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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 29/06/2005 :  12:14:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Se ci penso...

[img]http://contrechamp.kaywa.com/files/images/2004/7/mob320_1088854723.jpg[/img]

"Se ti ci metti a pensare non va."

(Marlon Brando, sul recitare,
a John Huston che lo dirigeva
sul set di Riflessi in un occhio d'oro)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 14/07/2005 :  14:55:58  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Le due battute della Finestra

[img]http://www.cstone.net/~lbrannon/Stuff/REAR_WINDOW-22.jpg[/img]


"Ma il giorno dopo, quando già sale la tensione per il supposto assassinio, apparirà con una valigetta nera, di somma eleganza, dove ha racchiuso il suo nécessaire per una notte con il fidanzato ritroso. E, dinanzi all'attonito James Stewart, dirà le due battute che siglano il film. "Un po' di intuito femminile in cambio di un letto improvvisato" (è il baratto che risolve aforisticamente tutte le difficoltà sentimentali che opprimono il povero fotografo). E infinie, sempre a proposito della valigetta: "Vedi, è più piccola della tua" (con deliziosa insinuazione sessuale). L'epifania si ha quando quella minuscola cassetta nera si apre con un suono secco e il suo geometrico nitore si scioglie nella nube rosata della camicia da notte che appare (insieme alle pantofole e al minuscolo specchio, ricordo vedantico). Quella luce si irradia su tutto il film."

(R. Calasso, Il teatro di posa della mente, in La follia che viene dalle Ninfe)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 24/07/2005 :  22:27:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Col guanto

[img]http://p.vtourist.com/1/1092137-Rita_Hayworth_in_Gilda-Guangzhou.jpg[/img]


"Che cos'è il guanto di Rita Hayworth in Gilda? E' al tempo stesso un oggetto (che potremmo trovare in un museo di reliquie cinematografiche), un fantasma feticistico per eccellenza (ricordate la stupenda sequenza di incisioni di Max Klinger, che hanno come protagonista un guanto?), un'allucinazione comune vissuta nell'oscurità delle sale cinematografiche da uno sterminato numero di persone che non si conoscono, non vogliono conoscersi e comunicano soltanto attraverso questa muta immagine."
(R. Calasso, Il guanto di Gilda in La follia che viene dalle Ninfe)
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f.c.
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Inserito il - 05/08/2005 :  18:22:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Amori senza simmetria

[img]http://colombopashkus.com.ar/foto/gr/1831.jpg[/img]



M.M. su Joe Di Maggio: "lo amerò sempre. Ma Joe non può essere lo sposo di Marilyn Monroe. [...] Joe ha come idea di donna quello della tradizionale moglie italiana. Dovrebbe rimanergli fedele, devota [...]. Dottore, sapete che non si tratta di me..."
(dalla trascrizione dell'ultima seduta di M.M. dal suo psicoanalista, il dottor Ralph Greenson)
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f.c.
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Inserito il - 09/08/2005 :  15:19:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Vietnam velenoso


[img]http://www.beblogging.com/autoimg/38.jpg[/img]


Il post di Lucio Catilina (in "proponi nuove discussioni") sul Vietnam nel cinema getta lì problemi abnormi. Chissà perché, dubito molto che il cinema americano sarà capace nei prossimi anni di pensare alla stessa altezza le guerre mediorientali nelle quali sembra impantanata. Per non dire del totale silenzio europeo - e anche questo è sintomatico di un qualche disastro - sulla guerra nei Balcani.

Getto lì solo un sospetto: che i grandi film sul Vietnam siano stati degli incidenti di percorso di un'industria che non li prevedeva, e che solo a posteriori nel loro insieme si è potuto riconoscere un sottogenere del film di guerra, con stilemi specifici e riconoscibili. Mi vien da pensare, per esempio, a come li usi alla perfezione Zemeckis nella parentesi vietnamita di Forrest Gump.

Dico degli incidenti di percorso perché opere di rarissimi registi-produttori (Coppola, Stone, Cimino...), figure dunque solitarie e non di "sistema", che, come nel caso di Coppola sul film hanno dato 'diseconomicamente' l'anima, o che come Kubrick hanno potuto passarci comunque anni. - Figure che per ora non ci sono più, forse perchè il cinema sta decidendo ormai da anni deliberatamente e sistematicamente di essere quasi solo cretino (il 75% del pubblico americano ha meno di 16 anni).

O forse è solo troppo presto...
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Lucio Catilina
nuovo c.s.


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Inserito il - 14/08/2005 :  14:48:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Salve, ringrazio l'utente master f.c. per aver pubblicato la mia discussione.

A parer mio, il filone cinematografico "vietnamita" è piuttosto consistente nel mondo del cinema americano; e credo sia difficilmente un errore di percorso.
Penso che i film non facciano altro che testimoniare la dolorosa impronta del conflitto. Impronta rimasta in tutti gli americani.
Era un pò una guerra anomala. Gli U.S.A. non erano abituati al concetto di "sconfitta", e credo si possa, senza problemi, parlare di sconfitta.
Poi, senza entrare troppo nello specifico, la guerra del Vietnam è stata il primo conflitto in cui l'opinione pubblica statunitense si è lacerata profondamente - vedi RAMBO: First Blood o il gesto di Mohamed Alì.
Concetto non secondario, la guerra del Vietnam è durata per 11 anni (per un totale di 47000 morti): per questo l'impronta si è poi rivelata profonda.
Anche per questa ragione è difficile confrontare il conflitto del Vietnam con le recenti guerre Medio-orientali, che sono vere e proprie "guerre lampo", pur non capaci di risolvere definitivamente la situazione, a causa della nuova tipologia di guerriglia. Ma è meglio lasciare stare quest'ultima parte, perchè qui salta fuori il mondo del terrorismo, ancora sconosciuto all'America degli anni '60 e '70. Gli ultimi avvenimenti hanno tanto stravolto gli U.S.A. perchè, loro, non avevano mai avuto la guerra "in casa".
Quindi, credo che il filone vietnamita sia, per la "dilaniante" forza espressiva e la novità del conflitto psicologico (elementi caratteristici di tutti i suoi film), qualcosa da provare ed analizzare con grande attenzione. Personalmente, ho apprezzato molto numerosi film di questo genere.
Per concludere, non posso che trovarmi d'accordo con f.c. nel condannare la dilagante "dappocchezza" dell'attuale cinema americano.
Pensate a come siano stati deturpati molti poemi e racconti classici dalle relative transposizioni cinematografiche, tutte molto recenti.
Certo, qualcosa si salva. Certo, bisogna adeguarsi alla domanda del pubblico. Certo, bisogna trovare qualcosa di nuovo.
Non ci resta che rimpiangere il passato...tanto per cambiare!

Un saluto,
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 15/08/2005 :  09:13:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'orrore come genere

[img]http://www.movieconnection.it/schede/vietnam/apocalypse_now-kurt.jpg[/img]


Gentile Catilina, le guerre in Afghanistan e Iraq sono ancora "guerre lampo"? - Le guerre lampo furono un'invenzione della Germania di Bismarck e duravano più o meno un mese. Mi sembra che Bush, travestito da pilota di caccia, sia andato ormai molto tempo fa a recitare la vittoria su una portaerei, ma che la guerra sia sempre lì, pessima.

Tanto, che la stessa retorica di chi la dirige è diventata - come accadde nella prima guerra mondiale - quella di una guerra "lunga, difficile, contro un nemico infido, dalle forze micidiali, ecc..."

[img]http://i.cnn.net/cnn/2003/ALLPOLITICS/05/01/sprj.irq.bush.preview/story.bush.lincoln.jpg[/img]


Se non ricordo male, anche l'intervento in Vietnam venne raccontato a lungo in America come una "guerra lampo".

Per quel che ne so, la storia del cinema americano è quella di un'industria che ha rapporti tutt'altro che lineari con molti dei suoi autori migliori. I quali sono i migliori proprio per quello, immagino.

Per restare nel filone dei film sul Vietnam, potrebbe essere interessante vedere - e saranno stati scritti libri certo intelligenti su questo - come Hollywood passi dai "Berretti verdi" di John Wayne (1968) a (per dire un "prodotto medio" che seppe ruffianarsi un pubblico 'giovane' ormai largamente pacifista) film come "Tornando a casa" (1978) che ebbe anche i suoi oscar.

Ma già la storia di "Apocalypse now" (esce nel 1979, ma alle spalle ha ben 2 anni solo per il montaggio) è molto più la storia di un autore dalle visioni "bigger than life" che di un film di genere.

L'impressione che ho io è che Hollywood seppe fare, al momento per lei giusto, anche della guerra del Vietnam una retorica. Ma che, come sempre, il meglio, sia in pochi film del tutto individuali, di registi fuori schema che, credo soprattutto in Europa, chiamiamo "Autori".

Su come Hollywood sceglie e fa i film, trovo molto bello un film di Robert Altman: I protagonisti.


[img]http://www.filmscoop.it/locandine/iprotagonisti.jpg[/img]
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Lucio Catilina
nuovo c.s.


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Inserito il - 15/08/2005 :  14:22:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ebbene!?

Proseguiamo nel cammino...
Allora?! Cosa mi dite dei western?
Io, personalmente, li trovo decisamente interessanti. Film netti, senza fronzoli. Cattivo contro Buono. Buono contro Cattivo.
Inutile dire che costituiscono numerose vertebre nella spina dorsale del cinema.
Ne sono stati fatti moltissimi, probabilmente più di qualsiasi altro genere ma, tutto sommato, pur mantenendo la stessa "metodologia", sanno spaziare bene nella storia. Mi riferisco certamente agli esempi più illustri.
E quindi, perchè non farci qualche complimento? Tralasciando, per il momento, il resto del sacco degli "spaghetti-western", trattiamo il Leone del western italiano e i suoi capolavori.
In quanto fondatore del genere all'italiana, poi imitato praticamente ovunque, Sergio Leone ha posto, con genialità, una pietra miliare per tutto il cinema italiano.
O sbaglio?!
Ritengo, a buon diritto, l'eccellente "Trilogia del Dollaro" come apoteosi dell'intera opera del regista. Trilogia additata come esempio dal mondo intero. Trovo davvero fantastico, scusate la banalità, "Il Buono, il Brutto, il Cattivo". Fantastico.

Ebbene?!
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 18/08/2005 :  12:28:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fagioli magici

[img]http://www.thecityofabsurdity.com/papers/pic07.jpg[/img]

"Ho un consiglio per giovani registi:
non infilatevi mai fagioli nel naso."
(David Lynch)
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Dario
c.s. terrestre


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Inserito il - 04/06/2006 :  19:46:25  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sunset Boulevard of broken dreams

( A proposito di David Lynch ...)


[img]http://filmup.leonardo.it/locand/mulhollanddrive.jpg[/img]


WWW . MULHOLLAND-DRIVE . NET
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 28/09/2006 :  21:35:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Interessa?


Girovagando in rete, ho raccolto un grido isolato di dolore. Lo trasmetto qui, non si sa mai possa essere utile, come disse il barbone che trovò un cappello a cilindro.

"La televisione negli anni ’50 e ‘60 tra censure, mutandoni alle ballerine, telefonate del politico baciapile di turno al direttore di testata, ha comunque prodotto qualcosa. Un qualcosa che si chiama cultura.
Fo e la Rame furono cacciati, Walter Chiari fu sospeso per un paio d’anni per una battuta. Disse che dalle tasche di Mussolini non cadde nulla quando fu attaccato per i piedi a piazzale Loreto. Se ci fossero stati i democristiani al suo posto sarebbe venuta giù la cassa del mezzogiorno.
Di quella Rai si può rimpiangere poco, ma quel poco basta e avanza.
I dirigenti della Rai pensano che gli italiani siano lobotomizzati o, invece, lo sono loro?
Questa domanda è decisiva per capire il palinsesto. Chi decide che la spazzatura si deve vedere nell’ora di massimo ascolto e la cultura a mezzanotte? Rutelli? Petruccioli? Marini e Bertinotti riuniti?
Il maestro Manzi insegnò a leggere e a scrivere a una generazione di italiani con ‘Non è mai troppo tardi'. Questi sono l’analfabetismo di ritorno.
La cosa più rivoluzionaria che potrebbe fare oggi la Rai è pensare, credere, che gli italiani siano persone intelligenti, non audience, non m..da per vendergli prodotti a suono amplificato (Gentiloni quando ci togli dai c..ni la pubblicità megafonata, è illegale porca put..na!, violazione acustica di domicilio).
I soldi poi, soldi regalati. I nostri soldi, tasse o canone, buttati con pacchi, scatole, domande da subnormali. I soldi sono nostri. Non si possono regalare 100.000 euro per una risposta del c..o. E’diseducativo. Da vietare ai bambini. Non so, non credo che un servizio pubblico, legalmente, possa dilapidare i soldi dei contribuenti e degli utenti. Ma mi informerò. Dilapidi se vuole con i soldi dei presentatori e del pubblico in sala. Un’elemosina non si nega a nessuno. 5 euro a domanda sarebbe già troppo. L’italiano in sé non nasce deficiente, ma la Rai ambisce che lo diventi. Un piano quasi riuscito La Rai è, sulla carta, un servizio pubblico: lo diventi. Giornalisti indipendenti, abolizione dei salotti untuosi di approfondimento, cultura in prima serata e i politici, i nostri dipendenti, in televisione solo se hanno qualcosa da dire. Sarà di rado, forse mai, ma sarà meglio. Per noi e per loro.

I programmi di informazione e di cultura prodotti dalla Rai, almeno quelli, devono essere riutilizzabili gratuitamente in rete. Devono poter essere diffusi con licenza Creative Commons. Una volta trasmessi diventare di tutti."

Beppe Grillo


Sul sito esiste una proposta per cambiare la legge attuale. Nome: perunaltratv.

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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 28/09/2006 :  21:51:00  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Niente di nuovo nel mondo


Qualcuno ha visto il film di Crialese? Presentato con la solita grancassa di paroloni "capolavoro" "originale" "magistrale" "Molto curato nei costumi e supportato da un’altrettanto originale colonna sonora il film, passato in Concorso all’ultimo Festival di Venezia, ha vinto il Leone d’Argento come Premio Speciale per il film rivelazione della Mostra" è in fin dei conti il solito film con le solite trovate e il solito inesauribile argomento del sottosviluppo del sud del mondo. Privo di vere idee, ad un certo punto il regista semplicemente spegne la macchina da presa. Clik. Ma dove sono finiti i registi? Dalla morte di Kubrick vivo nel panico...se qualcuno ha dei nomi, li tiri fuori, please.
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Macheath
c.s. alato


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Inserito il - 28/09/2006 :  21:53:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://brainmover.blog.excite.it/img/bene2.JPG[/img]

"Bada, Grillaccio del mal'augurio!... se mi monta la bizza, guai a te!..."
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Macheath
c.s. alato


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Inserito il - 28/09/2006 :  21:58:36  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
ma dear Nelson, prova ad andare a vedere Borat, cosa aspetti! io non l'ho ancora visto ma l'ho trovato ugualmente irresistibile...

http://www.boratonline.co.uk/


(qual'è la differenza di stile tra un crialese qualsiasi e kubrick? a me che guardo solo cartoni animati anni ottanta non sembra che eyes wide shut fosse molto diverso da un qualunque film con la ceccarelli e lo cascio: altro chre struggimento!)
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 28/09/2006 :  22:24:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sbaraquack!

[img]http://www.salimbeti.com/paperinik/images/donald47.jpg[/img]


Eyes wide shut è il prototipo di un gran bel film, se solo Kubrick avesse fatto come Crialese, separandosi dalla pellicola alla fine del libro di Schnitzler, e sostituendo il grugno monoespressivo di Cruise con quello di un attore decente, diciamo John Malkovich.
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Generated in 1.94 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03