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 La burla del Tempo
 la burla del tempo
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amministratore
Amministratore


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Inserito il - 21/09/2007 :  15:58:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
da campi giovanni riceviamo via mail il primo post:

[img]http://www.delos.fantascienza.com/delos56/img/viaggineltempo/einsteinbrown/orologio-atomico.jpg[/img]


Simpliciter: - Come contare su di me, che son nulla più di un personaggio, per altro di un dialoghetto teatrale in cui mi si imagina autore dello spettacolo “La burla del tempo”
e suo spettatore al contempo?
Complicatibus: - Il tempo, al meno quel tempo, va ora in- terrotto, ché non c’è più tempo, se non d’altri tempi, ora.
Simpliciter: - Ma dire “d’altri tempi” non rimanda in qual- che modo manierato, figurato, a “quel tempo”, al tempo in cui…?
Complicatibus: - Le risponderò una volta per tutte così:
“in cui” in vece di riandare al tempo va al luogo, non di meno qui gli instà, in questo luogo ove non c’è più luogo, se non d’altri luoghi, qui.
Simpliciter: - “Ora, qui”, van presi alla lettera o in tutti i sensi?
Complicatibis: - Alla lettera! Ecco, imaginiamo che qual- cuno scriva una lettera in una data camera d’albergo che è questo dato luogo in un dato momento che è questo tempo.
Simpliciter: - Ma c’è mai da qualche parte uno che scriva ad un altro qualcosa?
Complicatibus: - Uno potrebbe esser Lei che conta il nulla, qual è, senza raccontare né il più né il meno, ma solo e sol- tanto la sostanza sua, qual si sia, così, senza far tante storie.
Simpliciter: - Ma “senza storie” come scrivere?
Complicatibis: - Non Le ho detto “senza storie”, ma “senza tante storie”, cioè ora, qui, tanto più non può darsi il caso di Lei personaggio o autore, né quanto meno dirsi il caos di Lei personaggio che scrive una lettera a Lei autore o viceversa.
Simpliciter: - Viceversa?
Complicatibus: - E si taccia ora, qui, e il dire e il dare la pos- sibilità a Lei personaggio si scrivere ad altro autore che non sia Lei o a Lei autore ad altro personaggio che non sia sempre e comunque, solo e soltanto Lei.
Simpliciter: - A me che sono io che è altro, ad altro che è l’io che sono me?
Complicatibus: Vede? Anche in Lei cause e concause e effetti speciali verrebbero prodotti in divisioni infinite, così come divisi in prodotti altrettali.
Simpliciter: Dunque?
Complicatibus: - E dunque nessun capriccio né scherzo, ma solo e soltanto necessità, dolore.
Simpliciter: La necessità, il dolore…
Complicatibus: La necessità del dolore, il dolore della neces-
sità: non Le pare? Non Le pare essere finalmente qualcuno così, in questa figurata maniera modale? In questa camera d’albergo, in questo momento, è necessario, però, che Lei scriva d’un dolore, come che sia. Sa, il lettore ama piangere:
una storia commovente, pedagogica, che faccia pensare.
Simpliciter: - Il lettore ama ridere: la necessità, la gioia…
Complicatibis: - La necessità della gioia, la gioia della neces-
sità: è forse lo stesso? o forse che sia lo stesso dire la stessa cosa? Come dire di fatti ride la lettera e con essa la lettera- tura tutta? Il riso è solitario, infernico, ma contagia.
Simpliciter: - Ecco, appunto: dire che ride già conta.
Complicatibis: - Ma non conta ora, qui, dar di conto del più né del meno, quanto in vece solo e soltanto il racconto dei fatti.
Simpliciter: - Il fatto è che non ci son fatti.
Complicatibus: - Il fatto che non ci sian fatti è comunque di per sé un fatto, anzi è l’inizio di una storia senza tante storie.
Simpliciter: - “In questo momento, in questa camera d’al- bergo, non ci son fatti, né storie”.


(Nota a margine:
La scena si svolge in un teatro sul palcoscenico del quale v’è riprodotta una camera d’albergo in cui le dramatis personae dialogano. Non è detto chi questi in vero siano: se attori o autori, se tecnici o visitatori; né conta dirlo.)

campi giovanni
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Inserito il - 23/09/2007 :  13:49:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il limite della capacità

Complicatibus: - E pure dovrebbe esserci da qualche parte un luogo,
una piccola porzione di tempo, d'esistenza: ora, qui, in questo pre-
ciso momento, in questa camera d'albergo, dovrebbe pur esserci la
possibilità di un fatto, di una storia finalmente.
Simpliciter: - Finalmente un racconto?
Complicatibus: - Il racconto dei fatti, una storia come un'altra.
Simpliciter: - Ma 'il racconto d'una storia come un'altra' non è
scrivere senza necessità di scrivere?
Complicatibus: - Si potrebbe scrivere fingendo di scrivere, o fin-
gendo che vi sia questa necessità data dall'avere un dolore, uno
qualsiasi.
Simpliciter: - E allora perché non dall'avere una gioia, una qual-
siasi?
Complicatibus: - O di non aver né l'uno né l'altra, e ciò sarebbe
la vera finzione.
Simpliciter: - Fingere completamente che non vi sia nessuna neces-
sità?
Complicatibus: - Ecco, appunto, solo e soltanto finzione, ora mai
qui, o ora sempre qui, e comunque.
Simpliciter: - Come comunque? come fare senza alcuna necessità, come
fare senza alcun dolore, come fare senza alcuna gioia?
Complicatibus: - Il fatto che non si abbia la necessità, né del do-
lore né della gioia, non è forse questo, appunto questo, che, in
questo momento, in questa camera d'albergo, ora, qui, dà gioia, o
dolore, non è forse questa, proprio questa, la necessità?
Simpliciter: - Forse questa, forse questo...
Complicatibus: - Il dolore d'avere la necessità del dolore, e non es-
serne capace.
Simpliciter: - E perché non la gioia d'avere la necessità della
gioia?
Complicatibus: - Ma non esserne capace.
Simpliciter: - Fingere completamente, e non esserne capace?
Complicatibus: - Al contrario! fingere completamente fin ché si sia
capaci della necessità del dolore della necessità.
Simpliciter: - E allora perché non finché si sia capaci della neces-
sità della gioia della necessità? Non resterebbe nient'altro che
raccontare.
Complicatibus: - Non resta nient'altro da raccontare, forse.
Simpliciter: - Forse?
Complicatibus: - Forse fingere che la mente sia completa, tanto da
non essere capace di nient'altro; o che si mente completa ma, in
vece, sia vuota, completamente vuota di tutto: di nulla piena, com-
pleta, mente di non esser capace di nient'altro che raccontare il
nulla che ha da raccontare.
]

Campi Giovanni
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campi giovanni
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Inserito il - 15/10/2007 :  10:55:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

spassatempo primo

"Vladimiro: Non perdiamo tempo in chiacchiere inutili. (Pausa. Ener-
gico) Facciamo qualcosa mentre l'occasione si presenta! Non succede
tutti i giorni che qualcuno abbia bisogno di noi. A dire il vero, non
è che abbia bisogno precisamente di noi. Chiunque altro andrebbe bene
per lui, se non meglio. L'invocazione che abbiamo sentita è rivolta
piuttosto all'intera umanità. Ma qui, in questo momento, l'umanità
siamo noi, ci piaccia o non ci piaccia. Approfittiamone, prima che
sia troppo tardi. Rappresentiamo degnamente una volta tanto quella
sporca razza in cui ci ha cacciati la sfortuna. Che ne dici?
Estragone: Non ho sentito.
Vladimiro: E' pur vero d'altra parte che, soppesando a braccia incro-
ciate il pro e il contro, facciamo ugualmente onore alla nostra con-
dizione. [...] Sì, in questa immensa confusione una cosa è chiara.
Noi aspettiamo che venga Godot.
Estragone: E' vero.
Vladimiro: O che cada la notte. (Pausa) Siamo venuti all'appuntamen-
to, punto e basta. Non siamo dei santi, ma siamo venuti all'appunta-
mento. Quanti uomini potrebbero dire lo stesso?
Estragone: Delle masse.
Vladimiro: Credi?
Estragone: Non lo so.
Vladimiro: Può darsi.
Pozzo: Aiuto!
Vladimiro: Una cosa è certa, però, il tempo è lungo, in queste condi-
zioni, e ci spinge a popolarlo di movimenti che, come dire, non pos-
sono a prima vista sembrare ragionevoli, ma ai quali noi siamo abi-
tuati. Tu mi dirai che è per impedire alla nostra ragione di colare
a picco. D'accordo. Ma non sta forse già vagolando nella notte asso-
luta dei grandi abissi, è questo che mi chiedo talvolta. Mi segui?
Estragone: Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano.
Pozzo: Aiuto [...]"
(S.Beckett, Aspettando Godot)


Campi Giovanni
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campi giovanni
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Inserito il - 17/10/2007 :  11:09:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

perditempo primo

"- Desidero proseguire nella mia fuga, non farmi perdere tempo. -
- Lei perde tempo? Strano, se lei lo perde, bisognerà ritovarlo. -
Sembra pensoso, un poco disorientato. - In questo luogo tutto quello
in cui ci imbattiamo è 'trovato', giacché qui tutto è perduto. Ma se
lei dice d'aver perduto il tempo, sembra voler dire che prima l'ave-
va; dunque l'aveva trovato; ma allora quel tempo era già perduto.
Come fa a essere perduto una seconda volta? Qui c'è solo la prima
volta; quella che conta, naturalmente."
(G.Manganelli, Dall'inferno)


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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 18/10/2007 :  20:41:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La vita è il sogno della materia, uscita fuori di sé, e come tale, impura e malata. Non stupisce che il suo organizzarsi entro sistemi tenda, come ogni fallimento, a quell'eternità che è la sua culla.
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campi giovanni
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Inserito il - 19/10/2007 :  17:57:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

spassatempo e perditempo secondi

[img]http://img98.imageshack.us/img98/6637/teagod03mw3.jpg[/img]

"Pozzo: Un bel giorno mi sono svegliato cieco come il destino. (Pau-
sa). A volte mi chiedo se per caso non sto ancora dormendo.
Vladimiro: Quando?
Pozzo: Non lo so.
Vladimiro: Ma se soltanto ieri...
Pozzo: Non fatemi domande. I ciechi non hanno la nozione del tempo.
(Pausa). E non vedono nemmeno le cose del tempo.
Vladimiro: Che strano! Avrei giurato il contrario.
Estragone: Io me ne vado.
Pozzo: Dove siamo, qui?
Vladimiro: Non lo so.
Pozzo: Non siamo per caso nella località chiamata il Palco?
Vladimiro: Non conosco.
Pozzo: A che somiglia questo posto?
Vladimiro: (sguardo circolare). Non si può descriverlo. Non somiglia
a niente. Non c'è niente. C'è un albero.
Pozzo: Allora non è il Palco."
(S.Beckett, Aspettando Godot)

[img]http://img225.imageshack.us/img225/357/teagod02py4.jpg[/img]

"Il Palcoscenico si allarga, si fa enorme, ecco gli umani vi trovano
posto, e tuttavia sembra deserto, tutti gli angeli lo spingono, ma
perché, perché perdo tempo con i rettili che volano, invece di enun-
ciare il problema che mi affanna, mentre tengo dietro alle prime
sillabe del discorso del Re noctiluco? Usando delle mie conoscenze
angeliche, della mia parentela con il Re dei Rettili Volanti, tento
di rallentare l'attacco del discorso, affinché io possa sapere in
che modo risolvere questo problema che mi angustia, oh, problema non
recente, via, via come mi piace perdere tempo, perché non dovrei
perdere tempo quando la fine, la fine delle fini, the endissima si
approssima?"
(G.Manganelli, Il presepio)


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campi giovanni
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Inserito il - 20/10/2007 :  10:50:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

spassatempo terzo

[img]http://img84.imageshack.us/img84/2937/teagod05qu3.jpg[/img]

"Pozzo: Più in fretta! [...] Più presto! Più presto! [...]
Estragone e Vladimiro (salutando con la mano): Addio! Addio!
Pozzo: [..] Avanti! Addio! Più presto! [..] (Silenzio).
Vladimiro: Be', ha fatto passare il tempo.
Estragone: Sarebbe passato lo stesso.
Vladimiro: Sì. Ma più adagio. (Pausa).
Estragone: E adesso che facciamo?
Vladimiro: Non lo so."
(S.Beckett, ivi)


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campi giovanni
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Inserito il - 21/10/2007 :  14:26:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

spassatempo quarto

[img]http://img90.imageshack.us/img90/2043/samgi5.jpg[/img]

"Vladimiro: Che stavo dicendo? Si potrebbe ricominciare di là.
Estragone: Di là dove?
Vladimiro: Eravamo all'inizio.
Estragone: All'inizio di che?
Vladimiro: [...] Io dicevo... io dicevo..."

[img]http://img514.imageshack.us/img514/1485/staritawv2.jpg[/img]

"... ed io, protagonista, eroe codardo di codesto palcoscenico [...]
Mi diverto: eccomi a camminare a gran passi, e mi metto a concionare
o fingo di rivolgermi a una qualsiasi ombra. E sarebbe cosa da ascol-
tarmi, se qualcuno potesse: ché io parlo a caso. Dico: "Oh Sole che
scandisci il terebinto", o ciancio [...] o parlo [...]; ed eccomi a
parlare di veleni e ferri e notturno complice chiaror di mute faci -
ecco, sarà sciocco, ma in tal modo mi diletto e il tempo passa."
(G.Manganelli, La valle inesatta)


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campi giovanni
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Inserito il - 22/10/2007 :  12:00:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

[img]http://img152.imageshack.us/img152/2452/3918fv5.jpg[/img]

"Vladimiro: Aspetta... [...] eravamo contenti... contenti... che
facciamo, quando siamo contenti..."

intermezzo primo

tempo d'inganni

Simpliciter: Lei vuol forse ingannare il tempo?

"Estragone: Già, è vero. (Pausa). Allora come si fa?
Vladimiro: Non c'è nulla da fare.
Estragone: Non ne posso più."

intermezzo secondo

inganni del tempo

Complicatibus: Lei è stato forse ingannato dal tempo?

"Vladimiro: Va bene. [...] Ora dimmi cos'abbiamo fatto ieri sera.
Estragone: Cos'abbiamo fatto?
Vladimiro: Cerca di ricordarti.
Estragone: Be'... Dobbiamo aver chiacchierato.
Vladimiro: A proposito di che?
Estragone: Oh... di tutt'un po' forse, di questo e di quest'altro.
Ecco, adesso ricordo, ieri sera abbiamo chiacchierato di questo e
quest'altro. Sarà mezzo secolo che non facciamo altro.
Vladimiro: Non ti ricordi nessun fatto, nessuna circostanza?"


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campi giovanni
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Inserito il - 22/10/2007 :  17:52:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

[img]http://img140.imageshack.us/img140/4333/cioranmanoxg9.jpg[/img]

"Riferire alla lettera, parola per parola? Ma [...] può bastare?"
(Manganelli, Il presepio)




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Inserito il - 22/10/2007 :  18:02:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

alter corrispondenze altere concordanze

[img]http://img249.imageshack.us/img249/5797/vocelunajpglq4.jpg[/img]

"Pozzo: Che potrei fare, è questo che mi dico, per aiutarli a passare
il tempo? [...] gli ho parlato di questo e di quest'altro, [...] tut-
to questo va benissimo. Per non dire altro. Ma può bastare, è questo
che mi angustia, può bastare?"
(Beckett, Aspettando Godot)


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campi giovanni
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Inserito il - 22/10/2007 :  18:09:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze


"O non sarà il caso di riassumere il senso, oppure in tal modo non
si rischia di dare una immagine scolorita, povera, di un momento
pieno di grave, nobile intensità umana?"
(Manganelli, Il presepio)


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Inserito il - 22/10/2007 :  18:16:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

"Il numero favoloso di ore che ho sprecato a interrogarmi sul 'senso'
di tutto ciò che è, di tutto ciò che accade... Ma questo tutto non
comporta alcun senso, come ben sanno gli spiriti seri. Perciò usano
il loro tempo e le loro energie in cose più utili."
(E.M.Cioran, L'inconveniente di essere nati)

[img]http://img249.imageshack.us/img249/400/3922ui3.jpg[/img]


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Inserito il - 23/10/2007 :  11:47:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

[img]http://img516.imageshack.us/img516/6981/individualsb546baq9.jpg[/img]

"Vladimiro: Tutto questo comincia anon avere più senso.
Estragone: Ne ha ancora troppo. (Silenzio)."

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campi giovanni
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Inserito il - 23/10/2007 :  13:53:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

[img]http://img237.imageshack.us/img237/2563/godot1gdl9.jpg[/img]

"Estragone: Perché non mi lasci mai dormire?
[...]
Vladimiro: Intanto il tempo è passato."

[img]http://img237.imageshack.us/img237/1887/portadeltempo1wx6.jpg[/img][img]http://img237.imageshack.us/img237/5337/portadeltempo2tn2.jpg[/img][img]http://img151.imageshack.us/img151/4446/portadeltempo3qg8.jpg[/img]


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Inserito il - 23/10/2007 :  14:04:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze


[img]http://img237.imageshack.us/img237/5053/keatonwa4.jpg[/img]

"Vladimiro: Sta' zitto! (Silenzio). Mi domando se è davvero cieco.
Estragone: Chi?
Vladimiro: Un vero cieco direbbe forse che non ha la nozione del
tempo?"

Campi Giovanni
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Generated in 0.11 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03