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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 27/08/2004 :  17:08:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La notizia é di quelle secche, magre fino all'osso da Mercoledì delle Ceneri. A Napoli, madre porta i figli (7-10-13 anni) nella zona di Vigliena per passare il pomeriggio estivo. I ragazzi, come tanti altri, non resistono al desiderio di tuffarsi nel tratto di mare pericoloso e non balneabile, mare per poveri. Li vede in difficoltà, si precipita in acqua e li salva, uno ad uno. Poi, stremata, affoga. Non é un romanzo di Dickens o Hardy e nemmeno libro Cuore. E' notizia di qualche giorno fa. La donna vive tre momenti misteriosi e prodigiosi nella sua vita : la propria nascita, la nascita di un figlio e la propria morte. Questa donna, sola, con marito in carcere, ha rinato a vita i figli. Per lei i misteri dolorosi/gloriosi si moltiplicano.
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 04/10/2004 :  23:20:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Prepariamoci al prossimo numero del c.s. disinfettando i ferri che medicano almeno un po' le curiosità ferite dalla morsa della quotidianità.
Scopro così che tale Giulio Mancini, medico papale e gran collezionista, raccontò nei suoi diari (1617/1621) le quattro 'schole' di pittura a lui contemporanee. Ed ecco spuntare nelle parole del medico la lode a La buona ventura 'a quel giovinetto, mano del Caravaggio, ... la zingaretta mostra la sua furbaria con un riso finto nel levar l'anello al giovanotto, et questo la sua semplicità et affetto di libidine verso la vaghezza della zingara che gli dà la ventura e gli leva l'anello.'

Pur senza mettersi in viaggio per Roma, Rembrandt prima, Vermeer poi, conosceranno la luce di ogni giorno di Caravaggio 'irta di materia e di dialetto pittorico', grazie a tre pittori olandesi provenienti dalla diocesi cattolica semiclandestina di Utrecht che, come i Magi, faranno ritorno in Olanda recando in dono bagliori caravaggeschi filtrati poi da finestre nordiche.

Non conoscevo il primo Saulo di Caravaggio finché il pittore non mi si é parato davanti, a Mantova, qualche domenica fa, con il suo solito ardire da lombardo rissoso. Ignara di cosa avrei veduto e grata per esserci arrivata, mi aggiravo attenta nel lungo corridoio con anfratti tra Giorgione e seguaci, Tintoretto, Tiziano, bei ritratti di El Greco. E poi, ho levato a testa e l'occhio é corso alla parete in fondo, come a cercare il non finito. Vedo un Saulo folgorato e non capisco. Mi ci vuole qualche attimo per immaginare che non sia il bel Saulo beatamente rapito della Cappella Cerasi. Quello, mi ricordo, é più giovane, ha le braccia spalancate, gli occhi chiusi davanti alla luce celeste. Mi avvicino e, pur profana, mi vien da commentare. Ecco, suo é il trascinare corpi, stracci e drappi, cappelli e scudi di gente qualsiasi -Dio, santi e angeli compresi - dentro un dipinto d'altare. Tutto suo, dell'uomo dalla vita inquieta e fine sciagurata che fece scuola senza dar lezione. Cosa c'é di meno pedante?
Certo questa prima Conversione di Paolo ( vengo a sapere dopo) dipinta su legno, rifiutata dai committenti come la Morte della Vergine, non possiede il rapimento estatico del giovane Saulo secondogenito, il cavallo é sproporzionato, Paolo non si capisce bene dove poggi e la folgorazione é meno, meno... non mi viene la parola. Il Cristo, bel fratello di sangue del Cristo della Vocazione di Matteo é come trattentuto da un angelo, come se la sua forza fosse troppo per l'uomo. Un angelo dunque a contenere l'energia e Saulo a terra con le mani sul volto abbandona per sempre spade e scudi. Non può più ferire nessuno perché a sua volta é stato ferito da Dio. Le armi si piegano sotto quel volto. Se succedesse anche oggi che le armi si sbriciolassero davanti alla forza interiore!
La domenica seguente ho ascoltato una delle Lettere a Timoteo in cui Paolo esorta alla gisutizia, pietà, fede e carità. Oggi invece una lettera ai Galati e ho ceduto qualche riserva di fronte alla sue parole sempre molto forti per me.
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 08/09/2005 :  12:09:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
perché indefinibile? un criterio, il primo che mi passa per la mente, potrebbe essere questo: ogni cosa che ti emoziona, pur non essendo espressamente diretta a te. l’artificio consisterebbe proprio in questo, nel fare di te un universale, mentre in realtà sei un particolare. Nel caso che universale e particolare coincidano, cioè che l’opera sia proprio dedicata a te, ecco che si crea un quasi berlusconiano conflitto d’interesse: non dovresti criticarla, e comunque dovresti sentirti a disagio. ogni oggetto d’arte genera a sua volta insiemi: per esempio quello dei suoi fans, degli “emozionati” (da uno a dieci, per non fare sottoinsiemi). per sineddoche, e personalmente: 1 a alberto sordi, 3 a berlioz, 8 a picasso, 10 a pushkin e couperin. l’oggetto d’arte non nasce necessariamente come tale: nelle arti “selvagge” è sempre oggetto di culto – come lo fu, agli inizi, nella nostra, del resto.
ma io a matematica e filosofia ho sempre stentato, può darsi benissimo che abbia detto cazzate.
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