"Il Compagno segreto" - Lunario letterario.Numero 13, settembre 2007 

 


n. 13 °*° W. Shakespeare : Fantasmi di Amleto  °*° n. 13

52.  Come finisce

 


 

AMLETO - …Morendo gli do il mio voto. Diglielo, e digli i fatti gravi e minori che mi hanno spinto... Il resto è silenzio. (Muore.)

(Atto V, sc. 2)

 

 

«…il kenoma, il vuoto palpabile o la terra desolata in cui si conclude il vero dramma di William Shakespeare.» (H. Bloom, Shakespeare, Milano 2003)

 

«All’amore amletico per il prestigio e al suo spirito aristocratico dobbiamo i versi più intensi e struggenti del finale. La morte come felicità non è solo pessimismo esistenziale, ma anche dottrina cristiana che indica al giusto virtuoso l’uscita da questa valle di lacrime, o dal mondo abominevole di Lutero e Calvino. Un’immagine possibile di Amleto è quella religiosa, della religiosità cupa, fanatica e sinistra del puritanesimo. Anche per i puritani «il delitto maggiore dell’uomo è essere nato» e la felicità la via d’uscita verso il trascendente.» (N. D’Agostino, Nota a W. Shakespeare, Amleto, Milano 2004) 

 

«Deciso, indeciso, illuso, propenso al rinvio e alla delega, Amleto è se stesso sino alla fine, che non è la fine eroica e strappalacrime delle messinscene tradizionali, ma una fine ironica.» (N. D’Agostino, Nota a W. Shakespeare, Amleto, Milano 2004)

 

«The last scene of the tragedy rest on deep layers of archaic symbolism; in the death, incest and rebirth form an identity.» (K. R. Eissler, Discourse on Hamlet and HAMLET,  New York 1971)

 

«Quel che rimane sul palcoscenico al termine della tragedia è un pathos assurdo.» (H. Bloom, Shakespeare, Milano 2003)

 

«Un Amleto di meno: la razza non s’è persa, diciamolo pure!» (J. Laforgue, Amleto, ovvero Le conseguenze della pietà filiale)

 


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