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 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
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f.c.
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Inserito il - 12/12/2006 :  13:13:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tutti uguali questi Unici

[img]http://www.cinemah.com/lavorincorso/kubrick2000/alexdurango.jpg[/img] [img]http://www.cinemah.com/lavorincorso/kubrick2000/alexdurango.jpg[/img] [img]http://www.cinemah.com/lavorincorso/kubrick2000/alexdurango.jpg[/img] [img]http://www.cinemah.com/lavorincorso/kubrick2000/alexdurango.jpg[/img]


Max Stirner
era il cattivissimo feuberbachiano che credeva solo a se stesso, un se stesso fondato da sé sul nulla: quindi una specie di Dio con un solo credente, dove Dio e fedele coincidono. A me ricorda l'Alex di Arancia Meccanica: un simile rancoroso e autistico principio di piacere (prima di chiunque altro per me esisto io) che in realtà coincide alla perfezione con tempora & mora attuali: dai lider maximi su palchi e palcoscenici all'infoiato che ti supera a destra e ti taglia la strada bestemmiandoti la madre. Il che non vuol dire che, come sempre accade quando si incappa con la sincerità ecolalica dei talebani dell'egoismo, Stirner non sia imbarazzante proprio per un'animalesca verità che si porta dentro.
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fiornando
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Inserito il - 12/12/2006 :  18:20:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ed ecco chiuso il cerchio con chi professa una fede perinde ac cadaver: prima di chiunque altro per lui esiste dio, per cui se dio glielo chiede scanna pure suo figlio.

e chissà perché, mentre scrivo questo a proposito di verità animalesche, mi torna in mente la sentenza della corte costituzionale secondo cui l'ora di catechismo ha in ogni caso la precedenza su quella concessa a un figlio di stare un po' insieme al padre separato. come se l'amore per l'uomo procedesse da quello per dio, e non viceversa.
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f.c.
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Inserito il - 14/12/2006 :  07:57:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Raccomandare alla Facoltà
Le conseguenza di una Scienza generale dell'arte


[img]http://www.wbenjamin.org/WB.1940.jpg[/img]


"In simili condizioni non sono in grado di poter raccomandare alla Facoltà di accettare come testo per la libera docenza il lavoro del dottor Benjamin. Non posso infatti esimermi dall'esprimere il dubbio - pur con tutta la mia simpatia per l'autore, a me peraltro noto per la sua perspicacia e ingegnosità - che, con il suo incomprensibile modo di esprimersi, da intendere sicuramente come un indice di confusione obiettiva, egli non può essere una guida per gli studenti di queste discipline."

Il lettore ideale, va da sé, è anche quello che non ci capisce niente. Qualcuno dovrà pur fare la cartina di tornasole, o da tornaluna. - Questo che ho ricopiato è il finale della relazione con cui il prof. Cornelius propone di respingere la domanda di Walter Benjamin per la libera docenza all'università di Francoforte. Proposta accolta. Immagino che il prof. Cornelius per noi non sia nessuno (era ordinario di filosofia e incaricato di "scienza generale dell'arte"). Il libro che stronca senza rimedio è Il dramma barocco tedesco. Libro be-lli-ssi-mo! - Cornelius è scrupoloso: prima di scrivere la stroncatura, si consulta con due colleghi, entrambi concordi che le idee di Benjamin siano "incomprensibili". Uno dei due è Max Horkheimer. Intanto Benjamin piaceva molto a Hofmannsthal, che non poteva offrirgli docenze ma pagine di rivista. Inizio di un destino definitivamente errabondo.
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f.c.
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Inserito il - 14/12/2006 :  18:32:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Assolute affinità elettive

[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/a/ae/StillLifeWithASkull.jpg/300px-StillLifeWithASkull.jpg[/img]


...quanto sopra accade quando lo scrittore perfetto trova il suo lettore perfetto: sciagura irrimediabile. Nel caso di Benjamin era Florens Christian Rang. Benjamin scriveva - come certe lettere d'amore truccate da trattati di botanica, manuali di retorica, ecc. - in sottotraccia proprio a lui. Ma quest'unico "autentico lettore" (lettera a G. Scholem del 19 febbraio del 1925) muore il 7 ottobre del 1924. Benjamin finisce Il dramma a dicembre. Libro perfetto per un lettore perfetto morto: molto barocco.
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f.c.
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Inserito il - 16/12/2006 :  21:19:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
X per X

[img]http://www.venegoni.it/fratelli/images/mauro_busta.jpg[/img]


...Barocco è inevitabilmente il seguito: se io scrivo per X, che però intanto muore e che neppure nell'alto dei cieli leggerà ciò che solo per lui/lei scrissi, nella più catastrofica delle ipotesi le paginette vedovelle saranno lette da tutti gli altri. Ma è terra il solo/la sola che avrebbe in sé le chiavi e i mille grimaldelli. - A essere ciò che la vita non è, e cioè rigorosi, si dovrebbero leggere solo le pagine scritte a nessuno, le più impossibili. - Intanto è nessuno anche il mittente: come provano sempre i blablà di uno scrittore sulla sua scrittura, ogni autore muore nello stesso istante in cui scrive: chi parla poi, ha la stessa delicata pertinenza di un erede. - Cosa sarà allora un lettore cosciente che sa che legge un morto che non scriveva per lui? - Questo naturalmente vale anche per X lettore ideale, se fosse vivo/viva e leggesse; essendo evidente che l'idea che a lui corrisponda il lettore/la lettrice di una certa intima e erudita scrittura era una coltivata illazione a proposito di uno spettro. Beatrice che legge la Commedia di Dante: Dante che neppure nel più scatenato dei deliri pensa a Beatrice come a quella che potrebbe/dovrebbe leggerlo: eppure tutto è per lei.
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campi giovanni
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Inserito il - 17/12/2006 :  13:55:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Il mattino di poi, il popolo dei nopolitani venne stravolto dalla
lettura dal "Tè bollente" del seguente straordinario "fondo":
"Lx sx. Xh, Xh, Jxhn! Cxme ti vx? Lx sx, lx sx. Nxn fx crx crx nel
bxscx nxn stx! Cxltx? Txccx? Ti xdx: Xh, mxmmx, stx accxstx al fxcx!
Hx, nx! Txstx, Jxhn, nell'xdixsx bxscx di Cxncxrd! Nel bxscx, gxffx
gufx, Chixttx, chixttx. Xh, nx! Nx! Fuxri, dicx! Txstx, e prxntx e scixltx! Nx, nxn c'è pxstx per te, Jxhn. Sxlx il nxn hxmx sxsta.
Tu, pxllx, rxzzx, tarxccx, bxmbxlx, txmbxlx, xcxne testxne, vecchixttx bxn a un cxrnx! Sxzzx cxccx, pxrcx e rxspx, sxrtx da un
bxtrx di Cxncxrd! Zittx, xra! Zittx, stxltx! Cxccxdè? Nx, pxllx!
Sgxrbix, bxnx! Nx, nxn vxglix, "crx crx", nxn vxglix "glx, glx",
nxn vxglix "bx, bxx!" Xh, vxltx gxffx e gnxccx: ix, nxi, lxrx nxn
ti vxglixnx, nx! Prxprix nx! Xcxne testxne, stxp! Affoga il
cxrdxglix nel gxttx!"
Il clamore suscitato da tale enigmatico e cabalistico articolo, non
è cosa da immaginarsi.... e rimase, a guisa di sedimento, una
miscela di opinioni su questa sciagurata faccenda.
Un tale giudicò trattarsi di uno scherzo excellente.
Un altro disse che Testatosta aveva fatto mostra di exuberante
fantasia.
Un terzo lo giudicò excentrico, ma niente di più.
Un quarto ritenne che lo Yankee intendesse exprimere in generale
la propria exasperazione.
"O piuttosto porsi come exempio ai posteri", aggiunse un quinto...
La conclusione più diffusa fu, tuttavia, che la faccenda era extra-
ordinaria e inexplicabile. Anche il matematico locale ammise di non
capirci nulla in un problema tanto oscuro. X, lo sapevano tutti,
designava una quantità sconosciuta; ma in questo caso - osservò
opportunamente - si aveva a che fare con una quantità sconosciuta
di X.
L'opinione di Bob, l'aiutotipografo, (che non disse come fosse
stato lui a ixare il paragrabo), non trovò l'attenzione che forse
meritava... Disse che, per parte sua, non aveva dubbi, era chiaro,
il signor Testatosta "non si era mai lasciato persuadere a bere
come l'altra gente, e tracannava sempre quella birra XXX e,
naturale conseguenza, aveva dato fuori di matto, in quel modo
extremamente extravagante" "

(Come si icsa un paragrabo, Edgar Allan Poe nella mirabile
traduzione di Giorgio Manganelli)



Campi Giovanni
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 17/12/2006 :  23:37:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
X con zero
[img]http://www.italien-in-hamburg.de/Veranst%202%2004/Dante%202.jpg[/img] [img]http://www.stpauls.it/letture/0511let/images/0511le83.jpg[/img]


Pensavo che il fatto che quello della scrittura sia un intrepido e barocco voyage au bout du - rien, lo vedi proprio nel Dante supremo che, zero nel primo dell'inferno ("Io non Enëa, io non Paulo sono..."), si rivendica amanuense d'un dettato altrui sia sul cucuzzolo rinfrancante del Purgatorio ("I’ mi son un che, quando Amor mi spira...") che nel dioramico Paradiso ("'l poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra"). Il che, a rigore, varrebbe anche per un sms, un volantino dell'Upim, ecc. ecc. - Certo, chi più chi meno.

(Muchas gracias a Juan de los Campos che dal cilindro dell'erudizione sua ha cavato il capolavoretto della traduXione manganella del Poe. Chissà cosa tirerà fuori adesso, lui, campigiovanni, per controcampo a questo)
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fiornando
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Inserito il - 18/12/2006 :  11:49:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
mah, mirabile traduzione, capolavoretto. non per fare sempre e comunque il bastian contrario, ma su cosa basate il vostro giudizio? avete comparato il lavoro di manganelli con quello d'altri traduttori o parlate così, in assoluto - come altra volta ebbi a domandare a proposito d'un blok tradotto da poggioli, anche quello "mirabilmente"?

io di questo racconto di poe ho il testo originale e due diverse traduzioni, ambedue (a mio modesto avviso) incomparabilmente superiori a quella di manganelli: una anonima e l'altra d'uno dei seguenti tre: fernanda pivano, aldo traverso o c.a. rossi, non è dato sapere (gordon pym e racconti, sansoni 1965). una frase a caso, una per tutte:

The uproar occasioned by this mystical and cabalistical article, is not to be conceived.
Il clamore suscitato da tale enigmatico e cabalistico articolo, non è cosa da immaginarsi.
Il chiasso levato da tale mistico e cabalistico articolo non si può immaginare.

una valutazione a caso, una per tutte: perché quella virgola fra soggetto e verbo? una volta ce la segnavano a matita blu. blu, blu, l'amore è blu...




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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 18/12/2006 :  12:17:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
e certo che vale anche per un sms, ci mancherebbe! un messaggio (in qualsiasi veste inviato) ha da suscitare emozioni: e se l'sms te lo manda la bella per dirti dove e quando stai sicuro che impallidiscono, al confronto, anche omero e padre dante. il quale a sua volta tanto più s'impone (al gusto dei più, s'intende), quanto più "zero" si fa, uomo di carne e sangue, e canta di conseguenza, che non quando si crede chissà che, con quella sua vocina da filosafo rincoglionito, che piglia forza solo quando al ricordo del sangue e della carne si lascia andare.
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campi giovanni
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Inserito il - 18/12/2006 :  16:35:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mistico enigma.

"La letteratura, essendo complessa, e dunque non esemplifi-
cabile, è di sua natura oscura; non difficile, non enigma-
tica, ma elusiva, allucinatoria, misteriosa... Quando parlo
o scrivo dico molte cose che non so di dire; quando parlo,
parlo in primo luogo a me stesso, e mi svelo e insieme occul-
to a me stesso. Ho detto che la letteratura non era enigma-
tica; ma poiché scrivendo io lo scrivevo a me steso, mi ac-
corgo quanto quella frase fosse inesatta; la letteratura è
essenzialmente enigmatica, semplicemente perché in quella
si celebra la totale essenza del linguaggio."
(Giorgio Manganelli)

Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 18/12/2006 :  17:11:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
, , , ,



"Forse tal problema meglio si intenderà se collocato in una
generale teoria delle interpunzioni in rapporto al testo"

"la signorile, distensiva viziosa pausa della virgola"

"Forse a precipizio noi fuggiamo da... a riparare nel grembo,
nella femminesca mezzaluna della virgola?"

"la sentimentale ma insinuante virgola"

"la virgola reciterà una patetica indeterminatezza, fornendo
un donnesco rifugio, una baia sottovento, forse un tenero,
labirintico utero regressivo alla fuga del testo"


, , , ,


Campi Giovanni
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 18/12/2006 :  19:25:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
no caro: è che l'inglese, come anche il russo, e altri popoli ancora, hanno strutture linguistiche (e dunque grammatiche e sintassi) diverse dall'italiana. subito dopo quella frase c'è quest'altra:

The first definite idea entertained by the populace was, that some diabolical treason lay concealed in the hieroglyphics.

che in italiano, con la virgola, suonerebbe così:

La prima idea definita che si fece strada nel cervello del popolino fu, che qualche diabolico tradimento fosse celato in quei geroglifici.

blu, blu, l'errore è blu... la conosci la canzone? è degli anni settanta, mi pare.

che se poi mi dici che si tratta d'un portato letterario, insindacabile in quanto espressione della "totale essenza del linguaggio" allora mi cheto, rinfilo la bicolore nel taschino e vo a fare un giretto con la coda fra le gambe.
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 18/12/2006 :  19:56:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
non entro nel merito, mi limito alla forma (che in uno scrittore è tutto - altrimenti lo scrivente faccia il saggista, il filosafo, il notaio).

"mi svelo e insieme occulto a me stesso". manca l'oggetto di "occulto": mi svelo e insieme mi occulto. rosso.

"ho detto che la letteratura non era enigmatica". perché era? adesso lo è? rosso.

"mi accorgo quanto". zingarelli: accorgere, rfl. Intendere, comprendere (con di).rosso o blu?




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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 18/12/2006 :  20:20:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://home.earthlink.net/~elbroome/longet/art/love.b.jpg[/img]

"la virgola reciterà una patetica indeterminatezza, fornendo
un donnesco rifugio, una baia sottovento, forse un tenero,
labirintico utero regressivo alla fuga del testo"

E io che credevo che lo zenith della perversione fosse il Freud di Gradiva e della madonna con bambino e sant'Anna...
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 18/12/2006 :  21:47:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Semiramidismi

[img]http://www.poemhunter.com/i/p/68/3068_b_5258.jpg[/img]


1.
Quando il gioco si fa duro, la buttiamo in grammatica? - Per ordine secundum fiornandum: "Il clamore suscitato da tale enigmatico e cabalistico articolo, non è cosa da immaginarsi"... - Una strategica virgola (si può passare una giornata a decidere di toglierla e poi di rimetterla, O. Wilde) alla fine di un soggetto composto da un'intera frase (frase infatti soggettiva) è perfino consueta; ché gli usi della virgola in italiano "sono molti e complessi"; tra gli altri quello di separare "la principale e vari tipi di subordinazione" (da M. Dardano e P. Trifone, La lingua italiana, Zanichelli).

2. Tutti sappiamo che mi è lo stesso di a me; e infatti guai alle elementari a scrivere "a me mi": lo passano a una tesi di laurea, ma in seconda dalle suorine mie o di fiornando erano botte. - Ora, a mi me par che el Manga, che certo si diverte a fare vortici e mulinelli anche nel micro di poche parole, per variatio (regula da cavalieri antiqui!) metta prima il primo "mi" (c. oggetto), poi sottintenda il secondo, cosa d'una liceità quasi puritana essendo i due verbi una antitesi in endiadi, e poi piazza l'"a me" (c. di termine): il quale per clausola (se non sbaglio, secondo regula eufonica inaugurata dal latino e specie dal cursus del latino medievale) slonga e rafforza in "a me stesso": come uno zum-zum! alla fine della frase musicale.
Quindi, invece di "mi svelo e insieme mi occulto a me stesso", che bisogna riconoscere che prosodicamente sarebbe un po' una cacofonica cacca, "mi svelo e insieme occulto a me stesso".

[img]http://www.francescoredi.it/database/redi/redi.nsf/pagine/997110FE58A7A7BBC12569F4004DC6BE/$File/minD.gif[/img]

3. Sul terzo caso: la consecutio temporum a mi me par da penna verde in questa frase che oscilla, oserìa dir virtuosisticamente, tra passato e presente, e allo stesso tempo tra l'incerto e il certo: "Ho detto (p. prossimo) che la letteratura non era (imperfetto) enigmatica; ma poiché scrivendo (presente di quel passato) io lo scrivevo (imperfetto) a me stesso, mi accorgo (presente) quanto quella frase fosse (imperfetto) inesatta; la letteratura è (presente!) essenzialmente enigmatica...". Quattro righe e tre capriole per trasformare, appunto, un non era in un è, il che, si ammetterà, è un climax...
Secondo me, in excelsis, un Gianfranco Contini si diverte molto di questi particulari, in cui per il volgo è il diavolo e per Benjamin dio.

4. "Mi accorgo quanto" - Ah, avessi qua il dizionarione storico del Battaglia (portato alla Z da Barbèri Squarotti) chissà quanti casi troverei di auctoritates capaci di lìbito far licito in lor legge! E insomma di far transitivo l'intransitivo preteso da un accorgersi!...

[img]http://www.francescoredi.it/database/redi/redi.nsf/pagine/997110FE58A7A7BBC12569F4004DC6BE/$File/minB.gif[/img]


(P.S. Che il Manga proprio sul piano della lengua italicorum sia obiectum tra gli interessanti può provarlo per esempio quanto trovi nel consigliabilissimo Manuale di retorica di Bice Mortara Garavalli (Bompiani, 1989), dove il Tapiro offre exempla per 15 citazioni (Manzoni 12, D'Annunzio 5, Calvino 11, Montale 13, Gadda 26, e Dante superstar 37).

Sulle sue capacità di traduttore e scrittore capace di Crusca & Tommasei, posso infine ricordare quattro cose: un articolo di Calvino su Repubblica (con la traduzione di Poe abbiamo un nuovo capolavoro della letteratura italiana, all'altezza dell'Iliade di Monti) che posso ripescare e inviare a chi lo voglia; un altro di Fruttero e Lucentini che dicevano che leggere il Manga era come per un giocatoricchio di calcio stare a bordocampo e vedere palleggiare Maradona (mio fratello piccolo, [virgola alla francese]il Pibe lo vide davvero: lui era un protopulcino del Milan, e poté così trasecolare e contemplare l'impossibile).

Infine, due episodi nostri: quando un redattore del c.s. andò a bussare a casa del grande Melchiori perché ci contasse qualcosa dell'autore di opere eccelse e innumeri (avevamo in forno il numero sulle Interviste Impossibili), lui, diffidentissimo, senza nimmanco farlo trasire in casa, sulla soglia invalicabile lodò proprio il Manga traduttore; lo stesso redattore qualche tempo prima aveva sentito con le orecchie sue Carmelo Bene, che ebbe la fortuna di praticare familiariter, dire più volte che il Manfred , di cui lui fu eccelso dicitore nella versione Byron-Schumann, l'aveva fatto assurgere all'entelechia di capolavoro proprio la traduzione del Manga (Einaudi): ben oltre lo stesso Byron. - Il che ci potrebbe riportare al discorso di fiornando sui limiti che dovrebbero darsi, diobòno, anca le traduzioni).
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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03