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Dario
c.s. terrestre


33 Messaggi

Inserito il - 09/09/2004 :  13:46:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tolstoj è come l' insalata ... un po' amarognolo , ma puoi mangiarne in quantità senza ingrassare .
Devo ammettere che mi ha appesantito molto di più Dostoevskji .
Consiglio di accompagnarlo ad un autore brodino - un KUNDERA ad esempio ...
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Markel
c.s. acquatico


53 Messaggi

Inserito il - 09/09/2004 :  16:21:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Bello il Kundera brodino. Dostoevskij pesante?! ERESIA!! VANEGGIAMENTO!! (anche se bisogna ammettere che certe sue pagine non sono proprio delle piume).
Qualche proposta culinaria:
Jonathan Coe, caso strano perché ipocalorico e saporito
Proust, una sorta di maiale porchettato farcito di lardo e nutella, decisamente ipercalorico
James, come mangiare un quintale di yogurt magro, non sai se ti fa ingrassare o no
Dumas (padre), indubbiamente ipocalorico, nonostante le quantità spropositate

E Flaubert? Non riesco a decidere se inserire Flaubert fra gli autori dietetici o fra quelli calorici. Certe sue pagine mi fanno percepire la fatica di scrivere come una specie di fatica di digerire.
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Dario
c.s. terrestre


33 Messaggi

Inserito il - 10/09/2004 :  06:51:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Caro Markel ,
il mio rapporto con Dostoevskij si è compromesso proprio a causa di Proust : mi sono rimpinzato con il "petit Marcel" prima di affrontare la lettura di "Delitto e castigo" ... e il mio cervello , come una sorta di intestino della psiche, ha patito le conseguenze di una indigestione mentale .

Certi accostamenti del menù letterario si pagano a caro prezzo ...

James è esattamente come dici tu : e forse non c'è definizione migliore
Eppure Flaubert , più che a una concreta pietanza , lo accosterei ad una bevanda ... o , perchè no ? ... magari a una tazza di caffè!


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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 12/09/2004 :  21:37:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Causa lunga assenza dal forum, non riesco proprio ad entrare in sintonia con queste vs. meditazioni...
Potreste spiegarvi meglio ?
( P.S.: l'unico paragone culinario con opere letterarie che mi è capitato di fare negli anni riguarda proprio Kundera. Mi ricordo di aver sempre definito L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA etc. come un dolce perfetto che, nel gustarlo, ti sembra sublime, inarrivabile e che, però, alla lunga, ti appare troppo elaborato. Un dolce, quindi, che eviterai sempre di gustare ancora una volta. E, infatti, non mi riesce, di rileggere quell'opera, nonostante i propositi.
La sensazione di una maestria inarrivabile e tuttavia con un che di artificioso l'ho ritrovata rileggendo un'altra opera di Kundera, più recente: L'IGNORANZA.
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Dario
c.s. terrestre


33 Messaggi

Inserito il - 14/09/2004 :  08:26:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma certo , caro Boboross !

Un criterio per definire le differenze tra i più svariati autori puo' essere fornito dalla distinzione tra autori "magri" o "grassi" formulata - con tutta la precisione e l'utilità di un principio medico-chirurgico - da Tomasi di Lampedusa : ti consiglio di leggerlo , qualche messaggio più indietro , inserito dalla nostra Gabrilù .

A volte , tuttavia , un eccesso di grassi rende più calorico e pesante un libro , e per aiutare la lettura è utile assumere autori-digestivi ... tra i quali io sceglierei Kundera , un autore-brodino che apprezzo molto : avevo letto " Il valzer degli addii " , anche se avrei preferito leggere "I testamenti traditi" , consigliato dal mio prof. di estetica .

Ricordo anche la tesi di laurea di una mia collega di studi " Sul riso in Kundera " - niente di meglio del riso in brodo per aiutare la digestione dei più calorici capolavori !

Kundera ha anche il pregio di essere reperibile al SUPERMARKET, e basta la sua presenza a dare un senso al reparto libri più scarno.

Flaubert lo paragonerei ad una tazza di caffè perchè è un autore che risveglia alla realtà tanto i suoi personaggi quanto i suoi lettori .
Il risveglio di passione e coscienza in Emma Bovary , il guardarsi indietro di Frédéric Moreau ne "L'Educazione sentimentale" ...
E , proprio come il caffè , non ho ancora capito se mi piace oppure no ...




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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 10/10/2004 :  23:31:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salvo qui un articolo di Emanuele Severino (Corriere della Sera, 10 ottobre 2004), sul quale potrebbe valer la pena ogni tanto ritornare ...

Sono, come si usa dire, «là fuori». L’idealismo ...


Sono, come si usa dire, «là fuori». L’idealismo ha invece mostrato che quel «là fuori» è esso stesso qualcosa che stiamo pensando - anche qui, ora - e che dunque non sta al di fuori del pensiero, sì che il pensiero è già sin dall’inizio presso quel «là fuori» che ci si era illusi di anteporre e di rendere esterno al pensiero.

Qualcosa di analogo è accaduto anche nelle filosofie della «svolta linguistica». Ma andando oltre lo stesso idealismo e le filosofie che, come ad esempio la fenomenologia di Husserl, all’idealismo si sono in qualche modo rifatte. Come il realismo crede che la realtà sia indipendente ed esterna al pensiero, così l’intera tradizione filosofica crede che realtà e pensiero siano indipendenti dal linguaggio .

Con gli altri esponenti della «svolta linguistica», ma secondo cadenze di grande originalità, Derrida ha mostrato che nemmeno il pensiero è «là fuori» rispetto al linguaggio, ma che la parola è già sin dall’inizio «là fuori», presso le cose e il pensiero che ci si illude di poter concepire come esterni e indipendenti dalla parola. «Il rapporto della parola con la cosa - aveva scritto Heidegger - non è una relazione fra la cosa da una parte e la parola dall’altra». E anche Wittgenstein aveva escluso che «qui ci sia la parola e là il significato» («Il denaro e la vacca che si può comperare con esso»).

Da questo principio - in qualche modo anticipato nel XVIII-XIX secolo da Hamann, Herder, Humboldt - anche Derrida ha tratto la conseguenza dell’impossibilità di una qualsiasi verità assoluta e definitiva. Il linguaggio è infatti storico, temporale; dunque i suoi contenuti sono provvisori; e questa provvisorietà avvolge il pensiero che dal linguaggio non può mai uscire. È a questo punto che il problema del linguaggio diventa estremamente complesso.

Ho più volte osservato che esistono sostanziali analogie tra la tesi che il pensiero è condizionato dal linguaggio e tesi analoghe, come quella che il pensiero è condizionato dal cervello (o dalla storia, dalla materia, dall’inconscio, ecc.). Ed è analoga anche la sorte di tutte queste tesi.

Qui va soprattutto richiamato che la convinzione che il linguaggio abbia un carattere storico-temporale è sì fondata su uno dei principi più decisivi delle scienze storiche, il quale tuttavia, nonostante il suo esser costantemente condiviso, è soltanto un’ ipotesi , ossia qualcosa che, per quanto accreditata, non possiede una verità assoluta. Certo, senza ipotesi di questo genere non si può stare al mondo. Ma sulla base di un’ ipotesi ci si può permettere di negare perentoriamente l’esistenza di ogni verità assoluta? O Derrida ha inteso negarla ipoteticamente?

Emanuele Severino





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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 06/12/2004 :  17:04:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Per un petardo duchampiano


[img]http://www.dnp.co.jp/museum/nmp/artscape/topics/9901/mito/mito_posi/duchamp.jpg[/img][img]http://i.timeinc.net/time/time100/scientist/images/profilepix/wittgenstein.jpg[/img]


Il cesso di Duchamp è stato pochi giorni fa riconosciuto, da apposita giuria di accademici competenti (se non è duchampiano questo...) l'opera d'arte più emblematica del secolo.

Eccolo, il trionfo straniante dell'autoreferenziale e dello sberleffo!... codesto cesso, infatti, a differenza del tuo e del mio, è arte perché lo dice lui, l'autore, che in quanto artista l'ha esposto...

Un po' - perché no? - come quando Berlusconi dice di sé di essere l'Unto del Signore... siccome lo dice, lo è...

(Henry James e Rober Musil sarebbero ottimi scrittori per raccontare questi "performativi": e cioè quei casi in cui le cose accadono perché si crede alle parole che le dicono...)

[img]http://irisz.sulinet.hu/tovabbtan/felveteli/ttkuj/19het/filozofia/wittgenstein.jpg[/img]


Ormai infatti il disastro è avvenuto, ed è irreparabile: l'onere della prova (la prova che B. non è unto ed, eventualmente, che il cesso ready made non è arte) ricade infatti di colpo su di me, il miscredente...

Da qui imbarazzo e disagio enormi: dimostrare che S. B. non è l'Unto è impossibile: proprio come dimostrare che il cesso di Duchamp "non è" arte. Sarebbe come dimostrare che l'Astrologia (non si sa mai: lo scrivo con la maiuscola!) non è vera.

[img]http://info.tuwien.ac.at/raumsim/entwerfen/Wittgenstein-main.jpg[/img]


In particolare nel caso di M.D., la frase sarebbe chiaramente non solo destituita di senso, ma ridicola: ormai addirittura penosa, lasciando un alone di stantio e di muffa su chi si ostinasse a dirla...

...agirebbe come invariabilmente la smentita, che è sempre una notizia data due volte.

In realtà l'inghippo è molto più inestricabile.
Dire che il cesso di Duchamp non è arte fa perfettamente parte dell'opera che quel cesso è, opera che prevede proprio - al suo interno - una serie di tizi che dicano che non è arte...

[img]http://www.exibart.com/foto/30209.jpg[/img]


Quando la negazione rafforza l'affermazione, è meglio darsela a gambe.

...una volta Tommaso Campanella fu accusato, dal Tribunale dell'Inquisizione di Salerno, di avere un diavolo dentro il mignolo della mano sinistra. - Vigendo il principio della colpevolezza fino a prova contraria, e rischiando per cose così la pelle, Campanella semplicemente scappò.

Ora che l'abbiamo messo in museo, quel cesso possiamo leggeri dimenticarlo; e cioè capirlo, e poi spiegarlo, farne cultura, interrogarci i ragazzi a scuola...

(perché ormai sul cesso di Duchamp esitono risposte sbagliate!)

...e quindi materia per dottorati, carriere universitarie, diàtribe, certami, interrogazioni parlamentari... con tutti i PERCHE' messi accuratamente ai posti giusti.

Se Bin Laden lanciasse un Boing sul cesso di Duchamp, sarebbe una roba da prima notizia al telegiornale; catastrofe certo da definire con quell'arco di frasi fatte (altro ready-made!) che va da "crimine contro un patrimonio dell'umanità" in su...

(anche se, capirete, vorrei vederli i Bush Blair e i Berlusconi zapateri fare la faccia triste su quel "simbolo" -proprio quello...- "dell'Occidente"...)

[img]http://213.215.144.81/public_html/images/9/9cartabin_exc.jpg[/img]


A rigore sarebbe un errore (un errore che evidentemente fa a sua volta parte dell'opera d'arte).

...Perché niente sarebbe più fantasticamente "performance", a questo punto, per il mitico cesso, per la realizzazione artisticamente assoluta della sua essenza segreta di cesso non-cesso, di vaso iniziatico al Nulla, sulla cui porcellana candida ogni possibile attribuzione di significato viene dilavata senza lasciare traccia possibile, che scoppiare (si spererebbe però in un modo non così bassamente "emblematico"... da Zabrinsky Point, ma in una versione con l'Alzheimer, e cioè non veramente iconoclasta, non volgarmente simbolica, non "politica"... forse solo così all'altezza del non senso duchampiano...

[img]http://www.belkin-gallery.ubc.ca/satellite/past/images/ZP23.jpg[/img]


...chissà se con un tasso più o meno superiore di concettualità per la presenza, o meno, di telecamere.

(o, meglio ancora, lasciando nei secoli credere che esista un filmato - che nessuno vedrà mai se non per allucinazione isterica: un filmato leggenda, che scatenerebbe i cercatori di questo Graal di inenarrabile potenza in quanto inesistente: del resto, dicono i più smagati, lo stesso Bin Laden, più che un uomo, è un'"opera"...)

Ecco. E invece no. Distruggere il cesso sarebbe preso, invece che per un omaggio - il solo possibile - per un oltraggio odioso. Di questi tempo poi. Proprio come se si fosse pensato di massacrare la Venere di Milo...

[img]http://www.suhrkamp.de/autoren/wittgenstein/wittgensteinfoto.jpg[/img][img]http://www.vroma.org/images/mcmanus_images/venusmelos_3.jpg[/img]


Affascinante - perché anche tutto questo vivere ormai quel cesso come opera feticcia, totem e tabù, fa parte dell'opera... perché il vero colpo di genio del Concettuale è che non si capisce più né dove l'opera cominci né dove finisca!... - affascinante che insomma ci si comporti tutti come se M.D. avesse dipinto la Gioconda, e non solo i baffi su una copia.

Facile controprova: il cesso verrebbe ormai a costare una cifra iperbolica, in quanto opera unica, firmata e certificata, garantito come "il solo e unico cesso di Duchamp!", anche se in realtà identico a un milione di altri...

A me pare infatti che, grazie a Duchamp, soprattutto il collezionista si riduca al mentecatto masochista che davvero compra un feticcio: appena un autografo, in questo caso, sulla porcellana: dato che l'opera, non solo di per sé è - come scriveva Benjamin ma pensando ad altro - agevolmente "riproducibile", ma non rappresenta né contiene alcun significato, oltre a niente di personale...

[img]http://www.suonerieitalia.net/cazzatenuove/bambini/04.jpg[/img]


In ogni caso è chiaro che il collezionista che spende mille miliardi di euro per il cesso di Duchamp faccia a sua volta parte dell'opera.

L'opera è fatta da tutti i fatti che continuano sorprendentemente a succedere per il fatto che l'opera esista.
Detta così, quel cesso è davvero l'opera del secolo.
Che bello: ora faccio anch'io parte del brusio dell'opera. Anche se continuo a preferire altri cessi.

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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 07/12/2004 :  17:52:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
pissi pissi sul pissoir

Intelligentissimo questo pezzo, molti complimenti all'Effecì. E soprattutto per l'acume di ormai sul cesso di Duchamp esitono risposte sbagliate! che la dice lunga assai sull'assimilazione dei feticci a sacre sindoni. A tratti poi, anche sublime, proprio come Totò quando rivolgendosi al pubblico gridava Cessi! Cessi! Cessi la banda... e tutti lì, in platea, a sogghignare, bambinacci che sentono per la prima volta pronunciare una volgarità... senza accorgersi, invece, che quel Cessi era confezionato proprio per loro, modulato a scroscio appositamente per loro. Per tutti noi...

[center][img]http://www.paolocurti.com/bidlo/duchamp_small.gif[/img][img]http://www.paolocurti.com/bidlo/duchamp_small.gif[/img][img]http://www.paolocurti.com/bidlo/duchamp_small.gif[/img]

(Avete letto l'ultima articolessa di Paolo Isotta sul Corriere? Per una coincidenza bizzosissima e sulfurea ruota attorno a tempi cari a Duchamp. Infatti, non potendosi parlare di acustica - la si valuti schoenberghianamente a sala piena, quindi "attendere prego"- l'argomento centrale risulta lo stato dei cessi della Scala. E via giù per mezza pagina a discettarne aulicamente...
"Essi sono stati nel passato oggetto di nostre indignate osservazioni in ordine al numero, al sistema, alla manutenzione… le code inesauste durante gli intervalli… Alle nostre lamentele è stato risposto obbedire il piano a una normativa… ci permettiamo di rispondere che un teatro della potenza della Scala ben potrebbe, a seguito di così monumentali opere, ottenere deroghe alla normativa”.
Ecco dunque spiegato il titolo del pezzullo, Ora tocca ai milanesi: in fila per due, prego.)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 09/12/2004 :  14:05:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SpaceBalls alla Scala!

(cabaletta)


[img]http://www.gerardferrari.com/Imagesteapots/bubblegum.jpg[/img]
(Gerard Ferrari, Bubblegum Bazooka)


Mastro Tamer, straamato!
Dalla tua materna matrjoska
strali parola gentil
per me che or mi stremo
di straniato tremore!

E insomma grazie,
tu che sempre troppo
buono fosti e sei!

[img]http://www.gerardferrari.com/Imagesteapots/bubblegumdetail.jpg[/img]
(Gerard Ferrari, Bubblegum Bazooka, dettaglio)


...avrai allora certo letto anche l’Isotta uscito caldo dai fasti della Prima!,

ARIA D'ISOTTA


e ancor stizzito per i settantasette ministri
discesi alla Scala,
in cui giusto risalì il Salieri,
accompagnati però dallo sciame
di cellulari corrusco
delle mille Guardie del Corpo,
tutte inesauste masticatrici
di cià-cià-cià-ciàingum!


...fremendo come Isotta, infine foscoleggio:
dov’è, dov’è un Parini
per spennar ben bene una scena così?


[img]http://www.bssbruins.org/WebYearbook/2003-2004/Gr5/BubbleGum/Mvc-011s.jpg[/img]


...che le Bodyguards, secondo l'immortale principio dell'Arte della Guerra ("un uomo che ha un'arma, prima o poi la usa") avranno di certo fatto le palle!

[img]http://www.danger-man.co.uk/images/somportex/wrapper.jpg[/img]


...e chissà quante nella penombra saliscendente del Salieri europeo! ...dev’essere stato certo impagabile, nella neo-Scala del Botta, quell’ormai celebre clap-clap di 12 minuti rafforzato dallo schiocco delle mille cicche (blu?)!


[img]http://www.bssbruins.org/WebYearbook/2003-2004/Gr5/BubbleGum/Mvc-010s.jpg[/img]
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Sherekan
nuovo c.s.


2 Messaggi

Inserito il - 14/04/2005 :  12:23:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alta o Bassa... come molti di voi hanno già detto prima di me, sono due aggettivi molto soggettivi, qualcosa acquisisce valore se qualcuno gliene da.
Se qualcuno definisce un'opera minore e una maggiore queste lo diventano se questa affermazione viene condivisa (liberamente o meno) dalla gente.
Prendiamo l'esempio delle scuole, dove cos'è alto e cos'è basso viene solitamente imposto, non sempre è così per fortuna, ma di solito...

_____
Tu hai sempre avuto tutto, io invece, ho solo i miei sogni.
E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi.
Cammina leggera, perchè cammini sopra i miei sogni.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 14/04/2005 :  14:04:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Alta e bassa


benvenuto, Sherekan!
L'ultimo Kundera, Il sipario, ripensando ancora quell'arte bastarda che è il romanzo, ripropone a suo modo la faccenda dell'alto e del basso. A chi conosce Testamenti traditi, e forse soprattutto L'arte del romanzo, Kundera può sembrare che si ripeta, ma sempre molto amabilmente.
La sua costellazione è sempre quella: Cervantes, Rabelais, Kafka, Broch, Sterne, Diderot, Fielding, Gonbrowicz...
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 02/06/2007 :  15:07:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
differenze indifferenti

il dolore della necessità del dolore
la necessità del dolore della necessità

la gioia della necessità della gioia
la necessità della gioia della necessità



indifferenze differenti

il dolore della necessità della gioia
la gioia della necessità del dolore
la necessità del dolore della gioia

la gioia del dolore della necesità
il dolore della gioia della necessità
la necessità della gioia del dolore


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 12/06/2007 :  16:03:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

[img]http://img505.imageshack.us/img505/8397/narimi2st4.jpg[/img]

[img]http://img440.imageshack.us/img440/9313/narimi1io0.jpg[/img][img]http://img440.imageshack.us/img440/8977/narimi3nu2.jpg[/img]

[img]http://img474.imageshack.us/img474/619/narimi4bi5.jpg[/img]


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 12/06/2007 :  16:20:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
come sole sul niente di nuovo


dov'è questo tempo
che non è solo questo tempo
che è solo questo tempo?

quand'è questo luogo
che non è solo questo luogo
che è solo questo luogo?

dove questo tempo
che non è solo questo tempo
in cui si è soli?

quando questo luogo
che non è solo questo luogo
in cui si è soli?

dove questo tempo
che è solo questo tempo
in cui si è soli?

quando questo luogo
che è solo questo luogo
in cui si è soli?

soltanto solo?

soltanto soli?

tanto sole sul niente di nuovo?


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 19/07/2007 :  14:09:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

differenze controsimillime somme

uguale e contrario qual sono muto
che muta in tale: sì, c'era una volta
una volta in cielo o sia capovolta
in terra l'altra, l'esser uno acuto

dell'altro grave, accento, o senza
gravità leggere letter leggere,
essendo son gravido: sì, tenere
tenere mani è far dell'assenza

una presenza, là dove si forma
la forma, forse altrove, che è fare
insieme, dove l'altro è l'uno, orma

lieve che si posa: copia esemplare
il verbo si fa nome o viceversa
di nuovo proprio l'improprio riversa


Campi Giovanni
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