"Il Compagno segreto" - Lunario letterario. Numero 13, settembre 2007                                         

 

           n. 13 °*°  William Shakespeare: Spettro delle mie brame - fantasmi di Amleto °*° n. 13

 


 

 

90. Eschilo

 

 


«Nessuno, che io sappia, ha notato finora che Hamlet e Agamennone hanno inizio con la stessa scena d’una sentinella che veglia sulla reggia dov’è atteso il ritorno del re ch’è stato e di quello che sarà vittima..»

(G. Baldini, Manualetto shakespeariano, Torino 1967) 352

 

Per un uomo che ti uccide il padre e sposa la madre, due sono le strade della vendetta: «una è quella di Oreste nella leggenda greca e nella tragedia di Eschilo: il figlio uccide sia l’assassino sia la madre. L’altra via è seguita dall’Amleth della saga nordica, che Shakespeare conobbe ed utilizzò: il figlio si allea con la madre, ed, entrambi, insieme, uccidono l’assassino.»

(C. Schmitt, Amleto o Ecuba, Bologna 1983)

 

«La guerra di Troia per es. ha a suo inizio il ratto di Elena; Agamennone poi sacrifica Ifigenia, offendendo così la madre, perché ha ucciso la più cara delle figlie; Clitennestra assassina perciò il marito; Oreste, per vendicarsi dell’assassinio del padre e re, uccide la madre. Egualmente, nell’Amleto, il padre è soppresso perfidamente e la madre di Amleto oltraggia i Mani dell’ucciso con lo sposare subito l’assassino.»

(G. W. F. Hegel, Estetica)  

 

 

«Nella tragedia greca la fantasia è quanto mai misurata: non già perché essa manchi, come dimostra la commedia, ma per un principio cosciente. La sua antitesi è costituita dalla tragedia inglese, con il suo realismo fantastico: quest’ultima è assai più giovanile, più impetuosa, più dionisiaca, più ebbra di sogno.»

(F. Nietzsche, Frammenti postumi. Vol. I: Autunno 1869-Aprile 1871, Milano 2004)

 

 

 

«Lo spettro è, in certo modo, il simbolo o almeno il coagulo di una nozione storica non documentata, ma solo registrata nella verisimiglianza nella probabilità, nel risentimento profondo dei cuori.

Donde avviene che le parole «prova» e «azione» sono quelle che più ritornano sulle labbra di Amleto, che fanno di lui senza dubbio l’Elettra-Oreste dei romantici, quando per eroe romantico si debba intendere l’uomo invasato dalla missione ricostitutrice (d’una realtà morale del mondo), l’uomo chiamato, predestinato ad agire moralmente.»

(C. E. Gadda, I viaggi la morte)

 


 

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