"Il Compagno segreto" - Lunario letterario.Numero 13, settembre 2007 

 


n. 13 °*° W. Shakespeare : Fantasmi di Amleto  °*° n. 13

33.  Ardua è Ofelia

 


 

«Di lei non si può dire molto. (…) Tutto il suo essere fluttua in una dolce, piena sensualità.»

(J. W. Goethe, Wilhelm Meister. Gli anni dell’apprendistato, Milano 2006)

 

«In verità, se le parole «facile» e «difficile» hanno senso nell’ambito dell’arte, direi quasi che Ofelia è la parte più difficile. Ofelia ha meno materiale con cui ottenere un effetto. E’ l’occasione della tragedia, ma non ne è né l’eroina né la vittima principale. Viene trascinata dalle circostanze e diventa causa di situazioni di cui non è l’elemento centrale e di cui non ha il controllo. E di tutti i ruoli che Ellen Terry ha interpretato nella sua brillante carriera, Ofelia è quello in cui meglio si esprimono la sua infinita capacità di pathos e la sua facoltà di immaginazione e creatività- la signorina Terry è una di quelle rare attrici che non hanno bisogno, per creare un effetto drammatico, di dialoghi elaborati, poiché sono sufficienti le parole più semplici. «Non ti amavo» dice Amleto, e Ofelia risponde soltanto: «Dunque mi sono molto ingannata». A leggerle, queste parole non sembrano straordinarie, ma nell’interpretazione di Ellen Terry suonavano come la più alta espressione possibile del carattere di Ofelia. E di grande bellezza era l’improvviso rimorso che esprimeva con il viso e con i gesti nel momento in cui mentiva a Amleto dicendo che il padre era in casa. Quel momento mi è parso un capolavoro di interpretazione, e la scena della follia era indescrivibilmente bella. La signorina Terry conosce i segreti di Melpomene quanto quelli di Talia.»

 

(O. Wilde, “Amleto” al Lyceum, in Autobiografia di un dandy, Milano 1996)

 


 torna a  

 

     torna su