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 TORTINI E MADRIGALI: il forum del compagno segreto
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 04/01/2006 :  08:48:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
quasi quasi meglio del faimosul haiduc


molto ma molto sorpreso... leggevo dei versacchiotti di Sorescu proprio qualche giorno fa, nell'attesa del natale ortodosso, sfogliando rapido rapido il numero 200 di Poesia; sai la rivista dei Crocetti... ecco, ricordavo soprattutto quella volta che a Bologna non riuscii ad andare, accidenti a me: c'era la messa in scena di Iona - uno dei tre sportelli di quella sontuosissima pala d'altare che è La sete del monte di sale, la sua trilogia spirituale: in Francia è notissima; la trovi persino nei tascabili ...tu pensa la coincidenza... gli saranno fischiate le orecie, al Sorescu, nel paradiso dei letterati politici dove fa il busto di gesso, ora...

(...certo è incredibile che i soli nomi romeni che si sentano con frequenza siano sempre e solo quelli dell'emigrazione francese: Brancusi, Ionesco, Eliade, Cioran, Giovanni Couliano... spiegabile, ovvio; pure incredibile, visto l'immaginario lussureggiante di situazioni, storie e stati d'animo a disposizione in quella lingua... nondimeno, da noi, anche le case editrici come dire "specializzate" continuano a presentare di rado qualche scrittore, vedi Mircea Cartarescu per Voland, traducendolo dal francese! ...un po' come i russi delle mitiche edizioni Barion... bah!)

(ne Gli ebrei hanno sei dita, di Anna Colombo, si raccontano storie meravigliose di traduzioni e immersioni nella cultura letteraria romena: l'ha pubblicato Feltrinelli - è in libreria: che fate siete ancora lì? correre, su...)
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tiziana
c.s. terrestre


24 Messaggi

Inserito il - 04/01/2006 :  16:25:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
In effetti, la poesia di Sorescu che ho trascritto è tratta da Marin Sorescu, Poesie - Poezii - Poems con traduzione dal romeno (o dal rumeno?) di Marco Cugno, Chieri (Torino), Arti Grafiche Giacone, che non credo proprio sia una "grossa" casa editrice.

Leggere poesie

Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie.

Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie.

Erich Fried


Anche questa poesia mi viene sempre dalla stessa fonte, it.cultura.libri. Ho fatto una ricerca e ho trovato "E' quel che è. Poesie d'amore di paura di collera" di Fried Erich, Einaudi 1988, però non so se la poesia è tratta da questo libro, o meno. Non so neanche in che lingua scriva, Fried, nè di che nazionalità sia. Conosci? E conosci Helle Busacca? Intanto grazie per le altre indicazioni di lettura.
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Macheath
c.s. alato


94 Messaggi

Inserito il - 05/01/2006 :  16:47:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...ah Helle Busacca, come no: sicula, quindi benissimo - peccato poi così ermetizzata negli anni fiorentini... non so l'ospodar, a me l'ha fatta conoscere quella picciotta di Polly Peachum, weilliana pure lei (che fine avrà fatto, chissà...); e proprio con una briciola preziosa compagna e segreta. Eccola - però prima un haiku alle sarde:

http://www.compagnosegreto.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=8&whichpage=3


Sporgenze sopra
precipizio e baratro
e via fuggirne.

(Helle Busacca, Il disincanto)


(Fried scriveva in tedesco - Leggere poesie è contenuta in Cento poesie senza patria, una raccolta del 1978)
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tiziana
c.s. terrestre


24 Messaggi

Inserito il - 05/01/2006 :  22:39:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Già, e anche otzi che citava Brel - Jacques Brel di "quand on n'a que l'amour", di "ne me quitte pas" cantata da Nina Simone - sembra assente.
Conosci Brel? devi.
Tu mi hai sorpreso con quella storia di Cardarelli che va nei postriboli (veh 'sti poeti, dico).
Ho letto adesso sulla Garzantina Letteratura la trama dell'Opera da tre soldi. Polly Peachum sarebbe tua moglie, e invece è sparita... Speriamo si rifaccia viva. Purtroppo io mastico solo un pochino di inglese, per cui anche se l'Opera da tre soldi l'ho sentita moltissime volte, la trama non la conoscevo. Ho anche Cathy Berberian, moglie di Luciano Berio e ottima interprete, che canta qualcosa di Weill. Canta in inglese, armeno, azerbaigiano, francese, italiano, ma tedesco no, a quanto pare - "the song of sexual slavery" è in inglese. Il Weill del periodo americano di cui mi parli nell'altro post - "One touch of Venus" - non lo conosco.
Vabbè, qua si parlava di letteratura e di poesia, non di musica, ho divagato.
Insomma anche Fried non è proprio recentissimo, eppure non l'avevo mai sentito nominare: le mie conoscenze poetiche sono alquanto lacunose.
Infine, ho scoperto adesso che non ci sarà nessun dodicesimo numero del compagno segreto, a quanto pare: peccato, mi dispiace (e io che discutevo...)
Ciao
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 07/01/2006 :  13:16:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Battezzare una nazione con la croce è un conto, ma portare la croce dev'essere una cosa
già ben diversa

... a proposito di Josif Brodskij e chiese rase al suolo - quel bel post di Tiziana un po' più su - torna in mente il CB ineludibile che andava in tivvù a spiegare i quattro modi di morire in versi: ricordate? il nipote torna al paese natale dopo la rivoluzione - tutto è ormai cambiato: persino la sorellina ora apre il panciuto capitale di marx e lo "mette con le spalle al muro". Il vecchio nonno, "già novanta ne conto/ m'attende la bara", si lamenta che il commissario abbia sequestrato tutte le croci

...han tolto le icone dal palchetto - non c'è più nemmeno dove pregare iddio - vado nel bosco, prego le trenule - forse potrà servire


...e ripensando questo Blok stupendamente tradotto da Ripellino - ripercorro il mio ultimo viaggio in Olanda - prima dei Pym Fortuyn e Theo Van Gogh - lo ripercorro, mettendo insieme certi dati annotati a uso interno, come per far chiarezza nell'albergo della mia Distanza... Dalla caduta del Muro metà degli olandesi ha deciso che le chiese basta, qualunque fossero, basta basta basta: disertare la confessione, la tradizione di appartenenza: pensiero libero, allez hop! niente più candele accese, energia eolica... gli anni novanta raccontano quindi, ovviamente , di più di cento chiese demolite: mancando i fedeli, l'esprit de geometrie imponeva - ci mancherebbe pure, Monsieur Cogito - di riadattare gli spazi a più consoni usi - e allora vai con le discoteche, i ritrovi giovanili, le fabbrichette... o perché no, le madrase - con annesse sale di preghiera; come nel caso di S. Vincentius, in Amsterdam: la ricordo inaccessibile, non più di cinque anni fa, inaccessibile e all'ombra della mezzaluna: totalmente trasformata rispetto alle microfotografie delle guide; quindi in me parecchio scorno per tutti i racconti delle aste di candelabri, santini e organi che seguirono alla decisione di cederla... e anche una certa dose di scandalo da neocrociato - ero giovinetto e non ci si era ancora sciroppati i libri di Hans Kueng e tutte le teorie di fratellanze abramitiche e compagnia bella...

[img]http://www.studiokoning.nl/kl_Moskee_Nour_bellamystraat_int.jpg[/img] [img]http://www.studiokoning.nl/kl_st_vincentius_van_lennepkade_22-3-1989.jpg[/img]
(Moschea Nour - St. Vincentius 1989)


...eccomunque, a quei tempi, mille richieste di cambio di destinazione d'uso un po' in tutte le ripartizioni urbanistiche del paese: a Eindhoven chiese trasformate in pub e piscine di quartiere, con tanto di ironici riferimenti alle fonti battesimali... ancora in Amsterdam, il Seminatore, la più austera delle chiese protestanti, adattata a moschea: al-Fatih = il Conquistatore - proprio come nella benedizione al-fátihi lima úghliqa: a colui che ha aperto ciò che era chiuso...

[img]http://www.artnet.de/Images/magazine/reviews/hafner/hafner07-13-05-6s.jpg[/img]
Al-Fatih Moskee, già Seminatore - Amsterdam


...ad Harlem la sede dei Domenicani demolita, quindi i pochi monaci rimasti, tricentenari, trasferiti nell'ospizio di Nimega, anch'esso già Monastero dell'ordine, ora casa di cura privata: giusto uno scambio di insegne, insomma. E sempre a Nimega, la Mansion Maria-Louise al 4 Eversweg - già convento delle sorelle e figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore - venduto all'asta nel 2003 - oggi garage: 80 posti auto.
(http://www.noviomagus.nl/Monumenten/monument_0028a.html)

...per non dire delle biblioteche dismesse, smembrate: i libri del Monastero dell’Assunzione di Louisaweg - 40 mila volumi- al tre per due - se non al chilo, in piazza... La stessa Katholieke Universiteit -Nimega- rinominata Radboud University...

... un solo spunto ironico - davvero ironico: i muslim de L’Aja erano in cerca di una sede; la città pareva resistere, roccaforte d'un pensiero insospettabilmente rigido, e altro che libero mercato! la ricerca andò avanti per mesi: pareva fossero disponibili solo ex magazzini... alla fine si fece avanti nientemeno che la comunità ebraica: fu ceduta una sinagoga per un prezzo terribilmente sostenuto: il rabbino capò si fregò le mani - e a somma giustificazione del fatto (chi compra non vende mai) si disse che di lì -onta delle onte- era passato quello spergiuro di Spinoza... senonché la Sinagoga pare risalisse al XVIII secolo...

per chi voglia sapere come e dove sono le moschee dei Paesei Bassi: http://www.architectuurhaarlem.nl/moskeeen/nederland/nederland.html#[/center]
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tiziana
c.s. terrestre


24 Messaggi

Inserito il - 12/01/2006 :  13:46:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato in rete la rivista Poesia dei Crocetti, grazie ospodar.
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amministratore
Amministratore


173 Messaggi

Inserito il - 12/04/2006 :  11:49:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il numero 12

Il compagno segreto, questo spergiuro, sta per tornare.
Stiamo preparando il numero 12.
Sarà su un po' di

Amleti

chicchere e chiacchiere tra
Lubitsch, Laforgue, Cecov, Manganelli,
Totò, Bene, Brooks, Nietzsche, Gadda,
Manganelli, Wilde, ecc. ecc....
eccccerto W.S., l'infinito.

Tutto pronto più o meno per l'estate.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 14/04/2006 :  14:49:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Regola aurea

[img]http://www.horschamp.qc.ca/images/photos/buster2.jpg[/img]

"E quelli che fan le parti del clown, badate che non dicano più di quanto è scritto per loro..."
(Amleto, Atto III, sc. 2)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 16/04/2006 :  11:59:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Amor e il cor gentil sono una posa

[img]http://www.aboutfilm.com/features/eternalsunshine/hamlet.jpeg[/img]


LAERTE a OFELIA: "Forse, adesso, ti ama, e non ci sono sozzure o furbizie a insudiciare la sua intenzione onesta. Ma sta attenta, dato il suo rango, egli non ha volontà. È soggetto lui stesso alla sua nascita, e non può far da sé, come la gente senza valore: dal suo fare scende la salute di tutto questo regno e perciò la sua scelta è assoggettata alla voce e al consenso di quel corpo di cui è il capo. Dunque, se ti dice che ti ama, credilo, saggiamente, fino al punto in cui, dato l'ufficio e il rango, può rendere fatto il detto; cioè, non oltre l'assenso di ogni voce in Danimarca."
(Amleto, Atto I, sc. 3)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 17/04/2006 :  12:24:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il popolo insensato

[img]http://www.vatsaas.org/rtv/cinema/3d.jpg[/img]


"È ben pericoloso che costui vada libero! Ma gravargli addosso con la legge, non possiamo: il popolo lo ama, il popolo insensato che non sceglie col senno ma con gli occhi..."
(Amleto, Atto V, sc. 1)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 18/04/2006 :  14:00:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Face on/off

[img]http://www.jorgelewinski.com/images/bacon200.jpg[/img]


"...Spesso, lo sappiamo benissimo, siamo riprovevoli in questo: una faccia devota, qualche posa da gabbasanti, e il diavolo stesso è inzuccherato."

"...La faccia della puttana sotto i suoi impiastri rispetto ai colori che l'abbelliscono non è più orrida delle mie azioni rispetto alle mie parole false. Oh quanto mi pesa!"

(Amleto, Atto III, sc. 1)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 19/04/2006 :  09:17:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E io ci


"Se Shakespeare e i suoi imitatori ci hanno a poco a poco insinuato il concetto dell'arte per l'arte, con l'arte da una parte e la vita dall'altra, potevamo restar legati a questo concetto pigro e inefficace finché la vita esterna era salda. Ma è evidente ora da troppi indizi che tutto ciò che ci faceva vivere non regge più, che siamo tutti pazzi, disperati, malati. E io ci invito a reagire."
(A. ARTAUD, Basta con i capolavori, 1938)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 20/04/2006 :  13:08:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Viaggi di Stato

[img]http://www.metroactive.com/papers/metro/01.23.97/gifs/hamlet1-9704.jpg[/img]


RE: Allora, Amleto, dov'è Polonio?
AMLETO: A cena.
RE: A cena? Dove?
AMLETO: Non dove mangia ma dove è mangiato. Un'assemblea di vermi politici è alle prese con lui. Il verme è l'unico che più ci guadagna in una dieta: noi ingrassiamo ogni altra creatura per ingrassarci, e c'ingrassiamo per i vermi. Un re grasso e un pezzente magro non sono altro che un menù variato - due piatti a una tavola sola. Ed è tutto.
Ahimè, ahimè.
AMLETO: Uno può pescare col verme che ha pappato un re, e papparsi il pesce che ha pappato il verme.
RE: Che vuoi dire con questo?
AMLETO: Niente, solo mostrarvi che un re può fare un viaggio di stato per le budella d'un pezzente.
(Amleto, atto IV, sc. 3)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 22/04/2006 :  09:42:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Parole parole parole

[img]http://www.krusch.com/kubrick/eyedrops.gif[/img]

"Il pubblico teatrale viene colpito da quello che vede ben più che da quello che sente"
(O. WILDE, Shakespeare e la scenografia)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 08/05/2006 :  11:11:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tradurre, di Grazia



In un forum più amoroso di questo ("schermaglie d'amore", http://www.compagnosegreto.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=147&whichpage=2), qualche giorno fa, fiornando , rispondendo a boboross lettore del Giulio Cesare di Shakespeare, ha scritto: "mestiere palloso, ingrato, quello del traduttore: d'ogni scelta si dovrebbe annotare il perché, quasi a giustificarsi.

Da noi a Filosofia, questi viaggi a ritroso lungo le staffette delle parole erano (e sono) consueti. Se poi si lavorava su Heidegger!...

...una storia delle parole che, dal presente in giù, fino ai presocratici, è un viaggio dall'opaco verso lampi di luce perdutissimi eppure essenziali assolutamente. Uno dei casi eclatanti era la storia della parola Verità, che è latina, e l'abissale differenza tra lei e la parola greca che, traducendo, tradiva (aletheia). Letture e lezioni (specie di Rovatti) elettrizzanti.
Per noi anarcoidi rigorosi, una goduria: che bello, anche qui le parole non erano neutre.

Intanto, magari, si leggeva di psicoanalisi, o Benjamin, e si adorava Manganelli e Leopardi... tutte armi per amare con livore meno ingenuo le parole, queste botole, queste bettole, queste pantegane.

Tornavano a risvegliarsi cose studiate più indietro di filologia: cosa vuol dire "grazia" per san Paolo, e per un poeta cortese, e nel Libro del Cortigiano?... e virtù? e amore? e anima? e Io, il pronome vietato fino a sant'Agostino?...

Poiché la slambricciata biblioteca che sta nel libercolo della nostra memoria è il luogo in cui i libri diventano tutti contemporanei, oggi leggi "grazia" e tutti gli echi dei significati che sai e che non sai, che controlli e che ti sfuggono, agiscono attraverso te e la parola, fanno di questa coppia instabile il loro quantistico e tirannico campo di forza.

Quasi tutto il caos di eventi che sono passati attraverso la parola, quella parola che per labirinti di miliardi di bocche è arrivata fin qua, è inconscio, naturalmente. 'Naturalmente' proprio nel senso che deve essere una legge di natura, questo infinito oblio della lunga sorte di ogni parola possibile. - Solo perché tutto il gran buco nero che abita ogni parola (che è vero ma che non ci serve) ci è inconscio, possiamo azzardare una parola qua e là. Dirla, una parola, si può solo senza pensarla. Se ci pensassimo (Valéry) ci sprofonderemmo.

"Il significato è un sasso in bocca al significante" (Lacan). La parola "grazia" dura infinitamente più a lungo di tutti i significati che vi sono transitati. Nello stesso significante coabitano ventagli di significati capaci di arrivare all'antitesi. E ora mi sto limitando a tradurre dall'italiano all'italiano, e solo diacronicamente, quando anche limitandoci a questa fogliolina di tempo presente, le 11.oo dell'8 maggio 2006, come io dico "grazia" o come lo dicono su Canale 5 o come lo dice il cardinale Ruini è facile supporre che corrispondono a significati diversi, e tra loro - fino al reciproco rancore - perfino incomprensibili.
Così è anche se non ci pare.

Pare: "...tanto onesta pare la donna mia..." - qui vuol dire non sembrare ma essere in assoluta trionfale evidenza, apparire come può solo un dio a un profeta, più di quanto potrebbe qualunque uomo. Dato lo slang attuale, bisognerebbe tradurre "pare" nel suo contrario: in qualcosa che significhi "è luminosamente evidente". Ma questo sarebbe catastrofico, come sempre le odiose mortifere parafrasi. Se leggi Dante, devi tradurre il tuo "pare" in quel "pare" lì. Devi tradurre te nel testo. Almeno quanto si può. Il testo potrebbe a sua volta essere generoso. Da ciò l'ibrido instabile, l'OGM mutante che è lo gnuommero della "tua" (?) traduzione nel testo, & della sua in te.

Anni fa, quando scrivevo recesioni per "Pickwick", chiesi di occuparmi dell'ultima versione del Qoèlet di Ceronetti (Adelphi). Per Ceronetti Qoèlet è un destino: l'ha tradotto sempre e, se non ricordo male, le versioni date alla stampa in un trentennio sono state cinque. A leggerle di fila e a confrontarle, c'è da farsi venire i brividi. E' roba scritta col sangue e lo sperma. Non c'è nessun Santo Graal alla fine. Né si può dire che l'ultima versione sia meglio delle altre. Queste sono cose che non si finiscono, che solo ogni tanto s'interrompono.

Il koan della traduzione di parole senza fine è appunto un koan. Non lo si risolve, lo si abita. Si passa da una soluzione all'altra, e dunque da un problema all'altro. Traducendo Brecht, di Fortini, finisce - che ottimismo - con un verso che dice più o meno così: nulla è sicuro, ma scrivi.
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Generated in 0.16 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03