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 I libri più belli della nostra vita
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 02/05/2003 :  21:34:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Poiché credo che i frequentatori di questo sito siano appartenenti all'assai minoritario partito di coloro che leggono più di dodici libri all'anno( qualche anno fa ammontante a poco più di 500.000 persone, secondo non ricordo più quale stima), quali sono i libri che più abbiamo amato nella nostra vita?
Comincio l'elenco:
4 racconti lunghi o romanzi brevi di Conrad: Cuore di tenebra, La linea d'ombra, Fino all'estremo, Tifone.
Puskin: la figlia del capitano;
Melville: Benito Cereno( poi misteriosamente assurto a topos per opera di Carl Schmitt a giustificazione dei suoi commerci- di solo carattere intellettuale- coi nazisti),
L'eterno marito di Dostoevskji;
L'opera poetica di Baudelaire e quella di Verlaine e Rombaud;
Todo modo e Il contesto di L.Sciascia
Tutti i libri di storia e i saggi che ho letto.
Tucidide: la guerra del Peloponneso.
Fra i romanzi contemporanei ho molto amato " i tamburi della pioggia" di Ismail Kadaré, letto quando l'Albania pareva fosse agli antipodi.
C'è qualcosa ancora, ma non vorrei annooiare.
Boboross

m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 03/05/2003 :  17:00:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se ti piacciono i libri di storia, caro Boboross, penso che forse potrebbe interessarti Revolution, di Edgar Quinet, un libro molto interessante che si legge come un romanzo: il terrore come conseguenza indiretta della notte di San Bartolomeo...
C'è un amore per la giustizia e la libertà davvero straordinario.
Se ti piace Puskin, è bello anche La rivolta di Pugacev (sempre in tema di storia, ma qui si sprofonda nell'Asia, è più complicato)!
E perchè di Dostoevskij non i più famosi? ciao M.c.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  12:25:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Borges, mi pare in una poesia, scriveva che la prima arte del critico è nel modo in cui dispone i libri nella sua biblioteca: la biblioteca, come dice anche Ceronetti nella "lanterna rossa" della Stampa di oggi, che ho incollato nel forum in cui ci raccontiamo cosa stiamo leggendo, è un autoritratto fin troppo intimo... e una biblioteca è quella che poi ci portiamo dentro per lo più in perfetta inconsapevolezza. - Jung usa l'esempio della biblioteca per dimostrare che esiste l'inconscio: si prendano due persone, una delle quali ha letto negli ultimi dieci anni 1000 libri e l'altra nulla: li si sottoponga a un trauma tale da provocare la totale amnesia di sé... sarà comunque molto facile distinguere l'uomo dei 1000 libri da quello che non ha letto nulla. La "biblioteca" agisce e sostiene quella persona anche se è ridotta alla perfetta dimenticanza di sé: inconsciamente.

Trovo affascinate la biblioteca di Boboross, e mi piacerebbe saperne di più. Diversi di quei libri sono anche "miei". Forse si potrebbe integrare la sua proposta suggerendo di raccontare la storia di come un libro sia entrato nel proprio elenco: questo, ne sono sicuro, è sempre estremamente avventuroso.
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brummell
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  12:47:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ah sì "i cavalieri dello scaffale"; mi diverte maneggiare con cura questa splendida espressione... i cavalieri del nostro scaffale, i libri angeli... ma allora, anche il Brum si dovrà sottoporre al questionario prustiano? o per legittimo pudore, lo lascerete trascurato nell'ombra (ve ne sarebbe grato! eheheheheh)..mmm... forse chiedete un po' troppo... non so se posso tanto...
ecco! potrei raccontarvi che sul comodino tengo lo spirito delle leggi di Montesquieu, sarebbe un bel dire, nevvero? sembrerei un vero Raymond Aron della situazione... o magari, si potrebbe sussurrare: de bello gallico, tanto per darmi arie tapire da Général de Gaulle...

e se facessi invece sbrilluccicare le legature marocchine dei miei sade? rimarreste forse delusi? mah...

fatemici pensare, tra San Pier Damiani e Turandot, []secretum meum mihi], ma il mio mistero è chiuso in me... e poi vi dico.

baci Brum
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  13:27:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
m.c. ti possino! ma che mi combini? suggerisci così, tranquilla tranquilla, un testo che è una bomba a orologeria tanto è anticlericale! Edgar Quinet, ti possino! eheheheheh
ma lo sai che all'istituto cattolico di Francia al solo nominarlo si dà ancora fuoco alle polveri? non ti puoi nemmeno immaginare! ti dico solo che si fanno ancora lunghe, lunghissime esercitazioni retoriche proprio versus l'opera completa sua (ovviamente assieme al medagliere intero degli storici antigesuiti!)
mi spiego meglio, ne sono stato testimone oculare quando da tsarkoie selò mi spedirono a parigi per studiare la lingua delle aristocrazie.

ora, al mattino, freschi freschi, si prendeva un bel passo di Quinet, uno bello succoso, intriso di laicismo fin nel midollo, magari proprio dalle famose Lezioni tenute al collège de France, per intendersi, quelle per cui il prof fu poi allontanato (e ci mancherebbe pure!)...insomma, si prendeva un passo, lo si scomponeva piano piano, frase per frase; e dopo una vivisezione accuratissima, si cominciava a elencare a turno -dovevi sentire i ghigni di piacere!-a elencare tutte le incongruenze, le inesattezze, le autentiche "falsità"... si procedeva insomma alla famosa vendemmiatio, procedura utilissima prima di sciabolare l'allocuzione finale. ne ricordo una di queste "orazioni conclusive", una lieve lieve, del genere dantesco "picciola al cammino che a pena poscia li avrei ritenuti"... e me lo ricordo tramutato in serpente quel caro novizio, una bissssssssia era diventato via via che si scaldava!
(i famosi ragionari sinuosi)
e altro che il solito filippo neri "state bboni se potete", il clima era da processo di verona! le spranghe e le picche (metaforicamnete?)avrebbero agitato quelli! altro che gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi...!

una delle esperienze più formative della mia vita, meglio che andare al poligono di tiro per un'ora di Balistica!
(comunque Quinet, l'ho letto anch'io. avrai capito che quelli lì mi hanno un po' traviato, ma letto, ecco letto, l'ho letto anch'io. e lo consiglio vivissimamente al nostro bobo)

(comunque per capire bene cosa accadde la notte di san bartolomeo mi permetto di suggerire i ricordi di tommaso sassetti, Il massacro di San Bartolomeo, salerno editore. impressionanti!)
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  14:07:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
molto vera, molto ma molto "azzeccata" la storia della biblioteca (ma che bello oggi siamo in parecchi qui sul forum... bravi!), dicevo, giustissimo effecì! i libri sono come l'aria, accompagnano la vita in punta di piedi... amarne il lascito significa semplicemente abbracciarne le idee, un po' come poter finalmente danzare con un fantasma... eheheheheh che vi credete! non a tutti è dato accompagnare il cozzar delle nacchere di Inés de las Sierras!

(del resto, che me ne fo d'una prima edizione intonsa se poi non posso nemmeno lacerala col mio tagliacarte giorgio III? ma avete letto LIRE di questo mese? o forse era il magazine letterario? non ricordo più... si parla per pagine e pagine di consistenza della carta, di legature, di colophon... ahahhahaahhahahahaha che matti!
uuuuuuffff la libridine, la libridine! quella sì che è una terribile malattia!
ma qui ci può soccorrere forse un'accolita di bibliofili-bibliomani che al tema hanno "dedicato" la vita tale quale il bibliotecario di bufalino: penso a claudio messina e al suo libraio di viale mazzini, a gino doria, e a quell'amico di apollinaire che non ricordo mai come si chiama... e chissà quanti altri...)

sì, la biblioteca di babele...
ma voi come li disponete i vostri libri?
(poi vi dico anche quali sono i "miei")
non è questione da poco, il Genio è davvero borgesianamente tutto nella Disposizione! (e con mille problemi di misure e di geometria a suo tempo decrittati da lucentini... eheheheh)

abbracciate il Metodo aby warburg? "lo fate alla André Chastel"? o à la manière de luciano canfora? raccontare please, raccontare

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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  15:58:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono contento che l'idea che ho lanciato abbia avuto successo.
A m.c. su Dostoevskji: da ragazzino, quando mi sono reso conto che mi piaceva leggere, ho ovviamente affrontato i grando romnzieri dell'Ottocento.
I romanzi di Balzac, Stendhal, Dostoevskji, Tolstoj, erano passaggi "dovuti".
Il resto della produzione di Dostoevskji invevce l'ho consapevolmente cercato e ho trovato nei romanzi brevi di D. quel piacere di leggere che nè le gesta di Stavrogin, né quelle di Raskolnikov mi avevano saputo prima dare.
La figlia del capitano: è da tanto chre non lo rileggo, ma se penso ad un racconto felice, ad un racconto scritto in stato di grazia mi viene in mente solo quell'opera.
Ci sarebbe altro da dire e avrei altri libri da indicare, ma non voglio annoiare.
Grazie a f.c. per aver trovato interessante la mia biblioteca e non so per quale misteriosa intuizione si è fatto cenno alla rivoluzione francese.
In passato, quest'argomento mi ha così interessato da aver letto storici di varia impostazione sull'argomento(Soboul, Furet-Richet) e memorialistica varia.
Qui però si sfiora il "giacobinismo", parola usata in questi tempi come un randello per giustificare quella specie di apologia della ruberia che inonda il nostro paese alcuni anni, dando luogo a quell'"atonia morale"(Cordero)che prima o poi darà i suoi non prelibati frutti.
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  17:09:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Boboross, mi sembra proprio che l'"atonia morale" stia dando frutti e polpette avvelenate da almeno sei-sette anni... e anche sul prima ci sarebbe da poco da salvare: Ah, dov'è uno che abbia la sacra bile dell'incazzosissimo Gadda di Eros e Priapo? (e di tutto il resto).

Sul "giabinismo", se non ricordo male, c'è stato già una discussione alquanto accesa nel vecchio forum, che è agganciabile (ho provato) anche da qui...

Quando "giacobino" era un aggettivo che ti bollava tutta la vita, obbligando le polizie della Restaurazione a non lasciarti in pace neppure al bordello, erano "giacobini" dalle nostre parti Leopardi, Stendhal, Giordani, Foscolo, ecc. - e poi "giacobini" furono Gobetti, Ernesto Rossi, quelli di Einaudi, del Mondo e poi dell'Espresso... - l'aggettivo "giacobino" era usato con spocchia togliattiana anche dai cosidetti "intellettuali organici" del P.C.I. nei confronti di quegli intellettuali liberal-democratici che nella sostanza nessuno ha mai considerato, ma a cui tutti hanno rubati gli aggettivi (liberale, democratico, stato di diritto, separazione dei poteri, costituzionale, spirito delle leggi, blablabla...).

Quanto al Dostoevskij dei racconti, dico allora il mio preferito, che è "La Mite": su cui però non saprei davvero cosa dire. Mi ricordo che mi fece un'impressione così forte che feci dei disegni e che così imbrattai in poco tempo un intero blocco.

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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  21:49:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Hai ragione orfano sannita!
E le tue considerazioni sull'uso improprio dell'aggettivo-sostantivo giacobino mi inducono a proporre di redigere un dizionario di certe parole, un dizionario parallelo sul significato originario di esse e sul loro nuovo uso a partitre, direi, dala fine degli anni Ottanta.
faccio un esempio: ai tempi della cold war, sui giornali anticomunisti(quasi tutti) l'aggettivo stalinista veniva utilizzato propriamente per riferirsi a prassi, teorie, situazioni,, efferatezze proprie dell'epoca del dominio del crudele georgiano.
Fate mente locale all'uso dell'aggettivo da una quindicina di anni.Tra poco sarà additato a stalinista anche qualche vescovo pacifista.
Del fatto che stalinismo, ad esempio, significhi, culto del capo, lingua di legno pronta a gridare e a diffondere autoritativamente qualsiasi cazzata purché voluta e indicata da un capo, uso spregiudicato di verità e menzogna, assordante propaganda e via discorrendo, nulla si dice.
D'altra parte, a fronte di un uso inflattivo dell'aggettivo vi è un'assoluto, pervicace oscuramento di cosa fosse in realtà il regime staliniano. Qualcuno, non si sa mai, potrebbe rilevare la differenza fra gli slogan e la realtà.
C'è chi vende a poco prezzo libri neri e biografie di personaggi sulfurei. E perchè non ripescano "buio a Mezzogiorno" di Koestler che dello stalinismo dice quanto e più di un'aggiornata biografia?
Non vado oltre e mi riprometto di lasciar perdere simili argomenti. Questo sito vola leggero nel cielo del web e non vorrei contribuire a tirarlo giù nelle faziosità quotidiane che fanno ormai parte del paesaggio nostro.
Boboross


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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/05/2003 :  23:45:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Allora la ributto subito in letteratura, ma con un paio di cosette ad hoc:

"Dietro un'enorme scrivania su cui stava un massiccio calamaio era seduto un abito vuoto, che scriveva su un foglio con la penna asciutta, senza usare l'inchiostro. Era un abito con cravatta; dal taschino spuntava una penna stilografica, ma sul colletto non c'era testa e dai polsini non uscivano le mani."
M. BULGAKOV, "Il Maestro e Margherita").

"Malattia e morte sono, forse, le sole cose che un tiranno abbia in comune con i propri sudditi. Solo in questo senso è un vantaggio per una nazione essere governata da un vecchio. Non è detto che la consapevolezza della propria mortalità illumini o ammansisca una persona, ma il tempo che un tiranno impiega a meditare, poniamo sul proprio metabolismo è tutto sottratto agli affari di Stato. Le fasi di bonaccia interna e internazionale sono direttamente proporzionali al numero di malattie che affliggono il vostro Primo Segretario del Partito o il vostro Presidente a Vita."
(I. BRODSKIJ, "Sulla Tirannia", in "Il canto del pendolo").

Così ho aggiunto anch'io un paio di libri molto amati (Il Maestro e Margherita negli ultimi anni letto, credo, cinque volte, di cui due o tre ad alta voce...). Sempre sullo stalinismo vero, dei nostri, assolutamente da leggere "La caduta dei tiranni" di Arbasino (Sellerio).
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 05/05/2003 :  13:19:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ah, Voland e i suoi famigli! Anch'io ho letto quel libro più di una volta.
Forse Voland dovrebbe fare un salto in qualche parco italico: ce ne sarebbe bisogno.
Stalinismo: oggi, come ho detto, è usato in modo improprio e ha perso valore d'acquisto, cioè capacità di connotazione negativa, dato che viene adoperato a vanvera. Non andiamo oltre, ché già sto per violare la mia promessa.
Propongo altre parole per quel dizionarietto:
LIBERALE;
LIBERALDEMOCRAZIA;
LIBERTA'
VALORI;
BUONGOVERNO;
POPOLO.
Ad altri l'onere della definizione( altrimenti mi gonfio troppo come la rana di Esopo): quella più o meno vera, più o meno comune e quella che e' emersa prepotentemente in una certa penisola da qualche tempo.
Boboross

Chi vuole cimentarsi nel "dizionarietto" proposto da Boboross, per evitare che le discussioni si perdano e si accavallino, è meglio che lo faccia nel forum che è stato aperto a questo scopo, proprio riportando la parte essenziale di questo messaggio. Grazie.
l'amministratore



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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 08/05/2003 :  14:38:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Credo che il libro-angelo debba essere anche un po' clandestino, concedendo proprio a noi una sua intimità. Ci farà allora anche un po' piacere che, per tanti altri, si tratti di un libretto "minore" o addirittura non degno. La fedeltà si rafforza. La fedeltà nel senso dell'attenzione, della complicità e insomma dell'amore. Non si ha infatti alcuna pretesa di convertire al proprio libro-angelo nessuno. Il nostro libro-angelo non ne ha bisogno. A rigore, come lettori potremmo bastargli anche solo noi. Anche da soli siamo già abbastanza accoglienti. Lui sarà soddisfatto di noi come già noi lo siamo di lui. - Ma capiterà bene, in un fiotto d'amore, di regalarlo a destra e manca a chi si ama. Spesso si vedrà allora il libro-angelo attecchire in anime altrui con la stessa radiosità notturna, da piccola fornace rembrandtiana, di come è successo prima a noi... la cosa ci conforterà sulla natura delicata e tenace del nostro libro-angelo. E ci lascerà andare un po' più leggeri per il mondo.
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 09/05/2003 :  13:54:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
e così, caro Ospodar, anche a te è piaciuto Quinet? Sicuramente contiene molte imprecisioni (infatti suggerivo di leggerlo come romanzo) ma anche tante riflessioni profonde.
"Il popolo francese non ha saputo nè potuto essere libero..."
E il popolo italiano?
Sui massacri di San Bartolomeo cercherò di procurarmi il testo che tu citi. Io ho letto "la notte di San Bartolomeo" di Merimee, purtroppo ora introvabile: capolavoro assoluto.
Ciao M.C.
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 09/05/2003 :  14:41:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ma sì Prosper Prosper! e il salotto di Matilde!
bravissima m.c. che solletichino fai all'Ospodar!

Mérimée l'aveva letto bene l'affresco di Vasari, per intendersi quello della Sala Regia in Vaticano (1572)

eccolo http://www.aloha.net/~mikesch/coligny.jpg

(e Meyerbeer? edizione della Scala: Sutherland quando ancora studiava dizione, l'arcangelo Franco Corelli, la deliziosa Fiorenza Cossotto, Giulietta Simionato, e l'immenso Nicolai Ghiaurov. Gianandrea Gavazzeni a dirigere il traffico.)
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otzi
nuovo c.s.


17 Messaggi

Inserito il - 10/05/2003 :  09:51:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
f.c. il tuo messaggio sui libri angeli è splendido, una cascata di flutti entro cui tuffarsi, dolcemente.
sì, hai due volte ragione. ci piace questa intimità col libretto, tenercelo a contubernale, segretamente avvinto nelle pieghe della nostra tenda...

"... non voglio più parlarne perché sono libri taciturni, come possono esserlo i sogni, silenziosi...
-Ha paura che parlandone ancora venga derubato di qualcosa?
Sì, mi sento scippato delle mie budella interiori..."
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 26/05/2003 :  17:07:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La pazienza dei libri


Che i libri siano pazienti, mi pare l'abbia scritto proprio Manganelli ("Discorso dell'ombra e dello stemma"?); così accade che letture rovinosamente fallite per mancanza di empatia, feeling, estro, genio, per metereopatia, per malinconia, per poco vissuto e chissà cos'altro, riprese in un altro momento, facciano un FLASH! in testa da lasciarmi stupito di me stesso e della mia precedente cecità: mi è successo talmente spesso da rendermi molto sospettoso di me stesso quando un libro non mi dice nulla: così ora dico magari proprio così, che in questo momento è il libro che non vuole bene a me, e che per questo non ci parliamo... magari un'altra volta sarà meno scontroso. (Tra le mie letture fallite, poi divenute essenziali: "Lord Jim" di Conrad, "Padre Sergij" di Tolstoj, "Adelchi" di Manzoni, Céline... tutt'ora non funziono con "L'Adolescente" di Dostoevskij, con tutta Virginia Wolf e con tutta la banda snobetta in cui navigava, tutt'ora - e questo davvero mi dispiace, non funziono con Rabelais... temo che, se riprendessi Thomas Mann, l'incanto di tanti anni fa se ne vada definitivamente a benedire, così lo lascio là buonobuono...). Ma i libri sono pazienti, e dunque non suscettibili, e non si offendono neppure se, come Alfieri la prima volta col "Galateo" di Monsignor Della Casa, li scaraventi contro al muro - o sotto il letto - già alla prima parola (che era addirittura un "Conciosiacosaché"...).
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Generated in 2.25 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03