Home | Profilo | Discussioni Attive | Utenti | Download | Cerca nel web | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
 Nuova Discussione  Rispondi
Pagina Precedente | Pagina Successiva
Autore  Discussione Discussione Successiva
Pagina: di 28

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 02/02/2007 :  11:14:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

DIRE DILETTO AL LETTORE

"...Il proposito mio è stato che questa Crestomazia, non solo gio-
vasse, ma dilettasse; e che dilettasse e giovasse, non solo ai gio-
vani, ma anche agli uomini fatti; e non solo agli studiosi dell'arte
dello scrivere, o della lingua, ma ad ogni sorte di lettori..."

( G.Leopardi , Ai lettori, introduzione alla Crestomazia italiana)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 02/02/2007 :  11:45:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

PRESENZA DEL DILETTO PRIMA DELL'ASSENZA


"Tu presso a porre il piede
in sul varco fatale
della plutonia sede
ai presenti diletti
la breve età commetti."

( G.Leopardi , Dello stesso)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 05/02/2007 :  16:43:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

LA GUISA DEL DILETTO

"E siccome abbondano della vita estrinseca, parimente sono ricchi
della interiore: ma in guisa, che tale abbondanza risulta in loro
benefizio e diletto, come nei fanciulli; non in danno e miseria
insigne come per lo più negli uomini."
(G: Leopardi, Elogio degli uccelli)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 07/02/2007 :  17:09:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

VERO DILETTO FALSA IMAGE


"Non ammetteva distinzione dai negozi ai trastulli; e sempre che era
stato occupato in qualunque cosa, per grave che ella fosse, diceva di
essersi trastullato. Solo se talvolta era stato qualche poco d'ora
senza occupazione, confessava non aver avuto in quell'intervallo al-
cun passatempo.
Diceva che i diletti più veri che abbia la nostra vita, sono quelli
che nascono dalle immaginazioni false; e che i fanciulli trovano il
tutto anche nel niente, gli uomini il niente nel tutto."
(G.Leopardi, Detti memorabili di Filippo Ottonieri, cap.2)





Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 15/02/2007 :  16:33:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
DILETTA LIETTA



evoca e rievoca



dalla trasmissione "era mio padre" di Anna Migliorati l'intervista
a Lietta Manganelli su radio.24 del 4 febbraio...




Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 16/02/2007 :  16:26:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


ognora lettore ignora

inguine di luna che sanguina

(di come cavo un ragno d'un buco)



[img]http://img62.imageshack.us/img62/3096/spiderwebdewvn9.jpg[/img]



"In un sonetto in memoria del duca di Osuna, Quevedo scrive:


Su tumba son de Flandes las Campanas
Y su Epitaphio la sagrienta luna


Questa luna sanguinante che fa da epitaffio al guerriero, è ciò che
ci attrae in questo distico, ciò che si chiamerebbe in poesia moderna
un'ammirevole immagine.
Meglio ignorare, dice Borges*, che si tratta della mezzaluna turca
insanguinata dalle vittorie del terribile duca: l'immagine, la visio-
ne poetica si cancellerebbe davanti a un'allegoria senza mistero."
( Gèrard Genette , Figure I)
*Storia dell'eternità



Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 16/02/2007 :  18:29:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il simbolo dell'allegoria

[img]http://www.neural.it/images/nechvatal.jpg[/img]


La vittoria (romantica) del simbolo sull'allegoria è stata alla fine così unanime da essere incondivisibile. Il simbolo aprirebbe infatti a un "Tutto" comodissimo da allucinare in tutte le possibili e impossibili guise: compresi gli equivoci che piacciono a Borges che conosce le preziosità sia del rigore che dell'errore.

Grazie al simbolo, ogni cosa agisce "nel pensier" come la siepe di Leopardi che cela, e quindi apre a, "infiniti silenzi, interminati spazi e profondissima quiete", e cioè a niente. - Quelle simboliche sono fantasie per lo più appena fetali, fatali applicazioni del principio di piacere di homini sanza mondo e quindi senza dolore: quelli, tanto per capirci, che un Leonardo schiferebbe: uomini-larve che si sprecano a cinciacarsi in un mondo tutto loro. Sarà anche una situazione ricurva e godibile, però...

L'allegoria invece, per cui il teschio "è" figura della morte e basta, ecc. presuppone che il mondo non sia un continuum in cui tutto parla di tutto: niente Leibniz, figurarsi Derrida!... il mondo è infranto come lo specchio di Riccardo II (Shakespeare): dunque alcune cose rinviano solo ad alcune altre, e questo non per natura ma per codici faticosi, artificiali e rigidi necessariamente. Non essendoci un'unità del mondo, nessuna cosa rinvia a tutto, perché un Tutto non c'è. La medievale allegoria, alla lunga, sarebbe più vigile del nostro mondo a pezzi del romantico onanistico simbolo.
(Ho azzardato un volgarissimo riassunto di pensieri che trovi in W. Benjamin)
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 17/02/2007 :  07:54:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Glossa a conferma



"...ormai la produzione di simboli e di archetipi ha raggiunto livelli tali che chiunque può averne a sufficienza. Una volta erano razionati."
(G. Manganelli, High tea)

Modificato da - f.c. in data 29/04/2010 07:10:07
Torna all'inizio della Pagina

fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 18/02/2007 :  16:31:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
scusassero. che differenza c'è fra simbolo e allegoria? non è l'allegoria un 'parlar d'altro' per mezzo di simboli, e il simbolo un 'rappresentare altro' da ciò che appare? e se puntano ad 'altro', tutt'e due, a che altro potrebbero servire se non a risparmiare inchiostro e ciodue? a fare da epitome, da triplo concentrato che a volte sì, a volte no assume valenze autonome - rispetto alla voluta - talora buffe, oscene (come 'o pesce per il paleocristiano partenopeo) o esteticamente pregevoli (come la luna insanguinata dell'esempio). checché ne pensi borges non credo che conoscere il mistero d'un simbolo o d'una allegoria (cioè dove, come, quando e perché nascono) ne rovini il significato - tanto meno un significato indiretto, secondario, come quello estetico. sarebbe come disprezzare il diamante perché non è una scheggia di stella o la lacrima d'un dio, ma solo fottuto carbone, diversamente abile.
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 18/02/2007 :  17:31:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


l'allegoria del simbolo


"Sia dunque la seconda maniera di furto, non che lecito, ma lodevo-
lissimo, torre da altrui ciò che si vuole, ma del suo migliorarlo sì
che non sia più desso. Nella maniera che i diamanti, ricevendo un
semplice raggio di luce, che loro penetra al fondo, sì l'abbellisco-
no e la dipingono di tanti e così be' colori, che il sole non è così
bello e le stelle ne perdono."

( D.Bartoli , Dell'uomo di lettere difeso ed emendato )


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 18/02/2007 :  20:52:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
è che l'allegoria non è simbolica


urcola! trattasi di questione annosa, per non dir millenaria!... facciamo così, e tanto per capirci: Correspondances di Baudelaire è simbolista, e il primo canto dell'Inferno di Dante allegorico. Il Croce riconosceva le allegorie al volo e le pestava a sangue; le segnava con la penna rossa e diceva agli altri di saltarle: gli dava fastidio il passaggio meccanico da un significato apparente al significato sostanziale. Come se dicesse: se è così ovvio il passaggio dall'aquila dorata a Roma caput mundi, io che ci sto a fare?

Da ragasso, quando queste cose mi appassionavano di più, avevo trovato molto istruttiva una definizione che riportava Eckermann di Goethe: se fossi a Trieste, te la cercherei. Anche Mito di Furio Jesi (Mondadori, non so se l'abbiano ristampato), per citare un ago in un agaio più grande d'un pagliaio, può aiutare.

*°*


Navigando un po' per offrirti almeno un bignamesco smozzicone di codesto pan degli angeli, ho trovato questo. Avrai già notato che le etimologie stesse potrebbero aiutare a capire la successiva canonizzazione dei significati:


allegoria (dal gr. àllos "altro", e agorèuo, "chiamo", "nomino": "dire in altro modo"): A differenza del >simbolo, nell’allegoria l’identificazione tra significante e significato non è immediata bensì filtrata da un procedimento di trasferimento dove significante e significato restano distinti e l’oggetto espresso "vale" più dell’immagine, che assume così una connotazione strumentale.

simbolo (gr. symbolon, "ciò che unisce"): "simbolo" è l'oggetto o l'immagine che permette di riconnettere un'unità originaria spezzata; symbola sono anche i due pezzi della moneta spezzata usati in Grecia per il reciproco riconoscimento fra ospiti o fra alleati. Viene quindi a significare, per traslato, tutto quello — oggetti, immagini, parole — che mette in connessione la dimensione mondana con quella sovramondana. Il contrario è diàbolon, "ciò che separa" (da cui "diavolo", l'angelo che anziché connettere, unire, comunicare, separa l'uomo da dio). Nel simbolo, significante e significato sono strettamente legati tra loro e identificabili in modo immediato; contemporaneamente però è portatore di una feconda ambiguità, in quanto può evocare, a seconda dei contesti, significati molto diversi tra loro tramite la medesima immagine (ad es. la figura del serpente come simbolo del male ma anche come simbolo di rigenerazione).

Modificato da - f.c. in data 29/04/2010 07:10:57
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 19/02/2007 :  14:39:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando



postilla propedeutica

dalla diacronia del maschile curioso
al furioso femminile della sincronia




[img]http://img354.imageshack.us/img354/4425/mefistotelend6.jpg[/img][img]http://img226.imageshack.us/img226/2953/capb954ecal6fr6ecaimmw9fn2.jpg[/img][img]http://img354.imageshack.us/img354/8052/cag11kivcafnf7tncaz7oypbp0.jpg[/img]


ah, saperne una in meno del diavolo!


[img]http://img226.imageshack.us/img226/4331/benezl6.jpg[/img]


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 19/02/2007 :  16:42:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

ivi narransi de le diatribe di tra neri e/o fiornando chiaromonte e
gian-ciotto malaspina



[img]http://img166.imageshack.us/img166/6568/chinigraf2jw0.jpg[/img]



dall'allegra allegoria al simpatico simbolo


[img]http://img57.imageshack.us/img57/7512/1902071215dax0.jpg[/img]





"In questo trattato finale si vole notare generalmente che ogni pesce
da allessare, o frigere vole esser scagliato et raschiato di fora, et
poi aperto, et cavatoli fora le interiora, lavato molto bene; et e
converso il pesce che vol fare arrosto non vole esser scagliato nè
raschiato né aperto, excepto la salpa, la quale se deve aprire et
cacciarne fora tutte le interiora, et a la laccia similemente se deve
cacciare per la orecchia una certa forcina a la quale sta attaccato
un budello interiore, il quale cocendola o arrostendola se ne deve
cacciare fora"

( Maestro Martino da Como, Libro de arte coquinaria,
composto per lo egregio maestro Martino coquo olim del reverendissimo
monsignor Camorlengo et patriarcha de Aquileia
, capitolo VI
)


"la passera"

"Serà bona allessata con un poco di petrosillo. Et anco è bona fritta
mettendoli suso del suco d'aranci"

( ivi )



premessa finale
dalla cena delle beffe al pranzo del buffone


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 20/02/2007 :  09:43:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
symbolon vs allegoria


mah, sinceramente, l'unica differenza che ci vedo è che l'allegoria è un insieme, di simboli, metafore e quant'altro (insieme logico, certo: un discorso, una parabola), mentre il simbolo è un elemento di quell'insieme. (e guarda che diàbolos - termine neotestamentario come allegoria - significava a quel tempo calunniatore, colui che attesta il falso - dal verbo ballo, connesso col latino fallo-fefelli-falsum-fallere). e anche nel simbolo mi sa che il significato sia ben distinto e valga più del significante: la parentela, l'ospitalità, l'amicizia più della moneta in sé, spezzata in due.
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 21/02/2007 :  16:38:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando


dalla simbolia all'asimbolia



"Il vecchio critico è vittima di una disposizione che gli analisti
del linguaggio conoscono bene e chiamano asimbolia: gli è
impossibile percepire o maneggiare simboli, cioè coesistenze di
senso; in lui, la funzione simbolica generale che permette agli uo-
mini di costruire idee, immagini e opere è turbata, limitata o cen-
surata non appena si vada al di là degli usi strettamente razionali
del linguaggio"
( Roland Barthes , Critica e verità )



"L'opera possiede contemporaneamente più di un senso, per struttura,
e non per incapacità di coloro che la leggono. Proprio in questo
essa è simbolica: il simbolo non è l'immagine, ma la pluralità stes-
sa dei sensi"
( ivi )



"La lettera esclude il simbolo o invece lo permette? L'opera signi-
fica in modo letterale o simbolico - oppure, per dirla con Rimbaud:
- 'ho voluto dire quello che lì è detto, letteralmente e in tutti i
sensi"
( ivi )





Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina
Pagina: di 28  Discussione Discussione Successiva  
Pagina Precedente | Pagina Successiva
 Nuova Discussione  Rispondi
Vai a:
© Torna all'inizio della Pagina
Generated in 0.06 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03