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 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
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f.c.
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Inserito il - 22/05/2008 :  08:40:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
lettori quantistici per libri elettroni

[img]http://www.cyberhead2010.net/palchetti/2002/febbraio/pinocchio_.jpg[/img]


"...un osservatore è lui stesso in una sovrapposizione di stati diversi, e ciascun stato dell'osservatore ha visto il risultato connesso con uno degli stati della miscela originaria. Ogni stato è semplicemente esteso fino ad includere in sé l'osservatore nell'atto di osservare quello stato in particolare.
(...)
Nel momento in cui tu osservi l'elettrone, in quel momento tu ti dividi in due versioni di te stesso, una per ogni possibile risultato visibile. Se queste due versioni non si ritrovano mai insieme, ciascuna di esse rimane totalmente inconscia dell'esistenza dell'altra. Il mondo si è diviso in due mondi, e in ciascuno di essi c'è una versione leggermente diversa di te."
(R. Gilmore, Alice nel paese dei quanti)
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f.c.
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Inserito il - 26/05/2008 :  15:00:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
se il lettore è un porco

[img]http://www.ilcollediscipio.it/images/stevenson.jpg[/img]


Tra le pagine che amo di più sul leggere (e lo scrivere), "Una chiacchierata sul romanzesco" di Stevenson: sono ripubblicate in un librino prezioso, Con due libri nella tasca, delle Edizioni Spartaco (Santa Maria Capua Vetere, 2008). Trascinante come un Mendelssohn diretto da Bernstein. Già nella prima pagina la metafora illuminante, sullo slancio delle letture felici della giovinezza:

"Eloquenza e pensiero, personaggio e conversazione non erano nient'altro che degli ostacoli da spazzar via, tanto eravamo intenti ad avventarci su un certo tipo di eventi, come maiali da tartufo."

Sull'importanza degli eventi, sarà da tornare.
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campi giovanni
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Inserito il - 26/05/2008 :  15:11:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

posticipazioni

http://download.repubblica.it/pdf/domenica/2008/09032008.pdf
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Inserito il - 27/05/2008 :  20:41:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
libri perfetti in quanto vuoti

[img]http://www.martinfrost.ws/htmlfiles/gazette/rls1.jpg[/img]


"C'è un libro, per esempio, di solito più amato di Shakespeare, che esercita il suo fascino durante l'infanzia e ancora è delizioso in età adulta - intendo Le mille e una notte - dove è ben vano cercare una morale oppure un interesse intellettuale. Nessun volto o voce umana ci saluta tra la folla lignea di re e geni, di stregoni e mendicanti. L'avventura, nei termini più nudi, fornisce immediato svago e ne procura più che abbastanza. Dumas è forse quello, tra gli autori moderni, che si avvicina di più a questi autori arabi per il fascino puramente materiale di alcuni dei suoi romanzi. La prima parte del Montecristo, fino al ritrovamento del tesoro, è un pezzo di perfetta arte narrativa. Giammai ha vissuto un uomo che abbia condiviso quegli eventi commoventi senza un fremito; eppure Faria è merce di scarto, e Dantès poco più di un nome."
(R. L. Stevenson, Con due libri nella tasca, Edizioni Spartaco,2008)
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Inserito il - 31/05/2008 :  09:20:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
la parte plastica

[img]http://www.nls.uk/rlstevenson/img/picture-e5.jpg[/img]


Continuo a citare dall'edizione recente della Spartaco (anche se sarebbe meglio leggere tutto "Memorie e ritratti"):

"Le fila di una storia debbono riunirsi, di tanto in tanto, a formare un quadro nella tela; e i personaggi, di tanto in tanto, devono prendere posizione gli uni nei confronti delgi altri o della natura, sì da imprimere al racconto un marchio indelebile, proprio come un'illustrazione.
Crusoe che indietreggia di fronte a un'impronta, Achille che inveisce contro i Troiani, Ulisse che tende l'arco, Cristiano che corre otturandosi le orecchie [The Pilgrim's Progress di John Bunyan]: sono tutti momenti culminanti della leggenda e ognuno di essi è stampato nella memoria per sempre. Possiamo dimenticare altre cose; possiamo dimenticare le parole, benché siano bellissime; possiamo dimenticare il commento dell'autore, benché sia arguto e veritiero; ma queste scene epocali, che lasciano un marchio incancellabile nella storia e, insieme, appagano la nostra capacità di condividere un piacere, le custodiamo così gelosamente nella parte più profonda della nostra memoria che né il tempo né il volgere degli eventi riusciranno ad affievolire o indebolire questa nostra impressione. Questa è, dunque, la parte plastica della letteratura: incarnare i personaggi, il pensiero e l'emozione in qualche gesto o atteggiamento che sarà di particolare effetto per la fantasia.
Questa è la cosa più alta e più difficile che si possa fare con le parole..."
(R. L. Stevenson, "Una chiacchierata sul romanzesco" in Con due libri nella tasca, 2008)

[img]http://www.incisione.com/fotograndi/pe_57_01.jpg[/img]


(... Stevenson mi sta rivoltando come un calzino: ...e la letteratura sulla letteratura, l'opera che commenta se stessa, le glosse ai testi impliciti, i nuovi commenti, i libri paralleli, le angosce di stile perché è 'indiscutibile' che il come è tutto e il cosa niente?... e insomma il linguaggio che occupa tutto lo spazio fino al 'vani loquio'?... non sarebbe dunque affatto vero che non esistono fatti ma solo interpretazioni, piuttosto il contrario! ...le parole scivolano via dalla figura e lasciano le cose nude, loro sole indimenticabili?)
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Inserito il - 01/06/2008 :  13:50:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"immani doveri" del lettore ideale

[img]http://www.corrierecaraibi.com/images/danteAlighieri.jpg[/img]


"Lo scontro con i lettori avviene perché l'autore è il lettore ideale di se medesimo, mentre gli altri lettori sono molto spesso semplici fantasmi e amnesici che muovono le labbra. D'altro canto, un buon lettore è costretto a immani fatiche quando lotta con un autore difficile, ma queste fatiche possono dargli le più grandi soddisfazioni dopo che il vivace polverone si è dissolto."
(V. Nabokov, Intransigenze, Adelphi 1994)

Come si sa, Dante quasi tutti i suoi - anche se già ridotti "in piccioletta barca" - li sbatte fuori dal libro senza complimenti: "non vi mettete in pelago..." (Paradiso, II, 1-6). In questi casi, l'unico buon dovere del lettore non sufficientemente ideale sarebbe quello di togliere il disturbo e lasciare il testo in pace.

Chiaro che la vertigine d'abbandono sarebbe un contraccolpo nella sua psiche anelante al pan degli angeli, mentre il testo - pronto a girandole di piacere ogni volta che incontrasse un lettore degno - resterebbe del tutto indifferente a ogni caso di mancato accesso. Questo renderebbe il libro del tutto simile proprio al Dio di Dante, che gode coi santi senza nessuna pietà o cordoglio per le anime smarrite.
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Inserito il - 02/06/2008 :  19:42:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
contra Nabokov

[img]http://media.delteatro.it/images/2007/03/20/medium_benecarmelo120_1.jpg[/img]


Che lo scrittore sia il lettore ideale di se stesso è tutto da dimostrare, come del resto il contrario. Sono galloni che si guadagna sul campo. Facile per lo scrittore dire, come faceva Carmelo Bene ai "critici": come possono pretendere di capire in un paio d'orette un lavoro che alle spalle ha anni di genio? Quindi, fuori dalle palle i cazzoni. - Il che non nega un lato sostanziale della scrittura (e della lettura) che è il suo farsi inconsulto, l'obbedire a comandamenti dell'espressione, siano Muse musi o topi, di cui si sa pochissimo. Direbbe un giudice: la sua preterintenzionalità. Un lettore furbo dovrebbe aumentare il lato di auto(s)consapevolezza di un testo, il che a sua volta ha un effetto preciso affinché dilaghi il suo lato misterioso. - Padre, predona loro, perché non sanno quello che sfanno.

Modificato da - f.c. in data 02/06/2008 19:46:00
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Inserito il - 06/06/2008 :  16:41:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

amico lettore

[img]http://img403.imageshack.us/img403/6152/massaindistintaweo1.gif[/img]

"Quello finalmente che suggella ogni diligenza che intorno a' compo-
nimenti s'adopera, è suggettarli al giudicio, alla censura, alla cor-
rezione d'un fedele e intendente amico. Più vede un occhio forestiere
nelle cose altrui che non due nelle proprie: perché l'amore de' suoi
parti è una certa necessaria cecità, che tanto più inganna, quanto
meno è creduta. Gli occhi degli altri veggono le cose altrui quali
sono in loro stesse; i nostri danno il giudicio secondo la disposi-
zione della potenza, non secondo l'essere dell'obietto."
(Daniello Bartoli, Dell'uomo di lettere difeso ed emendato)

[img]http://img389.imageshack.us/img389/5341/massainformewtb2.jpg[/img]



Modificato da - campi giovanni in data 07/06/2008 04:27:30
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Inserito il - 08/06/2008 :  10:05:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
strozzature per lettori senza via d'uscita

[img]http://www.kontrotempo.it/img/notizie/2/6/262/gande.jpg[/img]


"Lo scritto infatti si distingue per una prevalenza del testo, nel senso che vedremo assumere da questo fattore del discorso, il che permette una strozzatura che, a modo mio, non deve consentire al lettore altra uscita che la sua entrata, che preferisco difficile."
(J. LACAN, L'istanza della lettera dell'inconscio o la ragione dopo Freud)
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Inserito il - 08/06/2008 :  14:12:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

abbracci magnetici


"- O forse la sua è stata tutta un'invenzione per giustificare il suo
desiderio di non uscire mai più dalle braccia del suo magnete."
(Guido Ceronetti, L'antro del fabbro)

Modificato da - campi giovanni in data 08/06/2008 14:13:32
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Inserito il - 12/06/2008 :  12:25:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

classici lettori di classici

"E, se tutto Kraus può essere inteso solo come recitazione scritta",
se egli era capace di dedurre la punteggiatura di un manoscritto di
Goethe sulla base di una canonica edizione scorretta, certo sarebbe
stato confortato dal sapere che, in cinese, "leggere i classici si
dice con la stessa espressione usata per recitare una preghiera; i
testi cinesi generalmente non hanno una punteggiatura, è recitandoli
che s'impara a mettere il punto: capire vuol dire sentire il ritmo*."
(R.Calasso, Una muraglia cinese)
*M.Granet Quelques particularités de la langue et de la pensée chi-
noises

Modificato da - campi giovanni in data 12/06/2008 12:26:42
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Inserito il - 12/07/2008 :  11:38:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il cestino

[img]http://www.enc.hu/1enciklopedia/fogalmi/filoz/paul_feyerabend.jpg[/img]


"Dopo aver ascoltato uno dei miei sermoni anarchici, il professor Wigner replicò: "Sicuramente lei non legge tutti i manoscritti che le mandano, ma ne getta la maggior parte nel cestino della carta straccia". E' proprio così. "Qualsiasi cosa può andar bene" non significa che io legga tutti gli articoli che sono stati scritti - Dio me ne guardi! -, ma significa che io opero la mia scelta in un modo molto personale e lasciandomi guidare dalle mie idiosincrasie, in parte perché non ho nessuna voglia di leggere quello che non mi interessa - e i miei interessi cambiano da una settimana all'altra, e da un giorno all'altro - e in parte perché sono convinto che l'Umanità, e anche la Scienza, ne avrà profitto se ognuno farà quel che gli pare."
(P. K. Feyerabend, Contro il metodo, Feltrinelli 2005)
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Inserito il - 04/10/2008 :  10:27:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
acuti fraintendimenti

[img]http://graphics8.nytimes.com/images/2004/11/27/nyregion/28ct.xlarge.jpg[/img]


"Così, litigio dopo litigio, bicchiere dopo bicchiere, spreco dopo spreco, Zelda e Fitzgerald persero la pace e la salute: abusarono del proprio amore, lo ferirono, lo lacerarono, lo fecero a brandelli, ancor prima di venir travolti dalla follia. Non ne capirono la ragione: nemmeno Fitzgerald, che rappresentò questa perdita nei libri, perché i suoi libri compresero ciò che lui non comprese mai."
(P. Citati, La morte e la farfalla)
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Inserito il - 21/10/2008 :  14:44:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

citare citati recitati


http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_libro.cfm?Q_EV_ID=190564
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Inserito il - 22/11/2008 :  07:12:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
servire la causa

[img]http://cerebus300.com/duchamp.gif[/img]


"Resta a questo punto da esaminare una terza questione, che è a giusto titolo una delle più apprezzate non tanto dai lettori dei trattati di estetica e filosofia dell'arte, quanto piuttosto dai fruitori di opere di Luciano Berio e di film di Rocco Siffredi, dai lettori di romanzi di Manzoni o di Dan Brown, da quelli che si comprano la polo di Ralph Lauren a quelli che si mettono sul tavolo una lampada Tolomeo di Artemide. Il punto è semplicemente questo: le opere [d'arte] sono belle (o dovrebbero esserlo), e questa è la differenza rispetto ai documenti. Questa, se vogliamo, è una caratteristica cruciale, giacché, come abbiamo visto, non è un rimprovero mortale nei confronti di un documento sostenere che è brutto, mentre ci vuole un eroismo rivoluzionario oggi in gran parte scomparso per salvare un'opera che, per quanto brutta, serva tuttavia alla causa."
(M. Ferraris, La fidanzata automatica, Bompiani 2007)
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Generated in 0.08 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03