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 I libri più belli della nostra vita
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farraginoso
nuovo c.s.


7 Messaggi

Inserito il - 31/05/2003 :  21:34:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Reduce dalle consuete otto ore quotidiane dedicate allo studio, per caso mi imbatto in questa oasi dedicata alle parole scritte, e a chi ne patisce il fascino. La sensazione è quella di muovere i primi timidi passi in un sanatorio, in attesa di trovare compagni di degenza, con cui scambiare qualche timida parola. Ebbene sì, siamo una minoranza silenziosa e malata (ma ben poco contagiosa), assediata da un'umanità di palestrati lampadati e veline sculettanti, o aspiranti tali, se possibile ancor più deprimenti delle "arrivate" (per quella misteriosa proprietà dell'arrivismo che rende l'atto ben più sopportabile della potenza).
Bene, dopo l'invettiva di prammatica, mi sia consentito offrire il mio contributo: la mia top ten annovera l'opera omnia di Bufalino, quella di Salinger, 1984 di Orwell, l'Adalgisa gaddiana, e, per ora, mi fermo al Tamburo di Latta (Grass). Ché la letteratura va presa in pillole.
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 01/06/2003 :  15:52:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma io non trovo incompatibile esser malato di lettura e correre quasi quotidianamente per porre un freno alla mia tendenza alla pinguedine e all'accumulo di trigliceridi.
Bella la tua biblioteca, egregio farraginoso, benché io abbia frequentato poco gli autori che hai elencto nel tuo messaggio.
Di Grass ricordo con piacere "Il Rombo".
E quanto alla malattia, io devo astenermi dal frequentare librerie, che sono per me quel che la pasticceria è per il bambino. Ormai acquisto libri con un senso di colpa malcelato, essendovi poco spazio per nuovi venuti in casa mia. Farli finire in cantina, poi, mi pare stupido.
Sono convinto che, se mettessi mano agli scatoloni che riposano laggiu', ne uscirebbero tesori.
L'altro giorno cercavo "Diario di un giudice" di Troisi e credevo che fosse accanto agli altri libri dela stessa collana Einaudi, ma non era così.
Dove sarà, ora?
Anche se il consiglio dovrebbe stare in altro sito, propugno la non difficile causa di Marias. Qualche mese fa un'amica lontana me lo rappresentò come autore di assoluto valore, ma non gli credetti tanto in fondo.
Ieri, quasi per caso, ho iniziato a leggere L'uomo sentimentale (Einaudi tascabili) e ho pensato che raramente, di questi tempi, si trova un autore capace di tanta profondità di pensiero. Certo, non credo che ve ne siano chez nous, allo stato.
Un saluto in questo solare pomeriggio domenicale, passato abbastanza incongruamente, ne convengo, alla tastiera di un computer, anziché près de la mer.


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farraginoso
nuovo c.s.


7 Messaggi

Inserito il - 01/06/2003 :  21:46:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Eri tu che parlavi di pandette e codiciumi, nevvero? Allora capirai il mio stato d'animo, a sera, reduce dai miei studi in tema di errore bilaterale. Altro che pres de la mer... E dire che io, pres de la mer, sono lietamente condannato a viverci, visto dove abito. Terrò conto dei tuoi graditi consigli in tema di frequentande frequentazioni. Al momento però sto finendo con l'opera omnia di baricco (sono un sistematico, io; ma fortunatamente solo quanto alla lettura, e non anche quanto alla produzione). Apprezzo, di baricco, la straordinaria capacità tecnica di edificare architetture inappuntabili, con armonici giochi di rimandi e ricorsività, quantunque egli sembri, ad ogn'ora, scrivere come se cercasse di far colpo su un'adolescente. Gli passerà, con l'età, e con l'andropausa.
Ad ogni modo, visto il tema di questo forum ed il mio legalismo, adempio al dovere d'indicare l'ennesimo "libro della mia vita"; e, andando controcorrente, al posto di un libro vero e proprio vi propongo qui un album di guccini, "stanze di vita quotidiana", in cui però la musica è -lasciatemelo dire- un pretesto per narrare del proprio tremebondo incedere per frammenti di esistenza dal senso lesionato.
P.S. Non ti credere, nemmeno io sottovaluto l'attività fisica, ieri sera volevo solo giocare un po' manieristicamente a fare l'intellettuale indignato.
Mi sia infine perdonata la mia logorrea, ma tant'è...
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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 02/06/2003 :  21:39:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Egregio farraginoso,
il dibattito langue e il forum sembra sia sulla via dell'abbandono, sicché cerco di ravvivare un po' l'atmosfera.
Tu citi l'opera di Salinger e io credo che sia non eludibile l'accenno al"Giovane Holden".
Quando penso a quel romanzo, penso che forse non ci sono libri angeli forever, ma adatti ad ogni tempo del nostro passaggio.
Avessi letto "Holden" negli anni Settanta... Ora forse lo riterrei un capolavoro assoluto. Invece, ahimé, l'ho letto quarantenne poco splendido e l'ho finito stancamente, per onor di firma.
E non mi è capitato solo con Salinger.
Di tanto in tanto ripenso alla potenza dei "DEmoni" e tempo fa ho provato a rileggerlo, ma non sono andato oltre le prime cento pagine.
Con questo non voglio sminuire il valore di quel romanzo, che resta straordinario... Forse, queste opere devono far parte del bagaglio iniziale, poi rimangono lì, imprenscindibile background, mentre altri libri appaiono capolavori e, sovente, non lo sono.
Forse, infine, con il tempo si acquista una propensione settoriale e si prova interesse soltanto per quei dati argomenti.
Ieri ho parlato di Marias e del suo "uomo sentimentale": non è un libro lungo, riconosco la maestria e la profondità dell'autore, ma vado avanti stancamente, perché, ormai, affronto i romanzi con poco slancio.
Et c'est tout.


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farraginoso
nuovo c.s.


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Inserito il - 03/06/2003 :  14:16:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Esimio boboross,
due punti mi hanno colpito delle tue riflessioni. L'uno è quello relativo alla connessione tra i libri e precise fasi della vita. E' proprio così: un libro è come una valigia piena di vestiti, che portiamo con noi. Ora, il mio guardaroba è pieno di salopette, magliette di licra con scene fantasy, camicie hawayane e pantaloni di pelle che, pur continuando io a trovare da urlo, oggi non indosso (quasi) più. E comunque, pure quando li usavo (alcuni centimetri di petto fa), non me li sarei certo portati, nel partire, che so, per un ciclo di seminari. D'altra parte è un po' come per la musica, se prendi la macchina per uscire la prima sera con una donna, ascolterai carouselambra dei led zeppelin, se la prendi per tornare a casa con le pive nel sacco, essendo stato appena accannatto dalla morosa preferirai, che so, faithless the wonderboy dei radiohead. O no?
Il secondo punto di sicuro interesse riguarda la tendenza a "settorializzarsi", quanto alle proprie letture. Anche questo è vero: ma a volte, fortunatamente, eventi casuali ci inducono a virare bruscamente, riscoprendo settori dimenticati. Ed è bellissimo. Per esempio -e così anche oggi adempio all'onere imposto dal tema del forum- io mi sono riavvicinato alla poesia (mi rifiutavo da anni di leggere poesie)- attraverso il casuale incontro con un impolverata raccolta di Gozzano: magnifica. Adorabile la sua ossessione di ritenersi incapace di amare.
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 03/06/2003 :  15:56:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ora, il mio guardaroba è pieno di salopette, magliette di licra con scene fantasy, camicie hawayane e pantaloni di pelle che, pur continuando io a trovare da urlo, oggi non indosso (quasi) più.


no adesso io pretendo le foto del nostro Farraginoso con l'hawayana alla Elvis the Pelvis e il pantalone attillato a guantare le gambe nerborute, sì sì le pretendo! ehehehehe

(si dà il caso il Gas sia notoriamente un leader del leather clothes e si conceda continui viaggi in chopper su e giù per l'autobahn tedesca onde scoprire nuovi fornittissimi magazzini... baffutissimo come il più sanguinario dei roadsters, il gas viaggia da anni scenograficamente al culmine d'una piramide di motorizzate so bondage so aggressive, tutte ovviamente da urlo un po come l'eroina di Peyre de Mandiargues...)

Urgono dunque foto, caro Farraginoso, vogliamo sapere tutto della tua tenuta cuoio e borchie... tutto! ehehehehehe
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 03/06/2003 :  17:03:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I libri e le fasi


La prima parte della mia vita accompagnata dai libri ha avuto un dio solo, ed era Emilio Salgari. Divorato pressoché tutto tra gli otto e i dieci-undici anni. Tutta una cornucopia di archetipi pulsanti già là: l'isola, l'oceano, la pirateria, la jungla, le tigri, le sette, la morte eroica, i tesori, la fedeltà... Gratitudine eterna per i misteri della jungla e le due tigri. Poi, verso i quindici anni, m'imbatto in due-tre assoluti da abitare fino alla demenza senile: Kafka e Rimbaud, ad esempio: pagine infinitamente misteriose, mai finite di rileggere. - ...Mentre i Salgari dell'adolescenza più spocchiosetta e ideologizzata furono Sartre e Pavese: buoni maestri, in fondo, per un diciassettenne, per scoprire che esiste la "Letteratura"... il passo dopo (un regalo della staffetta Pavese) fu Thomas Mann: adorato, intorno ai venti, direi quanto Salgari. Thomas Mann fu un buon albero: da lui "li rami" andavano subito verso Goethe, Tolstoj, Nietzsche, Schopenhauer, Dostoevskij... anche se adesso, a un filo dalla demenza, sento in lui quel fondo di kitschiosità sussiegosa, da signora Letteratura-Letteratura, che ne rende - per me - stucchevole quasi tutto...

...Alla fine si impara che forse la Letteratura è bene che non vada troppo in giro con la "L" maiuscola, che il massimo lo dà quando non nega una certa sporcizia e una certa umoralità: e allora è Dante, Céline, Baudelaire, Manganelli, Dostoevskij...
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 05/06/2003 :  18:15:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
io da bambino gastoncino ero un po' come Eugenio Delacroix, un vero autentico MOSTRO... un mostro di cattiveria e inutile perfidia... immaginatemi sghignazzare mentre crepitano a terra uno per uno i Venini di mammà, colpiti con la mazzafionda ricevuta per Natale... pensatemi poi a combattere e quasi affogare i compagnucci della parrocchietta alla marana dietro l'angolo... a sgambettare sorridente certe suorine del convento lì dappresso (e ruzzolavano poi, ahi! se ruzzolavano rubizze come son da sempre quelle dei castelli romani)... figuratevi poi un teppistello che decapitava d'un fiato la fiamma di trenta candele, le stesse faticosamente accese dal vecchio padre parroco... e ancora, non stupitevi di vedermi acquattatato nell'angolo più buio del corridoio di casa, pronto per assaltare a tradimento una mia zia centenaria, traballantissima, soffocandola a furia di terribili cuscinate... insomma, ero un monatto, un pestifero, un disgraziato... ma volendo anche un promettente apprendista alla scuola della Perversità...

poi, poi è successo che ho messo un dentino sotto il guanciale e invece del baiocco di norma mi son ritrovato in mano i Turbamenti del giovane Toerless... un libro, per regalo? che farne?
di lì è cambiato tutto...
(ci credereste? la mia iniziazione non tenne minimamente conto dei polposi dumas, wells, verne, j. m. barrey... niente! come turghenev non ebbi mai il primo amore, ahimé, direttamente al secondo passai... Sicché, impreparato a tutto, analfabeta come pochi, Musil calava lentemente sopra me come un demone fecondo, planava dolce dolce su quel paffutello che ero, testè incasermato in un collegio pretesco ( lo raddrizzeranno? al limite gli avranno solo spezzato le reni... così commentavano gli zii) ... ricordo bene: nella stanzetta disfatta, cameretta a tre, senza nemmeno fare toelette, a domenica mi venivano i lucciconi a leggere di quelle amicizie morbosette, di quei festini negli sgabuzzini, magari a base di caramelle rossana e anisette...
che Toerless sia il mio Romanzo di Formazione? non so, certo mi ha suggerito il Nome Proprio di quella nausea sconosciuta che mi prendeva scivolando sui marmittoni incerati, in quelle docce muffite e promiscue... intendo quel contorcimento di corde vocali che ti strozza appena tocchi il ghiaccio dei banchi di formica... cose note, ci siam passati tutti, ma io sapevo nulla della vita, pure l'abecedaio m'ero venduto per andare alle giostre...
Desolazione, ecco la parola che mi mancava, stavo rischiando l'annichilimento e non sapevo nemmeno il nome del mio personalissimo avversario... l'annichilimento dei corpi bianchi, esangui, inani dei miei compagni... è solo allora che Musil mi ha avvinto come un angelo custode, solo allora... da quel momento -posso ora qui pubblicamente confermarvelo- da quel momento non ho fatto più la cianghetta a nessuno...
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farraginoso
nuovo c.s.


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Inserito il - 06/06/2003 :  02:05:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ah, bene. Vedo che siamo finiti a parlare di iniziazione. Bella la tua, gas. Un buon bagaglio per affrontare quella reclusione sotto un ombrello di principi di sana e cattolica consumata rettitudine; ma che dico buon bagaglio, un provvedutissimo forziere. Io la mia non la ricordo, ma una seconda prima volta è stata con le menzogne della notte. Mi ha aperto gli occhi su un certo modo di costruire macerie. Di Bufalino, un autore sottovalutato, cui ho sentito persino dare del neoclassico. Panzane. Ma se proprio volete qualcosa del Nostro che mi manda in sollucchero, beh, prendete l'uomo invaso. E leggete per primo "Il disinganno".
Beh, insomma, l'avrete capito, non ho nulla da dire, stanotte, in verità, ma alla volte hai voglia di levare una mano tanto per affermare: ci sono anch'io, ci sono ancora.
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m.c.
c.s. infuocato


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Inserito il - 06/06/2003 :  22:40:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Farraginoso (che strano nome) che ne pensi del Tamburo di latta, che tu hai ricordato?Io non sono riuscita a finirlo, eppure era bello. Sarà la stanchezza delle storie troppo lunghe?
Ciao M.C.
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 06/06/2003 :  22:43:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Gas, la tua iniziazione è stata terribile.Ma tu hai superato la prova, bravo. Io ho letto I turbamenti pochi anni fa, mi pare, stavo sui 40, quindi.Sono stata male per una settimana.
Sei più forte di me, non c'è che dire.Ciao M.C.
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farraginoso
nuovo c.s.


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Inserito il - 09/06/2003 :  00:18:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cara M.C., ti ringrazio per pungermi per così dire a guaio, solleticando la mia passione pel tamburo di latta. Infatti è proprio un libro da urlo. Troppo lungo, dici? Io avrei voluto non finisse mai. Mi ha letteralmente incollato alla pagina la capacità di Grass di descrivere puntigliosamente il mondo come potrebbe essere visto attraverso gli occhi di un folle. E del folle è riuscito, senza retorica, a mettere in luce, a volte, la sensibilità straordinariamente superiore alla norma, che gli rende impossibile accettare la menoma ipocrisia, la più piccola crudeltà imposta dal nostro comune vivere in questo umano sodalizio che sempre meno mi sembra simile alla "social catena" auspicata ne la ginestra. Forse i veri folli siamo noi? Grazie anche per la tua delicatezza tutta femminile. Mancava un tocco un muliebre in questa branca del forum, devo dire. Ah, dimenticavo: oggi mi permetto di segnalarvi... qualcosa che non vi aspettereste! un giallo. Ma è un giallo in cui l'intreccio è solo un modo per distrarti dal fascino introverso del protagonista: non più giovanissimo, ma per certi versi non ancora pienamente adulto, il professor Lamarca vagabonda, anzi, aleggia per una palermo incantata, innamorato di sè e della sicilia. Lo so, lo so, da me mi aspettavate qualcosa di più ricercato, ma... Consentitela, qualche caduta di stile, semel in anno a un under 23 :)
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 09/06/2003 :  18:29:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Molto bella quest'immagine, caro farraginoso, del libro che vorresti senza fine. Mi hai dato una buona chiave di lettura per Il Tamburo di latta, il mondo con gli occhi di un folle (ma con la scrittura di un Maestro) mentre io vedevo soprattutto l'agonia della Polonia.
I folli siamo noi? Può darsi.
Quanto ai gialli (ma chi è Lamarca perdona la mia ignoranza)non credo proprio che siano una caduta di stile, perchè?
Un caro saluto e... tieni duro con l'errore bilaterale.M.C.
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farraginoso
nuovo c.s.


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Inserito il - 10/06/2003 :  00:38:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Integrazione del messaggio precedente: dimenticavo di dire che il libro cui mi riferivo è "i delitti della via medina sidonia", di santo piazzese. chiedo venia!!

Cara M.C., tu con mano materna mi richiami sui solchi risaputi, sulla buona vecchia retta via. Ovviamente io, quando non menzionavo le vicende della Polonia di cui al Tamburo di latta, volutamente mi allontanavo dai tracciati più consueti, in favore di letture meno convenzionali... dice guccini: "perchè calcare gli stessi passi, perchè calciare gli stessi sassi, su strade che ti han visto già a occhi bassi?" Ad ogni modo, gioiosamente accolto come un buffetto il tuo richiamo, permettimi di nuovo di divagare, a briglia sciolta come si conviene a un bimbo, appena liberato, per così dire, il freno. C'è un altro libro che va menzionato, stasera: non sottraiamogli a lungo la scena. Mi riferisco a "Donna di Porto Pim". Un libro come un olio su tela, in cui i personaggi galleggiano sospesi nelle attenzioni amniotiche dell'autore, che in quelle brevi pagine non fa loro mancare niente, quasi fossero dei bambini da viziare prima ancora di essere partoriti. Se capisci cosa intendo.
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 18/06/2003 :  19:19:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Chi ha letto "Austerlitz" di Sebald (morto pochissimo dopo in un incidente d'auto!)?

Al libro, che ho amato molto, mi ha fatto pensare anche il forum sulle cose che stiamo leggendo in cui la discussione si è spostata sull'ardua faccenda del rapporto tra il mondo delle cose e quello delle parole.

Un libro che è moltissimo di più che una storia di rimozione dell'Olocausto.

Servo del reale, di fronte ad ogni cosa Austerlitz si carica della croce d’una descrizione precisa, assolvendo incurabile a un compito smisurato di completezza che contamina e ferisce chi lo ascolta: usa sempre il vocabolo più esatto, i suoi elenchi sono pateticamente esaustivi, le sue frasi sono perfette e fluviali: pare non abbiano neppure paura di non finire mai mentre cercano, come scope ostinate, di trascinare con sé tutto il mondo possibile. Così, in ogni punto del libro pulsa la stessa ossessiva verità: che nulla merita trascuratezza, che tutto è infinto.
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Generated in 0.17 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03