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 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 05/05/2007 :  08:44:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
missionari per mission impossible
la "novità del senso" e le letture opache


[img]http://www.planet.nl/upload_mm/f/a/7/1891647972_1999998364_MissionImpossible1-01_337.jpg[/img]



“Per noi, che la comprendiamo e l’applichiamo nello Spirito e nel senso del Vangelo, la Legge è sempre nuova, e i due Testamenti sono per noi un nuovo Testamento, non a causa della data temporale, ma della novità del senso... Invece, per il peccatore e per quelli che non rispettano il patto della carità, anche i Vangeli invecchiano.” (Origene, Hom. Num. 9,4)


(La "novità del senso" mi sembra una risposta perfetta alla domanda di quale sia la mission impossible del lettore. Trovo la citazione di Origene in www. chiesa, blog nel sito dell'espresso, curato da Sandro Magister, vaticanista del settimanale. Magister ha avuto la bella idea di pubblicare integralmente le catechesi settimanali di Ratzinger sui Padri della Chiesa. Le speranze con cui avevo iniziato la lettura sono rimaste senza gioia. Ratzinger è un normalizzatore. Le due lezioni su Origene tralasciano tutto ciò che del suo pensiero non coincide con l'attuale indirizzo della Chiesa: quindi niente sulla dottrina dell'apocatastasi, che ha una sua forza innegabile ed è sin troppo facile da capire, niente sulla concezione della Trinità, niente sull'interpretazione letterale - del fondatore della lettura simbolica della Bibbia - del passo del vangelo di Matteo che gli fece decidere di evirarsi, niente delle condanne da parte della Chiesa cattolica dei secoli seguenti di gran parte delle sue dottrine. Così Ratzinger è riuscito - mission impossible - ad annoiarmi con Origene.)
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Inserito il - 05/05/2007 :  12:02:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
conversazione tra Alvin e Dio da me intercettata al tavolo di un bar(di un pianeta che non posso dire):

Alvin si accende una sigaretta e dice: ”E’ da tantissimo tempo che non ti si vede in giro, che fine hai fatto, non mi dire che ti sei sposato... a proposito ne vuoi una?” D. risponde ”no grazie, ho smesso anche se ho paura che se continua cosi mi rimettero’ a fumare di nuovo”, A.”che ti succede D.? Non ti vedo molto bene”, D.” devo badare a circa dieci milioni di pianeti abitati, 200 miliardi di religioni, non ce la faccio piu’, ho in testa un casino, e poi mio figlio e’ incazzato come una iena, ormai si e’ fatto crocifiggere 500 mila volte, ha detto che mi pianta e se ne va in un altro universo, il dio di quello non fa crocifiggere nessuno, e suo figlio laggiu’ se la spassa” poi continua “ lo spirito santo non fa mai nulla e non s'interessa a nulla, a parte le madonne, ha un debole per loro, credi che mi dia una mano quello? se ne sta tutto il giorno a ciondolarsi, beve e fuma, ho pure il sospetto che si droghi”
A.”senti dio, ma di papa ratzinger che ne pensi?” D.”ratzinger, e chi e’ costui?, su quale pianeta sta? non penserai che mi ricordi di tutti i papi che ci sono nell’universo? aspetta un attimo che guardo nel mio notebook, dunque vediamo ratz.. ah eccolo, ora mi ricordo, sta sul sistema solare, il pianeta piu’ stupido dell’universo, un mio errore di gioventu’, succede. Pensa che tutti quelli che ci abitano si sono inventati tante di quelle cazzate su di me e su di loro, trasmigrazione delle anime, teorie filosofiche a non finire... conclusione di tutto ogni 50 anni si fanno delle guerre pazzesche, ma non riescono mai a distruggersi del tutto, alla fine ho deciso di dare un paio di suggerimenti ad un certo Fermi, speriamo sia la volta buona, cosi mi tolgo un pensiero, ogni volta che leggo le loro storie sul mio notebook mi si rizzano i capelli” “Eh si caro D., la vita e’ difficile, sapessi a me quante cose succedono, dai, beviamoci su qualcosa di forte, ordino due wisky di quelli davvero buoni e parliamo di cose piu’ piacevoli, per esempio… “ e qui si e’ scaricata la batteria del mio registratore, e poi la privacy dove la mettiamo?.
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campi giovanni
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Inserito il - 06/05/2007 :  17:57:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
lettore d'orizzonti apocatastatici


"Sì, ho visto, l'orizzonte è fiorito subitamente di vulcani infuocati
e tra questi si leva, si inerpica, si aderge una vertiginosa colonna
di fuoco. Non era quella la colonna che abbiamo incontrato nel sogno?
Dove andiamo, mia astrazione con zoccoli e coda? Andiamo verso l'oc-
chio destro della palude, oltre il sopracciglio, oltre la chioma,
verso il luogo della ecpirosi? Spiegami tu, mia astrazione, viaggiamo
tu, io, la reggia, le carte degli antenati verso una dannazione,
verso la suprema, perfetta luminaria?"

(G.Manganelli, La palude definitiva)

lettore d'orizzonti apocalittici

[img]http://img236.imageshack.us/img236/9418/apoc10ltr3.jpg[/img]

"[...]la parola stessa, Apocalisse, pare essersi staccata dal libro
che designa, come una delle belve volanti che lo affollano, e si
muove nel nostro cielo con un messaggio ferreo e angoscioso, è una
belva dell'intelligenza [...]; è l'idea della fine come significato,
della morte totale di questo mondo come atto dotato di senso, anzi
idoneo a conferire senso a tutto ciò che, fino al momento finale,
si vestiva dei panni fastosi della 'storia'."

(G. Manganelli, Angosce di stile, Apocalisse)


Campi Giovanni
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 10/05/2007 :  08:05:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
fotoni

[img]http://www.webster.it/data/images/BIT/119/9788845921193g.jpg[/img]


Di solito, ma neppure questo è garantito, alla prima lettura del Capolavoro va tutto sufficientemente liscio: si legge restando in superficie, si pattina sulle parole andando avanti come se il centro di gravità fosse sul punto fermo dopo l'ultima parola. - Poi si rilegge, e ogni singolo pezzo, anche il più minuto - un paragrafo, ma anche uno spezzone di frase, una parola, anche una lettera - prende a fibrillare, a colliquare, a incendiarsi, per attrazione da parte di altri luoghi del testo, anche lontanissimi, che si chiamano e si eccitano a vicenda. Il testo si strama in incroci e ingorghi di echi e di echi di echi: il testo ormai è questa trama, molto più del filo sottile di una sola parola dietro l'altra. La linea di una parola dietro l'altra è una calcolata apparenza. Essa fa credere che la freccia del tempo nel testo vada dalla prima parola all'ultima come si va dal giorno della nascita alla morte: inevitabilmente e senza ritorno. - Ma nel testo il tempo non esiste, o almeno la sua freccia non ha una direzione. Il centro di gravità non corre più via via avanti man mano che si legge, ma è alle spalle, nello stesso punto in cui stai leggendo, due pagine più avanti: chissà dove. Il concetto stesso di "centro" si sfascia e si precisa: come la sfera divina dei ventiquattro filosofi e di Cusano, ha il centro dappertutto; o forse meglio, come da Heisenberg in poi per i fisici dell'atomo, il centro è dove sei capace di far essere che sia. - Poiché nulla è certo, tanto meno che il testo abbia sempre ragione, si potrebbe arrivare a dire che un testo che non abbia il centro dappertutto ha delle falle di essere che ne minano la perfezione. Il che potrebbe essere la sua fortuna: come nella vita, ci sono cose ben più importanti della perfezione. Ma si deve andare piano coi giudizi, i quali rivelano qualcosa della nostra stanchezza molto più che del nostro acume. - Degli infiniti percorsi che fano la trama del testo, vale quanto Feynman teorizzò della luce: dalla punta delle dita alla punta del mio naso, un fotone compie allo stesso tempo tutte le infinite traiettorie possibili nell'universo, né c'è gerarchia. Né dentro né fuori del testo. Il testo è grande, il lettore è piccolo; e anche: il testo è piccolo, il lettore è grande.
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 14/05/2007 :  16:32:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sala macchine

[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f4/CorneLivre.jpg/200px-CorneLivre.jpg[/img]


"Gli altri se la godano in coperta;
mentre lo scrittore resta a sporcarsi
di grasso in sala macchine"
(L. F. Céline)


Il lettore ideale, pattinando rapido con lo sguardo sulla glassa della pagina perfetta, vede in trasparenza le finezze e le fatiche che hanno permesso una così fluida interfaccia. - E' a sua volta abbastanza scrittore da provar gusto ad andare oltre il velo di Maya dei caratteri in apparenza placati dalla stampa immutabile, e a riconoscere che, appena un filo dietro, continuano ad agire congegni sincroni e diacroni, architetture, tiranti, campi dinamici e flussi di corrente, interruttori, resistenze, magneti; e ama il macchinista, l'idraulico, l'ingegnere, il falegname...
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 15/05/2007 :  08:35:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Spiace per Céline, ma non si è mai visto uno scrittore in sala macchine. Tutt'al più sul ponte di comando...
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fiornando
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Inserito il - 15/05/2007 :  11:56:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
spiace per te, boboross, ma il vero scrittore, come il vero lettore, è gente da sala-macchine. sul ponte di comando, e in coperta, ci sta altra gente: che si dà il cambio a ogni scalo, passeggera - appunto. ti pare questo, di marina cvetaeva, uno scrivere da capitana o da fuochista?

***

Dovrei forse io, che di nulla ho bisogno,
Se non d’un caldo sguardo d’un estraneo,
E d’una ciocca d’uva ambrata, –
Io, a fondo accarezzata, e a volontà,
Lamentarmi di te, passione?

E tuttavia nell’ora in cui la terra
Gela, io di te sogno, morte,
Della tua fredda grazia – come
Si sogna il letto, stanchi degli abbracci.
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 16/05/2007 :  16:21:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
brogli di Gordio

[img]http://www.readliterature.com/m-manuscriptmp.jpg[/img]


Sempre meravigliosa la Cvetaeva tradotta da fiornando... Per un'idea della sala macchina non solo della Marina C. (vedi le lettere indimenticabili) di ogni scrittore basta uno sguardo anche solo olistico ai manoscritti, agli scartafacci, e - appunto - neppure per esercitarsi in chissà che mirabolante critica delle varianti, ma per percepire già a colpo d'occhio la fatica fisica delle riscritture, dei pentimenti, dei brogliacci gordiani da cui come come come venir fuori, se non tradendo il brogliaccio? (in alto un ms. di Proust, sotto di Céline)

[img]http://news.bbc.co.uk/olmedia/1330000/images/_1332570_celine300.jpg[/img]
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 16/05/2007 :  17:43:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
del resto l’indifferenza del vero scrittore per tolda e plancia - luoghi ambiti invece dall’ideologo e dal pensatore - proviene dal diverso interesse che ciascuno ha: arrivare alla mèta o semplicemente viaggiare.
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Inserito il - 16/05/2007 :  21:00:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sala macchine, ponte di comando, tolda, plancia, capitani e fuochisti, viaggiatori(a pagamento o portoghesi?) ..ecc. A questo punto mi permetto anch'io di fare il lupo di mare: Achab e Moby dick che si inseguono senza raggiungersi mai
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campi giovanni
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Inserito il - 17/05/2007 :  15:26:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

processo mano scritto

[img]http://img108.imageshack.us/img108/7942/kafkama6.jpg[/img]


Campi Giovanni
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campi giovanni
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Inserito il - 17/05/2007 :  16:32:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

bussole perse

"Lei sa orientarsi su questa nave? - domandò karl con diffidenza, e
gli parve che nel pensiero, per altro convincente, di poter meglio
ritrovare i propri oggetti una volta svuotata la nave, si annidasse
un baco; - Sa, io sono il fochista, - disse l'uomo. - Lei è il fochi-
sta? - esclamò Karl esultando di gioia, come se quella notizia supe-
rasse ogni sua aspettativa...

macchinazioni di macchine e tecniche di sciocchezze

"Proprio davanti al ripostiglio dove dormivo insieme allo slovacco
c'era una finestrella, attraverso la quale si poteva vedere la sala
macchine
. - Sì, era là che lavoravo, - disse il fochista. - La tecni-
ca mi ha sempre appassionato, - rispose Karl, seguendo imperterrito
il filo del suo pensiero, - e un giorno sarei certo diventato un in-
gegnere, se non mi avessero costretto a partire per l'America. - E
perché l'hanno costretto a partire?- Sciocchezze! - disse Karl e man-
dò al diavolo l'intera storia con un gesto svagato della mano...

piacere o dispiacere di circostanza

"Lei lascia la nave? - Proprio così, oggi leviamo le tende. - E per-
ché mai? Non le piace più? - Mah, sono le circostanze, non dipende
sempre dal fatto che una cosa ti piaccia o non ti piaccia...

(Franz Kafka,Il fochista)


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campi giovanni
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Inserito il - 17/05/2007 :  17:04:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

scorso nodo scorsoio

[img]http://img409.imageshack.us/img409/5233/38vi5.gif[/img]


[...]
C1 - imaginatela, codesta parola-feto, arrampicarsi su per il cordone
che la lega alla parola-madre d'un nodo che sia dono di vita e, i pri
mi passi movendo, uno avanti dietro l'altro, e poi l'altro avanti die
tro l'uno, passo dopo passo passare contra passo e trapassare con e
poi senza, o vero, qualora non ci sia nodo né dono da parte a parte,
la madre anzi ché legarla la neghi, e rinneghi, immaginatela arrampi-
carsi ancora, la parola embrione, su per il cordone, ma solo per lan-
ciarsi a a precipizio precipitare, o solo per usare quel dono che non
c'è, che proprio non c'è, come d'un nodo scorsoio cui stringere la
propria inesistenza, il proprio essere non essente, il proprio aborto
e l'altrui, il proprio suicidio e l'altrui omicidio, l'aborrita nata
morta, la laboriosa morta viva;
[...]


Campi Giovanni
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f.c.
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Inserito il - 19/05/2007 :  17:32:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
fuochisti furbi

[img]http://www.dispenser.rai.it/imgservizi/2003-01-21-3.jpg[/img]


Stavo ripensando a Truffaut che intervista Hitchcock, o Bodganovich Orson Welles, o Cameron Crowe Billy Wilder: sono sempre incontri tra "fuochisti": quella doccia inquadrata da sotto senza bagnare l'obiettivo? e William Holden cadavere ripreso da sotto nella piscina? e il piano sequenza mirabile con cui comincia l'Infernale Quinlan?... quando Alberto Burri vide per la prima volta dei Pollock si chiese come aveva fatto a gocciolare tanti colori diversi senza che si mischiassero... cose del tutto pratiche, dove si trova il mestiere, l'amore e la furbizia dell'arte, il "saperlo non dire ma fare!" - così in letteratura cose essenziali le trovi solo negli scrittori che scrivono di scrittori: furbizie tra fuochisti.
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Inserito il - 20/05/2007 :  00:41:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Infernale Quinlan: Il piano sequenza e' davvero mirabile, come e' stupendo il film, ma Charlton Heston alto e biondo che scende da quell'auto sembrava l'americano, mentre Wells il messicano, chi non ha avuto un attimo di dubbio e di perplessita'? non credo che uno come Wells pensasse di poter sistemare ben hur con un paio di baffetti alla messicana... mistero
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Generated in 0.06 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03