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 la guerra
 Un concorso letterario per giovani autori
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finisterre
nuovo c.s.


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Inserito il - 04/04/2004 :  17:51:29  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Segnaliamo, con preghiera di massima diffusione, la 4a Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa "Parole per comunicare", bandito dall'Amministrazione Comunale di Grassano e l'Associazione Finisterre in collaborazione con l'Associazione Genitori di Grassano, il Centro di cultura e tradizioni popolari "Ernesto De Martino" di Ferrandina, l'Associazione "Magna Grecia Lucana" di Torino, la Delegazione Finisterre di Campi Bisenzio (Firenze) ed il patrocinio della Provincia di Matera (Basilicata).
Il Concorso si articola in tre sezioni a tema libero: Narrativa in lingua italiana; Poesia in lingua italiana; Poesia in lingua dialettale; e nella sezione a tema, detta "QualeAmore", in cui potranno concorrere solo poesie e racconti brevi che hanno per tema "l'amore in tutte le sue variazioni ed inclinazioni".
La partecipazione al concorso letterario è gratuita, non ha limiti di età e si concorre solo con opere inedite. Si può partecipare ad una sola sezione del concorso con un'opera per autore. Le opere dovranno pervenire, nei modi stabiliti nell'apposito bando, entro e non oltre il 31 Maggio 2004, per posta ordinaria alla Segreteria del Concorso.

Per avere maggiori informazioni può visitare il sito internet del premio letterario all'indirizzo http://it.geocities.com/parolepercomunicare/index.htm o scrivere via e-mail all'indirizzo parolepercomunicare@libero.it .

Ringraziando dell'attenzione, porgiamo i nostri più Cordiali Saluti.

La Segreteria Organizzativa
del Concorso "Parole per Comunicare 2004"


f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 15/04/2004 :  12:33:09  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Operazione Babilonia


[img]http://www.getty.edu/art/collections/images/m/00812801.jpg[/img]


Codesto male era allora comune: dovunque eserciti mercenari, effimere tirannie, regni conquistati o perduti a un colpo di dadi. Lo stesso giorno in cui Alessandro morente dava a baciare ai soldati in lacrime la gelida mano, poco mancò che fanteria e cavalleria si azzuffassero sulle porte di Babilonia. Mentre il suo cadavere era portato nel tempio di Ammone, la madre, la moglie, i suoi bambini erano scannati dagli stessi uomini che per timore venivano meno solo a guardare la sua statua.
(J. MICHELET, Storia di Roma, Rusconi 2002, p. 187)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 16/04/2004 :  10:14:08  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tagliare la corda


[img]http://www.metalprovider.com/wizardd/corbeau.jpg[/img]


Ci avevo voglia, malgrado tutto, di tentare di comprendere la loro brutalità, ma più ancora avevo voglia di tagliare la corda, una voglia enorme, assoluta, talmente la cosa m'opprimeva all'improvviso come effetto d'un formidabile errore.
(Céline, Viaggio al fondo della notte)
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Verbosa
c.s. alato


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Inserito il - 16/04/2004 :  14:28:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.magnumphotos.com/LowRes/par/TR6/HCB/ITASFDE/PAR19086.jpg[/img]

Come? Tu ti impicchi a ore fisse? Guarda che potrei farti rompere questa vecchia abitudine.
(Pedrignano, atto III, scena sesta, La Tragedia Spagnola, Thomas Kyd)
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boboross
c.s. infuocato


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Inserito il - 17/04/2004 :  21:19:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Tiremm nnanz (Amatore Sciesa )
La Leonessa d'Italia
La stampella di Toti
Mancò la fortuna non il valore
vile, tu uccidi un uomo morto
Vincere
i colli fatali di Roma
otto milioni di baionette
spezzeremo le reni alla Grecia
non passa lo straniero
Abbiamo pazientato 40 anni: ora basta.
il Maresciallo Badoglio telegrafa
Questa non è una guerra, ma una tisi militare ( così, più o meno, Crispi a Barattieri, ante Adua ).


Forse l'unico revisionismo praticabile è quello da farsi nei confronti dei governanti post-unitari che, almeno, avevano un po' di ironia nel tascapane e sapevano resistere ai clericali che, volendo, avrebbero potuto scatenare masse superstiziose e rozze.
E invece sono così vituperati...

Siate la valanga che sale
l'ora delle decisioni irrevocabili
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 19/04/2004 :  18:42:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il nostro disinganno


[img]http://www.staatsgalerie.de/media/sammlungen/gem/n45_baselitz_l.jpg[/img]


1. "Nel corso di questa guerra, il nostro disinganno è stato provocato da due fattori: il carattere scarsamente morale del comportamento degli Stati nei confronti dei loro vicini, mentre all'interno di ciascuno di essi si pone come guardiano delle leggi morali, e la brutalità che caratterizza il comportamento degli individui e che non si sarebbe aspettato da questi rappresentanti del più alto livello di civiltà raggiunto dall'uomo."

[img]http://www.visualculturenow.com/baselitzFP.jpg[/img]


2. "Ma nei nostri concittadini del mondo noi abbiamo osservato un altro sintomo che forse ci ha stupiti quanto l'abbassamento, per noi così doloroso, del loro livello morale. Intendo riferirmi alla loro mancanza d'intelligenza, alla loro stupida ostinazione, alla loro inaccessibilità ai ragionamenti più convincenti, all'infantile credulità con la quale essi accettano le affermazioni più discutibili."

(S. FREUD, Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte, 1915)

[img]http://www.tvcc.cc.or.us/Art/101/images/90.jpg[/img]
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 20/04/2004 :  18:07:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dopo che questa resistenza è stata vinta


[img]http://www.smcm.edu/users/lnscheer/lecture%20web%20pages/102obtrans/lipski.jpeg[/img]


1. "Il nostro intelletto può lavorare efficacemente solo nella misura in cui non risente di influenze affettive troppo intense; in caso contrario, esso agisce semplicemente come uno strumento al servizio di una volontà che ottiene il risultato che questa gli ispira. Perciò, le argomentazioni logiche non possono niente contro gli interessi affettivi, ed è per questo che, nel mondo degli interessi, la lotta a base di ragionamenti è tanto sterile."

[img]http://www.societacivile.it/img/b_vespa.jpg[/img]


2. "L'esperienza psicoanalitica conferma questa verità. Essa ha modo di constatare ogni giorno come, dal momento in cui i pensieri che si presentano loro urtano contro una resistenza affettiva, gli uomini più intelligenti perdono immediatamente ogni facoltà di comprensione e si comportano come degli imbecilli, ma che, dopo che questa resistenza è stata vinta, la loro intelligenza e la loro facoltà di comprendere si ridestano. Perciò l'accecamento logico in cui questa guerra ha gettato i nostri migliori concittadini è solo un fenomeno secondario, la conseguenza di un'eccitazione affettiva che, c'è da sperare, scomparirà insieme alle cause che l'hanno provocata."
(S. FREUD, Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte, 1915)

[img]http://www.bazaramericano.com/galeria/guerra/11.jpg[/img]

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Verbosa
c.s. alato


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Inserito il - 21/04/2004 :  13:11:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Solo i vigliacchi durante la guerra potrebbero risolvere i compitini d'algebra.
Mariengof, I cinici, sellerio.

[img]http://www.brightlightsfilm.com/23/23_images/jules1.jpg[/img]

(sono talmente vigliacca da esser nient'affatto d'accordo!)
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orfano sannita
c.s. infuocato


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Inserito il - 21/04/2004 :  16:16:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
L'impero dei segni

[img]http://www.rainews24.it/ran24/immagini/iracheni_arresi.jpg[/img]

Ma se gli operatori di pace c'hanno i bazooka i mitra e urlano "alt!", sarà mica venuto il momento di sparare sulla Croce Rossa?
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 24/04/2004 :  11:29:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Appunti su un piccolo libro di Hanna Arendt
(Sulla violenza, Guanda)


[img]http://www.usajewish.com/images/hanna_arendt.gif[/img]


Sulla violenza è stato scritto alla fine degli anni sessanta in America (l'ebrea Arendt vi fuggì nel 1941). Siamo al centro di una costellazione di fatti (il ’68, il Vietnam, la Guerra Fredda) che si potrebbe definire perfino “lontani”.

La Arendt scrive cose inesorabili: “in nessun caso la fortuna, cioè la buona e la cattiva sorte, svolge un ruolo più decisivo negli affari umani che sul campo di battaglia”; e poiché “non c’è nessuna certezza in queste cose”, “la violenza può rimanere razionale soltanto se persegue obiettivi a breve termine.”

Tanto più ora che la violenza implica l’uso di tecnologie micidiali, “il fine corre il pericolo di venire sopraffatto” da mezzi i cui effetti devastanti conteranno di più, “per il mondo futuro, degli obiettivi perseguiti.”

[img]http://www.primissima.it/binary/primissima2/scuola_percorsi/stranamore_img.5419_3108_1.jpg[/img]


Alla imprevedibilità delle conseguenze della guerra, corrisponde il nuovo carisma dei tecnici: “poche cose risultano più spaventose della costante crescita di prestigio di certi esperti” i quali, invece di pensare (“antiquata attività, nient’affatto computerizzabile”), sciorinano simulazioni e calcoli verificabili solo nel corso della guerra stessa.

Ci si affida così a mani per lo più pessime.
Insana è soprattutto la convinzione che la massima violenza sia prova della massima potenza, il che non è: perché il potere vero, quello che sostiene il potere tangibile delle cose e delle armi, è sempre invisibile.

[img]http://www.imprese.com/video/lunare/l/imm/nuvola.GIF[/img]


Ed eccoci al cuore: alla violenza corrisponde non il momento trionfale del potere ma la sua isteria; è AL POSTO del potere che entra in campo la violenza.
Un potere minacciato che cede alla seduzione della violenza, paga il prezzo d’un decadimento irrecuperabile: dove la violenza non è più controllata dal potere, “ha avuto luogo il famoso rovesciamento nell’individuazione dei mezzi e dei fini. I mezzi, i mezzi di distruzione, ora determinano il fine, con il risultato che il fine sarà la distruzione di tutto il potere.”

[img]http://www.activitaly.it/immaginicinema/kubrick/immagini/urss.jpg[/img]


Tra le sue mille pesti, ogni guerra irradia un’ipnotica mistica della morte: “la morte indica un punto estremo di solitudine e d’impotenza. Ma affrontata collettivamente e nell’azione, la morte cambia aspetto; ora niente sembra maggiormente in grado di intensificare la nostra vitalità quanto la sua vicinanza.”

[img]http://www.fantascienza.com/cinema/icone/Stranam.JPG[/img]

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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 25/04/2004 :  16:51:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Chi vincerà


[img]http://www.gazette.de/Archiv/Gazette-Mai2002/Azzam.jpg[/img]


"Intanto questa specie di guerra non soltanto non corrisponde a nessuna regola, ma è direttamente contraria alla regola della tattica conosciuta e ammessa come infallibile. Questa regola dice che l'attaccante deve concentrare le sue truppe per potere, nel momento della lotta, essere più forte dell'avversario.
La guerriglia (che ha sempre successo come dimostra la storia) è esattamente contraria a questa regola.

[img]http://www.rnw.nl/informarn/assets/images/jihad.jpg[/img]

Tale contraddizione proviene dal fatto che la scienza militare identifica la forza delle truppe col loro numero. La scienza militare dice che, quanto più numerose sono le truppe, tanto maggiore è la forza. Les gros bataillons ont toujours raison.

[img]http://www.gazette.de/Archiv/Gazette-Mai2002/jihad.jpg[/img]


(...) La scienza militare, vedendo nella storia una quantità infinita di esempi in cui la massa delle truppe non coincide con la forza, in cui i piccoli reparti vincono i più grandi, riconosce vagamente l'esistenza di questo moltiplicatore ignoto e si sforza di trovarlo ora nell'inquadramento geometrico, ora nell'armamento, ora, ed è il caso più frequente, nella genialità dei condottieri. Ma l'assunzione di tutte queste accezioni di quel moltiplicatore non dà risultati che s'accordino coi fatti storici.

[img]http://www.123.cl/canales/noticias/img/jihad.gif[/img]


Eppure basterebbe rinunziare alla falsa opinione, stabilitasi per far cosa gradita agli eroi, circa l'efficacia delle disposizioni prese dagli alti comandi in tempo di guerra, per trovare questa incognita x.
Questa x è lo spirito dell'esercito, cioè il maggiore o il minore desiderio di battersi e di esporsi ai pericoli di tutti gli uomini che compongono l'esercito, del tutto indipendentemente dal fatto che si batteranno sotto il comando di geni o non di geni, su tre linee o su due, con dei randelli o con dei fucili che sparano trenta colpi al minuto. Gli uomini che hanno maggior desiderio di battersi si mettono sempre nelle condizioni più vantaggiose per battersi."
(L. TOLSTOJ, Guerra e Pace).

[img]http://www.aijac.org.au/review/2002/images/indo_jihad.jpg[/img]

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gabrilu
c.s. alato


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Inserito il - 25/04/2004 :  19:51:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
MALATTIE CONTAGIOSE


Les gens (...) s'imaginent que la guerre est seulement un gigantesque match de boxe auquel ils assistent de loin, grâce aux journaux. Mais cela n'a aucun rapport. C'est une maladie qui quand elle semble conjurée sur un point reprend sur un autre.

[img]http://www.chepik.com/images/cains_children.jpg [/img]



La gente immagina che la guerra sia soltanto un immenso match di pugilato cui assiste da lontano, grazie ai giornali. Nient'affatto. La guerra è una malattia, che, quando sembra scongiurata da un lato, riattacca da un altro.

Marcel Proust "Le Temps retrouvé" , M. de Charlus pendant la guerre

gabrilu
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 23/05/2004 :  13:26:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Darwin e la forza

[img]http://www2.raisport.rai.it/news/sport/pugilato/200001/12/387cde620443f/tyson.jpg[/img]

Se ho una forza non evidentemente superiore a quella dei miei possibili avversari, cercherò, se voglio sopravvivere, di non metterla subito in rissa - sceglierò strategie un po' più sofisticate del lineare uso della forza: parlamenterò, cercherò alleanze, mi garantirò neutralità, guadagnerò tempo: quanto meno per conoscere meglio il mio avversario, per valutarne meglio la forza.

[img]http://images.amazon.com/images/P/0375700382.01.MZZZZZZZ.jpg[/img]

Se invece, per una serie di casi in gran parte imponderabili e sconosciuti a me stesso, suo provvisorio beneficiario, mi ritrovassi ad essere fornito di una forza straordinariamente superiore a quella degli altri, per un esiziale principio di economia tenderò a impormi "senza porre tempo in mezzo". Ma il tempo significa - come dicevano gli italiani del tempo migliore - il tempo della "prudenza", e cioè dell'intelligenza. In psicanalisi si chiama tempo della sublimazione.

[img]http://www.dvd365.net/news/newsitems/pictures/chaplin/citylights.jpg[/img]

Il capestro della forza impiccherà sempre la mia intelligenza. Grazie alla forza, la moneta cattiva scaccerà la buona. Perché invece che "prudente" potrò permettermi il lusso - sempre restando tra Boccaccio Guicciardini e Machiavelli - di essere solo "semplice". Ma una forza idiota si sa quale destino sempre cerca e ottiene, perché solo la debolezza è pedagogica. Infatti, da un bel po' i tirannosauri si sono estinti.

[img]http://www.druppels.be/oudedruppels/img/ragingbull.jpg[/img]

Dalla mancanza di invulnerabilità di ogni creatura della terra discende che tutti quegli esseri che si affiderranno essenzialmente alla forza soccomberanno, perché la forza stessa li renderà più stupidi, mentre ben più sofisticata è la "lotta per la vita".

[img]http://iranactor.com/foreigner/IMAGES/FILMS/2003/Kill%20Bill/kill-bill-7.jpg[/img]


(P.S.: Se non lo si conoscesse: "Per citare un versetto", primo saggio nel "Canto del pendolo" di I. Brodskij: lettura di un professore, che con questo dono saluta i suoi studenti, del principio evangelico del porgere l'altra guancia: andare in libreria e rubarlo).
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 02/06/2004 :  22:46:56  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://www.lumiere.org/films/images/fantome-de-la-liberte.jpg[/img]


Se fossi il secolo (Ma non sono mica così seria...)


Buffo sarebbe – essere un Secolo –
E guardare la Gente – che ci passa –
Io – per la Follia morirei –
Ma poi – non sono mica così seria – come Lui –

Lui tiene i sui Segreti stretti – per davvero –
Li raccontasse – estremamente spiacente
Sarebbe questo nostro Umile Globo –
Così ritroso alla Pubblicità –

(E. Dickinson, 345)
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f.c.
c.s. oltre


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Inserito il - 01/07/2004 :  14:03:11  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Cercare di capire (ciò che non si può capire)


[img]http://www.imageimaginaire.com/artotheque/autoportaits-site/image27.jpg[/img]


La Prima guerra mondiale fu esattamente «un avvenimento contrario alla ragione umana», come tutte le altre. In tre anni, dalla parte italiana caddero 16800 ufficiali e 571000 soldati (saliranno a 652000 nel 1925, contando quelli morti successivamente, in seguito alle ferite riportate); in compenso l'Italia, con la conquista di Trieste e Trento, aveva ampliato il suo territorio (passando da 287.000 a 310.000 km2), aumentando così anche la sua popolazione (da 36,1 a 38,8 milioni di abitanti). Sembrano cifre costruite apposta per legittimare lo scetticismo di Tolstoj, il suo orrore per l'insensatezza della guerra, la sua sfiducia nella capacità della storia di spiegare razionalmente quelle catastrofi. Ma lo storico è costretto dal suo mestiere a fare proprio il contrario, a cercare cause, a fornire interpretazioni, ad attribuire razionalità a quello che sembra solo un groviglio di casualità, atti arbitrari, scelte occasionali ed emotive."
(G. De Luna, "L’Ottocento crollò come un grattacielo minato", da "La Stampa" di oggi)
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Mapi
nuovo c.s.


11 Messaggi

Inserito il - 24/08/2004 :  22:30:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
I bambini giocano ai soldati. Ciò è comprensibile. Ma perchè i soldati giocano a fare i bambini?

Karl Kraus, MORALE
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Generated in 2.62 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03