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la sibylla libica
c.s. acquatico


41 Messaggi

Inserito il - 07/12/2003 :  14:05:24  Mostra Profilo  Invia a la sibylla libica un messaggio Yahoo!  Rispondi Quotando
[img]http://www.pagine70.com/1/libri/images/manualenonnapapera.jpg[/img]

Io ce l'ho
(il manuale e la ricetta)

da: CUCINA TRIESTINA
V EDIZIONE - 40° MIGLIAIO
TRIESTE 1945

SEZIONE PIATTI ECONOMICI DOLCI


N. 733 GNOCCHI DI PRUGNE
Il tutto come a N. 653 lavorando nell'impasto anche 1 uovo, avvolgendo in ogni gnocco una prugna, con zucchero al posto del nocciolo (egual peso, prugne e patate). Condire con pane grattato rosolato nel burro e zucchero (cannella).

n. 734 GNOCCHI DI PRUGNE SECCHE (Powidl)
Come al N. 653 e riempire i gnocchi con prugne secche crude (250 gr.) tritate con la mezzaluna in modo da ridurle in poltiglia. Condire come sopra senza cannnella.

N. 653 GNOCCHI DI PATATE SEMPLICI

1 1/2 chg. patate farinose
375 gr di farina
latte
100 minuti

Cuocere le patate su fuoco forte; pelare, passarle per lo schiacciapatate, cospargere di sale e lasciar raffreddare (ecco il segreto per gnocchi morbidi); incorporare con farina e qualche cucchiaio di latte; formare dei gnocchi che si presenteranno meglio , strofinandoli leggermente, sul rovescio infarinato della grattugia; gettarli nell'acqua bollente, salata; quando appariranno alla superficie devono cuocersi lentamente ancora 1/2 minuto; levarli col mestolo, sgocciare e condirli con salsa di pomidoro.
gnocchi preparati in questo modo, restano inalterati tanto crudi quanto cotti; perciò si può confezionarli, se fa comodo, anche qualche ora prima di cuocerli.

ciao ciao Sibylla
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ospodar
c.s. acquatico


66 Messaggi

Inserito il - 17/12/2003 :  08:48:27  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
To want one's bread buttered on both sides

Hallò Sibylle, deliziosa la dizione Piatti Economici Dolci...
e poi quel riferimento magnifico al tritare con la mezzaluna! l'ospodar pseudottomano si esalta, e subito ti racconta come alcune materie prime costosissime possano servire alla preparazione d'un piatto all'apparenza frugale: pane e burro.

[img]http://www.sfusd.k12.ca.us/schwww/sch618/Ibn_Battuta/Sufi5.gif[/img]

(tu prendi del pane di segale, quello a cosidetta grana chiusa; lo scotti un pochino in padella, sì proprio in padella e non al fornetto ché quello te lo inaridisce tutto; poi metti del burro salato in una scodella assieme a un dito di miele, un pizzico di cannella, e tanto tanto cardamono del Tigri - se proprio non lo trovi, prova con quello dell'Eufrate; lavora ben bene il burro, fallo montare a spumone; poi alitalo parsimoniosamente sulla tua mezzaluna di pane. A decorazione aggiungi tre fichi secchi e uva passa in abbondanza. Ecco una specie di smørrebrød di tra Persepolis e Odessa.
(traggo la ricetta da un testo teatrale di Leone de’ Sommi, secolo decimosesto)
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Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 23/12/2003 :  07:21:19  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Meglio, al paese, olive
ma ridere felici,
che inquietarsi a Parigi
e mangiar pernici.

(Frédéric Mistral)

[img]http://www.tristansgallery.com/imgs/photographs/lee-miller/lm01.jpg[/img]

(sapete cucinare le pernici? Anzi no, le olive?)
(Mi pare, son mica tanto sicura, mi pare fosse un certo Antonio Bruno, squisito poeta futurista e catanese, a dire che le olive, comunque si preparino, vanno mangiate in due bocconi...)
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Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 24/12/2003 :  11:33:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
nei gorghi con zola

Armati di pazienza e svuota delicatamente qualche pera. Mi raccomando il picciuolo: lascialo lì, non lo estirpare con la solita foga amorosa del m'ama-non-m'ama. A cose fatte metti in pentola le pere e cuocile, cioè falle cuocere, ignare e pazienti, in uno sciroppo di zenzero, acqua d'arancia e limone. Quando vedrai la polpa affaticata dal polposo ribollire, spegni tutto e travasa in una casseruola. Lascia freddare e ci rivediamo più tardi.
[img]http://www.mat.uniroma2.it/LMM/BCD/SSIS/Neurosc/Cervelli/Pera.gif[/img]

Eccoci tornati. E' il momento della farcitura, sicché abundandis in abundandum ché non fa mai male. Inzeppiamo dunque questi scheletri di pera con dell'ottimo gorgonzola, e che sia debitamente rabescato del suo "borbomiceto azzurrognolo". Quindi, adagiaci su dello sciroppo, a specchio, e sprofondiamo le pere panciute nello zabaglione fumante. (Potendo e volendo, un po' di salamandra -naturalmente prima dell'eruzione zabagliona- darà al tutto un colore più "vive")
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 25/12/2003 :  17:22:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Der Schiffskoch... (Doktor G. Benn)

[img]http://www.care-nurse.com/images/dishes.jpg[/img]
(il gas -ovviamente- dopo il pranzo di Natale)

Povero me, separato dai miei,
me ne sto qui da molte settimane
e per coloro che mi tormentano
un pranzo dopo l'altro mi tocca preparare

me li portano vivi,
certi bei pesci, dalle pinne porporine,
e mi guardano coi loro occhi vividi:
sono animali innocui e li dovrò scannare

sono innocui animali e li dovrò scannare,
e bei frutti sbucciare,
per quelli che mi disprezzano
spezie roventi selezionare

e mentre me ne sto curvo sotto una lampada,
razzolando tra odori dolci e robusti
fin su al cuore mi sale
il pensiero immenso della libertà

povero me, separato dai miei,
me ne sto qui da molte settimane
e per coloro che mi tormentano
un pranzo dopo l'altro mi tocca preparare.
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septqui
nuovo c.s.


3 Messaggi

Inserito il - 09/01/2004 :  22:21:13  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di septqui  Rispondi Quotando
e, di grazia... su quale nave il povero cuoco era dunque imbarcato???
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gas
Amministratore


599 Messaggi

Inserito il - 10/01/2004 :  16:56:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...ma è chiaro, sulla nave dei f(r)olli!
baci baci

(Ricettina essenziale trascritta di soppiatto dal secretissimo libro di cucina di Rosa Piseri, la donna di Aran, nostra signora delle alghe.
[img]http://seaweed.ucg.ie/isio/ISIO_BIM/palmar5.jpg[/img]
Ora, saprete tutti che le alghe fanno bene assai, sono nutrientissime e non solo alla pelle, specie in forma di creme e fanghiglia assortite... Sicché correte a procurarvi della polvere di Palmaria Palmata, versatene un cucchiaio assieme a quattro di ordinarissima farina integrale e a due di farina di mais per pasticceria; aggiungete quindi un pizzico di sale e mezzo litro di birra. Mescolate ben bene e modellate una pastella abbastanza consistente; lasciatela riposare una mezz'oretta in frigo. Friggete poi il tutto in mezzo dito di olio bollente. Eccovi pronto un tortino deliziosissimo, direi anche abbastanza gaelico per i nostri gusti druidici. Viva Robert Flaherty e Cú Chulainn!)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 13/01/2004 :  09:26:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL RAGU' DI EDUARDO. ovvero: RASSEGNATEVI A GIRARE

[img]http://www.lafeltrinelli.it/Feltrinelli/Photo_Library/12/Si_cucine_cumme_115x120_87x124.jpg[/img]


Isabella Quarantotti De Filippo, in "Si cucine cumme vogli'i'", ed. Guido Tommasi, ha raccolto i piatti preferiti di Eduardo, che fu anche ottimo cuoco:

"Mettete in un tegame ovale un chilo e mezzo di lacerto legato non troppo stretto con un chilo di spuntature di maiale, 200 grammi di olio, due etti di cipolla tritata e il bianco di una costa di sedano pure tritato. Coprite e fate rosolare a fuoco molto basso. Ogni tanto girate le carni da tutti i lati. Dopo un'ora scoperchiate, alzate il fuoco, rosolate la carne e aggiungete a piccole dosi 300 grammi di vino bianco secco, lasciandolo via via evaporare. Versate qualche cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito con acqua e girate. Assorbiti i primi cucchiai, versatene altri e continuate fino all'ultima goccia di concentrato (in tutto quattro etti). Rassegnatevi a girare, l'operazione durerà circa un'ora. Ora potrete versare in due o tre volte due litri di passata di pomodoro, una grossa carota a pezzi, un pugno di basilico. Portate a bollore e subito abbassate al minimo. Sistemate un cucchiaio di legno sull'orlo del tegame e appoggiatevi il coperchio in modo che il vapore possa uscire. Qui inizia il periodo di peppiamento, la lenta sobbollitura, per evitare che il ragù si attacchi: sarebbe un guaio, quindi ogni tanto controllate. Dopo un'ora togliete le spuntature, e dopo un'altra ora la carne, liberata dallo spago, e anche la carota. Coprite di nuovo la fiamma, aspettate un'altra ora, ora e mezza, poi spegnete e andatevene a dormire. Già, perché è meglio cucinare il ragù il giorno prima, altrimenti dovreste svegliarvi all'alba e arrivereste a tavola sfiniti e rancorosi. Siamo così arrivati al giorno del ragù, possibilmente a ora di pranzo. Riscaldate le carni nel sugo a fuoco basso, o a bagnomaria. Cuocete gli ziti al dente, scolateli, versateli nel recipiente di portata e iniziate a condirli coppino per coppino, come si dice a Napoli, mescolando con cura insieme a qualche foglia di basilico. Quando la pasta avrà assorbito sugo sufficiente e sarà di un bel color mattone, pareggiate la superficie, aggiungete un paio di mestoli di sugo, cospargete di parmigiano e decorate con il basilico rimasto".

Quanto alla carne, Isabella Quarantotti De Filippo consiglia di servirla con un contorno di broccoli "strascinati" in padella e di croccanti patate fritte.

DOMANDE: cosa sono le spuntature di maiale?
e, soprattutto, cos'è il lacerto?
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 13/01/2004 :  16:53:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...ma Orfano caro, che mi combini? Tu che sei così... lacertosissimo!, e in nulla e per nulla atticciato o toroso (abbiamo foto inappellabili), insomma, tu te ti mi ti affiappisci sul Lacerto... vabbé che il Tao dice che cio che è duro e saldo è morto (celoleghismo?), ma dico io, il Lacerto... le bbbasifondamenta cuciniere per la catabasi e l'anastasi nel gusto!... certo, è pur vero che noi di Testaccio (do you know Testaccio in Rome?) svezziamo i pupi nostri a carammmelle alla coratella, sicché siamo automaticamente fuori gioco ché qui di pajata si vive... ma dico io, un Orfano che non conosce il Lacerto...mah...

[img]http://www.ipc.kit.ac.jp/~artmedia/sander-1p.jpeg[/img]

(tu non immagini quale scandalo accadrebbe nel tinello -una cambogia- se un Tamerlino testaccino come me non partisse subito con lo scilinguagnolo à la Carnacina a chi gli chiedesse "Scusi, di quante parti consta la trippa?" ...la pancia...il bonetto picchiettato d'alveole...il millepieghe...la franciata... Roba da rogo in piazza, pecca untuosissima e assai più delittuosa delle animelle fritte di nonna, servite in tavola a temperatura frigo!) Il Lacerto è imprescindibile!
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 13/01/2004 :  17:26:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
...che poi quel ragù sfiancante di Eduardo fa imprevedibilmente pensare alla "cucina alchemica" di Torino e dintorni, "oreficeria pesante" dice Ceronetti, che ne ha descritto la "gloria cupa" nell'ultimo suo gioiello: Piccolo Inferno Torinese
(Ancora non l'avete letto? Suvvia! Allez-Hop!)

Sulla stufa di carbone, di una cucina che ricordo bene, un sugo di pomodoro restava a cuocere un mattino intero, con aromi olio e burro, imbevendosi di alluminio; era poi un acuminato coltellino, lo spettro maligno del pomodoro defunto, che spuntava, rosso, dalla pasta stracotta. Forse, piaceva a Nietszche questa raffinatezza crudele del ratatiner torinese, la metamorfosi di un comune alimento in una scheggia di minerale prezioso. [...] La Torinese è troppo amica del fuoco: cucina all'infinito, i suoi fornelli non si spengono mai, dall'isola di Lemno vengono le sue ricette.

(da Le Torinesi, pag.28)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 13/01/2004 :  20:35:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.lablaa.org/blaavirtual/boleti3/bol13/images/38b.jpg[/img]



...e lo sapevo io già che questa cosa del Lacerto non mi sarebbe stata perdonata, ahimé lacerato... che qui si può non sapere tutto di Paride e Parise ma guai a cascar sulla cucina... e giustamente!... per cui ora son tutto un cilicio, in penitenziagine mortificosa mi prostro al Tamer Tamerlano e arrangio la serata in un gambo di sedano in poco peccaminoso pinzimonio.
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 14/01/2004 :  18:16:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ma troppo omai di mia pietà s'abusa.
(Tamerlano nell'atto secondo, scena III, de Il Gran Tamerlano, opera lirica del praghese J. Myslivecek)

Pinzimonio.. mmm... a bruciapelo: assieme all'olio il sale e il pepe, ce lo aggiungi il Timur-Zafferano di Samarcanda?

(qui Tamerlino nei pressi di Testaccio, in compagnia del ben più famoso zio Timur, altrimenti detto lo zoppo:http://www.photointl.com.tw/chinese/magazine/photographers/p017/f.t/ftno2.jpg)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 15/01/2004 :  07:31:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dopo aver capito, per l'autodafè tamerlana, che IL LACERTO E' IL GIRELLO, reagisco e contrattacco con il...

Carneplastico


[img]http://www.artofcolour.com/painting-profile/profiles-no9-files/balla-dog.gif[/img]


"Il Carneplastico creato dal pittore furista Fillìa, interpretazione sintetica dei paesaggi italiani, è composto di una grande polpetta cilindrica di carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte. Questo cilindro disposto verticalmente nel centro del piatto, è coronato da uno spessore di miele e sostenuto alla base da un anello di salsiccia che poggia su tre sfere dorate di carne di pollo." (Il Manifesto della cucina futurista).
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 15/01/2004 :  23:37:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'abolizione del quotidiano mediocrista
nei piaceri del palato


Pfui... Tu mi titilli, caro Orfelin... Fillìa e quel "porco eccitato" di Marinetti sono da sempre oggetto di strenuo studio tamerlino... Se poi si pensa che ai bei tempi delle ruotelle tempiste di carciofo- zig zug zag PATAPAM! PATAPAM!- Filippo Tomato e Filippo Terenzio gettavano pioggia di zuccheri filati proprio dalle finestre di Piazza Adriana, Roma, giusto due passi da casa mia, beh, insomma, il jiin del mio quartiere mi autorizzerà o no a parlarne? ora, autorevolmente, col peplo sul pulpito -e di tanti palpiti?- soprattutto se a sproposito... o la legge del buon vicinato funziona più?
[img]http://www.comune.parma.it/pigorini/archivio/addio900/depero/sedia2.jpg[/img]

Anzittutto, tre motivi per cui quel Manifesto risulta a tutt'oggi -e sempre- tutt'altro che aerocampato per aere:

Primo: un tocco da Annales psellae und teologiche: Marinetti predicava il ritorno al Tatto, e niente più forchette e pinxo sulla tavola! D'ora innanzi si preferisca il sano monopolio del Manipolìo: i cibi, prima di giungere alla bocca, dovranno ascendere i cinque gradi ad Parnassum: cinque come i sensi, le dita e li peccata, secondo assicurava d'Annunzio, francescano e poverello di tra Mila-repa e Mila di Codro.
A pranzo, sia pure invitato dai Depnosofisti, varrà sempre il precetto di san Pier Damiano: mani sulla tavola e il segreto chiuso in sé!, ché -ognun ricorderà- quella sera, a casa del Doge Orseolo, la Bizantina eccentrica sua sposa abusò a tal punto incongruamente dell'attrazzeria di parata -"instrumentum diaboli" - che Pier Damiano carezzò quasi quasi l'idea della scomunica... Poi uno dice lo Scisma ortodosso del 1054...

Marinetti fedele, dunque, agli idola della Tradizione apostolica e romana: le mani in pasta, sempre.

(Divagando poi tra Zivilisation e Kultur, non fu proprio uno dei Reali di Francia gaddeschi a "inventare" d'acchitto la Civiltà, posando un dì la forchetta di costumanza, per pillucare spassosamente l'uva con le dita?)

[img]http://www.webddc.com/comeeravamo/Marinetti%20e%20Dottori.jpg[/img]

Secondo poi: Ferran Adrià, lo conosciamo tutti: El Bulli, la Costa Brava... Son cinque sei anni che a furia di oleogrammi e pâtés riesce a épater la critica culinaria -etimologia non mente- con le sue spumine e spumone proibitivissime, roba che paion tanto semolini ionizzati... E invece tutti a festeggiare l'arrivo di tanta cometa, e via coi pellegrinaggi ansimanti e callosi, senza neanche la consolazione d'un boccadillo bisunto e del sano colesterolo all'arrivo... Ma, a ben vedere, Adrià s'è inventato mica nulla... Altro che modernizzatore -l'high tech in cucina- già FTM razzolava tra le segature con ozonizzatori degni di Eva Futura, raggi ultravioletti, autoclavi centrifughe, elettrolizzatori per salami verticali...perché anche i cuochi devono aprirsi ai mezzi moderni, far capolino fuori della cappe fumiganti della Scienza Passatista...

[img]http://www.agriturismomantova.it/images/riso2.jpg[/img]

Terzo: ora tutti ciacolano con le pinze del cuoco in mano, e quant'è buona la zuppina della nonna! Dove mi avete nascosto il farro? Tirate fuori la mia segala! Caro Cip, vuoi anche tu un po' di miglio? No molto meglio del susci emiliano, altro che quello cambogiano!
La Cucina autentica e il Tinello autarchico: le vecchie care zie con su nelle ossa le risorse del paese... Ma già prima di Ezra Pound, che pretendeva di riformulare i piani agrari delle terre bonificande introducendo la produzione di italico (ché di lì proviene) burro di noccioline, FTM aveva capito tutto: stop al quartino, l'ombra e il cicchetto, basta con la pastasciutta sonnellifera, che tra l'altro "appesantisce, abbrutisce, illude sulla sua capacità nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti."
Meglio il riso che "è d'altra parte patriottico favorire". Slow Food?
¿Comprendida l'Avanguardia?

Aerovivanda

[si serve] "dalla parte destra di chi mangia un piatto contenente delle olive nere, dei cuori di finocchi e dei chinotti. Si serve dalla parte sinistra di chi mangia un rettangolo formato di carta vetrata, seta e velluto. Gli alimenti devono essere portati direttamente alla bocca con la mano destra, mentre la mano sinistra sfiora leggermente e ripetutamente il triangolo tattile. Intanto i camerieri spruzzano sulle nuche dei commensali un conprofumo di garofano mentre giunge dalla cucina un violento rumore di motore di aeroplano contemporaneamente a una dismusica di Bach."
(Formulario futurista per ristoranti e quisibeve)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 16/01/2004 :  13:41:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Nononononnnnòòòò!


[img]http://static.atsites.de/static/img/kunstraum/boccioni.jpg[/img]

Qui ci divide, o tamer, il mare! I marinettiani infelucati e imbolsiti dell'Accademia d'Italia avrebbero dovuto marinarsi e mantecarsi diecimila volte prima di blaterare della "abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana"!
Nel manifesto culinario loro delirano di pastasciutta che "non giova (???). Per esempio, contrasta collo spirito vivace e coll'anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani (??????????). Questi sono stati combattenti eroici (???????), artisti ispirati, oratori travolgenti, avvocati arguti, agricoltori tenaci a dispetto della voluminosa pastasciutta quotidiana. Nel mangiarla essi sviluppano il tipico scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo." ...

[img]http://digilander.libero.it/latavoladelledelizie/miseria.jpg[/img]


Infierisco con nuova citazion demente:
"la pastasciutta è un alimento che si ingozza, non si mastica. Questo alimento amidaceo viene in gran parte digerito in bocca dalla saliva e il lavoro di trasformazione è disimpegnato dal pancreas e dal fegato. Ciò porta ad uno squilibrio con disturbi di questi organi. Ne derivano: fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo".

[img]http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/268/img/duce.jpg[/img]


NEUTRALISMOOOOO!!!!... e infatti pare che il nostro capo del governo eviti la pasta e prediliga futuristicamente il riso! E certo lo Juniorbush non mangia gaddiani maccheroni: con quegli occhietti! Ecco spiegato il disastro! La tabe! L'orrore!... rinnega rinnega i maccheroni, e ti ritrovi in guerra: maccheroni e neutralismo: che involontaria genialità!

[img]http://www.arts.ed.ac.uk/italian/gadda/Media/gaddaself/gadda.jpg[/img]

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Generated in 0.12 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03