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 Qual è il lettore ideale?
 Timido signore di moltutudini
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Verbosa
c.s. alato


98 Messaggi

Inserito il - 02/03/2006 :  20:22:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da fiornando
oh cavolo, in campo artistico, mi sono scordato di dire. in tutto il resto la donna ci fa le scarpe ragazzi, c'è poco da fare.

[img]http://www.duckhouse.it/36249fa10.jpg[/img]

...e infatti, senti qui che souplesse nonchalante, Fiornandito querido. Altro che The Undomestic Goddess della Kinsella (non si sa perché tradotto in italiano con La Regina della Casa che oltre a essere esattamente l'opposto, fa tanto pensare a Mani di Fata o a Freddy Mercury in I want to break free...)

19 maggio, lunedì
Gironzolato a lungo in giardino, legato i tappeti, rammendato vecchi vestiti. Letto Timone d'Atene. Messo ad asciugare la biancheria. Molly ha sarchiato le rape, John ha preparato i sostegni per i piselli.


dai Grasmere Journals di Dorothy Wordsworth, sorella geniale e silenziosa di Will.

per chi vuole sapere e vedere qualcosa a riguardo:
http://ssad.bowdoin.edu:9780/snipsnap/eng242-s05/space/Other+Images
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 02/03/2006 :  23:28:28  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sì, "sorella" non lo metto in dubbio, "di will" nemmeno, e "silenziosa" neanche. è il "geniale" che trovo discutibile. scespir l'ho letto anch'io (urca, dimenticavo: l'ho tradotto) che geniale non sono.
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Verbosa
c.s. alato


98 Messaggi

Inserito il - 03/03/2006 :  18:04:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...e infatti il geniale sta nell'aver saputo riempire sempre la propria giornata - il diario di Grasmere lo dimostra - di attività deliziosamente avventurose, tipo attendere alla sarchiatura delle rape; sbandando viceversa assai di rado, e solo per dovere sororale, mai più di mezz'ora al giorno, su robe di minor verve, come trasrivere Lyrical Ballads o leggere Timone d'Atene. Il geniale sta nella fedeltà al vero, nel non essersi distratti - nonostante tutti quei cattivi esempi lì ciondolanti per casa - con fantasticherie in nulla sane...

[img]http://www.magnumphotos.com/LowRes2/TR6/S/K/B/4/PAR157714.jpg[/img]
(foto di quel pazzerello di Richard Kalvar)


(Fiornando, tu lo sai: chi vive in podere lo capisce; domani, per esempio, in campagna da me parte la piantumazione degli alberi nuovi, oltre alle faccende solite che per 'sta pioggia noiosetta si dilungano ormai da settimane: la legatura della vite; sicché altro che tivvù, cioccolate o amorazzi en cellophane: fuori ci sono le formiche che passeresti i pomeriggi a pedinarle...)
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 04/03/2006 :  16:00:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
non è un po' presto per legare le viti? da noi usa farlo sotto pasqua. e comunque allora sono geniale anch'io, cioè ero, perché ho smesso di fare il contadino dal luglio scorso: rape non ne sarchiavo, ma soggiornavo un quattrocento ulivi, e una vignetta parva sed apta mihi, messa a dimora cavando a mano sasso per sasso, barbatella per barbatella: dimolte di cannaiolo, che poi ci facevo il governo e il vino beveva te, invece che te lui. ma che ciazzecca il genio, scusa, verbosa, con le rape e il sangiovese? mi torna in mente ora la citazione di musil che fece topsy, a proposito della "genialità" d'un cavallo da corsa...
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Verbosa
c.s. alato


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Inserito il - 06/03/2006 :  14:22:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da fiornandonon è un po' presto per legare le viti?
non così presto, in sicilia: lì "climatericamente" si sta un mese avanti, ecco perché già un mese prima di pasqua la vite "caccia l'oculo"; ecco perché il contadino "scacchiola" poi passa alla "legaturi" ovviamente prima lega poi scacchiola

Citazione:
...mi torna in mente ora la citazione di musil che fece topsy, a proposito della "genialità" d'un cavallo da corsa...

...hai ragione Fiornando: ho contribuito anch'io alla decadenza dello Zeit, della Zivilisation; probabilmente anche dell'Occidente: mi pento e me ne dolgo pubblicamente ( e sono seria): Musil quando cita Topsy - o viceversa, il va sans dire - centra perfettamente l'argomento: è ora finirla con quest'abuso del genio... sapresti, gentilmente, delimitarmi gli ambiti in cui il genio si manifesta? o, di là degli ambiti, delineare i caratteri della sua manifestazione? grassie
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 06/03/2006 :  17:21:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il mistero s'infittisce: che cacchio scacchiola u cuntadinu se la legatura si fa a occhio dormiente? si scacchiola, per quel cacchio che ne so io, il cacchio cacciato dall'occhio vegetante, ma sterile e inutile. oppure il sicilia gli occhi sterili cacciano cacchi prima di quelli disposti sul tralcio a frutto, che è quello da piegare e legare?

quanto al geniale, eccoci al punto: la definizione di genio, in senso artistico-speculativo. il devoto-oli lo definisce così: eccezionale ed irripetibile capacità inventiva ed interpretativa dello spirito umano che si manifesta in determinati individui: il g. di michelangelo, il g. di beethoven. personalmente su interpretativa avrei qualche riserva, ma non è questo il punto: su trecentosessantacinque nomi propri di geni (non varrebbe la pena, stampatori di calendari, stamparne uno laico? che il 3 novembre faccia a meno di commemorare sant'acendino martire e ci ricordi invece che sono morti matisse o la duras?) dicevo, quanti nomi di donna entrerebbero a far parte dell'elenco? così, su due piedi, a me vengono in mente saffo, murasaki, cvetaeva, e poi? poi devo sforzarmi a trovare altri nomi. questo volevo dire, in tutta serietà e umiltà: che di fatto ci siano così pochi geni-creatori donna, è un portato della cultura o ci sono spiegazioni - in fin dei conti - fisiologiche?
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Verbosa
c.s. alato


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Inserito il - 06/03/2006 :  19:15:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da fiornando

si scacchiola, per quel cacchio che ne so io, il cacchio cacciato dall'occhio vegetante, ma sterile e inutile.
beh, sì, certo Fiornando, hai ragione ho scritto prima di Pasqua per dire dopo: scusami... un usteron proteron - che non è un antiparassitario, però volendo... - un dopo prima che tradisce certa stanchezza... ovviamente la legaturi si fa a oculo addrumiscitu, sennò che legatura è! il fatto è in Sicilia Aprile è già arrivato, nonostante certa pioggia sciocca e innaturale cada ancora a tinchitè. ecco il motivo per cui si lega anticipatamente mentre l'occhio che ancora dorme amminazza a levarisi e non è lui quello che dovrebbe farlo.

[img]http://cache.corbis.com/CorbisImage/170/14/67/95/14679502/AVQ-A-000283-0023.jpg[/img]

Per spiegare a chi non è del mestiere (Verbosa non è del mestiere): quel che si piega in basso - diverso è il caso della curvatura - è sempre il capo a frutto, il vigoroso, la branca ricca, l'addubbata; lo si fa per smorzare la sua connaturata dominanza apicale sì da indurre il vicino arretrato - così lo chiama il contadino: u finitimu - all'emulazione: appizzarsi ammucciuni ammucciuni e cacciare anche lui il frutto...
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 08/03/2006 :  17:52:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il paguro
(autodafè d'un lettore non ideale)

[img]http://www.courtauld.ac.uk/newsletter/spring_1998/seated_youth.jpg[/img]


La mia biblioteca è cresciuta troppo più di me. Io ne ho perso i confini. Diciamola tutta: benché raccolta proprio da me negli anni, ne ho perso il senso. Più che qualcosa di ordinato, una metastasi. E' così semplice comprare un libro e così peritoso leggerlo, leggerlo bene poi! - In tutti questi anni aiutava una frase di Manganelli, di libri, come si sa, bulimico: i libri sono pazienti. Così sono stato sempre felice anch'io, comprando libri: comprare oggi per leggere domani!... sembra una pubblicità da Lucignolo. - Ma così i libri si sono accumulati, alla fin fine, non molto diversamente che i denari di un avaro: uno dei tanti casi possibili di ricchezza sterile, di dongiovannismo cialtrone: fatto da un elenco di coiti appena vagheggiati tra le due trecento lenzuola stampate di volumi in realtà rimasti quasi tutti intonsi. Intanto, com'è ovvio, il tempo passava: ormai i libri non letti in Ispagna son già mille e trè, o duemila e sei, o chissà... - Ma, fosse solo così, sarebbe ancora non del tutto grave: resterebbero a consolazione almeno i libri letti, neppure troppo pochi in fondo, e soprattutto quelli letti e riletti: i libri, in certi casi, perfino struggentemente, mai abbandonati!

E invece, proprio da quelli, le delusioni più cocenti. - Come negli amori più amati, al cuore di tutto, c'è alla fine solo uno strano vuoto (un vuoto, un buco, forse, che come il grillo di Pinocchio era lì da sempre ad aspettare: ma adesso proprio non vorrei filosofeggiare né in alcun modo uscire dalla carne, per cui torno subito al grave - grave per me - fatto). - La mia dimenticanza, proprio dei libri più amati, cresce più velocemente di qualunque altra cosa: certo più dei possibili, e del resto provvisori, recuperi di memoria regalati dalle nuove riletture. Anche se la mia biblioteca fosse fatta solo da quei libri, essa costituirebbe qualcosa di eccessivo per me. E' chiaro: mentre io mi rattrappisco, confondo, dimentico, lei rimane compiutamente infinita. - Azzardo una citazione: la biblioteca è come lo smaltato immortale palazzo di Psiche e io, posto che lo sia mai stato Psiche, ci vagolo come una vecchietta stenta, come la sua bidella ciabattante. - Non trovo un senso in questo (in generale, non credo nel senso delle cose, che trovo sempre più piccolo delle cose stesse, per cui preferisco, come adesso, non sapere di qualcosa niente piuttosto che rabberciarne la caricatura in un senso). So che in molti dei libri della biblioteca potrei trovare parole ben più consolanti ed eleganti di queste, però ora non m'importa cercarle. Io per primo non ci crederei. Servirebbero a imbellettare queste righe - imbellettare le righe di una vecchia bidella - quando io sto già per dimenticarle, per negare sinceramente di averle scritte mai.


[img]http://www.edenviaggi.it/edenviaggi_concorso/foto/tropici/t_small/00029902_paguro.jpg[/img]

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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 08/03/2006 :  18:46:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
cos'è, effecì, senti la primavera? che significa perdere il senso della propria biblioteca? sarebbe come dire perdere il senso dei propri occhiali, della bicicletta. dici piuttosto che a una certa età si mettono da parte (con un senso di vuoto dentro, sì, ma non strano: comune ad ogni distacco)tutte queste protesi del corpo e della mente, che per l'addietro ci hanno fatto andare più veloci, vedere più lontano, capire più cose. i libri sono laetamen per la mente, che fiorisca abbondante e dia buon frutto. poi quell'età passa, e basta molto poco
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 08/03/2006 :  20:17:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La conchiglia spagurata y sdementegona
ritrattazione del lettore imperfetto

[img]http://thequietplace.canalblog.com/images/t-singing.jpg[/img]

...caro fior., nego tutto, palinodia della palude:
mica la scrissi io quella roba pagura,
cioè sì, cioè no,
insomma
ecco,
oh!...
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Verbosa
c.s. alato


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Inserito il - 10/03/2006 :  08:37:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da fiornando... questo volevo dire, in tutta serietà e umiltà: che di fatto ci siano così pochi geni-creatori donna, è un portato della cultura o ci sono spiegazioni - in fin dei conti - fisiologiche?
[img]http://supersexies.org/ensaios/013chopin/thumb.jpg[/img]

davvero non saprei dire se più geniali, pratiche certamente sì: Le donne sono più sagge degli uomini: si preoccupano di come trascorrere gli inevitabili intervalli tra un amplesso e l’altro.
(In viaggio con mia zia - Graham Greene - pag. 127 della mia bisunta edizione oscar mondadori)


http://members.tripod.com/~greeneland/
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 11/03/2006 :  13:58:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lo scrittore perfetto e le mele

[img]http://www.liberonweb.com/images/books/8870911284_small.jpg[/img]


"Faccio solo una frase alla volta. Quando l'ho fatta, la scrivo. Hai mai pensato a cosa sia in realtà una frase?"
"Vuoi la puré di mele con il porridge?" disse Niklas. "Posso andare a prenderla."
"Quando si fa una frase, si è totalmente liberi. Una frase che è solo se stessa. Creare frasi è ciò che vi è di più alto e più nobile nella vita dell'uomo. Molti vivono per ottanta o novant'anni senza produrre una frase."
"Il porridge si raffredda", disse Niklas. "Diventa troppo denso e immangiabile. E sul latte si forma la pelle."
"Invecchi. E a poco a poco cominci a capire che cosa significano le frasi. Certe volte una sola frase può proteggerci dall'annientamento. Vuoi provare a leggere quel che ho scritto?"
"Ogni tanto leggo", disse Niklas. "Ma in fondo non mi dà nessun piacere. Non mi prende. Capisco tutto, ma non so che farmene."
"No, niente puré di mele. Non sopporto le cose acide."

(Torgny Lindgren, La ricetta perfetta, Iperborea 2004)

http://www.iperborea.com/web/autori/lindgren.htm
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f.c.
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Inserito il - 14/05/2006 :  22:22:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La finezza

[img]http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/41028000/jpg/_41028190_bennetbbc203.jpg[/img]


Viste le infinite letture critiche a congetturare il Senso del Capolavoro di turno, col Testo sempre tirato di qua di là di su di giù, vien da pensare spesso che la voglia del professor critico sia quella di stracapire.

Così, come Elizabeth al curato signor Collins che ne chiede la mano invano, pare spesso di sentire il libro dire all'interprete: "mi faccia la finezza di credere a quello che dico" (J: Austen, Orgoglio e pregiudizio).
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 27/05/2006 :  19:57:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Codici da linci

[img]http://www.janbiro.com/images/Leonardo-elicot_1_.jpg[/img]


A stare allo sciame di blablà che ormai lo circonda, e che lo fa sparire nella nuvola babelica dei mass-media, il Codice dev'essere un romanzo inattendibile e cialtrone, insomma un capolavoro: aizza pessime tresche millenarie d'una setta di preti cattivissimi e potentissimi in verità conclamatamente miti e morigerati; inscena esoterismi impossibili; dà concime alla paranoia della specie rivelando codici molto criptici per la sottostoria che dalla notte dei tempi coverebbe sotto la falsa apparenza della Storia Universale; non è vendibile nelle librerie delle Orsoline, e non piace a Giuliano Ferrara e a Sgarbi.
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 28/05/2006 :  14:51:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma anche con siffatte referenze è "no buono", almeno per quel che vale la mia opinione ( less than zero).
Ho tentato due volte di andare oltre pagina 95 e non ci sono riuscito.
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Generated in 0.06 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03