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 plotone d'esecuzione
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santommaso
nuovo c.s.


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Inserito il - 22/06/2008 :  16:47:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
plotone d'esecuzione



“Mon dieu! Ô mon dieu!” - disse il Signore.

La vita del signore era stata costellata da una serie di avvenimenti a dir poco sconcertanti, l'ultimo dei quali era appunto di trovarsi, tradito da uno, e ancor di più da tutti coloro non l'avevan creduto, dinnanzi ad una platea fatta di persone pronte a tutto sí ma non al perdono. Come se il perdono non fosse fatto per costoro, come se il perdono non esistesse punto.

Due uomini gli erano accanto: c’è chi dice che soltanto uno venne salvato, un altro invece dice che ambedue furono condannati, altri ancora tacciono sulla questione. Come dire che dei fatti ci son versioni discordanti, cui credere o meno; cui dar credito, e credibilità, o, per lo meno, verosimiglianza. E se invece fossero vere tutte le versioni? o false amendue? Forse la verità era nel silenzio di quelli che tacevano? E perché la tacevano? Era dunque una verità indicibile? O semplicemente non riuscivano a far corrispondere le cose all’intelletto di esse?

“Un, due, tre: fuoco!”

C'era dunque un numero per ognuno di loro, e il fuoco per tutti.

“Mon dieu, Ô mon inaccessible dieu!”


Modificato da - santommaso in Data 08/09/2011 10:50:04

rearthùro
nuovo c.s.


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Inserito il - 24/06/2008 :  14:14:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
minuta langue!




“Feu! Feu sur moi!” – disse il Signore.

Il signore, che non aveva piú desiderio di vita, e di Tutto quel che ne concerne, aveva espresso, la banalità della formula non aveva certo nulla di magico, quest’ultimo desiderio: di non desiderare. Certo che il fuoco lo potesse infine esaudire, non immaginava affatto che, una volta che codesto fuoco avesse compiuto il suo tragitto, di guizzi e crepiti, di fiamme e favelle, di lingua e lingue, - l âme - avrebbe viceversa fatto scintillare eternamente. Era forse un sant’uomo, o piú semplicemente un poveruomo.

“Ô mon pauvre! Ô pauvre christ!”

“Un pauvre diable?”


Modificato da - rearthùro in data 08/09/2011 10:52:48
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framartino
nuovo c.s.


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Inserito il - 29/06/2008 :  13:22:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
abbandoni



“Y a-t-il quelqu’un?” – chiese il Signore.

“Il n’y a plus personne” – rispose una voce.

Nel dileguarsi d'ogni voce, nel silenzio più puro dell'esser solo, gli parlava dunque una voce, che non era di qualcuno, che forse era la sua stessa voce: una voce senza corpo, forse una eco di sé a sé. Gli dava una risposta, muta: una risposta che mutava l'ordine dei fatti, e insieme dei fattori. Quel qualcuno di cui chiedeva chi era? Non essendoci nessuno, c'era appunto questo nessuno che gli parlava, ma gli parlava per dirgli nuovamente che non c'era nessuno, nemmanco uno. Lui stesso era questo qualcuno? Lui stesso era questo nessuno? Questa insistenza nel domandare di qualcuno, che era lui, e non lo era, non poteva essere destinata ad altri se non a lui stesso, ma non in quanto uomo, né in quanto ragione d’essere uomo, ma piuttosto in quanto esser solo, e solo e soltanto senza ragione d’esser solo. Era sgomento, ma pronto ad esser tale: senza paura di esserlo. Si trovava in una radura, là dove era stato posto, là dove era stato posto ci fosse posto per lui, ora mai deposto. E la cosa era senza un perché.

“Mon dieu, Ô mon dieu, pourquoi m’as-tu abandonné?”

E lí, e lí non c’era niente, o in fine c’era un dono donato.

“Oh, se soltanto si avesse tempo!”

“Oh, se soltanto ci fosse tempo!”


Modificato da - framartino in data 08/09/2011 10:55:20
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minuto agosto
nuovo c.s.


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Inserito il - 07/07/2008 :  04:13:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
fuzzy



"Ce que je sais, je le sais."

"Ce que je ne sais pas, je ne le sais pas"- disse il Signore.

Il signore era entrato in una città. A dire il vero, sempre che sia possibile dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, o dirne almeno una senza violar leggi o principi, siano quelli della ragione o d'una ragionevole follia, siano quegli altri della logica o d'una logica contraddizione, siano infine quegli altri ancora della identità o d'una identica differenza, - non era propriamente una città, quella in cui il signore era entrato, ma ne erano due: dunque il signore era entrato in due città. E questa è la verità. Al che chiunque avrebbe mosso, quale legittima obiezione, il dire inverso l'inesistenza d'una tale improbabilità: come avrebbe potuto il signore entrare al contempo in due città? come avrebbe potuto, un signore qualunque, fare una cosa del genere? O entrava in una città, si diceva, o nell'altra. Ma il fatto è che invece il signore era entrato in due città. E cosí stanno le cose. E cosí i fatti.

“Ô babylone!”

” Ô babel!”


Modificato da - minuto agosto in data 08/09/2011 11:07:44
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il vegliardo
nuovo c.s.


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Inserito il - 12/07/2008 :  15:29:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
cosí va il mondo





"Ainsi vont les choses" - disse il Signore.

Il signore vedeva due torri: l'una era da una parte, e l'altra era in quella opposta. Una delle due, non si sa quale, era grande; dell'altra non c'è che dire. La grande torre era popolata da vari personaggi, che potremmo definire, senza tema di smentita, né tantomeno di conferma, la varia umanità. L'altra torre era invece completamente disabitata. L'una e l'altra torre parevano avere più d'una cosa in comune; alcuni dicevano che erano proprio uguali e, per questo, le chiamavano le torri gemelle, tanto era forte in loro questo principio: e questo principio era per taluni il fine e per talaltri la fine. Tra loro, pochi affermavano essere, le due torri, nient'altro che una sola unica torre, adducendo l'ipotesi che l'altra non fosse che la proiezione o il riflesso dell'una, o sia ponendo il caso, problematico quanto altro mai, di un prima e di un dopo, d’un evento, cioè a dirsi, che avesse popolato e spopolato di personaggi il teatro in questione, e senza tener conto dell'ordine dei fattori. Purtuttavia, le créateur de toutes choses ainsi ordonna de mettre en ordre le désordre. O non era piuttosto il contrario?

“Au contraire!”

“Est-ce qu'il n'y a pas la tour?”

E ora, che è senza prima né poi, non c'è piú la torre, né ci sono piú le torri.

“Et alors, qu'est-ce qu'il y a?”

“Il y a seulement le non-voyant qui guide des non-voyants.”

Modificato da - il vegliardo in data 08/09/2011 11:10:42
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luigiorgio
nuovo c.s.


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Inserito il - 13/07/2008 :  17:06:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
@



“Quelqu'un sait-il la vérité?” - fu chiesto al Signore.

Il signore si avvalse della facoltà di non aver risposta alcuna, in quanto le possedeva tutte, non solo dunque quella della conoscenza della verità, ma anche quella della menzogna che tale verità celava, e della verità di questa menzogna: il signore si trovava all'interno di una delle due torri, o d'amendue, il che sarebbe come dire la stessa cosa e, forse, anche dire meglio; il signore dunque si trovava, oltre che all’interno di una delle due torri, anche all'esterno di essa, o di esse. Le torri, sia l'una che l'altra, eran fatte e di scale e di porte. Le scale, che, per loro definizione innata e indefinita, non si sa se siano ingiuse o insuse, erano delle scale a chiocciola, cosa questa che non mancava di porre interrogativi, di tra l'inquietante e l'angoscioso. Se d'un lato, di fatti, parevano volersi elevare in un'estasi superna e paradisiaca, dall'altro lato parevano volersi inabissare in quella discenditiva e infernica. E cosí pure ogni porta, che si apriva, c'è chi dice che si aprisse verso una nuova, altra scala, chiudendo dietro di sé la precedente, e c’è chi dice il contrario, o quasi, e cioè che ogni porta, che si apriva, non si aprisse che sulla precedente, chiudendo dietro di sé la novella et altera. Et cetera, et cetera. Altri ancora afferma che le porte non si aprivano, ma si chiudevano, e che, cosí facendo, talvolta chiudevano talvolta aprivano e le novelle et altere, e le antique. Come dire che ogni porta è tutte le porte, e ogni scala tutte le scale.

“Chaque chose c’est toutes choses: n'est-ce pas?”

“Il va sans dire” - rispose il Signore.

“Il n'y a pas d’autre.”



Modificato da - luigiorgio in data 08/09/2011 11:14:29
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 13/07/2008 :  20:56:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma quanti parenti hai, campigiovanni?

[img]http://cache.virtualtourist.com/1295323-matrioska_mix-Russia.jpg[/img]
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 15/07/2008 :  11:58:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

è una curiosità personale o intellettuale?
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 15/07/2008 :  14:43:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'impolitico impersonale



[img]http://www.scattieparole.it/files/Image/dopo_la_partenza.jpg[/img]


Non credo d'aver mai avuto curiosità personali, visto che la limitata sfera dell'io offre la stessa vista di una stanza, le cui porte sono sbarrate, le cui finestre sono cieche. Io sono il mio carceriere, e da qui non si passa. Insomma per dirla con Valéry "niente più mi importa". Il riferimento era alla pagina uno ove uno stuolo di paggi tra santommaso e luigiorgio riecheggiava, sia pur senza grande perizia, un'altrettanta numerosa teoria di tuoi post. Ma come nel racconto di Nabokov, se tutti questi epigoni non sono un solo ironico imitatore, chiedo scusa a voi, signori.
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 17/07/2008 :  04:40:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

d(')io perito es/perire la gratia


Complicatibus: - Lei è perita?
Simpliciter: - Non sapevo fosse perita: com'è successo? e dove? e
quando?
Complicatibus: - Lei non sa aggiungere altro al verbo se non l'in-
variabile? Lei non muta, verbigrazia, mai?
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 17/07/2008 :  12:01:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


R: (in comic sans MS, obvious) Scuola industriale: perita chimica, un bel po' di eoni fa.
Complimenti piuttosto, per tanto...


[img][img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/6/66/The_sixth_sense.jpg/200px-The_sixth_sense.jpg[/img][/img]

Modificato da - nelson dyar in data 17/07/2008 12:02:40
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 17/07/2008 :  15:47:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
nude vesti d'investigazioni a delinquere private

[img]http://img293.imageshack.us/img293/562/escherdrawinglh1.gif[/img]

Complicatibus: - Lei, un tempo, si è industriata?
Simpliciter: - A cosa?
Complicatibus: - A formular formule.
Simpliciter: - Lei ha dunque la formula?

Modificato da - campi giovanni in data 17/07/2008 15:48:49
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 18/07/2008 :  09:13:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
«Sappiate che ogni cosa in questo mondo, cioè nel mondo di esistenza e di corruzione, non può possedere più di 17 forze. Inoltre se essa possiede 1 unità di calore, essa ha necessariamente 3 unità di freddo. Reciprocamente se essa possiede 1 unità di freddo, avrà 3 unità di calore; non esiste nessuna altra proporzione per le cose agenti. Se la cosa ha 5 parti di secchezza, ne avrà 8 di umidità, e reciprocamente se ha 8 parti di secchezza ne avrà 5 di umidità. Questa è la regola assoluta per le cose passive. Tutte le combinazioni delle cose così sono stabilite. In effetti una parte di calore può sviluppare e mettere in movimento 8 parti di umidità e 8 di secchezza, quali che esse siano. La messa in movimento della secchezza col calore è più facile della messa in movimento dell'umidità; perché l'umidità è più pesante e appartiene al genere del freddo, sebbene vi sia al momento mescolanza e unione tra lei e il calore. Abbiamo detto che le 17 forze rappresentano qui solo una parte di uno degli agenti e 5 pani dell'altro paziente, ora 5 e 4 fanno 9 e 8 fanno 17. Questa è la base del mondo, sappiatelo».



[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/04/Jabir_ibn_Hayyan.jpg/225px-Jabir_ibn_Hayyan.jpg[/img]

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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 18/07/2008 :  12:16:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

formulare cancro-regina

[img]http://img166.imageshack.us/img166/3877/formulacancrotx6.jpg[/img]
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 20/07/2008 :  23:18:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
NOS
magister magnus
unico et mortale
le città, a volte una sola
i disordini degli ordini che riòrdinano
le verità, infinite
le voci tante, tanti i perdoni: uno solo, il nostro, è per noi
VIVERE VOLUMUS




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pensaci minuto giacomo
nuovo c.s.


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Inserito il - 03/08/2008 :  02:06:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando



dadalus: quirk and quark



"That is the question mark!" - apostrophò il Signore.
"Non propriamente: non è questo il punto in questione" - disse una voce dall'altro lato della porta.

Il y a toujours plus d'un point, et tounuits la même chose.

"Qual è il punto?"
"Qual è, ecco qual è, questo è il punto."
"Y a-t-elle une disparition?"
"Il y a une disparition: l ame, tal è!"
"Apostrophe - où est-elle?"
"Où est le nom qui est sur les noms pour dire à coup sûr, ou pour mal dire où."

Per aver accesso alla scala, o quanto meno ad un gradino di essa, andava aperta la porta; ma, per aprire la porta, andava ritrovata la chiave. C'era stato un tempo in cui qualcuno era stato in possesso della chiave, ma poi, avendone fatto dono ad altri, e con essa tutto, Tutto avendo donato insieme alla chiave, e questa passando di mano in mano, ne erano rimaste solo delle copie, delle riproduzioni: non si aveva piú che una vaga idea dell'idea, né piú che un vago pensiero del pensiero, né piú che una vaga forma della forma, e né manco piú che un vago corpo del corpus.

"Che strano!"
"Telequel strang esse!"

Alla lettera, l'esse, questo essere sí strano che tanti hanno interrogato, alcuni affermandolo, altri negandolo, cui forse non c'è risposta, ne seguiva un'altera, greca questa volta, al cui centro la cosa si mostrava in tutto il suo charme.

"Affascinante, senza dubbio!"
"Lei dunque crede: il est incroyable che Lei abbia un credo."
"Lei non crede sia possibile credere, n'est pas?"
"Il n'est pas, il n'est plus, ni moins moins".

En haut, là dove si aveva la massa, tra le grandi la plus grande, la matta matassa del cerebro, la macula sua non va via, né viene via: oh, empia madre! Et en bas, là dove si aveva la massa, tra le minute la plus petite, la minuta langue langue minuta: qu'est-ce que la mort? Et de même la vie: qu'est-ce que la vie?
Il faut ouvrir la porte au rêve de la raison, où la vérité a été supprimée, et avec elle la beauté. Il n'y a plus une vérité qui soit la vérité. Il n'y a plus une beauté qui soit la beauté. Il y a seulement un mystère: ænigmatico speculare ænigma.


Modificato da - pensaci minuto giacomo in data 10/09/2011 11:44:05
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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03