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 TORTINI E MADRIGALI: il forum del compagno segreto
 Proposte per i prossimi numeri del c.s.
 riassunto delle puntate precedenti
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amministratore
Amministratore


173 Messaggi

Inserito il - 14/10/2003 :  16:57:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Riportiamo gli ultimi due post dal forum dei "pensieri del tè, ecc.":

Boboross:
"Ebbene" rispose il signor Enfield "non vedo che male potrebbe fare dirvelo.Si chiamava Hyde."
"Hmm!" fece il signor Utterson. "E che specie di uomo era?"
"Non è facile a descriversi. C'è qualcosa di non chiaro nel suo aspetto;qualcosa di sgradevole, anzi di veramente detestabile.Non avevo mai visto un uomo che mi ripugnasse tanto, e non ne so la ragione.Doveva avere qualche deformità;dava l'impressione di essere deforme, sebbene io non riesca aspecificare la cosa..."
Robert L. Stevenson: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

f.c.:
Caro Boboross, tocchi almeno per me un punto fin troppo sensibile: Stevenson - qualunque cosa ne legga - è per me la "casa": una sua pagina è qualcosa che subito riconosco e in cui immediatamente mi ritrovo confortato: è proprio la sensazione della fine, o almeno della sospensione, di un esilio: ecco, questo è narrare, questa è l'eleganza, la naturalità, la profondità leggera che mai ostenta, la musicalità della scrittura fatta tutta puramente di scrittura, che conosce la suspance, l'ironia, la morte, l'incanto: quando ancora il c.s. era un pensiero senza corpo, nell'elenco che si fantasticava dei libri da festeggiare, Stevenson veniva sempre sulla bocca tra i primi, e con più d'un titolo: "Lo strano caso" (ah, quel delizioso proemio nella prima pagina sul carattere di Utterson!), certo, ma anche "L'isola", e "Weir", e i saggi entusiasmanti sul romanzo, sul mistero del leggere (e dello scrivere!), sulla sua Scozia, sulla sua casa, e forse soprattutto "Ballantrae"!... E dunque: agli dèi piacendo, nell'anno prossimo, sarebbe bello finalmente parlare un po' di, e con, Stevenson.

[img]http://www.sc.edu/library/spcoll/britlit/rls/rls.jpg[/img]


webMATER

f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 14/10/2003 :  17:02:48  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
(...poi ci sono i numeri che si vorrebbe tanto fare, ma che richiederebbero forze troppo superiori alle nostre... nel vecchio forum una volta era stato proposto Proust... a me piacerebbe molto un Céline - Morte a credito? -, o follie come gli scritti di Leonardo, le Rime di Michelangelo o - ah, che sogno! - le Vite del Vasari... intanto, con la testa tra le nuvole, un passo alla volta, finendo naturalmente in tutte le buche, incespicando su tutti i sassi)
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Macheath
c.s. alato


94 Messaggi

Inserito il - 17/10/2003 :  18:13:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...e un numero dedicato alle collane editoriali più amate della nostra vita? Biblioteca Romantica di Giuseppe Borgese, La Civiltà Perfezionata, Sellerio, sognata da Sciascia, la Spiga Garzanti, i bizantini della Fondazione Valla, persino Il Portico Bompiani... giocare insomma ai riflessi specchiati di certa editoria, la più illuminata, che per anni, mensilmente, con una nonchalance direi impressionante ci ha lasciato cadere nel carrello della spesa migliaia di libri indispensabili... Sarà che adesso si parla molto di lavoro editoriale, sarà che sono usciti anche due cosine sul piacere di far libri a firma Calasso e Sciascia (ma anche troppi volumacci coi risvoltini raffazzonati di Vittorini per i Gettoni, il solito Calvino, Bassani editor da Feltrinelli) ...sarà, eppure ci vedo del Genio genialissimo nel riuscire a selezionare dei titoli, pochi e precisi, che poi si manifestino in inequivocabile unità di progetto... che dite?
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 20/10/2003 :  22:26:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
bellissima idea... titanica, tanto per cambiare... come "i fiori del male" proposti da boboross nel forum della sleep inertia; per entrambe: MAGARIIII!...

(magari anche nel senso che a certi autori così abnormi il c.s. può arrivare per vie un po' traverse, per libri loro non così mastodonticamente capolavorescheggianti... ché qui siamo una pattuglia di matti e non l'esercito delle guerre stellari: allora, "lo spleen di parigi" per baudelaire, il contro saint-beuve per proust, ecc....
intanto, per consolarci con l'idea che in fondo tutto è possibile, andate a vedere, se non l'avete già fatto, il grande sito su proust apprestato da una persona sola animata da passione e intelligenza:

http://www.marcelproust.it


[img]http://www.marcelproust.it/proust/foto.gif[/img]
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Markel
c.s. acquatico


53 Messaggi

Inserito il - 12/03/2004 :  17:38:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E se un numero del c. s. venisse dedicato...che so, al noir (o thriller o giallo, come dir si voglia). La proposta non deriva dal fatto che il genere incontri i miei gusti (tutt'altro direi), ma perchè ultimamente leggo (e sento) sempre più spesso che gli autori che vi si dedicano sono dei "grandi" dei "titani" addirittura dei "geni", gente che ha idee e che sa davvero scrivere, mica come il su citato francese che magari impiegava pagine e pagine solo per descrivere una tavola imbandita.
Mi trovo sempre più disorientato...
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Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 12/03/2004 :  19:12:59  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Non sono intelligente"!

[img]http://www.trussel.com/maig/m.gif[/img][img]http://www.trussel.com/maig/m.gif[/img][img]http://www.trussel.com/maig/m.gif[/img][img]http://www.trussel.com/maig/m.gif[/img][img][img]http://www.trussel.com/maig/m.gif[/img]

Ora, Markel diletto, non credere di sfuggirci... l'appuntato mette tutto a verbale, ed è così zelante... quel che hai osato proferire su Proust presto o tardi t'offrirà il giubilo d'una pena inenarrabile... ehehehe (do you remember Charlus?) ...concedimi nel frattempo una domanda: stai forse pensando ai giudizi portentosi sull'opera di Simenon?

... mi riferisco -tanto per dirne una- al Gide della corrispondenza: tutte quelle moine e mosette svenevoli "e i sali, presto portate i sali!", del tipo: "Sono stravolto. Sono romanzi perfetti. E passate per uno scrittore popolare!" , cui Sim rispondeva opportunamente:

"Maestro, quello che dite è terribile" [...] "Non sono intelligente!"

(...epperò anche confessando -siamo nel '39- che, lungi dalla volontà di dissiparsi, quei "libri semiletterari" li vomitava semplicemente per uso interno, formazione, sorta di ginnasio preparatorio, onde poter un giorno - a quarant'anni?- debitamente accostarsi al Romanzo, il Vero, l'Autentico... che birba menzognera!)
baci e abbracci
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lorenzo
nuovo c.s.


8 Messaggi

Inserito il - 12/07/2004 :  20:46:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Io essendo amante del cinema vorrei che in questa rivista raccoglieste una forma di piccoli sceneggiati da cui il mio socio, f.c. , ed io potremmo poi ricavarne cortometraggi!
Ci sono molte novelle a cui fare riferimento per cortometraggi!
Purtroppo io non sono un grande lettore e nella mia vile umiltà chiedo questa utopia!
Cordiali saluti A
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 26/07/2004 :  16:40:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Lorenzo, sono una lettrice del compagnosegreto e mi piacerebbe capire meglio cosa intendi con sceneggiati. Mi aiuti a capire meglio? Sento che la proposta é originale e interessante. Mi aiuti a capire di più la tua proposta?
Grazie
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lorenzo
nuovo c.s.


8 Messaggi

Inserito il - 29/07/2004 :  15:54:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Molte volte penso questo: Si potrebbe fare un film mentre leggo qualcosa! Essendo che io non sono un grande lettore, non ho molti soggetti!Visto che ho la possibilità di fare cortometraggi ho solo chiesto uno spunto da delle persone colte quanto i scrittori almeno aderenti a questi forum!
Di conseguenza sarei grato a coloro che mi offrono lo spunto per i miei prossimi film!
(Sceneggiati sono dei film scritti)
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 25/09/2004 :  11:40:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
sono contenta perché oggi un'amica silenziosamente stimata, mi ha detto, sottovoce, di sfuggita, in sala professori, che si é iscritta al compagno segreto.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 01/03/2005 :  10:35:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per un c.s. Touring Club


Dunque: il prossimo numero sarà su un "piccolo" libro di Valéry (ultime parole famose: dopo la sfacchinata enciclopedica sui medici, "facciamo una cosa piccola!": ma Valéry non è mai piccolo, e l'infinito in letteratura è un venticello che spiffera da tutte le sillabe). - Poi, sempre se ce la faremo, ci dovrebbe essere una sorpresa per il n. 11...

Dal n. 12 in poi invece si è liberi di fantasticare.

[img]http://www.umfulana.de/de/tmpl/images/goehte.jpg[/img][img]http://www.acorpe.com/78f5a910.jpg[/img]


E da un po' una delle idee dominanti suggerirebbe un numero-suicidio (e cioè abnorme, incompibile, uno stuzzicadente nello sconfinato: tipo il Don Giovanni, o i quattro scrittori medici) sui Viaggi in Italia. Quest'anno Einaudi ha ripubblicato quello di Ceronetti (che del resto pellegrina di qua e di là quasi sempre e quasi in tutti i libri), Adelphi ha da pochissimo messo in giro il Manganelli della Favola pitagorica, su cui da qualche parte di questo forum ormai labirintico, c'è un post molto bello di Topsy (o di Tamer?)...

...io stavo leggendo qualche libretto (bellissimi!) di Zolla... e poi ci sarebbe, già solo restando tra gli italiani e nella seconda metà del Ventesimo, un bel po' di roba stuzzicante da morire (Gadda, Arbasino, Piovene, Parise...). Ovvio, del resto, che un po' tutti gli scrittori in Lingua del Sì abbiano detto la loro sul bislacco Belpaese: ché fare i reporter di colore è (o era?) un modo consueto per le belle penne di guadagnarsi il pane...

...buttandola sul culturale: sarebbe anche un modo per ripensare (ruminare?) l'Italia (dico io che sono livoroso: questo equivoco linguistico).

E alle spalle, certo, angeli imbarazzanti per eccesso di sovrastamento, i sublimi viaggiatori del Grand Tour... e Dante, e D'Annunzio?

Già si annuncia, evidente, un disastro.

(e poi c'è il nostro forum sulle città letterarie...).

ah, fosse facile fare come pensare (perché il problema, tante volte, non è l'ispirazione, ma la forza)...
]
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 02/03/2005 :  15:19:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Scrive Effecì: e alle spalle, certo, angeli imbarazzanti per eccesso di sovrastamento, i sublimi viaggiatori del Grand Tour... e Dante, e D'Annunzio?

...certo, tutta questa messe di reportages&badinages sull'Itaglia nostra, percorsa in lungo e largo da pennini fini e non da molto tempo (pure assai intensamente, almeno pel fine ultimo di spiegarne certa naturale coazione al Ridicolo che ne domina il costume)
...epperò, tutto quel cumulo di considerazioni e irritazioni attualissime in fondo in fondo a me non preoccupa affatto. E mi permetto di dirlo da improvvisato e ipotetico redattore (nient'allarme, non lo sono!). Non dunque quale assiduo lettore.
... e semplicemente perché la sovraimpressione continua e vulcanica di mille caratteri infiammati sul corpo morto dell'Italietta nostra, orfana persino d'un blando benché, ai miei occhi di colpo la libera d'ogni possibile riconoscibilità, e dunque di qualsivoglia aspettativa. Si ritorna alle terre vergini che non ci sono più, come su effetto di lavacro nella lava. E per nulla wasted, quindi: era ora.

[img]http://www.questotrentino.it/2005/01/zanella1.jpg[/img]


Pensateci: è come se, avendone scritto tutti di tutto, e a non finire, oggi si possa davvero ricominciare daccapo; e senza lasciti strascichi o pergiudizi nel genoma. Accolti semmai dall'Ospite Stivaluta tra Silenzio e Vuoto, miracolosamente. Come Poussin addentrandosi nella campagna romana che prima di lui aveva nemmeno il nome. Come dire: non esisteva. E tutto ciò perché quel Troppo, a furia di addensarsi, è riuscito nell'inimmaginabile impresa di svuotare la famosa tazza di tè del giovane zen, nonostante le mille e mille e mille caraffe bolenti gettateci dentro: ah però!

[img]http://it.photography-now.com/pn/Bilder/Bildmarken/klein/T00801.jpg[/img] [img]http://it.photography-now.com/pn/Bilder/Bildmarken/klein/T00801.jpg[/img] [img]http://it.photography-now.com/pn/Bilder/Bildmarken/klein/T00801.jpg[/img]


Per noi dunque, tutto un tornar giovani, addirittura bambini davanti a fenomeni sconosciuti, difficili da associare a , confrontare con. E senza alcun immaginario coatto issato sullo scranno, a due passi, lì, col solito fare minaccioso da Divulgazione Totalizzante. Italia ignota.

[img]http://www.fotochepassione.com/Jodice2rid.jpg[/img]


Si provi a selezionarli così, i viaggiatori passati -giacché un numero di quel patch work ha da esser fatto: quelli che l'autobiografia e il luogo comune se lo son portati appresso, nel solito tascapane della nonna, e quelli che invece l'Italia la pedinarono come tuareg al Polo: primigeniamente. Forse è il solo modo per scoprire cosa abitiamo.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 03/03/2005 :  13:42:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Abbruttirsi in Abruzzo


[img]http://www.montecelio.net/montecelio/lacordata_file/image015.jpg[/img]


tamer scrive: ... e semplicemente perché la sovraimpressione continua e vulcanica di mille caratteri infiammati sul corpo morto dell'Italietta nostra, orfana persino d'un blando benché...

caro tamer!... in questi tempi tenacemente invernali e influenzali, leggerti è stato un soprassalto nel pensiero: il quale, come dicono i filosofi, dà come sensazione una scossa a mezzo tra dolore e piacere: ecco, proprio quella, e insomma, un risveglio!

[img]http://www.montecelio.net/montecelio/lacordata_file/image009.jpg[/img]


se ho capito un po', un esempio di quanto scrivi potrebbero essere i capitoli abruzzesi de La favola pitagorica di Manganelli (che poi sono la parte del libro che ho amato di più).

Dove il "letterario" abruzzese - Silone e poi D'Annunzio - vien subito lasciato in un canto, come una zavorra in fondo semplice, per cominciare solo da lì il vero viaggio in una terra che è un assoluto di silenzio, rocciosità, vento, e inverno, anche lì, tenace: una specie di ispida Islanda in mezzo all'Italia!...

(Valéry dice che per raccontare davvero qualcosa, bisogna sempre vederlo come un qualcosa di informe, che viene via via descritto da un primo sguardo che non ha appigli nella pigrizia del già detto, nelle certezze del convenzionale, nelle superstizioni della tradizione... questa idea d'un'attenzione senza appoggio nel già detto e nel già visto spiegherebbe magari un po' il fastidio del Manga per Firenze, che è invece satura e vetusta, culturale intollerabilmente, satura di pedagogia e dunque inabitabile...

Da prendere come campione di tutto ciò che non si deve fare, secondo questa etica, sarebbe invece il viaggiar per l'Italia alla Ortis, il quale - vizio nefasto dalle conseguenze secolari - scambiò il Paese per un libro, e quindi tutt'un Parini a Milano e Dante a Firenze e Petrarca dappertutto... l'Ortis esclamativo, se fosse diventato adulto e vecchio, si sarebbe fatto letterato, e cioè un professore demagogo e dunque pericoloso. Avrebbe allora portato risorgimentali scolaresche nella Firenze dei capolavori. - Forse proprio quest'onesto terrore per un futuro così irreparabilmente deamicisiano avrà armato la mano plutarchiana nel momento del destino? L'idea ci fa quasi rivalutare l'Ortis.

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Macheath
c.s. alato


94 Messaggi

Inserito il - 03/03/2005 :  17:13:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
valerizza effecì: un qualcosa di informe, che viene via via descritto da un primo sguardo che non ha appigli nella pigrizia del già detto, nelle certezze del convenzionale, nelle superstizioni della tradizione...

(mi intrometto anch'io, e col tè delle cinque offro una frittellina azzima -siamo in quaresima- ma assai manganella. Che magari all'apparenza parrebbe contraddire il vizio nefasto dalle conseguenze secolari di cui brillantemente sopra. E invece no.)

"...a proposito di viaggi avevo formulato l'ipotesi di un nuovo genere letterario, che io chiamerei critica geografica o geocritica, e che consisterebbe, per l'appunto, nel trattare un luogo alla stessa maniera con cui trattiamo sostanzialmente un libro. Cioè come sistema di simboli che agisce su di noi, e che noi possiamo, nel caso di uan visita frettolosa recensire, nel caso di un soggiorno più paziente ricostruire come una critica vera e propria."
(Giorgio Manganelli, da La penombra mentale)

Critica, dunque. Smontaggio del Sistema Luogo. Ma sia chiaro: tra gli strumenti consentiti, va da sé, subito vietato l'uso del Baedeker delle emozioni altrui. Altrimenti: non s'è nemmeno partiti che già siamo in piena sindrome Pietro Cossa, con i bagagli stracolmi di targhe, lapidi, epigrafi, nonché piatti del buon ricordo, alla maniera di "qui XXX riposò le stanche membra..." O "lì vide l'alba il primo dentino di YYY..."

Stop alle pezze d'appoggio seriali. Per l'Italia tabula rasa. Si torni finalmente a passeggiare in libertà sotto le fornici del Colosseo, senza per questo dover incespicare ogni due passi nei paragrafi del Daisy Miller jamesiano... Che se poi, putacasomai sfortuna birichina ci privasse della nostra copia, chissà come dimenticata nella camera senza vista dell'hotel... allora sì che me li gusterei, i viaggiatori letterati... senza più il copione tra le mani (tra l'altro con tutti gli attacchi giusti e gli ah e oh di disincanto, anche direttamente in romanesco...) senza più copione, faccia a faccia con una congerie feroce di simboli aurorali... altro che lost in translation... (ovviamente sto parlando di me)

Se non la realtà, di Landolfi, e La Lente Oscura, della Ortese: due libri da tenere a mente.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 04/03/2005 :  10:56:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Libri liberi da libri


Macheath suggerisce libri che aiutino a dimenticare altri libri. Essenziale distinzione.

Ci sono libri che s'accumulano e gonfiano di cultura e sapienza, e "rettorica" (Michelstaedter), e libri francescani che spogliano - meglio se in pubbliche piazze! - di quel che si sa e si crede di sapere.

Libri per essere non più nani su spalle di giganti, ma nani: punto.


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topsy
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 11/03/2005 :  13:38:33  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
(...per puro caso mi son trovata avvinghiata alle pagine del Daisy Miller - editio critica (?)- mentre ne chiacchierava Macheath. Non posso quindi fare a meno di riportare il passaggio citato, che volendo - strattonando un po' l'estensione dei significati, una volta siano stati opportunamnete saltati in padella metaforica - potrebbe adattarsi al tono dei messaggi precedenti, ovverosia: attenzione alle malarie ultraletterarie!)

[img]http://cache.corbis.com/CorbisImage/thumb/14/32/34/14323478/CN00002179.jpg[/img] [img]http://cache.corbis.com/CorbisImage/thumb/14/57/43/14574360/BBA-F-004725-0000.jpg[/img]


Rincasando dalla villa, alle undici di sera, si avvicinò alla massa circolare e buia del Colosseo, e la sua sensibilità romantica non ebbe difficoltà a suggerirgli che l'interno, in un'atmosfera simile, valeva una sosta. Si volse di lato e poi passò sotto uno degli archi vuoti... [...] poi attraversò le ombre cavernose della grande struttura ed emerse nella chiara e silenziosa arena. Il posto non gli era mai parso così suggestivo. Una metà del gigantesco circo era immersa nell'ombra fitta, mentre l'altra giaceva in una luminosa luce crepuscolare. Mentra stava lì, cominciava a mormorare i famosi versi di Byron tratti dal Manfredi ma, prima di aver finito la citazione, si ricordò che le meditazioni notturne in quei paraggi erano sì il frutto di una ricca cultura letteraria, ma erano allo stesso tempo deprecate dalla scienza medica.
(Henry Maria James, Daisy Miller, capitolo IV)
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Generated in 0.2 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03