Home | Profilo | Discussioni Attive | Utenti | Download | Cerca nel web | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 letture, scritture
 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
 Nuova Discussione  Rispondi
Pagina Precedente | Pagina Successiva
Autore  Discussione Discussione Successiva
Pagina: di 28

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 26/01/2005 :  13:54:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Luciano Foà


[img]http://www.adelphi.it/img/focus/logo.gif[/img]


"...Mimetizzato nel gruppo, Foà tirava le fila, suggeriva, organizzava. Tra i suoi molti meriti, l'avere insistito per la pubblicazione del Diario di Anna Frank, e per la ripresa di Se questo è un uomo di Primo Levi, già bocciato da Pavese nel 1947. Foà tiene anche i contatti con il prezioso, mercuriale Bazlen, cui si deve tra l'altro la proposta di Musil. Diceva che di Bazlen Einaudi aveva quasi paura: «Quando lui arrivava a Torino, si rintanava nel suo studio. Lo considerava una specie di mago, uno che sapeva leggere in fondo all'anima».

Nel 1961 Foà torna a Milano. Per motivi famigliari, per dissensi con Einaudi sulle strategie di lungo periodo, e per la ormai leggendaria questione dell'edizione critica delle Opere di Nietzsche, da condurre sulle 30.000 pagine di manoscritti conservati a Weimar. Era una questione di costi ed energie, e poi c'era il veto di Cantimori, che non voleva il filosofo accanto a Gramsci e Salvemini. Proprio Nietzsche funge da innesco per la nuova impresa dell'Adelphi, con cui concorrono anche Roberto Olivetti, figlio di Adriano, e Alberto Zevi.

(Da: "Foà, l’editore al futuro", di Ernesto Ferrero "La Stampa", 26 Gennaio 2005)

Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 12/05/2005 :  20:41:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Da dietro una collina di prosa

[img]http://www.ausloeschung.de/werkverz/grafik/schreibm.jpg[/img]


"Sì, certo sono considerato un cosiddetto scrittore serio, come Béla Bartòk è considerato un compositore serio, e la fama si sta diffondendo... In fondo non è per niente una bella fama... Mi mette assolutamente a disagio. D'altra parte non sono certo neanche uno scrittore allegro, non sono un narratore di storie. Io odio profondamente le storie. Sono un distruttore di storie, io sono il tipico distruttore di storie. Nel mio lavoro, quando qua e là si formano i primi segni di una storia, o quando in lontananza vedo spuntare da dietro una collina di prosa l'accenno a una storia, gli sparo addosso. Lo stesso mi accade con le frasi, avrei voglia di far fuori intere frasi che potrebbero eventualmente formarsi, prima ancora che si formino. D'altra parte..."
(T. Bernhard, Tre giorni, 1977, sull'ultimo Aut-aut)
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 05/06/2005 :  13:08:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Nulla

[img]http://www.seenewengland.com/assets/images/ma_dance.gif[/img]


Vecchia idea: il lettore ideale potrebbe stare in un libro nel modo in cui per Eckhart Dio sta in tutte le cose, e l'uomo povero di spirito sta in Dio?

"I maestri dicono che Dio è un essere, un essere dotato di intelletto, che tutto conosce. Ma io dico: Dio non è né essere né essere dotato di intelletto, e neppure conosce questo o quello. Perciò Dio è privo di tutte le cose, e perciò è tutte le cose. Chi deve essere povero nello spirito deve essere povero di ogni sapere proprio, in modo da non sapere niente, né di Dio, né delle creature, né di se stesso. Perciò è necessario che l'uomo desideri di non sapere o conoscere niente delle opere di Dio. In questo modo l'uomo può essere povero nel proprio sapere."
(Meister Eckhart, Sermoni tedeschi)
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 01/07/2005 :  14:03:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Uomini & Forchette
(ovvero: dell'Editore ideale)

[img]http://www.feltrinelli.it/fs/cover/im/2/88-07-49038-2.jpg[/img]


"Tutto ruota dunque intorno alla figura dell’Editore - come Ferrero sempre lo chiama, senza farne mai il nome ma rigorosamente con la maiuscola - di cui ci vengono raccontati i tic, le idiosincrasie, le battute, gli abiti, gli umori. Il ritratto che ne esce è piuttosto impietoso, come lo sono sempre i ritratti veri. L’editore è di cultura mediocre («non era uomo di grandi letture»), ama trattare male chiunque sia troppo debole o educato per ribellarsi; è pieno di sé; ha «una curiosità da scimmia», ma ogni cosa o persona rischia in breve di venirgli a noia («noioso» è il peggior verdetto che possa uscire dalla sua bocca); quando va in casa d’altri trova l’arredo «orribile», il caffè «imbevibile» e lo sbatte in faccia ai suoi ospiti senza tanti complimenti; è pettegolo, sarcastico, vuole sempre avere la meglio; non mostra mai gratitudine a nessuno ed è sempre pronto a sfruttare tutti; al cinema non capisce le trame dei film ed importuna i vicini con continue domande di spiegazioni; al ristorante poi non esita a infilare la forchetta nel piatto degli altri commensali per «assaggiare» (memorabile l’ira che la cosa scatena in Manganelli, che si alza all’istante da tavola e minaccia di abbandonare immediatamente una delle mitiche riunioni di Rhêmes) e così via, da un tratto indisponente ad un altro ancora di più.
Eppure questo signore ineducato e ribaldo tiene sotto controllo tutto e tutti, dominando il manipolo dei dirigenti della casa editrice, un piccolo gruppo di collaboratori di grandissimo valore: da Giulio Bollati, cui si deve in gran parte l’impronta delle scelte editoriali dell’Einaudi, normalista animato dalla «passione di costruttore di italiani», ideatore di copertine magistrali ricavate dai particolari della grande pittura, al capo della redazione Daniele Ponchiroli, normalista anche lui, filologo e critico di vaglia che tiene «la redazione come un laboratorio tirato a cera, non un filtro, una boccetta, un’ampolla fuori posto», a Roberto Cerati, mitico dirigente del «commerciale», spregiatore di ogni mondanità e presenzialismo, austero e sempre nerovestito (al massimo il blu), che negli anni costruirà un rapporto quasi d’identificazione tra la casa editrice e il suo pubblico (non ultimo quello del rateale), in grado di resistere ad ogni bufera. Dal carattere di questi uomini e di altri che popolano le pagine di Ferrero, rievocati sempre in una prosa lieve e insieme profonda, che si legge di un fiato, si capisce quale fu il vero (e forse unico) grande merito di Giulio Einaudi: la capacità di scegliere gli uomini."
(E. GALLI DELLA LOGGIA, "Giulio e il suo entourage: una storia italiana attraverso i ricordi di Ernesto Ferrero", Corriere della Sera di oggi 1 luglio 2005)
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 10/07/2005 :  20:43:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Editori bonbon

[img]http://www.r-3.com/images/franco.gif[/img]


"Una volta, durante una delle mie visite, il postino consegnò un grosso pacco che conteneva un'edizione di lusso del suo racconto Il congresso del mondo, pubblicata in Italia da Franco Maria Ricci. Era un volume enorme, rilegato in seta nera e racchiuso in un astuccio pure di seta nera, con impressioni in oro, stampato in carta a mano azzurra di Fabriano; le illustrazioni (pitture tantriche) erano incollate a mano e ogni esemplare numerato. Borges mi chiese di descriverglielo. Ascoltò con attenzioni e poi esclamò: "Ma non è un libro, è una scatola di cioccolatini!", e lo regalò senz'altro allo sconcertato postino."

(A. Manguel, Con Borges)
Torna all'inizio della Pagina

Lucio Catilina
nuovo c.s.


6 Messaggi

Inserito il - 01/09/2005 :  12:07:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
MA FATE BENISSIMO!!!
LEGGERE! LEGGERE! LEGGERE! Questa è la parola d'ordine.

Sono praticamente diventato un maniaco...
In questo ultimo periodo, infatti, non posso non avere un libro vicino!
E' incredibile, ma mi sento male senza carta stampata sotto mano.
Tanto per non perdermi troppo dal tema, dall'altro ieri sto leggendo - e ho quasi finito - "Candide" di Voltaire.
Mi risulta molto appetitoso, cosa ne pensate voi?
Certo è che non è facile da definirsi. E' un contorto equilibrio.


Ma arriviamo al dunque...
Suvvia, condividiamo i nostri segreti. Da simile a simile. Del resto, siamo o no una specie in via d'estinzione?!
Quindi, come leggete?
Sì, intendo "come leggete"?

Quale posizione su quale postazione?
Che ne dite della Stazione?
Un libro sul pullman può essere tentazione,
o vi trattenete, perchè pensate ad un'usurpazione?


E poi, leggere tranquilli senza pause
o accelerare e fermarsi senza cause?


Attendo smanioso risposta. Il confronto - dicono - è costruttivo.

Passo e chiduo. Scusate, "chiudo".



Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 01/09/2005 :  13:59:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
su queste cose, leggi l'articolo di Citati sulla Repubblica di ieri... non son i lettori, e nemmeno i lettori giovani, in via d'estinzione - caso mai l'Italia?

(a proposito di giovani, se giri pagina, trovi un po' di nuovi lampi di Arbasino, alcuni dei quali tornano sul fatto di quanto patetico sia ormai il concetto di "autore giovane", che non è più un momento labile dell'esistere ma una professione in pianta stabile fino alla pensione: da autore giovane a giovane pensionato, insomma...)
Torna all'inizio della Pagina

Lucio Catilina
nuovo c.s.


6 Messaggi

Inserito il - 03/09/2005 :  13:15:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Purtroppo, caro f.c., mi è impossibile reperire l'articolo di Citati, circa i lettori italiani.
Che me lo potresti offrire in forma di sunto?
Grazie mille,

Lucio Catilina
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 05/09/2005 :  14:55:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citati (di cui oggi trovi sempre su "Rep." un articolo molto bello sul perché il Cristianesimo non sia una morale) raccontava di alcune sue lezioni sull'Odissea tenute in licei e università dell'Italia centrale. Ed era sorpreso del buon italiano dei ragazzi, della loro arguzia, della loro fresca competenza... il problema gli appariva il Baratro (l'Italia) in cui dovranno finire una volta usciti da quelle - malgrado tutto - oasi che continuano a essere almeno alcune scuole e università nostre.
Torna all'inizio della Pagina

Lucio Catilina
nuovo c.s.


6 Messaggi

Inserito il - 06/09/2005 :  11:36:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ahimè, la nostra situazione scolastica non è delle più rosee...
Torna all'inizio della Pagina

Lucio Catilina
nuovo c.s.


6 Messaggi

Inserito il - 06/09/2005 :  13:04:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma, anche il "mondo di fuori" è assai tetro per i giovani.
Torna all'inizio della Pagina

tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 08/10/2005 :  06:32:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma dove troverò mai il tempo per non leggere tante cose?

[img]http://www.ppowgallery.com/publications/images/Teun-Hocks-2000.gif[/img]
(Teun Hocks)

Lo spirito veramente e continuamente produttivo non sarà facilmente disponibile alla lettura. Il suo raporto con il lettore è come quello della locomotiva col turista. E non si chiede a un albero se gli piace il paesaggio.
Karl Kraus, da Leggere - marzo 1989
Torna all'inizio della Pagina

tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 08/10/2005 :  06:43:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
citazione:
Messaggio inserito da Lucio Catilina

Ma, anche il "mondo di fuori" è assai tetro per i giovani.



per me sono i giovani, siamo noi gggiovani, a rendere tetro il mondo (che però, forse, in cuor suo, se ne infischia bellamente).

[img]http://www.usartists.org/art/bartlett.jpg[/img]

(Bo Bartlett)
Torna all'inizio della Pagina

tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 08/10/2005 :  10:50:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
decollo controvento


[img]http://www.andrewcusack.com/bobartlett_leviathan.jpg[/img]


lascia che questi non intrepidi figli
del secolo, fattisi sui resti
dell'agape umanistica, cerchino
l'unica luce che è concessa loro
nel grembo, dove il vento muore, dei vicoli.

Attilio Bertolucci, La camera da Letto


E soltanto una straordinaria attenzione può vedere dietro la maschera del giovane dagli occhi vitrei e dalle mani tremanti, dalle vesti che cupamente simulano uno spirito di libertà, e che ripete i vecchi motti del libertinismo europeo in una strada del Greenwich Village o su un campus americano, può vedere, si dice, la vera faccia, che è supplichevole e miserabile, e sta chiedendo qualcosa di inimmaginabile, per lui, per la torma che lo circonda, vilmente comprensiva o altrimenti inetta. Per quanto paia incedibile, egli sta chiedendo un lembo di quella sapienza che tutto cospira a reprimere. Egli sta mostrando a che cosa conduce la repressione dell'essenza religiosa dell'uomo.

Elémire Zolla, Conoscenza Religiosa 1/1969, pag. 2
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 11/10/2005 :  19:32:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Libri librati a metà


[img]http://www.iespana.es/mic-culturilla/libros/imagenes/grandville_garza.jpg[/img]


...quando cioè non solo non si riesce a finire un libro, ma proprio non lo si pretende. Si vagola da uno smozzico di poesia a un racconto, da una scena di Shakespeare a un ricettario friulano, instabili e capricciosi. Anche se si tratta di un saggio di 700 pagine sullo Spirito del Tempo, lo si apre a caso e se ne legge una frase: quel che viene viene. Poi black out, e lo si ricaccia sul comodino. Platone, Topolino, Sylvia Plath, Muriel Spark (merci, Verbosa...), Sofocle, I Ching, la guida di Lisbona: boh... Si legge tutto come se fossero aforismi, centurie di Nostradamus, con la quieta certezza di non capire quasi niente: sbatacchiandosi da un libro all'altro come se fossero mattonelle per saltarelli.
Torna all'inizio della Pagina
Pagina: di 28  Discussione Discussione Successiva  
Pagina Precedente | Pagina Successiva
 Nuova Discussione  Rispondi
Vai a:
© Torna all'inizio della Pagina
Generated in 0.08 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03