parte minima.
Complicatibus: - Una minima parte: una particella?
Simpliciter: - Sia pure una particella, purché ne sia partecipe, pur-
ché le sia propria.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - E perché non impropria?
Simpliciter: - Non impropria è come dire propria?
Complicatibus: - Forse, o forse propria d'improprietà. E perché non
due?
Simpliciter: - Non due è come dire... che numero dire dicendo non
due?
Complicatibus: - Più o meno di due, forse non uno né tre.
Simpliciter: - Non uno né tre?
Complicatibus: - Poco più di uno, poco meno di due; poco meno di tre,
poco più di due.
Simpliciter: - Poco più, poco meno?
Complicatibus: - Tra l'uno e il due, tra il due e il tre, e così via.
Simpliciter: - Dire tra l'uno e il due, tra il due e il tre, e così
via, è dire im mezzo?
Complicatibus: In mezzo un punto, anzi non uno, né due punti, forse
tre punti... tanto per dire poco più o poco meno, tra dire poco di
più e poco di meno, tra dire uno e due.
Simpliciter: - Tra... dire è come dire... che cosa dire?
Complicatibus: - Dire una cosa.
Simpliciter: - Una cosa?
Complicatibus: - O due cose.
Simpliciter: - Due cose?
Complicatibus: - Due cose da dire. Due, per dire tanto per dire una
cosa soltanto. Due cose da dire, tanto poco per dire due particelle:
due particelle per un'unica parte. Due cose da dire, tanto poco per
dire due mezze parole per un'unica parola.
Simpliciter: - Due cose da dire per dire una cosa soltanto: che
cosa? e due particelle per un'unica parte: che parte? e due mezze
parole per un'unica parola: che parola?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Tante due mezze parole per un'unica parola; tante
due particelle per un'unica parte; tante due cose da dire per una
cosa soltanto.
Simpliciter: - Tante sì, ma quali?
Complicatibus: - E quanti, e quante: forse la gran copia?
Simpliciter: - La gran copia?
Complicatibus: - Per una volta, per una volta o l'altra, per tutte
le volte, per l'ultima volta, insieme, o per la prima, per la prima
volta insieme, per la prima e ultima volta insieme, ancora, di nuovo:
iniseme, di sotto, per l'ultimo numero, tutte le parole insieme,
tutte le parti insieme, tutte le cose insieme.
Simpliciter: - Come interpretare tutto insieme?
Complicatibus: - Cosa interpretare? Tutto l'insieme? L'insieme del
tutto? Il tutto dell'insieme? Forse non c'è da interpretare nessuna
parte: se pure ci fosse questa gran copia, non c'è copione da se-
guire. Quella del copione è un'altra storia, con dei personaggi, con
delle parti, una storia forse con una storia, o con tante storie,
non una storia senza storie; una storia con dei luoghi, dei tempi,
non una storia senza dove né quando. Una gran copia, dunque, ma
senza copione. Una storia a braccio che non abbraccia nessuna storia.
Simpliciter: - Lei... le parole...
Complicatibus: - Forse... Lei... una parola senza parole, una parte
senza parte, né parti; una cosa senza cose, una idea senza idee, un
pensiero senza pensieri; una definizione senza definizioni, o con
tutte e nessuna; una forma senza forma, un quadrato senza quadrato:
un quadrato senza quadrato: un frutto senza frutto, un verso senza
verso. Un numero senza numero.
Simpliciter: - L'ultimo numero è ancora senza numero, è di nuovo
senza numero: un nuovo numero senza numero, ancora. Come leggerlo?
come leggere quest'ultimo numero se senza numero?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Tante due mezze parole per un'unica parola; tante
due particelle per un'unica parte; tante due cose da dire per una
cosa soltanto.
Simpliciter: - Tante sì, ma quali?
Complicatibus: - E quanti, e quante: forse la gran copia?
Simpliciter: - La gran copia?
Complicatibus: - Per una volta, per una volta o l'altra, per tutte
le volte, per l'ultima volta, insieme, o per la prima, per la prima
volta insieme, per la prima e ultima volta insieme, ancora, di nuovo:
iniseme, di sotto, per l'ultimo numero, tutte le parole insieme,
tutte le parti insieme, tutte le cose insieme.
Simpliciter: - Come interpretare tutto insieme?
Complicatibus: - Cosa interpretare? Tutto l'insieme? L'insieme del
tutto? Il tutto dell'insieme? Forse non c'è da interpretare nessuna
parte: se pure ci fosse questa gran copia, non c'è copione da se-
guire. Quella del copione è un'altra storia, con dei personaggi, con
delle parti, una storia forse con una storia, o con tante storie,
non una storia senza storie; una storia con dei luoghi, dei tempi,
non una storia senza dove né quando. Una gran copia, dunque, ma
senza copione. Una storia a braccio che non abbraccia nessuna storia.
Simpliciter: - Lei... le parole...
Complicatibus: - Forse... Lei... una parola senza parole, una parte
senza parte, né parti; una cosa senza cose, una idea senza idee, un
pensiero senza pensieri; una definizione senza definizioni, o con
tutte e nessuna; una forma senza forma, un quadrato senza quadrato:
un quadrato senza quadrato: un frutto senza frutto, un verso senza
verso. Un numero senza numero.
Simpliciter: - L'ultimo numero è ancora senza numero, è di nuovo
senza numero: un nuovo numero senza numero, ancora. Come leggerlo?
come leggere quest'ultimo numero se senza numero?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Si potrebbe dare il caso d'una lettura indifferente.
Simpliciter: - Una lettura indifferente? Lei pare essere fondamental-
mente indifferente.
Complicatibus: - Mente il fondamentale un fondamento che non c'è:
forse, in vece, potrebbe darsi il caso che sia una lettura non in-
differente. Non si diceva esser forse legati da un prodotto indiffe-
rente, che è somma, o differenza, uguale e contraria?
Simpliciter: - Che modi di leggere sono questi?
Complicatibus: - E' un modo senza modi.
Simpliciter: - Lei è smodato.
Complicatibus: - Pur tutta via, c'è chi dice che abbia, questo modo
di leggere senza aver modo di leggere, questo tempo di leggere senza
aver tempo di leggere, in luogo del luogo comune, o locale, o pro-
prio, di leggere, che ne abbia, dunque, uno improprio, non locale,
non comune. Altri dicon che abbia, questo modo senza modi, una sorta
di moto, se pur immoto. Altri ancora che il modo senza modi non sia
altro che un nodo, non si sa se però da annodare o da sciogliere.
Simpliciter: - Lei pare contraddirsi sempre.
Complicatibus: - Al contrario Lei non si contraddice mai, o forse è
lo stesso: Lei non si contraddice mai.
Simpliciter: - Lei è proprio una contraddizione in termini.
Complicatibus: - Dunque improprio: tradotto in altri termini, per
altro verso, un altro verso, un altro termine.
Simpliciter: - La termini con questi termini.
Complicatibus: - Tradotto in altri versi, per altro termine, un al-
tro termine, un altro verso.
Simpliciter: - Che termini.
Complicatibus: - Che termini? Un termine può essere tradotto in tan-
ti termini, un verso in tanti versi. Un verso può essere tradotto
in tanti termini, un termine in tanti versi.
Simpliciter: - Che fine fa il termine, in questo modo?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Il primo termine o il secondo?
Simpliciter: - Ma non s'era detto non esserci termine di paragone?
Complicatibus: - Dunque, non ha fine il termine.
Simpliciter: - Non ha fine?
Complicatibus: - Né fine.
Simpliciter: - Non ha fine né fine?
Complicatibus: - Né la fine ha forse un termine.
Simpliciter: - Che fine è senza termine?
Complicatibus: - Forse non c'è fine, né fine; non c'è inizio, né
principio: forse non c'è termine...
Simpliciter: - Tanti termini per dire che non c'è termine?
Complicatibus: - Dunque non c'è termine ai termini. Né al primo, né
al secondo... né all'ultimo. C'è sempre un termine ulteriore. Da tra-
durre. Da tradire. Il primo per il secondo, il secondo per il terzo,
e così via: l'ultimo per l'ulteriore. Da tradire.
Simpliciter: - Lei tradisce... forse... un termine?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Potrebbe pur tutta via darsi a capo, questo termine.
Simpliciter: - Il termine a capo?
Complicatibus: - Dunque il termine, anzi che non al termine, potrebbe
darsi a capo, anzi che non ultimo primo.
Simpliciter: - Un ritorno al primo termine, senza termini ultimi?
Complicatibus: - Un ritorno e un non ritorno.
Simpliciter: - C'è o non c'è ritorno?
Complicatibus: - C'è ritorno perché già detto, qua e là già detto,
già. C'è non ritorno perché forse non ancora detto, né qua né là
forse non ancora detto, forse. O detto senza dire bene, detto male.
Simpliciter: - Detto senza... bene, detto male?
Complicatibus: - Forse male detto eterno ritorno senza ritorno.
Simpliciter: Ma dove già detto, dove mal detto?
Complicatibus: - Da qualche parte già detto, già: le due particelle,
ricorda?
Simpliciter: - Le due particelle...
Complicatibus: - Ogni particella ha una sua propria linea, un suo
proprio verso, un suo proprio universo, un suo proprio vago vagare,
siano essi propri o impropri; posto che le linee, i versi, gli uni-
versi, il vagare loro s'incontrino in un punto e formino una parte,
questo incontro sarà solo e soltanto di superficie, questa forma
non sarà altro che un frutto senza frutto, una polpa fatta di colpa.
Simpliciter: - Un frutto? una polpa? che frutto è la cui polpa è
fatta di colpa? Me... la mostri.
Complicatibus: - Da capo?
Simpliciter: - Da capo fino in fondo.
Complicatibus: - Non c'è fondo in questo termine, non c'è profondo
in questo termine.
Simpliciter: - Lei... non è profondo quello che dice.
Complicatibus: - Non c'è profondità né spessore.
Simpliciter: - Lei... spesso non ha spessore né profondità.
Complicatibus: - Due particelle che collimano ma solo in limine, che
combaciano ma solo ai margini, un urto, uno scontro, un incontro di
orli, un risvolto a niente rivolto, un termine a capo senza volto.
Simpliciter: - Un capo senza volto?
Complicatibus: - O con tanti volti.
Simpliciter: - Lei mostra tanti volti. Lei è un mostro.
Complicatibus: - Non è nient'altro che quel termine a capo in fine
mostra.
Simpliciter: - A capo o in fine?
Complicatibus: - Quel termine, quella parte fatta di parti, non fatta
di parti, un aborto di parola fatta di particelle, quel frutto senza
frutto, quella polpa fatta di colpa, quel primo termine, ma non il
primo, un primo termine che segue da altri, che è seguito da altri,
che spesso è inseguito da tanti; quel termine posto a capo sì, ma a
capo di che?
Simpliciter: - A capo di che?
Complicatibus: - Forse di che non sia solo e soltanto se stesso, di
tutto se stesso senz'altro, di tutto se stesso senz'altra cosa. Posto
a capo senza fine né principio, forse soltanto un andare a capo senza
andare a capo. Un capoverso per gli ultimi versi, gli ultimi due
versi, il primo e ultimo verso prima dell'ultimo verso, dell'ultima
parola dell'ultimo verso.
Simpliciter: - Un'ultima parola...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus. - Dunque, verso per verso, gli ultimi due versi. Detto
dell'a capo senza principio né fine, del termine senza fine né prin-
cipio, di questo termine a capo, forse detto per errore frutto senza
frutto, essendo la sua polpa una colpa, anzi, non una colpa, ma ap-
punto la colpa, la colpa di tutte le colpe, un tradire nient'altro
che se stesso, un tradire il tradimento, e dunque il frutto è e non
è senza frutto...
Simpliciter: - Lei... muta... muta sempre idea; insomma, si decida:
questo frutto c'è o non c'è?
Comnplicatibus: - In somma c'è interesse, in differenza c'è disinte-
resse.
Simpliciter: - Lei è... quel che dice Lei è interessante.
Complicatibus: - Ma potrebbe anche darsi disinteresse per la somma,
e interesse invece per la differenza, per quel che resta della somma,
per tutto il resto, per il resto del tutto, se ne resta, se c'è
resto del resto.
Simpliciter: - Pare non restare più niente che Le desti interesse.
Lei dimostra disinteresse, un totale disinteresse.
Complicatibus: - Forse... potrebbe darsi totale disinteresse per
questo che è interessante, e viceversa interesse totale per quello
che è irrilevante... forse... al di là del frutto c'è un albero
che è possibile che produca o non produca frutto, e questo frutto,
se prodotto, o non prodotto, è possibile che, a sua volta, produca
interesse, o disinteresse.
Simpliciter: - Che strano ciclo di produzione ha quest'albero, e
quante ramificazioni. Mi disegni la sua mappatura: me... la disegni.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Non c'è ciclo che tenga in questa storia, non c'è
disegno, tanto meno a tutto tondo, né ancora quadrato, al più potreb-
be darsi il disegno dei rami, ma non simmetrici, né lineari, potrebbe
darsi un disarticolato squarcio, lacero, una ferita, una mancanza,
una lacuna, una sospensione: anche la storia dell'albero è forse
un'altra storia, quella detta della distanza, in cui l'albero sia
capovolto e il frutto suo, colto o raccolto, colto e raccolto, esso
albero inalberandosi al di sotto, si perda in un punto morto, o in
tre punti morti...
Simpliciter: - Siamo giunti a un punto morto.
Complicatibus: - O potrebbe darsi che sia ancora un'altra storia,
quella dell'albero, detta della scelta o della vocazione, forse né
meno pensata, forse, al più, depensata.
Simpliciter: - Ma quale scelta può esserci senza pensiero? quale
vocazione se non si voca, né si dice se non i si dice che?
Complicatibus: - Si dice potrebbe darsi di nuovo ancora un'altra,
la storia dell'albero, detta della crezione increata, una storia
fatta di parole morte, di segni e disegni, e numeri, sì, di numeri,
forse gli stessi, forse diversi, forse uguali e contrari, forse gli
stessi diversi... un quattro, un tre, un altro tre... e ora questo
che significa? che significa quello? che significa questo o quello?
che significano questo e quello? essere prossimi alla distanza? es-
sere distanti dal prossimo? che significa tutto ciò?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Lei non s'approssima?
Complicatibus: - No?
Simpliciter: - Lei è approssimativo.
Complicatibus: - Sì?
Simpliciter: - Lei è inconcludente.
Complicatibus: - Forse...
Simpliciter: - Lei è sconclusionato.
Complicatibus: - Può darsi conclusione?
Simpliciter: - Lei non porta a termine niente.
Complicatibus: - Un altro termine.
Simpliciter: - Quale altro termine?
Complicatibus: - Per il tutto.
Simpliciter: - Quale tutto?
Complicatibus: - O per una parte del tutto.
Simpliciter: - Quale parte?
Complicatibus: - Da parte a parte: la porta.
Simpliciter: - Quale porta?
Complicatibus: - La porta che si apre.
Simpliciter: - Lei chiude ogni porta. Lei s'apparta.
Complicatibus: - La porta chiusa è aperta all'altra parte.
Simpliciter: - Lei si rinchiude in sé.
Complicatibus: - Rinchiudersi è aprirsi.
Simpliciter: - Come ci si apre se ci si rinchiude?
Complicatibus: - La porta chiusa all'esterno, è aperta all'interno.
Simpliciter: - Chiusa al fuori, aperta al dentro?
Complicatibus: - O viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - La porta aperta all'esterno, è chiusa all'interno.
Simpliciter: - Aperta al fuori, chiusa al dentro?
Complicatibus: - Potrebbe darsi il caso che non ci sia la chiave,
che non esista chiave: che la porta, chiusa o aperta che sia, es-
sendo porta, porti da parte a parte. La porta, avendo un limite, non
è un limite. La porta non è solo e soltanto porta, chiusa o aperta,
possibile, ma impossibile, è oltre, è l'oltre: avendo orizzonti, non
è orizzonte.
Simpliciter: - Non c'è limite, non c'è orizzonte?
Complicatibus: - Non c'è attesa se non disattesa.
Simpliciter: - Lei è inattendibile.
Complicatibus: - Non c'è solo e soltanto la possibilità dell'attesa,
o l'attesa della possibilità che ci sia attesa.
Simpliciter: - Lei non attende più nulla?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse. Forse non si attende. Forse si è attesi.
Simpliciter: - Sono atteso?
Complicatibus: - Si è attesi dall'impossibilità di attendere. Forse
non v'è altra attesa che dell'impossibile, del miracolo, della mera-
viglia.
Simpliciter: - Lei mi meraviglia.
Complicatibus: - Qua e là è stato già detto.
Simpliciter: - Non ricordo dove. Dove?
Complicatibus: - Forse al di qua del dove, forse al di là del dove.
Simpliciter: - Né ricordo quando. Quando?
Complicatibus: - Forse al di là del quando, forse al di qua del quan-
do.
Simpliciter: - Ma come senza dove né quando? Come?
Complicatibus: - Forse al di qua del come, forse al di là del come.
Simpliciter: - Come dire come fare?
Complicatibus: - Forse tacere, forse dire tacendo, forse tacere di-
cendo: forse ricercare il legame tra il sono minuto e il sono muto.
Simpliciter: - Lei non offre nessun esito, se non esitante. Lei non
s'offre. Lei non si dona.
Complicatibus: - Forse la porta offre un esito: la porta senza chiave
offre un esito. Forse l'albero offre un esito: l'albero senza frutto
offre un esito.
Simpliciter: - Ma senza chiave e senza frutto non c'è possibilità di
scelta.
Complicatibus: - Forse c'è solo e soltanto possibilità. C'è solo e
soltanto il possibile.
Simpliciter: - Lei non offre soluzioni, se non insolubili. Lei non
offre risposte. Lei ha solamente domande.
Complicatibus: - Non c'è offerta, né dono, né soluzione, né risposta.
Lei si limita alla possibilità, al frutto, alla chiave. Lei si limita
all'offerta, al dono, alla soluzione, alla risposta del possibile.
Simpliciter: - Essendoci la possibilità, le possibilità...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Non essendoci in vece la possibilità, le possibili-
tà, c'è l'impossibilità, l'impossibile.
Simpliciter: - Non è possibile... Lei è... impossibile.
Complicatibus: - Dunque la negazione della possibilità è l'afferma-
zione dell'impossibile.
Simpliciter: - Lei è... imprevedibile.
Complicatibus: - Dunque la negazione della previsione, del previsto,
è l'affermazione dell'imprevedibile, dell'imprevisto.
Simpliciter: - Lei è... l'ho detto: inattendibile.
Complicatibus: - Dunque la negazione dell'attesa è l'affermazione
dell'inattendibile, dell'inatteso.
Simpliciter: - Lei mi sorprende. Lei è indefinibile.
Complicatibus: - Dunque la negazione del definito è l'affermazione
dell'indefinito, dell'indefinibile.
Simpliciter: - Ma che definizioni sono? che affermazioni sono queste
che negano il certo per l'incerto?
Complicatibus: - Forse proprie d'improprietà? Forse proprie d'impro-
prietà. Violano le leggi della proprietà per riappropriarsi dell'im-
proprio.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Violare le leggi non è andare contro di esse?
Complicatibus: - Andare contro è forse andare incontro...
Simpliciter: - Lei sta violando tutte le leggi di simmetria del qua-
drato, dell'essere quadrato, del fare quadrato. Non c'è legge che Lei
non violi. Lei va oltre lo stabilito. Lei va oltre l'ordine presta-
bilito. Lei è... disordinato. Lei è... instabile.
Complicatibus: - Al di là o al di qua dell'ordine, c'è il disordine.
Oltre l'ordine del giorno, cui si potrebbe dare il titolo di 'varia-
tioni sull'evento', una sorta di 'varie ed eventuali', c'è il disor-
dine della notte. Ma si potrebbe anche dire viceversa: il disordine
del giorno e l'ordine della notte; e il titolo lo stesso. Al di là
o al di qua della stabilità, c'è forse instabilità. Pur tutta via
essere instabile potrebbe dirsi stare dentro con ferocia, essere
dunque fuori di sé.
Simpliciter: - Lei non mette ordine. Anzi, Lei confonde... Lei mi
confonde. Lei confonde il giorno con la notte. Così, di punto in
bianco. E poi stare dentro... essere fuori... la ferocia: cos'è
questa ferocia di punto in bianco?
Complicatibus: - Di punto in bianco la notte di nero dipinto il
giorno, capovolti sossopra... ma forse questa è un'altra storia, la
storia del sole e della luna, del sole di notte, della luna di gior-
no, sossopra capovolti... O forse è la stessa: forse tutte le storie
non sono che un'unica storia. E dunque anche la storia della ferocia
è un'altra storia d'un'unica storia.
Simpliciter: - Ma quale storia e quali storie? Qui c'è solamente un
disordine delle storie senza storia, senza economia, senza unità.
Altro che unica storia!... ma che storie racconta?... quale storia
racconterà, ora?
Complicatibus: - Quale storia desidera che Le conti, ora? Ora?
Forse il racconto dell'ora? o di Ora?
Simpliciter: - Ora o mai più.
Complicatibus: - Ora e mai più: mai più prima, e mai più dopo. Forse
non c'è tempo. Lei è tentato dal tempo: dalla possibilità del tempo
possibile. Lei non vive l'impossibilità di avere tempo, di esserci
tempo. Lei vive solo e soltanto di possibili possibilità. Non c'è
possibilità, se non impossibile; non c'è tempo, se non impossibile.
Simpliciter: - Lei è... l'ho detto: impossibile. Lei è impassibile.
Ha abbandonato la storia del quadrato per una storia senza storie.
Complicatibus: - forse ogni storia è senza storie. E dunque anche
la storia del quadrato è senza storia; o è appunto una storia per:
una storia che passa, che attraversa, una storia che passa attra-
verso altre storie, che attraversa i passi di altre storie. Una sto-
ria che produce, senza produrre, un prodotto, questo frutto senza
frutto, di una storia finita, da farsi infinita. O viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - Di una storia finita, da farsi infinita. O ancora,
e di nuovo: di una storia finita o infinita, finita e infinita, da
farsi disfatta.
Simpliciter: - Lei fa, e Lei disfa. Ma proprio non Le si confà
nessuna storia? Si lasci andare. Si abbandoni.
Complicatibus: - Forse abbandonarsi è lasciarsi andare, è lasciarsi
essere: è lasciarsi essere improprio, è lasciar essere tutte le sto-
rie insieme: fare con, non senza. Fare di più, non di meno.
Simpliciter: Non di meno Lei fa sempre di meno.
Complicatibus: - Non di men, forse, non si può fare a meno del meno.
Forse: a meno che...
Simpliciter: - A meno che...?
Complicatibus: - A meno che tutto il meno non faccia la differenza.
Simpliciter: - Il meno fa la differenza, di fatto, come potrebbe non
farla?
Complicatibus: - Non fare a meno del meno, fa dunque la differenza,
e insieme fa l'indifferenza: alla somma, della somma, dalla somma.
Simpliciter: - Lei è... indifferente. Ora Lei è indifferente alla
somma, al prodotto, al quadrato? Ora Lei è indifferente a tutto.
Complicatibus: - L'indifferenza è una non differenza, è una mancanza
di differenza. L'indifferente è una mancanza di differente, è un non
differente: è dunque uguale. Uguale e contrario. Non fare a meno del
meno, dunque, a mano che non sia al più uguale, e contrario. Dunque,
dire del meno è dire del più, e del meno.
Simpliciter: - Lei si muove senza muover passo. Lei è... fermo. Lei
è oltremodo fermo.
Complicatibus: - Qua e là è stato detto: questo modo oltre c'è chi
dice che sia un modo, c'è chi dice che abbia una sorta di moto, se
pur immoto. Di passo in passo muove, d'un moto immoto, insieme, tutti
i passi, passando da parte a parte, da verso a verso, dalla diffe-
renza all'indifferenza, dalla somma di sopra alla somma di sotto, al
prodotto, al quadrato, in un legame, il nodo appunto, tra l'uno e
l'altro passo, tra l'una e l'altra parte, tra l'uno e l'altro verso,
tra dire e non dire la differenza che è differente e indifferente,
uguale e contraria alla somma, un legame tra la somma di sopra e
quella di sotto: un legame tra dire il sono minuto e non dire parola.
Simpliciter: - Lei non dice più una parola in cui ci sia fondamento:
Lei dice tutte le parole senza fondamento.
Complicatibus: - Un legame, un nodo: forse un dono.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Un dono? quale dono?
Complicatibus: - Un dono che non abbia necessità, che non sia neces-
sario; un dono che non abbia utilità, che non sia utile; un dono che
non abbia profitto, né interesse, che sia senza profitto, che sia
senza interesse.
Simpliciter: - Lei è disinteressato. Lei non ha più nessun interesse.
Lei è proprio senza profitto. Non c'è credito alle parole che dice.
Complicatibus: - Non c'è credito da dare alle parole date in dono,
per dono. Alle parole dette o non dette, o dette taciute, dette in
silenzio, senza parola: non c'è dono con un credito di parole. Né
con un debito.
Simpliciter: - Lei è in debito di tante spiegazioni. Lei non si
spiega, né si piega alle spiegazioni.
Complicatibus: - La piega si fa piaga, la ferocia ferisce, non in-
ferisce se non sofferenza, interferisce: la piega si spiega in sé,
si ripiega fuor di sé. Si svela velata, velata si svela: rivela
irrilevanza al più, ai più.
Simpliciter: - Non c'è senso a ciò che dice.
Complicatibus: - Non c'è senso comune, non c'è senso locale, non c'è
senso proprio: proprio non c'è senso. Proprio non c'è senso, se non
improprio: proprio non c'è dono, se non impossibile, un dono senza
debito nei confronti d'alcuno, un dono senza credito.
Simpliciter: - Lei soffre.
Complicatus: - Se si soffre, forse s'offre: s'offre un dono, per
dono. S'offre in dono il dono. Il dono del nodo, del legame, del
con, della passione e della compassione, del patire e del compatire.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Ma Lei sembra non aver alcun legame: le Sue parole
sembrano slegate. Non sembrano voler dire niente.
Complicatibus: - Le parole non dicono niente, e dicono tutto.
Simpliciter: - Lei sembra... ora... voler dire qualcosa?
Complicatibus: - A cosa allude?
Simpliciter: - Pare che mostri... pare che un'apparenza voglia mo-
strarsi... pare che le Sue parole vogliano dire d'un particolare.
Complicatibus: - Mente il particolare un generale che non c'è. O
viceversa: mente il generale un particolare che non c'è.
Simpliciter: - Ma se non c'è particolare né generale, che ne resta?
Complicatibus: - Che ne resta del resto? Del resto, non c'è resto.
Simpliciter: - Non c'è resto? Lei è elusivo, riduce l'allusione fino
a eluderla del tutto, fino a che non ne rimanga più niente.
Complicatibus: - Nella somma e nel prodotto non c'è resto, al con-
trario nella differenza c'è resto, a meno che...
Simpliciter: - A meno che...?
Complicatibus: - A meno che i numeri non siano uguali: la differenza
di due numeri uguali non produce resto. La differenza di due numeri
uguali è uguale a una indifferenza, all'indifferenza.
Simpliciter: - I numeri! L'ultimo numero! l'ultimo numero è forse
questo zero cui allude, questo zero che elude, questo cerchio da cui
fugge?


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - D'altra parte, due dei tre numeri finora detti,
ricorda?, sono proprio uguali: d'altra parte, sono proprio diversi.
Per altro verso, il secondo e il terzo numero: il primo dei due,
il secondo appunto, dato dalla somma delle cifre del secondo numero
del prodotto, finito o infinito che sia, sempre che questa somma
sia d'una cifra sola, altrimenti, se di due o più cifre, ha da
essere scomposta, scomporre l'avere in essere, fino a ridurla al-
l'unità, che non è detto che sia uno ma che potrebbe anche esserlo,
e questa unità che sembra essere il numero tre, che non è un caso
qualunque, ma che è il nostro caso, che è un caso qualunque, es-
sendo dunque il primo dei due numeri detti uguali per un verso, o
il secondo numero, quello che fu detto non vero o non vero secondo
per altro verso, questo o quel numero dunque è il numero tre; il
secondo dei due numeri, il terzo appunto, dato dalla somma delle
cifre del prodotto dei primi due numeri, e sempre che la somma sia
di due o più cifre, in quanto se fosse in vece un numero d'una
cifra solo, e sola, non ci sarebbe bisogno della somma, e forse
ci sarebbe bisogno, il prodotto bastando, e non bastando, o essendo
da sé solo sufficiente, e insufficiente, sufficiente forse a sé e
insufficiente all'altro, questo numero detto sufficiente, e insuf-
ficiente, essendo il secondo dei due numeri detti uguali, il se-
condo numero di questo caso dell'uguaglianza, che è il terzo numero
di quel caso che è ormai il quadrato, in questo o quel caso dunque
il numero è il tre, sufficiente forse in questo caso e insufficiente
in quello in quanto avrebbe potuto anche non essere tale, ma altro,
per altro verso; dunque, per altro verso, questi due numeri tre,
il primo e il secondo tre, questi tre in somma sono sì uguali, sono
tre tutti e due, ma insieme diversi: per altro verso.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Lei è irriducibilmente riduttivo. Lei dimostra questa
supponenza, questa sufficienza, solo perché è mancante, privo di suf-
ficienti supposizioni tali che possano dare un esito, sia esso posi-
tivo o negativo. Disponendo di pochi numeri, Lei non pone le basi di
nulla, fuorché del nulla. Lei non costruisce nulla, fuorché il nulla.
Lei non edifica: Lei è poco edificante. Quel poco che dice, sempre
che voglia dire qualcosa, lo distrugge in men che non si dica.
Complicatibus: - Non disporre che di pochi numeri, forse la indispo-
ne? Il Suo disappunto muove da questo appunto che mi fa, appunto da
questo appunto? Ponendo in vece punto contro punto si muove il moto,
se pure immoto, del contrappunto: tutte le note sono appunto appunti,
quelle note e quelle ignote. Quelle dette e quelle non dette.


continua





l'irragionevole prova del nove


continua

Simpliciter: - Come prender nota d'una cosa ignota?
Complicatibus: - Quel che manca, d'altra parte, quel che è privo, o
privato, per altro verso, non è del resto che il resto di quel che
non manca, di quel che non ne è privo, o privato. Forse un segreto.
O forse che del resto non ne resta nulla, se non cenere, o resti di
cenere?
Simpliciter: - Nel caso dell'uguaglianza dei due numeri non ha detto
forse che non ne resta nulla, il loro resto in differenza essendo u-
guale a zero? Insomma, Lei dice di muoversi d'un moto immoto: non
dice in questo modo, in questo modo appunto che Lei solamente chiama
moto, o nodo, di non muoversi del tutto? di non muoversi più nel
tutto? di non procedere? di non attraversare? Ha smarrito forse la
porta, o la chiave per aprirla? Qui non c'è nessuna porta che porti
da parte a parte, non c'è parete, né stanza, né dimora. Non c'è
verso che Lei attraversi. Non c'è passo che Lei muova. Lei è immo-
bile: non è oltre. Non passa oltre.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Al di qua della possibilità che Lei nega, non c'è
forse un al di là in cui la denega affermando il suo contrario?
Simpliciter: - Lei intende affermare questa impossibilità?
Complicatibus: - Violare dunque le leggi della proprietà, delle pro-
prietà, del bene, dell'interesse, della somma, del prodotto, tutto
ciò è andare oltre, è lasciarsi andare, è lasciarsi essere, è non
avere averi, è essere esseri: essere qualcosa per qualcuno, o tutto,
essere qualcuno per qualcosa, o per niente. Per niente chiedere in
cambio. Un'offerta senza domanda. Senza tante domande. E senza ri-
sposte, ché forse non ci sono risposte. Proprio non ci sono risposte
se non improprie, dunque impossibili. Offrire la propria anima im-
propria, inanimata, smarrita: distante. Distante da tutto, distante
da nulla.
Simpliciter: - La Sua disanima Le nega questa virtù, Le è negata
ogni virtù.
Complicatibus: - Forse è solo e soltanto un'ipotesi.
Simpliciter: - Quale ipotesi?
Complicatibus: - Essendo una ipotesi, è dunque una possibilità.
Simpliciter: - Quale possibilità mai dà Lei?
Complicatibus: - Essendo un'ipotesi di possibilità della negazione,
è forse un frutto, quel frutto che fu detto per errore senza frutto,
ricorda?, essendo in vece la sua polpa la colpa, il frutto appunto
del frutto: la sua polpa non è che colpa. Forse ogni frutto non
frutta che colpa: la riunione di due particelle superficie su super-
ficie, a sé stanti, in sé essenti, un condominio di relatività in-
dipendenti e sufficienti ognuno a sé, e pur tutta via un dominio, e
dunque un con senza con. Un insieme senza insieme.
Simpliciter: - Particolare.
Complicatibus: - Uno la dice particolare, un altro in vece generale.
Nel particolare è un'ipotesi che sarà, nel generale una che è: ma
essendo un'ipotesi non è detto che quel che si pensa essere presente
lo è, e quel che si pensa essere assente lo sarà, potrebbe essere
che l'esser presente dell'è non è, e l'essere assente del sarà in
vece è. Forse si dovrebbe procedere passo passo a ritroso.
Simpliciter: - Lei si tira indietro. Lei indietreggia. Lei è ritro-
so, ma senza pudore, a dire finalmente qualcosa. Forse non ha più
niente da dire, non ha più numeri, né quelli del più, né quelli del
meno.
Complicatibus: - Volto all'indietro non si può dire che fine certo
mente certa mente fine di qualcosa che forse né meno ha avuto ini-
zio. O viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - Volto il volto all'indietro non può dirsi fine, di
qualcosa, né darsi fine, se non mentendo che questo qualcosa abbia
avuto inizio, certo o incerto.
Simpliciter: - Mi menta una certezza, mi menta un'incertezza: mi dica
per una volta l'inizio, mi dica c'era una volta...


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse non c'era nessuna volta per dire c'era una
volta, forse non c'è nessuna volta per dire d'una volta o per dire
una volta o l'altra; forse capovolta è l'altra all'una sosssopra, o
viceversa: ma forse anche questa volta queste volte son storie d'una
unica storia senza storie. Nel quadrato non c'è nessuna volta, c'è
solo e soltanto una memoria che non si fa storia, una memoria che
muove e rimuove moti immoti che non si piegano, che non si spiegano,
che si dispiegano in pieghe infinite, in piaghe infinite. Ma insieme
ci son forse tutte le storie, le storie d'una memoria altra che si è
fatta storia, tutte le parole dette, anche quelle non dette, sopra
tutto quelle non dette, quelle dette taciute, che non sono dicibili,
o che sono dicibili solo e soltanto se inesprimibili, solo e soltanto
se impossibili a dirsi.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Simpliciter: - Lei, se così posso esprimermi, si esprime senza espri-
mere niente: Lei è inespressivo. Sembra estraneo a qualsiasi cosa.
Non sembra toccare nulla, né qualcosa sembra che La tocchi; anzi non
appena fa per toccarla, o non appena sta per esserne toccato, Lei
fugge, ne fugge. Lei è intoccabile, né vuole esser toccato: Lei non
tenta più nemmeno di dire qualcosa. Lei non ne vuol sapere più nulla.
Complicatibus: - Forse che non si possa dire senza saperne nulla?
Forse che si possa dire qualcos'altro di quel di cui se ne sa tutto?
Ma già è stato detto, già: già tutto è stato detto, già.
Simpliciter: - Non ricordo che Lei abbia già detto tutto; Le manca
ancora qualcosa, anzi più di una cosa, anzi, di qualsiasi cosa Lei
manca di dirne il più. Lei è mancante: Lei ha più d'una mancanza.
Complicatibus: - Forse non se ne può dire che la mancanza: la man-
canza d'una parte. O forse non se ne può dire che una parte, una
parte di questa parte che manca, che è mancante, che è mancanza,
solo e soltanto una parte, che non sostiene nulla, in quanto parte,
in quanto parte di parti, o, in quanto il tutto essendo infinito e
dunque insostenibile, figurarsi di dire che esiste una parte che lo
possa sostenere, una parte inesistente, una figura senza figura.
Simpliciter: - Lei è insostenibile. Così Lei sfigura, così Lei si
sfigura.
Complicatibus: - Forse ci si trasfigura per non figurare, per andare
al di là della figura. C'è chi ha detto che ogni cosa che passa è una
figura. Non tentare di dire né meno più qualcosa non è forse tentare
di non dire né di più né di meno di quel che è stato detto o di quel
che è stato taciuto, di quel che è stato detto non detto? Al di là
della figura c'è un'altra figura? o è una figura altra? o è una fi-
gura senza figura? o è una figura che non figura tra le figure? o è
una figura che non si figura? o è una figura che non ci si figura?
Una figura che passa è appunto passante: un passo dietro l'altro a-
vanti, o avanti un passo dietro l'altro, uguale e contrario, un verso
dietro l'altro avanti, o avanti un verso dietro l'altro, contrario e
uguale, la figura è passeggera. Pur tutta via è andante, è via via
andante; e conduce, ed è condotta.
Simpliciter: - Dove conduce Lei? Non c'è via dove sia: dov'è Lei?
Forse che sia, questa via, che non ha via d'uscita, una via di fuga?
Complicatibus: - Avere dove andare non è essere dove andare; non aver
dove andare è forse essere. O forse non si è da nessuna parte, e ci
si lascia andare via, e si lascia andare via, e lascia andare via...
Via, c'è solo e soltanto condotta d'andare: lasciare essere con, la-
sciarsi essere con; lasciare essere insieme, lasciarsi essere insie-
me. Abbandonare, abbandonarsi.
Simpliciter: - Che prospettiva è abbandonare per abbandonarsi? Forse
Lei abbandona la via di fuga, che è senza uscita, perché ha trovato
un punto di fuga? Pare che Lei voglia toccare finalmente un punto,
il punto. Lei vuol forse liberarsi? Lei ora è toccante. Lei ora è
toccato.


continua


l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Lei ora vuol toccare con mano qualcosa che forse non
si può toccare con mano. Lei vuol sentire, Lei vuol provare, Lei vuol
provare a sentire, Lei vuol provare a sentire il senso, con mano, Lei
vuol dare un senso al senso; ma forse non c'è senso da dare al senso,
forse tutti i sensi sono senza senso.
Simpliciter: - Lei è insensibile. Lei è senza senso. Quel che dice è
senza senso.
Complicatibus: - Forse liberandosi dal senso comune, dal senso pro-
prio, o perdendoli, perdendo i sensi, se ne prende la distanza, ma
solo e soltanto per rinvenire, se pure in sogno... solo e soltanto
per avvicinare un senso comune di non comune, un senso proprio d'im-
proprio, un senso altro, o solo e soltanto per riavvicinare, solo e
soltanto per riavvicinarsi, per riappropriarsi d'un senso insensato.
Simpliciter: - Lei prende la distanza: che cos'è quest'altro senso?
Lei ha perso il senso, proprio; proprio non c'è senso in quel che
dice.
Complicatibus: - C'è una distanza che allontana e un'altra che in
vece avvicina.
Simpliciter: - Lei non ha il senso della misura, non ha metro di mi-
sura. Come ci si avvicina, se ci si allontana? Come si avvicina, se
si allontana? Come avvicina, se allontana?
Complicatibus: - Forse abbandonandosi, forse allontanandosi, ci si
approssima.
Simpliciter: - Lei... è approssimativo quel che dice.
Complicatibus: - Forse mettendosi da parte, ci si rende prossimi al
prossimo: ci si offre, ci si dona.
Simpliciter: - Che donare se ci si mette da parte, che offrire?
Complicatibus: - Forse mettendo da parte quello che si è, non ne
resta che quel che si ha?
Simpliciter: - Lei non ha niente, non ha più niente da dire.
Complicatibus: - O viceversa: - forse mettendo da parte quello che
si ha, non si resta che quel che si è?
Simpliciter: - Lei non è niente, non ne è più niente di Lei.


continua


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Inserito il - 26/08/2007 :  13:19:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Forse mettendo da parte tutto quello che si ha, e
tutto quello che si è, non ne resta che nulla?
Simpliciter: - Lei, da tempo ormai, ha messo da parte tutto: ora Lei
si vuol mettere da parte, ma così facendo Lei si apparta.
Complicatibus: - Forse, mettendo da parte tutto, non ne resta che
nulla?
Simpliciter: - Non ne resta nulla.
Complicatibus: - Se tutto è infinito, mettendo da parte l'infinito,
che ne resta? Che ne resta che non sia infinito? Ne resta forse il
finito?
Simpliciter: - Prima l'infinito, ora il finito. Lei è infinito. Lei
è finito.
Complicatibus: - Ma il finito è finito? o è infinito anch'esso?
Simpliciter: - Il finito è infinito?
Complicatibus: - Forse, mettendo da parte tutto, che si è detto in-
finito, non ne resta che il finito, che si è detto nulla, ma che
nulla forse non è, e dunque non ne resta che una parte, finita: for-
se una parte di nulla? Ma se il finito, o il nulla, ha una parte,
per farne tutto, del finito, o del nulla, non c'è forse bisogno di
altre parti? di altri parti? Dunque, il finito, e il nulla, hanno
parti infiniti, e infinite parti; e avendone infinite, e infiniti,
di parti è stato detto, non si può non dire che non siano infinito.
Simpliciter: - Il finito... infinito, il nulla... infinito: la par-
te... infinita. Ma che parte è se infinita? che nulla, se infinito?
che finito, se infinito?


continua



l'irragionevole prova del nove


continua

Complicatibus: - La parte, se è parte, finita, e non è tutto, infini-
to, è appunto una parte, o una parte d'appunto, ma per essere il tut-
to di questa parte, non ha forse bisogno di più e più parti, di infi-
nite parti? di parti infiniti? Il nulla, se è nulla, finito, e non è
tutto, infinito, è appunto un nulla, o un nulla d'appunto; ma per es-
sere il tutto di questo nulla, non ha forse bisogno di più e più par-
ti, di infinite parti? di parti infiniti? Il finito, se è finito, e
non è infinito, è appunto finito, o l'appunto finito; ma per essere
del tutto finito, non ha forse bisogno di più e più parti, infiniti,
e infinite?
Simpliciter: - Lei è partito.
Complicatibus: - Ogni parte si parte, Ogni parte si parte inparti in-
finiti, in parti infinite. Ogni parte di parola in parti infiniti.
Ogni parola in parole infinite. Ogni verso in versi infiniti. Ogni
passo in passi infiniti. Ogni figura in figure infinite. Ogni imagine
in imagini infinite.
Simpliciter: - Ma quali immagini. Lei non ha immagini. Lei non imma-
gina nulla. Lei non ha immaginario.
Complicatibus: - Tutto si parte, anche la parte, anche il finito, an-
che il nulla: forse per un tutto altro, per un nulla altro?
Simpliciter: - Tutt'altro: non ha null'altro da dire che non dire
nulla. Lei non si orienta. Lei disorienta.
Complicatibus: - Orientarsi per avere dove andare? per avere un oriz-
zonte? per avere un limite? per avere un'attesa?
Simpliciter: - Per non perdere il filo. lei ha perso il filo. Lei non
cuce nessuna storia. Questa storia del quadrato non ha trama che ten-
ga, né intreccio, né snodo. Anzi, non appena se ne intravvede un se
pur esile ordito, un se pur esile ordine, un se pur esile filo con-
duttore che leghi questo a quello, che l'uno possa cucire all'altro,
Lei appunto non fa altro che scucirlo, slegarlo. Lei non produce che
strappi, Lei non fa altro che produrre laceri squarci. Lei distrugge
tutto. Lei è distruttivo.
Complicatibus: - Non si ha orizzonte, non si ha limite, non si ha at-
tesa; non si ha trama, non si ha filo, non si ha storia. O, forse, si
ha solo e soltanto questo, appunto questo, questo appunto: un filo
strappato, lacero, che squarcia la possibilità di una storia. O, for-
se, è solo e soltanto questa impossibilità a farne in vece una storia
o a farne, di questa storia del quadrato, una possibilità, e di quel-
le altre un'altrettale possibilità.
Simpliciter: - E' l'impossibilità che ne fa una possibilità? Lei è
inconcludente. Lei è sconclusionato.
Complicatibus: - Nato alla sconclusione? Un altro termine del termine
che non ha termine: un'altra fine della fine che non ha fine, né fi-
ne. Le parole sono questo appunto: parti di parti. Le parole sono ap-
punto questo: appunto di appunti. Le parole note sono ignote note, e
note di ignote note. Le parole ignote sono note, e ignote note di no-
te. Le parole sono ipotesi senza ipotesi: un se senza se, un sé senza
se, un se senza sé, un sé senza sé.
Simpliciter: - Lei è fuori di sé.
Complicatibus: - Qua e là è stato detto. Qua e là è stato già detto,
già. Fuori e dentro. Fuori è dentro. Già tutto è stato detto, già.
Simpliciter: - O fuori o dentro. Non può essere insieme dentro e fuo-
ri. Non può essere. Proprio non può essere.
Complicatibus: - Non c'è proprio senza improprio. Non c'è proprietà
senza improprietà. Non c'è possibilità, se non impossibile.
Simpliciter: - Lei proprio non c'è. Lei è impossibile.


continua


l'irragionevole provola del nove

continua


Complicatibus: - Non c'è orizzonte, se non senza orizzonte; non c'è
limite, se non senza limite; non c'è attesa, se non senza attesa, o
solo e soltanto disattesa: non c'è speranza, se non senza speranza,
o solo e soltanto disperante, e disperata.
Simpliciter: - Non Le mancano queste mancanze? Lei è privo di tutto.
Lei si priva di tutto. A Lei manca tutto, proprio tutto. Non Le man-
ca tutto? Così facendo, non Le resta nulla.
Complicatibus: - Non manca che quel di cui si è privo, o privato, per
altro verso, per altro verso segreto; non manca che quel di cui si è
privo, o privato, per altro passo, per altro passo segreto; o per al-
tra nota, per altro segreta; o per altro appunto, segreto; o parte,
segreta; o figura, o imagine, o storia, per altro segreto, segrete.
E non resta del resto di quel che non manca solo quel che manca, solo
e soltanto quel che manca, solo e soltanto quel che si manca, solo e
soltanto quel che ci manca.
Simpliciter: - A Lei allora che Le manca? Forse non Le manca niente?
Complicatibus: - Forse non manca niente; forse non si manca se non
quel che non si è; forse non ci manca che quel che non c'è.
Simpliciter: - Dunque non Le manca niente? Forse Lei ha tutto?
Complicatibus: - Forse, pur avendo tutto, non si ha quel che è tutto:
questo è tutto. Si può non essere tutto per qualcuno, né solo e sol-
tanto qualcosa, e dunque mancare, e mancarsi, e mancarci. Forse, pe-
rò, pur nulla avendo, si può essere qualcosa per qualcuno: per non
mancare, per non mancarsi, per non mancarci: per non privare, per non
privarsi, per non privarci. O forse non si è, se non niente, e per
nessuno.
Simpliciter: - Lei manca di criterio: non c'è criterio nelle Sue pa-
role. Lei non ha criterio.
Complicatibus: - Non c'è criterio, se non senza criterio; non c'è
mancanza, se non senza mancanza: non c'è privato, se non senza pri-
vato. E non c'è pubblico, se non senza pubblico. Non c'è autore, se
non senza autore. NOn c'è esistenza, se non senza esistenza.
Simpliciter: - Ma... Lei... non esiste... proprio non esiste quel che
dice: che esistenza è senza esistenza? L'autore... chi è l'autore se
non c'è autore? e di che? E cos'è questo pubblico senza pubblico?
che vuol dire, ora, questo? E cosa questo privato senza privato? che
vuol dire, ora, quest'altro? Questo pubblico e questo privato... cosa
vuol dire, ora, tutto questo?... E cosa manca senza mancanze? che
criterio è senza criterio?... Lei è privo di senso. Forse Lei non ha
altri interessi. Forse Lei non è interessato. Forse Lei non ha altro
interesse che non interessarsi di nulla. Lei è disinteressato.
Complicatibus: - Non c'è interesse, se non senza interesse; non c'è
senso, se non senza senso.
Simpliciter: - Lei... è insensato quel che dice: Lei è critico, ma
senza senso critico. Lei dice senza dire nulla. Lei parla senza par-
lare, tanto per parlare. Lei parla senza parole. Lei non cerca le
parole giuste, Lei non cerca le giuste parole. Lei cosa cerca? cosa
cerca di dire? Lei ha forse un segreto? Lei ha un segreto, forse.


continua



l'irragionevole provola del nove

continua

Complicatibus: - Non si cerca, se non quel che non si trova, e questo
è forse il segreto. Non c'è segreto se non di quel che è privato, se
non di quel che non è pubblico: un privato che non sia segreto sareb-
be privato del segreto di esser privato, sarebbe privo del privato di
esser segreto.
Simpliciter: - Lei mi priva del Suo privato, del Suo segreto. Il pub-
blico è lì, alla portata di tutti. Il pubblico s'attende una svolta.
Complicatibus: - Non c'è svolta, se non senza svolte. O forse con
tutte le svolte.
Simpliciter: - Lei non svolta. Lei è immobile. Lei non va oltre le
solite parole. Lei non passa oltre. Lei non attraversa.
Complicatibus: - Attraverso un verso passare oltre, o ripassando un
passo attraversare oltre.
Simpliciter: - Lei non cede, Lei non si decide. Lei dice e disdice.
Lei è disdicevole.
Complicatibus: - Forse non si cede, se non concedendosi.
Simpliciter: - Lei non si concede. Lei è incomprensibile. Lei pensa
ad altro.
Complicatibus: - Forse non c'è cessione senza concessione, forse non
c'è comprensione senza incomprensione: forse non c'è pensiero se non
senza pensare ad altro.
Simpliciter: - Lei... è impensabile il Suo pensiero. Lei non ha cono-
scenza dell'altro. Lei pensa solamente a sé. Lei non sente quel che
Le si dice.
Complicatibus: - Forse non c'è altro. O forse non c'è altro che sen-
tire, e sentirsi: sentire di sentirsi, sentirsi di sentire.
Simpliciter: - Sentiamo allora che altro ha da dire.
Complicatibus: - Dire d'altro, dire d'altro sentire: cedere, e ceder-
si; concedere, e concedersi; comprendere, e comprendersi.
Simpliciter: - Lei... non si comprende quel che afferma. Lei si nega
alla comprensione. Lei non è chiaro. Lei è oscuro.



continua
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Inserito il - 27/08/2007 :  17:02:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

continua

Complicatibus: - Mente il chiaro un oscuro che non c'è. O viceversa:
mente l'oscuro un chiaro che non c'è.
Simpliciter: - Lei non fa chiarezza. Lei s'oscura. Lei... il suo vol-
to è scuro.
Complicatibus: - Di punto in bianco di nero dipinto il volto al sole
rivolto, di punto in nero di bianco dipinto il volto alla luna rivol-
to, per dire tanto per dire una cosa come un'altra: non c'è chiarezza
né oscurità, c'è solo e soltanto il mentire un volto rivolto, o capo-
volto, ecco, capovolto sossopra, per mentire un'altra storia che non
si fece storia, che è solo e soltanto memoria. Una eco, che non era
ancora sòno, ma solo e soltanto una voce, che diceva e non diceva,
che si sentiva e già non si sentiva: già, non si sentiva più, già.
Simpliciter: - Lei divaga. Lei se ne va, via.
Complicatibus: - Via, non c'è altra via che non avere via, e questa
è la via: via, non avere via di scelta è esserci in fine la propria
impropria via.
Simpliciter: - Lei non sceglie.
Complicatibus: - Non si può forse scegliere di non scegliere?
Simpliciter: - Che scelta è senza scelta?
Complicatibus: - Forse, forse potrebbe darsi una vocazione.
Simpliciter: - Lei, Lei non pare abbia avere nessuna vocazione.
Complicatibus: - Forse. O forse la vocazione non è nient'altro che
agire la voce.
Simpliciter: - Lei non agisce, Lei è inattivo. La Sua voce non si
sente, né alcuna voce Lei sente. Lei non sente nulla. Lei proprio non
sente nessuno. Lei non sente.
Complicatibus: - Anzi che non sentire, anzi che non sentirsi dire
d'altro, dire d'altro ancora, di nuovo: mentire di dire altro di nuo-
vo, ancora; mentire di dirsi altro ancora, di nuovo; mentire di dirci
altro di nuovo, ancora.
Simpliciter: - Lei, ora, mente? o finge di mentire? Ora, ora vorrei
sentirLa. Vorrei sentire la Sua voce. Vorrei sentirLe dire una parola
- solamente una parola, - vorrei sentirLa di nuovo: Lei, la parola.
Complicatibus: - Di nuovo, ancora: ancora, di nuovo. Una parola, solo
e soltanto una parola. O forse nessuna parola: niente, niente di
nuovo, niente ancora.
Simpliciter: - Ancora niente. Ancora nessuna parola. O le stesse pa-
role di sempre, la stessa parola di sempre: niente. Niente di nuovo.
Niente di nuovo sotto il sole.


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Inserito il - 28/08/2007 :  15:07:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - Forse la luna, forse la luna sossopra, forse la luna
sossopra di nuovo, forse la luna sossopra di nuovo tutto: tutto capo-
volto sossopra. Il sole, capovolto, sossopra alla luna; la luna sos-
sopra, capovolta, al sole. Tutto capovolto sossopra a niente; e nien-
te sossopra capovolto a tutto.
Simpliciter: - Che cos'è questa natura, che appare, che scompare? e
cosa questo sole, che appare, che scompare? e cosa questa luna, che
appare, che scompare? Di che natura sono? Di quale natura sono? Lei
non è naturale. Lei è innaturale. Che cosa sono queste parole? Cosa
è questa parola?
Complicatibus: - Queste parole sono quelle parole, questa parola è
quella parola: una parola è la parola, un'altra parola è la stessa
parola, uguale e diversa, capovolta sossopra. E' la parola che con-
tiene tutte le parole, e nessuna; e tutte le definizioni, e nessuna.
Simpliciter: - La dica, a ché possa sentire di nuovo; a ché si possa
sentire, di nuovo; a ché ci si possa sentire, di nuovo.
Complicatibus: - O mentire di sentire, mentire di sentirsi, mentire
di sentirci; o mentire d'averne la possibilità: d'avere la possibi-
lità di sentire il sentire, e di non mentire. E d'essercene, in vece,
l'impossibilità.
Simpliciter: - Mi menta questa parola.
Complicatibus: - O quella?
Simpliciter: - Mi menta questa impossibilità.
Complicatibus: - Mentire di sentir cedere, o di sentirsi cedere; men-
tire di sentir concedere, o di sentirsi concedere; mentire di sentir
prendere, o di sentirsi prendere: mentire di sentir comprendere, o di
sentirsi comprendere.


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Inserito il - 30/08/2007 :  10:41:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

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Simpliciter: - Lei non comprende, Lei non comprende nulla. Lei è in-
comprensivo. Lei non è comprensivo. Lei proprio non ha nessun modo
per comprendere. Lei non ha nessuna comprensione: di niente.
Complicatibus: - Niente si comprende, se non l'incomprensione. Pro-
prio non c'è modo di comprendere, se non senza modo, proprio non c'è
comprensione, se non impropria: incomprensibile, appunto. O forse
è questo appunto ad essere incomprensibile: appunto questo appunto,
questa nota. Una nota a margine, ora mai ignota, un verso ora mai
perso, che non si trova, che non si ritrova, che è preso dal saper
di non poter essere più saputo; una parte minima, o un minimo minuto
a parte, per trovarsi, per ritrovarsi, per non più perdersi, per es-
ser preso dal non sapere l'impossibilità di sapere, dal non sentire
l'impossibilità di sentire, dal non comprendere l'impossibilità di
comprendere. Tutto, tutto è incomprensile. Tutto, tutto è improprio;
tutto, tutto è impossibile.
Simpliciter: - Non c'è proprio la possibilità di comprendere? Qual-
cosa, al meno. Qualcosa di più.


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Inserito il - 31/08/2007 :  15:03:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

Complicatibus: - Di più qual cosa? Al meno qual cosa? Al meno di più,
al più di meno, questa qual cosa, o quella; questo qualcosa, o quel-
lo, per qualcuno, o per nessuno: un pò di più, al meno; un pò di me-
no, al più. Comprendere solo e soltanto l'impossibilità di comprende-
re la possibilità del più, o del meno; e di comprendersi, e di com-
prenderci: della somma, o della differenza; della somma differenza di
sotto, della differente somma di sopra. O forse della somma somma,
questa volta, e quella, e della differente differenza, di sotto, di
sopra. O forse sossopra, insieme uguali, insieme diverse: la somma
differente differenza somma, tutto insieme, sossopra capovolte. Tut-
to, tutto insieme capovolto sossopra.
Simpliciter: - Lei ha messo a soqquadro il quadro, e i quadri tutti,
e il quadrato. Lei non è quadrato, Lei non fa quadrato. Lei non è in-
quadrato, Lei è fuori campo. Lei è indefinito, Lei è indefinibile.
Lei non ha regole, Lei è fuori dal quadro. Lei è fuori.


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Inserito il - 01/09/2007 :  15:38:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
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Complicatibus: - Forse. O forse essere fuori è essere dentro.
Simpliciter: - Lei... è proprio fuori luogo quel che dice.
Complicatibus: - Essere fuori luogo, appunto, essere fuori luogo è
essere dentro. O forse essere fuori luogo è essere altrove, fuori
dal luogo comune, in un luogo altro. Essere altrove non è forse es-
sere dove è l'altro? non è forse essere insieme?
Simpliciter: - Lei non si addentra. Lei è ai margini. Lei è margi-
nale. Come si può essere fuori dal luogo comune se si è insieme, in
un qualche dove, che Lei, solamente Lei, dice altrove? Lei è super-
ficiale.
Complicatibus: - Non c'è luogo comune, che non sia anche estraneo,
non c'è luogo proprio, che non sia anche improprio: in luogo di dire
del luogo comune c'è solo e soltanto un luogo non comune di dire il
luogo comune, un luogo estraneo, per chi è estraneo al luogo comune,
un luogo altro, per dove è l'altro, appunto altrove.
Simpliciter: - Lei è altrove. Dove è questo altrove? Non esiste que-
sto luogo. Dove è Lei?
Complicatibus: - Fuori da ogni dove, dentro ogni dove; dove dovun-
que, dove nonunque: dove tutte le storie sono un'unica storia, e
tutte le parole un'unica parola; dove tutti i versi sono un unico
verso, e tutti i passi un unico passo; dove tutte le figure sono
un'unica figura, e le imagi un'unica imago. E tutte le definizioni
un'unica definizione, e nessuna. Forse l'ultima, forse la prima.
Simpliciter: - L'ultima. Ora l'ultima.


continua


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Inserito il - 01/09/2007 :  17:09:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - L'ultima ora?
Simpliciter: - Lei domanda quel che Le si è domandato. Lei non ha
risposte. Lei non ha soluzioni.
Complicatibus: - Non aver soluzioni non è forse esserci la soluzione?
Non aver risposte non è forse esserci la risposta?
Simpliciter: - Ma quale risposta, quale soluzione? Lei è irresoluto.
Lei manca.
Complicatibus: - Lei manca? Lei Le manca?
Simpliciter: - Lei è mancante. D'altro canto Lei non ha più i numeri
per dire l'ultimo numero, né parole per avere l'ultima parola. Lei
non ha più argomenti.
Complicatibus: - Non avere argomenti né del più né del meno, non è
forse argomentare del più e del meno?
Simpliciter: - L'unico Suo argomento è non avere argomenti.
Complicatibus: - Forse non si argomenta se non dell'argomento, non
si parla se non del parlare, non si dice se non del dire, non si
scrive se non dello scrivere, non si ha tema se non del tema.
Simpliciter: - Lei non ha tema, Lei è senza tema. Lei argomenta sen-
za argomentare nulla, Lei definisce senza definire nulla. Lei figura
senza figurare.
Complicatibus: - Lei figura senza figurare: Lei figura senza figura-
re?


continua


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Inserito il - 02/09/2007 :  13:36:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Simpliciter: - Senza figurare, senza figure, come figurarsi qualcosa?
Senza immagini, come immaginarsi qualcosa? Senza dire, come dire
qualcosa? Senza parole, come parlare a qualcuno?
Complicatibus: - Forse parlando a nessuno, a nessun altro che non sia
appunto l'altro, un altro da sé, o un altro se stesso. Forse dicendo
senza dire, o dire tacendo: dire il silenzio, le parole non dette, o
dette taciute, solo e soltanto per l'imago della figura, per la fi-
gura dell'image. Solo e soltanto tanto sole, antico, nuovo, che pare
apparire, e dispare, che pare disparire, e compare. Solo e soltanto
per dire quel che è stato già detto, già detto, già, ancora, di nuo-
vo; per un verso ancora, per un verso di nuovo; o per un passo anco-
ra, per un passo di nuovo, un passo che passa oltre, e va via, via.
Via, non c'è passo che passi e non passi. Questo rumor di passi non
è forse piuttosto un rumor sottile, esile, lieve? non è forse una
voce, che si sente, e non si sente? che si sente sentire, e non si
sente sentire?
Simpliciter: - Lei non sente alcuna voce, non si sente nessuna voce,
tantomeno la Sua, Lei non ha voce, Lei non ha voce in capitolo.
Complicatibus: - Ancora di nuovo un altro termine per la fine, per
il fine, per la fine che non ha fine, né fine.
Simpliciter: - Lei proprio non la finisce. Mai. Lei ricomincia. Sem-
pre.


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Inserito il - 03/09/2007 :  17:08:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - O forse è da sempre finito: è un capitolo finito,
da sempre finito.
Simpliciter: - Proprio finito: è proprio finita?
Complicatibus: - O forse non è mai cominciato: è un capitolo mai co-
minciato.
Simpliciter: - Chiudiamo questo capitolo.
Complicatibus: - Forse non c'è la possibilità di chiudere un capi-
tolo.
Simpliciter: - No?
Complicatibus: - C'è solo e soltanto l'impossibilità di chiudere, se
non forse aprendone un altro.
Simpliciter: - Apriamone un altro.
Complicatibus: - Passo passo, passare da un passo all'altro, da un
capitolo all'altro, uno dietro l'altro avanti, o viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - Avanti l'altro dietro l'uno, passare oltre, e via.
E via così, e così via: un capitolo tira l'altro, e si ritira.
Simpliciter: - Lei sta capitolando.
Complicatibus: - Non c'è capitolo che non capitoli. O forse c'è sem-
pre un nuovo capitolo: di nuovo un capitolo, ancora, o un capitolo
di nuovo, ancora, per ricapitolare.


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Inserito il - 05/09/2007 :  16:05:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'irragionevole prova del nove

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Simpliciter: - Ricapitolare?
Complicatibus: - O forse non c'è capitolo da ricapitolare, né passo
da ripassare; né verso da riversare, né canto da ricantare; né parte
da ripartire, né fine da rifinire: né epilogo da riepilogare.
Simpliciter: - Lei ricomincia senza finire, Lei rifinisce senza co-
minciare. Lei non la finisce. Lei proprio non ha fine.
Complicatibus: - Forse che non abbia mai avuto fine? né forse mai
fine s'abbia? Forse che non abbia mai avuto principio? né s'abbia?
Simpliciter: - Lei non ha principi.
Complicatibus: - Forse non si hanno principi, né principi, di nessun
grado, non si hanno re né regine: né reggenti né principali, ma solo
e soltanto dipendenti, di grado vario.
Simpliciter: - Non c'è capo né coda: Lei liquida tutto senza farlo
dipendere da niente. Se esistono dipendenti, non ci può non essere
un capo. Se si liquida tutto, deve licenziare: il periodo è finito.
La stagione è finita. Ci sono i conti da saldare. Lei è in saldo di
fine stagione. Lei ora ha la licenza di licenziare.
Complicatibus: - Avendo licenza di licenziare, forse c'è anche quella
di riassumere.
Simpliciter: - Riassumere?


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Inserito il - 06/09/2007 :  11:52:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - O forse non c'è riassunto da riassumere, forse c'è
solo e soltanto un appunto, o una nota soltanto, solo una nota: solo
un sono, minuto. Un appunto da riappuntare, una nota da riannotare.
Simpliciter: - A che titolo questa nota? Lei non ha più titoli. Lei
non è titolato. Lei non è titolare di niente. Una nota al merito?
un titolo al merito? Lei non ha meriti. Lei non è meritevole, né di
titoli né di note. Lei non ha azioni, Lei è inattivo. Lei non agi-
sce. Lei non sa agire. Lei non ha più proprietà, Lei non ha più bene
né beni. Lei è in passivo. Lei è in debito, Lei è debitore. A che
titolo il suo titolo? Lei non formula una formula. Lei non prova
una prova. Lei non viene a capo di niente.
Complicatibus: - Forse. O forse non venirne a capo potrebbe darsi
in fine andarvi? Di nuovo, ancora, a capo volgere in fine; a capo
volgersi in fine, e volgerci.
Simpliciter: - Lei forse vuol finalmente volgere al termine?
Complicatibus: - Non c'è un solo volto, né una sola volta, per il
termine dei termini, né per il primo. Forse ci son tanti volti, e
tante volte.
Simpliciter: - Lei non va da nessuna parte, proprio da nessuna parte,
tanto meno a capo, tanto più che non ha mai fine.
Complicatibus: - Potrebbe darsi una principale a capo delle dipen-
denti, per riassumere: per riassumere ancora, di nuovo, una parte,
o di antico.
Simpliciter: - Per una volta, per una volta soltanto dìa una svolta.
Assuma una parte, e la interpreti.


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Inserito il - 07/09/2007 :  11:40:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Complicatibus: - Non si hanno parti che non siano parti di parti, né
vi sono parti che non abbiano parti di parti.
Simpliciter: - La quarta parte, questa quarta parte del tutto, pare
averne infinite: come interpretare questo infinito, questa cosa, que-
sto dato, questo fatto, questo dato di fatto, questa parte?
Complicatibus: - Qua e là è stato già detto, già detto, già: non ci
son fatti, non ci son dati i fatti né dati di fatto, non ci son cose
che non siano questa cosa qua o quella là, non ci son parti che non
siano queste o questi parti, quelle o quei parti, né s'hanno parti
che non siano questi e quelli, queste e quelle.
Simpliciter: - Lei varia senza varietà questa parte, pare essere un
prodotto di scarto, da scartare.
Complicatibus: - D'altro canto, cosa ne resta?
Simpliciter: - D'altro canto?
Complicatibus: - D'altro verso, cosa ne resta?
Simpliciter: - D'altro verso?
Complicatibus: - D'altra parte, cosa ne resta?
Simpliciter: - D'altra parte? un'altra parte ancora? Non ci sono al-
tre parti: questa è l'ultima. La quarta.
Complicatibus: - Del resto cosa ne resta?
Simpliciter: - Del resto?
Complicatibus: - Del resto cosa ne resta del resto?
Simpliciter: - Cosa ne resta del resto di cosa? Lei spende, Lei si
spende, Lei ha già speso, Lei ha già speso tutto, Lei ha già speso
tutte le parole: non Le rimane altro da spendere. Non Le rimane che
questa minima parte da spendere: l'ultima parola, l'ultimo numero.
Complicatibus: - Forse ancora un passo, per ripassare la parte.


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Inserito il - 07/09/2007 :  16:17:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

l'irragionevole prova del nove

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Simpliciter: - Ripassare la parte? Lei, ora, vuole finalmente inter-
pretare la parte? Lei, ora, vuole finalmente interpretare una parte?
Lei ora vuol essere un personaggio? Lei, ora, vuol finalmente figura-
re?
Complicatibus: - Non c'è infinito senza finito, alla fin fine finito,
una figura finita alla fin fine, una figura di carta, una figura di
re, dire una figura di re, di nuovo, una figura finita e a capo, di
re, ancora, una figura finita di re che mente la fine, un finale di
partita, una carta che si scarta, una lettera che non si fa lettera,
un segno che non si fa disegno, un punto e una virgola, un sole e una
luna, tra parentesi, senza parentesi iniziale, con una parentesi fi-
nale, per mentire la fine che non ha avuto inizio, per mentire che si
vuole presente, per mentire il presente, l'ora, l'adesso: l'ora e
adesso, ad esso, Lei. Appunto Lei. O il re. E il re. Il re di carta
che si scarta per un finale di partita, diverso, uguale. In ogni capo
alla fin fine c'è una presenza, e un'assenza, un'assenza che si fa
presente, una presenza che si fa assente. In ogni finito un infinito
a capo, in ogni infinito alla fin fine c'è appunto una finita fine.
O solo e soltanto un appunto, o una nota soltanto, e ignota. Un verso
diverso, una parte che riparte, che si riparte.
Simpliciter: - Lei non parte, né riparte: non c'è niente da riparti-
re. Non c'è niente da dividere. Lei non giunge, né congiunge: non
c'è niente da congiungere. Non c'è niente da aggiungere. Lei non ha
niente da aggiungere? Lei sottrae. Lei riduce. Lei è riduttivo.


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Generated in 4.27 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03