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boboross
c.s. infuocato


397 Messaggi

Inserito il - 24/01/2004 :  21:01:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sono un grande estimatore di Peter Weir. Non ricordo un suo film che mi abbia lasciato indifferente.
A Weir va ascritto uno dei pochi film con tempi e argomenti da classico degli anni Novanta: TRUMAN SHOW.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 26/01/2004 :  19:34:07  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Altri pre-Lolitismi

[img]http://www.virtualbeer.com/vb/images/gallery/labels/cocteau.jpg[/img]


Questo lo sappiamo da sempre: più una storia è forte, più rifiuta di star ferma in una forma sola. Per vitalità biologica straripa dalla forma d'inizio e cerca promiscuità e metamorfosi. - Di più: cerca la babele, la confusione delle piste, il disastro delle lingue, l'incompatibilità delle congetture: cosa pensiamo di Elena di Troia?

[img]http://amsaw.org/pic0703-cocteau003_author.gif[/img]


Eppure, fino al cinema, nessuno s’era fatto troppi problemi a vedere come si tradiva la storia nel quadro in cui Paride è ancora col pomo d’oro in mano o Edipo sta per fregare la Sfinge. E tanto meno si stava a compulsare Omero per il Ritorno di Ulisse in patria o Ovidio per il mito d'Orfeo ora diventati cose di Monteverdi come di centocinquanta altri. Così per secula et seculorum: senza che mai nessuno andasse a porsi il problema del tradimento e del trattamento, senza che nessuno cincischiasse, nemmeno Victor Hugo (mica come S. King con Kubrick!), su come Verdi deturpava il suo drammone francese per il Rigoletto… Davvero invece noi pensiamo che oggi Hugo avrebbe qualcosa da dire sul Gobbo di Notre-Dame della Disney? E il Gozzi sulla Turandot di Puccini? …e perché no il Bandello su come Shakespeare gli maltratta – è inevitabile! – la storia di Romeo e Giulietta?

[img]http://members.tripod.com/Barry_Stone/images/GPL_Cocteau_.JPG[/img]


E' pacifico che Ovidio dia rispetto a Virgilio una versione diversa della faccenda di Didone, e che Purcell riduca in ogni caso il lamento della regina a pochissime insostenibili parole. Insomma, l'arte a me fa ridere perché è un'arca di Noè dove tutti vanno con tutti, e Noé è una badessa disperata perché la giraffa se la fa allo stesso tempo con la lumaca l'airone e l'ippopotamo. Tutti tradiscono tutti, tutti promiscui, cinici e furbastri. Per dirla con Picasso, "io non cito, rubo": ma mica solo lui, proprio tutti!A provarci a mettere ordine si diventa solo pazzi, e ci si ritrova con un pugno di mosche (promiscue pure loro) in mano...

[img]http://www.laliberte.ch/opsbilder/Cocteau.jpg[/img]


Certo, il cinema è potente e magari ci prova senza scrupoli a stuprarci l’immaginario. Nel qual caso, peggio per la nostra povera testolina. Ma a me sembra che siamo diventati un po’ troppo schizzignosi o, se preferite, “filologi”, il che non era fino, appunto, all'invenzione del cine: per esempio, il Dottor Jekill e Mister Hyde, a Londra e ai tempi di Stevenson, i più lo conobbero a teatro, mica sul libro; e Jules Verne fu estremamente felice – visto sia le sue ambizioni di teatrante à la Dumas sia poi gli incassi – di trasformare in teatro Il giro del mondo in 80 giorni, Dalla terra alla Luna, e tutto il resto.
Tra l’altro, lavorando proprio come nel cine succede spesso, e cioè a quattro mani, a fianco a un professionista del settore, un po’ come ha fatto adesso S. Moore con J. Campion per In the Cut, o, ai tempi, Nabokov con Kubrick per Lolita.

[img]http://french.chass.utoronto.ca/fre180/Cocteau.jpeg[/img]

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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 31/01/2004 :  18:52:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un artista non è mai povero


[img]http://wwwusr.obspm.fr/cineclub/actu/festin1.jpg[/img]


E quando il film è "meglio"? Il caso forse più chiaro e anche drammatico forse è "Shining": lessi il libro perché avevo amato il film (come lessi "Arancia a orologeria" per aver amato il film... e lì, per me, nella mia personalissima gara del piacere, vinse il libro). Per "Shining", molto più godimento dal film, che non cessa di terrorizzarmi... Stephen King invece ne rimase così deluso e ci si arrabbiò tanto da girare un suo "Shining" - ne ho visto per caso pochi minuti - disastroso...

[img]http://wwwusr.obspm.fr/cineclub/actu/festin4.jpg[/img]


Il caso che mi sta più a cuore è però "Il pranzo di Babette" dcal racconto di Karen Blixen: mooooolto preferibile il film! Per me, il momento definitivo è "la" battuta - pochi minuti dalla fine nel film, ultima o penultima pagina nel racconto - che della storia dà il senso, come si suol dire, nascosto: chiccherosa nella Blixen (con le piume di pavone direbbe Polly) secca e semplicissima detta da Stéphane Audran: davvero tutta una vita in un solo secondo.
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 03/02/2004 :  13:37:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Più o meno

[img]http://www.davidde.com/beaton/beaton7.jpg[/img]


"La fotografia ti isola in un mondo tutto tuo, fatto di sensazioni e immagini più o meno ferme."
(dal tema, appena letto, di un mio studente, sul mistero)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 09/02/2004 :  17:05:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Vivaci varianti di Lo

[img]http://www.sensesofcinema.com/images/directors/02/lolita.jpg[/img]

Sulla faccenda di cinema e scrittori, io trovo molto divertente la storia di Nabokov che riscrive Lolita per Kubrick (c’è tutto nel Bompiani con la sceneggiatura, che poi è servita a Ronconi per lo spettacolo suo di cui nulla so).

Nabokov non si fidava del cinema, e Kubrick a quel tempo non era mica chissà che nome. Ma anche se lo fosse stato già, Nabokov aveva una certa idea di sé che non si sarebbe certo fatta ferire dalla volgare aura del Genio Cinematografico. Così, alla proposta di fare film dell’inopinatissimo romanzo, rispose subito “No”: rimettere le mani e rifare brogliaccio della felicissima “Lo” gli provocava “soltanto disgusto”.
Eppure “l’onorario era ragguardevole”.

[img]http://www.cinerhama.com/movies/lolita2.jpg[/img]

1959: tra scarse farfalle americane e vaghe meditazioni su come (nel caso il film si fosse fatto) gabbare il Codice Hays, nonché lunghi soggiorni in Europa (Parigi, Londra, Roma, Taormina, Genova e Lugano…) lo stesso Nabokov rimugina Lolita.
Finché, a offerta ormai respinta, ebbe “un'illuminazioncella notturna, di origine diabolica forse, ma inusitatamente incisiva nella sua vivida perentorietà, e percepii chiaramente un'allettante via di affrontare una versione cinematografica di Lolita”… Siamo arrivati al febbraio del 1960.

[img]http://www.tribuneindia.com/1999/99apr04/sunday/27tt19.jpg[/img]

La cosa coincide – quante volte accadrà nella vita? – con un telegramma da Hollywood che gli ripropone cordialmente di scrivere il film. Così parte dalla Costa Azzurra e – treno, nave, treno – in una decina di giorni arriva a Los Angeles. Lì discute con Kubrick su come “cinematizzare il film”.
Una prima illusione di comando: “Lui accettò tutti i miei punti d'importanza vitale, io accettai, dei suoi, i meno significativi.”

[img]http://www.dcrtv.net/lolita.jpg[/img]


Ed ecco il clou di Nabokov il sulfureo:

“Di natura, non sono autore drammatico; e neanche uno sceneggiatore praticone; ma se mi fossi dato al palcoscenico o allo schermo tanto quanto mi sono dato al genere di scrittura che sconta il suo trionfale ergastolo dentro la copertina di un libro, avrei propugnato e messo in opera un regime di totale tirannia, dirigendo io stesso il film o la commedia, scegliendo scenografia e costumi, terrorizzando gli attori, confondendomi tra loro in ruoli secondari di ospite o di spettro, suggerendo loro la parte: in una parola, permeando l'intero spettacolo del volere e dell'arte di un individuo unico - poiché non c'è niente al mondo che mi sia più odioso dell'attività di gruppo, quel bagno collettivo dove villosi e viscidi fraternizzano, in un moltiplicarsi di mediocrità. Tutto ciò che potevo permettermi, nel caso, era di stabilire il primato delle parole sull'azione, limitando così al massimo le interferenze della committenza e del cast.”

[img]http://www.mundodvd.com/articulos/fotokubrick/lolita2.gif[/img]


…Ma questa idea, del “primato delle parole sull’azione”, è proprio l’errore del pivello (aiuto: sto dando dl pivello a Nabokov…), che crede che il cinema scriva con le parole, mentre il cinema scrive con Marilyn Monroe.

[img]http://www.sensesofcinema.com/images/directors/02/some.jpg[/img]

Risultato finale: una sceneggiatura di quattrocento pagine, buona per un film da von Stronheim: e cioè di sette ore e più,e cioè impraticabile. Mille cose dunque da tagliare. Ma quello che a questo punto conta, è che Nabokov, a riscrivere Lolita, alla fine si è divertito fino all’entusiasmo.
Il che non toglie il fatto che Kubrick abbia fatto tutto comunque di testa sua.

[img]http://www.fantahorror.com/horror/stanley/lolita.jpg[/img]

1962, Nabokov vede in anteprima il film:

1: “Qualche giorno prima, a una proiezione privata, avevo scoperto che Kubrick era un grande regista, che Lolita era un film di prima qualità con attori magnifici, e che della mia sceneggiatura erano stati usati solo brandelli sparsi. Le modifiche, il travisamento delle mie trovate migliori, l'omissione di intere scene, l'aggiunta di altre, e ogni genere di cambiamenti ulteriori, non erano forse sufficienti a far cancellare il mio nome dai titoli di testa ma di certo rendevano il film tanto infedele alla sceneggiatura originale quanto lo sono certe traduzioni di Rimbaud e Pasternak fatte da un poeta americano.”

2: “La mia prima reazione al film fu un misto di irritazione, rammarico, e restio godimento. Più d'un'intrusione (quale la macabra sequenza del ping-pong o l'estatica sorsata di scotch nella vasca da bagno) mi parve azzeccata e spiritosa. Penose, però, altre (quali il crollo della brandina pieghevole o i fronzoli dell'arzigogolata camicia da notte della signorina Lyon). Le sequenze, per lo più, non erano certo migliori di quelle da me pensate con tanta cura per Kubrick, e mi pentii amaramente del tempo perso, pur ammirando la saldezza di Kubrick, nel sopportare per sei mesi l'evoluzione e la somministrazione di un prodotto inutile.”

E 3: “Ma mi sbagliavo. (…). Mi dissi che dopotutto nulla era andato perso, che la mia sceneggiatura restava intatta nella sua custodia e che un giorno l'avrei potuta pubblicare: non come meschina confutazione di un film dovizioso ma semplicemente come vivace variante di un vecchio romanzo.”

[img]http://oregonstate.edu/dept/humanities/newsletter/2000-spring/images/vladimir-nabokov.jpg[/img]
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 09/02/2004 :  19:30:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
IL PARRUCCHIERE DI COCTEAU


Jean Cocteau non mi ha mai convinta. Non sono mai riuscita a prenderlo sul serio.

Proprio per questo, e perchè sono sempre disponibile a ricredermi, quando nel novembre scorso sono stata a Parigi mi sono fiondata a visitare la mostra "Jean Cocteau, sur le fil du siècle" allestita al Centre Pompidou.

[img]http://www.centrepompidou.fr/images/editions/M/LIT-JEANCOCTEAU,SURLEFILDUSIECLE.AlbumCocteau_8X8.jpg[/img]


Mostra gigantesca, con una mole di materiale immensa: migliaia di fotografie, decine e decine di dipinti (da Blanche a Modigliani a Romaine Brooks e chi più ne ha più ne metta etc), una quantità straordinaria di manoscritti e disegni originali di Cocteau e poi ancora spezzoni di film (La Bella e la bestia, il Testamento di Orfeo, Il sangue del poeta), di balletti (Parade) etc. etc.
Insomma fate il conto che io sono entrata alle 11.00 e ne sono uscita alle 14,30 completamente ubriaca e avendo saltato ormai in "overdose", alla fine del percorso, anche qualcosa.

Una mostra che, per un appassionato di Cocteau, vale sicuramente un viaggio.
Credo valga un viaggio anche per chi, come me, appassionato di Cocteau NON è.

Ho diligentemente comperato il catalogo di cinquecento pagine circa anche se il peso in valigia non era indifferente.

[img]http://www.centrepompidou.fr/images/editions/M/LIT-COCTEAU.jpg[/img]


Perchè? Perchè ci sono cose che o non si trovano in giro o troviamo frammentate in tanti piccoli libretti che comunque qui da noi non sono facilmente reperibili ma soprattutto perchè, appunto, volevo capire perchè caspita questo Cocteau qui proprio non "mi acchiappa". Volevo, insomma, dire a me stessa: "aho'... io ce l'ho messa tutta...".

Il catalogo ripercorre molto fedelmente quanto c'è nella mostra, è fatto molto bene.

Che dire? A me sono piaciuti molto soprattutto i disegni di "Le Mystère de Jean l'oiseleur"; soprattutto mi è piaciuta l'idea (ai tempi molto rivoluzionaria o comunque inconsueta) di mescolare la parola scritta al disegno (oggi, noi con il Web possiamo trovare la cosa persino banale).

Mi sono molto piaciuti i disegni della e sulla guerra...

Per il resto...gli spezzoni di film mi sono sembrati assai ridicoli. Il sangue del Poeta e soprattutto Il Testamento di Orfeo etc. mi sono sembrati ridicoli al limite dell'intollerabile (ma come poteva, dico io, prendersi così sul serio????). Cocteau... senso del ridicolo uguale ZERO.

Si prendeva talmente sul serio da aver disegnato e fatto realizzare da Cartier l'elsa della sciabola da Accademico di Francia. Per ammortizzare e per controbilanciare la "botta di vita" della cartierata, si fece poi fotografare in tenuta da Accademico di Francia piegato in due con il sedere rivolto all'obiettivo: a guardarlo mi sono vergognata per lui.

Comunque, come sempre in tutte le cose ci sono i risvolti positivi: per esempio il manufatto di Cartier, che è davvero splendido: stasera non ho tempo di por mano allo scanner, ma mi piacerebbe corredare questo mio post con una serie di immaginette tratte dal catalogo della Mostra... Magari in seguito, se l'articolo 'nteressa.

Su tutto questo ho ruminato in proprio, finchè non sono comparsi il post di EFFECCI e domenica un articolo di Arbasino su varie mega-mostre europee tra cui anche quella parigina su Cocteau.

Leggendo l'articolo mi sono detta: "ah!"

[img]http://www.sassarisettimo.it/ragazzi/images/risata.jpg[/img]


Alberto Arbasino " Tutti pazzi per le mostre. Le nuove cattedrali della cultura", REPUBBLICA, pagina CULTURA, Domenica 8 febbraio 2004

"E oggi si nota soprattutto che Cocteau andava sempre da pessimi parrucchieri, anche quando era accademico; e la sua declamazione poetica era un birignao da "mostro sacro" privo di ironia. Nelle foto si osserva che gli "enfants terribles" erano ancora più magri e smunti dei "ragazzi di vita", mentre le sopracciglia depilate o finte di orfei e Sfingi sono molto ridicole. Nei film, Jean Marais risulta smorfioso"

[img]http://www.icbernareggio.it/ragazzi/futurismo/images/boccioni3.jpg[/img]
Umberto Boccioni - La Risata

Ciao

gabrilu
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Polly Peachum
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 10/02/2004 :  09:19:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Un morceau così spocchioso, debordante e candido Potomak-Polly lo dedica ovviamente alla Gabri-Lully, perché continui a far sempre tanti bei cuccù con o senza Cocteau.

[img]http://www.jeancocteau.net/01poete/images/p18.jpg[/img]
(Monsieur P.)


Jean C. all'adorabile Louise de Vilmorin,
(Correspondance croisée, Le Promeneur, 2003)

Non ignoro il fatto che ahivoglia quanti secoli ci vorranno perché davvero mi si comprenda. Ma a quel tempo avevo la faiblesse di credere che per noi i secoli contassero nulla e che Le Testament d'Orphée avesse stabilito l'Intemporale come regno (il nostro).
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 10/02/2004 :  22:08:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

CUCU'!


[img]http://www.provincia.venezia.it/medea/gab/strike/cocteau1.jpg[/img]



[img]http://www.provincia.venezia.it/medea/gab/strike/cocteau2.jpg[/img]
Cocteau in costume di Accademico di Francia .




[img]http://www.provincia.venezia.it/medea/gab/strike/cocteau_cartier.jpg[/img]


La spada di accademico di Cocteau disegnata da lui stesso medesimo e realizzata dalla Maison Cartier nel 1955. (Collection d'Art Cartier).

La spada è realizzata con oro, argento, smeraldi, rubini, diamanti, avorio, smalto, lama in acciaio... . Una robina modesta, insomma...


... Grazie Polly, effettivamente il Cocteau che mi piace è soprattutto (se non esclusivamente) quello dei disegni e della grafica in genere.

gabrilu

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Dario
c.s. terrestre


33 Messaggi

Inserito il - 11/02/2004 :  18:12:52  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
BIRIGNAO

Un bravo scrittore ormai in fase post-ABBA come Arbasino non ha mai potuto fare a meno di sviolinare al meglio , superando gli eccessi residuali del moderno modaiolo linguaggio dai gusti anni'80 ( andando persino oltre i più sofisticati neologismi come "guanto di strass" ) farcendo la pagina con una spruzzata di stupefacenti cascami logofili ... ma , al di là di questo - e fin qui va tutto bene - cosa vuol dire BIRIGNAO ? e' una parolaccia ? E perchè la usa così spesso ? Per decadenza ? Per questioni stereognostiche ? Per cementizi intersizi culturalistici da riempire al meglio fino alla drastica svaporazione del senso ermeneutico ?
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 11/02/2004 :  20:16:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

Messaggio inserito da Dario
BIRIGNAO

cosa vuol dire BIRIGNAO ? e' una parolaccia ? E perchè la usa così spesso? Per decadenza ? Per questioni stereognostiche ? Per cementizi intersizi culturalistici da riempire al meglio fino alla drastica svaporazione del senso ermeneutico ?

==============

Birignao - s.m. inv.

TS teatr., tipo di dizione affettata e leziosa, che consiste nel pronunciare le parole in tono nasale e prolungando le vocali | CO modo di parlare artificioso e innaturale


(dal dizionario della lingua italiana Paravia)

[img]http://www.sea.fi/foto/orfeus.jpg[/img]
Cocteau in "Le testament d'Orphee", 1960


gabrilu
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tamer
c.s. alato


101 Messaggi

Inserito il - 13/02/2004 :  09:25:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Birignao è far mica maramao ai tazebao del già funesto Mao! Quelle son robe da dandy al brand-new-trendy, tipo Warhola Andy...e altro che frizzi vituperandi da Nilla Pizzi a Cesare Brandi...
...tantomeno il "vo in falsetto per un anno" con Landolfi e 'l disinganno (checché ne vergasse Vergani...)
...probabilmente è la voce chioccia dell'Ei fu Sproposito, un ministro alla mancuso e "je t'accuuuuso"...

[img]http://213.215.144.81/public_html/images/s/sa68_arpia-nera_mini.jpg[/img] [img]http://213.215.144.81/public_html/images/s/sa17_pierre-cardin_mini.jpg[/img] [img]http://213.215.144.81/public_html/images/s/sa78_esplosine_mini.jpg[/img]

...o magari la marina di meana che straripa e fa moana dal balcone o dall'altana (no, direi il contrario); forse il gasmann già flautante, travestito da Edipo adeinodale, e "poooortate via il mio cadaaaaa-vère" : sprechsang sesquipedale.

[img] http://213.215.144.81/public_html/images/s/sa58_valentino_mini.jpg[/img] [img]http://213.215.144.81/public_html/images/d/dm17_marian-ripadimeana_mini.jpg[/img] [img]http://213.215.144.81/public_html/images/v/vAnd30_andreotti_mini.jpg[/img]

Birignao sono insomma le falle d'un mito in panciolle che strilla e non trilla, scintilla e mai brilla, e 'n sarebbe mejo 'l calcio balilla?
(e soprattutto è tamerlano che s'atteggia a decano con in corpo sol'un'ombra di laudano...)

[img]http://www.ilportoritrovato.net/risorse/benelui.jpg[/img] [img]http://www.ilportoritrovato.net/risorse/benelui.jpg[/img] [img]http://www.ilportoritrovato.net/risorse/benelui.jpg[/img]

(...chi abbia mai incontrato Arbasino sa che lui mismo, tra frappe trippe e raps, è un set di tic-trac, trick-or-treat e tanti miao bau e wow diiiivini, soprattutto quando, in emmegì sulla cassia -abiurata l'ataraxia- zirla negli occhio suoi bleu di Saxia la voglia "passsa" e smargiassa...)
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gabrilu
c.s. alato


88 Messaggi

Inserito il - 13/02/2004 :  17:10:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Messaggio inserito da tamer
Birignao è far mica maramao ai tazebao del già funesto Mao! Quelle son robe da dandy al brand-new-trendy, tipo Warhola Andy...e altro che frizzi vituperandi da Nilla Pizzi a Cesare Brandi...

==========

Caro Tamer tu si che hai capito tutto!

[img] http://www.culturaspettacolovenezia.it/immagini/labbra.jpg [/img]


gabrilu sedotta
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Dario
c.s. terrestre


33 Messaggi

Inserito il - 14/02/2004 :  07:58:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oh , ora si che mi sento soddisfatto , era dai templi delle Muse a Los Angeles che dilemmavo sul birignao ...
Digestive le foto servite come contorno , quasi un pinzimonio , da Tamer ... Ma quello prima della Ripa - che cosa ha al collo la Marina ? Forse cozze , o capesante ... - è Valentino? E che gestaccio è quello ? Si va "a magnà" ?
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 18/02/2004 :  13:58:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il cine-principio di Clausius-Carnot

[img]http://digilander.libero.it/dunkelorg/images/culturaearte/cal2.jpg[/img]

Domanda impossibile:
PERCHE' il cinema sa saccheggiare i libri ricavandone capolavori tutti suoi, e questo prendendo sia da robetta pulp e cheap (ecco: così faccio il birignao anca mi) che rifacendo i capolavori accertati di Conrad, Stevenson, Nabokov, Poe, ecc. ecc. ecc., mentre la letteratura NON sa fare lo stesso scherzetto col cinema? perché - così pare - si può andare SOLO dal libro all'immagine e non viceversa?

(ENTROPIA?)
[img]http://digilander.libero.it/dunkelorg/images/culturaearte/nosf07.JPG[/img]
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 18/02/2004 :  15:13:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.prom.it/rainews/foto/foto1,3787.gif[/img]

Il teorema del cappello


Aggiungo allora anch'io una domanda: perché succede che il critico supercilioso tenda a vedere nel film-da-libro tradimenti, immiserimenti, impoverimenti, quando magari l'autore del libro medesimo, del problematico film, è contento?
(Nabokov, Eco, Kundera...).
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