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ALI
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 14/07/2006 :  22:33:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
e ciao loplop!

[img]http://www.lopart.org/museum/oeuvres/1005000/LopArtM_1005943.jpg[/img]



ALI[img]http://www.megghy.com/immagini/GIF/animali/241%20a.gif[/img]

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TRILLI
c.s. alato


95 Messaggi

Inserito il - 11/10/2006 :  14:23:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ultimamente ho il rifiuto secco di tanta parte di TV, rifiuto che non si quieta ma che si rigenera sera dopo sera, nella disperante ricerca di qualcosa di commestibile, cerebralmente parlando. Allora approdo su RAI3, e mi soffermo su Report.
Ed ecco che inizia un altro tipo di rifiuto stavolta, ma non più nei confronti dell'emittenza, bensì verso il popolo italiano.
Sono un pò di anni che seguono le denunce di scandali, ruberie e quant'altro di peggio si è inventato il genere umano, ma le cose vanno avanti sempre uguali.
Ma orbene, perchè la stampa non prende di mira questi argomenti? Mi pare che siano diventati una specie di monopolio.
E poi mi accorgo, parlando in giro, che sono in diversi invece a seguire certe trasmissioni. Come mai tutto rimane sempre a livello di chiacchiere salottiere...?
Gaber era arrivato al punto di cantarcelo finanche, che si vergognava di essere italiano. Sacrosanto.
Talvolta per lavoro vado in giro per il mondo e quando mi presento e dico di essere italiana, vedo affacciarsi sul volto delle persone come una smorfia che tende al sorriso, ma non di piacere, bensì di pietà.
Siamo un popolo che bada esclusivamente al suo portafogli, legge pochissimo e si compiace di vestire D&G. Ma nella testa?
Stiamo dilaniando il ns Paese. Quello che è peggio, è che aspettiamo sempre qualcuno che venga sempre a liberarci...

...è sempre un piacere.
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 10/04/2007 :  09:20:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

il diallelo della prolessi


giunto in fine al punto come nomade
musica di nota muta e vocale
sono consono, volto volto al male
detto male da dove la monade

muove di verso in verso il girotondo
che m'ossiede il concepito concetto
d'altrui sguardo così ben bene detto
che guardo e riguardo mondo e immondo

l'occhio mio miope essendo a cosa cieco
nel cieco vicolo cieco della noia
che annoia e non diverte né dà gioia

disabile com'è a dir d'un geco
per esempio che doni in sé lo spunto
di cosa sia il punto e a capo giunto


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 10/04/2007 :  16:52:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
alla ricerca del passato, che non passa mai, ma sempre ritorna:

" - Allora il parallelo, come figura geometrica,
o come idea, vale solo nel presente; in quanto
nel passato tese e nel futuro tenderà al punto.
Il quale punto, in sé, ne racchiude due: l'uno
è l'altro. E dunque il parallelo vien meno, se
stesso degrada, su di sé infierisce: da regali
rette a obliche. Si potrebbe quasi ipotizzarvi
un circolo, sibbene vizioso; forse un diallelo
ma non regolare
; un'ellissi, se si dessero dei
fuochi; una geometria la cui teoria scritta da
guitti; un mondo, una cultura, se si dessero i
riti; un universo: che il gran piede calpestò,
che la gran mano come sasso gettò, che la gran
bocca
alitò... e dunque l'umano pensiero va per
paradossi..."



Certo non ho il dono della sintesi né possiedo chiavi di lettura
o di scrittura tali da moltiplicare i sensi di ciò che scrissi è
ora mai grandissimo tempo, ma così ritrovo intatte le parole e le
frasi e le idee, mie e vostre: il piede, la mano, la bocca... e
poi 'mano oculo cerebro' tanti o quanti:

"E dunque se l'intimo avesse cuore poco, e mano
mutila, e mente demente, potrebbe dirsi, senza
tema di fededegnità, che sia un corpuscolo, un
minimulcolo, un mentecaptucolo; potrebbe dirsi
che frulli d'ali immote si innervino di tra il
nervo emozionale, quale esso sia, e universino
la pausata ecolalia; potrebbe dirsi che grilli
in tempesta rompano il silenzio, e vespertelli
penduli ordegnino un ordegno imploso di suoni,
di voci, di versi, di note; potrebbe dirsi che
cucciole di lucciole donino schegge di bianco,
vacuoli di latte e sangue, absorti ventricoli.
Ancora, se l'intimo avesse voce mutola, occhio
cieco
, e cuore frale, si potrebbe dire che sia
un mutilo velo pendulo, - come di rana che, in
mancanza di acque, maninconiosa regina di poco
o affatto nullo regno, non empia ragna di poca
tela, e altrettale seta, taccia o gracidi solo
silenzi; - o come d'un ranocchio, il quale, in
mancanza di che che sia specchio, principe mal
visto mal detto, di miope occhio, e altrettale
voce, subito il capriccio di uno o nessuno che
sia, o vero di chi sa chi o cosa, vagoli sovra
fili sottili, ma, insospetto circense, bilichi
se stesso su codeste tele di miele, anzi, pare
ne sia allettato; addirittura sembra biascichi
parole: baci... - sete... - bachi... - seta..."



ora, cari tutti miei compagni segreti, fate voi...


pensate forse che sia in cerca d'applausi o sia
in cerca della ricerca?


Campi Giovanni
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 10/04/2007 :  21:47:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ossidrica di seppia

[img]http://zerosei.comune.re.it/nwsrechil/labburri/Burri2thumb.jpg[/img]


Pare a me, caro campi (hai letto oggi Zanzotto su Repubblica? "una volta c'erano i campi di sterminio, adesso c'è lo stermino dei campi"), che tu abbia trovato - terribile disgrazia - quello che l'ingenuo Montale appena sospettava: "l'anello che non tiene, / il filo da disbrogliare che finalmente ci metta / nel mezzo", a questo punto è ovvio, di un dialello. - E lì ti avviti, come l'aereoplano che non vuole volare ma giocare a precipitare. A precipitare infinitamente, e cioè a stare fermo. Verrebbe da dire: Aria! Nel senso proprio di aprirci una finestra, nel mezzo del tuo dialello. Prendere un coltellaccio e farci uno sbrego. Per un salto nirvanico, kierkegaardiano, alicesco? Diciamo un salto. Del resto, le rane sono tenute per ranesco statuto al salto perenne (anche nel senso giovancampesco del salto x n). Per questo ti dedico augurale la foto di Burri.
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n/a
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402 Messaggi

Inserito il - 11/04/2007 :  12:10:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Giovanni si stava arrampicando sulla parete di un gruppo di montagne vicino alle dolomiti, il gruppo del tessa sopra merano, la parete era ripidissima, ma lui non sentiva fatica, non si sentiva come uno che doveva arrivare, ma un fuggitivo. Sotto di lui nella valle stavano tutti a mangiare e divertirsi, era pasqua cosi lui era completamente solo, e anche se la cima sembrava non arrivare mai, piu' saliva piu' si allontanava e piu' si sentiva meglio, la sua mente si liberava da quell'oppressione che aveva sempre addosso quando stava con le persone, e pensava a mahler che li attorno trovava la pace per scrivere la sua musica. Arrivo' in cima che faceva buio, si mise nel sacco a pelo e sotto la notte fredda si addormento' e comincio' a sognare, era da molto che non lo faceva piu', laggiu' troppe angoscie e oppressioni gli impedivano di farlo.
Attraverso' il sentiero nel bosco, quando ne usci' si sedette sullo strapiombo a guardare il lago bellissimo, che da lassu' sembrava ancora piu' bello, quando una creatura gli si avvicino' camminando sul limite della montagna, col sole alle spalle. "Chi sei?" chiese G., "sono il tuo io, tu non mi puoi vedere nello specchio perche' sei tutto ricoperto da strati e strati di condizionamenti e difese, tra eros e thanatos ci sta la normalita', chi si allontana troppo da essa viaggia ai confini, tu stai esattamente nel mezzo" "che vorresti dire?" G. non capiva, o faceva finta di non capire. "nella posizione di mezzo ci sta la normalita', ma tu sei stato imprigionato in quella posizione, sei la forma piu' pura di pazzia" le montagne attorno scomparirono e pure il lago laggiu' e tutto il resto, a parte la roccia dove G. stava appollaiato, cosi' si ritrovo' sospeso nel nulla seduto su quella roccia. "Tu puoi vedere il profondo, la tua posizione ti e' stata imposta, non appartieni a nulla e nulla ti appartiene, correrai all'infinito senza raggiungere nulla e nulla ti raggiungera' mai, destino infelice della conoscenza" "Nessuno ti capisce G., ma non importa, da qui puoi vedere quello che nessun altro puo' vedere, e anche se non capisco nulla di quello che scrivi continua a viaggiare nel dialello, e lascia perdere gli uomini".
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 11/04/2007 :  18:07:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
senza titolo

"Il caso (non datur casus, non datur saltus) be' viceversa pareva
esser proprio lui quella notte a sovvenire i perplessi, a raddrizzare
le indagini, mutato spiro il vento: il caso, la fortuna, la rete, un
tantinello smagliata, un tantino sfilacciatella del pattuglione, più
che ogni sagacia d'arte o capillotomica dialessi."
(C.E.Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana)


... forse il geco m'è valso come porta-fortuna?... e potrei dire
come porta della fortuna, fortuna della porta, ecc. ecc...


p.s.: senza far finta di non capire, non capisco il dialello vostro
se è un caso di dislessi del diallelo o se vuol significare altro...


p.p.s. autoironico: è chiaro ora mai a tutti, e indubitabile, come
zanzotto abbia preso a pretesto la difesa dal cemento (o che sia una
semplice metafora di chi non ha cuore abbastanza?) per esser solidale
con il sottoscritto: sarà per via dell'ecolalia di cui lui, che è
poeta, è maestro, di cui io (io?), che solo sul forum mi fingo tale,
non potrei esserne nemmanco il peggior allievo, quello dell'ultimo
banco, quello che si distrae, quello che non va a scuola per andare
chi sa dove, chi sa dove...


Campi Giovanni
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Inserito il - 12/04/2007 :  15:15:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scrivo solo perche' me l'ha ordinato il dottore, quindi e' "terapeutico", a scuola non ci sono mai andato, forse purtroppo o forse per fortuna, non si sapra' mai. Mi piace pensare che gli altri lo facciano per diletto. Detesto solo la pubblicita', sopratutto quella religiosa, da tutto il resto penso di aver sempre qualcosa da imparare.
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402 Messaggi

Inserito il - 12/04/2007 :  15:19:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ieri me ne stavo davanti alla casa dove ero ospite di amici, gironzolando sul prato che scendeva fino a siusi. Dietro al paese e di fronte a me uno strapiombo di roccia che si alzava per di piu' di mille metri, le dolomiti. Hans innaffiava il giardinetto, mentre seduti attorno la panca davanti casa e alle mie spalle massimo silvana e inge mangiucchiavano e bevevano lagrein, sentivo massimo che raccontava del suo ultimo viaggio sull'himalaya passato ad arrampicarsi con gli sherpa, lui e un suo amico di londra. Ero contento perche' era la prima volta che mi ero tolto la maglia per mettermi in maniche di camicia, la temperatura e la giornata erano perfette, stavo bene e mi guardavo attorno, passeggiando con le mani in tasca. Le montagne a quell'ora, circa le sei di sera, erano diventate di un color rosa pallido, magico, e vicino ad una cima due aquile facevano le loro evoluzioni. All'improvviso tutto si fermo', sapevo che sarebbe accaduto, il mio analista lo aveva previsto, ma non ora, non ora per dio, in quel dipinto bellissimo. Stavo andando a pezzi, il mio corpo si stava sparpagliando sul prato, per liquefarsi e scendere confondendosi con l'erba. Gli altri mi guardavano atterriti ma non potevano muoversi e fare nulla, il mio destino si stava avverando, ma perfido come sempre lo aveva fatto nell'attimo perfetto e felice.
Alvin non era un gran che come pittore, ma questa volta era davvero soddisfatto, gli piacevano anche le espressioni delle persone che stavano attorno alla casa, come se fissassero qualcosa. L'unica cosa stonata era la figura in piedi sul prato, secondo lui li non ci andava, cosi l'aveva cancellata.
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Inserito il - 12/04/2007 :  15:41:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
riguardo il diallelo? ah .. quello era semplicemente una dislessi imparentata col boulon-ballon, ogni tanto mi distraggo un attimo, spero non diventi un altro caso nazionale sugli equini
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Inserito il - 12/04/2007 :  15:42:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
pardon, ovini
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 13/04/2007 :  16:57:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

m'impazza l'impasse








Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 14/04/2007 :  16:28:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
afferrare errori errando
così, senza correggere
nulla




a poco a poco uno squarcio
lacero profondo nero
s'inscrive nel bianco
e apre spirali e spiragli
ora pare un lacerto qui
questo geco o muscolo
e spira di spera che spera
stilla che cade e ricade
nel sogno e dal sogno
moto immoto è un motivo
o motivetto che suona
e risuona emozione
non contenuto ma forma
imagi di foglie
e fiori e sassi
solite imagino insolite



Campi Giovanni
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Inserito il - 14/04/2007 :  17:16:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Era una calda notte d'estate piena di stelle, Alvin e se ne stava appollaiato sopra il torrione del borgo, in qualche posto del centro italia, chi si ricorda piu'. Da lassu' guardava il mondo attorno a se, sfiorava con le mani i tetti delle case e sentiva la gioia, il dolore la malinconia i profumi del cibo le luci e le voci. Tutto si mescolava e scioglieva nella profondita' dei suoi ricordi, e quando le sue lacrime caddero nel lago profondo della sua anima confondendosi in essa, non riusci piu' a resistere. Non poteva piu' stare li, cosi spicco' un salto e ando' a sedersi sulla sponda del ruscello in fondo alla valle. Attorno a lui le lucciole, piu' lontano le luci del paese, e sopra le luci delle stelle, il tutto immerso nella notte. Ma dopo un po' anche li si senti malinconico, cosi entro' in una taverna fumosa dai muri in mattoni, spessi e antichi, dalle luci soffuse, dalle cameriere graziose e gentili che portavano vino buono. Si sedettero con lui e cercarono di consolarlo, gli proposero di fare l'amore, ma lui si rattristo' ancora di piu' e scappo' via senza nemmeno pagare, ando' sopra le montagne a guardare il mare. Gli piaceva ascoltare da lassu' il rumore delle onde che si infrangevano, ma dopo un po' i ricordi lo raggiunsero e lo fecero fuggire ancora una volta. "Devo trovare un posto dove posso stare, non posso passare la mia vita a fuggire" penso'. Cosi ando' da P., il famoso curatore delle anime ammalate, busso' alla sua porta ma lui non apri', "aspetta" gli rispose P. con una vocina. Da allora A. ogni giorno si presenta davanti alla porta di P., suona il campanello e riceve da lui sempre la stessa risposta, ma ha smesso di fuggire.
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 15/04/2007 :  17:17:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
semplici tautologie e minime variazioni


la forma forma la forma
il contenuto contiene il contenuto
la forma contiene la forma
il contenuto forma il contenuto
la forma contiene il contenuto
il contenuto contiene la forma
la forma forma il contenuto
il contenuto forma la forma



ergo e disergo


la forma d'una cosa forma la la forma della cosa
la forma d'una foglia forma la forma della foglia
dall'indeterminato al determinato
e vice versa
dal determinato all'indeterminato
la forma della foglia forma la forma d'una foglia
la forma della cosa forma la forma d'una cosa

ecc. ecc.

il contenuto d'una cosa forma la forma della cosa
il contenuto d'una foglia forma la forma della foglia
dall'indeterminato al determinato
e vice versa
dal determinato all'indeterminato
il contenuto della foglia forma la forma d'una foglia
il contenuto della cosa forma la forma d'una cosa


Campi Giovanni
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Generated in 0.08 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03