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 Extra-vaganze
 La burla del Tempo
 la burla del tempo
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 02/12/2007 :  19:43:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Io vedo ormai soltanto ghigni, senza Gatti e senza Alici.
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 03/12/2007 :  17:36:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


satire di ba(h)io


[img]http://img223.imageshack.us/img223/7353/cinicoxl1.jpg[/img]


Campi Giovanni
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 15/12/2007 :  23:04:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Toccar l'estremo


Cos'è uno sciocco? -Forse è soltanto un uomo poco esigente, che si accontenta di poco. Uno sciocco sarebbe allora un saggio?

P. Valéry
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 02/01/2008 :  04:01:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
caput anni

Rivenditore: - Astrologari strologanti! Antiquitari oracolanti! Per le necessità
tutte!
Passante: - Mi scusi, Signore, non Le pare che questi prodotti non siano beni
di prima necessità? che queste cose che desidera vendere siano un po’, come
dire, superflue, inutili, senza alcuna necessità, o, quanto meno, fuori dal comune?
Rivenditore: - Se pur fossero robe estravaganti dalla tradizione comunitaria,
non potrebbe dirsi altresì che il negro semen, oh! capovolta nemesi d’i ima-
ginaria!, vi si insemini, incolto nel colto, immondo nel mondo, impuro nel
puro?
Passante: - Che linguaggio da imbonitore, così esclamativo: le parole che usa
non Le pare siano in qualche modo strane?
Rivenditore: - Se pur fosse una estravagante lingua morta, o soltanto stranita
e straniera, non potrebbe dirsi comunque che non sia estrema, o che non sia
alla ricerca d’un punto di contatto del contrasto di tra l’esiziale esistenza e
la vitale inesistenza.
Passante: - I Suoi modi di dire son certamente curiosi.
Rivenditore: - Abbecedari usati! Abbecedari logori! Abbecedari laceri! Non
Le necessitano analfabetici abbecedari?
Passante: - Mi scusi, Signore, ma che dice? Perché mai qualcuno dovrebbe
voler comprare per l’anno nuovo un qualcosa di antico e usato? Ma poi,
usato da chi?
Rivenditore: - Forse è un libercolo antiquo, e mai usato, forse è un trattatello
distratto di geometria o retorica, di figure sfigurate, di forme difformi, che
non contenga contenuto d’alcunché: al suo interno potransi ammirare imagini
d’un immaginario morto, parole desuete, inuse, dismesse. O forse è stato
usato, sì, ma senza aprirlo, a uso e consumo proprio improprio, usato dunque
quale controparte per aprirsi al gran teatro del distolto, dell’inconsueto, del
disuso: il gran teatro pien di vuote meraviglie!
Passante: - Lei parla senza venire al dunque. Lei divaga, Lei è quanto mai
vago. Lei ancora non ha detto da chi sia stato usato.
Rivenditore: - Se le dicessi chi, Lei non potrebbe crederci, Lei non potrebbe
credere più a niente.
Passante: - Me lo dica comunque. Per capire. Per capirsi. Per capirci.
Rivenditore: - Pinocchio.
Passante: - Pinocchio?
Rivenditore: - Ha visto?
Passante: - Cosa?
Rivenditore: - Non è che incredibile quel che non è da credere, quel che non
ha credito né credo, ma solo e soltanto discredito e dubbio. Ma non dubiti
dei debiti. Né ne sia certo. Tutti i libri sono un unico libro, che si scrive, che
ci scrive.
Passante: - Non La seguo.
Rivenditore: - Per seguire l’esser pinocchio, Le necessita appunto l’analfabeto,
in cui colui che segue precede: la nota frase ignota della verità della menzogna,
della follia ragionevole, dell’errore esatto; la morte viva, la vita morta, là, dove
dovunque, quando quandunque, come comunque, quanto quantunque.
Passante: - Lei è proprio matto!
Rivenditore: - Forse l’abbecedario ha solo e soltanto di coteste pagine matte,
dai mille millanta colori appunto non lucidi, sì ben ludici.
Passante: - Lei gioca con le parole, e con le frasi, senza farsi capire, senza dir
niente, senza significare niente
Rivenditore: Forse l’abbecedario non è altro che un lunario, un enigmatico
lunario labirintico, una summa sottratta al senno, le di cui pagine sian state
scompaginate, in cui vi si possa trovar di tutto senza che niente si perda.
Passante: - In verità, pare proprio il contrario: non vi si trova niente, e si perde
tutto.
Rivenditore: - Forse è perdendosi che ci si trova, non trova?
Passante: - Se ci si perde, come ritrovarsi? Parlare con Lei è proprio tempo
perso.
Rivenditore: - Forse non si ha più tempo da perdere: nessuno ha più tempo
da perdere. Così, per nulla. Per non aver che il nulla da fare, per non essere
che un nulla facente. Così, per nulla. Per non aver che il nulla da dire, e
nulla, nulla da dare.
Passante: - Le ho dato tutto il mio tempo. Ora non me ne resta più. Questo
tempo non si ritroverà più.
Rivenditore: - E pure, se solo offrisse quattro soldi per cotesto abbecedario
lunambolo, per cotesto lunario analfabetico, magari potrebbe venire a co-
noscenza del luogo dove ritrovare il tempo.
Passante: - Un luogo dove ritrovare il tempo?
Rivenditore: - Un luogo di ritrovo.
Passante: - Un luogo di ritrovo? Ma che dice?
Rivenditore: - Non è forse un luogo di ritrovo il luogo ideale della realtà
oggidiana? Lei non cercherà certo un luogo reale per l’ideità!
Passante: - Ma di che parla? Lei non sa più nemmeno parlare.
Rivenditore: - Non si sa che dire per parlare, non si sa di che parlare per dire.
Passante: - Ormai sono senza parole.
Rivenditore: - Tutti si è senza parole: un sòno senza parole. Ecco, si sente
una musica. Ecco, lo spettacolo del gran teatro sta per finire. Le ultime
battute, questi colpi di gran cassa, ora. E la danza, ora. Ecco, il gran ballo,
il ballo finale. Lo spettacolo è finito. Giusto in tempo per la fine del tempo.
Per la fine dei tempi. Lo spettacolo sta per cominciare. Giusto in tempo per
l’inizio del tempo. Per l’inizio dei tempi. Ecco, arrivano buone nuove!
Nove lune, Signore, novissime! Nove novità, Signore? Non Le necessitano
delle buone nuove?
Passante: - Buone nuove per l’anno nuovo? Finalmente un auspicio!
Rivenditore: - No, Signore.
Passante: - Come no? E allora a che le nuove? Non ci sono buone novelle?
Eppure, la vita è bella, non è così?
Rivenditore: - Felicità! – disse Pinocchio. – Non è così?

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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 11/01/2008 :  15:53:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

"Le Printemps adorable a perdu son odeur!
Et le Temps m'engloutit minute par minute"
(C.Baudelaire, Le gout du néant)
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 14/01/2008 :  11:34:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

bau de l'aire

[img]http://img265.imageshack.us/img265/5664/walterbenjaminyt0.jpg[/img]

"[...] nello spleen la percezione del tempo è acuita in modo sopran-
naturale; ogni secondo trova la coscienza a parare il suo colpo."
(W.Benjamin, Baudelaire e Parigi)

(nota a piè pagina delle parole di cui sopra)

[img]http://img185.imageshack.us/img185/6050/edgarallanpoemisterihp1.png[/img]
"Nel mistico dialogo tra Monos e Una, Poe ha ricalcato, per così di-
re, sulla durée, il vuoto decorso temporale a cui il soggetto è abban-
donato nello spleen , e sembra sperimentare come una beatitudine la
liberazione dai suoi terrori. Il "sesto senso" che tocca al defunto è
la facoltà di ricavare un'armonia anche dal vuoto decorso temporale."

[img]http://img293.imageshack.us/img293/1319/baudelaireku8.jpg[/img]
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campi giovanni
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Inserito il - 15/01/2008 :  16:00:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

in compiuto es ego altero absolve in nominato tempo incompiuto?

[img]http://img183.imageshack.us/img183/8563/todundfeuerfornowhk2.jpg[/img]

"Nominiamo il tempo quando diciamo: "ogni cosa ha il suo tempo". Que-
sta espressione significa: ogni cosa che di volta in volta è, ossia
ogni ente, viene e va al tempo giusto e rimane per quel tempo che
dura il tempo che le è assegnato. Ogni cosa ha il suo tempo."
(Martin Heidegger, Tempo e essere)

[img]http://img183.imageshack.us/img183/9517/heidegger2tv0.jpg[/img]

"Essere - una cosa, ma niente di essente.
Tempo - una cosa, ma niente di temporale."
(ivi)
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 26/01/2008 :  16:01:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

anomiaolalie teratologiche e teatrologiche

[img]http://img125.imageshack.us/img125/8901/paulvaleryre8.jpg[/img]

"ogni funzione del vivente (le funzioni essendo definite dai loro
valori e dalle relazioni fra esse) dovrebbe essere rappresentata
dalle sue costanti, dal suo ciclo di tempo, poiché ognuna ha il
suo tempo
"
(Paul Valery)
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campi giovanni
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Inserito il - 27/01/2008 :  13:13:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
che tempi straordinari!

[img]http://img213.imageshack.us/img213/7969/marxgrouchoaw7.jpg[/img]

"Caro Sheek,
l'elefante bianco che sto costruendo sulla sommità di una collina mi
prende gran parte del tempo. Quando mi sono imbarcato in questa di-
spendiosa follia non avevo idea che mi ci sarebbe voluta una tale
marea di tempo e di denaro. In una giornata tipo, lassù ci sono al-
meno venti operai, tutti indaffaratissimi a nettarsi le unghie e a
guardare l'orologio. lo straordinario scatta circa quindici minuti
dopo il loro arrivo la mattina. Sia come sia, un bel giorno tutto
questo finirà, e io maledirò l'ora..."
(Groucho Marx, Le lettere di)

segrete lettere

"non riesco a capire perché non ricevi le mie lettere. Forse è perché
non ti ho scritto. Comunque, ora che hai rotto il silenzio lo romperò
a mia volta, anche se probabilmente non avresti scritto se non avessi
avuto bisogno di..."
(ivi)
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 27/01/2008 :  13:46:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

assoluta mente relativa, relativa mente assoluta

speculi infranti

[img]http://img186.imageshack.us/img186/6114/1754webkx4.jpg[/img]

"Tutto è relativo.
Prenda un ultracentenario che rompe uno specchio:
sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie..."
(Albert Einstein)



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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 31/01/2008 :  16:59:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

inter me dia te

[img]http://img254.imageshack.us/img254/7030/grouchoinsedutapsicanalcz9.jpg[/img]

"domenica scorsa ti ho visto a Open end, era ora che qualcuno parlas-
se chiaro riguardo a Freud e ai suoi discepoli. Non ne posso più di
queste idiozie."
(Groucho Marx, Le lettere di)

[img]http://img254.imageshack.us/img254/6907/virginiagalileikd8.jpg[/img]

"Io non ho che dir altro, ed era mezo astratto su quel disegno, e sul
pensare come quei tratti tirati per tanti versi, di qua, di là, in su
in giù, innanzi, in dietro, e 'ntrecciati con centomila ritortole,non
sono, in essenza e realissimimamente, altro che pezzuoli di una linea
sola tirata tutta per un verso medesimo, senza veun'altra alterazione
che il declinar del tratto dirittissimo talvolta un pochettino a de-
stra e a sinistra e il muoversi la punta della penna or più veloce or
più tarda, ma con minima inegualità: e considero che nel medesimo mo-
do si scriverebbe una lettera, e che questi scrittori più leggiadri,
che, per mostrar la scioltezza della mano, senza staccar la penna dal
foglio, in un sol tratto segnano con mille e mille ravvolgimenti una
vaga intrecciatura, quando fussero in una barca che velocemente scor-
resse, convertirebbero tutto il moto della penna, che in essenza è u-
na sola linea tirata tutta verso la medesima parte e pochissimo in-
flessa o declinante dalla perfetta drittezza, in un ghirigoro"
(Galileo Galilei)
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campi giovanni
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Inserito il - 02/02/2008 :  16:58:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

nient'altro da dire ultima mente?

[img]http://img254.imageshack.us/img254/6792/paulvaleryxex5.jpg[/img]

"Erissimaco: [...] Che dicevate?
Fedro: Niente, ancora. Guardavamo i nostri simili[...]"
(Paul Valery, L'anima e la danza)

simil mente dissimile

[img]http://img112.imageshack.us/img112/6108/grouchofrmj5.jpg[/img]

"Non ho molto da dire perché ultimamente non ho pensato molto, ma mi
è venuto in mente che [...]"
(Groucho Marx, Le lettere di)
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campi giovanni
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Inserito il - 04/02/2008 :  11:57:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
che strano...


il principio della fine: l'antifabula

[img]http://img153.imageshack.us/img153/934/vale9uq7.jpg[/img]

"Lucrezio: Certo (ed è strano, infatti) che il vero non può
esserci noto se non mediante l'impiego di molti artifici. Niente di
meno naturale!
Titiro: Ho notato che non c'è cosa al mondo che non sia stata ornata
di sogni, considerata come un sintomo, spiegata da qualche miracolo;
e ciò quanto più ingenuamente potente è la preoccupazione di cono-
scere le origini e le circostanze prime. Certamente per questo fu
pronunciata, da un filosofo di cui non ricordo il nome, la sentenza
DA PRINCIPIO ERA LA FAVOLA."
(Valery, Dialogo dell'albero)
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 04/02/2008 :  15:52:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

d'insavie memorie in savi oblii

[img]http://img206.imageshack.us/img206/6553/topht1og0.gif[/img]

"Lucrezio: Che bizzarre combinazioni possono sussistere nella tua
memoria, o Titiro!
Titiro: - Amo quel che mi stupisce e non ritengo se non ciò che nel-
lo spirito di un saggio potrebbe soltanto suscitare oblio."
(Paul Valery, ivi)
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campi giovanni
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Inserito il - 04/02/2008 :  16:24:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

ramificate cautele labirintiche

[img]http://img147.imageshack.us/img147/3448/heidegger9sy3.jpg[/img]

"Per ritornare alla cosa in questione, al di là dell'espressione lin-
guistica, dobbiamo dimostrare in che modo si può esperire e scorgere
questo es gibt. La via adeguata a tal fine è quella di discutere che
cosa viene dato [gibt] nel "si dà" [es gibt], ossia che cosa signi-
fica "essere", l'essere che "si" dà, e che cosa significa "tempo", il
tempo che "si" dà. Tentiamo dunque di guardare prima all'es che gibt
essere e che gibt tempo, ossia al ciò (all'"esso") che dà essere e dà
tempo. Guardando prima ad esso procederemo ancora con
pre-vidente cautela."
(Martin Heidegger, Tempo e essere)
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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03