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f.c.
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Inserito il - 31/07/2006 :  14:00:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Where are the flowers gone?

[img]http://www.kalliope.org/fdirs/dickinson/_p1.jpg[/img][img]http://www.justhotels.it/dinamics/images/articles/giovanni-pascoli.gif[/img]



A me piace questa figura di un fiore introflesso, un fiore feto dell'utero-cervello: figura che poteva essere pensata solo da E.D.
(Nel verso 4 però cervello diventa "spirito" , e forse questa è una degradazione, come tutto ciò che, credendo di salire, attutisce).

La sinonimìa, la confusione, fiore/seme dei primi due versi poi si mette a posto nel corso della poesia: nel fiore che viene scoperto c'è infatti un nuovo seme (tu traduci: "Lo porta a casa il saggio... Se un altro fiore divenga"). Ecco la staffetta della vita. Così l'inizio perde un po' di forza proprio per farsi, da pazzo, ragionevole.

Poi però c'è l'ultima strofa, che in me s'associa inguaribilmente - vedi tu - al Pascoli "nostro", altra psiche introflessa, del gelsomino notturno: lui perfino più estremo con la figura finale dei fiori-urna, anche se mai avrebbe osato un "funerale di Dio".

(Resto sospeso su una certezza e un'ignoranza:
- Se muore Dio, era "Dio" che nasceva. Che immensa verità.
- Di chi è il petto?)
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fiornando
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Inserito il - 31/07/2006 :  22:17:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
io sono più sospeso di te:
- su convey: congiuntivo retto da rejoice?
- su become: avvenga o divenga?
- sul petto: se è di Dio, c'è un Dio disteso, e sul suo petto un'anima che serra il fiore di nostro Signore.
sti poeti.
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f.c.
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Inserito il - 01/08/2006 :  16:36:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fiori & funerali

[img]http://people.umass.edu/emilypg/basket.jpeg[/img]



Citazione:
Pochi, quando lo trovano, gioiscono
Lo porta a casa il saggio
curando attento il luogo
se venga un altro fiore.
(versione di Silvio Rafo e Amelia Rosselli)

Quando è scoperto, pochi ne gioiscono
Lo porti a casa il saggio
E abbia cura del posto - scrupolosa -
Se un altro fiore divenga.
(versione fiornando)



Mettiamo che siano congiuntivi.
Se fossi un saggio, che saggio sarei se avessi bisogno di quelle raccomandazioni? Temo che ironizzerei su quegli esortativi. Addirittura "abbia cura scrupolosa"!...
Nè mi sembra che possa cadere in questo eccesso di cura la laconica Emily. Quindi indicativo.


Sul become. Vedi sempre il caso operoso, ho letto da poco le pagine che Frank Kermode dedica al verbo to become in Il linguaggio di Shakespeare (Bompiani, 2000, pp.257-258). Decine e decine di esempi. Tra i vari significati non ovvi: stare bene a, affrontare, essere degno, "essere" nel senso di "che ne è di?", fare onore... con in più becoming che significa "grazia" anche nel senso di bellezza ("my becomings", le mie grazie, dice Cleopatra a Antonio).
Qui è un fiore da cui potrebbe venire un altro fiore... scegliere AV-venire mi sembra esageri il casuale/miracoloso (che però è chiaro nei primi due versi). Ma quello è un fiore che viene nel cervello; questo è un fior da fiore. Io metterei divenga.

[img]http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/561/8845245616g.jpg[/img]


La poesia inizia confondendo fiore e seme, che sono usati da sinonimi: l'uno è l'altro, del resto, anche secondo la molto pratica logica della fecondazione. Tra seme e fiore è solo questione di tempo, non d'essenza.

L'anafora del "When it is..." delle ultime due strofe, purtroppo nella versione Rafo-Rosselli è tradita, così si perde l'aut-aut When it is found / When it is lost...

Citazione:
"When it is lost, that Day shall be
The Funeral of God,
Upon his Breast, a closing Soul
The Flower of our Lord -



Dopo aver detto che la morte del fiore è la morte di Dio (climax!), difficile non attribuire sempre a Dio quell'his che subito segue... quale sasso nello stagno mentale del lettore potrebbe fare cerchi più insistenti di quel Funeral of God?

Gli ultimi due versi dunque sono terribili: poiché nel Funerale si vede il petto del cadavere di Dio (Upon his Breast), c'è una bara aperta. Forse allora tutto torna. Come si usa, sul petto del morto c'è un fiore - che Emily a questo punto non può che vedere come un altro cadavere, il suo: da un'esperta della bianca reclusione, Closing Soul è morire.

Circolarità infinita e tragica: la vita e la morte del fiore mettono in gioco la vita e la morte di Dio, che dunque infinitamente si incarna e si mette in gioco in ogni fiore. - Muore Dio, se il fiore è perso (When it is lost...). Una volta perduto, riappare, ma come fiore morto sul petto di Dio morto.
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f.c.
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Inserito il - 28/08/2006 :  10:24:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Soglie, oceani

[img]http://www.cinemavvenire.it/magazine/pic/1705a3.jpg[/img][img]http://www.cinemavvenire.it/magazine/pic/1705a3.jpg[/img]


"In procinto di passar la soglia, sentendo qualcuno dietro di sé, si trasse in disparte.
Separarsi. Ora è il momento. Dove, poi? Se Socrate esce di casa oggi, se Giuda esce di casa stanotte. Perché? Sta nello spazio ciò a cui nel tempo devo arrivare, ineluttabilmente.
La mia volontà: la volontà di lui che mi sta di fronte. Oceani frapposti."
(J. Joyce, Ulisse)
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Inserito il - 05/09/2006 :  15:00:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Conseguenze & contraddizioni

[img]http://www.lexingtonartgallery.com/images/Thumbs/ParkeHarrison%20Rain%20Dance.jpg[/img]


"Ve lo garantisco, amica mia, il vostro Desmarets non valeva una cicca; non aveva abbastanza stoffa né per essere un onest'uomo, né per essere un farabutto. Se non è ancora completamente istupidito, lo diverrà ben presto. Del resto, basta gettare uno sguardo alle conseguenze e alle contraddizioni degli uomini, e non sarà difficile vedere come la maggior parte di essi nasca o mezza scema o mezza matta, senza carattere e senza fisionomia; la gente per lo più non riesce a prendere partito né per il vizio né per la virtù; non sa né immolare gli altri né sacrificare se stessa; inoltre, sia che faccia il bene sia che faccia il male, è infelice, e mi fa pena."
(D. Diderot, lettera a Sophie Volland, 30 settembre 1760)
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Inserito il - 13/09/2006 :  13:37:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Aliqui in Atlantide

[img]http://www.waterimage.demon.co.uk/Images/3D%20Cinema%20Thumb%20B.jpg[/img]


Altrove
di Guido Ceronetti, "La Stampa", 13/9/2006

Homo cogitat di Spinoza non è massima universalizzabile - oh no, per niente... Direi: aliqui homines (pauci) cogitant, i più sono una sterminata Atlantide di non-pensanti, di mai-pensanti... La loro povera ragione si spende tutta, come per gli animali, in fame di denaro per il soddisfacimento di bisogni. E tra quelli che cogitant, e che perciò danno regole e reggono tutto in questi bruti associati, una buona parte seguono dottrine false, si comportano da perfidi e da malvagi, e spesso da imbecilli, da grandi e piccoli - ma consapevoli - impostori. Nelle società umane quasi sempre un pensare non autonomo, di ispirazione ctonia, figlio degli abissi, fa e disfà le leggi e i mores.

Il filosofo ignoto
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Inserito il - 14/09/2006 :  20:56:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Del bene dell'incipit incompiuto

[img]http://www.dhm.de/lemo/objekte/pict/20004895/index.jpg[/img]


"Chiunque ci avvenga di veder lottare con tutte le sue forze per conseguire uno scopo, sia esso per noi lodevole o no, può contare sulla nostra partecipazione; ma appena raggiunge l'obiettivo, il nostro sguardo subito lo abbandona; tutto quello che è finito, compiuto, non può assolutamente tener desta la nostra attenzione, soprattutto se fin da prima avevamo pronosticato all'impresa un cattivo esito."
(W. Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni dell'apprendistato)


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Inserito il - 15/09/2006 :  15:56:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Magistrali

[img]http://www.behinderte-in-nuernberg.de/images/bilder%20_sicher/09_blindenhj.jpg[/img]


"...perché ogni uomo è abbastanza limitato da voler educare l'altro a propria immagine. Felici coloro di cui si prende cura il destino, che educa ciascuno a modo suo!"
(W. Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni dell'apprendistato)
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fiornando
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Inserito il - 20/09/2006 :  19:43:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Homo cogitat



che inguaribile metafisico, il ceronetti! e la piccola parte che resta, dei pensanti, che fa? che dottrine segue la piccola parte che resta - quorum guido, naturalmente? non ha bisogno di quattrini? non soddisfa i propri bisogni? e che differenza c'è fra "un pensare non autonomo, di ispirazione ctonia" e le tavole di mosè, la sharia, o l'attuale diritto di famiglia? in realtà qualsiasi pensare altrui è un pensare "non autonomo", per cui "tutti" sono impostori tranne noi. non si scampa: come ogni organismo vivente anche il pensiero ha il suo bravo struggle for life da combattere. son pieni i codici, di leggi-mammut e mores-dinosauri, un dì autonomi, scodinzolanti e terribili.
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f.c.
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Inserito il - 21/09/2006 :  14:03:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'arca di Non è

[img]http://www.yozone.fr/IMG/jpg/metropolis_01.jpg[/img]


A mi me par che il Cero sia d'accordo con te più di quel che sembri. Vedi l'Altrove di una settimana dopo, dove non c'è élite che si salvi:

"Altrove
20/9/2006

La popolazione, quando non è frenata, aumenta in progressione geometrica. La sussistenza aumenta soltanto in progressione aritmetica. Una familiarità anche superficiale con i numeri mostrerà l’immensità del primo potere, a paragone con il secondo. (Rev. THOMAS ROBERT MALTHUS: Saggio sul principio di popolazione, 1798)

Un pianeta con mezzi di sussistenza non rinnovabili, arrivato ad avere quattordici miliardi di occhi, è un pianeta di ciechi in marcia compatta verso un immane precipizio. (nota di g.c.)"

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f.c.
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Inserito il - 13/10/2006 :  16:28:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ma

[img]http://files.myopera.com/E.%20Driver/albums/34806/Godard%20a.jpg[/img]


BIANCA - Cassio è colto, è bello, è allegro. Non riesco a parlargli, ma mi comporto come se lo ascoltassi.
JAGO - Ma almeno una volta tu non capirai.
BIANCA - Suppongo che succederà: altrimenti come potrei credere di amarlo?
(G. MANGANELLI, Cassio governa a Cipro)

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Mary
nuovo c.s.


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Inserito il - 16/10/2006 :  16:45:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...e questo greco e quell’altro greco, e quell’altro ancora; sebbene sia assurdo, sia detto per inteso, affermare che qualsiasi greco possa paragonarsi a Shakespeare.
Il fatto è che siamo stati allevati in una illusione.


Virginia Woolf, Jacob's Room
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fiornando
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Inserito il - 16/10/2006 :  19:17:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
bene così. figùrati se ci avevano allevati in una certezza, tipo pravda, libretto rosso, o sacra scrittura...
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campi giovanni
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Inserito il - 27/10/2006 :  13:44:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
..."per quanto disincantati siamo, ci è impossibile vivere senza alcuna speranza (illusione): ne serbiamo sempre una, a nostra insaputa, e quella speranza inconscia compensa tutte le altre, esplicite, che abbiamo respinto o esaurito... " e.m.cioran, l'inconveniente di essere nati"

Campi Giovanni
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 27/10/2006 :  14:21:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
perché "a nostra insaputa" e non "a vostra"? se cioran lo sa, di serbarne sempre una, "a sua insaputa" almeno non sarà.
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Generated in 0.08 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03