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 La burla del Tempo
 la burla del tempo
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 07/11/2007 :  06:03:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Austere discrepanze



Manganelli mi ha sempre ricordato Dalì. Ruminazioni intellettualistiche espresse con la caparbietà di un geometra, la precisione di un contabile e l'anima di un grande masturbatore.

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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 07/11/2007 :  12:31:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

aura d'aurora?


[img]http://img210.imageshack.us/img210/5457/dalixe2.jpg[/img]


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campi giovanni
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Inserito il - 07/11/2007 :  15:27:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

altero parlare:
disanime d'anime geometrico-irragionieristiche


"Quando stridono come tela lacerata i grandi addii [...], quando nel-
l'anima, all'alba, si incrociano duelli in selve vogliose di vita e
colme di guazza, [...] quando la mano stratta svela la sua metallica
e puntuta struttura, che ti lacera pazientemente; quando la nostra
giornata è una retorica stazione di posta [...] - qui siamo sempre
in un indaffarato iverno di cavalli fumanti [...] -; quando a conti-
cinio si raccolgono gli dèi taciturni e senz'ira, partecipi di una
medesima veridicità e pace, e, incompatibili, occupano tutto lo spa-
zio che la notte apre dentro di noi; quando a gallicinio gli dèi si
destano in tumulto [...]; quando la terra si apre, e svela luoghi
perduti, cui un tempo avremmo potuto accedere, ma ora è irreparabil-
mente tardi; [...] quando gli orologi non si muovono più dalla stessa
ora, sebbene essa sia manifestamente inadeguata; quando [...] una
delicata figura di demenza, vita sconfitta dalla vita, sussurra quasi
melodiosamente 'io sono nata al tempo del charleston', [...] oh, al-
lora, allora, no. Non è questo il momento delle parole. Esse tacciono
malinconiche e distratte, un poco sdegnose e, qualcuno se ne è accor-
to, 'si limano le unghie'. [...] Ma intorno a [...] l'alba successiva
non c'è nulla, non ci sono parole, non c'è colui che volge la schiena
a quel privilegiato momento dell'errore, che ebbe un inizio e una fi-
ne, giacchè egli si interessa solo a orrori senza fine, e senza ini-
zio. [...] ti prego, non accostare alla tua fronte mani impallidite,
non accennare un motivo di lacrime, non starnazzare, oca del dolore,
[...] siate certi che [...] sarete considerati, come vi meritate, dei
fatui e sciocchi procacciatori di disordine psicologico [...]. E i
suonatori ambulanti? Eh, i suonatori ambulanti. [...] Molte cose han-
no visto. [...] Alla prima alba [...] il suonatore ambulante s'è ri-
parato ne [...] futuro non imminente [...]. I suonatori ambulanti
[...] taciturni, giocano con un loro bastoncello, disegnando figure
nella cenere, e c'è chi osserva quelle figure, e ne tiene conto.
[...] Certo, la loro voce è stonata, e se susano strumenti musicali,
è un uso di poco momento, assai, assai approssimativo. Ma non credia-
te che la pertinenza della voce abbia a che fare con il punto essen-
ziale [...]; non pensate, vi prego. Vi sono, come che stonate le
parole e alterate le musiche, vi sono certe proporzioni intrinseche,
che hanno a che fare con scansioni celesti, viaggi e ritorni di co-
mete, triangolazioni e incomprensibili aurore, e spegnimenti di
astri; codesta innaturale geomestria del mondo si custodisce al ser-
vizio delle parole e delle musiche, e appunto delle infime, e delle
mal pronunciate. Vi sono geometri che l'intelligenza non conosce. Ma
perché, perché ho parlato d'altro?"
(G.Manganelli, Discorso dell'ombra e dello stemma )

nota a margine: avrei potuto annerire e corsivare il tutto,
ma del tutto che ne resta?
e del nulla?
tutto è già stato detto, già...
nulla è stato fatto, no...


p.s. per le figurine e l'altere noterelle a quando ci sarà tempo


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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 07/11/2007 :  19:39:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quando stridono come tela lacerata i grandi addii, quando nel-
l'anima, all'alba, si incrociano duelli in selve vogliose di vita e
colme di guazza, quando la mano stratta svela la sua metallica
e puntuta struttura, che ti lacera pazientemente; quando la nostra
giornata è una retorica stazione di posta - qui siamo sempre
in un indaffarato iverno di cavalli fumanti -; quando a conti-
cinio si raccolgono gli dèi taciturni e senz'ira, partecipi di una
medesima veridicità e pace, e, incompatibili, occupano tutto lo spa-
zio che la notte apre dentro di noi; quando a gallicinio gli dèi si
destano in tumulto; quando la terra si apre, e svela luoghi
perduti, cui un tempo avremmo potuto accedere, ma ora è irreparabil-
mente tardi; quando gli orologi non si muovono più dalla stessa
ora, sebbene essa sia manifestamente inadeguata; quando una
delicata figura di demenza, vita sconfitta dalla vita, sussurra quasi
melodiosamente 'io sono nata al tempo del charleston', oh, al-
lora, allora, no. Non è questo il momento delle parole. Esse tacciono
malinconiche e distratte, un poco sdegnose e, qualcuno se ne è accor-
to, 'si limano le unghie'. Ma intorno a l'alba successiva
non c'è nulla, non ci sono parole, non c'è colui che volge la schiena
a quel privilegiato momento dell'errore, che ebbe un inizio e una fi-
ne, giacchè egli si interessa solo a orrori senza fine, e senza ini-
zio. ti prego, non accostare alla tua fronte mani impallidite,
non accennare un motivo di lacrime, non starnazzare, oca del dolore,
siate certi che sarete considerati, come vi meritate, dei
fatui e sciocchi procacciatori di disordine psicologico . E i
suonatori ambulanti? Eh, i suonatori ambulanti. Molte cose han-
no visto. Alla prima alba il suonatore ambulante s'è ri-
parato ne futuro non imminente. I suonatori ambulanti
taciturni, giocano con un loro bastoncello, disegnando figure
nella cenere, e c'è chi osserva quelle figure, e ne tiene conto.
Certo, la loro voce è stonata, e se susano strumenti musicali,
è un uso di poco momento, assai, assai approssimativo. Ma non credia-
te che la pertinenza della voce abbia a che fare con il punto essen-
ziale ; non pensate, vi prego. Vi sono, come che stonate le
parole e alterate le musiche, vi sono certe proporzioni intrinseche,
che hanno a che fare con scansioni celesti, viaggi e ritorni di co-
mete, triangolazioni e incomprensibili aurore, e spegnimenti di
astri; codesta innaturale geomestria del mondo si custodisce al ser-
vizio delle parole e delle musiche, e appunto delle infime, e delle
mal pronunciate. Vi sono geometri che l'intelligenza non conosce. Ma
perché, perché ho parlato d'altro?"

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campi giovanni
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Inserito il - 08/11/2007 :  10:16:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

ego (o eco?, o Eco?) d'altero es in altera notte

[img]http://img440.imageshack.us/img440/3607/pistoletto6alteregost5.jpg[/img]

"Tu non puoi non imitare ciò che ascolti: non sei stato goccia che
cade [...]?"

[img]http://img101.imageshack.us/img101/4684/439016dyn1.gif[/img]

"No, non è necessario che tu creda di essere letteralmente a contatto
con voci, giacché questo potrebbe minacciare il tuo fragile equili-
brio, ma certo sarai costretto a supporre che un fiato forse labile
[...] sia entrato in un labirinto di echi, e che forse quanto tu a-
scolti [...] potrebbe pur essere il fiato d'un'unica voce [...], una
voce che instancabilmente percorrendo innumeri anfratti e [...] rim-
balzando tra [...] le gocce d'acqua e il fiume

e in definitiva te stesso, formi, dico, una illusione di coro, qual-
cosa che non saprai interpretare, ma che considererai una allucina-
zione; giacché quel fiato iniziale tu non oserai negarlo, e dunque,
anche se il coro sarà una allucinazione fonica, un miraggio nel de-
serto della notte, una variante beffarda del silenzio, anche allora
tu avrai questo problema da risolvere: che mai sia stato quel fiato,
se fosse un te stesso, o un altro da te, se dunque l'universo della
notte fosse in qualche modo alterato, definitivamente."
(G.Manganelli, Rumori o voci)


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campi giovanni
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Inserito il - 08/11/2007 :  10:25:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

per-durare abbastanza

[img]http://img393.imageshack.us/img393/4297/sim01401002a150sh6.jpg[/img]

"Hamm: Non pensi che sia durato abbastanza?
Clov: Certo! (Pausa). Che cosa?
Hamm: Questo... questa... cosa.
Clov: L'ho sempre pensato. (Pausa). Tu no?
Hamm (spento): Allora è un giorno come gli altri.
Clov: Finché dura. (Pausa). Tutta la vita le stesse stupidaggini."

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campi giovanni
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Inserito il - 08/11/2007 :  10:48:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

cose così

"[Winnie:] Non tutta. (Pausa). Un pò ne resta. (Pausa). Suoni. (Pau-
sa). Come piccole... lacerazioni, piccoli... strappi. (Pausa). Sono
le cose [...] Eh sì, le cose hanno una vita, è questo che dico sempre
le cose hanno una loro vita. (Pausa). Guarda il mio specchio, non ha
bisogno di me. (Pausa). [...] Taglia come un coltello. (Pausa). Non
lo si può ignorare. [...] Invece no. (Sorride). Non ora. (Il sorriso
si allarga). No no. (Il sorriso cade. Pausa) E adesso? (pausa)"

"Non puoi cessare di sospettare che ove siano cose, siano vite, e che
le vite non siano altro che ingegnose cose."
G.M. RoV

"[Winnie:] Questo è tutto. (Pausa). Che cosa farei senza di loro?
(Pausa). Che cosa farei senza di loro, quando le parole mancano? (Pau
sa) [...] Qualche volta sento dei suoni. (Espressione d'ascolto. Voce
normale) Ma di rado. (Pausa). I suoni [...] mi aiutano a passare il
giorno. (Sorride). [...] Una volta credevo... (pausa) ... dico che
una volta credevo che fossero nella mia testa. (Sorride). Invece no.
(Il sorriso si allarga). No no. (Il sorriso cade). Era solo la logica
(Pausa). La ragione (Pausa). Non ho perso la ragione. Non ancora."

"Tu, e tu solo, hai inventato che codesti suoni non sono variazioni
su un tema del nulla, m eseguiti da uranii [...] uomini e donne:
certo è una burla."
G.M. RoV


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campi giovanni
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Inserito il - 08/11/2007 :  11:28:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

fare o non fare, dire o non dire

"[Winnie:] (con leggera irritazione) Ci sono dei limiti. (Lunga pau-
sa). Non posso più far niente. (Pausa). Dir niente. (Pausa). Ma devo
dire di più. (Pausa). Bel problema. (Pausa). No, bisogna che qual-
cosa si muova, nel mondo, io non ce la faccio più. (Pausa). [...]
Potrebbe essere il buio eterno. (Pausa). Nera notte senza fine.
(Pausa)."

[img]http://img223.imageshack.us/img223/7284/moonimpact2128thumbnailcy9.gif[/img]

Simpliciter: - Che Le è successo?
Complicatibus: - Dopo?
Simpliciter: - No, prima.
Complicatibus: - Prima?... ma se qualcosa succede, non può precedere.
O no?


[img]http://img223.imageshack.us/img223/7284/moonimpact2128thumbnailcy9.gif[/img]

"Potrebbe essere una notte preceduta da giorno, sebbene non ne trovi
indizi; o una notte che andrà poco alla volta mutando in una qualche
finzione di giorno [...] E' una forse una notte illune? Per quanto io
mentalmente prolunghi la durata o il cominciamento di questa notte,
non mi accade di scorgervi tracce di luna, né presentimento di falce
o semiluna o anche quella sapida assenza di luna che si dice novità
della luna, quasi una gravidanza tenebrosa del cielo destinato a
sgravarsi di una affilata lama di luna*. Ma notte certamente è, que-
sta; e per la stessa carenza di stelle e di luna è una notte compat-
ta, solida e lunga, forse conclusiva, forse esemplare. [...] Puoi
supporre che la goccia sognava di cadere, che la cosa sognava di
farsi essere, e v'era un sogno invasivo, un sogno di corruttela e di
nulla; ecco, non potrebbe essere tutto ciò una sorta di sogno del
nulla [...]?"
G.M. Rov

"[non ricordo quale personaggio beckettiano pronuncia queste parole]
Con tutto questo buio che mi circonda, mi sento meno solo. (Pausa).
In un certo senso. (Pausa)."

" [...] goccia che cade [...] come potrai non essere lo sterminato
itinerario della insensatezza? Assenza di senso: distruzione del
senso, perdita del senso, constatazione che in nessun momento vi è
stata traccia, indizio, sintomo di senso. Ecco, sintomo; giacché
forse tu ora pensi che l'esistenza di un qualche sintomo sarebbe
segno cero che il senso, come che sia, sarebbe niente altro che una
patologia del discorso."
G.M RoV


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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 08/11/2007 :  13:07:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Noises



Porto in me il segno tatuato all’interno della mia impossibilità di consumarmi, sono duplice, e la parte intrinseca che mi tortura non accetta la tregua eterna dei fantasmi. I draghi urlano nella mia mano, corrono le rane su e giù per la gola, qualcuno raccoglie mattoni per mentire una pianta di città nella gamba destra, si accendono lampioni dove era il diaframma, ora meta di interiori turisti in forma di minuscoli rettili.

Voices



Nessuno lo amava. Menzogna e lussuria bruciavano il suo capo in stanze crepuscolari. L’azzurro fruscìo di una veste femminile lo irrigidiva in statua e sulla porta stava la figura notturna della madre. Al suo capo si ergeva l’ombra del male. Oh voi notti e stelle. La sera egli saliva con lo storpio al monte; sulla gelida cima era il roseo splendore del tramonto e il suo cuore risuonava lieve nel crepuscolo.
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campi giovanni
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Inserito il - 09/11/2007 :  16:19:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze


con tempo rane o: es tempo rane e
draghi rettili città
e una strega-non-strega


[img]http://img403.imageshack.us/img403/9457/tatuaggiodragotw4.jpg[/img][img]http://img207.imageshack.us/img207/291/snakecx0.jpg[/img]

" - Senti, questo modo di esprimersi non mi piace affatto. Per quel
che ti riguarda, sono abbastanza potente per governare i tuoi movi-
menti e cenurare le tue parole. E poi che ne sai tu di dio vero o
dio falso?
- Se hai un potere, dimmi che cosa c'è dentro di me. Mi sono cammi-
nato dentro, temo ci sia qualcosa, non vedo nulla, né tocco, né
ascolto.
- Ecco quel che intendevo dire quando dicevo, se entri puoi uscire.
Entra di nuovo. Così.
- Non vedo nulla.
- Urla.
Urlo, e avverto un rumore di ali di cuoio dove dovrebbe essere il
mio cuore pulsante [...].
- C'è qualcosa, dico a gran voce; la mia voce trema. - Tu sai che cosa è?
- Tu conosci le metamorfosi. [...]
- [...] E' un pipistrello?
- Non mi interessa, è un animale repellente e dotato di ali [...].
Ma c'è dell'altro. Fa' come ti dico. Entra nelle tue dita.
- Non posso entrare; sono grotte, ed abitate.
- Chi le abita?
- Intravedo un che di nerastro, occhi luminosi. Draghi, direi.-
- Ricordatelo. Ora scendi nella gamba. A sinistra [ma non era la
destra?... il sinistro non sarà mai destro?, ndr].
- A sinistra [ma non era il destro d'estro?] sono tutto un brulicare
di rettili. Li sento strisciare, non li vedo. Non ne ho paura [non
avendone paura, non sarà sinistra!, ndr].
- Lascia stare. Guarda a destra [ah, ecco!, volevo ben dire, ecco
il destro d'estro, ndr].
- A destra non sento nulla.
- Guarda meglio. Tocca.
- Non capisco. Non è una cosa viva.
- Non lo è.
- E' una città. [...]
- Giusto. Entra in città.
- Mi sembra desolata. Questa è una [...] biblioteca, ma i libri hanno
pagine deserte.[...]
- Non vedi i roghi delle streghe?
- No. Ma ecco, vedo la strega. E' lei. La sola strega che non si tra-
sformò quando accadde l'accadimento.
- Non è una strega. Guardala.
- E' la bambola? Forse. Ma la bambola non era il rettile alato?
- Non invocherai il principio di contraddizione, spero. Non qui, al
meno.
- Ora non c'è più nessuno che possa bruciare la strega. Brucio, non
ho porte da cui far uscire questi estranei che mi abitano.
- Non fare storie, mio caro. Ora da' un'occhiata alla tua testa. Ma
bada al transito per la gola.
- La gola è scivolosa, lubrica. Cammino sulle rane. Le schiaccio.
- Non ti puoi permettere di cadere dentro il centro di te stesso,
saresti perduto, ma non finito. Procedi.
- Sono nella mia testa.
- Che cosa vedi?
- Nulla che ci sia ora. Vedo qualcosa che potrei definire un proget-
to. Non so se sia [...] l'ala enorme di un animale ignoto, la morfo-
logia di una lingua inesistente, impronunciabile.
- Ma è un progetto.
- Certo, potrei dire che non c'è assolutamente nulla.
- dunque tu non solo insisti per il principio di non contraddizione,
ma pretendi di utilizzare il tempo come una categoria dell'esistente.
Il non esistere è un accidente dell'esistente. Ciò che qui è futuro,
letto da destra a sinistra [da destro a sinistro, ndr]
è già accaduto."
(G.Manganelli, Dall'inferno)



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campi giovanni
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Inserito il - 09/11/2007 :  16:51:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

*

(prima che mi dimentichi dell'asterisco lasciato sospeso a metà-foro)

intermezzo labirintico di tra un foro e l'altro

the big crash

[premessa irrelazionale:

Simpliciter: Lei nomina forse una cosa per intendere altro?
Complicatibus: Può essere che la cosa sia la cosa in sé e dunque le
cose tutte.
Simpliciter: Ma che cosa dice?
Complicatibus: Non ha mai sentito nominare la cosità?
Simpliciter: La... cosa? Cos'è la cosità? Lei cerca di dire
qualcosa... Lei cerca di dire un nome, una frase ad impatto?
Complicatibus: E perché non di grande impatto?]


lunatività

tu, dea, dai plurimi nomi, dai parti infiniti, dea, tu, madre
di dei e di dee, madre d'idee, tu, tu stessa idea, tu dea
madre d'idea, tu idea madre di dea, tu, corpo d'ipotesi,
ipotesi di corpo, tu: te stessa idea forma da minima forma
di dea, in punta di punto; te stessa dea forma da massima
forma d'idea, in punto di punta. Equa sfera, stabile moto
d'immoto instabile, grave di poco o nulla grave, grano granulo
granello senz'accento gravita; globulo infinitesimo, e il
pulviscolo polverulento di nebula, o nembo, e il detrito,
resto dei resti gravido, ingloba: di polvere in polvere, di
cenere in cenere, di globo in globo, tu, dea, idea cosa. Tu,
cosa, pietra diventa. Tu, pietra, sasso diventa. Tu, sasso, roccia
diventa. Tu, roccia, spheroidea roccia, non più equilibrati
su punto o punta punta i punti tuoi in punta di che, né le
punte tue in punto di che, ma precipite precipita: d'angolo
oblito, obliato oblio di te, tocca che sei, e toccata, tocca.
E distruggi. E crea. Tu, d'acuzie scossa, e scissa, parti di
parti di te, fracto fragmento di te proietto proietta: forma
d'ignota forma forma nota che cala, crescente, che cresce,
calante. Tu, corpo d'ipotesi di corpo, corpo d'ignoto corpo
forma corpo noto; tu, ipotesi di corpo d'ipotesi, ipotesi di
ignota ipotesi forma ipotesi nota. Tu, idea di deaignota, forma
nota dea, che ora è plena, che ora è vota. Tu, dea d'idea
ignota, forma nota idea, che ora è nova, che ora è antiqua.
Tu, moto d'immoto percorri, che appare apparente, che
apparente dispare.


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campi giovanni
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Inserito il - 09/11/2007 :  17:59:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

altere corrispondenze altere concordanze

libri liberi labirinti

"[a furia della furia di appuntare ho obliato chi è il personaggio
che pronunzia queste parole, ndr] Un silenzio straordinario, questa
sera, tendo l'orecchio e non sento il più piccolo suono."

"O forse: i suoni che tu hai ascoltato non hanno né senso né origine
né fine: non vengono da alcunché, né vanno ad alcuna destinazione;
non si sanno ascoltati; ed anzi non si sanno suoni, non sanno di
avere ritmo; e il tempo che occupano è ignoto a loro e a te, e forse
propriamente non è tempo."
G.M. RoV

Simpliciter: Lei non vorrebbe avere più tempo libero?
Complicatibus: Per occupare il tempo?

"[Winnie:] C'è sempre la mia storia,naturalmente, quando tutto il
resto viene a mancare. Certe volte trovo il tuo atteggaimento un pò
strano, tutto questo tempo, non è da te trattarmi con tanta inco-
scienza e crudeltà. (Pausa). Strano? (Pausa). No. (Sorride) Non qui.
(Il sorriso si allarga). Non ora. (Il sorriso cade). Eppure...
Spero che non ci sia niente che non va. [...] Va tutto bene [...] ?"

"Clov: [...] Bene, e allora non finirà proprio mai [...] Poi un gior-
no, all'improvviso, ecco che finisce, [...] io non capisco, [...] o
forse sono io, non capisco neanche questo. Io lo domando alle parole
che restano... sonno, risveglio, sera, mattina. Ma loro non sanno
dirmi niente. Apro la porta [...] e me ne vado. [...]
Pausa. Si avvia alla porta.
Hamm: Clov! (Clov si ferma senza voltarsi). Niente. (Clov riparte).
Clov!
Clov (si ferma senza voltarsi): E' quel che chiamiamo guadagnare
l'uscita.
Hamm: Ti ringrazio, Clov.
Clov (voltandosi, vivamente): Ah, prego, sono io che ti ringrazio.
Hamm: Siamo noi che ringraziamo. (Pausa. Clov si avvia alla porta).
Ancora una cosa. (Clov si ferma). Un'ultima grazia."

"Winnie: Un caso, presumibilmente, un caso fortunato. (Pausa). Eh sì,
una grazia infinita. (Lunga pausa). E adesso?"

"Hamm: E poi? (Pausa) Togliere. [...] E rimettere. [...] Stanno per
arrivare. Ancora qualche cretinata come questa, e poi richiamo.
(Pausa). Un pò di poesia. (Pausa). Chiamavi... (Pausa. Si corregge)
RECLAMAVI la sera; ed eccola che viene... (Pausa. Si corregg) CHE
SCENDE (Ricomincia, in tono declamatorio) Reclamavi la sera; ed ec-
cola che scende. (Pausa). Mica male. (Pausa) E poi? (Pausa) Attimi
nulli, sempre nulli, ma che fanno il conto, che fanno che il conto
torni, che la storia si chiuda."

"Vladimiro: Il sole tramonterà, la luna si alzerà".

[img]http://img114.imageshack.us//img114/6726/teagod04dq8.jpg[/img]


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campi giovanni
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Inserito il - 12/11/2007 :  04:06:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
altere corrispondenze altere concordanze

"Signore e signori [...] tocca a me l'onore di rivolgervi la parola
perché a me è toccato il compito di riconoscere l'angelica cometa
[...]. [...] la cometa va oltre?"
G.M. Il presepio

"Pozzo: Come mi avete trovato? (Estragone e Vladimiro lo guardano
senza capire). Bravo? Discreto? Passabile? Mediocre? Decisamente
cattivo?"

"Da questa sommità distinguo folle, odo voci, gemiti, grida, qualcosa
scricchiola, ma lo spazio che ci separa è tale che non distinguo ciò
che vorrei vedere."
G.M. Il presepio

"Vladimiro (che è il primo a capire): Oh, bravo, proprio bravissimo.
Pozzo (a Estragone): E lei, signore?
Estragone (accento inglese): Oh, bene, molto molto molto bene.
Pozzo. Grazie, signori! (Pausa). Ho tanto bisogno di incoraggiamento.
(Ripensandoci) Sono un pò calato verso la fine.

"Forse [...] potrebbe [...] fermare la fine delle fini, la fine
conclusiva."
G.M. ivi

"Pozzo: Ve ne siete accorti?"

"Non possiamo corrompervi ad esistere tanto da farci giungere?"
G.M. ivi

"Vladimiro: Oh, forse un pochino.
Estragone: Credevo l'avesse fatto apposta."

"Non possiamo costruirvi attorno una fortezza numerica estranea al
tempo,
per cui quelle ultime tre ore non passino, e sia possibile varcare
le sei giornate?"
G.M. ivi

"Estragone: E mentre aspettiamo, non succede niente."

"Dove, dove, manca mezz'ora, la notte è fonda, diteci dove scavare."
G.M. ivi

"Pozzo: Il fatto è che la memoria mi tradisce."

"Ecco si sbriciola la grande scena."
G.M. ivi

"Pozzo: Al punto che mi domando..."

"Il punto è nel centro della grotta, a tanti e tanti numeri di passi
dall'adito degli inferi."
G.M. ivi

"Pozzo (desolato): Si annoia?
Estragone: Piuttosto."

"Bisogna scavare per sei giorni, rompere sei strati di diamante, a-
prire sei fontane, chiudere sei laghi."
G.M. ivi

"Vladimiro: Non c'è da stare allegri."

"Ecco precipita e tutto ciò che fu [...] precipita, si disfa, dis-
solve, affonda."
G.M. ivi

"Pozzo: Può bastare?"

"Non bastano sei minuti."
G.M. ivi

"Pozzo: Probabilmente sì."

"Dicono che [...]"
G.M. ivi

"Estragone: Tutto qui?"

"Questo - dice la vecchia - è il numero giusto. Dalla sacca cava una
trottola, e la lascia cadere nel nulla. Per quel bel bambino - mor-
mora, un sorriso mite e sinistro sul volto millenario. La cometa per-
siste. La trottola policroma discende con un sibilo melodioso,
infernale."
G.M. ivi

[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e4/Jean-Baptiste_Sim%C3%A9on_Chardin_006.jpg/120px-Jean-Baptiste_Sim%C3%A9on_Chardin_006.jpg[/img]

"Pozzo: Continua!"

fine




Campi Giovanni

Modificato da - campi giovanni in data 26/03/2009 11:29:48
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 12/11/2007 :  21:19:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

La passione dell'assurdo non può nascere se non in un uomo in cui tutto è stato liquidato, ma che potrebbe subire spaventevoli trasfigurazioni. A chi ha perduto tutto resta solo questa passione.

e.m.cioran
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 13/11/2007 :  03:56:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il dar di gatto del matto senza fatto


[img]http://img206.imageshack.us/img206/9325/godotreadingkz8.jpg[/img]


"Roba da matti! Ho visto spesso un gatto senza ghigno - osservo` Alice - mai un ghigno senza Gatto. E' la cosa piu` strana che mi sia capitata!"



Campi Giovanni
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