Home | Profilo | Discussioni Attive | Utenti | Download | Cerca nel web | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Extra-vaganze
 Uno spazio "senza tema"
 "open space"... il diario non segreto
 Nuova Discussione  Rispondi
Pagina Precedente | Pagina Successiva
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva
Pagina: di 10

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 18/04/2007 :  15:13:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un mattino Alvin si sveglio', si alzo' dal letto e come al solito si fece il caffe'. Ma si accorse di qualcosa di strano, al bordo del suo occhio destro ogni tanto compariva una macchia bianca, che si spostava come una mosca, velocissima, per poi scomparire. Non ci fece caso, pensava di avere qualcosa nell'occhio, e se lo stropiccio', si bevve il caffe' e ando' in bagno per farsi la doccia. Poi si vesti' e usci' di casa, ma quella macchiolina invece di scomparire si espandeva col passare delle ore, finche' divenne abbastanza grande da poter guardare attraverso essa. Dentro A vedeva un mondo che ruotava, e girando la testa vedeva una bambina che girava con lui. A poco a poco la macchia occupo' tutto il suo occhio destro, e A. si rese conto con stupore che era diventata una finestra attraverso un altro mondo e un altro tempo. Da quell'occhio vedeva se stesso da bambino che stava girando in una giostra posta in mezzo ad un giardino, il giardino di casa sua di tanti anni fa, e in quella giostra con lui stava sua sorella, grande come lui. Ma se annaspava con le mani attorno a se si rendeva conto di essere adulto, che il mondo reale era quello visto dall'occhio sinistro, cosi quando guidava l'auto riusciva ad evitare incidenti. Ma dopo qualche tempo la sua coscienza comincio' a saltare anche dall'altra parte, su quell'altro mondo, e li comincio' la confusione. Sentiva di essere tornato bambino, e provava le sensazioni di quel tempo passato, e in quei momenti gli sembrava di essere adulto solo in una visione dell'altro occhio. Quando si sentiva bambino e si vedeva adulto stava molto male, non voleva quel futuro per se, e quando si sentiva adulto e si vedeva bambino stava male lo stesso, rimpiangeva quel mondo felice e promettente. Aveva pensato che poteva operarsi e togliersi un occhio, ma quale? e poi sarebbe stato come uccidere comunque una parte di se stesso, quindi non lo fece. Decise cosi di spostare la sua coscienza esattamente al centro, ma quella linea era troppo sottile per camminarci sopra, e taglio' il suo corpo in due come una lama, e lui mori'. Ma il suo spirito no, quello era ancora piu' sottile di quella lama, divento' un fantasma malinconico che nessuno puo' vedere, qualche volta lo si puo' intuire, come un soffio di cui ci si dimentica immediatamente.
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 18/04/2007 :  16:56:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

(continua)

naturalmente la riflessione non m'ha giovato, anzi...

e dunque ritorno a Borges che parlava di Henry James, lo scrittore,
non i fratelli del Signor di Ballantrae Henry e James, ebbene: "...
Costui, morendo, lasciò inconcluso un romanzo di carattere fantasti-
co, The sense of the past, che è una variazione o elaborazione di
The time machine (il titolo della versione definitiva del romanzo di
Wells)... Il protagonista di Wells viaggia nell'avvenire... quello
di James ritorna nel passato... (Qui) il nesso tra il reale e l'imma-
ginario
non è un fiore, come nelle precedenti finzioni; è un ritratto
eseguito nel 700, che misteriosamente raffigura il protagonista...
(che viene dipinto) con timore e avversione, perché (il pittore)
intuisce qualcosa di insolito e di anomalo in quei lineamenti futuri.
.. James crea, così, un incomparabile regressus in infinitum..."

Fin qui Borges ne Il fiore di Coleridge...

ora, giacché quel che resta di me procede a tentoni, tra trascendenze
e irrazionalità, tra logiche immaginarie e analogie poco analitiche,
a sbalzi e sobbalzi, a tremuoti, e notate la finezza del numero tre
che fa capo al moto immoto del tremuoto dell'intimo, ritornando al
sogno e al fiore, anzi ché non cavarne bestiari insettiferi dal buco
ritrovo questo che segue, e che precede:

"Qual è colui che somniando vede,
che dopo il sogno la passione impressa
rimane, e l'altro alla mente non riede,
cotal son io, ché quasi tutta cessa
mia visione, ed ancor mi distilla
nel core il dolce che nacque da essa.
Così la neve al sol si disigilla;
così al vento nelle foglie levi
si perdea la sentenza di Sibilla."

(Dante, Paradiso, XXXIII 58-66)


(continua)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 18/04/2007 :  22:05:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
per un lettore complice alla terza

[img]http://www.editions-verdier.fr/v3/dyn/auteur/jamesstevenson.jpg[/img]


"Mio caro incantevole James,
(...) Il mio romanzo [Il Signore di Ballantrae] è una tragedia. (...) Perché la terza supposta morte e il modo della terza riapparizione sono inverosimili, signore, inverosimili. Anzi, addirittura troppo inverosimili, e temo che rovinino tutta la parte buona fino a quel punto, ma nello stesso punto sono un finale altamente suggestivo e che conduce alla morte del fratello maggiore per mano del più giovane in un delitto perfettamente a sangue freddo, di cui vorrei (e sottintenderei) il consenso del lettore. Vedete bene quanto sia audace il disegno."
(R.L.Stevenson, lettera a Henry James, Saranac Lake, marzo 1888)
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 19/04/2007 :  13:50:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

ilare ventilare venti



ci sono luoghi della memoria che danno nella profezia,
ci sono tempi della profezia che danno nella memoria...

ma già questa forma verbale 'danno' mi interroga forse
sulla sua propria ambiguità: danno danno questi luoghi,
questi tempi, la memoria, la profezia?

non aprire la terza volta il libro proveniva dal luogo
della memoria o dal tempo della profezia?

sapevo senza sapere quel che ora so sapendo: non dovevo,
proprio non dovevo aprire la terza volta il libro...

avrei commesso l'ultimo atto...

l'atto finale...

e poi che?

io, questa volta proprio io, sarei stato il colpevole,
per una volta io, proprio io sarei andato infine oltre...

ecco, avrei spezzato il cerchio, il diallelo, aperto
la porta all'omicidio totale: quello dei padri, delle
madri, dei fratelli, e di se stesso...

finalmente...

e in vece
di nuovo
forse
quasi
ecco
io
non io
non so?



ma forse anche questa è un'altra storia, diciamo che potrebbe far
parte d'un discorso intorno alla patologia non tanto cosmologica
quanto piuttosto logocosmica, e dunque si spiegherebbe anche il
titolo 'ilare ventilare venti' che s'è voluto dare, per la gioia
di tutti gli analisti della scrittura...

ho scritto 's'è voluto dare': cioè lo scritto mi ha usato per dar
a se stesso un titolo, il titolo?




Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 19/04/2007 :  17:55:24  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

e sia come sia,
e sia come non sia,
e non sia come sia,
e non sia come non sia...

essendo, o non essendo, in presenza, o in assenza, di un testo che
è, questa volta soltanto è, per definizione definitiva 'testicolo'
e cioè picciolo testo e coglione al contempo; tutti i fili avvolto-
landosi (si noti come l'avvoltolarsi dìa il suono dell'avvolto-io)
in nodi, scorsoi o marinai, e questi formare un tappeto di trame
incompiute e d'orditi altrettali, procedo nel


(continua)

"E come, qui tratto, al borgo sarai sbarcato di Cuma,
ai laghi divini, all'Averno sussurrante di boschi,
la folle indovina vedrai, che in profonda spelonca
i destini predice, segni e parole affidando alle foglie.
E tutti i versi che scrive sulle foglie la vergine,
in fila li ordina e chiusi li lascia nell'antro:
quelli immoti rimangono né dall'ordine cadono;
ma come, girandosi il cardine, tenue vento li coglie,
e la porta scompagina quelle foglie leggere,
mai, poi, turbinanti per lo speco profondo, si cura
di prenderle e metterle a posto e congiungere i versi:
irresoluti si partono, odiano antro e Sibilla."

(Virgilio, Eneide, Libro Terzo 441-452)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 20/04/2007 :  16:40:16  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

(continua)

oscure chiarità, chiare oscurità

"La sua [di Eliot] idea dell'oscurità ha insegnato per quali tenebro-
ri sia possibile conseguire il fulmineo abbagliamento - non la chia-
rezza - della complessità. Penso alla Sibilla di Dante, alle sue
'foglie lievi'.
Esistono strumenti per spiegare l'enigma?"

(G.Manganelli, Qualche licenza poetica contro la chiarezza)



(fine?)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 20/04/2007 :  16:46:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

questa ricerca della fine, del fine della fine, della fine del fine,
che capita nel voltar pagina, vuol significare finalmente 'qualcosa'?




Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 21/04/2007 :  14:45:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alvin stava tornando a casa, era notte fonda, passeggiava lungo il marciapiedi con una sigaretta accesa in bocca. Ma aveva la sensazione che qualcuno o qualcosa lo stesse seguendo, forse osservando, gli sembrava di aver gia' vissuto quel momento, forse in sogno, ma non ricordava altro. Si giro' all'improvviso, erano le tre di notte passate di un lunedi, e a quell'ora non c'era in giro nessuno. Cosi riprese a camminare per tornarsene a casa, ma quella sensazione non se ne andava, e anche se non sentiva alcun rumore ogni tanto si girava, ma non c'era anima viva. Cosi, svoltato l'incrocio si fermo' in attesa appiattitendosi contro il muro. "ora vediamo che succede" si disse. Ma non c'era nessuno, solo due oggetti che brillavano nascosti tra i sassi del ciottolato della strada. Si avvicino' per guardare meglio, voleva capire cosa fossero, perche'si muovevano. Un po' impaurito e un po' scocciato con un gesto istintivo li stava calpestando, ma riusci a trattenersi. "Siamo i tuoi occhi" gli dissero quelli, "i miei occhi, ma io li ho gia' i miei occhi, e ci vedo benissimo, cosa volete da me?" rispose A., e gli altri "quelli che hai non sono i tuoi veri occhi, perche' siamo noi, ti ricordi che ci hai lasciato molto tempo fa, sai bene che da allora hai sempre bisogno di un paio di lenti nere per superare la luce del giorno che ti puo' distruggere, da allora vivi cammini e parli di notte solo coi fantasmi e le ombre, da allora pensi alle dimensioni degli spazi che si distorcono e incurvano generando anomalie dalle quali escono creature impossibili e dove tutto e' possibile". "Puo' darsi" rispose A., "se vi ho abbandonato e' perche' la realta' mi ha sempre tradito e deluso, e mi sono stancato, forse non ho piu' avuto voglia di guardarla, oppure ho scelto cosi, non mi ricordo neanche piu' quando e perche'" "siamo venuti a cercarti dopo tanti anni per aiutarti, per tornare con te, per riportarti alla luce" "siete tornati troppo tardi, ora frequento solo volti pallidi come il mio, ci guardiamo senza vederci e ci perdiamo subito dopo, per sempre, persone che si nutrono della notte e del sottosuolo come me" rispose A., e aggiunse "non mi importa se vivo coi fantasmi della mia mente, se vivo nel male e nel dolore, ma qui sono libero e scelgo il mio destino, quel mondo mi ha rifiutato e non lo voglio piu' vedere" si avvicino' a quei due occhi chiari e brillanti e li calpesto' riducendoli in poltiglia. Pieno di malinconia si accese un'altra sigaretta e guardo' il cielo che brillava, lontano, lontanissimo, inaccessibile.
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 21/04/2007 :  17:05:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

troppo tardi?


"Nessuno più di me ha amato questo mondo, e tuttavia, me l'avessero
offerto su un vassoio, anche da bambino avrei esclamato:
troppo tardi, troppo tardi!"

"Cos'hai, ma cos'hai dunque? - Non ho niente, non ho niente, ho solo
fatto un salto fuori del mio destino, e ora non so più verso che cosa
voltarmi, verso che cosa correre..."

(E.M.Cioran, L'inconveniente di essere nati)


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 21/04/2007 :  17:22:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dopo quel gesto Alvin rifletteva su se stesso, sulla sua vita, sulla logica. Pensava che solo un matematico puo' comprendere certe assurdita', in quanto puo' ben comprendere che alcune affermazioni come gli assiomi(basi di qualsiasi costruzione matematica), non abbiano alcun fondamento reale, perche' sono soltanto pure fantasie, due rette parallele non s'incontarno mai, oppure s'incontrano all'infinito in un punto detto improprio e' solo una fantasia della mente, mentre la gente pensa che il mondo funzioni cosi, ma matematica e mondo non hanno niente in comune. Chi lo avrebbe mai detto fino a cento anni fa che la somma delle velocita' di due oggetti non e' la somma matematica, ovvero che l'universo non segue questa semplice regola del tipo 1 + 1 = 2 (anche se einstein, applicando le trasformazioni di Lorentz, ne ha spiegato il perche'), ma dove sta scritto che per tutte le cose fisiche esista una legge matematica? e se non ci fosse? e se ad un certo punto esistesse solo il caos, cioe' l'inspiegabile? Oggi e' di moda la parola entropia, come fosse una legge universale, si e' scoperta su piccole macchine e la si vuole applicare alle stelle? il bene e il male, il tempo l'infinito e alla fine dio. La logica e il principio di non contraddizione sono davvero applicabili all'universo, che noi uomini nella nostra presunzione(microbi) pretendiamo di estendere alla realta' globale? ma a quale realta', quella del bar sport in cui viviamo? tanto per sentirci piu' tranquilli e rassicurati, per il bisogno di attaccarci a qualcosa che ci impedisca di precipitare nel vuoto? A. aveva calpestato i suoi occhi, mandando a farsi fottere tutti gli imbrogli e gli imbroglioni che ci vogliono cancellare le paure con la menzogna della realta', meglio gli occhi della notte, dove tutto e' possibile, e che la paura sia, e la logica rimanga quello che e', un gioco. Mentre pensava a tutto questo A. raccolse da terra una bottiglietta di vetro della coca cola, la lancio' contro la finestra di una casa frantumandone il vetro e scappo' via, contento della sua scelta folle.
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 21/04/2007 :  18:13:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Quello che si ammira, quello che si disprezza, quello che si e' capito, quello che non si capira' mai, quello che si rifiuta, quello che si desidera. Ovunque ci si guardi attorno c'e' sempre l'inquietudine, invincibile, desiderio e odio verso la morte o l'eternita' e la perfezione ? Sofocle l'aveva descritta nel coro dell'antigone, ma i preti come si sa hanno le mani lunghe e le sanno usare bene, sanno pure allungarle sugli accondiscendenti, piu' bravi di cosi...non ci rimane che sperare negli analisti(figli, parenti o seguaci in qualche modo di freud), e che "dio" ce la mandi buona, ma ho paura che tra un po' quelle lunghe mani arriveranno anche li.
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 21/04/2007 :  18:37:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Qualche demone me lo sono tolto dai piedi, percio' mi sento un po' soddisfatto, ringrazio il CS ed Alvin per sopportarmi, quindi per aperitivo un buon bicchiere di rosso alla salute di fc campi fiornando(mi manchi) .. e voi tutti insomma. Ora metto BWV 971, alla faccia dei pooh, della de filippi e di tutto il resto, amo la Musica e giuro che quando mi piaceranno certe cose vorro' essere assassinato immediatamente e avere un guardiano sulla mia tomba che sorvegli la mia vergogna affinche' non se ne fugga MAI, molto peggio di un senso di colpa, perche' quella e' incancellabile.
Torna all'inizio della Pagina

campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 24/04/2007 :  15:30:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

studi preparatori

complesse tautologie e massime variazioni

principi logici
elementari
d'illogica fine

pratica mente la parola

l'esemplare esempla l'esemplare
la copia copia la copia
l'esemplare copia l'esemplare
la copia esempla la copia
l'esemplare copia la copia
la copia esempla l'esemplare
l'esemplare esempla la copia
la copia copia l'esemplare

copiosità tautologiche contraddizioni esemplari

quel che diverte è lo scarto dal reale

esemplare come aggetto
esemplare come sostanza
esemplare come verbo


Campi Giovanni
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 25/04/2007 :  19:14:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Quando ero bambino a volte mi succedeva di passare davanti a due specchi contrapposti, ci guardavo dentro e non appena vedevo infinite immagini mi sembrava che da un certo punto in poi comparisse qualcosa che non doveva esistere, e fuggivo terrorizzato. Ancora adesso gli specchi mi creano problemi sopratutto nella penombra, forse per questo gli psicotici li dipingono di nero o li coprono, avranno paura che qualcosa possa uscirne" Alvin pensava mentre camminava, ma non sapeva esattamente da che parte dello specchio si trovasse e si diceva" in fondo che m'importa? il mio cervello non e' nient'altro che uno specchio complicato, elabora e trasferisce la realta' alla mia anima. Ma allora che ne so io della realta'? esiste davvero? e se non esiste chi sono io? dove sono e che cosa sto facendo ? probabilmente non lo scopriro' mai". Quei pensieri gli facevano venire le vertigini. Mentre stava immerso nei suoi ragionamenti mise un piede dove non doveva in quel sentiero pericoloso, precipitando in fondo al burrone. Magari laggiu' A. ha trovato le sue risposte. Io penso a lui, e intanto guido l'auto, chissa' se in questo istante qualcuno mi sta pensando come io penso ad A., e magari qualcun altro sta pensando a sua volta a lui, e cosi via.
"Forse siamo solo alcune delle infinite immagini di due specchi contrapposti, e se fossi io che sto pensando a lui, e lui fosse solo un' illusione?", Alvin da in fondo al burrone, guardandomi mentre percorrevo in auto la valle ancora piu' sotto, mi trasmetteva i suoi pensieri.
Ma ora e' tardi e devo scappare, risolvero' la questione un'altra volta, non voglio litigare per ragionamenti cosi sciocchi.
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted


402 Messaggi

Inserito il - 25/04/2007 :  22:54:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
un gioco ha scritto : "Forse siamo solo alcune delle infinite immagini di due specchi contrapposti ..ecc"
La domanda che gli faccio e' la seguente : " in tal caso chi sta attraversando gli specchi contrapposti? cosa sta pensando ? e quando li avra' attraversati che succedera'?
Torna all'inizio della Pagina
Pagina: di 10 Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
Pagina Precedente | Pagina Successiva
 Nuova Discussione  Rispondi
Vai a:
© Torna all'inizio della Pagina
Generated in 0.09 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03