"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 4 aprile 2003

 


Don Giovanni di Lorenzo Da Ponte & W. A. Mozart

 

A. Weston, Nudo alla finestra

 

 

6. Le Nozze di Figaro

 


Autunno del 1785: Da Ponte e Mozart sul Mariane de Figaro di Beaumarchais. 

L’entusiasmo è un grande balsamo vede il futuro buono che pulsa in qualunque presente disponibile. Visti i fiaschi precedenti di entrambi, senza quella lente il quadro sarebbe di due perdenti che si suicidano del tutto scegliendosi un testo che scotta.

Quando la commedia arrivò a Vienna, l’Imperatore scrisse al direttore dei teatri Rosenberg: “mi aspetto che il censore la rifiuterà del tutto, o introdurrà cambiamenti tali da poter garantire che non vi siano effetti sconvenienti”.

La scelta del soggetto fu di Mozart, e “piacque assai” a Da Ponte.

Le nozze di Figaro dovrebbero raccontare come uno della “gente plebea” si vendica del “contino” che vuol far la festa alla sua sposina: “tutte le macchine” che quel birbone metterà in atto per ottenere il suo ormai almeno indichiarabile jus primae noctis, rovesciate dall’astuzia di un servo: altro che il Renzo Tramaglino che va a nascondersi dietro a sottana d’un frate.

 

Da Ponte, che sempre si vantò di essere straordinariamente rapido, nelle sue Memorie riduce il tempo della scrittura parallela del libretto e della musica a sole sei settimane: una leggenda. Stando alle lettere di Mozart, ci vollero almeno sette mesi.

Il risultato, si sa, fu miracoloso e straordinariamente nuovo: un’opera in cui tutto obbedisce a una meravigliosa coerenza teatrale: “il desiderio nostro di offrire un quasi nuovo genere di spettacolo” è annunciato da Da Ponte nella prefazione del libretto stampato per la prima.

 


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