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 viscontissimus
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 01/02/2005 :  13:08:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Cultura"?

[img]http://www.moviemaker.com/issues/45/images/Welles_Bogdanovich.jpg[/img]

"Non esiste la cultura cinematografica,
Peter, solo un enorme mucchio di film".
(O. Welles)
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topsy
c.s. alato


99 Messaggi

Inserito il - 02/02/2005 :  18:27:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Pigolii


[img]http://www.repubblicaletteraria.net/Arte/MarioSchifano_GoffredoParise.jpg[/img] [img]http://www.artdirectgallery.com/Warhol%20Marlyn.jpg[/img]


Una ragazza di piccola statura, ma di proporzioni perfette e si sarebbe detto completamente nuda sotto quella maglietta di filo di Scozia. Pronunciò qualche parola con un impossibile birignao, il verso di un gatto e un pigolio. Le sue mani non erano splendide ma tutto il resto, seppur modesto o impoverito, il resto sì, era splendido e solo allora lo riconobbi. Era Marilyn Monroe.
[...]
La invitai a ballare e spuntarono inutili ed effimeri fotografi che si dissolsero rapidamente data la totale anonimia del sottoscritto. Ovvio che la guardai attentamente e non senza i palpiti di una notevole emozione.
[...]
La voce, quel pigolio-miagolio, [...] e l'odore: non il profumo, bensì l'odore, qualcosa tra lo zolfo e una capretta di latte.

(Lontano, di Goffredo Parise)
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reveilvie
c.s. acquatico


51 Messaggi

Inserito il - 09/02/2005 :  22:16:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Visto questo film: 'Le conseguenze dell'amore' di Paolo Sorrentino, anno 2004. L'ho visto uno o due mesi fa ma nelle sale italiane é uscito a settembre.

'Egli era stato creato
Per rimanere, sia pure un istante
Vicino al tuo cuore?'
I.Turgeniev

'... Titta é un uomo che poi svela una serie di segreti,
appartenenze e anche coinvolgimenti emotivi... considero il mio film un thriller dell'anima.'
(da un'intervista a Paolo Sorrentino riguardo al suo film 'Le conseguenze dell'amore' 21.09.2004)

UN UOMO SENZA QUALITA'

C'é un uomo che tiene la scena fino alla fine, protagonista di sguardi timidi e furtivi con primi piani che s'insinuano nelle sue alienate tenerezze. Poi si capirà... gli hanno rubato la vita. E' solo, riservatissimo, elegante, esiliato, insonne, ozioso e non si giustifica. Dopo i primi attimi d'antipatia m'affiora 'l'idiota' in un incrocio con presenze esistenzialiste da nausea. Pochi i dialoghi ridicoli e strafottenti, tante le immagini raffinate delle non azioni monotone pungolate dal ritmo impietoso dell'introspezione. Questo fino ad un certo punto del film.
Quest'uomo segreto 'di frivolo solo il nome' (Titta di Girolamo)ha il suo mistero che Sorrentino sgrana in corona di spine all'Antonioni, complice Simenon, dicono i critici. Il regista dice che non voleva realizzare un 'noir' e che 'il sentimento, pur sotterrato ma fondamentale nel film, meno fuggevole dell'amore, é l'amicizia.'


SVIZZERA

Un hotel di lusso nella Svizzera italiana : non luogo di scarsa intimità, 'universo mutevole e continuo'. La vita di Titta é come la porta girevole dell'albergo in cui é confinato da otto anni. Lugano o simili il posto dove, affinché ci sia così pulito, si nettano bene anche le banconote. Gli impiegati e il direttore della banca sono marionette, poveretti anch'essi.


MUSICA

La musica irruente (brani di Mogway, Lali Puna, Terranova...) trattiene stretti i fiati tesi dello spettatore per acquattarsi nel finale, lungo e afono come una deposizione.


ATTRICI E ATTORI

Olivia Magnani dice : 'Non paragonatemi a Nannarella'. Il regista cercava una ragazza giovane, piuttosto ordinaria, non di sfolgorante bellezza con occhi fuori dal comune.
Toni Servillo : affinità forti con Sorrentino. L'attore dice :' non so bene cosa ci lega, ma trovo molto bello che il nostro rapporto non si basi esclusivamente sull'amicizia o su rapporti puramente professionali, abbiamo un rapporto molto forte basato sull'ironia e sull'affiatamento'. E Sorrentino : 'c'é affiatamento e divertimento reciproco nel fare le cose insieme. E ogni volta devo trovare personaggi diversi perché lui ama le sfide. Chissà che il prossimo film riusciamo a fare una commedia'.


COSA C'ENTRA IL TITOLO?

Un bel giorno, per coincidenza il cinquantesimo compleanno di Titta, succede qualcosa. Una gemma spunta appena e gli dà la forza di levarsi dalla palude d'accidia e reagire alla sua pena di MAL DI MAFIA. Ci prova, innocente uomo impotente, a sfidare la vita, questa malavitosa ('...mai stato amato da nessuno io...') senz'illudersi più di tanto.

FINALE

Il cervello di Titta ci crocifigge in un supplizio d'immagini sparate come foto mute e quiete. Verdi poi viola, poi la neve bianca dove c'é il suo antico amico.












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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 22/02/2005 :  17:44:37  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Happy again

[img]http://images.art.com/images/products/regular/10022000/10022665.jpg[/img]


Rivedevo "Singing in the rain": che contagioso!... e ripensavo a una cosa che, in questo forum, era venuta fuori più o meno un anno fa, a proposito di Mozart: l'arte europea non sa più niente dell'allegria. Da moltissimo tempo. Dal'Elogio degli uccelli di Leopardi?

Non abbiamo da secoli l'innocenza dell'allegria.
Perché forse l'allegria è davvero sempre figlia dell'innocenza. Mentre il male "uccide il sonno" (Macbeth). - "Innocenza" è una parola abnorme che butto qua senza neppure azzardarmi a dirne alcunché.

Ci preme di più essere pensosi, nostalgici, consapevoli, adeguati, hegeliani, analitici, disperati, storicisti, saturnini, mistici, etici, politici, pedagogici, ecc.
Perfino malati e morti.
Tutto, purché non allegri.

Potremmo, con i bioritmi molto alti e in una bella mattina di primavera, essere tutt'al più ironici, sarcastici, satirici. Ma sarà sempre allegria di naufragi. Sai che gioia.

Del resto, da Macbeth il mondo s'è davvero rivoltato (siamo precipitati nel senno insolente e gravoso di Amleto!?): pare infatti che allegri ormai siano solo i piazzisti, i criminali e gli idioti; e proprio la loro allegria pare consigliarci definitivamente a diffidarne, a non essere troppo allegri noi: temendo, è fin troppo chiaro, di finire con l'assomigliare "a loro"... di arrenderci anche noi al Riso degli stolti!


Potremmo, del resto, sceglierci altro karma?
(ma allora, non balleremo davvero mai più coi topolini?)


[img]http://www.streetswing.com/histmai2/gif/1kelly1.gif[/img]


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f.c.
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Inserito il - 07/03/2005 :  00:50:14  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cappelli

[img]http://www.moviecard.com/zbgerman/ger-salem/sal-20.jpg[/img]

Possono essere un grande divertimento.
Ed è vero che possono mettere una donna di buon umore.
Chi ne sorride non capisce proprio nulla delle capacità
di sopravvivenza delle donne.
(Marlene Dietrich, Dizionario di buone maniere e cattivi pensieri)
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La Ciciarozzi
nuovo c.s.


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Inserito il - 25/03/2005 :  17:14:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Che ne direbbe di nominarmi
incaricato per il sollevamento del suo morale?

... e proprio a proposito di cappellini, quella piccola attrice, quella che i cappellini le andavano da dio, con la sua frangettina mangiucchiata dai cani (Truman Capote): Audrey Hepburn: come la adoro, cos'è che la rendeva così assolutamente indispensabile alla felicità del mondo?

...ho appena rivisto Sciarada, dove lei è Regina Lampert, e al suo fianco appare in grigio impeccabile Cary Grant, alias Peter Joshua... ve lo devo trascrivere subito, sì precipitevolmente, quel dialogo, quello magnifico...lo ricordate? davanti all'ascensore della maison d'hôte... assolutamente magnifico... ah se una volta tanto -finalmente!- si parasse anche a me davanti qualcuno cui poter sussurare:

Regina: ...lo sa qual'è il suo difetto?
Joshua: no...?
Regina: ...nes-su-no...

[img]http://ibelgique.ifrance.com/cinedestin/films/c/ch/cha/charade2.jpg[/img]
(How do you shave in there?)


che nell'originale suona
- Do you know what's wrong with you?
- No, what?
- Nothing!


...ricordate, poi, una delle scene d'apertura, il primo incontro, sulle nevi: che sense of Humour...

- Cary Grant: Noi ci conosciamo?
- Audrey Hepburn: Che cosa glielo fa pensare?
- C: Non so, me lo stavo appunto chiedendo...
- A: Vede, io conosco già tante di quelle persone che finché non ne muore una non posso fare conoscenza con nessun altro...
- C: Beh, se qualcuno dovesse entrare in agonia mi avverta...
- A: Pappamoscia...
- C: Cosa ha detto?
- A: Lei si arrende con molta facilità, non è vero?... )
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f.c.
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Inserito il - 17/04/2005 :  15:09:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I critici dei patriarchi


[img]http://www.cinemed.tm.fr/film/images/F01056.JPG[/img]


Ora prevale un'idea di voi non dico bonaria perché non avete mai smesso di essere provocatori, ma insomma siete due patriarchi.
Risi:Come?
Monicelli: Dice che sei un patriarca.


Monicelli: Antonioni? Io avevo il pubblico e la critica mi considerava trash, lui era amato dalla critica ma non aveva il pubblico. Eravamo abituati, la critica parlava male dei film miei e di Dino e io mi ero convinto che avesse ragione... Risi: I critici per noi erano degli stronzi. Pensare che poi gli stessi, dopo vent'anni, ti chiamano maestro. Monicelli: Siamo stati educati così. Se usciva un film di De Santis era un trionfo di discussioni, interventi di pezzi grossi del partito. Noi non siamo abituati alla considerazione di sé... Io avrei continuato con Totò all'infinito. E mi arrabbiavo quando scrivevano che i film non facevano ridere. Erano loro che non sapevano ridere... Risi: Alla fine dell'antemprima del Sorpasso, con le mogli impellicciate dei funzionari, ci fu un gelo totale... Ci sono registi che inseguono il capolavoro. Noi eravamo artigiani, mestieranti. Ci piaceva una cosa, la facevamo... Nel cinema non ho mai sentito nessuno scontento. E' o almero era un'avventura, una vancanza. Monicelli: Anche quando andava male, figurati quando andava bene...

(intervista su Repubblica a D. Risi e M. Monicelli per i 90 anni di quest'ultimo: bellissima)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 20/04/2005 :  17:13:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Concilia?

[img]http://www.moviesunlimited.com/wellesob.jpg[/img]


Ma come concilia ques'affermazione con...?

Son trent'anni che la gente mi chiede come faccio a conciliare X con Y! La risposta più vera è che non concilio nulla. Tutto quel che mi riguarda è in contraddizione, e lo stesso vale per tutte le persone che conosco. Siamo tutti fatti di opposizioni: viviamo tra due poli. Ci sono un filisteo e un esteta, un assassino e un santo in ognuno di noi. I due poli non si conciliano. Si riconosco e basta.

(Orson Welles, It's alla true. Interviste sull'arte del cinema)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 20/04/2005 :  17:40:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Concilia? (parte 2°)

[img]http://www.lovefilm.com/images/static/editorial/editorial_shakespeare_film03.jpg[/img]


"Il ruolo di Macbeth pone un problema particolamente interessante: nessun attore nella storia del teatro è stato un grande Macbeth. Perché? Perché non c'è mai stato un attore che potesse sostenere la prima e la seconda parte del testo. Perché questo dramma ha un grande difetto, un'imperfezione: il Macbeth che è vittima di Lady Macbeth non è quello che è diventato re. Nessun attore è mai stato in grado di interpretare entrambe le parti altrettanto bene. L'attore deve avere una semplicità brutale e un'assoluta naturalezza per sostenere la prima parte, e dev'essere estremamente cerebrale per interpretare la seconda. In altre parole, la prima parte dovrebbe essere un'interpretazione da Laurence Olivier e la seconda da John Gielgud."

(Orson Welles, It's alla true. Interviste sull'arte del cinema)
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f.c.
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Inserito il - 28/04/2005 :  11:14:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Piscine e tradimenti


[img]http://img.infoplease.com/images/home/huac-hiss.jpg[/img]


"Nell'arte americana il problema, o meglio uno dei problemi, è il tradimento della sinistra da parte della sinistra, un autotradimento. In un certo senso, per stupidità, per ortodossia e osservanza dello slogan; in un altro senso, per semplice tradimento. Siamo molto pochi nella mia generazione a non aver tradito la nostra posizione, a non aver fatto i nomi di altra gente.
E' una cosa terribile. Non potrà mai essere superata. Non so come si possa ricominciare dopo un simile tradimento; è qualcosa che differisce profondamente, per esempio, dal caso di un francese che abbia collaborato con la Gestapo per salvare la vita della moglie; è un altro genere di collaborazionismo. La cosa più triste della sinistra americana è che ha tradito per proteggere le piscine. Non c'era nessuna destra americana, nella mia generazione. Dal punto di vista intellettuale non esisteva. C'erano solo persone di sinistra, e si sono tradite a vicenda. La sinistra non è stata distrutta da McCarthy: si è demolita da sola, cedendo a una nuova generazione di nichilisti. Ecco cosa è successo."

(O. Welles, It's all true)
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fiornando
c.s. oltre


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Inserito il - 28/04/2005 :  12:09:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
'sa c'è contro la piscina, deh? ce l'ha putin e ce l'ha il papa. non sarà che la sinistra ameriana (tosc.)gli piace sta' zozza, ha paura dell'acqua?

fatto è che loro sono a sinistra d'una destra che più a destra non si può, e dunque si ritrovano a contare quanto follini, toh, e a quel punto è meglio demolirsi da soli, che fare da barboncini.

da ammirare, baciare, adorare, negli USA, solo banditi, telme e luise, tarantini: loro non sono, di sinistra: è lo shift, che ce li porta.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 03/05/2005 :  17:54:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il beri-beri

[img]http://www.sfi.se/sfi/IMAGES/SKOLBIO/FILMHANDLEDNINGAR/OTHELLO_1952.JPG[/img]


"La gente veniva a vedere il Macbeth e il vudù gli faceva battere i piedi. Il vudù e la magia nera funzionano a meraviglia. Uccidono i critici, lo sa?
...Abbiamo avuto una sola critica sfavorevole. Il giorno dopo la rappresentazione andai a trovare gli attori per congratularmi con loro del grande successo, e nel pomeriggio ho fatto apportare alcuni cambiamenti allo spettacolo. Il capo stregone del Dahomey mi ha detto: "C'è un uomo cattivo che ha scritto una cosa su di noi". Io ho risposto: "Sì, però non andatelo a picchiare". E lui dice: "Possiamo fargli venire il beri-beri?" Dico io: "Va bene, fategli venire il beri-beri". E lui se n'è andato a suonare i suoi tam-tam. Ventiquattr'ore più tardi, il critico era morto. E' la verità. Da allora, sono sempre stato molto gentile con gli stregoni."

(O. Welles, It's all true)
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 10/06/2005 :  15:46:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Le parole


[img]http://media.collegepublisher.com/media/paper410/stills/ie1g3u96.jpg[/img]

(Il detective Rodriguez vede che sulle pareti
della casa di Frennie sono attaccati tanti
biglietti con parole rubate qua e là.
Si informa cosa fa e lei risponde
che si occupa di scrittura)

Detective Rodriguez: E' un mestiere o un hobby?
Frannie: E' una passione.

(In the cut, regia di J. Campion)

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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 10/06/2005 :  20:04:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La passione di frennie...non suona un po' osceno?
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 16/06/2005 :  12:41:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.dali-gallery.com/graphics/col2-2.jpg[/img]

"Di ritorno a N. Y., ripresi a recensire concerti per l'Herald Tribune ed assistetti alle prove d'orchestra del mio balletto Colloque Sentimental. L'effetto d'insieme era esattamente quello che avevo auspicato d'ottenere. Il mio lavoro di critico mi impedì di vedere le prove del corpo di ballo, ma riuscii ad andare alla prova generale. Quando vidi la scena e quanto vi si stava svolgendo poco mancò che svenissi. Eglevsky e Marie Jeanne entrarono in scena sfoggiando dei grandi ciuffi di peli sotto le ascelle, così lunghi da arrivare fino a terra. Degli uomini con barbe lunghe un metro percorrevano il palco in tutti i sensi su biciclette, e c'era un'enorme tartaruga meccanica tempestata di luci multicolori (uno scherzo di Dalì ispirato a Huysmans) che si spostava in modo imprevedibile, rischiando diverse volte di far inciampare gli attori. Guardavo quel caos con occhi increduli. Il marqués mi aveva ripetutamente assicurato che questo balletto non avrebbe avuto nessuna delle stramberie tipiche di Dalì; doveva rappresentare lo spirito di Verlaine e nient'altro. Ero stato giocato in maniera splendida. Non da Dalì, per il quale la musica era una cosa che si accendeva all'inizio della serata e si spegneva alla fine, come il riscaldamento dell'auditorio. Era seduto proprio di fronte a me, in compagnia di Gala, e stava guardando la prova. Ad un tratto si girò e disse "Vous auriez du etre ici hier soir. Merde, c'était beau! J'ai pleuré" Avrei voluto rispondergli: "Ce soir c'est mon tour""

P. Bowles
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Generated in 0.53 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03