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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 14/11/2006 :  14:02:15  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Kultur und Spectakularitation

[img]http://www.panorama.it/panorama/statici/homegenerale/img/aperture/mielih230205.jpg[/img]


Nell'homepage del Corriere (www.corriere.it), c'è il richiamo delle pagine dedicate a "Spettacoli e Cultura": intanto, perché assieme? e perché Spettacoli prima? Immagino che se scoprissero la Decima di Beethoven o se oggi fosse uscito un fondamentale saggio di Umberto Eco su Kant e la deforestazione del Congo Belga, lo segnalerebbero qui, anche se per i più la cosa non sarà mucho spettacolar!
Ma forse no, forse neppure qua.

Le quattro notizie della sezione "Spettacoli e Cultura" sono queste: Napoli piange Merola; Cruise: anche i Beckham alle nozze; Troppe scollature: Toffanin bacchetta; Addio a Palance, cattivo di Hollywood.

Naturalmente, la sezione Scienze sta da un'altra parte rispetto alla Cultura: Sienze sta con Tecnologie. Dove si leggono pagine su: Massaggi e pomate per il BlackBerry; Visto, trovato: il motore dello shopping; «Naviga su siti vietati? Non è reato»; Playstation 3, sbarco in Giappone.

Poi dicono che è tutta colpa della scuola.
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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 16/11/2006 :  12:35:43  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sabbie immobili, Sirene volanti


ti credo su tutto, sulla parola, solo non dire che la tradizione "ama nascondersi". perdona la mia buaggine, effecì, sai bene che il mio è un procedere per sassi e ciccia, più che per finèsses di spirito: per tradizione io intendo il luogo geometrico delle bellezze che il tempo, guastatore di quelle di carne, non è riuscito a intaccare: certezza sotto gli occhi di tutti, anche dei pessumi tra i prof, che estrapolata dà l'altra: che mai ci riuscirà. a tal punto è presente alla coscienza, la tradizione, che lo stesso creatore di things of beauty - il quale non sa, per dirla con te, com'è realmente fatto il suo viso, o il suo culo - sa invece benissimo che la sua opera ne fa parte, è un monument'aere perennius (e non passa per sfacciato se lo grida ai quattro venti). come ce l'ha lui, questa certezza, ce l'ha anche chi creatore non è, ma che a godere delle creature è avvezzo, assuefatto, ammaliziato nel tempo: per brevità, e comodità, di fronte al mare magnum dell'offerta estetica, costui s'è costruito un diagramma mentale, analogo a quello ideato dagli astronomi per decidere che razza di stella abbian davanti: se una supergigante, un ordinario sole, o una nana bianca lì lì per spegnersi. Diagramma tipo, visto che ti piace il cinema: se questo è il gruppo dei vari Rossellini, Visconti, Bunuel, Kubrik, Sokurov, com'è possibile infilarci Benigni, Moretti o Zeffirelli? evidentemente non si può. chi lo fa, due sono i casi: o è in malafede (che include buonismo, comunella e partito preso), e allora è comprensibile, o è un bue più bue di me.
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 17/11/2006 :  16:29:35  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Indoli & idiomi

[img]http://xs302.xs.to/xs302/06262/Jung.jpg[/img]


Citazione:
fiornando scrive:

...per tradizione io intendo il luogo geometrico... un diagramma mentale, analogo a quello ideato dagli astronomi per decidere che razza di stella abbian davanti...


Sento anch'io la tradizione come "luogo": qualcosa dunque che si abita, si attraversa, si cura, si inquina, si segna, si contende, qualcosa in cui ci si limita o da cui si sconfina...

Solo, per quel che riguarda me, e certo per un apriori estetico e quindi molto radicale, la Tradizione (Rembrandt, Dante, Shostakovic, Buster Keaton, Manganelli, Platone, Maria Callas, Michelangelo...) configura un luogo tanto geometrico quanto può esserlo una nebulosetta quantistica. Uno spazio per equazioni piene di x.

Magari qualche volta c'indovino. Ma so anche che la metafora della nebulosetta sbuca fuori da una necessità mia: nel senso che io aprioristicamente trovo più abitabile un luogo magari paradossale, dalle leggi prevedibili solo vagamente, che gli ottagoni inappuntabili di Castel del Monte di Federico II: li moltiplicassi anche fino alla Babele di Borges, almeno io ci starei noiosamente.

Le scontornate nebulosette che ora sono ora in un modo poi chissà, mi piacciono di più e allo stesso tempo mi paiono più "giuste" per descrivere le cose, quindi anche per farmi un'idea della Tradizione. Per me funziona davvero meglio così, e immagino che la scelta (?) di questo habitus sia qualcosa che per il microtribunale della ragione mia non pura resterà sempre inconfutabile. Non so cosa farci, se non magari rileggere un po' di pagine dai Tipi Psicologici di Jung. O magari solo l'oroscopo (sono bilancia).

[img]http://jung.sneznik.cz/soubor_vize/image003.jpg[/img] [img]http://www.quilldrivers.com/leopardi.gif[/img]


Insomma, mica vero che si cambiano i modelli interpretativi come donne il duca di Mantova solo perché codesti modelli a un certo punto non funzionano. E' una fatica boia cambiare paradigma!, e in questo aveva davvero ragione Pareto: altro che liberi: siamo abitati e animati da "residui" atavici e potentissimi!...

Ma provo a tornare al punto.
Per me, su come si sta nel luogo abnorme della Tradizione, c'è tutto nell'irridente Leopardi del Parini ovvero della gloria:

"Se bene il progresso del sapere umano, come il cadere dei gravi, acquista di momento in momento, maggiore celerità; nondimeno egli è molto difficile ad avvenire che una medesima generazione d'uomini muti sentenza, o conosca gli errori propri, in guisa, che ella creda oggi il contrario di quel che credette in altro tempo. Bensì prepara tali mezzi alla susseguente, che questa poi conosce e crede in molte cose il contrario di quella. Ma come niuno sente il perpetuo moto che ci trasporta in giro insieme colla terra, così l'universale degli uomini non si avvede del continuo procedere che fanno le sue conoscenze, né dell'assiduo variare de' suoi giudizi. E mai non muta opinione in maniera, che egli si creda di mutarla. Ma certo non potrebbe fare di non crederlo e di non avvedersene, ogni volta che egli abbracciasse subitamente una sentenza molto aliena da quelle tenute or ora. Per tanto, niuna verità così fatta, salvo che non cada sotto ai sensi, sarà mai creduta comunemente dai contemporanei del primo che la conobbe."

Bellissimo!
Forse si può dire così: proprio perché la Tradizione è una cosa viva, lasciamole un po' di suspense anche nei nostri mentali "luoghi geometrici": se è viva, correrà dei pericoli, ogni tanto farà delle stupidaggini o avrà dei colpi di genio: pericoli e colpi perfino mortali. Anche la bellezza, nell'orizzonte instabile delle nostre apparenze, poiché è viva è mortale. Almeno in Leopardi questo è chiarissimo: sublime che non per questo si accontenti di fare baffi alle Gioconde degli altri.

Di bellezze caduche è lastricata la strada della Tradizione: magari la Tradizione è questa strada necessaria, fastosa e cimiteriale. Dove, del resto, nemmeno la morte è sicura (Dante, mica Guittone, è morto più volte e molto più radicalmente di Nosferatu; niente garantisce che abbia perso il gusto di morire, di morire ogni tanto chissà per quanto).



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fiornando
c.s. oltre


573 Messaggi

Inserito il - 02/10/2008 :  16:13:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
HOMUNCULUS vs/ PAPUNCULUS



[...] stamattina ho finalmente trovato una struttura con energia inferiore a quella di Kelvin... giocaci un po' e ti accorgerai che non sempre si riduce ad un pattern... sto lavorando su questi tilings. ma sto anche cercando qualcosa di piu' utile per l'anno prossimo. ha da essere legato al cervello e alla vita. non mi va di perdere tempo con seppur divertenti partizioni spaziali. ne di progettare aerei veloci. ne' riparare individui. tanto alla fine muoiono. bisogna trovare il modo per salvare il salvabile. fino ad ora il libro ha fatto la sua parte. ma è il momento di dare una svolta e trovare il modo di "attivare" i dati lasciati da chi se ne va... questa strana connessione tra vita e intelligenza merita di essere esaminata piu' a fondo.


(da una mail d'un mio figliolo a giro per il mondo)

FORZA RUGGERO!
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 16/10/2008 :  06:51:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
[img]http://farm2.static.flickr.com/1249/1211074535_6e11519a88.jpg?v=0[/img]


"Ciò che vorrei è perdere quest'impressione di inconsistenza, di favola, di già passato e perduto, di solamente scritto e sbiadito, che copre per me ogni cosa bella."

A.M. Ortese La lente scura
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campi giovanni
c.s. oltre


861 Messaggi

Inserito il - 21/10/2008 :  15:05:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

poco dopo, poco prima, poco ora

"Poco dopo, allontanandomi pel corridoio deserto, udivo ancora la voce
triste e dolce, ora sommessa, ora più fote, come un richiamo, del suo
zufolo. Seduto sul tavolo, il povero monello eseguiva la canzone allora
tanto in voga, che s'intitolava 'O carcerato".
(Anna Maria Ortese, Il monaciello di Napoli)
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sanbernardo granmente
nuovo c.s.


3 Messaggi

Inserito il - 22/10/2008 :  11:23:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando

"Carcere infinito: perché sei infinito non si può evadere da te!"
Pessoa
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nelson dyar
c.s. infuocato


470 Messaggi

Inserito il - 31/01/2009 :  20:11:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Stare coi morti, preferire I morti


[img]http://farm4.static.flickr.com/3025/2938872218_f198d6d77f.jpg?v=1223932859[/img]



Stare coi morti, preferire I morti
ai vivi, che indecenza! Acqua passata.
Vedo che adesso più nessuno fiata
per spiegarci gli osceni rischi e torti

dell’assenza, adesso che è sprofondata
la storia… E così tocca a noi, ci importi
tanto o quel tanto, siano fioco o forti
i mesti richiami dell’ostinata

coscienza, alzare questa poca voce
contro il silenzio infinitesimale
a contestare l’infinito, atroce

scempio dell’esistente… (Al capitale
forse è questo che può restare in gola,
l’osso senza carne della parola.)
G. Raboni

Modificato da - nelson dyar in data 31/01/2009 20:13:32
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f.c.
c.s. oltre


1642 Messaggi

Inserito il - 26/02/2010 :  16:32:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
all'istante

[img]http://web.mclink.it/MH0077/IlGiardinoDeiMagi/Giardino%201/images/la_porta_orghia.jpg[/img]


"Se ci chiedessimo che cosa rappresentano, saremmo forse in imbarazzo nel rispondere. Per il momento, mi limiterei a ciò: queste figure ci danno il sentimento che l'istante doveva essere pregnante, sufficiente a se stesso, per poter diventare una degna cesura nel tempo e l'eternità."
(J. W. Goethe, Lettera a Zelter, 19 ottobre 1829)
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Generated in 0.06 sec. Tradotto Da: Vincenzo Daniele & Luciano Boccellino- www.targatona.it Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.03