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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 05/09/2007 :  15:42:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

speculo imaginario terdecimo o ultimo primo

quali siam noi o quali son sono e quanti
coloro d'oro colui cosa amando
chi mente porta da dove chi amando
cosa porta mente a dove davanti

l'un l'altro o dietro è lo stesso se stesso
capo volto uguale e di verso giunto
estro riflesso nel punto congiunto
in verso se flesso o sé fratto adesso

irriflesso inverso vede presente
diverso speculo infinito infinito
speculare passato se finito

finito sé passato assenza assente
in contro verso per verso memorie
appunto di note che si fan storie


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 17/09/2007 :  03:40:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

speculo imaginario terdecimo o ultimo secondo


(prima quartina e poco altro della seconda)

di memoria di storie senza storia
tesa è la corda dal tocco sottesa
di punta nel punto toccata illesa
ferita o lacuna riempita gloria

di vita anzi che non di morte incontro
di morte non che di vita qual dono
senza dono perdono se perdono


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 19/09/2007 :  04:38:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

speculo imaginario terdecimo o ultimo secondo

di memorie di storie senza storia
tesa è la corda dal tocco sottesa
di punta nel punto toccata illesa
ferita o lacuna riempita gloria

di vita anzi che non di morte incontro
di morte non che di vita qual dono
senza dono perdono se perdono
non c'è l'insieme ma insieme di contro

canto son sono le corde d'accordo
di note qual note che sian o ignote
imagi di lune e lunule vuote

o plene e plenissime nel ricordo
di chi era colui e di cosa colei
ora che son chi sono e cosa che sei


Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 15/10/2007 :  12:23:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
speculo imaginario terdecimo o ultimo terzo

che appare apparente ma che dispare
altero punto oltre modo punto minimo
simillimo apparente qual massimo
posto supposto in punto di che pare

tocco e toccato d'acuto e d'acuzie
di volta in volta nei cieli le volte
o dei è dir lo stesso se colte
o incolte forma di dee minuzie

minute o d'idee speculare copia
di copia speculare in tra nebula
e nebula di gravida lunula

e di grave toccata e tocca propria
d'impropria grazia essendo tale d'astro
la disgrazia quale pure il disastro

Campi Giovanni
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campi giovanni
c.s. oltre


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Inserito il - 19/10/2007 :  11:13:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

speculo imaginario terdecimo o ultimo quarto e ultimo

più spesso tale quale meno spesso
l'un l'altro moto immoto e sì e no muove
movendo principio di fine e nove
e nove se adesso è dire lo stesso

dire speculo speculare o copia
copia d'idea di dea cornea impropria
mente propria ora che Ora ad esso propria
mente impropria cornea copia di copia

o speculare di speculo e nome
e nume e numero imagi d'imago
fuoco d'ali e l'angolo più o men vago

vagando e le punte sue in punto come
unite unendo l'arco di principio
fine in fine essente che è participio


Campi Giovanni
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 04/11/2007 :  09:34:50  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.nabokovmuseum.org/img/gal/sm_img528328895.jpg[/img]


"Freud mi sembra rozzo e medioevale. Non voglio che un anziano gentiluomo viennese con l'ombrello mi infligga i suoi sogni."
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 04/11/2007 :  10:00:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
PS


La sofferenza impropria sta a quella propria come un temperino al coltello da macellaio. Ma non voglio che uno scrittore sadico mi infligga i suoi inferni.

[img]http://www.fotoarts.org/fotografie/100825/serie/t_1584.jpg[/img]
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 11/12/2007 :  23:09:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.masters-of-fine-art-photography.com/02/artphotogallery/database/jaques_henri_lartigue_09.jpg[/img]


Di certi esseri: inferiori nelle cose più comuni, superiori in quelle più rare; come ciechi quando c'è il sole, chiaroveggenti nella notte.
(P. Valéry)
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orfano sannita
c.s. infuocato


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Inserito il - 04/01/2008 :  09:17:32  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
magari potevo


"Non c'è dubbio che io avrei potuto fare diversamente, ma non è questo il problema. Bisognerebbe piuttosto formulare il problema in questo modo: potevo io fare diversasmente senza modificare sensibilmente la totalità organica dei progetti che io sono? (...) In altre parole: avrei potuto fare diversamente, senz'altro, ma a quale prezzo? Al prezzo di una trasformazione radicale del mio essere-nel-mondo."
(J.-P. Sartre, L'essere e il nulla)

Modificato da - orfano sannita in data 21/04/2010 18:13:07
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 05/01/2008 :  09:30:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
incerto

[img]http://cronologia.meglio.it/img/eventi/03000/03908_1.jpg[/img]


"Io tento di curare una persona, ma non sono certo se la curo o no. E' la stessa cosa quando dico che amo una donna. E' molto facile dire questo, persino falso. E' falso perché l'uomo tende a un tipo di relazione e la donna a un altro. Quando si crea una relazione, questa non è più che una crisi, una crisi in cui c'è vita se non c'è dominio, dell'uomo sulla donna, della donna sull'uomo."
(F. Basaglia, Conferenze brasiliane)
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orfano sannita
c.s. infuocato


308 Messaggi

Inserito il - 23/02/2008 :  10:30:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
matematica

[img]http://members.cox.net/eddotcom/graphics/psy_leigh.jpg[/img]


"Nella matematica esistenziale il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio."
(M. Kundera, La lentezza)
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 23/02/2008 :  20:26:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
E non solo


[img]http://www.masters-of-fine-art-photography.com/02/artphotogallery/database/harry_callahan_08.jpg[/img]


Dimenticare non è solo vis inertie come credono i superficiali, è molto più di una forza frenante, attiva e positiva nel senso più preciso del termine, forza cui si deve il fatto che tutto ciò di cui noi facciamo esperienza, apprendiamo ed accogliamo in noi, nello stato di digestione -potremmo chiamarlo assorbimento intellettuale- arriva tanto poco alla nostra coscienza, quanto tutto il molteplice processo con cui si compie la nostra nutrizione corporale, il cosiddetto processo di assorbimento. Chiudere ogni tanto le porte e le finestre della coscienza, non farsi molestare dal fracasso e dalla lotta con cui il mondo occulto degli organi manifesta la sua collaborazione e opposizione; un po' di tranquillità, un po' di tabula rasa della coscienza, per fare ancora più spazio a qualcosa di nuovo, soprattutto a funzioni e funzionari più nobili, per governare, prevedere, ordinare -questo è il vantaggio-come si è detto- di una dimenticanza attiva, simile ad un guardaportone, un custode dell'ordine spirituale, della tranquillità, dell'etichetta: per cui si dovrà immediatamente stabilire in quale misura nessuna felicità, nessuna serenità, nessuna speranza, nessun orgoglio, nessun presente sia possibile senza smemoratezza.

F. Nietzsche
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 24/02/2008 :  11:40:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
l'oblò dell'oblio

[img]http://www.pitt.edu/~wbcurry/img/people/nietzsche4r.jpg[/img]


Sì sì, la verità è che di oblio non ce n’è mai abbastanza. Come l’avidità, non si sazia mai di sé e pretende sempre di allargare la sua macchia nera oltre i bordi raggiunti. Il presupposto vitalistico è: dove non c’è più niente, potrà esserci ogni nuova cosa. Questo però non lo so se sia davvero vero, e non piuttosto un banale tranello, del tipo di quelli delle reclames elettorali. Però Nietzsche ha ragione in ogni caso: secondo me, perché opporsi all’oblio è opporsi al destino, che è tanto più efficace quanto più è sonnambulo. L’uomo funziona al meglio della sua natura come animale preterintenzionale. E' stato fatto apposta perché, concependo una cosa, ne succeda un'altra. Un'altra da sempre iscritta nella sua sorte ma che lui non vede mai. Il massimo che possa aggiungervi è l’orpello rococò di un po’ di scrupoli. Lì l’etica mostra ciò che davvero può essere: un’estetica che agghinda di buone intenzioni l’inesorabile.

[img]http://www.albany.edu/offcourse/summer00/Nietzsche.jpg[/img]


Ma la strada è da sempre segnata e nessuno può convertire nessun altro. Il massimo sarebbe obliare l’oblio: dimenticare che non si fa che dimenticare, dimenticare credendo di ricordare ciò che si è dimenticato. Un oblio che immagina se stesso come un telescopico oblò sul tempo perduto. Questo è l’oblio perfetto, un oblio obliquo. Un oblio pieno di falsi ricordi, a loro volta tanto più perfetti quanto più facilmente dimenticabili. Di ricordi obladì-obladà. Nessuno morrà oberato d’oblio, l’oblio non stanca. Ed è il destino di tutto: letto sul giornale di oggi la ricostruzione della fine del sole (una nana bianca che vaporizzerà la Terra, o la lancerà, ridotta a una luna spianetata, come una fionda nel gelo di spazi senza soli)? E', come tutte, una cosmologia consolante.

[img]http://www.uoregon.edu/~kimball/images/Nietz.totenmask.jpg[/img]
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nelson dyar
c.s. infuocato


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Inserito il - 24/02/2008 :  13:13:06  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

[img]http://www.masters-of-fine-art-photography.com/02/artphotogallery/database/michael_kenna_05.jpg[/img]




Ma, ovviamente, dissento. Perché "si marchia qualcosa col fuoco, per farla imprimere nella memoria: solo ciò che non cessa di far male, resta nella memoria."

Dimenticare che non si fa che dimenticare? Ma questo vale per i poveri di spirito, per i deboli, per gli ignavi e i superficiali, appunto: coloro che non sanno accogliere in sé il male.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 24/02/2008 :  15:21:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
oh yes...

[img]http://www.filmposters.com/images/posters/7794.jpg[/img]


Ma dimenticare di aver dimenticato è la dimenticanza doc, il suo stato compiuto. Heidegger scrive molto su questo. Ma non serve il filosofo. Perché sappiamo tutti che non c’è memoria che tenga: dieci milioni di hittiti furono torturati e massacrati dagli hyksos nel terzo secolo della luna a spicchi: ah sì? – I tuoi avi subirono le angherie più umilianti perché un giorno tu godessi di un comodo ologramma universale: davvero? Tu stesso l’altro ieri votasti una lista di gentiluomini che ti promisero viaggi gratis su Andromeda e ora, benché turlupinato, lo stai rifacendo: sarà... – Cosa si ricorda, o meglio: cosa si dimentica prima e cosa un po’ più tardi? - Consiglio per il Principe: “sopra tutto, astenersi dalla roba d'altri; perché li uomini sdimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio” (Principe, cap. XVII). E' un gran peso il ricordo, una zavorra: figurarsi il ricordo di un imperdonabile che mai ha risarcimento. In Gigi di Vincente Minnelli Maurice Chevalier canta a Hermione Gingold “Oh yes, I remember it well”, e noi con lui…
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Generated in 0.11 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03