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 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
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amministratore
Amministratore


173 Messaggi

Inserito il - 16/05/2003 :  02:08:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Propongo di riprendere qui una discussione iniziata da Brummel e M.C. sulla figura del lettore.


Ecco i due messaggi:


Inserito da Brummel il 14/05/2003 alle 11:05:43

comunque per i tempi "grevi", com'è che diceva quel tale? onusti, onusti di presagi, io mi tiro su col mio solito mezz'etto di Arbasino al dì (prima scelta, è chiaro).
Chi è il lettore ideale dei suoi scritti, dei suoi romanzi, e dei suoi racconti? e lui "timido signore di moltitudini" (mang.) rispondeva:
non so, ho sempre il mito (e non so se è vero) il mito o la nozione di una piccola classe colta esigente, che in questo paese c'è sempre stata e credo ci sia ancora adesso, col gusto degli oggetti complessi, delle cose molto lavorate, che non si lascia tanto scoraggiare -e mi scoraggio anch'io qualche volta- di fronte alla complessità delle ricerche, all'accumulo delle citazioni, insomma tutto quello che rende un po' pesante e faticoso ciò che è prezioso e fatto a mano, ma a cui d'altra parte non si sa mai se rinunciare o no.

Brummel






Inserito da M.C. il 15/05/2003 alle 11:34:40

Chi è il lettore ideale dei suoi scritti, dei suoi romanzi, e dei suoi racconti?

"Vous penserez à Corneille, à Molière, à Racine, qui sont populaires et glorieux? -Non, ils ne sont pas populaires: leur nom peut-etre, leur vers, cela est faux. La foule les a lus une fois, je le confesse, sans le comprendre. Mais qui le relit? Les artistes seuls."

S. Mallarmè- Hérésies artistiques -L'art pour tous

E cfr pure "Kakka per Kafka" Compagno segreto n. 4.

" une idèe inouie et saugrenue germera dans les cervelles, à savoir, qu'il est indispensable de l'enseigner (la poèsie) dans les collèges, et irrèsistiblement, comme tout ce qui est enseignè a plùsieurs, la poésie serà abaissèe au rang d'une science.....

Forse esagerava? Che ne pensate?
Ciao M.c.



tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 16/05/2003 :  10:31:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ohhhhhhh che bella discussioncella... adesso Tamer come minimo s'ingegnerà nella parte dell'Uomo Nero sicché tenetevi forte! (ehehehe, lo studio da anni questo delizioso carattere); e so già che si incorrerà subito subito nell'indignazione del Buon Padre di Famiglia, quel tipico lettore attento e quadrato che se poco poco mi capita sotto mano lo scaravento giù dalla rupe tarpea...

(messaggio per il suddetto Pater Familias: non s'adonti, ce n'è punto bisogno; sappia solo che la mia disistima per Lei è tale che la sua stessa famiglia la vorrei veder rosolare sulla mia griglia, ma sia chiaro, non prima d'un'accurata, minuta, puntigliosissima, striglia)

sicché, non mi si venga a dire ancora che la poesia deve essere per tutti, che bisogna scrivere in modo piano, comprensibile, semplice, divulgativo, senza eccedere nei riferimenti, date, dati e citazioni... non mi si dica n-i-e-n-t-e di tutto questo ché davvero isso le barricate e rataplàn rataplàn rataplàn per tutti...

la Poesia ha da essere molto più che oscura, una sfera acquosa che ti scaraventi là dove nessuno vede... chi crede, dunque, aver il delicato coraggio di farsi attraversare da questa bolla di oscurità, bene, s'accomodi pure, le iscrizioni sono aperte!

(ma, avviso ai naviganti: mi raccomando, non vi venga poi in mente di spiattellarci come polipetti i segreti misterici cui avete assistito! vi prego, quel senso soffocantemente delizioso di Caduta, ecco, quello, gradiremmo gustarcelo senza anticipazioni di sorta! intesi?)

Tamer è dunque un lettore cui burrosamente cedono le ginocchia, uno che per intendersi si lascia invadere -mai sedurre, mai!- invadere totalmente dalle orde barbariche delle parole, e assiste poi docile docile alla sua medesima devastazione... perché, in fondo, o un libro ti rende vampa e cenere o non è. punto.
(della bellezza ricorderei Baudelaire: son regard profond et froid/ coupe et fend)


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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 16/05/2003 :  10:45:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
poi, tanto per aggiungere qualche fiore di campo qui e là, direi:

[il lettore ideale?] Un piccolo pubblico di persone colte e non volgari, come ce ne sono sempre state nel nostro paese, e giustamente esigenti sulla qualità della vita. Il contrario della clientela che chiede cose “alla nostra portata, al nostro livello” proprio nella cultura, mentre morrebbero di vergogna facendo la stessa richiesta dal salumiere o dalla sarta».
(
sempre il timido signore di moltitudini)

perché, in fondo,
a chi non capisce l'allusione è inutile fornire la spiegazione. (Ceronetti)

e, come non essere d'accordo con
Non mi interessa la gente che non capisce subito.
(Il fiore di Campo in una Lettera a Gianfranco Draghi)

anzi,
giù le mani. creatura troppo prossima!
vorresti ch'io saltassi in me stessa
e là, deposta dalla mia occupazione,
avermi nella suburra del loro
rispetto, sbattuta fra le palme
del loro assenso? vedermi pesata
nel generale orrore della bocca comune
e, al verdetto volgare discesa, gridare:
"sono stolta!" per mettere a suo agio uno stolto?

(Antiphon, Djuna Barnes)
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 16/05/2003 :  15:17:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quello che legge per piacere e non per altri scopi, non ultimo quello di far vedere quanto è colto;
quello che, leggendo, si confronta con il testo ed elabora un suo sistema di pensiero, se non originale, "proprio";
quello che non parte dal principio che una cosa è il libro ed un'altra è la realtà, anche perché, ahimé, ahinoi, sovente è la realtà che si mette a copiare la letteratura( e non la migliore).
Boboross
p.s.: quello che mette giù qualche banalità pomeridiana come ho appena fatto?
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 17/05/2003 :  16:05:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lector ridens


Prendo due libri non a caso: "La vita e le avventure di Tristram Shandy Gentiluomo" di Laurence Sterne e l'"Orlando Furioso" di Ariosto. Credo che il lettore ideale di Sterne e di Ariosto non sia uno che sa di letteratura, filologia, metrica, retorica, stilistica, ecc. ecc. ecc., ma un lettore che ride. Lo stesso vale per Gadda, Berni, Diderot, Pulci, Cervantes... - C'è un'onestà irrevocabile che è solo dell'opera comica: se non fa ridere - cosa che accade in un istante, di sorpresa, al di là della "letteratura" - è morta. - Se invece fa ridere, poi ci ritroveremo bellezze e intelligenze abissali, per cui non finirà mai la voglia di ri-leggere, ma tutto e solo perché intanto, da bravi lettori ideali, leggendo ad esempio del periglioso concepimento di Tristram Shandy, ridiamo. - Questo mette il libro comico al riparo da qualunque didattica, dai sermoni e dalle spiegazioni... ne salva la natura pinocchiesca, bizzosa e libera.
Naturalmente non si "insegna" a ridere... ognuno ride come gli pare e delle cose che si merita.

Credo, allora, che le "Operette Morali" di Leopardi siano in molte parti uno dei nostri libri comici più belli, e che il Leopardi "minore" della Batracomiomachia, della Palinodia, dei Nuovi Credenti, ecc. ecc. sia considerato tale perché fa ridere.
Ma mentre si può far finta di pensare, non si può far finta di ridere.

Mi viene in mente questa storiella vera. Qui a Trieste, dalle parti di piazza Cavana - la "Città vecchia" di Saba, quella resa mitica dai sette bordelli a un passo dal porto - c'è una bottega di macellaio. Il macellaio è bravissimo a tagliare costolette, preparare civapcici e rasnitci (la città, essendo di confine, capirete, anche se ogni tanto le secca, è un po' bilingue), ma non aveva mai letto un libro in vita sua. - Finché, chissà per quale caso, si ritrovò in mano un libro per di più ponderoso, e dalla fama terribile (di cui però lui era del tutto indenne): "L'Ulisse" di James Joyce! - Fu una folgorazione. Un amore da allora mai finito. Ancora anni fa, quando seppi questa storia, era alla quinta lettura: in uno stato di meraviglia ed euforia crescente. A differenza di quello che di solito si pensa debba accadere, nel caso del macellaio "L'Ulisse" non dischiuse l'ostrica polposa della letteratura tout-court... il macellaio non trovò mai nelle sue nuove letture il piacere di quella prima, e viene da sospettare che, se legge qualche altro libro, come un marito in fondo fedele, lo fa solo per tornare con più gusto al suo solo vero amore. - Lui parla del libro di Joyce in dialetto, con gli occhi accesi e da cantastorie di piazza: ne fa una'epopea comica da far sospettare che il libro stesso non potrebbe essere così bello...
(Joyce abitò da queste parti un po' di anni: per l'esattezza, dalla sua casa alla bottega del macellaio, passando tra i colli di San Giusto e di San Vito, scendendo giù per via San Michele, sarà una passeggiata di un quarto d'ora... magari il lettore ideale è solo uno che è stato spiritato dal fantasma giusto).
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 19/05/2003 :  15:45:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
intervistare subitissimo quel macellaio geniale!
anche con la più banale delle scuse, tipo comprare chili e chili di involtini e ciccina buona... e approfittarne per domandare e scrutare e sceverare il mistero di un simile folle innamoramento...

a boboross vorrei maliziosamente domandare: come si fa a leggere con lo scopo di far vedere quanto si è colti? ovvero a chi lo farebbe poi vedere quanto è diventato colto, questo lettore frodolento? (o si legge o lo si fa vedere, o no?)

la mia regola è invece "non leggere" mai nulla, per far poi constatare alle bas-bleues come si è trendy e up to date in fatto di letture... eehehehe (io che gioco a far sempre il "ben informato" su tutte le novità di qui e di là dell'Oceano, in realtà mi limito a scorrere soltanto i trafiletti settimanali sui bestseller in classifica...e lo faccio così, tanto per non risultare poi troppo sprovveduto una volta in società... del resto, come potrei "davvero" leggere e penetrare un saggio di Joseph E. Stiglitz, impegnato come sono tutte le sere, i pomeriggi e le mattine a pontificarne seriosissimo? ehehehehehe)
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 19/05/2003 :  17:26:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Credimi, caro gas, c'è chi lo fa.
Intendo dire che conosco davvero persone che affastellano letture su letture( talora si limitano a mostrare soltanto quanti libri hanno acquistato in libreria) per mettere in evidenza, nella loro cerchia, quanto sono colti. In genere, infarciscono il loro eloquio di citazioni, appropriate o meno che siano.
Questo in un Paese dove i libri sono, per molti, ancora oggetti misteriosi, quando non inutili o perniciosi, ove l'ignoranza del "popolo" è assurta a valore fondante.
Con ciò voglio dire che lo sforzo di mostrarsi colti è davvero inutile, salvo in ristrettissime cerchie.


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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 20/05/2003 :  12:55:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In Irlanda, naturalmente soprattutto a Dublino, ci sono una quantità di librerie che a un italiano - che si muove proprio nel "paesaggio con zombi" descritto da boboross - non può non fare impressione. A Dublino, ci sono librerie enormi come da noi può essere una Upim, una Rinascente: anche una di fronte all'altra... molti libri costano pochissimo e hanno copertine molto colorate: spesso è difficile distinguere un "classico" - che da noi ha trattamenti più eleganti - da un best-seller di sesso, lacca per capelli e carta di credito. E' un fatto, comunque, che per un dublinese è il gesto più normale del mondo, aspettando l'autobus, prendendo il sole su un prato, facendo una fila per un motivo qualsiasi, tirar fuori dalla borsa, dalla tasca, dallo zaino, un libro e mettersi a leggere. Il libro viene trattato di solito molto liberamente (non preoccupandosi che si deformi, che gli si facciano le "orecchie", che si crepi la copertina). In Irlanda, insomma, il libro non "fa" intellettuale, non dà blasone, non "fa" proprio niente. Sono stato in diverse case irlandesi e un po' di libri li ho visti sempre. Anche nei B&B, alla sera, mentre fuori pioveva per la gloria di un'erba assolutamente verde, era normale che i vari ospiti si stramazzassero sulle brande e leggessero in pace ognuno il suo libro. Ricordo un francese con cui si fece un pezzo di viaggio in comune: aveva sandali di plastica trasparente senza calze, barba e capelli einsteiniani, occhio un po' spiritato, un solo piccolo zaino e un pacco di libri in inglese di Stevenson: in un B&B semiclandestino - si dormiva su materassi lasciati per terra, nella parte maschile c'eravamo solo lui e io -, mentre fuori pioveva a dirotto, lui beveva tè e leggeva tutto contento(una vecchia copia molto consunta e ingiallita) l'Isola del Tesoro. Quello sguardo beato, da Don Chisciotte all'aurora della sua pazzia, me lo ricordo ancora.
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 20/05/2003 :  17:51:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi accodo a f.c. per raccontare altre esperienze abroad.
Lesbo, località Thermi Pyrgi, sulla costa orientale, Votsala Motel(bel posto. Con rammarico io ho soggiornato altrove).
La padrona , sentendoci italiani, ci guarda con diffidenza, dicendo che quello non è un posto per "nuovi ricchi italiani"( la signora parla bene italiano). E' vero che lì di connazionali ne capitano pochi( ma c'era un professore della Sapienza con famiglia), ma quel posto ha una fornitissima biblioteca. Vi erano libri in tutte le lingue: Frances, inglese, greco of course, olandese, spagnolo, tedesco, limgue scandinave, olandese, ma neppure un libriccino nel nostro ridioma greve di vocali.
Tutti gli ospiti del motel, sulla riva del mare, avevano un libro in mano.
A chi lo vuole, posso dare il sito internet di quel motel.Credo che sia un posto adatto a dei perditempo come noi che visitano il compagno segreto.
Vorrei andarci anch'io, ma quest'anno ho altre mete.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 21/05/2003 :  15:56:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
A Parigi, nel ghetto dietro il Centre Pompidou, trovammo - dio quanti anni fa! - una libreria di libri vecchi: vendevano anche cartoline, vecchi poster e altra chincaglieria editoriale: il bello era che ci si poteva mangiare, il bello era anche che era aperta di domenica: ci si caricava i libri che si voleva su un carrello e ci si accomodava a mangiare frittata e baguette sfogliando (le dita unte!) ciò che si voleva: nel nostro caso libri di fotografie (con le dita ogni volta ripulite). Poi, si poteva anche non comprare niente e pagare solo l'omelette. Qualcosa del genere, molti anni dopo, in un'altra città che a me è apparsa perfetta per dei discreti lettori: Aix-en-Provence.
Tornati in Italia, ci si domandò perché da noi da a nessuno fosse venuta l'idea di mettere su un posto dove si potesse mangiare un ovetto strapazzato col pane sfogliando libri. Per quello che abbiamo saputo, questione di "licenze": o si mangia o si legge...
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ospodar
c.s. acquatico


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Inserito il - 21/05/2003 :  17:55:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il tecnico risponde

allora, si dà il caso io possa dirmi quasi del mestiere sicché vi rassicuro subito che dalle tabelle merceologiche siamo stati liberati. finalmente, era ora!
ciò significa che nessuno può più impedirci di aprire un ristorante con specialità naselli e libelli.

D'ora in poi ci si potrà parcheggiare placidamente ai posti prenotati, persino premunirsi dalle patacche con una "parannanza" perimetrale a pois, e per l'intanto che si impasta la pizza, pasteggiare col passito di pantelleria tra le pagine del prossimo premio pulitzer...

insomma, chi fornisce gaudio al palato lo può fare anche cartaceamente, nessuna legge più lo vieta...

(apriamo un Tortini e Madrigali?)

(li avete visti quegli assurdi concept stores dove vai ti siedi e ti danno consigli su come cucinare i ricci di mare, debellare i ricci di terra, dominare i ricci in testa?)
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 21/05/2003 :  18:35:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
(effecì quel museo dei sensi che hai visitato a Parigi si chiamava forse Mona lisait?)

Eh Sì... Parigi è la autentica città delle malie: pietra e carta, angeli di pietra e diavoli di carta. una "Città libro", la città libro par excellence, se me lo concedete... ahi come adoro la vecchia Parisparì! del libro ha la pura forma, la densità leggera e svolazzante, persino l'odore; e quante ne ispira -poi- di parole! Non è forse "una caffetteria più una libreria più un'altra caffetteria" il triangolo tipico di Saint-Germain? (o forse era due librairies e una brasserie, boh!) Non si scampa mica alla tentazione! ed è così dolce esserne schiavi...
Di "balades" poi, passeggiate letterarie tra viandanti col calepino sotto il braccio come noi, beh... se ne possono fare a bizzeffe!
Ed è inutile che un Ospodar qualunque ve le indichi col ditino sulla carta… lì, tra le pieghe della Senna, si attraversano i secoli come fossero carrefour! e svolazzando così sicuri! ché l'imperativo è pur sempre allez hop, les pietons, allez hop!
A Parigi vale davvero il suggerimento del Dottor Benn "da Omero a Goethe c'è un'ora sola, da Goethe a oggi ventiquattro ore, ventiquattro ore di trasformazione".
Non è un caso Baudelaire viva ancora affacciato sulla Senna, sull'ile Saint Louis - mandorla di pietra - e come vicina di casa abbia la Principessa Bibesco che dà sempre i soliti balli postumi per Marcel Proust. C'è pure Michel Tournier, aggattato al piano di sopra, in una macilenta chambre de bonne (l'hanno fatto solo Accademico dei Goncourt, poverino!). Un po' come Cioran, vive una soffitta sofferente ma perfetta per le sue perverse accidie claustrali. Ultimo arrivato, il chiassoso Guy Debord...
che dire? un bel condominio!

(...e noi a Roma siamo ancora qui a chiederci cosa sia un’Aura... intendo quella brezza che supera agilmente le scogliere del Tempo, per carezzare poi i luoghi di un'intensità antica, palpabile... noi ce lo chiediamo sì, e la prova ce l’abbiamo proprio sotto gli occhi di là delle alpi. Effecì credimi, qualche volta, di soppiatto, nelle notti tutte uguali a sé, anch'io che sono un Opsodar pieno di pensieri ridicoli da Ospodar, anch'io ho intravisto un'Aura che attraversava di corsa un ponte…un'Aura con un libro in mano! te lo giuro… era un'apparizione! ma a Parigi (anche a San Pietroburgo) si sa, può ancora accadere che la vita s’accenda d'improvviso all'incanto del cuore.)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 25/05/2003 :  13:40:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tra il 1932 e il 1934. A Brienza, un paesetto di cinquemila anime a 700 metri di altezza, in Lucania. A un bambino di sei-sette anni, il nonno (commerciante con il bernoccolo degli affari: sapeva quando si doveva comprare una certa terra, o il mulino, o un pezzo del bosco, e soprattutto sapeva trattare coi contadini il prezzo di ogni cosa: grano, olio, vino, salami...) regalò un giorno una lira. - E il bambino senza pensarci neppure un momento corse a comprarsi un libro di favole, bello anche perché pieno di tante figure. Non so dire esattamente dove lo comprò, perchè in quel paese non c'era, come non c'è neppure adesso, una libreria. - Quando tornò a casa, il padre - che come il nonno commerciava in olio, granaglie ecc. - e la mamma lo rimproverarono senza pietà: spendere addirittura una lira per una cosa inutile come un libro di favole era un'infrazione al buon senso da correggere ruvidamente e all'istante. Il libro gli fu subito sequestrato, e venne chiuso nella vetrinetta della credenza della grande cucina: così il bambino poté a lungo solo intravederlo senza speranza, in alto, irraggiungibile, vicino al servizio buono di bicchieri. - Qualche tempo dopo, una notte, il bambino si alzò per prendersi un bicchiere d'acqua e vide il padre e la madre che, stretti vicino al caminetto acceso, leggevano una storia dal suo libro di favole. Scoprì poi che quel fatto era tra i suoi genitori tutt'altro che straordinario, e che molto spesso, alla sera, quando tutti i figli dormivano, si mettevano accanto al fuoco a leggere e rileggere storie di animali parlanti, di uomini sbruffoni, di diavoli del bosco, di bambini perduti e magicamente ritrovati. (Dopo un po' che li ebbe scoperti, il libro, che durò decenni, sempre più ingiallito e sfilacciato, venne concesso anche a lui).
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/06/2003 :  21:21:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Il libro di sabbia" inventato da Borges è quello che, una volta aperto, non si può più chiudere: le pagine sono diventate infinite sia verso l'inizio che la fine e, come per due specchi posti l'uno di fronte all'altro, non c'è più un fondo a cui poggiarsi. Borges ha dato un nome a qualcosa che è sempre esistito: il libro che continua ad essere letto - o a leggerci? - tra un ghirigoro della mente e un anfratto delle viscere anche quando non lo si legge più... per questi libri di sabbia (il signore di Ballantrae, L'isola del tesoro, Cime Tempestose, la Commedia, i Ricordi di Giucciardini, le Operette morali, Ariosto...) la non-lettura è in realtà solo un modo della lettura permanente che dentro di sé continua ad agire.
Io sto accanitamente non-leggendo Stevenson e Petrarca: non-ricordando, non-pensando, al Secretum e a Jim, continuo a sprofondarmi in una lettura borgesianamente sabbiosa. In questa operosa e rigorosa latenza dal libro che continuo a non-leggere - e solo in questa - mi sento un buon lettore dei libri che mi vogliono bene.
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 11/06/2003 :  22:05:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Naturalmente un lettore ideale è stato il nostro gas che nel forum sui "libri angeli" ci racconta il suo incontro con "I Turbamenti del giovane Toerless": c'è la meraviglia e l'innocenza, la forza d'urto del libro, la gioia di lasciarsi investire e rivelare.
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 14/06/2003 :  11:16:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
e meno male allora che, trovandosi in situazioni più o meno analoghe, Gas non abbia preso "alla lettera" il libro! in caso contrario avrebbe rischiato di finire come certi imitatori del Werther in redingote cilestrina o come l'Antico riferisce di Cleombroto d'Ambracia:

Sibilando:"Addio sole!"
Cleombroto d'Ambracia
si gettò nell'ADE
da un'alta muraglia.
Non gli era occorso alcun male
che fosse degno di morte;
aveva solo letto
uno scritto di Platone;
quello intorno all'anima.

(Callimaco. Epigrammi XXIII)

(che sia stato questi un lettore ideale?)
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Generated in 0.22 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03