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 Concorso Letterario Giovani Blues
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AlisiaArt
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Inserito il - 30/03/2010 :  11:08:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Concorso Letterario Giovani Blues – Sulle orme di Pier Vittorio Tondelli
Regolamento

Art.1 – Finalità
La casa editrice Edizioni Amande indice il concorso “Giovani Blues – sulle orme di Pier Vittorio Tondelli” per una selezione con finalità di pubblicazione. I racconti selezionati verranno raccolti in un libro di circa 180 pagine edito dalla casa editrice Edizioni Amande e proposto al pubblico attraverso i canali di distribuzione editoriale (il libro è provvisto di ISBN). La casa editrice inoltre si occuperà di inviare il libro a vari concorsi letterari per promuovere l’attenzione della critica nei suoi confronti. Il numero dei racconti che verranno pubblicati varierà da 20 a 25, a seconda delle esigenze editoriali.

Art.2 – Il Tema
Il tema del concorso ripercorre il progetto di gran successo del 1986 ad opera del grande scrittore Pier Vittorio Tondelli il quale da autore si trasforma in editore al fine di poter raccogliere e valorizzare una serie di racconti che rappresentassero il rapporto dello scrittore con i cambiamenti sociali in atto, con la scrittura, con i mass media, con il mercato editoriale.

Art.3 – Tecniche
Al concorso possono partecipare autori italiani a tutti, senza limiti di età o nazionalità. Ogni scrittore può partecipare presentando fino ad un massimo di tre opere. Si partecipa con un racconto a tema libero che non superi le 15 cartelle dattiloscritte (1 cartella corrisponde a 30 righe di 60 battute ciascuna) il limite delle cartelle è indicativo. I racconti che superino tale limite verranno comunque vagliati.

Art.4 – Modalità di valutazione e premiazione
La valutazione delle opere candidate sarà effettuata dagli stessi selezionatori che vagliano le pubblicazioni delle Edizioni Amande. Il giudizio della giuria è insindacabile. Il premio consiste nella pubblicazione in un libro dei racconti prescelti.

Art.5 – Quota d’iscrizione
La partecipazione al concorso comporta un costo di iscrizione pari a 15,00 € quale causale per spese amministrative, di promozione e divulgazione del libro. Ad ogni vincitore verrà data una copia del libro. Il pagamento della quota d’iscrizione deve essere effettuato con un tramite pagamento con bollettino postale intestato a:

Arkesis sas c.c.p. IBAN IT91U0760112000000077323558
ABI 07601 CAB 12000 c.c. 000077323558

A seguito del pagamento inviare una copia dei moduli o i dettagli (giorno, ora, cifra) del versamento.

Art.6 – Modalità di partecipazione
Ai fini dell’ammissione al concorso il candidato deve inviare in allegato entro il 30 Aprile 2010 quanto segue al sottostante indirizzo:

Edizioni Amande
Via Lorenzo da Ponte, 20
31030 Casier
Treviso

a. Curriculum e biografia
b. copia del versamento della quota d’iscrizione
c. Domanda di partecipazione compilata e firmata (scaricabile dal sito www.mokaweb.it/edizioni.amande)
d. Elaborati in formato word/pdf (max 3) che dovranno pervenire alla redazione in formato cartaceo. Il bando si può scaricare dal sito www.mokaweb.it/edizioni.amande nella sezione dedicata al Concorso.Tra il 1° e il 10 maggio la Giuria si riunirà per decretare i vincitori. L’elenco dei vincitori verrà pubblicato nel sito www.mokaweb.it/edizioni.amande, nel portale www.mokaweb.it e comunicato successivamente via e-mail.

Bando di concorso: http://www.mokaweb.it/edizioni.amande/download/edizioni_amande_bando_concorso.pdf
Domanda di partecipazione: http://www.mokaweb.it/edizioni.amande/download/edizioni_amande_domanda_partecipazione.pdf

Art.7 - Diritti d’Autore
La partecipazione al concorso costituisce espressa autorizzazione alla pubblicazione dell’opera da parte di EDIZIONI AMANDE e la cessione alla stessa Casa Editrice, a titolo gratuito, degli eventuali diritti d’autore relativi alla prima edizione. Ciascun vincitore concede ad EDIZIONI AMANDE i diritti di riproduzione delle opere ai fini della loro pubblicazione.

Art.8 – Tutela dei dati personali
La partecipazione al Concorso implica la conoscenza e la totale accettazione del presente Regolamento.Tutela dei dati personali: il trattamento dei dati, è garantito ai sensi della L. 196/2003.

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173 Messaggi

Inserito il - 01/05/2010 :  11:02:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Giulio Stocchi, le “poesie di schifo”

[img]http://www.norelpref.com/wp-content/uploads/2007/11/hieronymus_bosch_2.jpg[/img]


“Poesie di schifo” sembra aver detto con una battuta infelice un noto politologo a proposito di un testo di Giulio Stocchi che richiama alla memoria la celeberrima epigrafe Il monumento di Pietro Calamandrei, forse, oggi, la poesia civile più nota e apprezzata da chi ancora sa distinguere regole e valori, etica e giustizia, libertà e bene comune.

E poesia civile è pure quella nobile, sofferta, altissima di Giulio Stocchi: “di schifo”, forse, ma non nel senso delle proprie qualità intrinseche, l’Autore, infatti, risulta tra i versificatori più colti, raffinati, intelligenti degli ultimi anni; “poesie di schifo”, dunque, ma solo perché raccontano, hanno la forza, la volontà, il coraggio, il desiderio di narrare brutture, sconcezze, corruzioni, malefatte dell’Italia e del mondo di questi ultimi vent’anni.

I quadri dell’esposizione di Giulio Stocchi in tal senso sono come le pagine, o meglio, i frammenti di un diario costante, ininterrotto che svelano tutto lo schifo vissuto, subito, ingoiato oggigiorno: la perdita d’identità della classe operaria, il razzismo xenofobo dilagante, la persecuzione nei confronti degli “ultimi” (Franz Fanon, e chi se lo ricorda? eppure nel ’68 lo citavano tutti o quasi), l’autocrazia di un Presidente del Consiglio che ha programmato il rincoglionimento del popolo (e della borghesia) attraverso le televisioni, il consumismo, lo spauracchio di dittature sovietiche (soppresse prima ancora che lui entrasse in politica).

Di fronte a tutto questo la voce del poeta civile Giulio Stocchi, ideale erede di Bertolt Brecht e Pier Paolo Pasolini, si erge nobile e cristallina, non solo a esternare lo “schifo”, ma a meditarlo, a chiosarlo, a rifletterci sopra: e lo fa evitando i facili tranelli dell’attuale società mediatica (e in parte letteraria). Al nemico che sbraita, impreca, sgomita, bestemmia, grida, Giulio Stocchi non risponde urlando, ma con il tono fermo, pacato, autorevole, risoluto di un verso gentile, quasi dolce nella costruzione perfetta di un linguaggio verbale memore della lezione dell’oralità popolare.
Con l’oralità Giulio Stocchi riprende la filosofia delle poesie di strada e al contempo reitera, attualizzandole, le arcane tradizioni rituali, dai salmi alle litanie. Si tratta per lui di una religiosità laica, quasi atea, pur nella consapevolezza spiritualista di un impegno concreto, ma affidato a una morale trascendente: non è un caso che i versi di Quadri di un’esposizione abbondino di riferimenti alle Sacre Scritture, dall’Antico al Nuovo Testamento, come pure alla letteratura greca classica, quasi a riprendersi la memoria storica delle culture ebraica e ateniese, spesso trascurate o rimosse, oggi, a favore di un millenarismo cristiano assolutista.

Lo “schifo” si sublima dunque in verità? Difficile a dirsi. Certo è che la grande poesia di Giulio Stocchi smuove le coscienze, pone dei dubbi, inquieta a fondo ogni tipo di lettore (dal rivoluzionario al benpensante), va insomma in profondità. E di questi tempi, a fronte della leggerezza, dell’effimero, dei best sellers o della cultura usa-e-getta, non è davvero poco.

Dall'Introduzione a G. Stocchi, Quadri di un'esposizione, Fare poesia ed., di Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi
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Generated in 0.06 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03