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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 03/01/2010 :  20:02:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
2010: ci salveranno Cechov e Tolstoj

(da "La Stampa")

[img]http://business.alinari.it/newsletter/template/eventi2010/img/ULL-F-020905-0000.jpg[/img]


di GUIDO CERONETTI

Per il Duemiladieci, due date fauste. Per la vita e la strenua, da tenere per le gavigne, sopravvivenza del pensiero, introduciamoci nel ricordo di due formidabili consolatori del genere umano. La prima data, poco dopo il giro d’anno: centocinquantanni dalla nascita, il 17 gennaio 1860, di Anton Pavlovic Cechov; la seconda, cento anni dalla morte di Lev Nicolaevic Tolstoj, il 7 novembre 1910. Gloria a loro, figli della più fraterna Russie éternelle, e non perdiamo la mirabile occasione per riviverne qualcosa. Ripercorrerne la traiettoria di cometa, e nella bisettrice stregata del loro mondo interiore pensare che è a spiriti di questa apertura e forza che dobbiamo le rare tregue di riscatto dalla miseria e dal male fondamentale dell’esistenza, i rari istanti in cui ci imbattiamo come per caso grazie a una indicibile serata a teatro, alla lettura di un romanzo o di un libro di memorie.

Non per nulla raggiava sull’epoca la luce soffusa dei lampioni a gas della filosofia di Arthur Schopenhauer, che avvolse di penombra refrattaria a ogni violenza entrambi: e Schopenhauer è paralume di metafisica dolente, è tenda di rifugio di tutta l’Arte, di tutti gli artisti, degli strateghi del teatro, dei Napoleoni ad Austerlitz scoronati e battuti alla Beresina, dei saltimbanchi tristi ed eroici, dei bodhisattvas sparsi e falliti, vittime della propria generosità e compassione, dei registi del Teatro d’Arte di Mosca, dei pittori alla Böcklin e alla Roerich, dei musici che compongono le note di lutto per l’Infanta o del Pomeriggio di un fauno - e dei Cézanne, dei Zola...

Ogni messinscena cechoviana richiede di ripercorrerlo, dramma per dramma, tutto. Cechov è un bodhisattva sofferente, in incognito, che ha il successo del penare per tutti, e col suo soffio lascia dietro di sé uno stuolo di presenze e di vibrazioni nirvaniche, mentre il suo realismo, il suo aderire ai luoghi, al tempo, al vivente, all’istante transitivo, sono tributi di mera apparenza. Gli va ridato il segreto che fu suo proprio: portare in scena l’invisibile, il legame silenzioso, come di slitta sulla neve, col trascendente. Bisogna iscrivere tra i suoi personaggi anche la corda che si spezza e i colpi di scure che abbattono i ciliegi che compaiono solitari alla fine del Giardino, i singhiozzi di Maša Prozorova e il «Riposeremo, zio Vanja, riposeremo» di Sonja Aleksandrovna, il «qualcuno che sembra pianga» nel teatrino vuoto in giardino nel Gabbiano, gli accenni di balalàika - la presenza in scena di tutto quel che ne è, didascalicamente, tenuto fuori. Si possono vedere i sei drammi principali di Cechov come l’unità profonda di una esalogìa - un unico dramma in tristitia hilarus, pendolo mobile sui crateri della condizione umana. Le prossime regìe russe ed europee, invece di tendere principalmente a violentare il testo, potrebbero, chissà, tener conto di questo: l’unità musicale di tutta l’esalogia cechoviana.

Lo schopenaurismo tolstoiano è ben rappresentato, biograficamente, dalle sue fughe mentali di vecchiaia, di sempre, fino all’ultima, la finalmente compiuta, allorché il treno lo lascerà, libero di morire, alla stazione di Ostàpovo. Schopenhauer non addita nessun futuro - Tolstoj neppure. Vuole fuggire soltanto: dal desiderio, dagli attaccamenti, dalla famiglia, dalla fama, con le irresolutezze tipiche del suo segno astrologico (Vergine, 28 agosto), da tutte le sofferenze implicite nell’illusionismo della Volontà. (Sarà, immagino sfarzosamente, celebrato nel 2010: ma non sia preso Tolstoj come palina con freccia verso il futuro).

Imbarcare sia l’uno che l’altro sulla nave del 2010 può fare rinsavire - ahimè di poco - l’odierno baccanale di impazziti e di oscurati. Non sono assumibili nella sfera globalizzatrice-crescitista-ripresista dove ci vogliono incatenare, felice, come sulle galere del re cattolico. Sono dei renitenti a questa leva di morti che camminano. Sono sorrisi della bellezza e della compassione sorti a medicare le ferite dell’umanità e della terra. Schopenhauer insegna la falsità di ogni esistere e di ogni consistere reale: e per solo scampo da questa voragine, che come il sole non può essere guardata direttamente in faccia, ci confida le arti magistrali del Teatro, e gli urti immani delle grandi armate di Guerra e Pace, la passione di Anna Karenina, il canto dei deportati di Resurrezione.
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 07/01/2010 :  18:23:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In questo arguto e disperato articolo, dal color oro e rosa di tramonto, spicca come uno scarafaggio in una coppa di champagne quell’"irresolutezze tipiche del suo segno astrologico, Vergine, 28 agosto". Come a ricordare che nel bel mezzo del nostalgico lirismo per il buono e il bello stile, tocca pur sempre fare i conti con i miasmi gregari dell’ attuale tempo.

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orlandogibbons
c.s. acquatico


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Inserito il - 07/01/2010 :  20:43:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
non ti garba il tempo?
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 08/01/2010 :  13:29:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il tempo, questo apostrofo nero tra due somministrazioni di L-dopa per Parkinsoniani? Il tempo degli assassini? Questo erompere pernacchiesco appena qualcuno attacca un Magnificat?

[img]http://www.wga.hu/detail/b/bosch/2deadly/7deadly1.jpg[/img]


Se non si può ovviare la disgrazia d'esser nati, almeno aver la fortuna di vivere in un castello circondato dal nulla, ove si possa far musica e poesia. Cioran, il grande Cioran, fa bene ad invocare l'ozio come stato taumaturgico di un'esistenza altrimenti bestiale.

Modificato da - nelson dyar in data 08/01/2010 16:03:42
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orlandogibbons
c.s. acquatico


57 Messaggi

Inserito il - 09/01/2010 :  15:47:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
a me piace molto il tempo con tutte le rughe di cui mi copre; mi piace per la discrezione con cui avanza semplice e discreto sui territori della mia crapa pelata. mi vizia anzi, ripetendosi uguale a sé stesso anche quando t'aspetteresti altro. in fondo ha un che di consolatorio mentre ti ruba il respiro. del resto cosa sarei ora se non mi vedessi invecchiare; se non mi sentissi ogni volta rapinato della mia gioia più pura, l'attesa.

Modificato da - orlandogibbons in data 09/01/2010 15:49:07
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 09/01/2010 :  18:42:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.galleriajzarttrading.arsvalue.com/webapp/upl/immagini/83e4ba5e-4a2f-4f4f-980e-196ab31195fe%5C200802%5C12894591-ovale-blu-mimmo-rotella_big.jpg[/img]


L'errore magari è pensare che il tempo invecchi noi, o ci rubi il respiro, o ci derubi dell'attesa della morte. L'esistenza del tempo mi pare un assoluto, e perciò il nostro esistere nient'altro che una pretesa, probabilmente ridicola. Però ammiro molto tutti coloro che riescono a stare in equilibrio su una simile contraddizione.
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o_cugino
c.s. infuocato


132 Messaggi

Inserito il - 10/01/2010 :  00:14:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

so sciupa'?

[img]http://files.splinder.com/4ca8e3cbb107ceb59f771b2babd24aa9.jpeg[/img]

Mr Nelson:

L'errore magari è pensare che il tempo invecchi noi, o ci rubi il respiro, o ci derubi dell'attesa della morte. L'esistenza del tempo mi pare un assoluto, e perciò il nostro esistere nient'altro che una pretesa, probabilmente ridicola. Però ammiro molto tutti coloro che riescono a stare in equilibrio su una simile contraddizione.

Mastro O' cugino:

Mah, e chi sarebbero questi qui che sanno stare in equilibrio? Quelli convinti di avere una missione, quelli che credono che dopo la vita ci sia il paradiso percio' non hanno alcun rispetto per la vita stessa, tipo i preti, o i comunisti che ficcano sempre la giustizia e l'etica dappertutto, come se ci debba obbligatoriamente stare sempre e per forza in ogni cosa, non si sa per quale motivo, ma siccome lo credono loro allora dev'essere valido per tutti, in fondo sono esattamente come i preti, entrambi hanno un dio in nome del quale possono permettersi di fare qualsiasi porcheria non appena ne hanno la possibilita'. O quelli che cercano sempre il piacere attimo dopo attimo, sotto forma di potere, denaro, sesso, o vizi vari, cosi corrono tutta la vita come deficenti per fottere il prossimo credendo di essere felici, poi quando non gli tira piu' si sparano in testa e si fanno seppellire coi soldi? Ma non esiste alcun equilibrio, perche' non esiste alcuna risposta, se ci fosse ci sarebbe una regola per tutto, ho conosciuto anche quelli che pensano che darsi una regola sia la risposta, sinceramente dopo aver visto come vivono li considero tra coloro che mi fanno piu' pena. Quindi cioran non e' la risposta, perche' nessuno lo e', e' uno sfigato noioso, come tanti altri, forse come tutti noi, la grande famiglia di quelli che non fanno che lamentarsi convinti che il lamento sia una risposta filosofica superiore, quelli che pensano di dimostrare col lamento la loro intelligenza e la spiegazione a tutto, probabilmente perche' non hanno capito niente nemmeno loro, esattamente come tutti gli altri, ma non lo vogliono ammettere. E poi dove sta il superiore e l'inferiore? Per esistere dovrebbe esserci una legge evidente che lo dimostra, che dimostri dove sta il sopra e il sotto delle cose in modo inequivocabile. Sono sempre stato un fanatico e convinto evoluzionista, ovviamente in base all'evidenza dei fatti scientifici conosciuti e dimostrati, ma leggendo un po' sulle ultimissime scoperte riguardo il dna mi sta venendo qualche dubbio anche su questo, non rimane che accettare e conviverci, che altro potrei fare? Ancora una volta e' chiaro che niente e' mai scontato. Quando gauguin e' tornato da tahiti stanco e annoiato dalla sensazione che gli abitanti del posto fossero poco piu' che animali, ha commesso un madornale errore, il classico di quelli che sono convinti che solo il loro modo di pensare sia quello giusto, infatti lui dava scontata una realta' oggettiva, quella di un prima e dopo del tempo, che tutto debba avere sempre un senso, quindi non sopportava piu' il loro modo di vivere, basato sul semplice concetto di istante, probabilmente per loro il tempo non esisteva nemmeno, ma il loro pensiero era sicuramente piu' intelligente di quello di tutti i gauguin saccenti, che riempiono di inutile fumo questo mondo, non certo come le mie marlboro, almeno per loro e' dimostrato che provocano il cancro. Conclusione di tutto questo discorso? Mi dispiace, se c'era non me la ricordo piu', ma prometto che appena mi torna in mente la scrivero' qui, immediatamente.



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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 12/01/2010 :  11:44:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'ottimismo è il profumo della vita.
Tonino Guerra o il creatore dello spot UniEuro ?

P.S. I pessimisti, in generale, sono più divertenti e i grandi comici fuori dal palco o dal set ( o dallo studio televisivo, ora ) sono molto tristi. Far ridere gli altri è un lavoro fatiocso...

Modificato da - boboross in data 12/01/2010 11:44:32
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o_cugino
c.s. infuocato


132 Messaggi

Inserito il - 12/01/2010 :  23:24:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da boboross

L'ottimismo è il profumo della vita.
Tonino Guerra o il creatore dello spot UniEuro ?

P.S. I pessimisti, in generale, sono più divertenti e i grandi comici fuori dal palco o dal set ( o dallo studio televisivo, ora ) sono molto tristi. Far ridere gli altri è un lavoro fatiocso...



Mio esimio bob rock, ma mi faccia un piacere, e rilegga meglio, perche' forse ha confuso ironia e cinismo con ottimismo e comicita'. O forse lei e' solo un amante del melodramma, anzi della sceneggiata napoletana strappalacrime alla merola? in tal caso stia lontano da kafka. Oppure, piu' semplicemente, senza aforismi, citazioni, frasi fatte, il tutto condito per bene a doppio senso, lei e' cosi come mamma l'ha fatto, cioe' nudo. L'avverto pero' che se insiste, con questa stagione di chiari di luna, umidita' e freddo, prima o poi secondo me si buschera' un bel malanno, quindi si faccia subito un bel vaccino ...parola di dott O' cugino.



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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 31/01/2010 :  19:06:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La volontà è uno dei principali organi della credenza non già perché genera la credenza, ma perché le cose sono vere o false , secondo il profilo sotto il quale vengono osservate.La volontà, che si compiace dell'una più che dell'altra, storna l'intelletto dal considerare le qualità di quelle che non le piace vedere; e così l'intelletto, procedendo di pari passo con la volontà, si sofferma a considerare l'aspetto che piace ad essa;e così giudica per quel che vede.

Pascal
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 02/02/2010 :  19:11:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nessuno raggiunge la frivolezza di colpo.E' un privilegio e un'arte;è la ricerca del superficiale in coloro che, accortisi dell'impossibilità di qualsiasi certezza, ne hanno concepito il disgusto; è la fuga lontano dagli abissi che, essendo naturalmente senza fondo, non possono condurre da nessuna parte.

E. Cioran: Sommario di decomposizione.
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 03/02/2010 :  07:08:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
per una critica delle masse

[img]http://www.bartolinoleone-eolie.it/foto_gallery/frana.jpg[/img]


Quando la massa critica delle stronzate è raggiunta, ecco che dalla cronaca si entra finalmente nella storia. L'insieme delle cose ha preso una direzione predominante, e non c'è cosa che possa sottrarsi allo slancio. Come per le frane, del resto si può solo andare dall'alto verso il basso. Facile che si scambi l'accelerazione progressiva come la prova della propria potenza, mentre non è che forza di gravità. In ogni caso, è certo che ormai la dinamica inarrestabile sarà materia per gli storici: uno dei tanti enigmi inevitabili, mai del tutto comprensibili, come sempre i cosiddetti fenomeni sociali. E quando tutto sarà finito, chissà quali saranno i morti che rideranno.
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 20/02/2010 :  23:27:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
<< Sentire il peso della storia , il fardello del divenire e quell'accasciamento sotto il quale la coscienza si piega quando considera la massa e l'inanità degli avvenimenti trascorsi o possibili ...>>

Caro, povero Emil...Da quando scrivesti queste parole ne è passata di acqua sotto i ponti e l'uomo ha lavorato per evitare siffatti struggimenti. Egli vive in un presente infinito dove gli avvenimenti trascorsi o possibili sono diventati una serie di immagini indistinte o indistinguibili per quasi tutti.
E anch'io, anziché compulsare e meditare sui tuoi testi in silenzio, sono davanti ad uno schermo a lanciare nella << RETE > le mie considerazioni...
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 27/02/2010 :  19:39:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
<< Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti.Dove sono i santi?Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità >>
Ennio Flaiano.

Profetico. Morì nel '72. NOn aveva ancora visto niente.
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 03/03/2010 :  11:24:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
<< Lo scantonamento è l'ultimo rifugio dei codardi. >>
Mustafà dei Cordovani- Etica del tradimento

Modificato da - boboross in data 06/03/2010 08:37:06
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Generated in 0.08 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03