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ALI
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 30/11/2006 :  19:19:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando



[img]http://www.mathcurve.com/courbes2d/logarithmic/Bernoulli_2.jpg[/img]


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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 25/12/2006 :  11:32:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
" A Arrivederci
B ... vorrebbe dire che ci vediamo, o ci siamo visti, o con-
tiamo di rivederci.
A E ciò è ovviamente incompatibile col nostro milieu di te-
nebre.
B Inoltre, implica che possiamo allontanarci e riaccostarci.
A Lasciando irrisolto e irrisolvibile il problema di quel che
accade negli intervalli.
B E proponendo l'inestricabile enigma dei modi, dei gesti,
dei congegni, grazie ai quali ci allontaniamo, ci fermiamo, ci
accostiamo. "
(Giorgio Manganelli)
Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 25/12/2006 :  11:45:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Il mondo non finirà in apocalisse, ma in un tè delle cinque,
cui inviteremo il Tutto, e gli offriremo tè al limone, ed egli
lo sorbirà senza versarne una stilla... Il nudo corpaccione
vuol vestirsi di pepli di ipotesi, di clamide interrogative,
incoronarsi di cilindri teoretici..."
(Giorgio Manganelli)


Campi Giovanni
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 31/12/2006 :  10:56:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://static.mediamatic.nl/f/sjnh/image/8288-380-257.jpg[/img]



"L'uomo vive dei suoi problemi e muore delle sue soluzioni."
(N. G. Davila, In margine a un testo implicito)


E quindi auguri.
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 03/01/2007 :  02:59:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


AEDIA IN ROSSO


(il soluto insoluto)
(inezia d'inedia)
(l'insolito saluto)




Senza con dire: ride risoluto
chi l'insoluto deride con dire
senza. Se d'un aruspice il predire
è nelle viscere dell'assoluto,

questa fiera fiera, da cui fuggo, l'è
pur tratta non via ma appunto dentro:
e m'azzanna; e morde e sbrana, finché
l'iride mia miope l'irride. Centro

cieco d'ogni ora, d'ogni qui, d'ogni oro,
d'ogni scopo, solo l'àugure augurio
del quindi Suo, a se stesso nol nega.

Anzi, del nodo cui stretto si lega
dono ne fa come corno d'avorio,
come copia infine che la piega spiega.


Campi Giovanni
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 07/01/2007 :  00:23:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

[img]http://www.thais.it/speciali/Caravaggio/Basse/042a.jpg[/img]

Fiorisce alta, nella solitudine notturna, una lampada sconosciuta dietro a una finestra. Sotto il mio sguardo tutto il resto della città è scuro, eccetto laddove salgono i fievoli riflessi delle strade e producono un chiarore lunare alla rovescia, molto pallido. Nel buio della notte il caseggiato si staglia leggermente, con i suoi colori diversi, o toni di colore: solo differenze vaghe, che si direbbero astratte, rendono irregolare l’insieme compatto.
Un filo invisibile mi lega al proprietario anonimo della lampada. Non è la circostanza comune di essere entrambi svegli: non c’è una reale reciprocità dato che io ho la luce spenta e, stando al buio della finestra, egli non potrebbe mai vedermi. E’ un’altra cosa, soltanto mia, che riguarda la sensazione di isolamento, che partecipa della notte e del silenzio, che sceglie quella lampada come punto d’appoggio perché è l’unico punto d’appoggio esistente. Sembra che la notte sia così scura soltanto perché essa è accesa. Sembra che essa esista perché io sono sveglio e sogno nell’oscurità che essa dà luce. Tutto ciò che esiste, esiste forse perché un’altra cosa esiste. Nulla è, tutto coesiste: forse è giusto che sia così. Sento che io non esisterei in quest’ora se quella lampada non fosse accesa laggiù, da qualche parte, faro che non sta a indicare nulla in un falso privilegio di altezza. Sento questo perché non sento nulla. Penso questo perché questo è nulla. Nulla, nulla; parte della notte e del silenzio e di ciò che con essi io sono di nullo, di negativo, di intermittente; spazio tra me e me, dimenticanza di un dio ignoto.

F. Pessoa

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tanascia
c.s. acquatico


74 Messaggi

Inserito il - 18/01/2007 :  22:50:20  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
Chi ha piu' bisogno di un sorriso e' colui che non riesce a farlo.
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tanascia
c.s. acquatico


74 Messaggi

Inserito il - 18/01/2007 :  22:59:09  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
e non saprai mai se un ricordo e' un qualcosa che ti apparterra' per sempre o che per sempre hai perso........
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 19/01/2007 :  07:28:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Totalità / singolarità

[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/de/thumb/2/23/Goethe,_Farbenkreis_zur_Symbolisierung_des_menschlichen_Geistes-_und_Seelenlebens,_1809.jpg/180px-Goethe,_Farbenkreis_zur_Symbolisierung_des_menschlichen_Geistes-_und_Seelenlebens,_1809.jpg[/img]


"Poiché nel sapere come nella riflessione non si può mettere insieme un tutto, in quanto a quello manca l'interno, a questa l'esterno, noi dobbiamo di necessità pensare la scienza come arte se da essa ci aspettiamo un genere qualsiasi di totalità. E questa, non dobbiamo cercarla nel generale, nel ridondante, bensì, come l'arte si rappresenta sempre tutta in ogni singola opera d'arte, così anche la scienza dovrebbe ogni volta dimostrarsi totalmente in ogni singolo oggetto trattato." (J. W. Goethe, La teoria dei colori)
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n/a
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402 Messaggi

Inserito il - 19/01/2007 :  13:53:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Con tutto il rispetto per il grande Goethe, questo suo ragionamento sembra quello di mio papa'. Un quadro, una scultura o l'insieme delle note di un concerto, sono visioni, intuizioni, creazioni, che tutti quelli che possiedono sensibilita' in quantita' sufficiente possono percepire e apprezzare.
La scienza naviga in terreni inesplorati esattamente con le stesse modalita'. Se non e' arte, che cosa e'? Purtroppo per poter apprezzare la scienza alla sensibilita' si deve aggiungere l'intelletto, inteso come conoscenza(questo e' quel che manca in G.?), e qui sta la differenza. Per fare un esempio le note di bach o il significato profondo delle proprieta' di alcuni spazi matematici. Per me sono entrambe intuizioni e creazioni pure, piene di bellezza, insomma arte."(A.Vitali, La liceale)"
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 19/01/2007 :  16:41:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dov'è il disaccordo?

[img]http://athome.harvard.edu/programs/wolff/wolff_video/pages/images/wolff7_4.jpg[/img]


Citazione:
Citazione:La scienza naviga in terreni inesplorati esattamente con le stesse modalita'. Se non e' arte, che cosa e'?


Benvenuto, "un gioco"! - Avevo messo la frase di Goethe che contesti, e che a me piace molto, dopo i post di Trilli e fiornando nel forum "stronchiam stronchiam!": per equilibrare le stroncature di Stevenson e di Trilli e dar man forte a fiornando.

Nel merito: a me francamente sembra che tu dica proprio lo stesso della frase che contesti (Goethe: "dobbiamo pensare la scienza come arte"). - L'essenziale, almeno per me, però è un altro punto: che la "totalità" si deve dare "in ogni singolo oggetto trattato". Questa legge generale Goethe la vede necessaria in ogni campo.

Su ciò il mio "sì!" è perfino viscerale. E accetto la contraddizione di Goethe come un koan zen e una vocazione necessaria. - Perché Goethe dice sia che all'uomo non è data la conoscenza di una qualche "totalità"; sia che "ogni singolo oggetto" sarà conosciuto solo se apparirà come emblema di quella stessa totalità che di per sé non si conoscerà mai. - Per stare al Bach che richiami: anche una sola frase di una suite inglese deve farci risuonare dentro "tutto" Bach... allo stesso tempo, "tutto Bach" di per sé non significa nulla: ma ogni volta si darà, come in una sua eucarestia, in ogni singola frase musicale che in un momento dato ascolteremo.

Se ne ricava qualcosa che aveva capito benissimo Walter Benjamin, che infatti scelse quella stessa frase come esergo del suo saggio sul dramma barocco: che la "conoscenza" (che tu sospetti che a Goethe manchi) è allo stesso tempo frammentata, discontinua, provvisoria & totale, aperta su tutti gli orizzonti, unica. Al punto che tra scienza e arte non c'è nessuna differenza - se non per i gradi della nostra ignoranza. - Di questa unicità della conoscenza, Goethe con i suoi studi di botanica, ottica, paleontologia, ecc. si sentiva un - o semplicemente "il" - caso vivente. E mi sembra che sia questa smaccata monumentalità a farlo antipatico a Stevenson. Ma Goethe è anche così meavigliosamente ambiguo...

*°*


(Il compagno segreto prova a funzionare proprio secondo la dinamica descritta alla perfezione in quella frase: scritto per frammenti, che non obbligano neppure a una lettura continua, allo stesso tempo li pensa come parti di un tutto che è infinitamente al di là della somma delle sue finestre. - Il c.s. ama Goethe. Tanto che ha più volte sognato un numero su di lui: all'inizio proprio sulle Affinità elettive, ma si scelse De l'Amour di Stendhal; poi soprattutto ha pensato al Viaggio in Italia. Per ora altri progetti. - Ma chissà: come dice quel secret agent con la licenza d'uccidere, mai dire mai).


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n/a
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402 Messaggi

Inserito il - 22/01/2007 :  03:05:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro fc, anche qui avrei qualcosa da dire al riguardo, ma non amo i papiri e sono stanco. Pero' un'idea ce l'avrei, perche' non provi tu stesso a risponderti? E' semplice, basta che ti rileggi meglio quello che ha scritto G. Ti dico subito che se troverai ancora che e' tutto in ordine e confermerai quello che hai gia' detto mi arrendero' immediatamente, per pigrizia. "(A.Vitali, La poliziotta fa carriera)"

ps : grazie del benvenuto
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 22/01/2007 :  07:26:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Obbedisco.

A."Poiché nel sapere come nella riflessione non si può mettere insieme un tutto...

B. "...in quanto a quello manca l'interno, a questa l'esterno..."

C. "...noi dobbiamo di necessità pensare la scienza come arte se da essa ci aspettiamo un genere qualsiasi di totalità."

D. "E questa, non dobbiamo cercarla nel generale, nel ridondante, bensì, come l'arte si rappresenta sempre tutta in ogni singola opera d'arte, così anche la scienza dovrebbe ogni volta dimostrarsi totalmente in ogni singolo oggetto trattato." (J. W. Goethe, La teoria dei colori)

(Dove, mi accorgo meglio, il "totalmente" è la totalità della scienza e non dell'oggetto della scienza).
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n/a
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402 Messaggi

Inserito il - 22/01/2007 :  15:38:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quell'obbedisco era riferito a G. e alle sue idee?
Io mica ti ho ordinato nulla, anche se a dire il vero in questo momento vorrei tanto un pacchetto di sigarette(e forse una pistola). Intanto provo a rispondere.

A - Una volta stabilito' che due cose sono uguali(nel senso che avevo detto), porre ulteriori condizioni mi sembra quantomeno pleonastico(sono buono perche' spero nelle sigarette, in genere e' una contraddizione). Quindi o G. aveva scritto quel pensiero dopo una zingarata con gli amici (cosi si intuisce anche da dove viene quella magnifica descrizione di faust all'osteria), oppure non la pensava cosi.

B - La totalita' sembra piu' che altro una fissa fuoriuscita dalla Sua fantasia(ora anche tua, dico bene?), forse un parto romantico tipico del suo periodo , ma vale per quello che e' e rimane, un suo pensiero, e quel "dobbiamo pensare", ripeto, mi ricorda mio papa'.
"(A.Vitali, Pierino contro tutti)"
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 22/01/2007 :  18:08:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Dà retta, meglio la pistola. Risparmieresti sulle sigarette.

Raffaele Pisu "Boccaccia mia statti zitta"
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