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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 23/03/2007 :  17:33:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

ipotesi sovrantartica


l'altrove è il luogo dell'altro...

"Lo stesso sentimento di estraneità, di gioco inutile, ovunque io
vada: fingo di interessarmi a ciò che mi è indifferente, mi dimeno
per automatismo o per carità, senza essere mai partecipe, senza
essere mai da nessuna parte. Ciò che mi attira è sempre altrove,
e questo altrove non so cosa sia."

... ma pure: ove l'altro non so chi sia...

"Gli ripugnavano le verità oggettive, il travaglio dell'argomenta-
zione, i ragionamenti serrati. Non amava dimostrare, non teneva a
convincere nessuno. L'altro è un'invenzione da dialettico."

... e dunque...


"Pretendersi più distaccato, più di chiunque estraneo a tutto, e
essere solo un forsennato dell'indifferenza."

(tratto qua e là da E.M.Cioran , L'inconveniente di essere nati)



[img]http://img484.imageshack.us/img484/7514/foto18ad3.jpg[/img]





Campi Giovanni
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 23/03/2007 :  18:49:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non è neppure sempre vero che chi ami qualcosa la conosca meglio di tutti gli altri (N. de Chamfort)

succede delle mogli, figuriamoci dei libri. come nei legami della materia, conta più lo scambio d'orbitali della semplice attrazione ionica: per forte che sia basta un po' d'acqua a scioglierla.
è il rapporto in sé, il frutto della relazione (il Figlio - direbbe qualcuno), che conta, più dei presunti, singoli valori assoluti.
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n/a
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402 Messaggi

Inserito il - 23/03/2007 :  22:42:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.pavonerisorse.to.it/cinema/et.jpg[/img]


Su quello che ho scritto penso che un pensiero e' un pensiero, come un oggetto sospeso nello spazio gli si gira attorno con la mente e lo si guarda da piu' posizioni nella sua globalita', cosi lo si capisce meglio, si scoprono piu' cose e sopratutto che vale per quel che vale e nel contesto in cui vale, quindi niente di cosi serio, prenderne un singolo pezzo per capirne il senso cosmico e' come guardare un Van Gogh da cinque cm di distanza, non so se sia la strada buona, forse piu' buona per autenticarlo.
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serendipity
nuovo c.s.


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Inserito il - 24/03/2007 :  04:13:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parlando con un amico, ci siamo trovati di fronte ad un dubbio relativamente alla seguente frase:
Versione 1: "Ho sempre pensato che i politici rappresentino (nel senso di: siano rappresentativi di) gli italiani nei loro pregi e nei loro difetti". Dovrebbe essere giusta in quanto l'azione del rappresentare continua nel presente. Allo stesso modo, "sempre" indicare che il pensiero permane nel presente. Infine, se volessi usare l'indicativo (cosa scorretta ma sempre più in uso), userei il presente.
Versione 2: "Ho sempre pensato che i politici rappresentassero gli italiani nei loro pregi e nei loro difetti". Tutto sommato, "ho pensato" è una forma di passato; se la frase iniziasse con "pensavo...", l'uso del congiuntivo passato sarebbe indiscutibile.
Personalmente propendo per la prima, perè anche la seconda "suona".
Quale delle due è in realtà corretta?
Grazie
La concordanza dei tempi è una di quegli aspetti della sintassi italiana in cui si dimostra come l'analisi linguistica non possa fermarsi alla frase, ma debba estendersi al "testo".
Come giustamente avete rilevato, senza prendere in considerazione il contesto entrambe le frasi "suonano". Solo analizzando un'unità comunicativa più ampia si può operare una scelta:
- ...ho sempre pensato che i politici rappresentino gli italiani nei loro pregi e nei loro difetti, e i fatti di questi ultimi giorni non fanno che confermarmelo.
- ...ho sempre pensato che i politici rappresentassero gli italiani nei loro pregi e nei loro difetti, ma oggi non ne sono più tanto convinto.
L'uso del congiuntivo imperfetto indica contemporaneità nel passato; una contemporaneità, tra azione del pensare e cosa pensata, che nel presente non esiste più.
Con l'uso del congiuntivo presente, uso che devia dalle rigide regole della "consecutio temporum", il parlante indica come questa contemporaneità tra azione del pensare e cosa pensata sussista ancora.
Ciao!

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tanascia
c.s. acquatico


74 Messaggi

Inserito il - 24/03/2007 :  04:20:41  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
Caro fiornando sicuramente avrai da ridire poiche' al contrario di te non ho il dono di essere perfetta e preparata come dici tu..............pero' che hai da ridire su chi appena si iscrive al sito...........penso sia proprio controproducente per IL SITO STESSO..........poi .....come ci si esprime ci si esprime tu dovresti insegnarci che esiste la LIBERTA' DI PENSIERO......! Noi possiamo essere pure ignoranti nell'espressione ...ma cerchiamo di esprimerci.....invece tu mi dispiace dirlo.........ti lasci consumare dalla superbia del non rispettare ...........un consiglio da una povera ignorante?.........fai un bagno di umilta'!
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serendipity
nuovo c.s.


1 Messaggi

Inserito il - 24/03/2007 :  04:22:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ED ORA...CARO FIORNANDO..DOPO AVER PRESENTATO UN ESEMPIO TI DICO...
LE REGOLE GRAMMATICALI SONO, PER DEFINIZIONE, IN EVOLUZIONE!
A scuola, la MATITA ROSSA-BLU, verrebbe certamente usata per cassare termini volgari!!!
Dubbi, invece, sull'uso della stessa su forme in " EVOLUZIONE" delle regole...!!!

A PRESTO
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 24/03/2007 :  13:55:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
rotolando dadi dati srotolando



estratti i dati dai dadi
a tratti attratti
a tratti distratti
a tratti contratti
per non perder filo
che nella cuna
s'infili
per ricamar ricami
e richiami
sosterò e sosterrò
sottesi sossopra di nulla



[img]http://img360.imageshack.us/img360/5279/totmarionettakd6.jpg[/img]


Campi Giovanni
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 24/03/2007 :  16:02:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il gambero

[img]http://www.colonnesonore.net/public/ms_nx_hamletCD_150.jpg[/img]


Citazione:
titola campi:
rotolando dadi dati srotolando


Questa volta, sto leggendo Amleto all'incontrario. Ho letto prima la scena seconda dell'atto quinto, quindi la prima. Quindi l'atto quarto. Più tardi attaccherò il terzo. Da quando s'è deciso di dedicare un numero agli Amleti (ci sarà anche Totò), dunque da un anno, avrò riletto Amleto una decina di volte. Più tutti i saggi, più le parodie, più non so neppure cosa. Naturalmente l'ho schedato e rischedato: ricopiandone almeno metà.

Ho cominciato dall'atto quinto (ma innocentemente, non sapendo che avrei deciso di rileggerlo tutto come un gambero) perché volevo scrivere un pezzo da intitolare "Vallettopoli": pensavo intanto di rileggere la scena dove appare un piccolo buffo personaggio che si chiama Osric, il quale in realtà è un cortigiano: ben più su di un valletto, anche se in Amleto non è che una "letterina".

...ogni volta il testo si ridispone in modi così diversi da farmi sentire scemo. Leggo e mi stupisco: davvero c'era scritto anche questo? Così non fa che crescere la sensazione di non averci capito niente. Perfino la sensazione che nessuno ci abbia mai capito niente. - Leggere alla rovescia funziona. Si trovano segnacoli di cose che si è certi siano disseminati nel testo in modo assolutamente malizioso. Suspense insostenibile: non si vede l'ora di arrivare all'inizio. - Capovolgendo un verso di Fortini: "nulla è sicuro, ma leggi". Le letture sono scritte sull'acqua.


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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 24/03/2007 :  16:11:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
uno sbadiglio o uno sbadisgliolo?


prodotto d'uno scartabello della mia cartastraccia:


[img]http://img340.imageshack.us/img340/8604/vangoghmc1.jpg[/img]


"Tu la parola di chi, voi le parole di cosa, dire ancora una volta
come dire e farla finita una volta pers empre, per sempre. Ma come
dire allora com'era, com'era una volta la volta del cielo, e l'arco
come mal dire l'arco mal detto ora di allora, ora dire c'era una
volta e poi, come dire ci sarà. Ma allora non c'era nessuna volta,
né volta del cielo né arco, nient'altro se non tenebre, nel cielo
tenebre di palpebre, nel cielo l'occhio cieco, ecco come forse dire
com'era, mal dire il male che era, di chi era il male di allora, il
male di cosa, come dire, l'occhio cieco d'una ruota che non girava,
che non girava, le palpebre dell'occhio cieco come ali d'un angelo
custode che non custodiva, che non custodiva, come ali di più angeli
che non volavano, che non volavano, ali immote o buchi neri, buchi
neri o stelle, che non brillavano, che non danzavano, che allora non
c'erano, che proprio non c'erano, le palpebre come tenebre, come il
perimetro delle tenebre, come il luogo da dove movendo lentamente
inane fino al dove, dal dove immota la ruota, e le ali fino a dove
immote movendosi ancora una volta, l'ultima di allora e poi via nel
sentiero di quella volta, ma come dire chi nel sentiero di cosa, o
cosa, cosa come dire nel sentiero di chi, la ruota e le ali immote
movendosi per l'ultima volta nel sentiero o perimetro, quando immote
come dove, da quando allora a poco a poco fino al quando, dal quando
ruota e ali, immobili fino a quando movendosi, lentamente a poco a
poco ancora una volta, nel sentiero o perimetro di allora, per l'ul-
tima volta la ruota che non girava, immota movendosi del carro la
ruota, e le ali che non volavano, immote movendosi degli angeli le
ali, l'una nel sentiero l'altre nel perimetro, vice versa nel sentie-
ro l'altre nel perimetro l'una e via così, e così via nel sossopra
del nulla. Dire ancora una volta come dire in fine finita infinita
a capo chi o cosa era quella volta la volta del cielo nelle tenebre,
di chi il volto capo come mal dire, o mal dire di cosa il capo volto
di volta in volta, una a una le ipotesi tutte. La volta del cielo in
fine dirla finita nelle tenebre del perimetro, nelle tenebre del sen-
tiero di quella volta, dove non c'era volta né arco, nient'altro dire
di allora, di quando infinito il volto di chi, di cosa il capo male
detto ora di allora, ora come allora mal detto il capo di cosa e poi
come dire come sarà, ora mai il male mal dire, e nient'altro, se non
il male che era, niente, se non il nulla che era."


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 24/03/2007 :  16:27:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

i dati dei dadi


"Il male mal dire come nulla, il nulla mal dire come zero, lo zero
in fine mal dire come male, lo zero, numero innumero, solo in fine
finito, infinito a capo tuttavia essendo, lo zero alla fine dei nume
ri in meno, o sia dei più a capo, finito dai meno a sé, o da sé ai
più infinito, lo zero mal dire come meno, come più, come più o meno
mal dire, ma dirlo comunque o il numero o l'innumero, così come era,
mal dire al meno, allora come era lo zero al meno, o al più male
dirlo, lo zero com'era, al più mal dirlo così, allora lo zero pari
era o dispari, lo zero del dado di allora dispari era o pari, vice
versa, come capovolto allo specchio lo zero del dado, ogni faccia
del quale sia al più, sia al meno, senza numero alcuno era, senza
numero dispari, senza numero pari, ogni faccia del dado cotale era,
lo spigolo rotolando vivo e mortificante, ogni faccia senza numero,
e senza pari loro, e senza a loro dispari ogni faccia del dado capo
volto nel voltafaccia nel tradimento di chi di cosa, fragile la mente
parlando fuor di mente, o fuor di sé, né bocca parlante parlando, ma
a capo dire ancora una volta che non c'era alcun volto o in fine
dire che non c'era alcun capo."


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 24/03/2007 :  16:44:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

chi dice nobel e chi dice un bel no


[img]http://img385.imageshack.us/img385/7281/murphyapesbuonawp1.jpg[/img]


scimmiotto un pò me stesso:


[img]http://img385.imageshack.us/img385/6373/scimmia20sapientequ9.jpg[/img]


"Questo o quello pari è, o dispari, questo o quello né pari né dis
pari era, e poi come dire come sarà ciò, se dispari o pari ciò che
sarà, ma allora né pari né dispari, il dado la ruota la sorte, il
numero innumero, lo zero del dado finito dai meno a sé, o da sé ai
più infinito, o vero di spigolo in spigolo né in fine finito né in
finito a capo, men che pari, men che meno dispari era, né più che
dispari né più che più pari era, ma di natura affatto innaturale.


[img]http://img385.imageshack.us/img385/6266/scimmiakw4.jpg[/img]



Lo zero del dado in somma era di una natura al minimo minuscola, o
vero maiuscola al massimo, come sarà, o ancora in somma più o meno
sempre e solo se stesso, - più o meno se stesso, solo questo lo zero
del dado come era, com'era alla fine dei numeri in meno, o sia dei
più a capo, come era allora lo zero, lo zero del dado qual era, nel
meno e nel più sempre e solo sé, solo senza numero, solo senza nume
ri, solo innumero dei più a capo, o solo alla fin fine dei meno,
allora sempre e solo se stesso, sempre solo se stesso e senza nessu-
no, nessun volto né faccia né capo, né meno il capovolto, né più
nessuno. Allora come dire allora come era, e dove come, come dove
dire d'allora come era, solo questo, quello solo. Questo, come di
cosa che, come di una natura affatto innaturale. Quello, come di chi
che, come di una disumana affatto umanità.


[img]http://img235.imageshack.us/img235/3984/3320wincehu6.jpg[/img]


Quello - solo, - solo -
quello, - nient'altro, se non il niente che quello era, solo che era.
Questo - solo, - solo - questo, - nient'altro, se non il niente che
questo era, solo che era. Quello per dire di allora, questo per male
dire ora di allora, e ciò per poi dire ciò che sarà come dire."



[img]http://img235.imageshack.us/img235/9141/ca85o9h2caatikylcap3w9scs2.jpg[/img]


Campi Giovanni
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tanascia
c.s. acquatico


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Inserito il - 24/03/2007 :  17:09:28  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di tanascia  Rispondi Quotando
Caro Campi Giovanni,
...........come un lancio di dadi.........li tiri e non esce 6 ma bravo..........
........ci riprovo li tiro..........e non esce 2......ma di nuovo bravo..........
........ leggo e rileggo i tuoi sonetti ma non 1 2 3 4 volte .....
.......per capirli li leggo e rileggo 10 15 20 volte.........
........e tirando assieme i dadi le somme........
.........trasformandomi in un dado..............
.........ti faccio davvero tanti complimenti............
........bravo........
..........6 volte BRAVO per quanto sono le facce di un dado........
........scrivi in una maniera del tutto NUOVA e PARTICOLARE..........
..........cosi' come dei dadi possono essere..............
...........tiro i dadi per te..........
...........PER IL SUCCESSO CHE AVRAI...........

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n/a
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Inserito il - 24/03/2007 :  17:18:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Penso una cosa: lo zero e' il numero piu' importante(quello si e' stato un vero pensiero serendipity), se gli indiani piu' di mille anni fa non lo avessero introdotto saremmo ancora a prenderci a randellate, a piedi o a cavallo fa lo stesso, altro che pc. Che sia stato un bene o un male per l'umanita'?
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 25/03/2007 :  13:48:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...uso che devia dalle rigide regole della "consecutio temporum"... (serendipity)

ma quando mai? quando un discorso fila è segno che rispetta le regole. lo vedi da te che ambedue le frasi sono corrette, la prima volendo significare che l'azione continua nel presente e la seconda che è cessata. non si tratta di regole rigide, si tratta che così funziona il cervello. l'aspetto durativo del verbo c'è il tutte le lingue, in ciascuna a modo suo. il russo, per esempio, si fa capire lo stesso, pur non avendo congiuntivi e condizionali, e contando, quanto ai tempi, soltanto su un passato, un presente e un futuro: di ciascun verbo ha una forma perfettiva e una imperfettiva, a volte molto diverse fra loro, e con quelle fa la sua brava consecutio temporum e i suoi periodi ipotetici.
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 25/03/2007 :  14:50:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
intermezzo


dalla somma[img]http://img231.imageshack.us/img231/4697/ademanganellihilarotragfk8.jpg[/img]


al sommario hilarotragico[img]http://img231.imageshack.us/img231/3694/robertin2bw6.gif[/img]

"Ho vinto?
Ho vinto!
Ho vinto qualche cosa?
Ho vinto qualche cosa!
Niente?
Niente!"
( Paolantoni in Robertino)


"La terza specie di mania ed invasamento è dalle Muse, e piglia le
tenere e pure anime, e commuovele e inebbriale alle odi e alle altre
forme di poesia; sì che, ornando alle opere innumerabili degli anti
chi, dà ammaestramenti a quelli nascituri. Colui poi che va e picchia
all'uscio della poesia, senza furore di Muse, credendo di diventare
buon poeta solo per arte, diventerà poeta sciocco; sì che oscurata
è la poesia di lui savio da quella dei furenti."
(Platone, Fedro)

(p.s.: tanto di[img]http://img470.imageshack.us/img470/7345/baulean1.jpg[/img]...


... a chi sempre illucina l'[img]http://img61.imageshack.us/img61/4577/luomoconlabombettarl5.jpg[/img])


Campi Giovanni
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Generated in 0.09 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03