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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 12/06/2003 :  17:11:57  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Vista ieri una coppia di colore sulla stessa bici. Erano come nuvola di aria africanaa, sorridente, i denti perlati e gli abiti svolazzanti come aquiloni o bandiere al Palio. Foulards setati e variopinti come le piume del pappagallo del giardino tropicale di Miramare. Lui pedalava e lei rideva. Stringendo il manubrio lui l'abbracciava come in una foto, come se quell'attimo in cui mi sono balenati dinnanzi spuntando da una curva,avesse squarciato il piccolo cielo di gaiezza. Un flash, una sonata,quasi una fantasia, presto agitata.

topsy
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 18/08/2003 :  21:33:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Poi succede che uno prende e parte, e divorando in quarta la Pontina (ma forse era la quinta), succede persino arrivi salvo a Sabaudia. E non per caso.
il luogo è una piazza metafisica (non si poteva sperar di meglio), di quelle in cui la musica s'è pietrificata in cotillons di colonne: una classica "piazza d'italia", come solo in sanatorio Giorgione de Ch. poteva immaginarla già nei Dieci.
Però senza silenzio.
Da un lato la torre civica, già svettante e ora più che altro instupidita dal vento salmastro che ci schiaffeggia tutti. immancabilmente.
In alto, una bandiera: sola l'hanno lasciata, la povera; eppure sembra continui a garrire e garrire rapacemente...
M'affrontano impavide -a quest'ora ch' è controra- certe siepi di bosso. Davanti a me giardini ampi, razionalissimi, un parterre di cortesie e cerimonie. Il serpentino lo si sarebbe detto debosciato, molto meglio Punto Linea e Superficie.
E anche molto Vuoto, come un gran respiro prima dell'immersione.
Pneuma geometrico.
...laggiù un tipo si sta scalmanando per raccogliere aghi di pino, e raschia persino il brecciolino dalla strada: pare lo stia filtrando al passino, tracciando piste a terra per una biglia.
...tra poco innaffieranno, e un gracchiante carillon di girelle mi offrirà la debita festevolezza d'un Benvenuto. (del resto son qui per questo.)
...osservo la piazza: vuole abbracciarmi, è chiaro; mi respinge tuttavia, palleggiando di continuo lo sguardo mio da destra a sinistra in un rimando schizzato e futurballa di facciate ruvide e palazzacci del trenta.
...da un muro a un androne è appena fuggita un'ombra: l'ho vista, son sicuro. era un lampo allungato, di quelli eternamente obliqui, sfuggente: la mia personalissima meridiana delle emozioni... mi starà inseguendo? (o son forse io a pedinare lei?)
...Sabaudia è una pietra spigolosa, lo si capisce subito: siamo tra mare e lago, tra foreste risparmiate al fuoco eppure trinciate d'asfalto, cicale delicatissime, palazzi di Migrazioni Interne. eppure la città mi pare respiri grave, appoggiata com'è straccamente su grissini puntati nella sabbia.
...eccolo lì il monte Circeo: dall'alto ci guarda tutti, e ghignando, con quel suo profilaccio affilato: sta ridendo di noi, è evidente: ride di tutte queste strade e slarghi dai nomi assurdi... ride di questa incongrua savoiarditudine che pesa sulle vie, di questa torinesità così posticcia sul cranio alopecio di Lui. ...perché qui ci son davvero solo Conti Verdi e Aosta Carignano, e anche molti Umberti e Principesse Clotildi, ma come rinsecchiti al sole: baffi tinti, scolati già in rigagnoli di misture: "savoiardi" avvizziti, da inzuppare irrimediabilmente nel latte caldo della Lupa Antica... manca solo il bicerin preso a piazza San Carlo con l'ufficiale di guarnigione. una caramella? grazie ho già il monocolo...
saluto un vecchio a un canto. siede lì da sempre. cerea.
(ma non erano emiliani i bonificatori delle paludi pontine?)

epperò c'è il mare! vivaddio, c'è questo mare sonoro che intenerisce. e c'è il lago con mille pettini, fiordi dolcissimi e chiesette benedettine dove finalmente sacramentare in pace.
Qui i famosi opposti pare abbiano ancora del carattere, ché ci tengono assai a farsi forza l'un contro l'altro, cozzando persino!, ma anche cadendo, poi, sempre addomesticati alla meringa di melassa ruffiana e democratica.
(adesso vorrei piangere un poco. ma cosa penserà di me l'ospite che m'ha trascinato fin qui?)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 05/10/2003 :  14:49:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Autunno


[img]http://utenti.lycos.it/icsviazuara/concorsoicszuara/immpoesie/pangan_small.jpg[/img]


...ma guarda un po' come passa il tempo! - pensa che frase originale, eppure cos'altro dire? - Tutto nasce da un pensiero in fondo allegro venuto mentre arrancavo in bicicletta: una cosa così, la voglia di perdersi a fare un elenco per sentire meno la fatica... e dunque: cosa ci dicevano di leggere, quando eravamo ancora quasi piccoli, prima a scuola e poi all'università? Cosa ci dicevano che dovevamo leggere, per farci una "cultura"? Pare ieri: quando non si era considerati neppure usciti dalla trogloditaggine del - come dire? - democristiano all'albertosordi, se non si fosse letto - e bene! -, per esempio, Vittorini: prima di tutto conversazioniinsicilia, ma anche uominienò... amare Pavese faceva perfino più sofisticato: aveva avuto il buon gusto di farsi fuori e di lasciarci il diario dove specchiare il nostro "animo informe" insquadrabile da ogni lato, ma allo stesso tempo fatto d'acciaio se si trattava di squadrare l'umanità in forma di rivoluzione... Eh sì, si leggeva anche Montale, soprattutto il primo di ossidiseppia, guai a chi li toccava!, ma molto meno da bufera in poi...


[img]http://utenti.lycos.it/icsviazuara/concorsoicszuara/immpoesie/zarri_small.jpg[/img]


Che tempi: al liceo la mia professoressa ci costrinse, missionaria cataastrofica, perfino alla ragazzadibube... avevamo quattrodici-quindi anni, e a noi bastò il titolo... a parte questo, guai a tirarsi fuori da quella strana untuosa ottocentesca galassia, nella maggioranza delle varianti moralista e saccente, che potemmo chiamare "antoniogramsci", i cui quaderni erano molto comodi per gli oratori, potendo essere citati a spizzico magnifico a seconda della bisogna, e della trebisonda (ciao Zarah!)... - difficile, se non altro statisticamente, imbattersi nella lettura libera e ammirata che sempre di Gramsci faceva già Arbasino (per legarmi a un altro nostro forum: ciao Bobo!)... in genere, allora, se non eri uno storicista, dovevi avere un buon "io" - o essere stato molto all'esterro! - per non farti convincere dal sensatissimo senso comune che eri un po' una merda.


[img]http://utenti.lycos.it/icsviazuara/concorsoicszuara/immpoesie/milita_small.jpg[/img]


...e poi, sempre in quegli anni, facendoci mondiali, assolutamente Sartre, che faceva sofisticato e ci donava già un occhio blasé e à la Greco, e poi la simonedebouvoir, per aver qualcosa da dire alle ragazze, e, per restare nel borghese-esistenzialista-sofisticato-internazionale-ecc.ecc.ecc., ovviamente, moravia: che almeno aveva il vantaggio di parlarci di sesso, argomento di cui, a differenza che del compromessostorico, non si sapeva mai abbastanza... se poi si voleva addirittura sapere cosa fosse "la" letteratura, Lukacs! e il brecht degli scritti sul teatro, e delle poesie politiche - tipo quella che stava sempre sulla testata del !quotidiano dei lavoratori", giornali dei serissimi di "avanguardia operaia"... se si leggeva Leopardi, era - parve un eureka! - nella chiave del leopardiprogressivo di Luporini...


[img]http://utenti.lycos.it/icsviazuara/concorsoicszuara/immpoesie/pargad_small.gif[/img]


allora i professori a scuola e all'università erano portatori di una "visione del mondo", o, come si imparò a dire, di una "weltanschaung": dicevano più stupidaggini ma prendevano meno psicofarmaci... la "weltanschaung" guai a non averla: peggio che se ti avessero tagliato il pisello interno (figura, se interessa, di cui parla carl gustav jung). - tutto ciò non fa, ora, , con i dischi, i manifesti, i film, un po' "nonna speranza degli anni 70"? - e dall'inevitabile trasformazione della moda (accidenti ho scritto "moda"!) in kitsch, cosa si salvera, di "adesso"?

[img]http://utenti.lycos.it/icsviazuara/concorsoicszuara/immpoesie/pargad_small.gif[/img]
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 13/03/2004 :  01:28:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img] http://www.antoniogramsci.com/garcia-lorca/disegno_lorca_colorato.jpg [/img]
Un disegno di Federico Garcia Lorca


LLANTO POR IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS
(1935)



¡Oh blanco muro de España!
¡Oh negro toro de pena!
¡Oh sangre dura de Ignacio!
¡Oh ruiseñor de sus venas!


gabrilu
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  17:15:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL PIPISTRELLO
La mia prima volta all'Arcimboldi qualche settimana fa. E' di scena 'Il pipistrello' di Roland Petit con musiche di Strauss Junior. Insolitamente mi vesto con certa cura e quasi quasi mi sento gradevole. La Ferri se ne vola, piroetta, saltella, danza, appassionata e vivacissima in un bagno d'argento vivo. Ha fianchi stretti e gambe dritte. So cosa prova. Ci sono due o tre scene che mi rapiscono. Lui, Murru é maschio, maschio leggero, lei piccola acrobata sensuale. Non parlano, non cantano. Si prendono e si lasciano, si abbracciano, si accarezzano. Lui s'invola con ali di pipistrello e lei lo insegue con mantello setato tra balzi e planate ovattate, con tutto il bene che ha in corpo: 'le dieu au corps'. Béjart : 'L'amore umano, nel suo aspetto fisico, rappresenta simbolicamente l'atto stesso con cui il divino crea il cosmo e la gioia che ne trae...' Valzer in sottofondo. Non quello dei borghesi austriaci, bensì un valzer parigino 'Belle Epoque' con bollicine effervescenti di champagne al can-can che, miracolo di Petit, galleggiano sui marosi viennesi. Tra questi spruzzi un po' scomposti sull'austerità austriaca 'il Pipistrello' rimane un gioiello musicale e il termine operetta gli sta stretto come un bustino che non si allaccia. Piaceva a Karajan che lo dirigeva con la stessa maestria spumeggiante e ad un soprano mozartiano dal nome impossibile che amava interpretarlo. Per Petit fu un atto d'amore per Zizi, sua moglie, danzatrice parigina che il 2 giugno 1979 fece suo questo balletto a Montecarlo dopo essere stata lontana dalla scena per un incidente. Tra bellezza, maschere, passi perfetti e l'immancabile 'Chez Maxim's' la favola si adagia sui mortali. Sempre alla Petit, naturalmente, con ironia e sorprese in punta di piedi.
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  17:25:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sono, credo, la lettrice più a-normale del forum. Mi vergogno tantissimo. Che qualcuno cancelli in fretta tutte queste parole inutili!!!!!!!!!!!!!
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 23/03/2004 :  22:54:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Perchè, reveilvie, non ti riconosci nelle parole che hai scritto?
Capita anche a me, certe volte rileggo i miei messaggi e mi sento a disagio, temo che che fra pensiero e comunicazione ci sia una voragine. Forse è questo il motivo che spinge tanti di noi alle citazioni, è meno rischioso.ciao.m.c.
p.s. non cancellare i tuoi post, sono belli.
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 24/03/2004 :  08:51:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Si insegna nel Mumon-Kan, koan 24, che

Senza rivelare la propria penetrazione
offrì le parole di un altro per non dare le sue. Se avesse continuato a chiacchierare, anche i suoi ascoltatori sarebbero stati in imbarazzo.
[img]http://www.artecultura.it/nevyjel/PREVIEW/Nev04.jpg[/img]
(epperò, quale sia la causa dell'imbarazzo non è dato sapere)

...del resto, Mandel'stam nella Conversazione (con e) su Dante:

La citazione non è un estratto, la citazione è una cicala. Sua caratteristica è l'impossibilità di tacere. Afferratasi all'aria, non la molla più.

[img]http://www.parasolpress.com/abbott6.gif[/img]

(non è proprio una cicala,
ma l'idea forse la suggerisce)
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Markel
c.s. acquatico


53 Messaggi

Inserito il - 24/03/2004 :  09:42:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il bello della citazione è che, senza troppe parole e spiegazioni, si riesce a comunicare TUTTO. Se sai che il tuo interlocutore riconoscerà la citazione (come quasi sempre avviene su questo forum) allora sai che automaticamente entrerà nello stato d’animo che vuoi trasmettere. Le sensazioni che gli sovverranno alla mente saranno le stesse che provi tu nel momento in cui scrivi, perché sono le stesse dell’autore della citazione. Sono un patrimonio comune, che non ha bisogno di aggiunte e di inutili giri di parole.
Sul fatto che la citazione sia meno rischiosa ho i miei dubbi. Essa deve essere quella giusta, quella appropriata al momento, quella che trasmetta il “mood” adeguato. È necessario comprendere a fondo le parole di un altro prima di potersene servire. Solo così la citazione colpisce nel segno ed è meno rischiosa. In tutti gli altri casi è un baratro.
Ora vorrei concludere...con una citazione, ma non mi viene in mente niente (causa memoria ancora intorpidita dalle poche ore di sonno, ma soprattutto cultura troppo limitata, sigh...).
Buona giornata a tutti.
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m.c.
c.s. infuocato


159 Messaggi

Inserito il - 25/03/2004 :  22:39:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Non ho nulla contro le citazioni anzi, mi piacciono molto e le leggo sempre con molto interesse.
Però se oltre alle citazioni c'è anche il pensiero personale sono ancora più contenta, perchè il discorso è più alla mia portata, non particolarmente versata nelle questioni letterarie.
-.-
Avete sentito - immagino di sì - la notizia sulla "devolution"?
Probabilmente avremo un'Italia frantumata :ogni regione - se la modifica del titolo V della Costituzione diverrà definitiva - avrà una sua scuola, polizia locale e quant'altro...
Povero mezzogiorno d'Italia, lì gli enti locali spesso soggiacciono a condizionamenti malavitosi e c'è anche da fare i conti con il lassismo e l'individualismo della gran parte della popolazione.
Vedere le immagini in televisione della Campania sommersa dai rifiuti mi ha fatto stare male.
E il buon bobo si interroga sulle scarse citazioni dei letterati meridionali, dei luoghi del sud del nostro Paese.
Ha un senso avere grandi scrittori in una terra così devastata, che cosa ha prodotto il pensiero meridionale per il riscatto di quei luoghi?.Scusate le divagazioni.Ciao m.c
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  01:00:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Messaggio inserito da m.c.[

E il buon bobo si interroga sulle scarse citazioni dei letterati meridionali, dei luoghi del sud del nostro Paese.
Ha un senso avere grandi scrittori in una terra così devastata, che cosa ha prodotto il pensiero meridionale per il riscatto di quei luoghi?


==================

Non sono sicura di avere capito bene quello che vuoi dire, ma se ho capito bene, io penso che non sia compito primario dei letterati in genere (intesi come romanzieri, poeti, drammaturghi) occuparsi del riscatto di alcunche'...

Se fosse questo il loro compito, dovremmo gettare alle ortiche almeno un buon tre quarti degli scrittori considerati "grandi" e "classici" della letteratura mondiale.

Per quanto mi riguarda, io poi sono abbastanza allergica ai letterati cosiddetti "militanti" le cui opere trasudano ideologia.

Sarà per questo che non ho mai amato Brecht ----anzi per dirla tutta mi ha sempre fatto antipatia --- e che ai testi di Brecht ho sempre preferito le musiche di Kurt Weill ?.

L'"intellettuale organico" teorizzato da Gramsci gia' mi sembra inquietante quando scrive saggi, figuriamoci poi se scrive romanzi...

Ad ogni modo: se alcuni luoghi in Italia e nel mondo sono più arretrati o più progrediti di altri (e comunque bisognerebbe prima accordarsi sui parametri ed i criteri di riferimento) non dipende certo dal fatto di avere un numero più o meno elevato di grandi letterati.
Ci sono nazioni "civilissime" con un patrimonio letterario molto povero, ed altre nazioni considerate molto arretrate (sociallmente, economicamente, politicamente) che hanno una gran bella storia della letteratura..

Credo tu abbia toccato un tema assai intricato, cara m.c. (smile)

gabrilu

P.S. Precisazione: mi riferisco a qualsiasi ideologia, ed a qualsiasi colore politico


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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  11:22:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Upupe bulgare


[img]http://art.supereva.it/eugeniomontale/fotografie/foto_upupa_th.jpg[/img]


E allora che dire di questa frasaccia di Montale che mi ha sempre fatto ridere, e che trovo abbastanza "vera"?

"Non può nascere un grande poeta in Bulgaria."


Non chiedetemi dove l'abbia scritta o detta, perché non me lo ricordo.
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  11:52:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
incinta di Giacomo


[img]http://www.unac.co.jp/topor_prints_1/topor_fullmoon.jpg[/img]


...il che non toglie che gabrilù abbia mille e una ragione:

il giovin Leopardi è figlio di Recanati, o piuttosto della miracolosa biblioteca di quella cara mamma che fu il suo papà?
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  13:15:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Messaggio inserito da f.c.

Non chiedetemi dove l'abbia scritta o detta, perché non me lo ricordo.


=============
Ed io non te lo chiedo, perchè capisco e sono d'accordo con il senso di questa citazione.

Ma se dal meta-messaggio di quella frase di Montale sposto la mia attenzione proprio sul suo senso letterale, mi chiedo quanto Montale e tutti noi sappiamo della letteratura bulgara (o di quella albanese, o africana, o di alcuni paesi asiatici e così via discorrendo).

Credo che siamo (ancora) tutti abbastanza impregnati di eurocentrismo o comunque di occidentalismo.

Questa non è certamente cosa di cui vergognarsi, perchè Europa e Occidente sono le nostre matrici e radici e non solo non dobbiamo rinnegarle ma dobbiamo anzi coltivarle, a condizione però di avere anche la consapevolezza che proprio ciò che costituiscono elementi strutturanti la nostra identità possono, a volte, renderci ciechi (nel migliore dei casi) o contrari (nei casi peggiori) a tutto quello che ci appare dissimile o in contraddizione con i nostri modelli culturali.

Oriente/Occidente, Nord/Sud del mondo o all'interno di una stessa Nazione (e così mi ricollego al quesito di m.c.): c'è sempre qualcuno "più a Sud" di qualcun altro: il Nord Italia è già il Sud dell'Europa, gli africani sono il sud della Sicilia che, nei loro confronti, rappresentano il Nord e così via. Dunque non è percorrendo la logica Nord-Sud che possiamo sperare di trovare il bandolo dello "gnuommero"...

E, come le ciliegie, questo discorso se ne trascina appresso anche un'altro che è di carattere tra lo strutturale e il culturale, e cioè si trascina appresso la domanda: "la notorietà o meno degli artisti (in genere, e non solo letterati) è dovuta solo e sempre ed esclusivamente al loro valore artistico che li fa emergere sulla massa oppure ci sono anche meccanismi sociali, economici, mediatici che fanno si' che alcuni emergano ed altri invece no?".

E ancora: quanto "gioca" la diffusione ed eventualmente l'egemonia di una lingua su altre, per far si' che chi scrive in quella lingua abbia più probabilità di venir letto (e quindi, eventualmente, apprezzato) da mezzo mondo? Penso ovviamente all'inglese di oggi, ma anche al francese dal 1600 ai prini del 1900 (c'e' un bel libro di Marc Fumarolli "Quando l'Europa parlava francese") o il latino e il greco dell'antichita, giusto per andar giù semplificando di brutto.

Quante probabilità possiede, ancora oggi, di venir letto al di là dei propri confini uno scrittore che utilizzi (faccio solo un esempio) lo swahili in un mondo di case editrici in cui non credo proprio abbondino i traduttori di swahili?

Ma senza andare tanto lontano: è il problema degli scrittori dialettali ed anche di certi scrittori "sperimentali", che hanno scarse probabilità di venir letti al di là della cerchia di "happy few".

Insomma il mondo artistico non è un mondo a parte ma, come tutti gli altri mondi, è fatto (anche) di risorse e vincoli di carattere strutturale che culturali insieme.

Beh, scusate queste divagazioni a briglia sciolta e disordinate. La prossima volta cercherò di essere un pò più ordinata e soprattuto più breve :-)

gabrilu

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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 26/03/2004 :  19:26:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.ortodossia.it/rimando.gif[/img]
[img]http://www.photobattaglini.it/bulga10.jpg[/img]

Ahhhh, ma allora ditelo che vi titillano i bulgari... qui, dal bordo d'organza del suo paradiso personale, l'ospodar vi saluta e sull'attenti sta, ovviamente per servirvi... Desiderate forse uno sproloquio su tutto il monacesimo paleoslavo minuto per minuto? Robe da Jeravna a Bansko, e Tryavna, Koprivshtitsa, Melnik, fino agli igumeni più dimenticati e ortodossi di Sozopol? Ben gentile... per l'intanto Viva Angelica Carpifave!

now you roll
...in your sleep, seasick
on your own breathing, poor old convict

...ti voltoli
nel sonno, nauseato
dal tuo stesso respiro, vecchio povero carcerato

(Anne Sexton, da A Dio dormendo, in Tutti i miei cari, 1962)

(alla frase di Montale, che chissà perché pensavo suonasse diversamente, avrei per risposta una teoria bell'e pronta... o preferite il myron ferale acceso ai tremori delle iconostasi?)
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 10/06/2004 :  00:17:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
''... Appena entrato in casa Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e a fabbricare il suo burattino... Quando ebbe trovato il nome al suo burattino, allora cominciò a lavorare a buono, e gli fece subito i capelli, poi la fronte, poi gli occhi... Poi prese il burattino e lo posò in terra...'

' Knuvum era solo nel villaggio e s'annoiava. Allora disse :'Io farò degli uomini' e subito andò nel bosco e si diresse verso l'albero di kuè; lo scosse e le noci caddero a terra. (da: Le origini dell'umanità. Pigmei del Gabon).

'P'an-Ku aveva dato origine allo splendore della natura terrestre, ma gli dei si stancarono di passeggiare da soli, perché non c'era nessuno con cui parlare. Allora la dea Nu Kua raccolse una zolla di fango e la modellò formando una nuova creatura che aveva in comune con lei solo la testa; il corpo era diverso, poiché possedeva due braccia e due gambe. Subito l'essere cominciò a muoversi e a parlare... Ne modellò altri, e quando ebbero vita, tutti insieme iniziarono a danzare. Il mondo non era più triste perché uomini e donne lo avevano popolato.' (mito cinese)

'E Dio disse : '' Facciamo l'uomo a nostra immagine'' E Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò...' Genesi I, 1-31; II 1-4)

'...Quando le gambe gli si furono sgranchite, Pinocchio cominciò a camminare da sé; finché, infilata la porta di casa, saltò nella strada e si dette a scappare...'

'...Son dunque... che cosa?/ Io metto una lente/ dinanzi al mio core,/ per farlo vedere alla gente./ Chi sono?/ Il saltimbanco dell'anima mia' (Palazzeschi)

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Generated in 0.66 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03