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ioccio_rm
nuovo c.s.


3 Messaggi

Inserito il - 10/07/2008 :  17:49:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
.

Modificato da - ioccio_rm in Data 13/06/2013 11:34:21

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 11/07/2008 :  10:16:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
money money money

[img]http://www.education.theage.com.au/userimages/tex0321.jpg[/img]


Non so se troverai qui molti lettori di S.K. Però sull'alternativa tra artista e mercante qualcosa forse si può dire. Per esempio, che non esiste. E non solo che una cosa non esclude l'altra, ma che addirittura un artista che non sia un buon mercante è un artista già quasi fallito. - Restiamo al secolo breve: Stravinskij e Picasso erano grandiosi mercanti di se stessi. Così la gran parte dei concertisti: Heifetz, Horowitz, Cortot... la Callas veniva consigliata non sempre bene dal primo marito; un regista cinematografico è prima di ogni cosa un perfetto procacciatore di soldi ("Fare il regista vuol dire trovare i soldi per fare un film", M. Cimino, che ha fatto fallire la United Artists), e un suo moltiplicatore. Hitchckock è stato molto più artista di Cimino, avendo trovato sempre molti soldi (e avendoli fatti fruttare) per i suoi film. Sono mosche bianche le Emily Dickinson, la gran parte dei quaderni dal carcere meritano l'ergastolo, il fatto che Franz Kafka fosse un funzionario non depone nulla a favore dei burocrati. King continua la virtuosa tradizione degli scrittori ricchi.

Modificato da - f.c. in data 11/07/2008 11:35:08
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 17/07/2008 :  18:45:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
non condivido. l'abilità mercantile potrebbe anche essere solo un fatto stocastico (dal verbo greco stocazo), come la propensione alla sfiga (esempi non mancano) o alla calvizie. così pure molti furono e sono abili venditori delle proprie sciocchezze. ma l'arte in sé esula da tutto ciò che segue il gesto; il quale se piace, e ben si vende, gli è tutto grasso che cola, o cacio sui maccheroni che dir tu voglia.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 18/07/2008 :  09:32:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
doverose puttane

[img]http://www.chiesabattistasarzana.it/images/louis_xiv_of_france.jpg[/img]


Io invece sono abbastanza d'accordo con te (e quindi in disaccordo con me? possibile: mi succede). Direbbe un aristotelico tipo il Polonio di Amleto: "mercante" è accidente di "artista", non riguardando la capacità di vendere le proprie opere la sua essenza. Due a zero per te. Ma ammetterai che certe opere neppure sarebbero mai nate se non fosse esistita da parte dell'artista la capacità di farsele pagare.

La letteratura è tutta low-cost, bastando anche a opere monumentali carta e inchiostro. Ma già scrivere per il teatro impone certe imprenditoriali capacità! - E poi la pittura, la scultura... l'architetto è spesso una specie di puttana del re (senza offesa per nessuna delle tre categorie): l'opera esisterà solo se prima qualcuno l'ha comprata. Anche se da postumo Étienne-Louis Boullée è molto ammirato, tutti gli architetti preferirebbero essere Renzo Piano. Del cinema già detto. Kurosawa si tagliò le vene quando vide che avere in Giappone finanziamenti per i suoi film era diventato impossibile (poi si salvò e arrivarono prima i russi, poi Spielberg e Lucas). Impossibile, insomma, per molte arti trascendere dal potere - ed evitare di cercarlo.

Diciamo che la necessità essenziale dell'artista di essere mercante di se stesso è proporzionale alle esigenze materiali da soddisfare perché la sua arte si eserciti? - Pensiamo alla musica: se sei Domenico Scarlatti o Satie, puoi anche essere povero; se sei Haendel o Puccini no.

(Poi penso all'Aretino o a Rubens: artisti per i quali essere ben pagati era semplicemente indispensabile. Oscar Wilde da qualche parte dice che l'arte la trovi dove prima sono arrivati i mercanti).
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 19/07/2008 :  09:58:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
col tempo ogni cosa si complica: d'un ben intelligibile costruttore di ponti vien fuori non si sa bene come e quando un cristointerra, e non ci si capisce più nulla. già all'epoca del vasari è l'acceso desiderio di gloria a muovere la mano dell'artista:

Solevano gli spiriti egregii in tutte le azzioni loro, per uno acceso desiderio di gloria, non perdonare ad alcuna fatica, quantunche gravissima, per condurre le opere loro a quella perfezzione che le rendesse stupende e maravigliose a tutto il mondo; né la bassa fortuna di molti poteva ritardare i loro sforzi del pervenire a' sommi gradi, sí per vivere onorati e sí per lasciare ne' tempi avenire eterna fama d'ogni rara loro eccellenza. Et ancora che di cosí laudabile studio e desiderio fussero in vita altamente premiati dalla liberalità de' principi e dalla virtuosa ambizione delle republiche...


così preferisco fare due passi indietro e chiedermi che desiderio, che premio abbia mosso quindici millenni fa la mano dell'anonimo graffitaro di lascaux, al cui confronto trema il pur fermo gesto d'un giotto o d'un picasso.

ecco, è questo che mi chiedo.
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 20/07/2008 :  23:28:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

sono soldi, per tutti,si sa..
ma ciò che si ha da dare in cambio fa la differenza.
vive la difference!

sfiga, calvizie e maccheroni sono pur sempre dettagli



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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 20/07/2008 :  23:31:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
quasi dimenticavo: chi di voi ha letto, poi, king?
scagli la prima pietra
ecco: il mio sassolino, quasi gentile, rotola...
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 21/07/2008 :  15:35:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
the king


Letto solo Shining, e per amore di Kubrick. Non ne ho ricordi particolari. L'ho letto certo male. Ma senza la nostalgia di tornare a leggerlo bene. Naturalmente tutto questo non è un giudizio di "valore". Non leggo per giudicare. Tanto più che sono un lettore inattendibile: pochissimi americani, pochissimi romanzi, pochissimi romanzi contemporanei.
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 21/07/2008 :  18:49:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Shining: quando mi capitò di leggere il libro avevo ovviamente già visto il film. Alcune scene che avevo immaginato nel libro erano davvero spaventevoli e non erano le stesse scelte dal regista. Il film non mi aveva fatto rimpiangere di non aver ancora letto il libro, il libro mi concesse intatti i ricordi del film. Non si fecero danno!
Tornando all'argomento di partenza: King non scrive male e capisco perchè venda bene, anche se ho letto poco e distrattamente e a volte in cose meno note, come "La lunga marcia" e "L'uomo in fuga", che ricordo come metafore di un modus vivendi statunitense tv-dipendente e perennemente in gara, secondo il quale l'ultimo programma che sarà scritto sarà quello in cui il concorrente che perde viene eliminato fisicamente.


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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 21/07/2008 :  19:13:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
io nemmeno shining. e insomnia, avuto in regalo - mai brucerei o butterei un libro - dorme nel limbo degli intonsi. dev'essere il nome, stefano re, a respingere un vecchio anarcoide.

il discorso comunque esulava dall'accidente, per cui il quesito rimane aperto: è l'opera d'arte prodotta per il soldo o per il piacere (pungolo, necessità)di produrla?
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 22/07/2008 :  14:24:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uhm...
E se qualcuno cominciasse a scrivere per "il piacere di" e poi passasse inevitabilmente ai soldi? A King qualcosa di suo sicuramente è piaciuto all'inizio della carriera: dimenticavo la cosa sua più lunga che ho letto, "L'ombra dello scorpione", anche se mi appare oggi come un volume dalle dimensioni adatte a rialzare il proiettore di diapositive più che ad essere consumato- leggibile, almeno così la pensavo più di 15 anni fa! Probabilmente ha smesso di scrivere personalmente, assumendo un'equipe.
AL di là di King, un'altra domanda è: i soldi contaminano qualsiasi successo?
Oppure si esaurisce la vena creativa di chiunque: se hai avuto successo, hai fatto anche soldi e prima o poi hai prodotto cose di valore inferiore alla tua media.
PS io sono anarchica nella lettura, fiornando: all'epoca leggevo King e Proust insieme!


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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 22/07/2008 :  15:38:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

«Le opere che contengono teorie sono come oggetti su cui si sia lasciato il prezzo» Proust


posta - Bukowski

la posta aumenta
lettera su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono
e poesie, romanzi,novelle
racconti, ritratti.
qualcuno chiede solo un autografo
un disegno, una parola.
altri propongono una corrispondenza
permanente.

io leggo muto, butto tutto
faccio i miei affari

so bene che nessuno è
un "grande" scrittore,
può essere
stato,
ma scrivere è un´impresa
che ricomincia da capo
ogni volta
e tutti gli elogi,
i sigari, le bottiglie
di vino inviate
in tuo onore
non garantiscono
come sarà la riga succesiva,
e soltanto quella conta,
il passato è
inutile,
siede sulle ginocchia
degli dei
mentre i secoli
svaniscono
nel loro marcio
celere
sfarzo.
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 22/07/2008 :  20:19:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
avida dollars
(che è il noto anagramma di Salvador Dalì)

[img]http://www.triennale.it/triennale/sito_html/keith/g.jpg[/img]


Che bello avere amici che leggono libri che tu non leggeresti mai, ma dei quali ti fa sempre piacere sapere qualcosa. Per esempio, il mio amico Raimondo ha appena finito il Diario di Keith Haring (Mondadori): me l'ha raccontato e mi ha letto qualche frase.
Il riassunto è grosso modo questo: quando era un artista giovane e incerto, Haring scriveva di pittura: Jackson Pollock, gli espressionisti americani, il pop, ecc., si poneva problemi di poetica e di espressione.
Diventato ricco e famoso, il Diario diventa un noiosissimo elenco di chi ha visto, di cosa ha bevuto, mangiato, di dove ha dormito. Basta. Poi è morto.
Naturalmente, questo non dimostra niente.
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 22/07/2008 :  21:23:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oh, il diario! Da Alexis de Tocqueville a Keith Haring passando attraverso la Guida Michelin. La differenza, ancora: i soldi. Haring, quando lo scrisse, avrebbe potuto scrivere tutto: l'avrebbero pubblicato.

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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 23/07/2008 :  19:38:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
scrittura come merce o come trallallà

[img]http://www.raucci.net/wp-content/uploads/2007/10/merda-artista.jpg[/img][img]http://www.noveporte.it/dandy/dandies/img/proust.jpg[/img]


Di Dante non abbiamo neanche la firma. Chi la trovasse (forse in America, diceva il grande Billanovich, perché anche i vecchi manoscritti corrono dove sono i soldi), fosse pure in fondo al foglietto della spesa, sarebbe ricco. Il mercato attira i feticisti, e forse quello che molti artisti desiderano diventare è proprio questo: re Mida, dèi che qualunque cosa facciano ha un mercato, e cioè un (buon) prezzo.

Ma quando si scrive - qui, su questo pc, sul foglio di carta che non si sa bene a quale espressione chiami - tutto ciò è del tutto aleatorio e persino inesistente. Perché si scrive? C'è un'euforia, un'onda di energia, di "gioia", che cerca una sua espressione e che nell'esprimersi cerca la sua pace - se si vuole la sua morte. Leopardi, il "pessimista" Leopardi, sa che tutta la poesia è gioia, e chiama il suo libro Canti. - "Vorrei cominciare un lavoro molto lungo", scriveva nel 1908 Proust, e certo neppure poteva immaginare quanto. Ma che gioia nello scommettersi in una speranza del genere.

Modificato da - f.c. in data 23/07/2008 19:39:15
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stregadinotte
c.s. acquatico


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Inserito il - 23/07/2008 :  23:33:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quel che contano i soldi, l'importanza che diamo al danaro, alla fine, dipende da noi. A scrivere qui, ed ovunque, siamo noi. Allora vincono la gioia, l'euforia, la speranza? Perchè no?

"...écrire un roman ou en vivre un, n'est pas du tout la même chose, quoi qu'on dise. Et pourtant notre vie n'est pas séparée de nos oeuvres" Proust
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Generated in 0.09 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03