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 letture, scritture
 i libri "angeli"
 I libri più belli della nostra vita
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Pagina: di 4

Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 10/10/2003 :  20:14:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
che meraviglia! ho passato al passino tutti i vostri libri angeli, e che fortuna, ne conosco nemmeno uno! ahahhahaha, mi sento così rimpolpata di gioia...tanto più che proprio Mangiafuoco Manganelli vi diceva -l'ho imparato proprio qui, nel vostro fantasmagorico abecedario- diceva: nel leggere c’è una speranza che nel rileggere non c’è più... ahahahahah, meno male, sono ancora in tempo...

(il mio libretto-orsetto è da sempre The Edward Lear's Book of Nonsense. lo conoscete, vero? è arcifamoso...)
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 14/10/2003 :  17:06:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
mi immaginavo Polly che naviga sul libro del nonsenso...

http://www.famicon.co.jp/fantasia.jpg

Ciao M.c.
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Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 17/10/2003 :  20:22:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ah ma allora emmeci tu sei davvero una mechatissima micia di micene (più o meno così a.a. nei rap) Grazie! eccomi lì, tale e quale topolin-merlino, sul mio tappeto tappettapperugia...

ti regalo un nonsense tradotto da quel mago di Carlo Izzo (ma anche Ottavio Fatica, curatore della nuova edizione einaudi dei nonsense di Lear, è altrettanto abile... con quel nome poi!)

C’era una signorina di Pozzillo
il cui mento era a punta di spillo;
lo fece limare per ore,
comperò un’arpa d’autore
ed arpeggiò col mento per Pozzillo.

[img]http://www.zabriski.ru/alik/harp.gif[/img]


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biofa
nuovo c.s.


6 Messaggi

Inserito il - 16/12/2003 :  19:25:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo forum è bellissimo, peccato che non si riesca a rianimarlo.
Polly Peachum mi ha fatto morire con i suoi nonsense, f.c. mi ha colpito al cuore con il suo libro angelo segreto...

Per gli stessi motivi di f.c. non rivelerò il mio libro angelo, ma posso elencare qualche libro per una vita:
L'isola misteriosa
I vagabondi del Dharma
Martin Eden
Guerra e pace
Spoon river
Il colpo di grazia
I Vicerè
Cuore di tenebra
Jekill e Hyde

Ho molto apprezzato la citazione gucciniana di Stanze di vita quotidiana e anche la segnalazione di Marias (stupendo Un cuore così bianco)
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 07/04/2004 :  18:10:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qualche semplice riga dedicata al compagno segreto di Conrad come omaggio a te, f.c.(e a chi con te lavora), che condividi tanta grazia e bellezza, fatica e studio e grazie anche a te m.c. perché sei gentile. Oggi posso entrare nel forum e corro a scrivere questo:

I protagonisti di Conrad sono 'centrali' nel senso che sono proprio il cuore dei nodi dell'esistenza e rispetto ad essi non perdono senso. Sono antieroi, senza troppi ombelichi esposti e cordoni mai recisi, di umani attraversamenti. In certe pagine non pare neppure letteratura... Di solito figure solitarie senza radici, consegnati ad un futuro incerto. C'é il ricorrere di una situazione nella quale un uomo che si fida delle virtù di onestà, coraggio, pietà e fedeltà come ideali di condotta si trova dinnanzi il male contro il quale queste virtù paiono impotenti. Nel 'Compagno segreto' la fiducia in sé di Legatt contrasta con il comportamento pieno di domande del capitano, homo viator. Legatt é attivo, energico, 'self-possessed', ha cuore di tenebra e personalità misteriosa, pare accettare la sua alterità che non gli procura agonia. Pare, pian piano, trasmettere, come in una trasfusione, l'accettazione dell'ombra anche al capitano. I due personaggi vengono descritti in un gioco di 'mirrors'. A differenza della creatura di Frankenstein e della mutazione un po' horror con tanto di mani pelose e aspetto 'dwarfish' di Jekyll in Hyde (alla moda 'Darwin'), Legatt ha un bel fisico (ad eccezione forse della sua prima comparsa dalle acque che fa temere il solito mostro: 'a headless corpse', in questo caso marino. Ma Conrad non cade nel commonplace gotico e difatti non é inglese). Il crimine di Legatt viene descritto come un assassinio (murder)che, per quanto ci é dato sapere, rimane impunito. A differenza dei due prometei Frankenstein e Jekyll, il capitano e Legatt non paiono fallire. Conrad per una volta, leviga gli spuntoni a corona di spine che, nella gola profonda della traversata, impigliano gli uomini tra bene e male. Il lettore é sor-preso, preso dall'alto e lasciato incerto e libero.
Anche Blake, in modo più esasperato e romantico fatto di metafore pittoriche ed incisioni visionarie, confonde i già slabbrati contorni tra bene e male. Blake incide, lscia solchi di pietà ed impotenza sul volto del cattivo angelo che é incatenato come un Calibano senza Prospero, senza prodigi, né manto. Non c'é più la magia della commedia elisabettiana coi suoi folletti e fiori e isole...L'angelo caduto di Blake non ha origine malvagia come Calibano da Sycorax. L'angelo del male (ossimoro già di per sé profetico) é caduto ma ha origini paradisiache. Forse per questo é incatenato e triste: il viso é triste e se é triste rivela sentimenti di pietà. Di pelle scura, come nouvel Otello, ci guida alla domanda : il buio avvolge sempre il male? Nel compagno segreto il buio è anche spazio di confidenza e comprensione, é sonda nel sè.
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topsy
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 15/07/2004 :  13:55:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...sempre vigili, all'erta, perché le fatture che infide si sono insinuate tra le cortine della nostra sonnolenza non finiscano poi per pietrificarsi nell'incubo d'un'illusione fatale... un libro angelo in tal senso può servire: siccome gesto celeste dell'esorcista, esso può liberarci l'anima dal cerchio invisibile della più negra prigionia.


...perché la separazione che tanto strazia chi rimane dovrebbe essere indolore per chi se ne va? Come si fa a sapere che ora [un nostro caro]"è in pace"? [...] ...forse perché è nelle mani di Dio? Ma se è per questo lo era anche prima, nelle mani di Dio, e l'abbiamo visto quel che esse hanno fatto... o forse esse diventano tutt'a un tratto delicate quando non si è più nel nostro corpo? [...]Parlatemi della verità della religione, ascolterò con gioia; parlatemi del dovere della religione, ascolterò con umiltà; ma non venite a parlarmi delle consolazioni della religione, o davvero sospetterò che non capite.

uno dei miei libri angeli: A Grief Observed di Clive Staples Lewis.
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 30/09/2004 :  15:55:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questa non é la storia di un libro angelo.Scusate. Semmai di un articolo di giornale. E' da tanto che avrei voluto scriverne qui ancora prima che Raboni morisse. Non sono in grado infatti di dire su Raboni poeta. Solo qualche ricordo dell'incontro dell'anno scorso a Milano (mi rimangono pagine di note fitte e disordinate perché ero scomoda e perché non sono ordinata. Ora sono note eterne.), le sue traduzioni difficili : Flaubert, Baudelaire, Apollinaire, e uno non in 'er' ma in 'st' con tutta la sua Recherche. Che peso da tradurre, ci volle la pazienza intelligente e l'amore alla parola di Raboni.
'Tanto difficile da immaginare,
davvero, il paradiso? Ma se basta
chiudere gli occhi per vederlo, sta
lì dietro, dietro le palpebre...'

Alcuni amici, amici l'hanno preceduto di poco: Baldacci, Pontiggia, Garboli.

'O forse la felicità
é solo degli altri, d'un altro tempo,
d'un'altra vita e a noi non é possibile
che recitarla come vien viene,
a soggetto, ostinandosi a inseguire
la parte di noi stessi
in un vecchio bizzarro canovaccio
senza capo né coda...'

Quei suoi articoli colti e leggeri sul Corriere sono una bella consolazione. Ne conservo un po'. Uno su Gramigna mi emoziona tanto, sempre.
E poi, qualche mese fa, quel suo articolo schivo in cui mette insieme, a fatica, due parole per la morte di un uomo che viveva su un marciapiede, un poeta che trascinava carrelli per la spesa colmi di libri e appunti. Quest'uomo si diede fuoco pochi giorni prima di Natale. Raboni scrisse qualcosa e l'unico lusso che si permise fu il paragone con 'Classe morta' di Tadeusz Kantor. Per il resto pause, sobrietà, accenno all'anima e al mistero. Come sa fare lui. I due poeti, uno conosciuto solo dai passanti del quartiere e l'altro più famoso e 'riconosciuto' si sono ritrovati nel paradiso dietro le palpebre.
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murphy
nuovo c.s.


4 Messaggi

Inserito il - 03/02/2005 :  18:40:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I libri angeli sono discreti e piccoli (proprio in senso fisico) perché devono poter venire via con noi, forse non sono sempre dei capolavori (perché se lo fossero sarebbero santi e non angeli), si incontrano quasi sempre per caso ........
Alcuni dei miei libri-angeli:
“La passeggiata” (Robert Walser), “I duellanti” (Joseph Conrad), “Afa” (Eduard von Keyserling), “Il sentiero nel bosco” (Adalbert Stifter), “Racconto di Natale di Auggie Wren” (Paul Auster) e, perchè no, "Evgenij Onegin" (Puskin)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/02/2005 :  10:54:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Galatei insospettabili


[img]http://www.rtsi.ch/prog/images/Trasm/robert_walser02-b.jpg[/img]
R. Walser


"Nel mentre me ne andavo bel bello per la mia via, come un perfetto bighellone, distintissimo vagabondo, giramondo, fannullone e perdigiorno..." (R. Walser, La passeggiata)

Caro Murphy, sono d'accordo, e non solo su La passeggiata! - Anche per me i libri angeli hanno le forme che dici: "discreti e piccoli".
Se sono poi dei capolavori, essendo anche noi a questo punto - e certo per merito degli stessi libri angeli! - piccoli e discreti, sarà il caso di non farci troppo caso; anzi di far proprio finta di niente, come è bene tra persone civili. Ne ricaveremo la loro silente gratitudine: la sola che conti.
Un eventuale complimento chiassoso ("Ma lo sa, lei, che è un capolavoro?") sarebbe solo un ditone inquisitorio puntato contro il libretto trasparente. Riempirebbe l'aria d'imbarazzo, e il libro angelo, raggelato e rattrappito a capolavoro, non saprebbe più dove mettere le mani, dove guardare, né cosa dire.
A quel punto, se non si vuol perdere definitivamente ogni complicità d'affetti, occorrerà ricominciare tutto da capo, e, ma sarà faticoso, dire qualcosa il più possibile scontato: se piove, qualche scipitaggine sull'inclemenza del tempo, se si è in treno qualcosa sui soliti ritardi; se poi c'è una tazza di tè o caffè, ostentare un nuovo piccolo assillo per lo zucchero, chiedendo se manca, anche se si sa che non manca affatto.
Immagino che valga, come condizione ideale per il lettore e il libro angelo, quel verso di Dante del quinto canto: "Soli eravamo, e senza alcun sospetto".

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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 04/02/2005 :  15:54:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Diffidare sempre dei capolavori


[img]http://www.magnumphotos.com/LowRes2/TR6/F/W/3/V/PAR73569.jpg[/img] [img]http://www.magnumphotos.com/LowRes2/TR6/F/W/3/V/PAR73569.jpg[/img]


...giacché detesto, come mi pare ragionevole,il concetto di capolavoro...
Manganelli, da La favola pitagorica, Viatico


La parola "capolavoro" ha qualcosa di odioso, di prevaricante. Se un'opera mi viene presentata come un capolavoro, si suppone che io non muoverò obiezioni; cadrò in uno stato stuporoso, dirò "oh!", "ah!", congiungerò le mani in atto di supplica, come a dire "pietà di me"; posso anche trattenere il respiro e ruotare le pupille. Il capolavoro non si discute; merita solo "il culto della personalità". E' tirannico; limita la libertà di stampa e di parola.

(Manganelli, ibidem, Matematica fiabesca)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/02/2005 :  17:46:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Yuhuuu!

[img]http://www2.telegraaf.nl/multimedia/archive/00336/Laurel_and_Hardy_SM_336601c.jpg[/img]


Non ho ancora letto La favola pitagorica. E dunque: che bello scoprire ogni tanto di essere d'accordo d'istinto col Manga!...
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Macheath
c.s. alato


94 Messaggi

Inserito il - 31/03/2005 :  12:08:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
à bout de souffle

[img]http://livres.telerama.fr/edito/11_09_04/nimier.jpg[/img]

Ci sono solo le strade per calmare la vita
Roger Nimier


(leggete qui: http://ecrivosges.2st.fr/bio_larcone.htm)


(da sempre tra i miei preferiti perché in una manciata di libri scritti a perdifiato ha delineato una verità: nell'espresione "stile de vita" non sempre è "vita" la parola più importante)
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 04/10/2005 :  18:46:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il titolo mi ha ingannata e non mi decidevo a leggerlo con la vita come di solito faccio con i libri angeli. Poi c'e' stato un certo chiodo dentro che bruciava. Allora ho cominciato la lettura di 'Il silenzio via verso la vita' di Roberto Mancini, docente di ermeneutica filosofica (cosi e' scritto dietro, sulla copertina). Sono pensieri come cirri scolpiti nel cielo a primavera e molta parte ha il coraggio del desiderio. I desideri che Buber e Bloch hanno chiamato 'i misteri del desiderio', cioe' l'eccedente realta della verita. Cita pensieri presi da 'Resistenza e resa' di Bonhoeffer, 'Isak Dinesen' di H. Arendt e 'Nozze' di Camus e 'Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo' di Girard e tanti altri che mi piacerebbe leggere.
I pensieri angeli sono veramente tanti. Ho aperto il libro a caso per voi compagni ed esce questo a pag.168 : 'la poverta liberatrice, che mai va confusa con le molte forme di miseria che umiliano l'essere umano, si esplica anche come capacita di sintonia con la temporalita specifica del nostro divenire noi stessi. La scelta deve maturare, non e' un atto d'arbitrio, non fa violenza al tempo e al cammino della persona. Percio' non si tratta di ingerirsi nella vita sulla scorta di un modello precostituito invece di aspettare pazientemente che la storia emerga. Si tratta piuttosto di cogliere il nucleo di verita che abita nei nostri desideri piu profondi anche e proprio quando ci troviamo a vivere in un deserto che sembra negare ogni aspirazione. Ma e' in quel deserto che il desiderio potra imparare a mantenere tesa la corda del prorpio arco. ... Il senso dell'ora, del tempo maturo in cui si deve agire senza piu attendere...e' l'uscita dallo stato di minorita', quello stato che era mantenuto dall'angoscia, dalla paura, dal vivere di proiezioni, dall'impulso a trattenere il bene e l'amore per se'. Alla scelta, in questo senso si puo' solo arrivare pieni d'amore. Tutto cio che chiamiamo generazione, poesia, creazione viene da qui...
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 04/10/2005 :  19:08:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Se il culo del maiale è carne di porco, vecchio mio, perchè lo chiamano prosciutto?"


(Da uno dei miei libri angeli, se riuscite ad immaginare un angelo grasso, cinico e semialcolizzato).
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logistilla
c.s. terrestre


38 Messaggi

Inserito il - 28/08/2008 :  12:53:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

La Grazia degli angeli


[img]http://www.teatroeliseo.it/eliseo/images/stagione/teatroeliseo/sei_brillanti.jpg[/img]


Il mio libro-angelo è più che sottile e piccino, è sonoro. Fu Pinocchio, ma quello recitato da Paolo Poli. Quand'ero bambina e cadevo ammalata per qualche ragione, quasi una festa: niente mi era più dolce di quando la convalescenza ridava piano lucidità e luce al corpo provato dalla febbre che svaniva, dai digiuni protratti, e coccolata e accudita nel silenzio da madre impeccabile e mai assillante, il trastullo continuo era cambiare i 45 giri al mangiadischi color bianco e fragola per ascoltare e riascoltare quella fiaba, con la libertà che ha il lettore di saltare e scorrazzare su e giù per li rami. C'erano anche due volumi illustrati che accompagnavano i dischi, ma rilegati come mio padre aveva voluto d'abitudine sua, pesavano tanto sulle gambine di bimba. Così, immaginavo soltanto, e per questo tutti i Pinocchio presunti fedeli di poi mi hanno indignata come angeli traditori. Da quella recitazione in punta credo d'esser stata educata al piacere della grazia.
E d'aver maturata la convinzione che ascoltare una storia frutta ogni volta guarigione.
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Generated in 2.34 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03